L’India? Come te l’aspetti

Questo titolo non vuole essere un offesa per nessuno, né per chi dice che l’India ti devasta se non presa mentalmente nella maniera giusta, né per gli spot Incredibile India.
Io credo che chi decide di intraprendere un Viaggio in questo stupefacente Paese, e soprattutto se lo programma fai da te, non sia al primo viaggio all’estero, quindi dovrebbe essere già preparato a quel procedimento mentale che fa liberare la mente da pregiudizi di qualsiasi genere e fa apprezzare anche le culture più diverse dalle nostre.
Fatta questa premessa io credo che l’India sia proprio come ce l’aspettiamo: meravigliosamente caotica, affascinante nei modi di vivere, nei pensieri e nelle tradizioni.
Insomma è vero che l’India ti riempie dal primo momento in cui ci metti piede e ti rimane per chissà quanto tempo dopo averla lasciata, ma probabilmente chi ci va cerca proprio questo e questo si aspetta.
Di seguito descrivo il nostro viaggio (mio e di mia moglie, 37 e 34 anni) purtroppo breve, ma intensissimo.
La nostra pazza idea di visitare l’India nasce incoscientemente venti giorni prima dell’inizio delle nostre ferie.
Dopo esserci sincerati delle condizioni favorevoli meteo aiutate dal monsone di nord est (clima ottimale senza una nuvola da Ottobre a Marzo) decidiamo di programmare il nostro viaggio nel Rajastan e Uttar Pradesh e Delhi per 13 notti e 14 giorni dal 23/11 al 07/12.
Prima di tutto ci accertiamo di riuscire ad ottenere il visto in tempo, si deve andare sul sito del Governo Indiano (tutto in inglese) compilare un semplice non breve form, stamparlo allegare due foto da passaporto 5 x 5 cm e 1: spedirlo in busta chiusa con dieci Euro e una busta bianca per il reinvio all’ambasciata di Milano (costo intorno ai 70 Euro) o 2: portarlo all’ambasciata Indiana di Roma (che non lo rispedisce, ma lo consegna dal giorno successivo in poi) con le solite due foto e 58,00 Euro (noi abbiamo fatto così per essere certi di averlo in tempo).
Dopodichè non resta che organizzare il viaggio: per il volo noi abbiamo scelto Emirates che è sempre una garanzia di efficienza, economicità (580,00 Euro a/r a persona da Milano Malpensa a Delhi con scalo a Dubai per un totale di 13 ore circa), precisione e servizi a bordo, e poi spezza anche un po’ il viaggio. C’è anche un volo di linea sempre da Mpx diretto della Jet Airwais (leggermente più costoso per circa 8 ore e mezzo di viaggio).
Per girare va tenuto conto che è impossibile guidare in India intanto perché le indicazioni sono a dir poco scarse poi l’unica regola sulla strada, è che non ci sono regole (come nei film).
Le strade, spesso non asfaltate e piene di crateri, sono un crogiuolo di persone, moto sulle quali ci sono quattro cinque persone senza casco, biciclette, Tuc tuc, un’infinità di vacche, capre, cani, cammelli, auto, camion, e tanti altri mezzi improvvisati come carretti ciclo risciò e tutti cercano di passare insieme in uno spazio dove due macchine non riuscirebbero, l’unico luogo leggermente meno affollato è l’autostrada dove però molto spesso arrivano camion, moto e macchine in controsenso.
Per questi motivi, anche aiutati dai blog e dalle guide degli stessi ci siamo affidati ad una agenzia di Jaipur e dopo una serie di preventivi e numerosi scambi di E-mail abbiamo scelto Ashok Tours www.ashokheritagetravels.com che ci garantiva gli hotels migliori con ottimi servizi e flessibilità nell’accettare il nostro pazzo itinerario cosa quest’ultima che altre agenzie hanno stentato ad accettare: ottima scelta davvero, ci siamo trovati molto bene.
Abbiamo comunicato il nostro itinerario, e loro ci hanno messo a disposizione auto (Toyota Innova molto spaziosa) con autista parlante inglese educatissimo e preparatissimo che ci ha scarrozzato dovunque a qualsiasi ora, ci hanno prenotato gli hotels davvero ottimi.
Costo del tour per 13 notti e 14 giorni: 915 Euro a persona incluso auto con driver vitto e alloggio, carburante, hotel in pernottamento e prima colazione (davvero ottimi tre stelle: puliti con servizi buoni incluso quasi sempre wi-fi gratuito), una cena offerta dal proprietario in un bellissimo e caratteristico ristorante, due giorni di pensione completa a Puskar e al parco Ranthambore, salita la forte ambre a Jaipur con elefante, giro in barca sul lago Pichola a Udaipur, giro in battello a Varanasi alla sera e all’Alba, due safari al parco Ranthambore, un massaggio ayurvedico a Jaipur o a Delhi (niente di eccezionale), guida parlante italiano a Jodhpur (audio guida inclusa nel prezzo del biglietto), Udaipur Jaipur e Agra, treno Khajuraho – Varanasi in 2° classe con cuccetta, Volo Varanasi – Delhi.
Per acquisti va tenuto conto che ogni posto ha una sua merce: Jodhpur le spezie, Jaipur le pietre preziose (ma attenzione alle fregature) e tessuti, Udaipur le Pashmine e così via.
Moneta : Rupia 1 Euro = 70 Rupie al momento del nostro viaggio. Il valore dei soldi che si ha in mano in India è quasi reale: anche con 10 Rupie (circa 15 centesimi di Euro) si ha qualcosa in tasca.
Il grosso delle spese in India sono gli ingressi nei siti (si paga quasi sempre e sempre per la fotocamera e per la telecamera), le mance (dal facchino in hotel se c’è a chi ti guarda le scarpe fuori dai templi, ai guardiani delle toilette ecc, ecc….) per il resto noi avevamo scelto di avere tutto il resto incluso per essere sicuri di poter quantificare tempo e denaro.
Pasti: Per mangiare ci siamo sempre fidati della fantastica amica Lonely Planet che difficilmente sbaglia, accettando anche qualche consiglio dei driver: si va dai 2-3 Euro a pasto nei posti più economici, fast food ecc. a ristoranti anche costosi (nella zona delle ambasciate a Delhi ci sono ristoranti dove si spende come nei ristoranti lussuosi in Italia), nel mezzo c’è quello che si vuole, noi non facendo praticamente mai il pranzo, alla cena ci permettevamo con 10 -15 Euro a testa ristoranti davvero eccellenti, puliti dove si mangia a sazietà in contesti veramente eccezionali per panorami e vedute mozzafiato (attenzione a Delhi dove nei prezzi non sono inclusi né tasse per alimenti, né tanto meno quelle per alcolici, né mance, quindi dai prezzi di listino si deve sempre aggiungere un 25-30% in più).
Le ore di viaggio che abbiamo inserito sono da prendersi con le molle per diversi motivi: il primo è che non si sa mai cosa si troverà durante il tragitto il secondo è che noi abbiamo avuto un driver abbastanza pazzo, aveva la padronanza del mezzo (o almeno così sembrava), ma pazzo: andava come un missile, ne abbiamo avuti altri tre durante il tour e nessuno era come lui, ma per noi andava bene poiché l’itinerario era talmente lungo rispetto al tempo a disposizione che gli spostamenti dovevano essere il più brevi possibile e breve per l’India è una parola quasi impossibile.

Questo il nostro itinerario:
Arrivo a Delhi alle 02.40 di notte in perfetto orario dopo un ottimo volo (solo 3 ore scarse da Dubai) dove abbiamo trovato un responsabile ad aspettarci e ad accompagnarci alla macchina, siamo partiti subito per Puskar (7 ore di auto) durante il tragitto l’autista ci ha consegnato 5.000 rupie che poi gli avremmo restituito dopo un paio di giorni dopo aver effettuato il cambio, arrivo intorno alle 11, abbiamo lasciato i bagagli in hotel e siamo andati da soli a visitare il paese che oltre ad essere un luogo sacro (nel lago che lo costeggia ci sono state sparse anche parte delle ceneri di Gandhi) ospitava la consueta annuale fiera di compravendita dei cammelli (niente di eccezionale a dir la verità), molto interessanti invece i bagni e le cerimonie intorno ai Gath (ingressi nel lago), rientriamo per cena nel ristorante dell’hotel e a nanna distrutti.

2° giorno Puskar – Jodhpur (circa 4 ore di auto)
Visita della città Blu, del forte Merangarth molto interessante dove si può prendere un audio guida parlante italiano (100 Rupie) che aiuta molto, arrivo in hotel, doccia e cena in ristorante del centro accompagnati dal nostro driver che ci aspetta fuori per tutto il periodo della cena (farà così per tutto il viaggio) e pernottamento.

3° giorno Jodhpur- Ranakpur-Udaipur (circa 5 ore di auto) con sosta al tempio di Ranakpur molto bello, arrivo nella splendida cittadina di Udaipur, giro in battello sul lago Pichola cena e pernottamento.

4° giorno Udaipur – Jaipur (circa 6 ore di auto)
Mattinata dedicata alla visita della città con il City Palace (residenza del Marajah), un paio di templi indù e immancabile negozio di miniature poi trasferimento piuttosto lungo per Jaipur con arrivo, cena esterna stavolta con Tuc-Tuc e pernottamento.

5° giorno Jaipur:
Di mattina presto breve sosta davanti al palazzo dei venti dove c’è talmente tanta confusione che ci fanno fermare solo per un paio di foto al volo (comunque meraviglioso, poi ci saremmo fatti riportare nel pomeriggio per visitarlo anche all’interno) in transito per forte ambre a 11 Km dalla città, salita la forte con Elefante dopo una fila di una buona ora durante la quale siamo invasi da venditori ambulanti di ogni tipo con i quali se ci sai fare riesci a fare ottimi affari e visita del forte, visita dell’osservatorio (Jantar Mantar) e del Tiger Fort, incontro con proprietario dell’agenzia che ci fa saldare il conto del tour e ci offre la cena in un delizioso ristorantino sempre accompagnati dal nostro driver.

6° giorno Jaipur- Ranthambore National Park (circa 4 ore di auto)
Col senno di poi questa è l’unica tappa che avremmo potuto saltare poiché abbiamo fatto due safari (uno al tramonto e uno all’alba) per cercare di avvistare le tigri, ma a parte qualche discutibile impronta dei felini nemmeno l’ombra, per il resto flora e fauna apprezzabili.

7° giorno Ranthambore – Fathepur Sikri-Agra (4 -5 ore di auto)
Dopo il safari all’alba rientro in hotel per doccia, colazione e partenza per Agra, durante il tragitto sosta allo splendido sito della città fantasma di Fatephur Sikri che per un breve periodo è stata la capitale, arrivo ad agra in tardo pomeriggio, sistemazione in hotel e cena sul ristorante posto sul tetto di uno dei pochi hotel con vista sul Taj Mahal che però di notte si lascia solo intravedere poiché non è illuminato, ma se si trova la notte di luna piena è uno spettacolo da raccontare ai nipoti (durante il viaggio ne abbiamo trovati moltissimi sui tetti degli hotel e accessibili dai clienti esterni).

8° giorno Agra – Orchha (5 ore di trasferimento impossibile che consigliamo vivamente di effettuare con un altro mezzo che sia il treno o l’aereo, ma non l’auto perché praticamente la strada non esiste)
All’alba corriamo subito all’ingresso del Taj Mahal, i cancelli aprono alle h. 06.45 noi alle 06.20 siamo già lì e c’è già un bel po’ di fila, ma dopo crescerà ancora moltissimo.
Qui c’è da fare una considerazione a parte: avrò visto qualche centinaia tra foto, video di questo monumento, ma averlo davanti agli occhi ti lascia davvero senza fiato come mi era capitato poche altre volte e vi assicuro che un po’ di bei posti li ho visti, ha un fascino incredibile, una bellezza imbarazzante, comunque dopo avergli scaricato sopra una scheda di memoria ci facciamo portare dal driver dalla parte opposta del fiume Yumana che gli scorre a fianco (dritta della sempre unica Lonely) dove entrando dentro dei giardini (75 rupie il biglietto) si è di fronte al Taj, ma praticamente da soli: eravamo io, mia moglie e altri due ragazzi stranieri, altra sensazione da film.
Assaporato questo attimo proseguiamo per l’Agra fort (copia esatta del Red fort di Delhi) e ci facciamo lasciare per un’oretta all’ingresso del Kinari Bazar i destinatari del quale sono i soli indiani e girovaghiamo senza meta osservando questo luogo dal fantastico caos totale dove negli simpaticissimi negozietti uno accanto all’altro si vende qualsiasi cosa.
Dopo esserci persi per tre o quattro volte decidiamo di prendere un tuc tuc per riportarci dal nostro autista per partire per lo sfiancante viaggio che ci attende in direzione Orchha, dopo un oretta breve sosta a Gwailor per visitare il forte, ma la stanchezza ci fa ripartire dopo un oretta scarsa senza aver approfondito il sito che al di là di una bella facciata non sembrava richiedere grande attenzione, torniamo alla macchina e partiamo per l’inferno: tre ore di strada senza un criterio, senza divisione di corsia, senza un briciolo di asfalto con delle permanenti buche che sembrano crateri e descriverle risulta assai difficile senza aver mai visto nulla di paragonabile, insomma distrutti alle otto di sera arriviamo a Orchha ceniamo in un ristorante (l’unica volta che abbiamo toppato, ma la stanchezza ha annebbiato la nostra attenzione riguardo la scelta e praticamente non abbiamo mangiato) e di corsa a letto.

9° giorno Orchha – Khajuraho (3 ore scarse di auto)
Mattinata dedicata alla scoperta di questa interessantissima cittadina dal passato glorioso (ne sono ricordo gli innumerevoli siti che sono disseminati intorno al piccolo centro), al piccolo mercato e alle tombe (Chhattris) dei passati regnanti sulla riva del fiume, trasferimento a Khajuraho altra bellissima sorpresa: cittadina molto accogliente, cena in uno dei ristorantino del centro (buonissima Pizza a dir la verità) e a nanna.

10° Khajurhao – Varanasi in treno:
Altro luogo surreale, con l’audio guida in italiano (consigliata) abbiamo visitato i tempi del Kamasutra fatti con una precisione e una semplicità tale da rendere delle figure a dir poco a sfondo esplicitamente sessuale per nulla volgari, anzi molto attraenti sia mentalmente che artisticamente.
In seguito pranzo (uno dei pochi che abbiamo fatto perché quando viaggiamo e specialmente quando il tempo manca è per noi sufficiente un panino, Crakers o Patatine con qualcosa da bere) e trasferimento alla stazione ferroviaria di Satna (due ore circa di auto), snodo per il trasferimento a Varanasi.
Arrivati alla stazione incappiamo nell’unico piccolo inconveniente del nostro viaggio: alle h. 17.00 il nostro driver ci saluta per tornare a dormire a Khajuraho da dove l’indomani rientrerà verso Jaipur, ci fa portare i bagagli in una piccola sala di attesa da due inservienti che non parlano nemmeno inglese, dove dobbiamo attendere il treno che dovrebbe partire alle h. 19.25, il treno però tarda prima di due ore, poi di altre due, alla fine le ore di ritardo saranno più di cinque, nel frattempo siamo costretti ad arrangiarci poiché i due inservienti si dileguano per riapparire a mezzanotte, in una stazione secondaria, caotica dove siamo gli unici occidentali con una miriade di persone tra persone in transito, mendicanti e via dicendo, quasi nessuno parla inglese e spesso le scritte sui lontani e confusionari display sono in sanscrito, insomma a morsi e bocconi riusciamo a capire quando arriverà il treno e su quale binario, cerchiamo il nostro vagone e i nostri posti (Classe ac2) con cuccette, sistemiamo i nostri bagagli, li incateniamo con una catena e lucchetto comprati in una ferramenta il giorno precedente su consiglio della Lonely, ma ci rendiamo conto che tutti i bagagli delle altre persone (tutte indiane) sono incatenati come i nostri.
Il treno alla fine non è così male, i vagoni non sono comunicanti quindi i destinatari delle classi minori dove sono stipati come i deportati (poveretti) non possono accedere al nostro vagone e la notte passa fino all’arrivo a Varanasi verso le h. 11,00.

11° giorno Varanasi:
Arrivo alla stazione dove troviamo un’altra guida ad attenderci che ci porta in hotel, visto che arriviamo dopo l’orario di chiusura della colazione ce la fanno fare ugualmente, ma ce la fanno pagare (doveva essere inclusa mah!?!) non facciamo storie visto che eravamo digiuni dal pranzo del giorno precedente e paghiamo le nostre 275 rupie a testa (circa 4 Euro a cranio), doccia e si parte alla via dei famosi Gath dove ci facciamo lasciare per girarli in autonomia e ci diamo un appuntamento per la sera per andare a cena.
I Gath di Varanasi sono un po’ come quelli di Puskar, forse anche un po’ meno caotici durante il giorno (si riempiono all’alba e al tramonto per i bagni sacri del mattino e per la cerimonia della sera alle h. 18,00), la differenza non poco importante sta nel fatto che per la religione Indù morire a Varanasi ed essere cremati in questo luogo sacro è la maggiore aspettativa che apre le porte al loro paradiso o a qualcosa di simile.
Per questo c’è un apposito Gath dedicato alle cremazioni che non chiude mai: 24 ore al giorno arrivano corpi che vengono adagiati su cumuli di legna precedentemente pesata e pagata dai familiari dei defunti, vengono bruciati uno accanto all’altro (c’è una parte per gli uomini e una per le donne) in un ambiente veramente surreale dove è tassativamente proibita qualsiasi ripresa o fotografia.
In questo ambiente regna il rispetto e il silenzio, in una nazione che fa della confusione forse la più evidente prerogativa, questo è un luogo davvero surreale, al di là della crudezza di ciò che si vede che è molto lontano dal nostro modo di essere, dalle nostre tradizioni e dal nostro modo di vedere la religione.
Comunque tutto a Varanasi ruota intorno a questi Gath, noi abbiamo fatto poi un giro in barca, che era già incluso nel programma, ma che non costa più di 150 rupie, al tramonto per vedere dal battello alle h. 18.00 la famosa cerimonia religiosa in riva al Gange che richiama ogni giorno quasi 20.000 persone tra fedeli e turisti (davvero bella) e un altro giro all’alba (da Novembre a Febbraio di notte fa un freddo come in Italia quindi copritevi bene) per vedere i fedeli che al mattino affollano i Gath per i bagni rituali.

12° giorno Varanasi – Delhi (volo Spicejet h. 1,45 davvero niente male).
Dopo il giro in battello al mattino ci trasferiscono in aeroporto dove prendiamo il volo per Delhi, lì troviamo il solito responsabile ad attenderci che ci farà poi da driver durante gli ultimi due giorni in India.
Lasciamo i bagagli in hotel e facciamo un breve giro in auto per New Delhi (la parte nuova della città), vediamo Rajpath la grande strada che collega India Gate (una grande piazza simile con un monumento centrale simile al Arc de Triomphe a Parigi) alla zona del parlamento e dei Ministeri (una sorta di Champs Elysee senza negozi per intendersi) ci facciamo lasciare all’india gate dove ci diamo appuntamento per le h. 21.00.
Visitiamo il Gandhi Smriti dove c’è un piccolo museo e le ultime impronte di Gandhi che vanno dalla casa dove ha vissuto gli ultimi tre mesi di vita al luogo dove è stato assassinato, poi con la metro di una efficienza, pulizia da far invidia a quella di Londra, ci dirigiamo presso Connaugth Place, la piazza circolare dove c’è la più grossa concentrazione di negozi e di ristoranti turistici di Delhi (dopo 13 giorni di viaggio in India possiamo sopportare anche un ambiente simile alle vie dell’Europa), cena e rientro in hotel.

13° giorno Delhi.
L’ultimo giorno e dedicato alla visita di Delhi: di primo mattina ci dirigiamo presso il Qutb Minar, interessante sito un po’ in decadenza con una altissima torre di 72 metri del XI secolo che lo domina dall’alto, poi visita al Lotus Temple interessantissimo tempio della nuova religione Baha’i dove in un ambiente moderno fatto a formo di fiore di loto in marmo bianco e silenzioso, ognuno può pregare il proprio Dio a prescindere dalla religione che professa.
La nostra visita prosegue con la tomba di Hyumanus un Piccolo Taj Mahal molto bello costruito dalla moglie dell’imperatore Hyumanus come tomba in arenaria rossa e marmo bianco, la visita del raj Gath luogo dove è stato cremato Gandhi e con la Jama Masjid: la più grossa moschea dell’India che non è altro che un piazzale dalla capienza di circa 25.000 persone con la facciata di una moschea, due minareti su uno dei quali è possibile salire facendo 121 scalini dal quale si ammira gran parte di Delhi (ottimo panorama per 100 rupie).
Saltiamo la visita del Red Fort perché è la copia esatta dell’Agra Fort già visitato precedentemente, per girovagare un paio d’ore nel Chandini Chowk il mercato di old Delhi caotico all’inverosimile, ma affascinante proprio in questo senso.
Cena e tristemente a letto perché l’indomani alle h. 10,00 l’amata Emirates ci riporterà alla vita di tutti i giorni.

Considerazioni finali:
A parte il Taj Mahal per il quale va fatto un discorso a parte per la bellezza indescrivibile che lascia senza parole, il viaggio vale il prezzo per il solo osservare la vita di tutti i giorni di questo fantastico paese e non per i monumenti, i templi o le architetture che se pur bellissime passano in secondo piano o sono di contorno.
Lasciando in aeroporto pregiudizi di qualsiasi tipo si è invasi dal modo di vivere di questo paese unico.
Abbiamo girato nei posti meno turistici, preso treni di notte, metrò e quant’altro e non abbiamo mai avuto la percezione di pericolo. Questo per dire che, ovviamente sempre con le dovute attenzioni che si devono avere in qualsiasi parte del mondo, l’India o almeno il Rajastan è un luogo tranquillo e sicuro.

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