Provenza e Camargue in campeggio

Vorrei, senza fare un diario di viaggio completo come mia abitudine, scrivere comunque qualche appunto sulla settimana appena passata tra Provenza e Camargue.
PERIODO agosto, caldissimo! Sconsigliabile, se potete scegliere un altro periodo. Se anticipate di un mesetto poi trovate la lavanda fiorita, volete mettere?
BUDGET risicatissimo! Eravamo in 4 con un’auto, quindi siamo riusciti a far fronte al caro benzina dividendo le spese di trasporto, abbiamo pernottato in campeggio e pranzato facendo la spesa nei negozietti di alimentari, mentre la sera ci siamo sempre concessi il ristorante. Si può viaggiare low cost anche in stati piuttosto cari, dopotutto.
TAPPE
Giorno 1 Saint Paul de Vence: deliziosa, è l’aggettivo che le calza al meglio. Curatissima in ogni dettaglio, valorizzata al massimo. Che invidia. Penso ad alcuni borghi italiani, belli ma non impreziositi da tante piccole attenzioni che i francesi, a Saint Paul come altrove, riescono a dispensare: fiori in ogni via, insegne in ferro e legno, botteghe di artigianato. Un po’ diverso dalle nostre insegne al neon, cartelloni pubblicitari, negozi cinesi e cartacce a terra, no?



Tourettes-sur-Loup
:
troppo carino questo paese, tutto di sasso, davvero un gioiellino anche questo. Tipiche le violette candite, che a dire il vero non abbiamo assaggiato causa prezzi folli. A proposito, il nostro amico qui si fa spennare per un gelato! Io e la mia amica, più furbamente, ci gustiamo delle ottime crepes.


Routes de Cretes
:
qui ci siamo spostati in serata, abbandonando la Costa Azzurra ed entrando già in Provenza, nella zona delle gole del Verdon. La routes de cretes è un anello di 32km da percorrere in auto, con vari punti panoramici sulle gole del Verdon. Ne abbiamo percorso solo un tratto perché si stava facendo tardi. Bello, ma meglio le passeggiate nel canyon se non avete tempo.

Giorno 2 Gorges du Verdon: le belle gole del fiume Verdon sono fantastiche per gli amanti delle camminate e dello sport. Abbiamo percorso il “sentiero dei pescatori” (des pecheurs) che parte da Colle de l’Olivier a La Palud sur Verdon. C’è un parcheggio per le auto, il sentiero è ben segnalato e porta fino al fiume, dove abbiamo fatto il bagno in più punti. Spettacolo! In alcune zone c’è un gran viavai di pedalò e canoe. Il percorso non è eccessivamente faticoso (soprattutto facendo le pause-tuffo) ma bisogna mettersi scarpe adatte.



Moustiers-Sainte-Marie
:
stupendo, tutti i paesini sono bellissimi ma questo mi è piaciuto in particolare. Oltre a passeggiare per le vie ed entrare nella deliziosa chiesetta dalla navata decentrata, abbiamo assistito alla lavorazione artigianale del vetro soffiato e siamo saliti per le scale della via crucis, fino alla chiesa che domina il paese e da cui si gode di un bellissimo panorama. Moustiers la ricordo con piacere anche per la cena fiabesca che abbiamo fatto al locale La Grignotiere: in un cortile, tra gli ulivi e con mille lucine colorate sopra la testa, ogni tavolo, sedia e bottiglia è dipinto a mano, perfino il bagno è troppo carino. Il cibo è buono ed abbondante, i prezzi giusti ed il locale senza pretese ed alla mano ma decisamente d’atmosfera.


Giorno 3
Lac Sainte Croix: il lago artificiale formato dal Verdon è balneabile, ci sono delle belle spiagge ed è molto piacevole per fare il bagno. Ci siamo stati mezza giornata, facendo un pic nic nella spiaggia del paese di Sainte Croix du Verdon. A me i laghi piacciono molto, sarà che ci abito ma spesso li preferisco al mare. Questo è di un bel colore turchese che tende allo smeraldo. Le acque lasciano una leggera patina calcarea bianca, il mio ragazzo si divertiva a cospargersi di poltiglia e farla seccare, diventando parecchio simile ad un’iguana! =)


Colorado Provençal
:
si tratta di una zona delimitata e con diversi sentieri, caratterizzata da terra che va dal colore rosso al sabbia. Ci sono alti pinnacoli, distese desertiche, rocce erose…molto carino, purtroppo abbiamo visto solo una piccola parte perché, visto il gran caldo che acuiva il rischio incendio, certe zone erano chiuse. Non si paga l’ingresso, ma il parcheggio sì. Non mi è piaciuta la scarsa tutela del parco: in molti incidevano indisturbati nomi e disegni nelle rocce friabili. Questa sera facciamo veramente tardi; ora che troviamo il campeggio (a Murs, un paese minuscolo e dove non c’è praticamente nulla), montiamo le tende, ci laviamo, si fanno le 9 passate…siamo in mezzo ai boschi, non una luce, non un ristorante…vaghiamo senza meta per un’oretta, rischiando di esaurire la benzina (niente benzinai in vista!) arrivando fino all’abbazia di Senanque (che non vediamo dato il buio pesto, ma troviamo i cartelli) e rischiando di investire un capriolo che saltella davanti alla nostra auto. Alla fine esausti torniamo in campeggio e ceniamo con le poche provviste rimaste: un paio di fette biscottate, tre brioches equamente tagliate a pezzetti e un po’ di marmellata! Serata divertentissima, nonostante tutto.


Giorno 4
Roussillon: questo paese è famoso per le sue case rosse, costruite con la terra locale. Ma la parte più interessante è il “sentiero delle ocre”, un percorso a pagamento in una ex cava di ocra. La terra rossa contrasta in modo splendido con gli abeti verde smeraldo, stupendo. Peccato solo che la cava visitabile non sia molto vasta. E’ una buona idea andarci al mattino presto (apre alle 09:30) perché poi arrivano numerose comitive dei viaggi organizzati.


Gordes
:
un paese arroccato, proprio a strapiombo su uno sperone roccioso. Spettacolare da fotografare soprattutto arrivandoci! E’ il colpo d’occhio del paese appollaiato sulla sua roccia ad essere da cartolina.


Avignon
:
ecco, se c’è una singola tappa che sconsiglierei di questo viaggio è la città dei papi. Forse avrei apprezzato il centro storico, circondato da lunghe mura, il ponte spezzato, il gigantesco e angosciante palazzo dei papi, se la città non fosse stata sporca, piena di mendicanti e non fossimo stati insultati da una zingara lavavetri prima ancora di arrivare al parcheggio. Non riesco a scindere la potenziale bellezza della città dalla sua realtà di vita, per cui non la consiglierei. Ma forse sono prevenuta.


Giorno 5
Les Baux de Provence: questo bel paese medievale mi è molto piaciuto, pieno com’è di viuzze saliscendi e di botteghe. In cima al paese c’è anche un castello, ma non l’abbiamo visitato visto che l’ingresso era piuttosto caro. Interessantissima (!!! sono ironica…) la mostra sui Ranieri…bah! Parevamo quasi gli unici a non esserne affascinati. Qui, dopo averlo visto ad Avignon, accade una simpatica coincidenza: rincontriamo un cane (e relativo padrone, ma abbiamo riconosciuto la simpatica bestiola) che avevamo coccolato ieri nella città dei papi!


Les Saintes-Maries de la mer
:
benvenuti in Camargue. Purtroppo ci accoglie un vento forza 9, ma andiamo comunque a farci un bagno al mare (niente di che, però ci siamo divertiti con le onde). Saintes-Maries è molto carino ed animato, specialmente la sera: la chiesa dove ci sono i resti della patrona degli zingari santa Sara è davvero bella, sembra un fortino, la cittadina è graziosa e piena di ristoranti che propongono menù di mare o carne di toro.


Giorno 6
Parco ornitologico Pont de Gau: il tempo al mattino è pessimo, il vento ha sollevato dei nuvoloni: il clima è giusto per visitare il parco senza soffocare dal caldo (la paludosa Camargue è molto afosa, ma non abbiamo trovato zanzare forse per via dell’onnipresente vento). Il parco è interessante se amate molto la natura e gli animali, come me, il nostro amico invece dopo un po’ si annoiava a vedere l’ennesimo fenicottero. Per me vale la pena passarci qualche ora (ingresso 8€) anche perché non avevo mai visto i fenicotteri e mi hanno fatto troppo ridere, sono animali buffissimi che continuano ad emettere dei “barriti”, litigare tra di loro ed “impastare” il fondo melmoso con le loro lunghe zampe dall’articolazione contraria. All’uscita del parco, incredibile ma vero, incontriamo il cane di Le Baux e di Avignon! La terza volta che lo vediamo, in posti distanti tra loro! Ci sta pedinando?! Il pomeriggio il sole ci consente di abbronzarci un po’, ma personalmente in piscina visto che il vento rende la permanenza prolungata in spiaggia un’esperienza da isteria (considerando che poi io voglio leggere, impossibile!).




Giorno 7
Aix-en-Provence: è ora di rientrare, sulla via ci fermiamo ad Aix. E’ il primo posto della vacanza dove incontriamo veramente tanti italiani (altrove trovavamo perlopiù francesi). Affollatissima, più grande e quindi meno magica dei piccoli borghetti visti in precedenza, Aix è comunque gradevole, bella davvero la piazza centrale. Abbiamo visto per caso anche dei graziosi giardini fioriti, con alle spalle un bel palazzo.Torniamo, senza trovare traffico. C’è poca gente in giro, la crisi si fa sentire.

PERNOTTAMENTI Castellane (gorges du Verdon) – camping les Lavandes € 16 a coppia per notte. Essenziale, avendo visto la zona ora gli preferirei un campeggio più vicino alle gole piuttosto che al paese come questo (la zona pullula di campeggi)
Maussane-les-Alpilles – camping les Romarins € 17 a coppia per notte. Più attrezzato del precedente, permette l’accesso all’attigua piscina comunale (che però ha uno strano regolamento: ci si può tuffare con la rincorsa rischiando l’osso sacro, mangiare a bordo vasca, ma è obbligatorio fare il bagno con il costume da piscina. Con quello da spiaggia non ti ammettono)
Les Saintes-Maries de la mer – camping la Brise € 27 a coppia per notte. Mega campeggio con mille servizi, non il mio genere a dire il vero (sa più di villaggio vacanze che di campeggio) ma è l’unico del paese.
IMPRESSIONI e CONSIDERAZIONI quello che mi ha colpita di più della Provenza è stata l’atmosfera fiabesca che si respira. O almeno, per me è stato così. Tutto è bello, tutto è pulito, tutto è curato. Sembrano paesi disegnati, oltre che per la bellezza dei luoghi (indubbiamente i borghi sono splendidi, ottimamente conservati) per l’atmosfera che si respira. Senza questa componente, per me la Provenza perderebbe gran parte della magia. Non mi stancavo mai di entrare nei negozietti di tessuti (avrei comprato tutto!), di saponette (io e la mia amica una sera ci siamo praticamente ubriacate di odori annusando tutte le profumazioni delle saponette di un negozio), di suppellettili. Per la gioia dei nostri fidanzati, ovviamente. La Camargue è molto diversa, più selvaggia in un certo modo, bella da un punto di vista naturalistico ma con un clima meno favorevole che non sempre permette di fare le attività all’aperto che la regione inviterebbe a praticare. Mi piaceva molto vedere in libertà i cavalli camarghesi, bianchi e tozzi, con talvolta un airone appollaiato sul dorso. Meno bello vedere cavalli nei maneggi già sellati (da quanto?) che attendono eventuali clienti. Sicuramente una settimana è poco, ma sono comunque contenta di aver fatto questo viaggio e mi piacerebbe tornare ad esplorare nuovi borghi un domani, sicuramente c’è moltissimo da scoprire e un mese potrebbe essere ancora scarso per la zona!

Pin It
Tags:

Ci sono 3 commenti su “Provenza e Camargue in campeggio

  1. Bel resoconto di viaggio :ok: Anche io ho fatto questo giro qualche anno fa e condivido la tua impressione su Avignone.
    Nella mia mente immaginavo cavalli selvaggi in libertà in Camargue ma purtroppo sul posto ne ho visti ben pochi…..

Lascia un commento

Commenta con Facebook