Parigi a sorpresa

La storia del viaggio parte da lontano. Il 24 novembre è il compleanno di mia figlia. E’ un po’ che dice che vorrebbe vedere la Torre Eiffel e allora abbiamo pensato di regalarle proprio il viaggio a Parigi.

Monitorando dall’estate i prezzi dei voli, appena abbiamo visto l’offerta di Ryanair che proponeva sia andata che ritorno a 19 euro non ci ho pensato due volte e l’ho subito presa. Certo si arriva e parte da Beauvais e bisogna mettere in conto anche il transfer per Parigi, ma il prezzo è davvero invitante.

E’ anche periodo scolastico e lavorativo quindi non è purtroppo possibile fare più di due giorni e mezzo aggiungendo il solo lunedì al week end, ma comunque l’operazione “Parigi a sorpresa” ha avuto inizio.

A questo punto bisognava pensare a come farle trovare la “sorpresa”. La difficoltà più grande per noi è stata quella di non dire e non far capire nulla per i due mesi che sono passati da quando abbiamo comprato i biglietti a quando le avremmo “consegnato” il regalo. La prima idea è stata proprio di non dirle nulla fino alla fine e portarla direttamente in aeroporto senza dirle che stavamo andandoci, ma era troppo complesso perché comunque era difficile preparare tutto senza farsi vedere e dovevamo comunque farla uscire prima da scuola al sabato per andare in aeroporto e dovevamo trovare un’ulteriore scusa.

Quindi alla fine abbiamo pensato di regalarle per il giorno del compleanno un puzzle 3D della Torre Eiffel ma abbiamo modificato il sacchettino con i tasselli del puzzle inserendo tanti piccoli pezzettini di carta che evidentemente avrebbe dovuto ricomporre.  Alla fine ricomponendo il nostro puzzle casereccio avrebbe trovato appunto il suo check in on line del volo a Parigi che avrebbe fatto solo pochi giorni dopo.

Così è stato e il suo volto che sprizzava un misto di incredulità e di gioia ripaga di ogni sacrificio economico che ha portato una vacanza (anche se breve) comunque non prevista e non pianificata.

Torre Eiffel

La partenza è quindi fissata per sabato 29 novembre da Bologna, destinazione Paris-Beauvais. In circa un’ora e mezza si arriva e ho già prenotato il transfer on line della navetta che porta al centro di Parigi a Port Maillot. Consiglio vivamente di prenotare on line, si può fare anche il giorno prima per almeno due motivi, intanto si risparmia qualcosa sui biglietti e poi, soprattutto, si evita la lunga coda alla biglietteria dell’aeroporto. E’ vero che ci sono tanti pullman quanti sono i passeggeri ma ovviamente partire con il primo pullman invece che con l’ultimo (erano 4 per il nostro aereo) fa guadagnare molto tempo, perché poi il viaggio verso Parigi, in determinati orari è piuttosto lungo per il traffico. Infatti ci abbiamo messo oltre 1 ora e mezza ad arrivare a Parigi, viaggio più lungo da Beauvais a Parigi che non da Bologna a Beauvais !!!

Il pullman arriva a Port Maillot e di fronte al parcheggio c’è un grande centro commerciale che porta alla fermata della metro 1 che prendiamo dopo aver fatto rapidamente la Paris Visite, da 3 giorni che vale per tutti i trasporti parigini e finalmente con sole tre fermate arriviamo alla nostra destinazione l’hotel Ibis La Defence Centre che si trova nella penultima fermata della linea 1, nel quartiere finanziario modernissimo pieni di grattacieli de La Defence.

 La scelta dell’hotel si rivelerà estremamente positiva. Intanto per il prezzo, prenotato con largo anticipo (seppur in modo cancellabile e rimborsabile) abbiamo pagato veramente poco e praticamente la bimba è gratis. Poi la posizione, non è in centro ma come detto si trova a pochi passi dalla fermata della linea 1 della metro e quindi in poco meno di 10 minuti si arriva all’Arco di Trionfo e in poco più di 15 al Louvre senza mai dover cambiare linea. La colazione è ottima e abbondante, l’unico difetto è la camera veramente minuscola, si fa fatica a muoversi e praticamente non c’è posto per nulla ma del resto abbiamo prenotato una doppia, con letto aggiunto e ed è questo che porta via spazio, però in camera ci staremo veramente per pochissimo tempo, quindi alla fine saremo molto molto soddisfatti dell’hotel scelto.

Arco di Trionfo

Il tempo di appoggiare le nostre cose in camera, mangiare qualcosa velocemente nel vicino centro commerciale de La Defence e decidiamo subito di andare a vedere l’Arco di Trionfo illuminato con le luci della notte e, dopo aver fatto i tanti scalini della ripida scala a chiocciola si esce sulla sommità dell’Arco per ammirare dall’alto tutto Parigi e soprattutto la grandezza della Torre Eiffel illuminata da mille luci. Finalmente mia figlia vede la Torre Eiffel e l’emozione è tanta. Allo scoccare delle 22 (lo fa ogni ora) poi partono dei giochi di luce per una decina di minuti che rendono ancora più fantastica la grande Torre. Scesi dall’Arco di Trionfo sempre con la ripida scala a chiocciola, facciamo un giro a piedi nei scintillanti Champ Elysees, il viale per antonomasia di Parigi, in questo periodo pieno di luci colorate attorno agli alberi ai lati dei due grandi marciapiedi. I negozi sono tutti aperti ed è un via vai di turisti di ogni nazionalità. E’ piuttosto freddo ma camminando in mezzo alla gente non ci si accorge della temperatura prossima allo zero e, più che il freddo, ci ferma la stanchezza e quindi dopo un abbondante chilometro di viale, poco prima dell’inizio dei mercatini di Natale, prendiamo la metropolitana e torniamo verso l’hotel.

Torre Eiffel

La mattina seguente la sveglia è molto presto, dopo una abbondante colazione avevo pensato di andare proprio alla Torre Eiffel ma c’è molta nebbia, poca visibilità, quindi decidiamo di rimandare e di andare a Notre-Dame, la grande cattedrale, capolavoro gotico, che si erge nella zona de la Citè.

Arriviamo sempre con la metro 1 e con una piccola passeggiata dopo aver attraversato un ponte sulla Senna, siamo davanti alla immensa chiesa, nel piazzale dove è stato eretto un grandissimo albero di Natale. La cattedrale va vista da tutti i lati, non solo la facciata principale è splendida ma anche le altre facciate, ognuna delle quali è sovrastata da un grande rosone e da splendidi portali. L’ingresso è gratuito, entriamo e, essendo domenica, è in corso una funzione religiosa, si può entrare lo stesso ma la navata centrale è ovviamente riservata ai fedeli che assistono alla Messa. Andiamo allora a vedere la cappella laterale con i Tesori della Chiesa (a pagamento) compresa una reliquia della corona di spine di Gesù, Nel frattempo la Messa finisce e possiamo anche avvicinarci al grande altare maggiore per ammirare la Pietà, una splendida scultura ai lati dell’altare e tutti gli altri dipinti e capolavori che attorniano un magnifico transetto. Finita la visita della cattedrale rifacciamo qualche foto dall’esterno sia davanti la facciata principale che davanti la facciata ovest, dove è anche presente una statua dedicata a Giovanni Paolo II.

Notre-Dame

Lasciamo la splendida Notre Dame, il tempo è ancora nebbioso e decidiamo allora di visitare l’altra grande chiesa che ci eravamo prefissati di visitare, la Chiesa del Sacro Cuore.

Si trova su una collina che sovrasta Parigi proprio sopra il famoso quartiere di MontMartre. Per arrivarci da MontMartre o si fa una ripida e lunga scalinata a piedi oppure c’è un trenino, una sorta di funicolare che permette di arrivare subito in cima alla collinetta. Per la salita decidiamo di prendere la funicolare, fra l’altro compresa nella Paris Visite e dopo una decina di minuti di coda siamo nel grande piazzale antistante la Chiesa del Sacrè-Coeur, opera immensa costruita in vari tempi e quindi in vari stili, soprattutto romanico ma anche bizantino. Anche qua l’ingresso è gratuito e appena entrati l’occhio cade subito sul grande mosaico che domina la volta del coro proprio nel centro della Chiesa. Ci sono anche diverse statue degne di nota, l’interno è meno maestoso di NotreDame ma sicuramente molto bello anche questo.

Sacro Cuore

Usciamo dalla chiesa, facciamo qualche foto anche se purtroppo il cielo grigio non permette la visuale su Parigi che sarebbe sicuramente splendida nelle giornate limpide. Scendiamo questa volta a piedi facendo i gradini nei giardinetti antistanti la collinetta e ci avviamo verso il quartiere di MontMartre. La zona è nota per essere la culla degli artisti, dei poeti, degli uomini di cultura, ora purtroppo è diventato tutt’altro, di artisti nemmeno l’ombra tranne qualche ritrattista di strada, ma in compenso un numero impressionante di venditori ambulanti e di “truffatori di strada” intenti ad imbonire i turisti con il giochino delle tre carte. Attorno una miriade di negozi di souvenir e nulla più. Un po’ di delusione insomma, ma del resto la zona è comunque caratteristica e una visita veloce la merita, così come merita di essere visto, almeno da fuori, il famoso Moulin Rouge, situato poco più avanti.

Moulin Rouge

Ci fermiamo un po’ a scaldarci e a mangiare qualcosa, e finalmente esce un po’ di sole e allora ci spostiamo velocemente verso la zona della Torre Eiffel per sfruttare al meglio la vista con il cielo un po’ più limpido. Scendiamo a Trocadero, non è la fermata più vicina alla Torre, ma è sicuramente il posto più bello per fotografarla, dove si riesce a vedere la grande Torre e sullo sfondo anche le fontane del giardino del Trocadero. Facciamo quindi tante foto e poi ci mettiamo in coda per poter salire sulla Torre Eiffel. C’è abbastanza coda ma è scorrevole, mezz’oretta e arriviamo all’ascensore che porta al secondo piano. Non saliamo fino in cima perché è tornata la nebbia e non ne vale la pena. Guardiamo i negozi e i ristoranti del secondo piano, molto cari come previsto, e poi scendiamo con le scale fino al primo piano dove ci sono altri negozi e c’è la terrazza panoramica.

Torre Eiffel

Per tornare alla base poi riprendiamo l’ascensore. Più che la vista panoramica, è stata l’emozione di salire sulla Torre Eiffel, simbolo di Parigi e della Francia intera.

Ora torniamo verso gli Champs Elysees per vedere i mercatini di Natale che avevamo solo avvicinato la sera precedente. Arriviamo quindi con la metro a Place de la Concorde, dove c’è la grande ruota panoramica e l’obelisco di Luxor e poi ci incamminiamo lungo gli Champs Elysees dove si trovano subito le casette con i mercatini di Natale. C’è tantissima gente, si fa anche a volte fatica a muoversi dalla folla che ti urta, si trova comunque un po’ di tutto, dai prodotti artigianali ai classici souvenir.

Per cenare invece torniamo agli altri mercatini di Natale che abbiamo visto, nella zona vicina al nostro hotel a La Defence, qua c’è molta meno ressa e si riescono a vedere con più tranquillità anche le varie bancarelle con i prodotti artigianali. Mangiamo all’interno dei mercatini e poi siamo talmente stanchi da tornare in hotel rinunciando a vedere Parigi di sera per il secondo giorno.

Louvre

Il terzo è ultimo giorno è dedicato in gran parte al Louvre. Ci organizziamo bene per perdere il minor tempo possibile per le sicure code e quindi ci alziamo presto e alle 8.40 siamo davanti all’ingresso ad attendere l’apertura delle 9.00. Fa freddo e quindi non è proprio confortevole l’attesa ma alla fine la scelta è stata valida perché abbiamo solo qualche decina di persone davanti e alle 9.00 in punto aprono e poi con le tante casse a disposizione per fare i biglietti praticamente abbiamo solo un paio di persone davanti a noi in cassa e pochi minuti dopo siamo dentro la prima sala del grande museo parigino.

Per visitare il Louvre per bene ci vorrebbe una giornata intera, lo sappiamo bene, noi abbiamo sostanzialmente previsto poco più di due ore così ci siamo preparati per bene un percorso da seguire per non “perderci” tra le varie sale e andare diretti verso le opere più interessanti e effettivamente è andato tutto molto velocemente e senza intoppi e abbiamo visto con grande piacere non solo la “Gioconda” di Leonardo, ma anche la “Venere di Milo”, “Amore e Psiche” del Canova, la “Vittoria di Samotracia”, le “Nozze di Cana” del Veronese, “La Vergine delle rocce” di Leonardo e tante altre opere che hanno fatto la grande Storia dell’arte mondiale, compresa una grande sezione dedicata all’antico Egitto.

Louvre

La mattinata finisce con l’acquisto di alcuni souvenir da portare a casa che prendiamo nella zona di Notre Dame e poi torniamo in hotel per fare il check out e lasciare la camere.

Prima di ripartire verso Beauvais c’è ancora il tempo per rivedere l’Arco di Trionfo questa volta di giorno e poi, con tanto dispiacere, dobbiamo tornare a Port Maillot per fare il tragitto inverso che ci porta all’aeroporto di Beauvais. Questa volta c’è molto meno traffico dell’andata e in poco più di un’oretta siamo nel piccolo aeroporto per aspettare il nostro volo che ci porterà, in anticipo rispetto all’orario, a Bologna.

Vacanza molto bella anche se, ovviamente sarebbero serviti un paio di giorni in più ma comunque abbiamo potuto apprezzare e ammirare i tanti tesori di una città ricca di storia e di fascino.

 Parigi

 

 

 

 

 

Testo del Diario di Viaggio

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