Un pezzo d’autunno in Florida

Non è proprio un diario perchè non si tratta di un viaggio inteso come “vacanza”, bensì di una permanenza lavorativa che però ci ha permesso di girare abbastanza.

Il punto fisso è la città di Tampa.

La prima cosa da fare è comprare le bici che ci accompagneranno in tutte le escursioni.
E’ vero che le distanze sono oceaniche, ma la totale assenza di dislivelli e l’ineccepibile stato delle piste ciclabili rende la bici un mezzo perfetto, ecologico e sicuramente utile a smaltire i milioni di calorie che si riesce a buttare in pancia negli States!

Inauguriamo le bici visitando la città

Questa è la Bayshore che costeggia la baia interna e arriva fino a Downtown

In downtown sono quasi ultimati gli ultimi tratti della Riverwalk, una bella passeggiata pedonale e ciclabile che, partendo dal Convencion Center, costeggia il fiume e arriva all’acquario passando davanti ai musei, sulle isole e davanti ai moli.

Sempre costeggiando la riverwalk si arriva al Curtis Hixon park e poi ad una piccola zona pedonale tutta in mattoni rossi ad accentuare il divario architettonico con i grattacieli che fanno da sfondo

La visita all‘Acquario è di circa un paio d’ore, non è eccezionale ma ha delle sezioni interessanti. E’ suddivisa tra un’area esterna con volatili e rettili e una interna con piccolissime vasche di cavallucci marini ed enormi acquari con squali toro con cui è possibile fare immersioni.
Il Tampa Bay History Center ripercorre la storia della citta, dai Seminoles ad oggi.
Interessante, abbastanza scorrevole e ricco di aree interattive per supplire alla mancanza di reperti..
E’ comunque utile per avere un’idea sulle origini della zona.

Hyde Park è la parte residenziale della città, è particolarmente graziosa, piena di villette con prati impeccabili, l’immancabile bandiera stelle e strisce affiancata da quella dei Buccaneers (la squadra locale di football), alberi tipici della fauna del sud, tillandsie e scoiattoli.

Le acque della baia sono basse e melmose ma attirano una gran quantità di uccelli acquatici e, appena le temperature scendono, diventano il rifugio per tantissimi manati (ne ho visto solo uno, ma spero di rimediare a dicembre :D)

Per quanto riguarda le aree commerciali, sulla Dale Mabry ci sono molte zone con negozi e grandi magazzini.
Poi c’è l'http://www.hydeparkvillage.net/[/url]]Hyde Park Village con boutiques originali d’intorno ad un’area pedonale con giardinetti dove è piacevole passeggiare la mattina di ogni primo sabato del mese in occasione del Fresh market.

Due bei centri commerciali sono l’International Plaza e il West Shore Plaza

RISTORANTI che ci sono particolarmente piaciuti (tutti con costi intorno ai 30$ a testa per cena. Molti locali applicano prezzi scontati se si cena entro certi orari)

Da Longhorn carne davvero ottima

A Ybor city, sempre carne superlativa e discreta lista di vini, consiglio Carne

Prorprio sulla baia, l’ Hula Bay  è un locale carino, con musica dal vivo, dove si mangia prevalentemente pesce (davvero super il tonno crudo e la l’aragosta roll)

Una tappa obbligatoria è sicuramente il Crab Shack : gustosissimi granchi di diverse qualità (tipico della Florida è lo stone crabe), armatevi di pinze e non spaventatevi delle dimensioni dei vassoi!

Per i brunch domenicali ci sono piaciuti molto il Chez Chavez piccolo bistrot con cucina curata e ottime uova benedectine con crabe cake e il  Daily Eat  (per quest’ultimo, prevedete anche un po’ di coda fuori perchè è molto gettonato)

Ybor City è il quartiere a nord di Downtown, dove è ancora forte l’identità multiculturale che ne ha dato vita alla fine dell’ottocento.

La Settima Ave è un susseguirsi di studi di tatuatori, locali e negozi di sigari e durante le sere dei fine settimana, si anima di gente che passeggia, auto con impianti stereo ultra potenti e stupende moto serigrafate.

HILLSBOROUGH RIVER STATE PARK

Si tratta di una riserva a nord di Tampa, con diversi accessi a seconda dell’attività che si vuole svolgere (passeggiate, trekking, bici, canoa).
Siamo arrivati all’ingresso di Morris Bridge in poco più di 30 minuti.
Una volta scaricate le bici e assicurati di avere acqua a sufficienza, siamo partiti attraversando aree boschive che si alternano a zone acquitrinose che poi lasciano spazio a distese di palmetti.
Davvero una bella varietà di flora locale.
Abbiamo fatto l’anello di 17 miglia circa, suddiviso tra sentieri battuti e fuoristrada, più un paio di landmarks.
A seconda della stagione, alcune aree vengono chiuse perchè le zone paludose diventano impraticabili ma tutte le tracce sono comuqnue ben segnalate.

(il mio guado del pantano ha del comico,vero?)

Durante i fine settimana, il parco è meta di molti appassionati, quindi è consigliabile arrivare non tardissimo per godere di un’atmosfera davvero magica con il solo suono della natura e le nebbie che si alzano dalle paludi.

Su quasi tutti i percorsi sono segnati punti per rifornirsi di acqua (fresca!) e le stazioni di lavaggio bici (indispensabile nella stagione umida!).
E’ consigliabile un repellente per insetti.
Il caschetto non è obbligatorio, ma consigliato.

Qualche settimana dopo è stata la volta della canoa a  Lettuce Park

http://maps.google.com/maps?q=6920+E+Fletcher+Ave.,%20Tampa,%20FL%2033637

Si possono noleggiare le canoe direttamente al ranger che si occupa dei ticket d’ingresso (25$ la canoa a due posti per 4 ore)

Il fiume Hillsborough è molto tranquillo, le sue acque sono ricoperte da una strana vegetazione che ricorda l’insalata e già dopo pochi colpi di remi si cominciano a incontrare i primi alligatori.
Ce ne sono davvero molti, e si riesce ad avvicinarli abbastanza per vederli bene.

In questo periodo le piogge stanno diminuendo e il livello delle acque scende lasciando intravedere un’ecosistema davvero interessante.
C’è anche una lunga passerella in legno che attraversa una parte di palude dove moltissimi bird-watcher, appassionati di foto naturalistiche, si appostano aspettando lo scatto perfetto.

Sempre raccomandato il repellente e le norme di buon senso valide in qualunque parco naturale.
Inoltre, sulle rive del fiume ci sono dei gazebo in legno attrezzati con bbq per concludere degnamente la giornata facendosi una bella mangiata :rofl:

LE BARRIER ISLAND

La prima che vediamo è Clearwater beach all’alltezza del Pier 60.

La spiaggia è enorme e bianchissima, attrezzata con stabilimenti e noleggi di ogni tipo e ristoranti.

Il lungomare è parecchio cementificato ma a nord, già dopo poche miglia, i palazzi lasciano spazio alle villettine dei vacanzieri: la spiaggia si riduce ma in compenso diventa quasi deserta.
Se cercate un posto tranquillo dove solo i pellicani vi fanno compagnia, parcheggiate e incamminatevi verso destra guardando il mare.
Bellissima, ed inoltre, la sabbia canta!

Treasur Island, poco più a sud: carina anche se più affollata (i parcheggi vicino alle spiagge le rendono mete più appetibili!).
Il mare è lo stesso ma la sabbia è più granulosa, ci sono molte conchiglie e i gabbiani la devono amare particolarmente visto quanti sono.

Se ci andate di pomeriggio aspettate l’ora del tramonto (in sett/ott intorno alle 19.30) e godetevelo.

Madeira beach somiglia molto a treasur island, tranquilla e senza troppa folla.

All’interno si trova il John’s Pass, un lungo molo in legno che è stato rivalutato e ora ospita negozi, locali, ristoranti, è possibile noleggiare barche, organizzare battute di pesca, uscite in motoscafo o anche solo farsi una birra.

Occasione perfetta per fare un po’ di shopping all’insegna del kitch americano con magliette divertenti o fenicotteri rosa da mettere in giardino!

Fort DeSoto

A nostro parere, fino ad ora, la più bella spiaggia della Gulf coast.
E’ un parco (ingresso 5$ per auto), c’è pochissima gente e soprattutto è immensa.
Il lato della baia ha i colori meno appariscenti ma merita una sosta perchè si avvistano spessissimo i delfini molto vicini alla riva (ci è successo tutte e 3 le volte che siamo stati).
E’ anche possibile noleggiare le canoe per fare un giro tra le mangrovie.

La costa che guarda il golfo, invece ha una sabbia candida e finissima, quasi accecante. Ci sono numerosi accessi al mare, tutti con aree predisposte per pic-nic con bbq, tavoli e panche, fontanelle, servizi, docce e un paio di piccoli punti ristoro.
Noi siamo provvisti di bistecche di brontosauro, carbone e abbiamo il cooler pieno di birre ghiacciate, quindi passiamo la mattina a nord dell’isola e dopo pranzo, ci spostiamo verso sud.

C’è anche un vecchio forte risalte alla guerra ispano-americana che offre la possibilità di avere una panoramica dall’alto di questo luogo splendido.

La parte di spiaggia più bella è quella che si trova tra il forte e l’accesso nord. Se si parcheggia e si cammina 10 min, si arriva al mare e la spiaggia è talmente immensa che ci si ritrova da soli!

La trasparenza dell’acqua è eccezionale e sulla battigia si trovano molti dollar sand

Aspettiamo il tramonto e, anche stavolta, ci regala dei magnifici colori sulla laguna alle nostre spalle.

Siesta Key

Siesta Key si trova ad una cinquantina di miglia a sud di Tampa.
Se possibile, la sabbia è ancora più bianca e fine che a nord.
La spiaggia cittadina ha un immenso parcheggio gratuito (!) con docce, servizi e noleggi.
E’ domenica e c’è gente ma ci pare comunque ragionevole.

Dopo un tuffo e un po’ di sole, scarichiamo le bici e facciamo qualche km sul lungomare.
A nord ci sono molti accessi per la spiaggia, pochi parcheggi (ma molte rastrelliere per le bici) e sul lato interno c’è l’imbarazzo della scelta per decidere dove mangiare (aragosta o brunch?).

Verso sud gli accessi al mare sono pochi, ci sono quasi solo hotel.
Però c’è molta meno gente.
Altra sosta, altro tuffo per digerire…

Ci fermiano nel pomeriggio a Sarasota: è una cittadina carina, ha una deliziosa zona pedonale con negozi, gallerie d’arte e locali.

Ne approfittiamo per un ottimo froozen margarita che accompagna la merenda!

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Sempre esplorando la Gulf Coast…

NAPLES

E’ una placida cittadina sulla costa, elegante, tranquilla e anche abbastanza chic.
Belle boutiques e gallerie d’arte, splendide ville residenziali con giardini curatissimi, auto sportive e bella gente.

La spiaggia è lunga, con diversi accessi, piena di conchiglie e durante la passeggiata abbiamo visto i delfini giocare vicino alla riva.
Il mare non eccessivamente trasparente e con qualche alga, ma credo che dipenda dal periodo. Inoltre la giornata è grigia ed il cielo minaccia pioggia.

A poche miglia da Naples si entra nelle EVERGLADES e il panorama cambia decisamente.
La parte occidentale della riserva che si affaccia sul golfo è chiamata 10.000 Island perchè la laguna paludosa si fonde con il mare in mezzo ad un’infinità di isolotti ricoperti da mangrovie che ospitano una gran quantità di uccelli acquatici.

Noi ci siamo fermati a Everglades City per assaggiare i bocconcini di alligatore all’ Island Cafe  e farci un giro davanti a quello strano panorana.
L’acqua ha un colore inquietante, è scurissima a causa della decomposizione delle foglie di mangrovia e i molti pannelli esplicativi raccontano l’importanza proprio delle mangrovie per l’ecosistema della palude.

Un po’ più avanti, Big Cypress offre una vegetazione completamente diversa caratterizzata da una pianura allagata piena di alti cipressi ricoperti di muschio e da hammock di latifoglie.

Esiste la possibilità di fare escursioni in bici su trail battuti ma il ranger della stazione di Shark Valley ci dice che fino a dicembre sono chiusi e riaprono con la stagione secca.
Peccato.

Proseguendo ancora, i boschi lasciano spazio alla zona umida ricoperta di praterie erbose

Decidiamo di fermarci all'Alligator Farm per fare un giro sull’airboat.
Una mezz’ora divertente durante la quale si avvista qualche alligatore e divese anhinga con le ali aperte ad asciugare al sole.

Nei pressi, poi, c’è un villaggio di nativi Miccosukee con qualche ricostruzione delle abitazioni e un piccolo shop (c’e anche la possibilità di assistere a spettacoli con alligatori ma preferiamo un giro all’interno del museo).

Ad essere onesti, niente di particolarmente interessante, quindi non mi sento di consigliarla…

MIAMI

Siamo stati un paio di giorni, giusto per avere un assaggio, già sappiamo di doverci tornare con i figli a Capodanno.

L’hotel (The Clay) è sulla Washington ma la camera è in Espaniola Way, piccolo vicolo carino, colorato e allegro.

Quindi primo impatto con la spiaggia di Miami Beach

e Ocean Drive bevendo un margarita mentre si guarda la gente passeggiare

La sera due passi e si è subito in Lincoln Road dove tra negozi e ristoranti c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

La mattina prendiamo le bici e ci dirigamo verso la Marina attraversando i ponti della Sheridan Ave che collegano Miami Beach alla terraferma attraverso le 3 isole artificiali.
C’è sempre la pista ciclabile separata o, al limite, la corsia per le bici, quindi anche Miami si rivela una meta perfetta per le due ruote!

Sulla Marina c’è da vedere l’America Airline Arena, la freedom Tower e un mall all’aperto dove fare un po’ di shopping.
Da lì partono anche le crociere per il giro turistico

A parte le ville milionarie dei vip, la crociera offre un colpo d’occhio davvero unico su dowtown e sull’immensa area portuale, davvero interessante.

Una pedalata et voilà! Eccoci in Calle Ocho, ovvero Little Havana.

Sicuramente il carattere cubano è accentuato a favore dei turisti, però resta uno spaccato diverso rispetto alla Miami che abbiamo visto fin’ora: dopo un giro al Maximo Gomez Park a vedere i giocatori di domino e scacchi, approfittiamo per fare un assaggio della saporita cucina cubana da El Cristo e poi percorriamo tutta la SW 8th st tra negozietti a buon mercato, walk of fame e monumenti in memoria degli esuli caduti.

Ovviamente non può mancare un tour dell’Art Decò Historic District: cuore di Miami Beach, in quest’area si resta affascinati dalle facciate in stile tropical-americano che sono diventate il simbolo della città

Lungo tutta la baia ci sono parchi davvero bellissimi, primo tra tutti il Bicentennial Park, con diverse istallazioni altristiche colorate e eclettiche.

Un improvviso temporale ci fa perdere tempo per raggiungere il quartiere di Little Haiti (dove, per altro, la Lonely sconsiglia di andare dopo il tramonto).
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SANIBEL

A Sanibel abbiamo trovato, forse, il mare più brutto di tutto il giro.
E’ probabile che dipendesse da una corrente, ma l’acqua aveva un colore davvero insolito, per nulla invitante…
Comunque la spiaggia è grande e è davvero esageratamente piena di conchiglie molto belle.
Si capisce perchè esiste la Gobba di Sanibel, ovvero la tipica postura china in cerca di conchiglie: è impossibile camminare sul bagnasciuga e non chinarsi a raccogliere quei gioielli del mare.
Anche in acqua si vede gente con in mano retini specifici per fare scorta!
In quasi tutti i negozi sono disponibili guide per riconoscerne le mille qualità e, inutile dire, nei negozi se ne vendono di magnifiche.

Questa è Bowman’s beach

Ci fermiamo a pranzo da Island Cow per una maestosa mangiata di frutti di mare crudi in un locale molto carino e con servizio impeccabile.

Questa era una tappa intermedia per arrivare a Homestead, dove decidiamo di dormire per ripartire la mattina dopo alla scoperta delle Keys.

Homested e Florida City sono posti abbasanza anonimi, quasi interamente popolati da immigrati messicani che lavorano come braccianti nel settore ortofrutticolo della zona.
Sono inoltre un punto di stop per andare e venire dalle isole, quindi si capisce l’alta concentrazione di alberghi e motel.

Scegliamo di dormire all'Everglades Hostel (la descrizione della Lonely ci ha davvero incuriosito perchè ne parla come di un posto divertente ed originale).
Effettivamente l’accoglienza è davvero molto amichevole, ci viene mostrata la camera e poi l’affascinante giardino interno pieno di vegetazione e sculture, con un paio di piscine scavate nella roccia ed alimentate con acqua sorgiva, una tenda fricchettona per eventi “alternativi”, un gazebo pieno di strumenti musicali a disposizione dei clienti, docce alla luce della luna, un paio di posti letto sull’albero…
Insomma un ambiente chic-alternativ-hippy. Ci piace!

A colazione ci fa compagnia uno dei proprietari e ci racconta come è nato il progetto per realizzare questo posto, recuperando un edificio degli anni ’30, che con molta destrezza è stato trasformato in un posto delizioso.

Sono le 9 ed è ora di partire per LE KEYS.

La prima sosta la facciamo a Islamorata al Robbie’s Marina, un molo dove c’è un mercatino che vende un po’ di tutto e si possono vedere i tarpons giganti e si possono organizzare battute di pesca o escursioni varie.

Piccola tappa anche a Marathon da Keys Ficheries per gustare uno dei famosi Reuben Lobster ed effettivamente ne vale la pena!

Si arriva a Bahia Honda giusto per entrare nel parco e costatare che, anche se la spiaggia è ricoperta di alghe, i brown pellican la amano lo stesso (ce ne sono centinaia!).

Il parco è comunque molto bello, con vegetazione lussureggiante che ospita colorate farfalle e diversi iguana.

Si arriva a Key West insieme ad un discreto temporale che però passa nel giro di poco.
Anche stavolta, lasciata l’auto in hotel, si comincia a girare in bici.
E devo dire che qui, i bikers sono davvero tanti, sia con biciclette serigrafate e soficate quasi quanto le moto, sia con reperti degli anni ’80!

In due giorni si riesce a vedere tutto quello che ci interessa: Little White House, i tramonti a Mallory Square mangiando le frittelle di conch, la boa rossa per la foto di rito, Duval Street con i suoi eccessi e le vie laterali con l’atmosfera tipicamente coloniale, il caratteristico cimitero multireligioso, il Bahama village, il Lighthouse in mezzo alle case, i galli a spasso sui marciapiedi…

Noi abbiamo mangiato molto bene da:

Two Friends Patio  (aragosta davvero ottima)

The Commodore’s

Mangoes

Abbiamo alloggiato al Travelodge  (a piedi un po’ distante da Duval St ma perfetta se si noleggiano le bici o si usano i taxi-risciò).

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Ci sono 5 commenti su “Un pezzo d’autunno in Florida

  1. Mooolto carino, parte del giro l’abbiamo fatto anche noi lo scorso anno!
    Concordo con te su Sanibel e Bahia Honda… tanto decantate quanto piene di alghe… Sanibel poi aveva un mare orribile!

    Ottimo il pranzo da Mangoes a Key West… divina al lemon pie!

  2. Grazie ragazzi :rose:

    Cioccolataia tu sei in partenza per le Bahamas, vero?
    Aspetto le tue impressioni al ritorno visto che quando torno a Tampa vorrei farci qualche giorno .

    Ilafabio il tuo diario dell’altr’anno mi aveva dato diversi spunti, quindi grazie :ok::ok:

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