Tongasoa Madagascar 2° parte – Il Sud

Il sud

Il Sud del Madagascar è la regione più arida dell’isola, forse anche la più particolare in termini di paesaggio. È l’unico posto al mondo, dove si può ammirare la foresta spinosa, un ecosistema semi-desertico formato da enormi piante simili a cactus che crescono solo qui. Lungo la costa si trovano lunghissime spiagge di sabbia bianca ma che sono davvero difficili da raggiungere, perché non esistono strade ma solo un tracciato sulla sabbia.

Hotel usati (i prezzi sono per doppia con colazione.)

Le Mahavelo Guest House, a dieci minuti dall’aeroporto di Ivato, semplice carino e pulito, camere grandi. Con servizi privati e acqua calda 35€

Couleur cafe’ Antsirabe Bel bello vale tutti gli eurini spesi, in camera avete anche un caminetto che su richiesta vi accendono nelle serate più fredde, buono il ristorantino, 36€

Tsara Guest house Fianarantsoa L’ambiente è bello e il ristorantino buono, le standard sono basic ma hanno acqua calda, quello con il peggiore rapporto qualità prezzo . pensione completa 38€

Setam Lodge Ranomafana Lodge immerso nella foresta pluviale, ha una vista unica, i bungalow sono carini con acqua calda. Obbligatoria la mezza pensione con un discreto ristorante . 108 €

Jardin du roy .- Ranohira

Accidenti che lusso ! bello esagerato, camera e servizio di alto livello, il posto ideale dove trovare un po’ di riposo dopo un tour del parco, obbligatoria la mezza pensione, compreso i cestini del pranzo 166€

Serena Tulear

Hotel nuovissimo, con camere immense e un bellissimo bagno, proprio nel centro di Tulear a due passi dal mercato, buona la colazione 35€

Smeralda Bay  Bekodoy

Un paradiso nascosto tra le dune, i ragazzi italiani che lo gestiscono hanno ancora tanto da lavorare. I bungalow sono carini ma non hanno nemmeno un mobiletto dove appoggiare la roba. Però ci sono energia elettrica e acqua calda, pane fatto in casa e un mix di cucina itala malgascia niente male . per il prezzo pagato si potrebbero dare un servizio migliore e una garanzia di trasferimento . pc 110

Ankasy lodge

Posto bellissimo, Le ville affacciate sulla grande baia sono immense e ben arredate, con energia elettrica e acqua corrente solo fredda, buono il servizio e la cucina, possibilità su pagamento di usare internet e telefono satellitare . 140 €

. Princesse du lagon – Mangily

Struttura simil coloniale direttamente sulla spiaggia, camere luminose, con pezzi di antiquariato e bei mobili, Buono il ristorante 36 € Auberge de la table Che posto ! bungalow immersi nel parco, grandi arredati benissimo, buono il ristorante. Ottimo il rapporto qualità prezzo . 35 €

Sakamanga

In centro a Tana, hotel molto carino ricco di oggetti di antiquariato, le camere sono tutte diverse una dall’altra, grandi piacevoli arredano benissimo. Ha diversi ristoranti, dove si mangia molto bene, mi è piaciuto molto 48€

Volo Tulear – Antanarivo  176 €

Volo air france bologna – Parigi / Parigi – Antananarivo 1080

Auto con autista 300

Cambio 1 euro = 3280 ariary

Ranohira – Ilakaka – Tulear                                                                                                               etnia Sakalava

La prima località che incontriamo e Ilakaka, che potrebbe assomigliare a una cittadina del vecchio far west americano, per la strada notiamo anche un uomo con una pistola.

Nelle profonde buche scavate a mano, in condizioni disumane, sono cercati i famosi zaffiri, tutte le concessioni minerarie sono di grandi banche, ben poco resterà alla misera gente di questi luoghi,  è uno dei posti meno sicuri del Madagascar, malgrado questo non resistiamo e scendiamo per osservare una meravigliosa scena d’altri tempi, come in un quadro dove, il pittore ha voluto raffigurare un intero popolo; chi fa’ il bucato, chi cerca gli zaffiri, chi attinge l’acqua, chi lava l’auto ……

Il paesaggio cambia rapidamente, diventando sempre più secco e assolato, la strada che qua e’ stata appena riasfaltata attraversa vaste distese di nulla .

Appaiano i primi baobab a colonna

Arriviamo a Tulear, la porta del sud, calda assolata polverosa, animata e disordinata, si nota subito la grande differenza tra la gente del sud e quella degli altopiani, qua si respira l’Africa.

Le donne indossano parei, si dipingono la faccia con una crema ottenuta da una radice per difendersi dal sole e si acconciano i capelli con intrecci elaborati.

 

Tulear – Bekodoy   100 km      5.30                                                                                           etnia Vezo     

Quando mi fisso in un posto  , poco m’importa quanto ci voglia ad arrivare, quanto lontano e isolato sia , é  lì e solo lì che voglio andare ….

La macchina inviateci dalla guest house arriva puntuale a prenderci davanti al nostro hotel a Tulear, rimaniamo sorpresi nel vedere che è un potente e grosso fuoristrada nuovo lucido e bello.

Ci lasciamo alle spalle il caos disordinato di Tulear, s’intravede il primo tratto di costa ricco di mangrovie, il mare è ovviamente fangoso e per nulla invitante.

Lungo la strada troviamo diversi villaggi con capanne di paglia, taxi brousse coloratissimi stipati all’inverosimile , venditrori di ciambelle e dolcetti vari, ci stiamo gustando questo nuovo Madagascar quando all’improvviso

la nostra auto , bella nuova e lucida ,  si ferma di colpo in mezzo alla strada, siamo ancora una volta a piedi ….

Fortunatamente siamo a  Mangily, ci sono ville private  e hotel , ancora più fortunati perché’ dopo poco che  siamo fermi passa un altro autista della stessa agenzia , sta portando dei turisti a medio rano ,a pochi kilometri da qua ,  tornerà a riprenderci appena fatto, non ce la prendiamo , oramai le “regole ” del Mada le conosciamo tutte  ,   passiamo il tempo dell’attesa insegnando ai bimbi del vicino villaggio a cantare inni sportivi .

Riprendiamo la strada, ancora una volta con auto e autista nuovi ,  da Mangily in poi  è solo una pista tracciata nella sabbia , che attraversa la foresta spinosa.

Dopo tre ore di su e giù e traballa’,  troviamo uno spiazzo  , ci fermiamo a sgranchirci le gambe, scaliamo una duna e ci troviamo di fronte a questo.

E’ ben lontano dal primo tratto di mare fangoso che abbiamo intravisto all’inizio del tragitto …

Siamo in paradiso !

Arriviamo a Smeralda Bay dopo cinque ore e mezzo, si è alzato vento pazzesco che a malapena ci fa’ stare in piedi.

La semplice struttura a gestione italiana è arroccata tra grandi dune bianche e si affaccia su un’ampia baia.

E’ formata da quattro casette, la casa principale, e tre camere indipendenti, arredate in maniera essenziale.

Cosa rara da queste parti ha l’acqua corrente , anche calda !!  ed energia elettrica a pannelli solari .

putroppo insieme a noi e’ arrivata una perturbazione dal sud  , che porta vento freddo e mare mosso, infatti, i primi due giorni abbiamo sempre girato vestiti e imbacuccati. malgrando il vento e un clima non proprio tropicale , questo posto selvaggio e naturale ci piace subito .

tra le tante nostre esplorazioni della zona , una mattina ci siamo spinti a nord e abbiamo trovato;

Le Righe !

Un posto magico dove il mare ritirandosi lascia scoperte ampie zone di sabbia candida , calcolando bene le mare si riesce quasi ad arrivare alla bariera .

mentre costruivo questo viaggio , mi ero chiesta  se valeva la pena percorrere tutta questa strada per arrivare fin qua , ammirando dall’alto di una duna , la meraviglia che ho intorno, infinita, incontaminata, primordiale assolata e ventosa.

Rispondo Sì mille volte sì.

Bekodoy – Ankasy    32 km   in piroga tradizionale  e a piedi 9 ore

Dall’Italia mi era sembrata una gran trovata, per movimentare il viaggio (neanche ce ne fosse stato bisogno eh !) ci metto un bel trasferimento in piroga tradizionale, ero cosi eccitata per aver pensato a questa soluzione, magari un po’ bizzarra e originale nello stile di Bru .

Ecco si certo, la piroga, io una vera piroga malgascia non l’avevo mica mai vista !

Un tronco scavato, lungo circa 6/7 metri, largo forse 60 cm, con sei assicelle di legno di traverso a fare da seggiolino.

Accerto la piroga, sta Bruidea me la boccio da sola, penso convinta mentre giro e rigiro intorno al tronco galleggiante, sollevo uno dei bastoni che usano a mo’ di remi, sono allibita.

Sposto lo sguardo verso il mare che con l’alta marea ha assunto un colore verde scuro, cupo e minaccioso, osservo le strane correnti del canale del Mozambico e le onde che si formano per il forte vento che spira a 45 km l’ora da sud est (contrario, ovvio).

Nooo dai si è scherzato, la piroga la lascio ai Vezo .

E… invece no, perché’ qua nel nulla più nulla, non c’è nemmeno un mezzo, che poi andrebbe bene anche un Apecar, non c’’e linea telefonica o internet per dire a una qualsiasi agenzia di Tulear veniteci a prendere .

E adesso come si fa ? i ragazzi della guest house non sono riusciti a prendere contatto con nessuno, certo non è che si siano dati tanto da fare, dopo tanti anni passati qua “mora mora” fa parte del loro vivere .

Mauro decide di farsi a piedi i 9 km tra le dune sabbiose che ci separano da Salary per chiedere aiuto.

Torna, molte ore dopo sconvolto dal viaggio e a mani vuote, non c’è auto disponibile !

La piroga rimane l’unica possibilità per andarsene, quindi rassegnati e un po’ rasserenati dal vento che e’ notevolmente calato , diventando una brezza leggera e piacevole , fissiamo la partenza per le 6.30 del mattino dopo.

Ci svegliamo con un’alba meravigliosa, il mare è liscio come olio, incastriamo noi e i nostri bagagli nello spazio ristretto e … adesso si viaggia alla maniera Vezo.

davanti a noi si aprono baie bellissime incontaminate e selvagge, mai calpestate da piede umano.

Vediamo anche piccoli villaggi isolati. Intervalliamo la navigazione con lunghi tratti a piedi, per alleggerire i rematori.

Dopo qualche ora proviamo a montare la vela, arriviamo fino alla barriera e navighiamo paralleli a essa, il mare ha la trasparenza di un cristallo.

Facciamo qualche kilometro ma il vento contrario ci fa desistere e ritorniamo sotto riva.

Passano le ore e i poveri rematori sono esausti, onestamente non so come facciano ancora a resistere, anche noi siamo stanchi , sono otto ore che siamo in mare senza cibo e acqua e stretti in uno spazio minimo.

Attracchiamo in una baia riparata nei pressi di un villaggio, mancano ancora 7 km all’arrivo ma da qua dobbiamo proseguire a piedi, la marea sta salendo e oltre non si riesce ad andare.

Mauro è addirittura scalzo, non sappiamo da dove passare, prendiamo quello che sembra un sentiero e ci incamminiamo, dopo poco penso di avere un miraggio , intravedo tre quad parcheggiati sotto un alberello, poi una mini auto e infine quattro persone.

Sono reali, non è un sogno, dei ragazzi tedeschi che stanno andando a Salary, uno di loro ha forato la moto e si sono fermati a ripararla, chiedo aiuto , sono disposti a darci un passaggio  ma solo se li paghiamo.

Alla faccia della solidarietà tra viaggiatori !

Certo che li paghiamo ovvio, in quel momento gli avremmo dato tutto.

Sono passate nove ore dalla nostra partenza e finalmente siamo arrivati all’Ankasy !

Dopo circa un’ora arrivano anche i pescatori con i nostri bagagli, dove per altro avevamo messo tutto, per essere sicuri che non si bagnassero, documenti passaporti soldi !

Noi viaggiatori  spesso ci facciamo  prendere la mano nel voler essere originali , innovativi , osando sempre qualcosa in piu’ La cosa mi piace, per me un viaggio è sempre un’incognita, una nuova sfida , in questa occasione però ho sentito il peso di questa scelta azzardata.

ringrazio il  Gat , Gabriella e Franco splendidi compagni di avventura . :lol:

Malgrado questo devo ammettere che ;  Viaggiare alla maniera Vezo è stato un’esperienza autentica, vera, unica.

Abbiamo visto posti meravigliosi, provato forti emozioni e quest’avventura non la scorderemo mai .

Ankasy  

   Che bello questo posto, cinque grandi ville affacciate sul mare.

L’energia elettrica è garantita da pannelli solari, in bagno c’é l’acqua corrente ma solo fredda, per farsi la doccia si usa miscelare una tanichetta di acqua lasciata scaldare  al sole con quella fredda. si mette in un secchio  e  con un mestolino ci si lava ,  sembra complicato ma in realtà è abbastanza pratico, non si può usare l’asciugacapelli ma visto che “ nessuno pettina bene come il vento “ non è un grosso problema.

I nostri giorni passano tra lunghe passeggiate in esplorazione delle baie e momenti di puro sano riposo .

Finiamo la giornata davanti a tramonti favolosi.

E con l’arrivo della notte possiamo ammirare un cielo punteggiamo da un milione di stelle, cosi luminose e vicine che sembra di poterle toccare. magnifico osservare la  luna nuova, un sottile spicchio che nasce dal basso, sembra quasi un’eclissi e invece è solo la magia del polo Australe, dove tutto è sottosopra.

 Ankasy – Mangily     50 km   2 ore

Questi giorni passati nel nulla totale sono volati via, dobbiamo riprendere il viaggio.

Diciamo addio al mare al vento alle dune e partiamo. Mangily doveva essere la promessa balneare del sud, in molti avevamo creduto in lei ma non è mai decollata e adesso è  un paesetto un po’ polveroso  , con diversi hotel  , ville private e una spiaggia movimentata.

Mi ha ricordato Malindi, le bancarelle sulla spiaggia, i parei colorati, non potrei consigliarla per una vacanza balneare, il mare non è cristallino e risente molto delle maree, però passare un paio di giorni da queste parti alla fine di un tour non è cosi male .

Un posto imperdibile è la Riserva di Reniala, ci arriviamo con un carretto trainato da zebù, eh si ,  non ci siamo voluti far mancare niente !

La riserva è a protezione di diversi esemplari di Baobab millenari, sono bellissimi e imponenti nella luce rosata del tardo pomeriggio.

Possiamo vedere diversi camaleonti, delle tartarughe radiate, un serpentello incredibile , dalla forma di un ramoscello secco. Tanti uccellini colorati, tutte le piante della foresta spinosa.

Mangly – Auberge  30 km    2 ore  

Salutiamo anche a Mangily, e riprendiamo il nostro viaggio, ho scelto Auberge de la table per la sua vicinanza con l’aeroporto e perché’ volendo c’è da visitare Arboretum D’Antsokay un piccolo parco gestito da uno svizzero che è anche proprietario della struttura dove staremo a dormire. Devo dire che non avevo grosse aspettative, invece l’enorme bungalow immerso nel parco è veramente bello, il cibo del ristorantino buono e ben presentato, la zona piscina invita a leggere un buon libro in perfetto riposo, ottimo posto per osservare uccelli e farfalle variopinte che svolazzano intorno.

Auberge –    Antananarivo   in volo

I voli interni possono avere cambio di orario improvviso o addirittura cancellazioni, per non correre rischi (su questo non rischio mai !) di perdere il volo internazionale, ho programmato di essere a Tana un giorno prima.

Invece il nostro volo parte puntualissimo e nonostante l’air Madagascar non abbia buona fama, devo dire che il Boeing era in buono stato, lo stesso vale per il servizio a bordo, ci sono state molte turbolenze ma questo non è certo per colpa della compagnia.

Dalla pace delle spiagge del Sud siamo catapultati nel caos frenetico di Antananarivo “la citta dei mille “ Costruita in maniera disordinata su diverse colline a circa 1200 mt.

Siamo stufi di fare km in macchina o stare imbottigliati nel traffico, quindi decidiamo di fare un giro della città a piedi, si possono ancora vedere diversi palazzi di pregevole fattura a ricordo del suo passato coloniale, la grande piazza dell’indipendenza, la vecchia stazione ora trasformata in un centro commerciale.

La zona intorno al lago Con la jacaranda in fiore.

Le sue strade sono mercati straripanti di merce e persone. Prettamente turistico ma carino da visitare il grande mercato de la digue, con tantissimi oggetti d’artigianato. E poi i tanti, troppi mendicanti, i venditori che ti assalgono ovunque, la sporcizia, il caos .

Devo ammettere che non mi ha entusiasmato, anche se riconosco che ha un suo fascino.

Viaggiando in Madagascar

Scordatevi i ritmi frenetici del nostro vivere e prendete tutto con calma e pazienza, le ore i km e i tempi di percorrenza per i Malgasci sono solo dettagli, se programmate un viaggio da queste parti e volete usare i mezzi pubblici fate bene i vostri calcoli, mi hanno raccontato di 70 km fatti in taxi brousse in 22 ore!!!

Se pensate di venire in Mada per le spiagge del sud, calcolate il lunghissimo viaggio, il costo alto dei trasferimenti, che potreste trovare molto vento e temperature non proprio tropicali, inoltre il mare risente molto del mare e a volte può apparire lattiginoso e poco cristallino .

E ricordatevi che Il Madagascar non è né Africa né oriente, anche se di entrambe conserva tradizioni e cultura, facendo di esso un paese unico raro e prezioso .

 Ritorno a casa ferita nell’orgoglio e nella presunzione del viaggiatore, so ‘ di non aver lasciato traccia, di non aver potuto capire, di non aver portato o donato nulla.  

È il Madagascar che … senza chiedere si è preso tutto di me.

 Bru 

Pin It

Ci sono 7 commenti su “Tongasoa Madagascar 2° parte – Il Sud

  1. Commento qui dopo essermi divorata i due diari. Un viaggio meraviglioso in una terra poco conosciuta, lontana dai classici giri turistici. A tal proposito leggendo questa fantastica Bru&GatAvventura mi sono chiesta più volte se anche qui arriverà il turismo di massa a distruggere tutta questa magia che Bru ha saputo descrivere e soprattutto trasmettere. Ribadisco ancora una volta i miei complimenti per le foto, come sempre bellissime, e che parlano da sole.

    • grazie Barbara ,sempre tanto carina , se arrivera’ il turismo chiedi ? si , forse un giorno come ni tutti i posti del mondo , ma non penso sia possibile una cosa immediata .
      in Mada e’ un paese magnifico e forse lo e’ anche per questa sua arretratezza .

  2. Eh brava Bru!
    Vedo che anche tu non scherzi con l’avventura! ahahaha
    Bello, mi è piaciuto leggere e vivere il Madagascar, una volta tanto non il nord dei grandi resort.. bel viaggio, assolutamente da fare, magari il prossimo anno, chissà! ;-)

  3. Bru…che dire..i tuoi racconti sono sempre cosi’ coinvolgenti,per non parlare di quello che sei riuscita ad immortalare con la macchina fotografica,grazie di avermi fatto dimenticare per un attimo del freddo umido italiano!!!
    P.S. ma quando mi porti con te?

Lascia un commento

Commenta con Facebook