Indonesia: una, nessuna, ventimila … isole

Ogni volta che pensavo di partire per un viaggio in Indonesia, scartavo immediatamente l’idea, perché il periodo più favorevole per visitarla va da maggio ad ottobre, e noi amiamo partire tra novembre e dicembre, ma soprattutto, perché nella mia zucca :notok:di rapa, associavo questo Paese soltanto a Bali e Giava!!!
L’Indonesia occupa la zona sud-orientale dell’Asia, con una propaggine (Papua) che si estende verso l’Oceania. E’ uno dei Paesi più vasti e popolati del Continente e, come cita wikipedia, è composta da 17.580 isole!!!
Detto questo e avendo deciso di rinunciare al “solito” viaggio di dicembre, approfitto di una ghiotta occasione di Singapore Airlines che con 506 euro a testa ci permetterà di arrivare senza scali a Singapore.

Questo l’itinerario di massima: Singapore-Giava-Flores-Lombok-Gili-Bali-Singapore

1 EURO= 12.000 RUPIE INDONESIANE

Dall’Italia abbiamo prenotato il tour a Flores (1000 euro per autista/guida/benzina + crociera in pensione completa di 3 giorni a Komodo per un totale di 9 giorni, 8 notti) con questo itinerario: Maumere-Moni-Riung-Bajawa-Ruteng-Labuan Bajo-Komodo-Rincha-Labuan Bajo (Dino Lopez www.flores-overland-online.com/[EMAIL=dino_mof@yahoo.com]dino_mof@yahoo.com[/EMAIL]).
Voli internazionali ed interni per due persone circa 1667 euro:

Singapore – Yogyakarta (Air Asia 102 euro)

Yogyakarta-Denpasar (Lion Air 70 euro)
Denpasar – Maumere (Lion Air 210 euro)

Labuan Bajo – Denpasar (Sky Aviation+Wings Air 180 euro)
Denpasar – Singapore (Air Asia 102 euro)

Alcuni di questi voli sono stati acquistati attraverso la Perama tour; servizio veloce ed affidabile.

Ecco la cronaca di questo viaggio.

27 maggio
Roma, Fiumicino, siamo in attesa della chiamata del nostro aereo per Singapore.
Come ho messo piede in aeroporto sono entrata in quello strano universo parallelo, dove non esistono stagioni, nazionalità, orari e cittadinanza, solo viaggiatori; quelli che transitano, quelli che attendono, quelli che bivaccano, quelli che dormono come possono e quelli che bighellonano lungo i vari corridoi dei duty free, intenti ad acquistare imperdibili oggetti che troveranno ovunque in analoghi aeroporti internazionali!
Volo noioso e lunghissimo, rimpiango un pò i defaticanti scali nelle varie città asiatiche servite da altre compagnie aeree!!

28 maggio:
Arrivati a Singapore dobbiamo cambiare Terminal (gli internazionali sono al T3 e i low cost generalmente al T1); le indicazioni per lo Skytrain si trovano appena si esce dall’aerea doganale; passa ogni 4 minuti ed è velocissimo, quindi quello che temevo potesse succedere, ovvero la possibilità di perdere la coincidenza con l’aereo Air Asia, visti i tempi ristretti, non si è verificata, anzi siamo arrivati con notevole anticipo al check in!!

La prima tappa ci porta a Giava, Yogiakarta.
Abbiamo scelto questa città, perché, per la sua collocazione, permette di raggiungere agevolmente i siti archeologici che vogliamo visitare.
Yogia (l’acronimo con il quale viene comunemente chiamata), come ogni città orientale che si rispetti, presenta un caos continuo di motorini, becak, auto, persone e animali:???:! Fortunatamente è una città piccola e il traffico è concentrato perlopiù nella zona centrale, il Malioboro.
Le nostre visite cittadine si sono limitate al Kraton ove abbiamo assistito ad una piuttosto soporifera
rappresentazione di una orchestra gamelan al piccolo museo della musica, al Taman Sari (Water Castle)


e ad un velocissimo passaggio al Bird Market che, non consiglio a nessun amante degli animali, perché come me, potreste trovarvi ad inveire contro tutti, piangendo, e valutando se tentare di liberare ognuna di quelle piccole creature imprigionate, evidentemente sofferenti, che con le loro grida (altro che canto….) straziano il cuore!!


Il nostro alloggio presso la De Pendopo Homestay si rivelerà validissimo! ([EMAIL=dependopo@gmail.com]dependopo@gmail.com[/EMAIL]): 18 euro con colazione (banana pancakes e caffè).

Si trova in una piccola stradina in prossimità di Jl. Prawirotaman 1. Un’oasi di pace, a conduzione familiare, con un bel giardino dove rifugiarsi dal rumore continuo prodotto dall’intenso traffico! Non lo consiglio alle persone che ritengono fondamentale avere un lavandino in bagno (perché non lo abbiano inserito rimane un mistero*-), gli altri servizi sono tutti presenti…); ci sono soltanto 4 camere, praticamente uguali, che si affacciano sia sul giardinetto di proprietà sia sulla grande area comune destinata alla cucina/soggiorno con tv (queste ultime, chiaramente, offrono meno privacy). Per il resto il proprietario, Mr Rudy , è un considerevole dispensatore di informazioni e consigli utili!
Per visitare i siti di Prambanan e Borobudur (entrambi dichiarati patrimonio mondiale dall’UNESCO) ci siamo affidati ad una visita collettiva, perché si risparmia notevolmente e si ha la piacevole possibilità di incontrare altre persone.

1 giugno:Yogiakarta
Alle 4 del mattino si parte e dopo circa un’ora e mezza si arriva al Borobudur, il tempio buddista (210.000 INR).

Questo tempio-montagna (cito da wikipedia, ha una base di 122 metri quadrati ed un’altezza di 35 metri, poggia su circa 1.600.000 colossali blocchi di pietra e le sue pareti sono ricoperte da 2.672 bassorilievi di cui più di 1.400 narranti storie riguardanti Buddha e da 504 statue dedicate a quest’ultimo, per una lunghezza complessiva che supera i 5 km. e una superficie che arriva agli 8 Km quadrati) è, sintetizzando con una sola parola: MAESTOSO! :serenata:


La visuale è offuscata dalla nebbia e nel percorrere la strada che porta alla collina, si intravede appena la sagoma degli stupa e soltanto quando siamo a pochi metri le forme cominciano ad assumere contorni più netti e dettagliati, C’è un’aria di mistero e il silenzio del luogo porta a parlare a voce bassa … se non fosse per la comicità provocata dal fatto che tutti i turisti (noi compresi) hanno un aspetto ed un incedere vagamente circense a causa del sarong obbligatorio indossato sopra pantaloni o gonne … che a dirla proprio tutta rende il contesto molto poco spirituale!!!

Trascorriamo diverse ore in attesa dell’alba a fotografare e a ad essere fotografati. In questo particolare periodo dell’anno, infatti, ci sono tantissime scolaresche in visita e così diveniamo argomento di studio e di ricerca sociale, e in alcuni casi pure antropologica
:photo:!


Il secondo sito è il Prambanam (3.300 INR); il sito Indù, appena apparso alla vista mi ha fatto immediatamente tornare con la memoria in Cambogia, ad Angkor Wat e alle sue più recenti strutture! Che meraviglia!


Diversi templi occupano un’area vastissima!

Arriva l’ora del pranzo, l’autista ci porta in quella che sembra una vera bettola: si rivelerà pulita e piena di profumi invitanti. Tre deliziose signore di età diversa si affaccendano attorno a pentoloni che per la modica cifra di 5 euro in due, ci rimpinzano con tutto ciò che indico e che sono in grado di inserire sul piatto. Poi rimango molto perplessa: appena pagato il conto le signore si prodigano in inchini e sorrisi… lo capisco solo quando Fabrizio mi fa notare che ho lasciato più di 3 euro di mancia:fear2: su un conto di 5…arghh! … La mia scarsa capacità matematica comincia a far capolino!!!
A Yogiakarta la consuetudine vuole che tutti i turisti vadano a fare le vasche al Malioboro; a me è sembrato un poco di tornare a casa, a Roma, ad una via Veneto trafficatissima dove trovi, al posto delle varie griffe, centinaia di negozietti che vendono le stesse identiche cose, accompagnati da un passaggio ininterrotto di persone, becak (risciò) e horse cart, il tutto condito da calura ed umidità terrificanti, che fanno da contraltare al frastuono continuo e agli aromi del cibo (ottimo) :yummy::yummy:offerto nelle bancarelle degli ambulanti! In una di queste, frequentatissima dai giavanesi, Fabrizio viene fatto oggetto dei dileggi di un trans locale, :mute:marcatamente imbellettato, che al termine di una canzoncina e di un balletto dedicati solo a lui (lascio immaginare le risate dei presenti e lo scompisciarsi della sottoscritta…) gli assesta pure due pizzicotti sul sedere mentre sculettando se ne va:joke:….!!!
Qui a Yogia devo assolutamente segnalare, oltre al cibo di strada, un ristorante nel quale ho lasciato il cuore e le papille gustative: si chiama Kesuma;

è gestito da una coppia franco-indonesiana; preparano dei cibi squisiti, presentati in una maniera eccellente, a prezzi ridicoli!
Continuiamo a stupirci dei prezzi assolutamente bassi, anche salendo di livello … meglio per noi!
Il giorno successivo fidandoci del consiglio di Rudy, affittiamo un’auto con autista per visitare Sòlo e dintorni. Mr. Ronnie (ronniesendu@hotmail.com) è un personaggio interessante, parla un inglese fluentissimo ed è una persona molto colta, molto più interessata a far comprendere a noi turisti il loro stile di vita che a farci semplicemente da autista. Sòlo è una cittadina molto meno caotica di Yogiakarta.
I palazzi reali non hanno nulla di interessante a mio avviso, a parte forse il Dependopo (Kraton) che ha la sala per i ricevimenti più grande di tutta Giava.

Nel corso di questa visita ho trovato molto interessante attardarmi con due vecchiette, di 82 e 85 anni, che vendevano prodotti “cosmetici” fatti da loro, a base di radici e fiori!
In ogni Paese visitato non ci siamo fatti mai mancare una visita al mercato centrale, e quello di Sòlo è veramente bellissimo! Abbiamo girato tra i banchi preceduti da Ronnie che trasformatosi in professore,


ci ha spiegato cosa fossero le merci esposte
ed allineate sui banchi e soprattutto come cucinarle e mangiarle.
Presto fatto, abbiamo assaggiato alcuni pasti da asporto (serviti su comode ed ecologiche foglie di banana) conditi con alcuni degli ingredienti appena visti sui banchi.
Ronnie ci teneva molto a portarci a Serangan, dove si trova il sito in cui diversi anni fa fu rinvenuto un ominide dell’era preistorica. In realtà il sito è un luogo appropriato dove portare le scolaresche in visita didattica: nonostante gli sforzi economici notevoli, a noi appare come un piccolo museo, nel bel mezzo del nulla! Al contrario gradiamo moltissimo la bellezza dei luoghi sulla strada che si percorre per arrivare fin qui, che attraversa villaggi :serenata:e agglomerati rurali dove la vita giavanese scorre nella sua tranquillità.

Sulla via del ritorno a Yogia, Ronnie ci regala una chicca, la visita ad un sito minore tra quelli di Prambanan, il Tempio di Bareng. La struttura sorge su una collina dove domina i templi più grandi e pare fosse la “residenza per gli ospiti”. La pace e la rigogliosa natura di questo luogo ci donano un po’ di tempo in cui nessuno dei tre trova necessario parlare, è l’ora del tramonto
:sorridente::sorridente::sorridente:e volgiamo i nostri sguardi verso il sole rosso che sta calando all’orizzonte….


4 giugno: Maumere (Flores) – Moni
Si riparte da Yogiakarta con uno stop over strategico a Bali, dove dormiamo all’ottimo hotel Aston Tuban di Kuta (33 euro con colazione) e ripartiamo con un Fokker della Wings Air per Maumere.

Qui ci attende Dino Lopez, che sarà il nostro anfitrione nonché autista per il tour di Flores di cui, precedentemente, ho già descritto le tappe. Ci porta nel suo ufficio per illustrarci rapidamente il percorso che effettueremo nei prossimi giorni… e via si parte!
Per arrivare a Moni impieghiamo 4 ore, di cui una trascorsa a bordo strada (strada???:no: Nooo Pista!!! )


insieme ad altre decine e decine di mezzi: tutti in attesa del pezzo da sostituire, in arrivo direttamente dalla capitale (LBJ), per far ripartire un grosso camion in avaria che bloccava entrambe i sensi di marcia.
Arriviamo piuttosto provati al Bintang Lodge ([EMAIL=cafe.bintang@ymail.com]cafe.bintang@ymail.com[/EMAIL] – 23 euro circa con colazione), dove ci accolgono con un ottimo e corroborante ginger tea che ci rimette subito in forze; qui fa un bel freschetto, siamo sui 1000 mt di altitudine!
La cameretta del Bintang è spartana, l’acqua calda è, in realtà, appena tiepida ed il wifi non funziona!
Ceniamo con un riso al pollo e poi a nanna!

La sveglia alle 4,30 in realtà non ci sorprende nel sonno: pur senza un motivo evidente, non siamo proprio riusciti a dormire, e quindi dopo un rapido lavaggio (ammazza! quant’è fredda l’acqua!!) saliamo in auto e dopo 45 minuti di salita ci fermiamo in un piazzale riservato al parcheggio.
Da qui parte la passeggiata, mezzora a piedi, avvolti in una pace totale.
Attraversiamo un bosco di cui intuiamo soltanto le forme visto che è ancora buio e la lampadina tascabile ci serve per vedere dove mettiamo i piedi. Soltanto noi, i suoni ed il profumo della natura e l’aspettativa di questa che sarà, probabilmente, una delle albe più suggestive della mia vita…

Arrivati al punto di osservazione conquistiamo un posticino a sedere e, in perfetta armonia, assieme a qualche altro turista silente, attendiamo… :wait:


Comincia ad albeggiare e con il passare dei minuti i tre crateri ricolmi di liquido riflettono i colori del cielo mentre lentamente si definiscono le sfumature sulla superficie … è meraviglioso … dal nero al blu, dal prugna al lavanda con qualche spruzzata di bordeaux …poi un po’ di giallo, poi il turchese ed ecco, ora, tra le nuvole e la nebbia, fa capolino il sole che ci regala altri colori difficilmente descrivibili.
Nella mia mente soltanto le immagini ed il suono interno della mia gioia…:please.


Trascorriamo più di un’ora frastornati da tanta bellezza; ma nello stupore del giorno che nasce, come sempre le cose belle durano poco! Ed in questo caso bruscamente, quando un pedante turista
:xmalese comincia a chiedere a tutti i turisti presenti, nessuno escluso, una foto di se stesso sullo sfondo dei crateri….e non gliene sta bene una … sembra un regista in preda ad una crisi isterica …. dà continuamente indicazioni su come devi metterti per scattare la foto, di quello che devi inquadrare….di quale espressione del viso cogliere … e così via …. finché, ringraziando il cielo, il suo autista/guida apostrofandolo malamente in lingua locale, lo trascina a valle tra il sollievo e gli applausi dei presenti!!
Si riparte da Moni dopo aver trascorso qualche oretta al Bintang Lodge, mangiando la nostra colazione (banana pancakes e caffè) ed in chiacchere estatiche sull’esperienza appena vissuta, beandoci del paesaggio “montano” che ci circonda.

5 giugno
La nostra destinazione è Riung.
Lungo la strada ci fermiamo presso il piccolo villaggio Nagekeo di Wali Gai, si paga un “biglietto” di entrata. Non c’è nessuno, soltanto alcuni locali che si mostrano piuttosto incuriositi dal nostro passaggio. Sono soltanto alcune case, forse una decina, e tanti polletti e microscopici cuccioli di cane che girano indisturbati.

 

Torniamo sulla strada, è tremenda, parlare di buche è un eufemismo, alcune hanno ormai assunto la profondità di crateri; ai lati della strada fangosa, ancora auto e bus pubblici fermi in attesa:???: di poter riprendere prima o poi la via: ancora guasti, gomme forate e disparate avarie.

L’andatura media, a conti fatti, è di circa 15 km/h; ritroviamo due spagnoli che hanno deciso di fare il nostro stesso percorso ma in moto. Sono partiti da Moni due ore prima di noi e quando li incrociamo ad Ende, la ragazza ha ormai perso ogni sorriso e delle sue bellissime treccione nere:shock: non è rimasto che il nastro giallo rimasto appeso penzoloni ad una ciocca di capelli!!
Arriviamo dopo 7 ore a Riung, pur essendo ormai buio ci appare, comunque, come un luogo paradisiaco.
La prima notte dormiremo al Nirwana Bungalow. Diversi bungalow intorno ad un bel giardino tropicale e bagno annesso, rigorosamente a … cielo aperto e senza lavandino…molto näif!

L’aria è calda e pervasa da un delizioso profumo di fiori. Ci accolgono con una bella birra … calda (già, uno dei problemi di Flores è l’alternanza della corrente, garantita soltanto dalle 18 alle 4 del mattino!!).
Cena ottima insieme ad altri amici di Dino nell’unico “ristorantino” della zona dove scambiamo qualche parola con una piacevolissima coppia gay australiana! Gli amici di Dino sono altre guide turistiche, quasi tutti con i dread …curioso trovare dei seguaci di Ras Tafari a questa latitudine……poi un profumo di fiori torna a colpire il nostro olfatto…forse non sono proprio fiori…forse più …erbaggi
:mute:!!!!
La mattina dopo partiamo per lano ristoratore che ci ha ringraziato non so quante volte per aver avuto l’ardire di pranzare nel suo microscopico warung da due tavolini e la cordialità della gente che, bypassata la fase di mercanteggio, dimostra un calore ed un cuore enorme.
I dintorni sono bellissimi, risaie, templi, villaggi ci hanno lasciato senza parole!


Al termine delle nostre giornate, trascorse nelle esplorazioni dell’isola, ci siamo resi conto di quanto ognuna di queste isole indonesiane, parzialmente visitate, ci abbia regalato un’esperienza molto diversa da luogo a luogo: da Flores, ancora vergine e poco intaccata dalla globalizzazione e dal turismo di massa, a Bali, apoteosi nefasta dell’esatto contrario.

22 giugno
Ci trasferiamo con un taxi (12 euro) a Kuta, ( Best Western Kuta Villa – offertona su booking a 40 USD con colazione) e rieccoci nella confusione, ci fanno male le orecchie per il grande rumore.

Il mare è splendido, le onde meravigliose e la spiaggia enorme, ma non abbiamo tempo di visitare altro.

Il tempo è tiranno, ed il traffico e gli ingorghi per raggiungere i pochi luoghi che ci eravamo prefissi lo impedisce!
Ci dedichiamo solo ad un po’ di shopping, neanche troppo convinti
*-).

23 – 25 giugno
Lasciamo senza indugio Bali e finalmente posso cantare a squarciagola … Singapore vado a Singapore, vi saluto belle signore … pur continuando a chiedermi il significato del testo poco comprensibile…

Appena usciti dall’area aereoportuale, ci ritroviamo nel 3000:clap:!! Continuavano a venirmi in mente solo alcuni aspetti: evvai … ci sono quattro corsie per ogni senso di marcia! Non ci sono ingorghi, né buche e guardare dal pulmino il cielo su cui si stagliavano gli enormi grattacieli, mi ha fatto sentire piccola piccola e pure un poco provinciale!
Siamo alloggiati al Hangout Mt. Emily (80 euro con colazione a buffet) , a ridosso di Little India. E’ un luogo lontano dalla strada, e l’ostello è all’altezza della sua buona fama.

Il giro sul bus Hop On della Singapore Airlines ci ha permesso di avere uno sguardo di insieme piuttosto ampio che unito al giro in battello ha completato l’opera!
Non mi piace questa città … non mi piace
:nonono:. Il clima (40 gradi e umidità prossima al 100%) non ci consente di passeggiare liberamente all’aperto, ma al contrario, desiderare di rintanarti dentro uno dei tanti, grandissimi ed elegantissimi, centri commerciali per riprenderti dal caldo. E questa, dicono, è la stagione migliore!!!!

Ho trovato particolarmente interessanti e pittoreschi i quartieri di China Town e Little India, piccoli e bassi agglomerati di etnia ben definita, templi ed abitazioni, incastonati tra grattacieli e costruzioni avveniristiche; il Marina Bay Sands è una apocalittica costruzione che ben simboleggia, a parer mio, tutta la modernità e il lusso che si viene a cercare qui a Singapore.

Non mi mancherà lasciare questa città, solo i vecchi luoghi di pesca, dalle parti dell’harbour mi faranno provare un po’ di malinconia per gli antichi fasti di questa vecchia colonia delle Indie orientali

26 giugno
Si rientra a casa, a Roma.
Il viaggio in aereo scorre via tra pensieri e parole.
E’ stato un viaggio lungo, che ha avuto un escursus ascendente verso la modernità.

Rimarrano nei nostri occhi gli antichi siti giavanesi e la loro popolazione mite e cordiale, le foreste di Flores, i suoi vulcani, il suo mare e la sua gente. La spiritualità controversa e inquinata di Bali, la semplicità di Lombok e la funzionalità, il lusso ed il clima, deleterio, di Singapore.
Un viaggio tra passato e presente che mi riconduce alla parole di un libro di Terzani, a quelle che sono le emozioni che vorrei sempre provare e riportare dopo un viaggio: “Solo se riusciremo a vedere l'universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo”.
Alla prossima:ciaociao:!
P.S.
Se non vi piacciono i banana pancakes…l’Indonesia non è posto per voi!!

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Ci sono 13 commenti su “Indonesia: una, nessuna, ventimila … isole

  1. L’Indonesia :serenata: a me basta questa parola per farmi sognare :serenata:
    mi piace il suo caos , la sua calma , il suo cibo piccante e deciso ,il sorriso della sua gente , le sue tante contraddizioni , le sue isole turistiche e quelle ancora sconosciute ….
    Flores potrebbe essere presto nel mio viaggiare :yeah:
    grazie Laura delle tante info , le ho segnate tutte .

  2. E brava laura, resoconto bello e utile . Peccato non aver approfondito la visita del sud di Lombok. Prima o poi ci torno, adesso sono sempre innamorato del mio ultimo paese visitato e se ce la faccio seguirò mia moglie che ci torna per lavoro una ventina di giorni con sede fissa a Mandalay.

  3. Grazie a tutti!:bacio:
    Michele sfondi una porta aperta…per me la Birmania, come ho ripetuto tantissime volte, è uno deii luoghi dove tornerei anche domani!!
    La sede a Mandalay…fantastico andate e poi fornite indirizzo!!!

  4. E brava Laura :clap:! Alla fine ce l’hai fatta a scriverlo!!! Bellissimo diario e bellissimo viaggio :serenata:! Ti ammiro per essere riuscita a sostenere un ritmo del genere (levatacce, spostamenti continui, ore e ore di auto…).Altro che vecchia babbiona: sei mitica :laugh:!!!

  5. Mi hai fatto morire dal ridere.
    Il tuo modo di scrivere è sempre divertente ma nello stesso tempo ricco di info molto utili.
    Fai apparire tutto bellissimo, seppur stavolta, pare che Bali e Singapore ti abbiano lasciato un po l’amaro in bocca….(succede alle “vecchie babbione” che hanno girato troppo il mondo e adesso trovano i difetti:joke:)
    A me sinceramente è sembrato un bellissimo viaggio, Singapore a parte…ma i Komodini..tanta roba!!!
    ps: pero’ non si fà :no: far toccare le chiappe del Fabbry a tutti :no:
    pps: ma quanto avete magnato??? e ce lo credo che poi ti sei sentita male!!!

  6. Un mix molto proporzionato di informazioni pratiche, sensazioni personali, descrizioni di umanità varia.. il tuo modo di scrivere è molto piacevole.. I luoghi più selvaggi mi hanno affascinato, specialmente l’alba in cima alla montagna e quel bellissimo lago azzurro..

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