Boavista, un’isola oltre ad ogni aspettativa

Ed eccoci qui in partenza per Boavista.
A dire il vero l’idea quest’inverno era di andare in un bel posticino in Alto Adige, avevo anche già contattato l’hotel, rigorosamente con sala wellness, quando il giorno prima di prenotare mi arriva un offerta per Capo Verde che non posso assolutamente rifiutare. Chiedo ad Albe pensando mi bocciasse l’idea ed invece approva e quindi via a cercare informazioni su struttura, meteo, situazione vento ecc.
Boavista è la piú orientale delle isole dell’arcipelago e la più vicina al continente africano, si tratta di una piccola isola lunga circa 30 chilometri e larga altrettanti.
E’ in buona parte costituita da rocce sedimentarie con affioramenti eruttivi nella zona di Rabil e Fundo das Figueiras, fondamentalmente pianeggiante essendo il monte più alto nemmeno 400 metri. E’ un’isola molto arida, nonostante periodi di forte pioggia, e quindi la vegetazione è molto scarsa. L’isola è contornata da 55 chilometri di bellissime spiagge di sabbia bianca e ricolma di fantastiche dune che le conferiscono un paesaggio unico, sicuramente un posto da visitare.

La struttura proposta è il Marine Club Beach Resort, un villaggio vacanze poco distante da Sal Rei, il principale centro abitato dell’isola e vicino alla bella Praia da Cruz.
Le recensioni su questa struttura sono molto discordanti ma alla fine mi ricordo che mia sorella ci è stata un paio di anni fa e si era trovata benissimo e quindi dopo questa conferma e dopo aver letto commenti e diari di viaggio è deciso, si prenota e anche se non sarà caldissimo e ci sarà un po’ di vento sarà ugualmente una settimana di totale relax lontano dal freddo di gennaio.

Leggo con interesse che diverse persone si sono appoggiate per le varie gite a Piergiorgio Scaramelli, un famoso maratoneta toscano che ha mollato tutto e da circa dieci anni vive a Boavista dove gestisce un B&B e organizza escursioni alla scoperta di quest’isola facendo scoprire luoghi dove i soliti giri normalmente non arrivano.
Prontamente mi procuro, tramite una viaggiatrice, la sua mail e lo contatto, mi risponde subito ma purtroppo siamo sfortunati, proprio la settimana che noi saremo a Boavista lui e la sua compagna saranno in Italia. Gli chiedo se può consigliarmi qualcuno e mi dà il nome e il numero di telefono di un ragazzo capoverdiano, che è poi il ragazzo con cui fa sempre le escursioni, il quale parla italiano e ci porterà negli stessi posti dove saremmo andati con lui. Fantastico, quindi affare fatto e la nostra guida è prenotata.
Ed eccoci al giorno della partenza, il ritrovo è all’alba, è si alle quattro e mezza di mattina dobbiamo essere all’aeroporto di Verona quindi alzataccia ma ne vale la pena visto che per mezzogiorno dovremmo già essere al caldo.
Partenza in perfetto orario e siamo anche fortunati, il posto vicino a me è libero e quindi abbiamo tre sedili tutti per noi, si preannuncia un volo più comodo. Devo dire che su questo volo abbiamo avuto una delle migliori colazioni aeree, brioches, muffin, pane, marmellata, yogurt, sandwich, succo e caffè, ah bicchiere di vetro e posate di metallo, cosa ultimamente rara.

[RIGHT]

[/RIGHT]

Dopo sei ore scarse eccoci a Boavista, ritrovo del gruppo diretto al villaggio e via. Sul pulmino ci viene già dato il nostro numero di camere e i famosi braccialettini di riconoscimento che dovremo tenere tutta la settimana. Sono anni che non facciamo una vacanza in villaggio e non siamo più abituati a tutto questo, braccialetti, meeting informativi ecc. ma chiaramente ci adeguiamo e seguiamo le varie istruzioni.
In un batter d’occhio siamo al villaggio e prendiamo possesso della nostra camera, carina, non gli manca nulla, dal frigo, alla tv (non aspettatevi però programmi italiani), alla cassetta di sicurezza e terrazzino da cui si vede l’oceano.


La struttura è composta da tante piccole costruzioni in pietra a ridosso della collina, direi che è proprio come lo avevo visto nelle foto, un complesso che ben si inserisce nel contesto paesaggistico, la nostra camera si trova nella parte alta della struttura raggiungibile da un piccolo vialetto in ciottoli di pietra, davvero carino, sembra un piccolo borgo.


[RIGHT]
[/RIGHT]

Primo pomeriggio lo dedichiamo all’insegna del relax in spiaggia visto che l’alzataccia ci ha lasciati alquanto spossati e prendiamo accordi con la guida contattata dall’Italia per incontrarci il mattino seguente per decidere le varie escursioni da fare, abbiamo deciso di non farle con il resort ma di farle appunto per conto nostro, gli itinerari alla fine sono gli stessi ma la libertà di decidere quanto e dove fermarsi senza dover sottostare alle esigenze del gruppo è impagabile e quindi anche se il costo è un po’ superiore avevamo già optato per questa soluzione.
Quindi la mattina abbiamo il nostro incontro con Eusebio, il ragazzo segnalatoci da Pier, e prendiamo accordi per i due giorni seguenti in cui ci farà visitare tutto il possibile di questa bella isola.
Prima vera giornata di vacanza facciamo un giretto alla vicina cittadina di Sal Rei raggiungibile con una piacevole passeggiata. La cittadina è graziosa con una bella piazza contornata dai soliti negozietti acchiappa turisti che evitiamo accuratamente. Eusebio ci ha poi detto che oramai i vari negozi di souvenir sono in mano ai senegalesi e si cinesi e trovare veri oggetti capoverdiani è quasi impossibile.

Pomeriggio passeggiata, con alcuni altri ospiti del resort, alla chiesetta diroccata di Fatima che si trova a poche centinaia di metri sulla collina. Questa chiesetta è considerata meta turistica anche se devo dire la verità non ci trovo nulla di che, comunque vista la vicinanza è doveroso andarci, inoltre nei pressi vi è una piccola baia che davvero merita una visita, peccato il maltempo altrimenti una piccola sosta li non sarebbe stata male.

Ed eccoci al giorno della nostra prima escursioni, Eusebio puntuale alle nove arriva con il pick up a prenderci e via si parte. Peccato che il tempo non sia dei migliori, grosse nuvole ci accompagnano verso la nostra prima tappa, il relitto di un nave spagnola arenatasi nel 1968 a Cabo Santa Maria, sinceramente non ci interessava molto vedere una carcassa di nave arrugginita ma per arrivarci ci si addentra in una specie di “foresta” e su dei viottoli davvero scoscesi e il panorama merita una visita. Nella spiaggia antistante il relitto si vedono diversi cartelli di segnalazione riguardanti le tartarughe, infatti Boavista è famosa per la nidificazione delle tartarughe Caretta caretta, peccato che questo non sia il periodo giusto.


Torniamo indietro e ci dirigiamo verso Rabil dove visiteremo la fabbrica di terracotte, oddio chiamarla fabbrica è decisamente esagerato, si tratta di un laboratorio artigianale, in una stanza ci sono alcuni uomini che riempiono le varie forme con la terracotta, poi uno stanzino con un piccolo forno ed infine un ulteriore stanza che funge da negozietto, comperiamo alcune tartarughine colorate e si riparte.
Prossima tappa la famosa spiaggia di Praia Curralinho, ribattezzata S. Monica per la somiglianza con la famosa spiaggia californiana. Per arrivarci si passa da un piccolo villaggio, Poin San Velha, e la strada sembra lunghissima, o meglio i chilometri non sono tanti ma più che una strada è quasi una mulattiera tutta lastricata di san pietrini, infatti a Boavista si gira solo con pick up o quad, e quindi la velocità è decisamente molto ridotta.

[RIGHT]

[/RIGHT]

La nostra guida ci ha detto che la maggior parte degli abitanti di San Velha non fa nulla in quanto essendo molto isolato per andare a lavorare nei vari hotel spendono circa 100 euro al mese di trasporti per guadagnarne massimo 200 e quindi alla fine gli rimane poco più di tre euro al giorno e a quel punto preferiscono non lavorare e vivono di quelle poche cose che riescono a coltivare o con quel poco che arriva dai turisti di passaggio. Decidiamo di non scendere in quanto l’unica attrazione è un piccolo negozietto di souvenir e proseguiamo verso Santa Monica. Da qui in poi la strada diventa proprio una pista sterrata completamente priva di indicazioni, difficile farla da soli, certo non impossibile ma constatiamo che è sicuramente meglio andarci con la gente del posto.


Ed eccoci finalmente a Santa Monica, la bellezza di questa lunghissima spiaggia è indescrivibile, diciotto chilometri di sabbia bianca accecante, e finalmente è uscito il sole e i colori sono incredibili. Quando arriviamo troviamo un gruppo di turisti con i quad ma di li a poco se ne vanno e rimaniamo noi due ed Eusebio che ci aspetta in auto.
Passiamo una buona mezz’ora a camminare su questa meraviglia scattando foto e godendoci il paesaggio, purtroppo il mare è un po’ “arrabbiato” oltre che fresco e quindi niente bagno ma non fa niente, essere soli in questa distesa è bellissimo.

Staremmo lì delle ore ma siamo molto curiosi di vedere le altre spiagge in programma e quindi risaliamo sul nostro pick up e si riparte, destinazione Praia de Varandinha.


Incrociamo alcuni pick up pieni di turisti che si stanno allontanando e così arrivati alla spiaggia non troviamo nessuno, bellissimo. Anche questa spiaggia è favolosa, decisamente meno ampia della precedente ma, a nostro avviso quasi più bella per il fatto che da una parte vi è una scogliera con delle grotte naturali, comode nelle giornate assolate per godersi un po’ di ombra, che la rendono più caratteristica.
[RIGHT]

[/RIGHT]
[LEFT]

[/LEFT]
Anche qui gironzoliamo e scattiamo foto a non finire, mangiamo i nostri panini e via verso l’ultima tappa della giornata e cioè Ponta do Morro d’Areia e le famose Dunes de Chaves per finire alla Praia da Chave.
Strada facendo Eusebio ci porta ad una punta dove solitamente si vedono gli squali ma evidentemente oggi sono andati in qualche altro tratto di mare e quindi dopo aver scrutato per un po’ l’oceano ce ne andiamo.

Arriviamo sulle dune e qui ci siamo divertiti un sacco, Eusebio è un driver eccezionale e vola sulla sabbia, la sensazione per noi e quella di scivolare sulla neve solo che siamo su una distesa di sabbia bianca, non esiste una pista ma solo sabbia e ogni tanto qualche orma di un altro pick up, penso sia proprio difficoltoso guidare qui e ci dice infatti che spesso i fuoristrada si insabbiano perché non tutti sanno esattamente dove poter andare. Sono stati dieci minuti favolosi, volevo quasi chiedergli di rifare la pista tanto mi era piaciuto ma poi ho desistito.
[RIGHT]

[/RIGHT]

Ed eccoci all’ultima spiaggia della nostra gita, anche questa magnifica e grandissima, queste distese di sabbia bianca sono una meglio dell’altra e ci ripromettiamo di tornarci uno dei prossimi giorni.
Soddisfatti del nostro primo tour torniamo in hotel giusto per goderci una mezz’oretta di sole sulla brandina prima dell’aperitivo delle sei che tutte le sere viene offerto assieme a stuzzichini vari.


Sabato seconda escursione, puntuale arriva Eusebio che oggi ci porterà ad esplorare l’interno dell’isola.
Ci dirigiamo quindi verso Santo Tirso facendo chilometri di strade, o meglio di piste, sterrate in mezzo al nulla, abbiamo incontrato solo capre e un piccolo orto recintato che non si sa bene come faccia ad esistere in quel deserto.

Arriviamo a Curral Velho, nell’estremo sud dell’isola, un suggestivo villaggio oggi abbandonato, con le tradizionali case dei pescatori, oramai in rovina, che sorgono a pochi passi dalle antiche saline e da una lunga spiaggia deserta, unica eccezione una costruzione restaurata recentemente da un europeo che ne affitta le camere ed infatti stavano arrivando dei turisti amanti, evidentemente, della completa pace.



[RIGHT]
[/RIGHT]

Continuiamo verso Ervatao, spiaggia preferita dagli amanti del windsurf e del kitesurf, e a pochi passi dalla spiaggia un’oasi ricca di palme da cocco e dove vengono coltivati ortaggi.


Altra tappa in mezzo al nulla fino a raggiungere il paesino di Norte dove ci fermiamo a mangiare in una tipica locanda capoverdiana. Ottimo pesce con riso e verdure e per finire un ottimo dolce al latte, praticamente una specie di creme caramel, il tutto per circa trenta euro.
[RIGHT]

[/RIGHT]

Ed ora via verso il Deserto de Viana, percorriamo altri chilometri dell’antica Rua Pittoresca, la strada di ciottoli che collega i paesi di Boavista e infine in lontananza si comincia a vedere questa bellissima distesa di dune.

Arriviamo al Deserto de Viana e lì ci divertiamo un sacco a correre e scivolare sulle dune, anche qui rimarrei delle ore ma la giornata volge al termine ed è ora di tornare al nostro resort.
Anche oggi abbiamo avuto la nostra dose di emozioni, quest’isola è davvero magica, si passa dal deserto più arido fatto di sassi grigi, a sterminate distese di argilla rossa, a grandi aree di pietre laviche nere per arrivare a spiagge bianchissime, insomma una varietà di panorami e colori indescrivibile.



[RIGHT]
[/RIGHT]

La domenica mattina andiamo a piedi a Sal Rei in quanto vorremmo assistere alla messa Gospel ma si rivela una grossa delusione, arriviamo in anticipo e la chiesa è piena di bambini e gente del posto, a cui rubo qualche foto.

Ma poco prima dell’inizio della messa se ne vanno quasi tutti ed entrano decine e decine di turisti, e già questo ci lascia un po’ sconcertati, poi due ragazze salgono sul “palco” e iniziano a cantare spiegando prima in due/tre lingue (tra cui l’italiano) il canto che si apprestano a fare e poi cantano. Dopo un paio di canzoni ce ne andiamo delusi, ci aspettavamo una funzione loro ma evidentemente il turismo ha preso il sopravvento.

Passiamo il lunedì in completo relax nella spiaggia del resort anche per prendere un po’ di sole, fino ad ora siamo sempre stati in giro e non vogliamo tornare bianchicci come siamo partiti.
Martedì, nostro ultimo giorno di vacanza, siamo indecisi se prendere un quad per scorrazzare sulle spiagge ma alla fine optiamo per tornare, con un gruppo di altri ospiti del resort, alle Dunes de Chavez per rotolarci sulle dune e per un bagno, a dire il vero io non ho il coraggio di farlo ma la mia metà e gli altri si tuffano nelle fredde acque oceaniche.


[RIGHT]

[/RIGHT]

La nostra piccola pausa al caldo è finita, ecco che si riparte, un ultima ricca colazione e via verso l’aeroporto, volo un po’ traballante ma in perfetto orario, anzi con un po’ di anticipo, arriviamo a Verona.
E’ stata una bella vacanza, erano anni che volevo andare a Capo Verde ma sapere che sono isole molto ventose mi aveva sempre fatto desistere ed invece è stata una piacevolissima scoperta, è vero il vento c’è ma, a parte verso sera, non dava fastidio anzi se al pomeriggio non ci fosse stato probabilmente non si sarebbe potuto stare in spiaggia, insomma sia io che la mia dolce metà siamo più che soddisfatti della scelta, abbiamo visto posti splendidi e chissà mai che non ci torneremo.

Pin It
Tags:

Ci sono 30 commenti su “Boavista, un’isola oltre ad ogni aspettativa

  1. Interessante meta che scopro grazie al tuo bellissimo diario :ok:
    Stupende anche le foto…mi ha colpito in particolare nell’ultima composizione quella del “fusto” che ti corre incontro sulla spiaggia :joke::wink: …bravi …bellissima coppia viaggiatrice!!! baci :ciao:

  2. E’ proprio vero, questo francobollo di terra nell’Atlantico soddisfa oltre le aspettative. Sono passati appena due mesi dal mio rientro da quest’isola e mi sembra già una vita :cry:!Bel resoconto e belle foto:ok:

  3. Bellissimo diario e foto stupende. :ok:
    peccato che capoverde a me non abbia dato le stesse emozioni, ma purtroppo ci sono andata in un periodo non felice della mia vita.
    Mi avete fatto tornare la voglia di ritornarci. :sorridente:

Lascia un commento

Commenta con Facebook