Tenerife, l’isola dai mille volti

Le Canarie sono un grande arcipelago formato da sette isole situate al largo dell’Africa nord occidentale ma sono un territorio Spagnolo a tutti gli effetti quindi a circa quattro ore di volo si trova la cultura e la garanzia assistenziale spagnola e il clima nord africano. Se aggiungiamo tante possibilità di fare turismo in modo molto economico fanno sì che siano una meta molto richiesta dai turisti italiani.

Noi eravamo già stati a Fuerteventura nel 2010, trovandoci piuttosto bene, soprattutto nelle lunghe passeggiate nelle sconfinate spiagge che da Costa Calma portano a Sotavento, quest’anno abbiamo deciso di fare la vacanza estiva a Tenerife, forse la più importante delle isole delle Canarie. Cerchiamo una sistemazione in un luogo frequentato per unire la possibilità di avere calma e tranquillità anche a quella di poter trovare negozi e movimento in zona. La scelta si restringe a due località del sud, privilegiate anche per avere meno probabilità di trovare vento forte e quindi cerchiamo su Costa Adeje e su Playa de Las Americas e alla fine decidiamo di prenotare con Alpitour per il Park Club Europa Hotel di Playa di Las Americas con la formula tutto incluso che fra l’altro ci permette di avere la figlia sostanzialmente gratis e comunque ce la caviamo spendendo molto poco rispetto ad altre destinazioni nel medio e corto raggio.

La partenza da Malpensa è prestissimo alle 6.00 del mattino con Neos, si fa la levataccia ma almeno alle 9.00 ora locale (c’è un’ora di fuso orario) siamo già atterrati all’aeroporto di Tenerife sud (quello più turistico, esiste anche Tenerife nord più frequentato da voli di linea soprattutto di Iberia). Meno di 20 minuti di trasferimento e siamo già a fare il check-in in hotel. La camera non è pronta (lo sarà comunque prima di pranzo) ma possiamo già usare il tutto incluso, girare nel grandissimo albergo e fare un primo bagno in piscina. L’Hotel è molto grande con camere in blocchi di tre piani. Non c’è ascensore per arrivare al terzo piano. Grandi piscine molto belle e pulite. All inclusive vero e reale a tutte le ore del giorno con snack disponibili in varie postazioni attorno alla piscina principale. Bottigliette di acqua chiuse che si possono prendere direttamente dal frigo e vari bar sparsi per la struttura con personale preparato, veloce e efficiente. Ottima pulizia sia nella stanza che nelle aree comuni. Mangiare abbondante con tantissime portate anche se un po’ ripetitivo. Pizza (buonissima) sia a pranzo che a cena nel ristorante principale. La sera è anche possibile mangiare al ristorante con grill e barbecue. Personale della reception molto gentile e parlano tutti benissimo molte lingue tra cui l’italiano. Animazione internazionale con spettacoli serali molto belli, veri e propri musical. Anche durante il giorno grande cordialità dagli animatori quando li incrociavi. E’ situato nel centro di Playa de las Americas, un posto pieno di negozi di ogni genere e con tanta vita anche notturna per chi la volesse cercare. Wi-fi gratuito ma solo nella zona della reception. Unica pecca: non è sul mare ma si devono mare circa 600 metri per arrivare alla prima spiaggia, poi ce ne sono altre più grandi andando ancora verso sinistra guardando il mare.

Al pomeriggio andiamo subito al mare facendo una lunga passeggiata lungo le spiagge di Camison (la più vicina all’hotel), Las Vistas e fino a quella più famosa della zona, la spiaggia di Los Cristianos. Tutte le spiagge sono di sabbia fine, molto bella, ma scura, di origine vulcanica. Il mare è digradante anche se bisogna fare attenzione a qualche scoglio.

Siamo nell’Oceano Atlantico quindi l’acqua è piuttosto fredda ma non molto diversa da quella sentita pochi giorni prima nel mar Ligure, quindi a poche ore dal nostro arrivo a Tenerife facciamo il primo bagno nell’Oceano.

Tenerife è però un’isola da visitare, non vale la pena arrivare e fare solo relax in spiaggia o in piscina e vita da villaggio anche per chi vede la vacanza (come noi del resto), prima di tutto come riposo. L’isola infatti offre tantissimi luoghi meritevoli di essere visitati e soprattutto tantissime differenze di paesaggio tra nord e sud.

A spezzare in due l’isola dal punto di vista del paesaggio, della vegetazione e anche del clima a volte, è il Teide, un vulcano situato proprio al centro dell’isola, è il terzo vulcano più alto del mondo e il più alto in assoluto in tutta Europa. La grande montagna protegge il sud dal vento, dalla pioggia e quindi tutto il nord è più verde e rigoglioso ma anche ventoso, mentre il sud è più mite, quasi senza pioggia per tutto l’anno ma anche più brullo e più roccioso. A sud infatti si concentrano la maggior parte degli insediamenti turistici e i vari resort che hanno a dire il vero cementificato notevolmente tutta la costa meridionale dell’isola sia a Playa de Las Americas che a Costa Adeje, mentre a nord c’è la capitale Santa Cruz e il principale porto commerciale dell’isola Puerto de la Cruz.

Decidiamo quindi di prendere a noleggio una macchina e andare alla scoperta dell’isola. Ovviamente facciamo sempre tutto con calma, senza fretta, ci vorrebbe più tempo per visitare tutta l’isola che tre giorni di auto ma avremo sicuramente una prima idea di quanto sia bella e affascinante questa isola spagnola in mezzo all’Oceano.

A Playa de Las Americas e nella vicina Los Cristianos ci sono tantissimi noleggiatori che propongono offerte molto vantaggiose ma i primi due a cui chiediamo hanno esaurito il parco macchina tra quelle economiche, al terzo riusciamo a trovare una Fiat Panda un po’ meno economica comunque ad un buon prezzo. La macchina a dire il vero non è proprio nuovissima e il rumore che fa soprattutto in frenata non fa prevedere nulla di buono ma comunque faremo alla fine oltre 500 chilometri senza grandi problemi.

La prima meta è la vicina Costa Adeje, l’altra zona turistica a sud dell’isola, un po’ più elegante di Playa de Las Americas, con più case anche abbastanza lussuose e qualche hotel in meno, un po’ meno cementificata, il mare è lo stesso con la spiaggia scura di origine vulcanica. Facciamo in tempo a fare un bagno e rilassarci un po’ in spiaggia dopo aver fatto un giretto in paese e poi torniamo al vicino hotel per pranzo.

Subito dopo pranzo iniziamo il viaggio per arrivare sul Teide, il vulcano più alto d’Europa. I chilometri che separano Playa de Las Americas dalla cima del Teide non sono tantissimi, una quarantina ma il dislivello è notevole, si parte ovviamente da zero e si arriva con l’auto a 2300 metri sul livello del mare. Poi si può prendere una funicolare per arrivare ai 3718 metri del Teide.

Iniziamo quindi il viaggio e appena imboccata la strada che porta verso il Teide iniziano subito le ripide salite e i tornanti secchi e dopo pochi chilometri dal mare sembra già di essere entrati in un mondo fatato, incredibile, completamente diverso e lontano anni luce dalle spiagge affollate e dai negozietti di souvenir che abbiamo da poco lasciato. Intanto il clima cambia improvvisamente e drasticamente. Partiamo col sole ma ad inizio salita ci vengono incontro nuvoloni neri minacciosi e rapidissimi nello spostarsi. Ancora pochi chilometri e addirittura piove, prima qualche goccia e poi goccioloni grandi che ci costringono ad attivare le spazzole tergicristallo che cigolano a più non posso come se non fossero abituate ad essere usate in un’isola dove non dovrebbe mai piovere. Ma non è finita, Dopo pochi tornanti non piove più ma arriva un nebbione pazzesco, visibilità davvero limitata a pochi metri, capiremo poco dopo che in realtà stavamo entrando nelle nuvole basse, quelle che ci hanno mandato la pioggia poco prima. Qualche chilometro nella nebbia assoluta e poi con la stessa sensazione che si ha quando in aereo superi le nuvole, sbuchi fuori da questo mondo annebbiato per entrare in un nuovo mondo tutto completamente sereno, cielo azzurro e terso, con il Teide sullo sfondo che finalmente appare in tutta la sua maestosità. Ci fermiamo per scattare qualche foto e guardando verso il basso, uno spettacolo nello spettacolo, le nuvole fitte fitte che formano uno strato bianco a coprire tutto il paesaggio circostante. E’ la prima volta che ho questa sensazione di stare sopra le nuvole a piedi e vederle sotto di te, davvero una sensazione incredibile.

Riprendiamo a salire e arriviamo fin dove è possibile farlo con la macchina a circa 2300 metri di altitudine. Tutta la zona circostante fa parte del Parco Nazionale del Teide ed è Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Le rocce modellate dalla lava nei millenni scorsi hanno creato forme stranissime, alcune davvero incredibili. In mezzo alle rocce scure spuntano frequentemente diverse forme di vegetazione, alcune tipiche solo di questa zona, assolutamente unica per microclima e composizione del terreno.

Non prendiamo la funicolare perché la visita della parte superiore del vulcano è concessa solo dopo prenotazione on line e in questo periodo era da tempo esaurita la possibilità di farla, ma la bellezza e l’unicità del paesaggio si può tranquillamente ammirare anche da questo punto.

Scendiamo un po’ con la macchina per fermarci poco sotto, in un punto di osservazione privilegiato dove la conformazione del terreno e delle rocce ha creato punti di vista spettacolari. Le tipiche farfalline che vivono sul monte si fermano tranquillamente sulle mani dei turisti e sembrano voler giocare con loro. Facciamo un paio di sentieri indicati per addentrarci leggermente nella montagna e ammirare ulteriormente il paesaggio che di notte dovrebbe diventare ancora più strabiliante a contatto veramente con le stelle.

Le ore passano velocemente ed è già tempo di ritornare verso l’hotel per cena, rifacendo questa volta in discesa il percorso inverso passando dal sole, alle nuvole per poi tornare al sereno della costa dopo un’oretta di viaggio in macchina tra numerosi tornanti e i freni della Panda che fischiano per lo sforzo che gli facciamo fare.

Davvero un posto unico al mondo il Teide, impensabile venire a Tenerife e non andare a visitarlo.

A Playa de Las America abbiamo il primo grande problema per trovare parcheggio vicino all’hotel. La zona è assolutamente piena di turisti che noleggiano le auto ed è davvero difficile trovare posto. Sarà così anche nei due giorni successivi.

Il giorno successivo decidiamo di trasferirci verso nord. A collegare nord e sud c’è una autostrada (autopista TF1) molto frequentata con tantissime uscite, che in una settantina di chilometri collega Costa Adeje alla capitale Santa Cruz, passando tra l’altro accanto ai due aeroporti dell’isola.

Ci fermiamo proprio a Santa Cruz la capitale dell’isola, che è anche la capitale (assieme a Las Palmas di Gran Canaria) di tutto l’arcipelago, che è una città piuttosto grande, il vero motore dell’isola, con tutti gli uffici amministrativi, ma non ha molto di turistico, quindi dopo un breve giro riprendiamo l’auto per dirigerci verso la meta successiva nel nostro viaggio verso nord, la spiaggia di Las Teresitas.

Playa de Las Teresitas ha una caratteristica assolutamente unica per le Canarie, è formata da sabbia gialla importata direttamente dal Sahara, quindi molto diversa da tutte le altre spiagge dell’isola che sono di sabbia scura di origine vulcanica. E’ una distesa di alcuni chilometri di sabbia con attorno molte palme e dietro montagne a picco sul mare. La zona quindi è priva di hotel o costruzioni turistiche, quindi nonostante la grande bellezza e caratteristica del posto non troviamo molta gente. Ci dicono che è invece affollatissima nel week end quando i residenti di Santa Cruz vanno appunto al mare nei giorni in cui non lavorano.

Anche il mare è splendido, limpidissimo e digradante, anche qua acqua fresca ma non fredda, facciamo un bel bagno e poi una lunga passeggiata per la spiaggia.

La meta successiva è invece nella costa occidentale dell’isola che quindi deve essere tagliata nella parte centrale. Ci dirigiamo verso Puerto de la Cruz, una cittadina turistica situata appunto a nord ovest dalla parte opposta del Teide rispetto a Playa de Las Americas. Infatti continuando si sarebbe potuti arrivare fin qua anche continuando dal Teide scendendo sul versante settentrionale anche se ovviamente la strada è piena di tornanti.

L’idea è quella di una cittadina elegante, meno caotica di Playa de Las Americas, ma le spiagge sono meno lunghe e anche meno sabbiose. La sabbia è ancora più scura, praticamente nera. La grande differenza con la costa sud è che qua al nord c’è molta più vegetazione, tanto verde in più e in generale il paesaggio è meno brullo. Da notare un grande complesso di piscine pubbliche molto ben tenute sul lungomare a cui si accede pagando una cifra abbastanza modesta e poi appunto la bella passeggiata del lungo mare che dovrebbe essere molto piacevole da fare anche di sera.

Torniamo sempre attraverso l’autopista TF1 verso sud stanchi per la lunga giornata in giro.

L’ultimo giorno con l’auto lo dedichiamo interamente al Loro Parque, un grande parco divertimenti con animali situato sempre a nord vicino a Puerto de la Cruz. E’ sostanzialmente una sorta di zoo ma le principali attrazioni non sono gli animali in gabbia o recinti, ce ne sono meno che in analoghi bioparchi cittadini di tante città Europee, ma la grande spettacolarità di questo parco sono gli spettacoli che hanno come protagonisti gli animali.

Ci sono 5 diversi spettacoli che sono ripetuti più volte durante il giorno, lo spettacolo delle grandi orche, dei delfini, dei leoni marini, il Loro Show, uno spettacolo con pappagalli e altri volatili e infine una proiezione 3D con diversi animali protagonisti. Da segnalare anche una specie di ospedale per animali in cui si può assistere alle cure prestate allo sfortunato animale che ha qualche problema. Molto bella anche l’area dedicata ai pinguini a temperatura (bassa) costante, piuttosto piccolo invece l’acquario anche se il tunnel con gli squali che ti passano sopra la testa è molto caratteristico. Il parco è immenso, impossibile starci meno di 5 ore anche perché c’è sempre un po’ di coda e di attesa per prendere i posti per assistere agli spettacoli, il biglietto è piuttosto caro, ma soprattutto per i bambini (ma non solo per loro) il divertimento è assicurato.

La sera sfruttiamo la macchina per girare un po’ nella costa sud tra Playa de Las Americas e Los Cristianos tutti posti comunque super frequentati da turisti di ogni nazionalità principalmente tedeschi ma anche italiani, inglesi, francesi, russi e polacchi.

Il mattino successivo dobbiamo lasciare la Panda ma abbiamo già prenotato l’unica escursione che non era possibile fare in autonomia: abbiamo decido di prendere il largo in mare per provare ad avvistare balene e delfini che dovrebbero essere presenti al largo delle coste meridionali dell’isola.

L’escursione è organizzata da Royal Delfin che propone diverse crociere, noi abbiamo scelto quella più breve (e economica) di due ore, poi ce ne è una anche da tre ore con le bevande a bordo incluse e una da quattro ore e mezza con pranzo a bordo. In tutti i casi vengono a prenderti col pullman vicino all’hotel e il transfer per il porto è compreso nel biglietto. Eravamo un po’ titubanti sulla reale possibilità di vedere da vicino i grandi cetacei ma dopo poche decine di minuti di navigazione, all’improvviso e a sorpresa ci accostiamo ad un branco di delfini che saltano velocemente sull’acqua e poco dopo un altro branco, grande emozione davvero. Ma non è finita, non passano molti minuti che siamo in mezzo a diverse grandi balene, proprio vicinissime alla barca per nulla disturbate che continuano il loro saltare fra le onde. E poi ancora altri esemplari di cetacei, in tutti saranno almeno una trentina di avvistamenti, alcuni dei quali proprio a pochi centimetri dalla barca.

Per completare la fortunata serie di avvistamenti riusciamo anche a vedere una grande tartaruga marina nuotare lentamente a pelo dell’acqua.

Molto soddisfatti dell’escursione torniamo in hotel per pranzo e per goderci un po’ di relax.

Gli ultimi giorni della vacanza passano velocemente tra relax al mare e in piscina e giretti con un po’ di shopping per il centro di Playa de Las Americas e di Los Cristianos.

In conclusione una splendida vacanza in una bella isola, molto viva, però assolutamente da visitare per poterne apprezzare le grandi differenze tra la parte settentrionale e quella meridionale. E’ uno di quei posti in cui vorrei ritornare magari in inverno per poter vivere un po’di quella “eterna primavera” che viene decantata in tutte le guide turistiche di Tenerife.

 

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