Bahamas – Exuma 2005

Avendo avuto già due esperienze positive in Bed & Breakfast ai Carabi, anche quest’anno ho voluto ripetere l’esperienza. Tra le varie isole mi ispiravano molto le Bahamas, soprattutto dopo esserci passata sopra in aereo diverse volte ed aver visto il bellissimo mare che le circonda. Unica indecisione: quale isola? Cercavo un’isola al di fuori delle solite mete turistiche, senza villaggi o attracchi per crociere e per caso mi imbatto su internet su un nome: Exuma. Mi informo un po’ e trovo che sull’isola c’è un B&B, il Coral Gardens. Li contatto subito via internet e mi danno la disponibilità per il periodo richiesto, dal 4 al 11 di gennaio. Il proprietario, Peter, è gentilissimo e mi da tutte le informazioni, mi prenota persino un taxi per raggiungerlo dall’aeroporto. Seconda ricerca: una buona tariffa aerea. Ho girato per varie agenzie e anche se le tariffe erano buone con le commissioni diventavano troppo alte. Trovo quindi un buon volo diretto con Alitalia per Miami, che prenoto direttamente con loro via telefono e mi aggiungono anche la tratta per Nassau con Bahams Air. La tappa era fondamentale (maglietta dell’Hard Rock Cafè). Quindi prenoto via internet il volo Nassau-Exuma con la Bahamas Air e siamo pronti per partire. Ultima fatica preparare la valigia. Io porto solo bagaglio a mano (dopo che in un viaggio me l’hanno perso sia all’andata che al ritorno) e Alitalia accetta solo 5 Kg. Considerando che il mio trolley ne pesa almeno 3…. Comunque devo portare solo costumi da bagno e pantaloncini e il gioco è facile.
4 gennaio: si parte! Il viaggio procede per il meglio e in serata arriviamo a Nassau dove avevamo prenotato un piccolo hotel (Townie Hotel) nel centro vecchio della città. Prendiamo le nostre camere e usciamo a mangiare qualcosa, poi presto a dormire che la stanchezza cominciava a farsi sentire.
5 gennaio: Abbiamo la mattinata per girare un po’ Nassau, per negozi e all’Hotel Atlantis. Partiamo nel pomeriggio per Georgetown, Great Exuma con un volo di poco più di mezz’ora e all’arrivo in aeroporto troviamo Willy che ci aspetta col suo taxi, come promesso per portarci da Peter. La casa è bellissima in mezzo alla campagna, ma là è tutto così. Si capisce subito che l’isola è poco frequentata. Poca gente in giro, pochi alberghi e pochi turisti, solo un bellissimo mare e tanta tanta pace. Peter ci noleggia la sua auto, così possiamo girare l’isola e ci dà alcune dritte sui posti da visitare e dove andare a mangiare. Decidiamo di fare un piccolo tour della città, tre case in croce, e poi via alla spiaggia dove il mare ci aspettava. Il mare non è dei più caldi, ma è simile come temperatura al nostro in agosto quindi il bagno si può fare benissimo. La temperatura esterna è sui 26-27°.
6-10 gennaio: Nei giorni successivi giriamo le varie spiagge dell’isola, una più bella dell’altra, con noi uniche presenze umane. Ci sentiamo molto su un’isola deserta, per la gente del posto fa ancora freddo, mah!!!! Per noi è fantastico perché la temperatura è estiva ma non c’è umidità. La spiaggia più bella che incontriamo è quella di Stocking Island, un vero paradiso terrestre, e come uniche forme di vita, oltre a noi le stelle marine. Raggiungiamo l’isola con un servizio traghetto offerto da un hotel del posto che ci porta là al mattino e ci viene a riprendere alla sera. Sull’isola non c’è quasi niente, solo un piccolo bar e tante, tante barche a vela. Unica pecca per fare snorkeling dobbiamo noleggiare la barca, perché vicino alla riva non c’è il reef.
Passiamo una settimana veramente spettacolare, raggiungendo anche una notevole abbronzatura. Scopriamo del buon pesce da mangiare come il Conch, un mollusco tipico dell’isola molto buono che là lo cucinano in ogni modo. Il costo della vita non è molto caro, soprattutto rispetto a Nassau dove ti fanno pagare anche l’aria che respiri. Su Exuma non si pagano tasse e si mangia tranquillamente al ristorante con 10-15 dollari. Per muoversi occorre per forza la macchina, ma anche se c’è la guida all’inglese non è così difficile visto che c’è solo una strada principale che attraversa tutta l’isola.
11 gennaio: è ora di tornare a casa. Andiamo in aeroporto con l’auto di Peter e la lasciamo là con le chiavi sopra. Là funziona così, sempre macchina aperta, casa aperta, non c’è nessuno che ti ruba niente. Con un po’ di rimpianto torniamo a casa, ma contenti di aver trovato un posto che chissà, un giorno potrebbe diventare anche la nostra prossima casa.

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