Irlanda verde e piovosa

La decisione di visitare l’Irlanda è stata presa in fretta, e dopo aver consultato programmi di tour operator abbiamo deciso per un fai da te itinerante, (partenza e arrivo a Dublino) aggiungendo quella parte di isola che non era prevista in nessun viaggio organizzato.
Intendo la parte della costa che va dalle scogliere di Moher in avanti, l’interno e tutta la parte nord.
Per problemi di tempo non siamo arrivati fino a Belfast, ma con il nostro itinerario allargato aggiungendo quello che non era previsto dai vari tour organizzati, lasciandoci tentare da cartelli, a volte poco visibili, che indicavano “coastal road”, oppure Ocean view, o ancora panoramic road, scegliendo strade pochissimo battute e molto strette, seguendo indicazioni semi nascoste di abbazie o castelli, e anche a volte grazie o per colpa del tom tom, siamo riusciti a scoprire quella che penso sia la vera Irlanda.

Ma partiamo dall’inizio:
11 luglio: vestiti a cipolla e con giubbotto indossato nonostante i 37° di Milano, per colpa del limitato peso e delle dimensioni del bagaglio a mano imposto da Ryan Air (non avrei mai pagato € 50 per il bagaglio in stiva su un biglietto low cost) ce ne andiamo a Orio al Serio per partire con un volo che ci permetterà di arrivare nel primo pomeriggio così da avere tempo a disposizione. Come detto abbiamo solo un bagaglio a mano e con mio disappunto vedo che non fanno controlli ai bagagli ed imbarcano senza problemi anche persone che oltre un bagaglio a mano di dimensioni enormi hanno pure una borsetta che potrebbe contenere tutta la bancarella di un mercato.:notok: Pazienza. Il volo è tranquillo ed atterriamo a Dublino che ci accoglie con la pioggia. Ritiriamo in aeroporto l’auto prenotata via internet (totale costo noleggio per i 10 gg € 500 ca) prima della partenza e raggiungiamo l’hotel ((Harcourt Hotel-Dublino – €89/pax camera a 4 – colazione da pagare a parte € 4,50/pax – colazione self service abbondantissima e varia – abbiamo scelto la camera a 4 vista la confidenza dei viaggiatori, anni e anni di amicizia e ferie insieme e anche xchè non vi era altra possibilità – l’albergo è in ottima posizione per i mezzi e a pochi passi dal centro).
Sono quasi le 17 e lasciata l’auto in un garage nelle vicinanze per la notte (se la si ritira entro le ore 9 della mattina successiva il costo totale è di 6 €) e lasciati i bagagli in albergo, ci mettiamo subito in marcia per scoprire qualcosa della città xchè subito l’indomani mattina si parte per il tour. Non piove più, anzi fa capolino anche un po’ di sole e qualche chiazza di cielo azzurro. Siamo vicinissimo al parco, lo attraversiamo e ci troviamo subito nella zona pedonale e nella via dello shopping. C’è tantissima gente che passeggia. Proseguiamo ed arriviamo al famoso Trinity College. Entriamo, giriamo un po’, e proseguiamo fino al fiume per trovare un pub consigliato dalla nostra guida, in quanto ormai si avvicina l’ora di cena. Ecco, finalmente dopo aver chiesto a varie persone, lo troviamo, ma purtroppo è un pub dove si beve solamente. Intanto comincia un bel temporale. Per fortuna dopo aver camminato un po’ ci imbattiamo in un locale dove si può anche cenare. Si sono intanto fatte circa le 21, è un po’ tardi e di tutto il menù proposto è rimasto proprio poco da scegliere. Piatti locali ma veramente gustosi, innaffiati da 4 belle pinte di birra (non spaventatevi, una pinta a testa!!!). Rientriamo in hotel e aprendo il cassetto del comodino troviamo dei tappi per le orecchie e ci chiediamo a cosa servano. :o Dopo poco lo scopriamo: un night all’aperto fa parte dell’hotel e la musica anche a finestre chiuse è proprio forte. Vero è che quando abbiamo prenotato, onestamente nelle caratteristiche dell’albergo era indicata che la zona era rumorosa, ma non pensavamo così tanto. Comunque riposiamo.

12 luglio: colazione abbondantissima e varia e pronti via: andiamo a ritirate la macchina al garage, e puntiamo il tom tom verso la prima destinazione. Il programma prevede di arrivare a Cork per il pernottamento. La giornata è discreta e la prima tappa è Glendalough, un antico sito monastico fondato sa Saint Kevin nel VI secolo, situato tra due laghi e abbastanza ben tenuto. Le chiese, il vecchio cimitero e la torre a base circolare alta 33 metri. Sono previsti anche lunghi percorsi a piedi per raggiungere i laghi. Ma terminata la nostra visita proseguiamo a raggiungiamo Kilkenny, dove purtroppo piove e allora ne approfittiamo per un buon pranzo a base del classico roast beef inglese (assolutamente differente da quello che intendiamo noi). Ben rifocillati dalle dosi abbondanti e dalla bontà della carne, nonostante la pioggia torrenziale decidiamo di visitare il paese. Purtroppo perdiamo la partenza del trenino (coperto) che fa il giro del paese e ci incamminiamo. Vediamo il Castello e proseguiamo per la cattedrale. Bagnati fino al midollo (anzi fino alle mutande) proseguiamo per Cork, passando per Waterford e percorrendo tutta la costa che è chiamata il “giardino d’Irlanda”. Purtroppo non riusciamo a vedere nulla, causa la pioggia torrenziale e pure la nebbia che ci accompagna quasi fino a Cork dove pernottiamo (Shandon Bells b&b – €74/camera doppia + 7€/pax per la colazione – carinissimo e romantico B&B lungo il fiume, con camere come bomboniere anche se piccine – a noi è capitata la camera mansardata, per cui dobbiamo stare attenti alle capocciate, ma Rodolfo distratto e un pochino elefantesco qualcuna se l’è beccata:laugh::laugh:)

13 luglio: la mattinata è dedicata alla visita di Cork: la Saint Finbar’s Cathedral, famosa per i tre pinnacoli e poi a piedi in giro per le stradine, i vicoli caratteristici, sempre seguendo la guida per non perderci nulla di quello che è necessario vedere e un po’ anche andando a naso e scoprendo vicoli con case coloratissime. (poi scopriremo che è una caratteristica dei paesi Irlandesi, forse per combattere il grigiore del tempo? Riprendiamo il viaggio, e a pochi kilometri, sulla costa troviamo Kinsale un coloratissimo paese sul mare. Bellissimo girare per i vicoli e le stradine, e dal porto prendiamo il trenino che ci fa girare il paese e ci porta su su fino al forte, dal quale si può ammirare un bel panorama. Il tempo è sempre grigio, e pioviggina ma cerchiamo di accontentarci. Riprendiamo l’auto e proseguiamo lungo la strada costiera. Raggiungiamo Timoleague dove ci fermiamo per visitare le rovine della sua abbazia del 13° secolo. All’intorno bei pascoli verdi punteggiati di mucche. Un bel paesaggio agreste. Il paese offre scelta di pub e ristoranti e approfittiamo per pranzare. Nel pomeriggio continua il nostro viaggio lungo la costa, per raggiungere Tralee, dove rimarremo per due notti, (Tralee The Old Mill Tralee – Campus Accomodation- come dice il nome si tratta di un campus, dove abbiamo prenotato un appartamento con cucina, bagno e due camere da letto al costo complessivo di € 150 totale per le due notti), sempre fermandoci quando qualche panorama o paese che ci sembra degno di una sosta per guardare.

14 luglio: previsto il tour del Ring of Kerry – la giornata è decente come tempo – le nubi vanno e vengono ma non vanno mai abbastanza per far spuntare il sole. Devo dire che il Ring of Kerry non mi ha entusiasmato. Forse perché tutti ne parlano di una cosa mai vista e forse mi aspettavo di più. Vediamo un cartello con indicazione Valentia e lasciandoci prendere dalla curiosità, percorriamo il ponte che ci porta a questa isola. Arriviamo alla cittadina di Knight’s Town e visto il tempo frescolino anzichè no, approfittiamo di un bar molto caratteristico per goderci una bella cioccolata calda con panna. E’ uscito anche un po’ di sole e seguendo un cartello “panoramic road” percorriamo quasi completamente il perimetro dell’isola e godiamo di panorami e scorci veramente belli e particolari. Riprendiamo il Ring of Kerry e ci fermiamo allo Staigue Fort, (uno dei siti archeologici notevoli dell’isola) sulla montagna in una valle solitaria e ci troviamo circondati da tantissime pecore irlandesi, quelle con il muso nero. Dotato di un incredibile panorama impressiona per la sua altezza e lo spessore delle mura, e pare risalga al primo millennio a.c. Per raggiungere la penisola di Dingle (contea di Kerry) passiamo da Killarney e fuori dal paese a sorpresa ci interrompe il viaggio una mandria enorme di mucche che fanno ritorno alla stalla. Raggiungiamo Dingle e la sua famosa e bella spiaggia sabbiosa. C’é un’aria gelida che ci taglia la faccia, ma non mancano i bagnanti coraggiosi e tantissimi surfisti. Per rientrare a Tralee prendiamo una strada che parte dal villaggio di Dingle e che indica Connor Pass, il passo montano più alto di Irlanda. Subito la strada si inerpica sui pendii del massiccio montagnoso e nel punto più alto offre una vista mozzafiato su tutta la Baia di Brandon oltre che sui tanti laghetti sparsi nella valle. Ma il tempo fa sempre abbastanza schifo con nuvoloni neri neri. Oltretutto la strada si stringe talmente tanto da essere difficoltosa perfino solo per una macchina (la strada è comunque a doppio senso) delimitata a destra da vette che paia di vengano in testa e dall’altro lato (proprio quello della guida!!!!) da un muretto quasi invisibile che fa da sponda ad un precipizio altissimo. :fear:Ma noi siamo famosi per riuscire ogni tanto ad incasinarci la vita!!! Comunque, bontà loro, ogni tanto hanno predisposto delle piazzole di fermata nel caso si incontri un veicolo in senso contrario, peccato che se lo incontri dove non c’è la piazzola, cosa c…..o fai? La retromarcia!!!!! Per fortuna va tutto bene e rientrati a Tralee, con un po’ di difficoltà troviamo un posto per la cena. Non c’è tantissima scelta, e oltretutto sono pienissimi. Alla fine, facendo la faccia di palta, entriamo in un albergo (dove si vedeva una sala da pranzo strapiena) a chiedere se possono ospitarci per la cena e dopo averci fatto attendere che si liberasse un tavolo ci fanno accomodare. Ottima cena.

15 luglio: Si riparte da Tralee di buon’ora e ci fermiamo a Ballybunion per una foto alla bellissima spiaggia di un colore ocra scuro, lunghissima e larghissima. Non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte a spiagge così immense, che ricordano quelle dell’Algarve. Lungo il persorso incontriamo ancora mucche e pecore e ci fermiamo al Carrygafoile Castle situato sull’estuario dello Shannon, un tempo completamente circondato dalle acque del fiume. (non è rimasto molto da vedere rispetto all’originale, ma in una posizione molto bella e comunque ci si rende molto bene l’idea di come fosse un tempo). Via poi per Adare (nella contea di Limerick) un paesino molto carino, il cui centro locale dà una profonda visione della storia del villaggio che è considerato dal governo irlandese come patrimonio. Molto curato e particolare per le case con i tetti di paglia. Una breve sosta a Limerick attraversata dallo Shannon. Il centro è diviso in due zone “English Town” che include il castello e “Irish Town” che include le antiche strade sulla sponda meridionale del fiume. Ci facciamo un bel giro, tante fotografie e con un tempo che fa ben sperare ripartiamo per le Cliffs of Moher.

Ti pareva che il tempo reggesse? :perep:Macché, quando arriviamo peggio di così non poteva essere. Tantissimo vento e acqua a catinelle, ma noi imperterriti (d’altra parte non è che si poteva ritornare il giorno dopo), dopo aver parcheggiato ci incamminiamo insieme ad una marea di disgraziati come noi per arrivare alla cima e sperare di vedere qualcosa. Belle, imponenti, maestose, ma perdonatemi il giudizio forse di parte, anche noi abbiamo scogliere meravigliose di questo tipo. Terminato il giro e quando stiamo per lasciare le scogliere, arriva un raggio di sole, ma dobbiamo riprendere il viaggio in direzione Galway dove pernotteremo il 15 ed il 16 (Glen Oaks Hotel – prenotato su booking.com una camera quadrupla al costo € 198 + 24 € colazione per le due notti in totale per 4 – scopriamo poi non essere esattamente una camera quadrupla, ma si tratta di un appartamentino con bagno e due camere da letto).

16 luglio: in programma oggi abbiamo la visita delle isole Aran (selvaggio e magnifico arcipelago) a parer nostro una dei luoghi più affascinanti di Irlanda, che meriterebbe non solo un intero giorno come abbiamo fatto noi, ma fermarsi almeno una notte. L’imbarco è da Rossaveal a circa 30 km da Galway e i traghetti partono circa ogni (costo € 100 per 4 persone a/r). Non si può traghettare l’auto. Ovviamente piove, ci imbarchiamo e raggiungiamo Inishmore. Allo sbarco ti attendono pullmini che ti propongono il giro dell’isola. Ne scegliamo uno ed iniziamo il tour. Da vedere i giganteschi Forti Preistorici, il più famoso dei quali, il Dun Aengus, (che si raggiunge a piedi con una bella camminata in salita) che si trova sul ciglio di una scogliera alta un centinaio di metri. (secondo me molto più panoramico e bello delle Cliffs of moher). Testimonianze di antiche civiltà sono presenti in tutta l’isola. Ma l’elemento più affascinante delle Aran è sicuramente il paesaggio: brullo, interamente ricoperto di pietra e suddiviso in tanti piccoli terreni contornati da muretti a secco; Vi sono numerosi resti di chiese (la località più importane è denominata Le 7 chiese) a testimonianza dell’importanza della cristianità in queste lande desolate.
Per il pranzo ci fermiamo un po’ di corsa (perché noi ci perdiamo un po’ in gloria per ammirare e fotografare) in un caratteristico locale e non avendo il tempo per gustare la zuppa locale, che col freddo che fa non sarebbe male, ci accontentiamo di una cosa veloce a base di cappuccino (non pensavo in Irlanda di trovare un cappuccino fatto con i sacri crismi e così buono) e torte fatte in casa (ragazzi da leccarsi i baffi), riprendiamo il giro panoramico con il nostro pulmino che nel primo pomeriggio ci lasca dove ci ha raccolto. Visti i pochi negozietti di souvenir che si trovano vicino al porto e visto che il tempo continua ad essere inclemente, chiediamo la possibilità di imbarcarci sul traghetto che parte un’ora prima di quello previsto dal nostro biglietto. Gentilmente ci viene concessa e ritornati sulla terra ferma, nel ritorno verso Galway, approfittando del fatto di avere ancora parecchie ore di luce a disposizione (in questo periodo ci si vede fino alle 22 ca) cerchiamo la Ross Errilly Abbey (convento medievale francescano), uno dei meglio conservati siti monastici irlandesi. Si resta meravigliati quando arrivando la si vede in fondo ad una stretta strada che percorre prati con tanti greggi di pecore che disturbate dal rumore della nostra auto fanno un concerto incredibile di belati. Parcheggiamo e ce la giriamo in lungo ed in largo, incredibilmente solo noi 4 turisti, per una cosa così bella. Molto ben conservati la chiesa ed il campanile e si riescono ad individuare il chiostro, gli edifici domestici, la cucina, il refettorio ed i dormitori al piano superiore. Un secondo chiostro evidentemente costruito per la crescente popolazione del convento. Rientriamo e durante il percorso rimaniamo bloccati per 5 minuti da un gregge di pecore che ci attraversa la strada per tornare a casa. Arrivati a Galway ce ne andiamo in centro per la cena e ritorniamo al ristorante/pub della sera precedente dove ci eravamo trovati benissimo e ci pappiamo una succulenta bisteccona con patatine. All’uscita un altro giretto per le vie animatissime per la movida serale e notturna.

17 luglio: lasciamo Galway e ci inoltriamo nel parco nazionale del Connemare. Lungo la strada costiera panorami bellissimi, spiagge altrettanto belle e mare con colori molto belli nonostante il tempo inclemente. Mi immagino cosa potrebbe essere illuminato dal sole. Ci fermiamo ogni tanto per qualche foto e proseguendo con i km ci troviamo pure immersi nella nebbia. Peccato, perché la penisola è molto particolare: lande desolate interrotte da improvvise macchie di verde, torbiere, laghi. Arriviamo a Clifden, piccola sosta e proseguiamo per arrivare sempre sotto un’acqua torrenziale alla Kylemore Abbey nel cuore del Connemare. Imponente costruzione in stile neogotico, situato in panorama spettacolare sulle rive del Lough Kylemore e aperta ai visitatori. Terminata la visita all’interno ed alla chiesa, sempre sotto un’acqua torrenziale,:notok: con la navetta, ci spostiamo per vedere i famosi, bellissimi ed immensi giardini. Pare che per ornare questi giardini, vengano utilizzati a seconda delle stagioni fiori specifici dell’era vittoriana. Ci rifocilliamo al punto di ristoro appena fuori dei giardini (durante questo viaggio siamo diventati golosissimi e anche qui ci facciamo tentare dalle varie torte proposte, insieme ad un te utilissimo anche per scaldarci). Riprendiamo il nostro itinerario in direzione Westport e ci fermiamo a Ballintubber (nella contea del Mayo) per visitare l’abbazia, l’unica chiesa in Irlanda ad essere stata fondata da un re irlandese ed ancora in uso e con un bellissimo chiostro. Ce la giriamo dentro e fuori, e all’interno su un tavolino troviamo la copia di un giornale cattolico che titola “Pray for rain to end”. Evidentemente questo tempo inclemente che dura da molti giorni prima del nostro arrivo ha rotto le scatole pure agli irlandesi che sono abituati all’acqua. Da qui ci dirigiamo verso Sligo, tappa di passaggio dalla contea del Mayo al Donegal, cittadina carinissima e coloratissima. Il nostro punto di arrivo per oggi è Bundoran, sulla costa, dove pernotteremo il 17 e 18 luglio – sempre con Booking.com avevamo prenotato il Grand Central Hotel – € 156 per le due notti ciascuna camera doppia compresa prima colazione abbondantissima. Ottimo hotel sulla via principale a 100 metri dal mare, con parcheggio comodissimo, ristorante e pub interno dove poter cenare con piatti locali.

18 luglio: di buon mattino partiamo per il giro completo della penisola del Donegal, sempre con nuvoloni neri minacciosi. Bellissimi panorami, belle spiagge particolari (le spianate verdissime a tavola che le sovrastano danno un contrasto incredibile con il giallo della sabbia) e seguendo anche stradine fuori mano arriviamo al Rossan Point, sulla punta della penisola. Il nostro itinerario prevede le Slieve League e il Bunglass (una catena montuosa molto interessante nel versante meridionale perchè cade direttamente nell’oceano atlantico, formando un’impressionante scogliera marina, pare la più imponente d’Europa ed una delle più alte, mentre il Bunglass è un altro braccio montuoso sempre contiguo alle Slieve). E qui altra avventura: arriviamo al termine della strada dove troviamo una sbarra che impedisce la salita ed attiguo il parcheggio dove lasciamo l’auto. Non è indicata la distanza per il punto panoramico. Imperterriti ci incamminiamo sotto un vento esagerato ed una pioggia che va e viene. Cammina cammina cammina, su questa strada (comunque asfaltata) a tornanti ma curva dopo curva non si riesce a vedere il punto di arrivo. A chi sta già ritornando chiediamo informazioni e ognuno da una versione diversa: ancora 15 minuti, ancora 30, e qualcuno dice siete quasi arrivati, il che è molto vago. Oltretutto vediamo anche auto che salgono e scendono ed il nostro pensiero è quello di persone che non possono camminare. Il paesaggio è comunque molto bello, ma la strada è tanta e tutta in salita. Dopo quasi tre quarti d’ora di cammino, finalmente arriviamo e cosa scopriamo….un altro parcheggio in cima. :nonono:Pazienza, ci fermiamo un po’ per ammirare le scogliere, spettacolo che sarebbe veramente splendido: peccato che per il tempo malefico di questa giornata le scogliere siano incappucciate da nuvole molto basse e la loro imponenza te la puoi solo immaginare, mentre l’oceano sotto è impetuoso con onde alte. Gambe in spalla ritorniamo alla nostra auto e cosa scopriamo…che bastava sollevare la sbarra al limite della strada per salire comodamente in macchina. La cosa che ci consola è quella di non essere stati gli unici “ciula” a farsela tutta a piedi, ma con il tempo impiegato tra andata e ritorno la nostra tabella di marcia ha subito un bel colpo. Proseguiamo l’itinerario sempre piacevolissimo da vedere, e seguendo un cartello “ocean drive” ci inoltriamo per una stradina stretta stretta che però ci regala bellissimi scorci. Continuiamo il nostro perimetro della penisola per rientrare a sera al nostro albergo a Bundoran, infatti con tutte le nostre soste (anche quelle che non ho inserito nel racconto) questo giro ci ha portato via tutta la giornata.

19 luglio: dopo colazione, riprendiamo la strada per rientrare a Dublino e ci fermiamo al monastero di Clonmacnoise il sito monastico più affascinante per posizione dell’Irlanda centrale, sulle rive dello Shannon. Il tempo è decente anche se qualche goccia di pioggia cade ogni tanto, giusto per non farci perdere l’abitudine. Ce lo giriamo in lungo ed in largo, e quando inizia veramente a piovere, riprendiamo il viaggio. Il programma fatto dai nostri due ometti prevede senza ombra di dubbio la sosta a Kilbeggan per visitare una antica distilleria di Wiskey e ovviamente assaggiarlo pure!!! La visita è comunque molto interessante. Ci fermiamo al ristorante all’interno e dopo un buon pasto, un gelato al wiskey ed un bicchierino di questo liquore per concludere in bellezza, riprendiamo la strada per Dublino (ma state tranquilli nessuno è ubriaco). Facciamo sosta a Trim per il suo castello, che anche se la maggior parte delle guide turistiche non lo riporta è molto meglio conservato di tanti altri dove ti trovi di fronte solo a quattro sassi. Riprendiamo il viaggio. Il programma di oggi, prima di arrivare a Dublino, prevede la visita a New grange, il sito archeologico con tombe risalenti a 5000 anni fa. Purtroppo nonostante il tom tom e le varie indicazioni chieste lungo la strada, troviamo molta difficoltà nel raggiungerlo e quando arriviamo troviamo chiuso solo per 2 minuti dall’orario previsto per l’ultima visita. Questo ci costringe a ritornare domani mattina, togliendo tempo alla visita della città. A Dublino pernottiamo ancora allo stesso hotel di quando siamo arrivati il primo giorno.

20 luglio: eccoci in mattinata a New Grange, il complesso archeologico che giace sulla parte superiore di una collina e che conta 50 monumenti, dei quali però se ne possono visitare solo due che però sono i più importanti ed i più imponenti di tutta la zona: appunto i tumuli di Newgrange e Knowth. Famosi anche per i loro graffiti dalle forme geometriche e astratte. All’entrata del tumulo di Newgrange uno stretto corridoio porta ad una camera centrale, ed una apposita apertura al di sopra di questo passaggio permette all’alba del giorno del solstizio di inverno (21 dicembre) ad un raggio di sole di illuminare per 15 minuti la camera centrale, grazie a calcoli astronomici notevolmente precisi, che lascia sbigottiti pensando all’epoca della costruzione di questi monumenti. Pensate che le richieste per assistere a questo fenomeno sono tantissime, e il posto, considerato che all’interno di questa camera non possono stare tantissime persone (il nostro gruppo era di una ventina), viene assegnato tramite una lotteria. Rientrati a Dublino, come prima tappa immaginate dove ci si ferma? Beh, alla fabbrica della Guinness. Fatto il biglietto di ingresso (20 € a cranio) in questo palazzo di 7 piani, iniziamo il giro per imparare tutto il processo di fabbricazione della birra. Al termine un assaggio e, vista l’ora (siamo già nel primo pomeriggio), ne approfittiamo per il pranzo (ovviamente il tutto innaffiato con una buona pinta di Guinness) al loro ristorante all’ultimo piano da dove si può ammirare il panorama di tutta la città. Riprendiamo l’auto, giriamo un po’ qui e un po’ là per le varie vie e quartieri (purtroppo per l’inconveniente di ieri possiamo dedicare a Dublino solo il pomeriggio, ma per fortuna eravamo riusciti a veder qualcosa il giorno del nostro arrivo) e arriviamo alla Cattedrale di St Patrick. Dopo la visita, a piedi, ci spostiamo verso il castello. Girovagando sempre a piedi per le varie vie abbiamo un’idea di questa città così piena di vita e vivace. E’ il nostro ultimo pomeriggio di vacanza e lo sfruttiamo fino a tarda sera quando si rientra in hotel per, purtroppo, preparare i bagagli. Domani mattina abbastanza presto si parte per riconsegnare l’auto in aeroporto e prendere il nostro aereo.:cry:

Al cappello di questo diario posso solo aggiungere che è stata una vacanza piacevolissima, grazie anche alla compagnia, intensa, bella, e che ha lasciato un bellissimo ricordo dell’ Irlanda e degli Irlandesi, disponibili, cordiali, simpatici e mattacchioni.
Già, forse sono stata un po’ logorroica, chiedo venia.:please.:please.

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Ci sono 8 commenti su “Irlanda verde e piovosa

  1. Qualche anno fa itierario simile, stesso periodo e stesso clima :azzz:
    Noi non andammo fino a belfast perchè era in problema espatriare con l’auto a noleggio.
    Peccato perchè ci sarebbe piaciuto vedere anche il nord…

    Però l’Irlanda è davvero bella e leggere il tuo viaggio mi ha fatto tornare bei ricordi, grazie!

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