Cari madrileni, imparate il capodanno dagli emilianoromagnoli!

1° GIORNO Italia – Menton

Partiamo da casa di buon mattino direzione Menton, la prima tappa del nostro viaggio. Adoriamo fermarci in questa città a due passi dall’Italia, ma così “francese”. Alloggiamo grazie ad un offerta di Booking.com al Quality Hotel Menton Mediterranee per soli 62,10 Euro colazione (pantagruelica) inclusa, una vera “bazza”! Purtroppo ne spendiamo 15,00 di parcheggio, ma essere auto muniti ha i suoi vantaggi/svantaggi. Siamo stati varie volte così ci accontentiamo di una passeggiata serale al delizioso mercatino di Natale e una cena a base di galettes alla créperie Fleur de sel e ripartiamo il mattino dopo per Carcassonne.

2° GIORNO Menton – Carcassonne

Il diluvio ci accompagna durante tutto il tragitto (le carissime autostrade non drenanti francesi non aiutano) e purtroppo per il pomeriggio e la sera. Alloggiamo all’hotel Du Pont Vieux, a due passi dalla città fortificata, molto carino, ma in realtà abbastanza inutile in quanto la città vecchia si raggiunge comodamente in auto e davanti ad essa c’è un grande parcheggio. Partiamo per la visita della città sotto la pioggia, ma è talmente umido e freddo che dopo esserci riscaldati un po’ con del vino caldo torniamo indietro per aspettare l’orario di cena in camera. Per fortuna il proprietario dell’albergo (gentilissimo) ci indica un ristorante dove fanno il piatto tipico della zona (Cassoulet) proprio di fronte all’albergo, Restaurant le 37, mangiamo bene anche se rimaniamo un po’ perplessi davanti a uno dei piatti del giorno “Lasagne à la Bolognaise”. Fortunatamente il mattino ci regala un cielo splendido e riusciamo a fare qualche bella foto e un giro veloce del centro. Facciamo colazione nel cuore della città fortificata al café Le Trouvere dove mangiamo un croissant a dir poco imperiale e un cappuccino pietoso per la modica cifra di 13.20 Euro in due a riprova che in Francia: A) dove possibile meglio far colazione in albergo B) trovare un cappuccino degno di questo nome è un’impresa titanica.

3° GIORNO Carcassonne – Zaragoza

Partiamo per Zaragoza e facciamo la nostra prima esperienza con il rifornimento a metano in Francia. Per trovare il distributore c’è voluta una forte dose di intuito visto che è praticamente una piccola piazzola con una colonnina totalmente anonima, le scritte a pennarello con le istruzioni in italiano testimoniano la traumatica esperienza di altri compatrioti e, nonostante ciò, riusciamo a fare cilecca al primo tentativo (con richiesta fondi sulla carta per ben 80,00 Euro), al secondo tentativo, confortati dalla venuta di un gruppo di turisti toscani, ce la facciamo e ripartiamo arrivando a Zaragoza in serata. Grazie al fido navigatore troviamo subito l’albergo prenotato in pieno centro a soli 34,00 Euro, una volta in stanza capiamo il perché. Si tratta dell’Hostal Central, come dice il nome in pieno centro, ma sporco e con un letto sfondato, per fortuna dobbiamo dormirci una sola notte. Zaragoza per contro è deliziosa, la città che più ci è rimasta impressa, forse perché non avevamo grandi aspettative. La maestosa cattedrale di notte assume un’aura magica, il mercatino nella piazza antistante è fantastico, facciamo già i primi acquisti a base di salumi e artigianato, il centro è pieno di vita e ci infiliamo subito in un locale per fare il nostro primo giro di tapas. Il giorno successivo rimaniamo fino a pranzo, tanto a Madrid rimarremo tre notti e visitiamo la città, pranziamo al ComeJamon sulla centralissima Calle de Alfonso facendo la nostra prima esperienza con il costosissimo Jamon Iberico.

4° GIORNO Zaragoza – Madrid

Partiamo per Madrid subito dopo pranzo per raggiungere la città nel pomeriggio, durante il viaggio attraversiamo paesaggi che ci ricordano gli USA con formazioni rocciose e strade diritte a perdita d’occhio.  Anche qui hotel in centro (Hostal El Pilar) fortunatamente molto meglio del precedente. Partiamo subito per un giro di perlustrazione, c’è una ressa apocalittica, ci dirigiamo verso Plaza Major dove dovrebbe esserci un mercatino di Natale, una delusione cocente dopo quelli di Menton e Zaragoza, solo cineserie e parrucche. La sera ci incontriamo con amici che sono lì da qualche giorno e ripartiranno l’indomani, ci portano a cena presso una de “La casa del Abuelo” dove mangiamo niente male tanto che ci torniamo la sera successiva, facciamo una passeggiata notturna molto suggestiva fino al palazzo reale.

5° GIORNO Madrid

La prossimità del capodanno ci ha costretti a visitare il monastero dell’Escorial il giorno successivo, quindi riprendiamo l’auto e guidiamo per una cinquantina di km ancora, ne vale la pena! Terminiamo la visita poco dopo le 13 e decidiamo di fermarci poco prima di Madrid ad un centro commerciale, per fare benzina e rifocillarci. Ripartiamo per Madrid e, arrivati di nuovo alla base ripartiamo a piedi per il Prado sperando nell’ingresso gratuito, arriviamo nel tardo pomeriggio, ma la fila apocalittica ci fa desistere e ripartiamo per vedere una splendida Plaza de Cibeles illuminata.

6° GIORNO Madrid

E’ il 31/12 e ci siamo tenuti la visita del palazzo reale per la mattina in quanto il pomeriggio è tutto chiuso, prima però vogliamo fare una sontuosa colazione a base di cioccolata e churros alla pasticceria San Gines, la più famosa di Madrid, seee vorremmo, anche qui l’immancabile fila che ancora una volta ci fa desistere, ripieghiamo sulla Churreria 1902 che si difende comunque bene! Arriviamo a Palazzo Reale e… ancora fila! Stavolta però teniamo duro e riusciamo ad entrare dopo tre quarti d’ora, per fortuna c’è il sole e non fa nemmeno tanto freddo. All’uscita riusciamo anche a vedere il cambio della guardia, pranziamo in un ristorante lì vicino, dedichiamo il pomeriggio allo shopping e poi in camera a prepararsi per la seratona!!! Usciamo verso le nove per constatare purtroppo che i locali attorno al nostro hotel sono quasi tutti chiusi, sconsolati ci prendiamo un panino in uno dei pochi bar aperti a torniamo in camera. Avendo scelto l’albergo nei pressi della piazza teatro dei festeggiamenti scendiamo, io dotata di parrucca che avevo comprato per pochi euro, poco dopo le 23, la piazza è già transennata con due sbarramenti, uno all’intersezione con Calle de Carretas (e presumo con le altre vie attorno ad essa) e uno a circa 200 metri lungo la strada, non siamo quindi riusciti ad entrare proprio in piazza, già strapiena di gente, ma è stato come esserci, molto peggio per la folla che non era riuscita a passare il secondo sbarramento. I festeggiamenti per il nuovo anno si svolgono nel seguente modo: nulla fino alle 23:45 dopodiché una musichetta natalizia e la proiezione di qualche disegno sulla parete del palazzo dell’orologio (5 minuti), poi ancora nulla fino a 12 secondi prima della mezzanotte momento in cui partono i rintocchi dell’orologio (un impianto stereo da concerto allo stadio solo per amplificarli), allo scoccare di ogni rintocco i locali (e i turisti di conseguenza) mangiano un chicco d’uva (nei negozi vendono delle scatoline già pronte allo scopo), finiti i rintocchi basta, niente musica, niente fuochi d’artificio, niente di niente. Alle 00:30 siamo di nuovo in camera. Per noi, abituati agli stupendi capodanni di Ferrara, Rimini, anche nel mio paese fanno di meglio, una vera delusione!

7° GIORNO Madrid – Valencia

Ripartiamo per dirigerci pian pianino sulla via del ritorno, arriviamo a Valencia nel pomeriggio e mi gusto la sorpresa che ho preparato per mio marito appassionato di fumetti: il Casual Hotel con una stanza a tema Superman. Scopriamo, grazie al proprietario, come due parcheggi uno accanto all’altro possano avere una differenza di prezzo abissale, attenzione! Il tempo di posare le valigie e partiamo alla ricerca del centro città e… di una paella!!! Siamo lì che scrutiamo i vari menù quando mi sento chiamare per nome, lì per lì non ci faccio caso, ma quando capita una seconda volta mi giro e mi trovo a faccia faccia con mio cugino, carramba che sorpresa!!! Ci fermiamo a mangiare con lui e famiglia la nostra prima Paella alla Valenciana rigorosamente a base di carne.

8° GIORNO Valencia

Partiamo di buon mattino e riusciamo ad arrivare al museo oceanografico all’apertura in modo da poter fare qualche foto ai magnifici tunnel acquario in solitudine, verso l’ora di pranzo ci dirigiamo sulla spiaggia per un’altra paella, stavolta di pesce e c’è l’imbarazzo della scelta, proviamo con La Murciana dove mangiamo bene. La temperatura è fantastica tanto che ci concediamo due passi sulla spiaggia dopo il pranzo, concludiamo la giornata con la visita del centro storico

9° GIORNO Valencia – Barcelona

Riprendiamo l’auto e hainoi, appena partiti, ci tamponano ad un semaforo! Per fortuna si risolve tutto con la compilazione del modulo di constatazione amichevole anche se scopriremo poi il risarcimento non sarà così semplice come pensavamo. Ripartiamo con il paraurti un po’ precario e arriviamo a Barcelona nel pomeriggio. Niente da fare, oramai le città della Spagna le ho girate quasi tutte, ma Barcelona nonostante sia stata già tante volte ha sempre qualcosa di nuovo da mostrarmi. Visto l’orario e la vicinanza, partiamo per un giro della Rambla con sosta al coloratissimo Mercat St Josep per una merenda a base di frutta fresca, cerchiamo disperatamente un tapas bar senza successo quindi ci infiliamo su suggerimento di Tripadvisor al Tosca, di fronte allo stupendo palazzo della musica. Una passeggiata serale per il centro e torniamo alla nostra stanza, gelata, riscaldamento spento, non riusciamo nemmeno a farci una doccia.

10° GIORNO Barcelona – Aix-en-Provence

Ci alziamo presto e la stanza è ancora gelata (16°C) lasciamo scorrere l’acqua bollente nella doccia per riscaldare un po’ il bagno e ci laviamo alla bell’e meglio (p.s. Pension Aris, sconsigliata), purtroppo brutta sorpresa al pagamento del parcheggio, la sera prima non avevamo controllato la tariffa e ci troviamo con un conto da 50,00 Euro quasi quanto abbiamo pagato per dormire, e dire che il soggiorno a Valencia avrebbe dovuto insegnarci qualcosa!!! Arriviamo ad Aix in tarda serata, sfiniti per la lunga coda in autostrada, per fortuna l’albergo scelto (Grand Hotel Negre Coste) è decisamente confortevole, usciamo subito per cercare un posto dove cenare, giriamo giriamo e alla fine torniamo sui nostri passi finendo a pochi metri dall’albergo al Café Brasserie Le Grillon dove abbiamo mangiato benissimo.

11° GIORNO Aix-en-Provence – Italia

Ripartiamo presto per l’italia facendo colazione con la solita brodaglia che i francesi si ostinano a chiamare cappuccino e la solita ottima brioche, ultimo rifornimento di metano in terra straniera che purtroppo non riesce, non c’è verso di riuscire a bloccare l’erogatore, siamo quasi in Italia e squilla il telefono: dall’hotel di Aix ci informano che abbiamo dimenticato il pc portatile (azzz….) ce lo spediranno il giorno successivo e arriverà a destinazione in meno di una settimana. Arriviamo finalmente in Italia e trovandoci a passare di lì proprio ad ora di pranzo non ci facciamo mancare una bella focaccia a Varazze.

Questa è la cronaca del nostro viaggio, la delusione più grande è stato il capodanno madrileno, tanto avevo letto sulla vita notturna di questa città che ero carica di aspettative, cari madrileni, vi insegniamo noi come si fa festa in piazza!

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