Tongasoa Madagascar – parte 1° gli Altopiani

Un viaggio sognato da anni , di quelli che tieni per  un po’ nel cassetto dei desideri per fantasticarci su. Uno di quelli  cui dedichi tempo ed energie , dal quale sai che comunque vada ritornerai con qualcosa in più.

Qualche informazione sul paese .

Il MADAGASCAR  , Questa grande isola ( la quarta nel mondo ) si trova  nell’oceano Indiano al largo delle coste sud-orientali dell’Africa, davanti al Mozambico, ed è attraversata  dal tropico del Capricorno .  si potrebbe considerare quasi un piccolo continente data  la sua estensione e la sua biodiversità.

La maggior parte delle specie della  ricchissima fauna e flora del paese, di cui molte presenti solo in Madagascar , è in pericolo di estinzione o sono già scomparse per sempre. Il taglio degli alberi e l’incendio del sottobosco, avvenuti nel corso degli anni  per opera dell’uomo, hanno danneggiato i tre quarti della superficie e trasformato intere  zone in terreni sterili riducendo drasticamente gli habitat .

Ciò nonostante il Madagascar è riuscito a conservare un ecosistema ricchissimo, unico al mondo, con un vero e proprio caleidoscopio di specie animali e vegetali, ma anche di razze e di culture diverse.

E’ ovvio che La principale attrazione turistica sia la sua natura , e uno dei “punti” di forza è la sua biodiversità tra le più prodigiose al mondo. L’endemicità è particolarmente elevata e vi  si trovano piante e animali che non s’incontrano altrove. I lemuri , I camaleonti ,

Vari tipi di rane e rettili , molte specie di  uccelli.

La flora che ha il suo re nel baobab e comprende quasi tutte le varietà di questi spettacolari giganti . varie specie di palme, tra le quali la famosa “palma del viaggiatore”, innumerevoli orchidee, cactus ed euforbie che costituiscono la grande foresta spinosa del Sud .

I Malgasci e i fady

I Malgasci che si  suddividono in 18 etnie diverse a seconda della zona , seguono un complicato  sistema di credenze, che si intrecciano in  tutti gli aspetti della vita quotidiana e che varia da villaggio a villaggio, Nella religione tradizionale il Creatore è Zanihari, o Andriananahary che non è né maschio né femmina. Ci sono numerose divinità secondarie o spiriti legati alla natura, che abitano gli alberi, le rocce e i fiumi.

Le credenze tradizionali impongono divieti, o tabù , detti fady.

Per i Merina è un fady fare funerali di martedì, poiché ciò provocherebbe altre morti nella comunità; in altre zone è fady cantare durante il pasto perché fa sviluppare denti troppo lunghi, non  si deve indicare persone o luoghi sacri  puntando il dito, ma bisogna piegarlo , ci sono terreni o interi territori dove è  fady entrare , spesso sono luoghi sacri di sepoltura .

I Vahaza ( stranieri )  sono “esonerati” dai fady, è comunque giusto rispettare gli usi e credenze locali .

Clima quando andare

Il clima del Madagascar è subtropicale, con due stagioni, una calda e piovosa da Novembre ad Aprile, e una secca e fresca da Maggio a Ottobre. Le temperature variano molto in base all’altitudine e alla posizione geografica.

La costa occidentale è più secca di quella orientale, mentre nella zona meridionale e sud-occidentale sono presenti aree con rarissime precipitazioni. Sugli altipiani le temperature possono anche essere rigide . si può scendere sotto i 5°C, quindi è sempre consigliabile portare con sé qualche indumento caldo.

ll periodo migliore in assoluto sono i mesi di Settembre Ottobre e Novembre: le temperature sono più calde rispetto ai mesi estivi e piove poco, sono perfetti per vacanze al mare e anche per osservare la ricca fauna locale.

Gli altopiani 

Gli altopiani (Hautes Terres o Hautes Plateaux) della zona centrale del Madagascar si estendono per più di 1.000 chilometri , L’altezza varia dagli 800 ai 2.700 m. Il paesaggio è molto vario, dal plateau con grandi massi arrotondati, a colline, a vere e proprie montagne, intersecate da valli e fiumi, laghi, con  luccicanti coltivazioni di riso ,  infatti  Il terreno fertile e collinoso e un clima stabile, ha reso questa zona una regione perfetta per la coltura del riso, l’ingrediente base nella cucina  malgascia.

Il riso domina la vita quotidiana dei villaggi dell’etnia Merina, popolazione che ancora conserva un modo di vivere molto tradizionale: c’è una stagione per ogni attività, la semina e la raccolta del riso, la tessitura della seta, la cottura del mattone dell’argilla nei forni.

Infatti, gli abitanti costruiscono solitamente le loro dimore con una miscela di argilla e di paglia tagliata, ma quelli che possono permetterselo, lo fanno con i mattoni cotti di argilla rossa: infatti, i forni dei mattoni fumano quasi ininterrottamente durante la stagione da maggio a settembre.

Purtroppo una sempre più invadente coltivazione intensiva, ha avuto come conseguenza un disboscamento incontrollato, che negli anni  ha cambiato l’aspetto di questa zona. Il sistema tradizionale chiamato “Tavy” è in pratica la tecnica del taglia e brucia, che impoverisce la terra e quindi costringe a trovare nuove aree.

L’itinerario :  Antananarivo – Antsirabe – Ambositra – Ranomafana – Fianarantsoa –Ambalavao –Ihosy –Ranohira – Tulear – Bekodoy – Ankasy – Mangily – Auberge de la table – Antananarivo . Percorrendo La Route Nationale RN7,  trafficata malmessa e lentissima   , è la strada statale principale che da Antananarivo arriva fino  a Tulear su un percorso di circa 1000 km  .

Il viaggio e le regole del Madagascar !

Quest’anno sono decisa ad andare a qualunque costo in Madagascar, mi rassegno ad acquistare il volo venduto a  peso d’oro per questa destinazione, riesco a risparmiare qualcosa dividendo la tratta Bologna Parigi – Parigi Antananarivo, il primo volo sarebbe al mattino presto, quindi decido di andare a Parigi un giorno prima. Trovo un’offerta per un nuovo super tecnologico hotel vicino all’aeroporto cdg il CITIZEN M veramente carino, che consiglio ma solo a chi ha una buona padronanza della tecnologia. Il mattino dopo ,  freschi e riposati ci ritroviamo con i nostri compagni di viaggio, due cari amici che hanno deciso di fare la loro luna di miele alternativa unendosi a noi .

Dopo undici ore di volo atterriamo ad Antananarivo, la sala di arrivo è antiquata e spoglia, Le pratiche burocratiche assurde e lentissime, i passaporti sono vistati e timbrati passando dalle mani di diversi funzionari racchiusi in un gabbiotto fino a che non arrivano all’ultimo che chiama ad alta voce il tuo nome rendendo il documento . Impariamo subito la prima regola del Madagascar “MORA MORA ”, “piano piano”, altra attesa interminabile anche per i bagagli che sembrano non arrivare mai , dopo due ore e mezza dall’arrivo usciamo stremati alla ricerca dell’autista mandatoci (speriamo) dalla guest house.

L’aria è fredda , e malgrado sia notte fonda siamo accerchiati da portatori di valigia e mendicanti.

Veniamo  salvati dal nostro uomo che ci fa salire su un pulmino lercio e polveroso e partiamo, poco dopo lasciamo la strada principale e imbocchiamo uno stradello di polvere rossa talmente malmesso da sembrare il letto di un fiume in secca, ecco la seconda e terza regola del Madagascar  , STRADA NON ASFALTATA E POLVERE,

a un certo punto nel buio assoluto della notte vediamo un bagliore, è un grosso camion fermo proprio in mezzo alla strada davanti a noi, dopo diverse manovre del nostro autista e del camionista riusciamo a passare entrambi … ecco l’altra regola. CAMION FERMO IN MEZZO ALLA STRADA .

Sono le due quando finalmente arriviamo a LE MAHAVELO GUEST HOUSE sistemazione semplice e carina, molto comoda per chi vuole stare nei pressi dell’aeroporto.

Siamo già in piedi quando alle otto del mattino bussa alla porta della camera un giovane ragazzo, Andrea l’ autista inviato da Eugene  che ci accompagnerà durante il tour . La nostra 4×4 ha visto giorni migliori ma rispetto allo standard delle auto in circolazione è un vero gioiello, iniziamo il viaggio  attraversando la città di Antananarivo, impariamo la nuova parola , MERCATO,

questo paese è un unico immenso mercato all’aperto, la vita dei malgasci si svolge tutta vicino alla strada e ai corsi d’acqua, dove merci di ogni genere sono esposte tra la polvere che sempre tutto ricopre.

Saranno i mercati lungo la strada e ammirare la gente nelle loro faccende quotidiane, l’immagine magnifica che ci accompagnerà nel nostro viaggio .

Antananarivo – Antsirabe 169 Km 3.30 –    etnia Merina

Antsirabe situata a 1500 mt è anche detta la città dei pousse pousse, coloratissimi risciò trainati a piedi nudi, ce ne sono veramente tanti e ovunque, una volta giunti qua avevo programmato   di andare a vedere il lago tritriva e la cittadina di Betafo,  invece ci perdiamo a vagare nei quartieri della città, nelle sue piazze dove si affacciano decadenti palazzi di epoca coloniale.

Arriviamo fino in piazza della stazione ormai in disuso perché l’unico treno non parte più.

Poi ci immergiamo nel suo mercato, tra la gente che ci guarda curiosa, non ci sono turisti in giro. Anzi di turisti nei mercati o tra la gente non gli abbiamo mai trovati, Andrea mi dice che quasi tutti quelli che vengono in Mada fanno un tragitto preconfezionato e vanno a vedere le varie fabbriche , non dico che non possa  essere interessante, ma io con Eugenio ero stata chiara, voglio vedere la gente, come vive, cosa fa’ veramente ,  non cosa fa per i turisti … La sera giunge presto ,  come cala il sole, l’aria fresca di montagna si fa sentire, rientriamo al nostro bellissimo COULEUER CAFE ’dove gusteremo un’ottima cena a base di zuppa di zucca e il nostro primo filetto di zebù .

Antsirabe – Ambositra  – Ranomafana  km 260  11 ore             etnia Merina

Siamo freschi e riposati e con tanta voglia di vedere questo paese, dopo un’ottima colazione partiamo alla volta di Ambositra.

Città famosa per gli intarsi sul legno degli Zafimaniry , sarebbe bello raggiungere i  villaggi sperduti tra i monti fatti di case di legno finemente decorate, purtroppo non abbiamo il tempo e quindi ci accontentiamo di visitare il centro , dove comunque si possono vedere diversi balconi scolpiti e l’immancabile vivace mercato .

Riprendiamo  il nostro viaggio , La strada peggiora di km in km fino a diventare un’enorme buca continua, la macchina all’improvviso inizia a sobbalzare e i rumori del motore non promettono nulla di buono, si spegne una volta , un’altra ancora fino a fermarsi completamente, la gente che passa si ferma , parla con il nostro autista ognuno di loro traffica un po’ con il motore, scuote la testa ci sorride e se ne va, dopo circa un’ora passa uno che sembra, sappia dove mettere le mani, anche lui traffica con il motore e magia la macchina riparte, saltiamo su tutti contenti, facciamo qualche km e riinizia tutto da capo.

Ed ecco la nuova regola   ,  MACCHINA  IN PANNE .

Stiamo fermi un po’ , riusciamo anche questa  volta a fare ripartire il mezzo, finalmente imbocchiamo la deviazione per Ranomafana, percorriamo ancora un po’ di km e proprio in mezzo al parco a soli 10 km dal’ arrivo  la macchina ci dice addio fermandosi per l’ultima volta, mettiamo il segnale di “pericolo , mezzo fermo sulla carreggiata “( il nostro triangolo) , che in Madagascar è fatto da un fascio di rami e foglie posizionato in mezzo alla strada !

Telefoniamo a Eugenio che ci assicura che si  metterà in contatto con  il lodge per farci venire a prendere, oramai lo sappiamo, sarà … mora mora, infatti, passano le ore e noi siamo lì, nel mezzo del parco naturale, sta calando la sera è buio e fa’ freddo, in lontananza vedo i fari di un piccolo bus, senza pensarci due volte mi butto in mezzo alla strada e chiedo soccorso, è un pullman di turisti che stanno andando al parco, caricano noi e i nostri bagagli e ci portano fino all’entrata del lodge.

Saremo pazzi , ma questo inconveniente ci ha fatto divertire e poco ci importa di aver perso il trekking serale per l’avvistamento degli animali .

La mattina dopo Ranomafana ci regala un inaspettata splendida giornata , da queste parti piove tanto  , e’ raro trovare bel tempo , partiamo tutti contenti  per il giro fino alle cascate e al belvedere .

Dopo un po’ che camminiamo troviamo un bellissimo camaleonte foglia , avvistiamo i primi lemuri dorati che stanno al sole sulle cime degli alberi .

Il parco e’ molto bello con una folta vegetazione , ruscelli ,  cascate  , farfalle gigantesche , orchidee selvatiche e varie piante medicinali .

Ranomafana  – Fianarantsoa   km 60 2 ore                                                               etnia Betsileo

Ritorniamo dal trekking e troviamo macchina e autista nuova, salutiamo Andrea la foresta pluviale e riprendiamo il cammino, il nuovo autista ci piace subito, parla correttamente il francese, è esperto ,  pratico della zona e ricco d’informazioni interessanti.

Arriviamo a Fianarantsoa, piacevole cittadina costruita su più livelli, in compagnia di un ragazzo del posto che parla italiano visitiamo haute ville, molti palazzi dalla pregevole architettura sono stati restaurati da una ricca Americana con ottimi risultati.

facciamo una visita anche al  laboratorio di Pierrot Man, il fotografo più famoso del paese, dove ammiriamo foto favolose  scattate in giro per il paese .

Fianarantsoa –  Ambalavao         etnia Bara

Avevo letto pareri discordanti ,  ma passando da queste parti proprio nel giorno del mercato  più importante  del paese non volevo  assolutamente perderlo , avevo  ragione ! Il mercato degli zebù di Ambalavao è in Madagascar quello che in molti paesi è la borsa, gli zebù hanno un’importanza fondamentale per i Malgasci e sono simbolo di potere e ricchezza.

Si tiene in un grande spiazzo di terra rossa, dove allevatori e compratori contrattano i loro capi.

Intorno alle staccionate l’immancabile colorato e animato  mercato, dove sono cucinate varie prelibatezze accompagnate da baguette appena sfornate.

Ambalavao –Anja        

   La riserva di Anja è un piccolo parco poco conosciuto a gestione Malgascia, dove vive una colonia di lemuri catta .

Trovarmi circondata da questi deliziosi esserini, mi ha emozionato .

Nel nostro viaggio verso Ranohira ci siamo fermati nell’unico hotely della zona, gli hotely sono piccoli ristorantini locali, non sono turistici e vi dovrete  accontentate di mangiare riso in bianco accompagnato da qualche stufato (zebù o maiale) stando molto  attenti a non masticare anche degli insidiosi (per i vostri denti) sassolini .

Ranohira      – Isalo National Park   

Uno dei posti più interessanti del paese è Il parco dell’Isalo un massiccio granitico di origine jurassica, Il paesaggio è molto particolare, arido, con vette rocciose dai riflessi arancio/ gialli.

Un mix tra i parchi Americani e la savana Africana ma con una flora e fauna unica nel mondo. In questa stagione è possibile osservare i pachipodium in fiore

Se avete fortuna, magari incontrerete anche un meraviglioso e raro sifaka .

Nell’Isalo ci sono numerosi fady che sarebbero da rispettare, uno di essi prevede che si deponga una pietra sui cumuli già esistenti per realizzare i propri desideri e se il desiderio si avvera si debba ritornare al cumulo per dire grazie . Tra le grotte di questo massiccio si trovano molte antiche tombe dei Sakalava, da ricordare che indicarle con il dito è fady.

Con una guida assegnateci all’ingresso del parco seguiamo un percorso di circa 10 km, attraversiamo canyon.

Vaste radure secche e assolate. Guadiamo piccoli torrenti.

Scaliamo pareti di roccia a strapiombo, saliamo, scendiamo e camminiamo sotto il sole fino  a raggiungere alcune piscine naturali.

Dove ci fermiamo a mangiare e riposarci, appena tiriamo fuori il cibo, siamo circondati da diversi lemuri dorati, che abituati alla presenza dell’uomo sono in cerca di bocconi dal cestino del pranzo.

Finiamo la nostra giornata davanti al favoloso tramonto rosso fuoco dalla finestra dell’Isalo

Salutiamo a malincuore Ranohira e gli Altopiani, proseguendo il nostro viaggio verso sud .

ecco  la seconda parte “Il Sud “

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