Safari del gruppo Tanzuga: Uganda / Kenia / Tanzania

10/02/05 Nel pomeriggio la Rosy parte da Torino in treno per arrivare a Milano dove passerà la notte in albergo e poi l’11/02/05 di buon mattino partirà con il volo per Bruxelles.
11/02/05 Livio si sveglia verso le 3 del mattino per raggiungere l’aeroporto di Bologna mentre io mi alzo alle 4,20 anche se la notte non ho dormito per niente al pensiero del viaggio non per la paura ma per la felicità e per l’emozione di rivedere l’Africa “questa terra è emozionante per un insieme di cose per i colori, gli odori, la gente etc.” insomma arrivata a Fiumicino sento al cellulare Rosy e Livio per cercare di farci assegnare i posti il più vicino possibile sul volo intercontinentale e alle 7.20 il mio volo parte, qui essendo in poche persone non sento ancora nulla poi arrivo a Bruxelles e qui inizio a sentire la adrenalina mentre mi attraverso tutto l’aeroporto per arrivare al gate B6 per incontrarmi con i miei compagni di viaggio che mi attendono già essendo arrivati prima di me. C’è una incredibile fila infatti il volo è completamente pieno e la nostra speranza di poter stare vicini svanisce quasi immediatamente. Comunque siamo contenti e pieni di euforia al pensiero di iniziare la nostra vacanza. Il volo dovrebbe arrivare per le 23.00 facendo scalo a Nairobi. Ci imbarcano, ci sistemiamo e passano pochi minuti e l’aereo si muove il viaggio vero inizia!!!

Arriviamo a Entebbe alle ore 23.30 ora locale (2 ore in + rispetto all’Italia) recuperiamo i bagagli e fuori dalla dogana incontriamo Souza (Susa) il nostro uomo guida carichiamo i bagagli in macchina e andiamo a Kampala capitale dell’Uganda. Ci impieghiamo circa mezz’ora ad arrivare al nostro albergo “Hotel International 2000” che si trova nella parte residenziale della città, facciamo le pratiche e Souza va via, noi invece ci dirigiamo verso le nostre stanze e dopo una bella rinfrescata ci ritroviamo nella stanza mia e della Rosy ed io come al mio solito disfo per la prima volta il mio zaino per poi ricomporlo  (la cosa si ripeterà spesso durante tutto il viaggio) quattro chiacchiere con grandi sorrisi e aspettative e poi tutti a nanna. La temperatura è equatoriale molto umida e comunque siamo a 19-21 gradi e pensare che solo poche ore prima eravamo sotto 0 in Italia.
12/02/05 sveglia alle 6.30 del mattino Rosy come al solito si alza e va alla finestra c’è l’alba è molto bella! Facciamo delle foto e poi andiamo a fare colazione, verso le 7,00 il sole vero, insomma qui la vita ha inizio presto. Infatti dopo colazione alle 8.15 ci vediamo con Souza per andare in agenzia pagare il saldo di quanto dovuto e poi iniziamo il nostro viaggio attraverso le terre ugandesi. Usciti dall’agenzia partiamo in direzione nord verso il parco Murchison Falls dove riusciamo a vedere le cascate più grandi del Nilo chiamate Murchison (il parco prende il nome proprio da queste cascate) attraverso le quali il Nilo si getta nel lago Alberto, una visione straordinaria, il pranzo è stato veloce e lungo la strada. Poi arriviamo al Paraa Safari Lodge. Per arrivare qui abbiamo dovuto prendere il traghetto (una chiatta) che ci ha permesso di attraversare il Nilo insieme al nostro pulmino. Il posto è molto bello, il panorama mozzafiato, ci sono gli ippopotami che fanno i loro versi (come ad indicare il loro risveglio e pronti ad uscire dall’acqua per mangiare tutta la notte al fresco) ”insomma il mio habitat” infatti sono contentissima. Dopo aver fatto alcune foto al tramonto ed esserci preparati per la sera andiamo al ristorante per mangiare, c’è un grande buffet che ci attende e devo dire che non ci facciamo mancare nulla anzi… Dopo cena facciamo qualche prova con il telefono ma non funziona e così girovaghiamo nell’albergo e poi andiamo a dormire nelle nostre belle stanze una attaccata all’altra.

13/02/05 di buon mattino ore 6.00 ci alziamo e alle 6.30 facciamo colazione poi alle 7.15 ci vediamo con Souza il nostro fido con il quale partiamo per andare a fare il nostro safari, la direzione è uscendo dal nostro hotel verso nord nella zona chiamata Vittoria Track dove vediamo i kob, bufali, waterbuk, falco, elefanti, 2 leonesse, giraffe, facoceri, babbuini, alce, ippopotami questi ultimi erano in un’ansa del lago e abbiamo potuto vederli da vicino perché siamo scesi dalla macchina usufruendo della scorta di un ranger di una macchina che ci stava avanti con un altro gruppo. Nel proseguire il giro vediamo due leonesse vicino ad un cespuglio,…. non siamo del tutto impazziti ma ci siamo andati molto vicino devo ammettere. Alle 10,30 rientriamo alla base (hotel) già fa caldo, una cosa strana che mi succede è che quando giro mi sento come se fossi a casa non so il perché ma questa è la mia sensazione. Le nostre stanze affacciano proprio sul Nilo e si sentono gli IPPO che parlano tra di loro “incredibile la natura che ci circonda”. La cosa bella è che siamo qui noi, la natura africana e basta. “Man mano che passano i giorni mi comincio a rendere conto di quanto sia bello stare qui”. Pranziamo in hotel e alle 14.00 incontriamo Souza che ci porta a prendere la barca per fare l’escursione sul Nilo (lo risaliremo fino ad arrivare quasi sotto le cascate Murchison). Si inizia non molto bene devo dire perché uno dei motori si blocca dopo pochi minuti dalla partenza, così torniamo al molo e i ragazzi dell’equipaggio si mettono all’opera per aggiustare il tutto mentre noi turisti stiamo lì a morire dal caldo sotto il sole a picco sulle nostre teste. Fatto il tutto si riparte perdendo circa 30 min., ma poi recuperiamo. Iniziamo con il risalire il fiume per giungere fino alle cascate che avevamo visto il giorno prima “incredibile anche la visione da sotto”. Passiamo proprio sotto il nostro albergo e vediamo gli Ippo, sono un vero spettacolo alcuni come ci vedono si immergono, altri come al loro solito fanno capoccella soffiando con le narici di tanto in tanto, altri ancora li vediamo con il sedere in su e muso immerso non capiamo bene il perché ma poi più avanti ci rendiamo conto che è la loro posizione per fare un fax.

14/02/05 ore 5.45 sveglia ci prepariamo e andiamo a fare colazione poi alle 7.00 si parte con Souza per andare a Jacana Lodges in riva al lago George. Prendiamo la chiatta e attraversiamo nuovamente il Nilo con la bella visione degli Ippo e dei babbuini, la giornata si prospetta più fresca dei giorni precedenti, tutto ciò a noi non dispiace. Arrivati dalla parte opposta si parte, durante tutto il giorno facciamo molti km circa 500 infatti ci fermiamo solo per mangiare un pranzo veloce che ci avevano preparato al Paraa e in quel frangente io e Rosy faccio pipi. Mentre mangiamo passano dei bambini ai quali regaliamo parte del nostro pranzo, Souza si sgranchisce le gambe “poveretto tutti quei km da solo e senza neanche parlare molto con noi!” Oggi davanti vicino a lui c’è Rosy lei muta perché non sa nulla di inglese lui muto di carattere insomma “un’allegria..”, io e Livio dietro a non stare mai zitti parliamo tra noi poi con loro davanti insomma un vero casino come al solito. Il panorama è bellissimo divertente e vario, infatti di tanto in tanto siamo rapiti da esso e spaziamo anche con le nostre menti. Passiamo dai circa 400 mt di altitudine per arrivare ai circa 2000 mt. infatti man mano che saliamo si sta freschi; per strada vediamo molte persone e bimbi, oggi infatti è lunedì e tutte le persone sono in movimento. Alla fine della giornata arriviamo al punto dove passa l’equatore, e dopo aver passato Haime, Fort Portal e Kasese arriviamo al nostro lodge che devo dire è un posto incantevole, romantico, un posto bellissimo, le stanze sono delle palafitte sul lago il nostro pensiero è andato alle notti passate nel Malawi qualche anni prima indimenticabili. Gli chiediamo le stanze anzi la stanza da 3 e a Livio (che aveva fatto tale richiesta) lo guardano male (increduli e meravigliati pensando a chissà che cosa) alla fine ci danno un appartamento-palafitta per famiglia dove abbiamo 2 stanze attaccate, con due bagni e un’anticamera-salotto con tanto di poltrone e divanetto comune insomma “siamo dei re”. Rosy va in doccia e io e Livio invece andiamo in piscina, qui abbiamo la piscina dove ci tuffiamo e ci rituffiamo poi dopo un pò arriva anche la Rosy, ci facciamo le foto e dopo il tramonto molto bello torniamo nel lodge, facciamo le docce ci prepariamo e andiamo a cena ma prima ci facciamo una passeggiatina intorno a tutti i lodges per gustarci meglio guel posto, tutto in un romanticismo incredibile “peccato non essere qui con le nostre dolci metà…”. “Va bhè passiamo oltre” la cena è buona e poi tornati in camera facciamo chiacchiere e foto, poi a nanna domani ci aspetta un’altra sveglia alle 6.30 avremo la colazione in camera in riva al lago “insomma ci coccoliamo a domani”.

15/02/05 ore 6.00 del mattino arrivano due inservienti a portarci la nostra colazione romantica “oserei dire divina” e mentre mangiamo si vedono le prime luci del giorno che si riflettono sul lago davanti a noi, uno spettacolo incredibile meglio del sogno fatto nei giorni passati, ma purtroppo dopo tanto crogiolarsi alle 7.00 di oggi partiamo da Jacana Lodges per il nostro prossimo safari nel quale non riusciamo a vedere il nostro leone ma in compenso vediamo tutti gli altri animali. Poi verso le 9.30 ci spostiamo nella zona dei crateri dove si vedono realmente molti crateri vulcanici uno di seguito all’altro pieni di acqua salmastra oppure di alberi, vedute bellissime ma di animali niente neanche l’ombra tranne qualche resto osseo di animali che furono. Ahhhhhhhhhhh noooo!!! un animaletto veramente stronzetto lo abbiamo trovato: la mosca zezzè che giuro pizzicava da morire nonostante fossimo coperti ovunque “ecco perché secondo noi non c’erano animali con quella stronzetta e chi ci voleva stare da quelle parti!”. Discesi dai crateri ci siamo diretti verso il villaggio del sale che era situato nella penisola di Mwewa, qui le persone lavorano all’estrazione del sale e alla sua macinazione manuale. Nel fermarci abbiamo avuto il piacere di incontrare due bambini bellissimi ai quali oltre a fare delle foto sono riuscita a regalare penne e magliette. Ripartiamo e ci dirigiamo verso il parco nazionale del Bwindi dove domani incontreremo i gorilla di montagna “la vera ragione” per la quale siamo qui in Uganda. La strada è lunga e come al nostro solito percorriamo altri 200 km di strada sterrata. Souza è incredibile non parla, non dice nulla se non gli si fanno domande, ma guida ininterrottamente fino a ora di pranzo. Fermi per il pranzo prendiamo i nostri pacchetti e mangiamo, poi di nuovo in viaggio. Passiamo vari paesi e dopo tanti km cominciamo di nuovo a salire le montagne, l’aria è di nuovo più fresca e le piantagioni di the e di banane ci accompagnano lungo tutta la strada. Alla fine arriviamo a Buhoma villaggio base per la grande spedizione, qui infatti ci rilassiamo e ci rinfreschiamo, facciamo un giro nel paese per ambientarci e iniziare a respirare l’aria del grande e sospirato gorilla trekking che avverrà domani. Anche questa volta ci sistemiamo bene siamo in un campo tendato piccolino ma molto carino e ben curato di nome Kitandare Camp. Io e la Rosy abbiamo la prima tenda con due letti e un bagno che dire che è divino e dire veramente poco. La tazza è di quelle chimiche decisamente piccina (vedrete dalle foto) la doccia è composta da un secchio con sotto una cipolla da doccia ma riempito a mano con acqua calda al punto giusto per farsi la doccia insomma un vero spasso di risate e comodità. Il lavello è una bacinella con brocca riciclata da flacone di candeggina esaurita insomma per tutto questo proviamo anche l’ebbrezza dei nostri anni 20/30 della nostra vecchia Europa ormai troppo tecnologica. Dimenticavo che anche questa volta il buon Livio ha tentato di chiedere una tenda con 3 letti ma le facce delle persone sono state divine al punto tale che tutti noi già ridevamo prima di vedere la scena reale “niente da fare le tende sono separate noi a sud e lui a nord in montagna ma di fronte alla sala ristorante”. Però ci assicurano che il giorno successivo avrebbero dato a Livio la tenda di fronte alla nostra per farci stare più vicini. A questo punto dopo aver preso possesso delle nostre tende usciamo perché è presto e decidiamo di andare a visitare il campo del nostro trekking dove facciamo delle chiacchiere con i ragazzi guida che ci danno delle delucidazioni a riguardo. Ci facciamo delle foto e poi dopo alcune ore torniamo al nostro campo dove troviamo i bimbi di un orfanotrofio che fanno uno spettacolo per tutti noi (devo dire molto carino e loro molto dolci) alla fine acquistiamo da loro degli oggetti per finanziare il loro mantenimento, due di loro ci danno l’indirizzo di posta elettronica quindi scriveremo di sicuro. Finito il tutto torniamo alle nostre tende e ci arriva l’acqua calda per la nostra doccia una vera esperienza unica e rara. Comunque la doccia rimette a nuovo…e dopo tutti noi siamo di nuovo pronti, belli e profumati e andiamo a cena. Anche questa volta quasi a lume di candela ed inoltre ci siamo sentiti veramente dei pischelli visto che intorno a noi ci sono solo vecchietti inglesi in cerca di nuove ed autentiche emozioni nella natura selvaggia. Chiediamo di poter fare una telefonata e ci dicono che ci devono scortare perché è meglio, dopo un po’ andiamo a telefonare e capiamo il perché ci dovevano scortare perché non c’era luce e l’unica cabina presente nel villaggio era ben nascosta, “meglio così devo dire perché non ci saremmo mai potuti arrivare da soli”. A questo punto chiamiamo casa e poi anche il nostro Paoletto che si emoziona nel sentire le nostre voci poi finite le chiamate torniamo al campo e andiamo a dormire.

16/02/05 ore 6.45 sveglia colazione ricchissima di zuccheri ed energia quindi miele, marmellata, ovetto, toast, succo di frutta insomma di tutto e poi … super bottiglietta di zucchero con un po’ di acqua per ogni eventualità di calo di zuccheri durante la salita verso i gorilla. Torniamo alle tende ultimi preparativi degli zaini e via alla reception del Bwindi National Park, ritiriamo i permessi e ci accorgiamo che ci hanno separati dalla Rosy “un diastro!!” lo facciamo presente e alla fine si trova la soluzione di far trasferire una coppia nel gruppo della Rosy e la Rosy da noi e ora affronteremo le 3 ore di trekking per raggiungere i nostri animaletti. Ora inizia il bello “La fatica!!!” Su consiglio della guida ho preso un portatore per lo zaino che dovrebbe servire a me ma che subito dopo pochi metri di salita ripida della montagna scopriremo essere l’uomo più importante per noi donne italiane ribattezzato “l’uomo del monte che ha sempre detto si”. Dopo il breafing partiamo con le jeep per raggiungere la base di partenza del gorilla trekking. Strade disconnesse devo dire peggio delle altre, arrivati… si scende dalle jeep e si parte con bastone alla mano. Dopo 10 minuti la Rosy ci chiama disperata “io non ce la faccio” ci fermiamo qualche minuto e accetta subito di dare il suo zaino al nostro portatore “poveretto”. La guida a questo punto dice “Lei da il passo” intendeva la Rosy, così la nostra Rosy fa da sfondamento per tutti noi e godiamo delle sue tappe. La montagna è dura anche per dei montanari da spiaggia come noi. Piano piano con soste a richiesta ci avviciniamo alla vetta scandita dalla guida che ci dava i minuti restanti. Arrivati su non restava altro che iniziare la vera ricerca dei nostri gorilla. Tutti noi cominciavamo a sentire l’adrenalina e ad un certo punto la guida dice di prendere le macchine fotografiche e di andare dietro a lui. Piano piano la vegetazione era sempre più intrigata i nostri uomini macete ci fanno strada e ad un certo punto ecco la visione … i gorilla sono a pochi metri da noi!!! Le macchine iniziano a scattare, seguiamo sempre la guida andiamo dietro agli animali fino a salire la montagna di fronte. L’emozione è a mille, la Rosy si taglia con una spina spargendo il suo sangue nella foresta, tutti seguiamo tutti. Ci rendiamo conto che questi animali sono veramente molto uguali a noi è sorprendente, è realtà… non un documentario. Il nostro gruppo di gorilla è il più numeroso e noi siamo fortunati a vedere i diversi esemplari di anni e stature varie. Uno dei cuccioli ci viene talmente vicino che era ad un metro da noi incredibile non capiamo nulla. Infatti il tempo concessoci è volato in fretta come mai nella nostra vita. E quando la guida ci ha dato la brutta notizia ci siamo sentiti morire dentro l’energia che ci avevano trasmesso. Riscendiamo e risaliamo cercando di non farci male ma con molta lentezza e alla fine rivediamo i soldati e i portatori che ci aspettavano con i nostri zaini nel punto dove li avevamo lasciati. Dopo esserci allontanati dal punto dell’avvistamento facciamo la sosta per il pranzo. Io e Livio ci cambiamo le magliette zuppe di sudore e dopo un po’ riprendiamo la scalata e discesa delle montagne per tornare alla base di partenza. I nostri cuori sono rimasti lì attaccati alle immagini perfette di quegli animali. Tornati alla base del parco Bwindi la guida ci ha addirittura dato il diploma per aver partecipato alla spedizione. E’ stato un pensiero molto carino dobbiamo ammettere! Salutiamo tutti e torniamo alle nostre tende con il bellissimo ricordo che ci accompagnerà per tutto il viaggio, beviamo e ci docciamo poi tutti sul letto a ridere e scherzare fino alla cena dove ci vengono a chiamare, ci alziamo ma le risate non smettono nonostante il cibo entra nelle nostre boccuccie. La cena era buona e saputo l’appuntamento per domani ce ne torniamo alle tende e dormiamo.

17/02/05 ore 7.00 del mattino sveglia, “giorno fortunato dire” dopo una bella dormita in formato asinelli ci prepariamo, andiamo a colazione e alle 8.40 partiamo da Buwoma per dirigerci al Lago Bujioniy il più profondo lago dell’Africa dell’est dove avremmo dovuto vedere tanti uccelli che secondo noi hanno ucciso la sera prima del nostro arrivo perché non c’era l’ombra di essi. Comunque il panorama è bellissimo, il lago ha tante isole alcune delle quali composte da un solo albero. Tornati a terra dopo 2 ore di giro in barca un po’ delusi rispetto a quanto letto nella nostra guida ci consoliamo con qualche acquisto e qualche foto. Poi si riparte alla volta del nostro ultimo albergo ugandese nella città di Kabale. Nel percorrere la strada ci arrivano le prime gocce di pioggia le quali ci accompagnano fino all’albergo e dopo la nostra sistemazione nelle camere, doccia e bucato usciamo sotto la pioggia africana. Passeggiando sotto il porticato “il romantico trio” avvista una moltitudine di uccelli che tutto avremmo pensato tranne che fossero dei “Pipistrelli giganti”. La Rosy impazzisce impugna la sua macchina fotografica ed inizia a fare foto. Poi dopo chiacchiere varie ci riuniamo in stanza per attendere la cena. Parlando parlando passano 2 ore circa e alle 20.00 andiamo a cena. Ormai abbiamo preso la buona abitudine di cenare con la zuppa calda questa volta ai funghi poi secondo, contorno dolce (per i golosi questa volta io no). Anche qui la cena è buona, torniamo in stanza e iniziamo le nostre chiacchiere questa volta raccontiamo delle nostre marachelle fatte da bambini e passano altre 2 ore, così alla fine spegniamo le luci e ci addormentiamo perché domani avremo la sveglia molto presto per andare a Kampala a prendere l’autobus che ci porterà ad Arusha. Si prospetta già nei nostri pensieri una giornata lunga e piena di emozioni e poi lasceremo il nostro Souza.

18/02/05 ore 4.45 del mattino sveglia ci prepariamo e facciamo colazione per poi incontrare Souza per partire per Kampala. Il viaggio è lungo e faticoso anche perché nelle prime 2 ore di viaggio abbiamo la nebbia strano ma vero “anche in Africa può esserci la nebbia”. Alle 12.30 arriviamo a Kampala dove di corsa imbarchiamo il nostro bagaglio e partiamo alla volta della Tanzania. Tanto per iniziare ci cambiano il pullman che doveva essere bello, nuovo e con il bagno invece ne abbiamo uno un po’ più vecchio senza bagno (questo ci permetterà di effettuare pipì bucoliche in mezzo ai campi durante le soste) ma “l’esperienza è bella”. Noi siamo gli unici bianchi, europei e italiani in mezzo a tutti loro 3 vere mosche bianche. Attraversiamo la parte nord dell’Uganda e poi arrivati alla prima dogana Uganda/Kenya ho avuto come la sensazione di essere tornata a 2 anni prima con tutto il grande gruppo “Gli Africani”. Compilati tutti i moduli necessari passiamo la prima dogana, la notte cominciava ad arrivare… siamo in Kenya c’è la luna che illumina tutto e abbiamo un “Senna” alla guida del nostro autobus, ci addormentiamo e ci risvegliamo di tanto in tanto e nel frattempo passano le ore e i km che ci avvicinano alla Tanzania la nostra vera meta.

19/02/05 Alle 24 arriviamo a Nairobi (capitale del Kenya) ed effettuiamo 2 ore circa di sosta nella stazione degli autobus. Poi ripartiamo e questa volta alla guida c’è “Piedone l’africano” il quale è altrettanto bravo nella guida del nostro autobus, e verso le 3 di notte arriviamo alla dogana Kenya/Tanzania il mio cuore comincia a battere ci fermiamo in frontiera anche qui facciamo tutte le varie pratiche doganali e poi aspettiamo fino alle 5.30 perché in Tanzania di notte i mezzi non possono viaggiare, poi si parte anche se è ancora buio. Sonnecchio… poi… ad un certo punto mi sveglio ed ho davanti ai miei occhi un’alba incantevole rimango senza fiato, sveglio Livio ed anche a lui iniziano a brillare gli occhi nel frattempo si sveglia la Rosy insomma tutti raggianti nonostante la mancanza di sonno e stanchezza per il lungo viaggio. Ormai siamo in terra tanzaniana, io ho il cuore che pulsa forte e gli occhi che non riescono a stare fermi. Arriviamo ad Arusha e scesi dall’autobus ci assalgono in tanti per chiederci se vogliamo un taxi o quant’altro. Ci fermiamo da una parte e attendiamo l’arrivo della nostra guida che ci fa attendere pochi minuti ma a noi già sembrano un’eternità. Arriva Greg la guida ci preleva e ci porta a fare colazione in un hotel dove incontriamo Carlo Rossi il socio di Raffaele proprietario dell’agenzia per il safari della Tanzania. Facciamo colazione e poi attendiamo Greg che torna a prenderci, nel frattempo facciamo delle chiacchiere e cambiamo i soldi in banca. Alle 9.30 ci ritroviamo con Greg e prima di partire facciamo le ultime compere in un supermercato per acqua e schifezze da sgranocchiare, poi ci dirigiamo verso il lago Manyara. Oggi lo troviamo quasi tutto secco perché non piove da molto, il parco è molto verde e pieno di animali ma l’unico che veramente cerchiamo con tutte le nostre forze è il leone arrampicatore ma niente da fare non riusciamo a vederlo nonostante siamo entrati nel parco prima di pranzo e ne usciremo alla chiusura. In compenso Livio è riuscito a fare la famosa e tanto voluta foto degli ippopotami con la bocca aperta e abbiamo visto tanti uccelli come aironi, aquile, falchi, fenicotteri etc. tutti gli altri animali che ormai non ci stupiscono se non per delle posizioni o situazioni diverse dal solito “siamo diventati esigenti ma sapete l’Africa fa anche questo”. Pranziamo al sacco e ricominciamo i vari giri ma niente leone comunque spettacoli incredibili. Usciamo dal parco e andiamo al campo dove alloggiano Noel il cuoco e Greg la guida per prendere i nostri bagagli e ci dirigiamo verso il nostro Manyara Wild Life Lodge anch’esso molto bello sempre con piscina e immerso nella vallata di fronte al Lago Manyara, ci sono i Masai che ci accolgono insomma tutto troppo e veramente bello. Facciamo due chiacchiere con i proprietari che ci accolgono, ci mettiamo d’accordo con Greg per l’incontro di domani alle 7.30 per la partenza per il cratere di NgoroNgoro e poi ci accompagnano alla nostra stanza a 3 letti finalmente, molto bello ci sistemiamo e andiamo in piscina per il tramonto che come al solito e spettacolare più di ogni altro direi in quanto il lodge affaccia sulla vallata del parco del Lago Manyara. Facciamo casino in acqua mentre gli altri ospiti del lodge sono molto seri, poi usciamo e torniamo in stanza per prepararci per la cena che direi anche essa buona e alla fine torniamo in stanza per prepararci per la notte ma visto che fa caldo io non riesco a dormire, chiedo ai miei dolcissimi compagni di viaggio di uscire con me per godere della luce della luna e delle stelle ed inoltre a sentire i rumori veri della natura. Infatti è talmente bello che ci facciamo anche una passeggiata nella notte intorno ai vari lodges e alla fine i Masai ci riaccompagnano al nostro lodge facendoci capire che era più sicuro stare dentro, insomma tutti a nanna ora.

20/02/05 sveglia alle 6.30, colazione qualche foto a questo posto bellissimo e incantato e poi con l’aiuto dei masai portiamo i nostri bagagli alla macchina che nel frattempo era arrivata con Greg e Noel come da accordi alle 7.30. Così si parte alla volta del parco NgoroNgoro il grande cratere che ci offrirà delle visioni spettacolari. Dopo aver viaggiato per 2 ore circa arriviamo al nostro campo lasciamo Noel e tutta la nostra roba ed andiamo con Greg a fare il nostro safari. Scendiamo nel cratere, una visione a dir poco fantastica e arrivati sul fondo vediamo subito gli gnu che hanno tanti piccoli infatti uno di loro che ha appena partorito incita il piccolo a camminare e nel frattempo si mangia la sua placenta insomma vediamo il primo ciclo di vita “la nascita”. Poi vediamo zebre, gazzelle, fenicotteri, ippo, uccelli di ogni specie, bufali insomma tutti quelli che conosciamo tranne il grande Re… il leone, giriamo giriamo ma niente. Andiamo a pranzo in un punto dove c’erano tante altre jeep finito il pranzo ripartiamo verso le 3 intravediamo qualcosa che sembra un leone ma i nostri bellissimi occhietti di inesperti non capiscono proprio nulla e sosteniamo di no invece Greg che non è convinto della nostra versione ma si fida solo dei suoi occhi allenati ci porta dalla parte opposta dell’avvistamento per guardare meglio e dice “ragazzi è un leone con la sua femmina e sono in amore” noi ci guardiamo in faccia poi riguardiamo nel binocolo e quell’animale si muove è veramente un leone maschio con la sua leonessa. Greg ci spiega che se sono soli vuol dire che sono in amore e così ci guardiamo e diciamo ora non ci muoviamo da qui se non li vediamo da vicino tutti d’accordo. Dopo circa un’ora fanno l’amore poi di nuovo a prendere il sole e noi siamo in attesa. Poi dopo circa un’altra ora succede che arriva una leonessa dalla parte opposta rispetto a dove guardavamo noi, esce dai cespugli e si dirige verso di noi ci spostiamo di qualche metro con la macchina nella sua direzione e lei arriva proprio davanti alla nostra jeep niente…. impazziamo e con le macchine fotografiche scattiamo un sacco di foto “è bellissima” siamo emozionati da morire insomma rimaniamo lì fino alle 17.00 tempo massimo per poi iniziare la risalita del cratere e il ritorno al nostro campo felicissimi della giornata. Ma le emozioni ancora non finiscono perché mentre andiamo Greg si ferma e ci fa vedere anche i rinoceronti neri troppo belli insomma alla fine della giornata abbiamo fatto il pieno di tutto. Soddisfatti torniamo al campo e ci prepariamo per la notte inizia il freddo e dopo aver mangiato ed esserci lavati con acqua fredda andiamo in tenda e tutti vestiti ci mettiamo a dormire vicini vicini (io sarei congelata se non avessi avuto le mie due stufe) per poi vedere l’alba domani. Ora tutti a nanna.

21/02/05 Stamane ci svegliamo alle 6.00 per vedere l’alba perché dal campo di NgoroNgoro dove abbiamo dormito l’alba è spettacolare così abbiamo messo la sveglia ed riusciamo a vedere il sole che via via sorge. Fa molto freddo ma piano piano che sale il sole scalda e io da 5 strati passo alla maglietta. Qui è così una volta che il sole nasce e si alza riscalda tutto. Ci prepariamo e Greg va a fare benzina mentre noi smontiamo tutto, carichiamo la macchina e alle 9.30 partiamo per il Serengeti il più grande dei parchi africani. Alla sola idea siamo molto emozionati, tale emozione forse la trasferiamo anche alla nostra macchina perché dopo un ora circa che Greg pistava essa ha deciso di lasciarci a piedi o meglio si è rotto un pezzo dell’ammortizzatore e così siamo stati fermi circa 1 ora 1.30 per cercare di riparla poi proseguiamo e andiamo e Nduto un parco ad ovest di NgoroNgoro, passiamo li perché pensavamo ci fossero gli gnu in quanto è il periodo delle migrazioni invece non c’era nessuno così alle 3.30 ripartiamo per arrivare nel Serengeti che devo dire è fantastico. Infatti appena arrivati vediamo gli elefanti con i loro piccoli e le nostre macchine fotografiche ricominciano a scattare foto. Poi andiamo avanti e vediamo un’altra leonessa proprio davanti a noi è meravigliosa ma devo dire che spero che queste visioni siano tutte un anticipo per quello che ci aspetterà domani. Alla fine della giornata alle 7.00 arriviamo al nostro campo “DikDik” dove dopo aver allestito le nostre tende ci rendiamo conto che al campo non c’era l’acqua per la doccia così ci armiamo di bottiglie che riempiamo dal contenitore grande di acqua in deposito nel campo e ci laviamo. Nel frattempo Noel ci prepara una cenetta italiana spaghetti al ragù e zuppa ai funghi (anche questa volta a parte la pasta scotta Noel ci sorprende). Dopo aver cenato abbiamo riso da morire per stupidaggini dette da noi stessi e alla fine Greg ci comunica che domani mattina alle 6.00 partiremo per il nostro safari siamo felicissimi della notizia e dopo una piccola passeggiata per sgranchire le gambe ed in attesa che livio finisca di parlare con Greg andiamo a letto. A domani!!

22/02/05 Sveglia ore 5.30 ci prepariamo velocemente ma con attenzione, visto che Greg ci ha comunicato che poco prima era stato visto un leone nel campo da uno dei cuochi, e senza fare colazione partiamo per il nostro safari molto mattutino, ma si buca subito una gomma così ci fermiamo quasi subito, Greg cambia lo pneumatico destroe poi finalmente si parte, vediamo l’alba bellissima!!, la mattina non è molto propizia infatti giriamo fino alle 9.00 ma niente da fare di felini neanche a parlarne. L’unica consolazione è l’alba e aver visto la procavia che è molto simile alle cavie (che ho a casa) e pensare che è un vicino parente dell’elefante non si direbbe!!. Tristi tristi torniamo al nostro campo, facciamo colazione, ci riposiamo un pochino e poi ripartiamo per tutto il giorno. Certo di energie e speranza ne abbiamo molta ma senza molti esiti positivi. Nella tarda mattinata vediamo un leopardo su un albero ci appostiamo e scattiamo tante foto (o meglio io faccio da assistente ai fotografi visto che il mio obiettivo non ce la fa) poi capito che non si sarebbe mosso di li per parecchio tempo optiamo per andare a fare un giro e vedere il resto della situazione felini del parco. La fortuna non ci assiste e dopo varie ore e la visione di tutti gli animali possibili ci fermiamo per il pranzo in una zona apposita dove riusciamo a fare delle belle foto dall’alto di un grosso sasso (macigno) dove i Masai suonavano per richiamare gli altri dei villaggi vicini. Tutto molto bello ma delusi per quello che erano le nostre aspettative. Tornando ci imbattiamo nuovamente in un altro leopardo sempre arrampicato su un albero ma questa volta quasi invisibile così poco dopo lasciamo il posto e chiediamo a Greg di cercare i leoni. Lui sempre molto carino ricomincia la caccia e quando ormai non ci crediamo quasi più vediamo tre leonesse prese nel loro party dove il banchetto è a base di un bellissimo gnu appena ucciso. Le loro teste fanno capoccella di tanto in tanto tutte macchiate di sangue. Uno spettacolo cruento e meraviglioso allo stesso tempo. Rimaniamo lì fino al limite dell’orario consentito cioè le 7.00 di sera e poi torniamo al campo sorridenti e soddisfatti. Ci facciamo tre belle docce con nostre bottiglie di acqua e poi freschi e profumati come rose ceniamo e insieme a Greg decidiamo di fare un altro safari domani mattina come quello di stamane si spera “senza la foratura della ruota” e al ritorno partiremo per la nuova tappa Lobo che si trova più a nord sempre nel parco del Serengeti.

23/02/05 Sveglia ore 6.00 ci prepariamo e partiamo per il safari mattutino. Percorriamo pochissimi km dal campo ed incontriamo sulla strada una bella e grande famiglia di leonesse e leoncini, niente maschi ma ugualmente belli. Facciamo diverse foto anche perché ci passano proprio accanto e proseguono per la loro strada. Tutti euforici e soddisfatti ci dirigiamo verso la zona dove ieri abbiamo visto i leoni che facevano il loro banchetto con uno gnu. Nel percorrere la strada ci imbattiamo casualmente in due bei gruppi uno di iene e l’altro di leoni che banchettano con una zebra per ciascun gruppo. Non capendo più nulla le nostre macchine fotografiche scattano ogni istante della vicenda, se a NgoroNgoro avevamo visto la nascita qui vediamo la “morte” di una vita per il proseguimenti di tante altre “la natura è perfetta”. Alla fine del banchetto decidiamo di proseguire verso la meta iniziale ovverosia dai leoni del giorno prima. Arrivati i leoni erano ancora lì a banchettare, qualche altra foto e andiamo avanti. Decidiamo di concentrarci sull’esemplare mancante all’appello del giorno il “leopardo”, poco dopo vediamo un paio di macchine ferme guardiamo meglio e effettivamente in lontananza vediamo una macchietta e ci rendiamo conto che è il mantello di un bellissimo leopardo. La guida ci conferma che è un leopardo così inizia la nostra caccia. Dopo 30 minuti di osservazione io ho la vescica strapiena e così Greg ci porta a fare pipi anche se questa volta per non lasciare troppo il posto di avvistamento del leopardo la facciamo sulla strada. Tornando ci rifermiamo qualche minuto a osservare il leopardo che nel frattempo aveva percorso qualche altro metro ma gli spettatori erano aumentati. Anche questa volta siamo felici per tutto però il tempo stringe e noi dobbiamo abbandonare lo spettacolo perché siamo in partenza per il Lobo, laviamo tutto e torniamo al campo per preparare il tutto e alle 14 riusciamo a partire, nel tragitto tra le tante chiacchiere vediamo gli ippo nella loro piccola e puzzosa pozza di acqua. Poi ad un certo punto Grag devia con la macchina perché ha visto un leone maschio con la sua compagna in pausa amorosa così ci avviciniamo e facciamo delle foto è giovane e molto bello, “ancora una volta non ci sono parole per dire che siamo felici”. Proseguiamo ancora e ad un certo punto Greg devia ancora per raggiungere un’altra macchina che era in osservazione arriviamo e vediamo un’altra famiglia di leoni con cuccioli che banchettano con una bella ma ormai fu zebra. Alla fine arriviamo al lodge Lobo dove alloggeremo per la notte, da fuori è molto bello ma una volta dentro ci rendiamo conto che è forse l’unica delle strutture visitate fino ad oggi molto vecchia e che anche le persone che ci alloggiano sono molto maturi “noi come al solito siamo dei pischelli”. L’unica cosa aggiornata sono i prezzi alle stelle in tutti i sensi. Infatti i nostri pensieri vengono confermati a cena dove a parte lo scarso cibo anche i dolci erano africani e a rilento, e per concludere volevamo una bella bottiglia di Amarula ma la cameriera tornata con la bottiglia ci ha informato che il prezzo è di 81 $ così desistiamo pensando questi sono pazziiiiii!!! Ma il finale è ancora meglio andiamo a telefonare visto che sono tre giorni che non sentiamo casa e solo alla fine di esse (3 telefonate mia madre, Antonella e madre di Livio) durate al massimo 1 minuto e mezzo l’una abbiamo pagato 36 $ un vero e proprio furto (Livio ancora oggi rosica da morire). Insomma in tutto questo confermiamo che il campo con tende, latrine e mancanza di acqua corrente è sicuramente meglio per tutti noi.

24/02/05 oggi sveglia alle 6.30 colazione e alle 8.30 partiamo da Lobo Lodge per fare un altro safari nella zona, ma non abbiamo fortuna come il giorno precedente, dopo che la notte i babbuini avevano banchettato con le nostre provviste che erano sulla macchina io sono stata mangiata dalle mosche zezzè così alle 10.00 presa dalla disperazione ho detto basta e così per solidarietà anche gli altri sono stati concordi con me e siamo andati via, e ci siamo diretti verso il lago Natron nostra ultima meta. Il viaggio per arrivare fin li è stato lungo ma molto paesaggistico e addirittura in alcuni punti mi sembra di rivedere la Namibia. Dopo tante ore arriviamo al nostro campo ai piedi della montagna del dio dei Masai allestiamo le tende e poi visitiamo un vicino villaggio Masai molto ben organizzato e abitato da tante famiglie. Questa volta ho potuto portare loro alcune mie magliette e vederle indosso ai bambini mi ha fatto molto piacere. Nel pomeriggio è successo un episodio spiacevole in quanto una bimba si era ustionata e uno di loro che sapeva l’inglese ci ha chiesto se avevamo il disinfettante per delle ferite che avevano dei bimbi, così gli abbiamo chiesto di portare da noi i bambini e a quel punto ho potuto constatare che la ferita non era una ferita normale ma una brutta bruciatura su tutto il braccio delle piccola ed oltretutto era infettata “quindi il disinfettante di certo non serviva”. A questo punto ho preso il mio kit di medicinali e dopo aver cercato di leggere tutto il foglietto delle istruzioni ho preso l’antibiotico e le ho dato una pasticca e poi anche la tachipirina per la febbre (visto che era alta), dopo qualche ora le ho fatto una iniezione di cortisone per far fronte a tutto quello che aveva (spero in cuor mio che sia andato tutto bene nei giorni successivi). Poi ho spiegato alla madre come prendere i medicinali e le ho dato il tutto. Questo evento ci ha fatto capire ancora meglio che le situazioni qui sono tragiche per i malati che oltre a non avere i soldi non hanno neanche i medicinali. (Greg ci ha spiegato che il medico va nel villaggio una volta al mese e spesso non ha neanche le medicine per curare tutti) Insomma la mia mente mi ha fatto pensare a quanto io e gli altri siamo fortunati a vivere in Italia dove c’è tutto anche troppo delle volte.

25/02/05 Nottata infernale per il caldo infatti io non ho dormito quasi per niente e quando si cominciava a stare bene alle 6.00 del mattino ci svegliano gli uccelli che dormivano sopra gli alberi che ci circondavano, insomma oggi giorno di totale relax. Dopo la colazione andiamo con Greg e la guida del posto alle cascate che sono vicino al nostro campo ma che comunque distano circa 2/3 km. da qui. Greg stamane mi fa guidare la macchina è bellissimo!!! infatti arriviamo a buon punto con l’auto poi la lasciamo e proseguiamo a piedi, passiamo tutto il canion creato dal fiume e dopo tante scalate arriviamo alla prima cascata più piccola, diamo uno sguardo, facciamo qualche foto poi ci dirigiamo alla seconda cascata la grande dove facciamo il bagno per ore. Ci mettiamo a giocare tra noi e con l’acqua che scende forte, è un posto meraviglioso, l’acqua è splendida e sotto le cascate c’è l’idromasaggio naturale. Stiamo in ammollo per ore e non vorremmo più andare via. Usciamo solo per pochi minuti il tempo di far riprendere le nostre membra e poi ci rituffiamo nuovamente. All’una decidiamo di venire via perché dobbiamo, anche se con forte malinconia lasciare questo posto bellissimo per tornare alla civiltà che per il momento sarà Mto Wa Mbu (mtumbu) e poi Arusha da dove partiremo per andare a Nairobi domani perché la nostra vacanza è ormai al termine. Domani faremo acquisti e spenderemo i nostri soldi per portare a casa con noi dei piccoli pezzetti della nostra bella vacanza africana. Ci rimettiamo in macchina e per quasi tre ore mangiamo polvere da morire più di qualsiasi altra volta in tutti questi giorni, arriviamo a Mto Wa Mbu montiamo la tenda e poi ci facciamo un tuffo in piscina. Dopo la doccia e la cena (ultima cena fatta da Noel il nostro grande cuoco) andiamo in un negozio li vicino al campo ed acquistiamo la famosa bottiglia di Amarula che ci offre Livio e dopo cena facciamo tanti brindisi per scacciare la tristezza dai nostri cuori perché dobbiamo partire, lasciare questa terra incantata che ci ha dato tante risate e legame tra noi tre. Sono stata bene con tutti e due e spero che in futuro sia sempre meglio, così alla fine andiamo a letto.

26/02/05 Ultimo vero giorno africano infatti ce la prendiamo comoda ci svegliamo alle 8.00 del mattino, colazione e poi con tutta calma ci prepariamo tutti i bagagli. Con Greg e Noel andiamo a fare compere per la tristezza compriamo una marea di roba e poi partiamo per andare ad Arusha dove prendiamo il bus per Nairobi e tornare in Italia. Arriviamo all’aeroporto ci prepariamo per l’inverno italiano “la vacanza è ormai veramente finita”. Ci imbarchiamo con 2 ore di ritardo per problemi all’aereo viaggiamo tutta la notte e al mattino arriviamo con lo stesso ritardo di partenza. Proprio per questo motivo non riusciamo a vedere Bruxelles cosa che invece avevamo preventivato di fare ma a questo punto non ne vale la pena. Siamo felici del nostro mondo ma tristi per doverci lasciare. La vacanza è finita e noi siamo più legati, a questo punto l’unico augurio è alle prossime vacanze.

A tutti voi che leggerete il mio diario vi consiglio vivamente di fare almeno una volta nella vostra vita un safari è la cosa più bella al mondo e a questo proposito se volete contattatemi vi darò molto volentieri le indicazioni per viaggiare da soli. Buon viaggio a tutti!!! a

Pin It
Tags:

Lascia un commento

Commenta con Facebook