In Giamaica a Port Antonio

Prima di raccontarvi il nostro viaggio, mi sento di darvi qualche consiglio: la Giamaica non è Negril, anche se le agenzie cercano di vendervi solo questo, e poi anche a Negril, che è la città più turistica, non vi aspettate di trovare villaggi stile Maldive con tutti gli optional, ma ci sono tutti villaggetti senza animazione, senza spiagge private, senza menù internazionali (si mangia principalmente pollo, ma ne vale la pena!!!), a parte i 5 stelle extralusso irraggiungibili di prezzo. Di giorno c’è un bellissimo mare, ma la sera oltre i locali sulla spiaggia che fanno musica dal vivo (raggiungibili solo con i taxi perchè nè la spiaggia nè la strada sono consigliate a piedi) non c’è un centro per poter passeggiare. Se invece volete conoscere la vera cultura giamaicana, vi consiglio la zona ad est, noi in particolare siamo stati a Port Antonio e siamo stati benissimo. Neanche qui trovate i confort che vi ho appena detto, ma almeno c’è tranquillità e non avrete nient’altro da chiedere, in pratica non ci sono i locali, ma va bene cosi NO PROBLEM, perchè il posto è bello e non vi manca niente. Qui i giamaicani sono meno insistenti e con un NO THANKS vi lasciano godere la vacanza in pace, mentre a Negril sulla spiaggia ti vogliono vendere di tutto: appena arrivati uno ci ha dedicato delle canzoni del mitico Bob, ma c’è chi ti offre di fare le treccine, chi ti vuole vendere la ganja, chi la frutta, chi aragoste cotte, chi ti offre di fare un giro in barca o in moto d’acqua, chi per vendermi un braccialetto me l’ha messo alla caviglia e il giorno dopo ha preteso 5$…. Insomma, basta vogliamo riposare!!!!

Per quanto riguarda il periodo, fine novembre è il migliore, inizio stagione quindi spiagge poco affollate, temperatura ideale sempre sui 30 gradi ma con un pò di vento che toglie l’afa.

Partenza il 21/11/10 da Milano, aereo un pò strettino, ma confortevole negli altri servizi; insomma, le 12 ore sono passate abbastanza veloci. Arrivo a Montego Bay e spostamento a Negril (un’altra ora di viaggio!), esattamente al Sunset on the Beach, un piccolo hotel/villaggio sulla Seven Mile Beach, carino.

Primo giorno, mare mare mare…. Una bella spiaggia lunga 11km con sabbia bianca (ma piena di fogliame) e mare celeste chiaro! Come ho già detto, giamaicani che ti stressano per poterti vendere qualcosa, ma è cosi….

Secondo giorno, escursione alle YS falls, molto belle, paesaggio fantastico, anche se pensavamo di poterci fare il bagno tranquillamente nelle acque delle cascate, invece ci sono gli addetti che ti fanno fare un giro di 5min. Tenendoti la mano e scattandoti delle foto, poi ti fanno uscire…. Subito dopo, siamo stati al Black River, anch’esso molto bello e naturale, anche se di coccodrilli in realtà ne abbiamo visti solo 3 (dei 300 che abitano il fiume) e di misura molto piccola. Ripensandoci ora, l’escursione non vale i 90 dollari spesi!

Terzo giorno, mare e shopping a Negril, dove è situato un caratteristico mercatino dell’artigianato locale, che però serve soprattutto da trappola per turisti: non riesci ad uscire senza comprare almeno una maschera di legno. Oltre a questo, il paese è tutt’altro che bello da vedere, anzi ti viene proprio voglia di andartene. Il tramonto l’abbiamo visto dal famoso Rick’s Cafè, un locale sulla scogliera, dove si possono ammirare i tuffi di aitanti giamaicani da 30 metri e i turisti più coraggiosi possono provare: esperienza molto bella, anche se per niente in stile giamaicano.

Quarto giorno, è ora di partire, destinazione Port Antonio, circa 5 ore di viaggio (dato che le strade giamaicane non sono delle più confortevoli) e lungo il tragitto abbiamo fatto sosta alle Dunn’s River falls, le cascate che hanno quasi trasformato in un parco dei divertimenti: ti mettono in gruppi di 10/15 persone, guidate da un addetto, e ti fanno salire le cascate a piedi, immersi nell’acqua. Molto divertente! Arrivati a Port Antonio, finalmente SIAMO ARRIVATI IN GIAMAICA! L’hotel è il San San Tropez, è di un italiano che vive in Giamaica da 17 anni e cerca in tutti i modi di far entrare il turista nella mentalità NO PROBLEM. Il paesaggio è bellissimo dato che siamo proprio a ridosso delle Blue Mountains e si vede tutto verde intorno e l’hotel non è da meno, con piscina, internet e cucina italo/giamaicana. A cena finalmente si mangia il pesce!

Quinto giorno, mare al Frenchman’s Cove, una stupenda baia privata (quindi con pochi turisti e soprattutto nessun giamaicano che rompe in spiaggia) dove si forma un bacino d’acqua cristallina circondato da piante di un verde brillante. Non ci sono parole per descrivere il posto: è UN VERO E PROPRIO PARADISO TERRESTRE!!!! Il pomeriggio poi siamo stati in paese, un vero e proprio paese, dove le donne escono a fare la spesa al mercato chiuso, dove i ragazzi giocano nel parco, in pratica dove si può vedere la vera vita di un giamaicano. Un’esperienza da non perdere è il taxi collettivo, cioè con 100dollari giamaicani ti portano dove vuoi ma con te salgono altre persone, il problema è che ti puoi trovare anche ad essere in 7-8 dentro una macchina!!!! A cena indovinate un pò che sorpresa ci ha fatto Fabio, il titolare dell’hotel….. Aragosta al forno, niente di più spettacolare

Sesto giorno, mare al Winniefred Beach, l’unica spiaggia pubblica della zona, quindi affollata di giamaicani che vogliono godersi il mare come te, che ballano e giocano in spiaggia. Il mare è sempre cristallino ed il chiosco in spiaggia sforna delle ottime aragoste sulla griglia. Da qui, siamo partiti in barca (l’autista era stato contattato da Fabio) per farci un bel giro della costa: da Winniefred alla Cocktail Beach, dove hanno girato il film “Cocktail” con Tom Cruise, alla fantastica Laguna Blue, dove hanno girato l’omonimo film e dove abbiamo fatto il bagno nelle acque che cambiavano colore dal verde al celeste all’azzurro e con i riflessi dorati del sole, abbiamo ancora l’immagine negli occhi. Da qui abbiamo fatto il giro della Monkey Island, un piccolo isolotto pieno di vegetazione ma circondato da una bella barriera corallina, per poi ritornare in spiaggia. Tornati in hotel, non poteva mancare un bel bagno in piscina nella pace della foresta e a cena…. Pizza!!!

Settimo e ultimo giorno, mattinata in giro per Port Antonio alla ricerca di una chiesa per poter apprezzare la messa gospel, con le donnone che cantano e ballano come in “Blues Brothers” e il prete che inneggia al sesso libero…. Ore 12, partenza per Montego Bay con un’autista da vomito che pensava di essere a Montecarlo con una Ferrari, quindi arrivo all’aeroporto 3ore e mezzo prima della partenza ufficiale dell’aereo. Il viaggio di ritorno non è stato male, dato che abbiamo viaggiato di notte e ne abbiamo risentito di meno delle 10 ore (anche se poi i giorni dopo si è sentito il fuso orario e la nottata persa!). Arrivo a Milano e fine di un fantastico viaggio!

A presto Giamaica……il nostro cuore è rimasto là……yah man…!!!

Pin It
Tags:

Ci sono 1 commenti su “In Giamaica a Port Antonio

Lascia un commento

Commenta con Facebook