La vera bellezza di Amsterdam

Le case in mattoncini scuri con gli infissi bianchi, i canali tranquilli e le biciclette che sfrecciano in tutte le direzioni… questa è l’immagine che mi porto dentro di Amsterdam. Avevo visitato velocemente la città nella primavera del 2009 e l’avevo lasciata con occhi meravigliati. Dopo sei anni, mi sono ritrovato ad osservarla nello stesso modo. Si è trattato di una conferma: la capitale olandese, per me, è bellissima.

Non aspettatevi monumenti celebri ed immortali perché qui non ne troverete. Il fascino di questa città  è fatto di piccole cose. Vediamo se riesco a farmi capire: avete presente quando visitate qualche piccolo borgo perfettamente conservato in cui tutto è bellissimo e pittoresco? Ecco, Amsterdam per me è così ma è molto molto più grande! La coerenza e l’armonia urbanistica sono impeccabili: case strette, alte, scure e affacciate sull’acqua. Tutte simili ma così diverse da spingerti a camminare per ore.

La città è celebre da noi principalmente per i coffee shop (locali in cui è possibile fumare legalmente la cannabis) e per le vetrine del quartiere a luci rosse. Amsterdam, ovviamente, è anche questo (anche se alcuni turisti si fermano qui) ma è molto di più!

Un weekend è sufficiente per visitarla in modo più che accettabile, senza dover nemmeno correre freneticamente da una parte all’altra. Gira e rigira, dopo due giorni, ci siamo trovati spesso a passeggiare per le stesse zone. Se il tempo lo permette, vi consiglio di noleggiare una bicicletta (attenzione che si frena solamente pedalando al contrario) per camuffarvi tra gli spericolati ciclisti olandesi!

Se avete qualche giorno in più, prendete un’auto a noleggio o partecipate ad un tour organizzato e dirigetevi fuori dalla città per ammirare i paesaggi, i villaggi ed i mulini che hanno reso i Paesi Bassi celebri in tutto il mondo. Non ve ne pentirete!

 

PRIMO GIORNO – venerdì 16 gennaio

Sono circa le 10.30 quando il nostro volo Ryanair decolla dall’aeroporto di Orio al Serio (BG) con destinazione Eindhoven, che si trova a ben 120 km da Amsterdam. Bisogna dire che non è vicinissimo ma, se escludete i mezzi pubblici, è possibile raggiungere la capitale olandese in tempi comunque accettabili. La soluzione migliore è rappresentata da Amsterdamviaggi.net, un comodissimo e ben organizzato servizio navetta che in poco più di un’ora conduce direttamente all’hotel o presso qualsiasi indirizzo desiderato ad Amsterdam (costo andata/ritorno a persona 50€), oppure il servizio offerto da Airexpressbus e Terravision, i classici bus che conducono alla stazione centrale di Amsterdam in circa 2 ore (costo a/r di 40€) .

Ad accoglierci, fuori dall’aeroporto, c’è un timido sole che ci accompagnerà poi tutto il weekend. Fa freddo (temperatura percepita circa 2 gradi) e c’è vento ma con il sole è tutta un’altra cosa!

Raggiungiamo la capitale olandese attraversando campagne disseminate di fattorie, animali al pascolo e un paio di mulini (son troppo carini!).

Grazie alla navetta di Amsterdamviaggi scendiamo direttamente di fronte all’NL Hotel Museumplein (camera doppia circa 120€ a notte, colazione esclusa), il nostro piccolo ma grazioso hotel in cui soggiorneremo in questi giorni. Nonostante si trovi un po’ lontano dal centro, essendo nel cuore del quartiere dei musei, ci sono moltissimi tram (il mezzo più utilizzato per spostarsi in città) che, con un servizio a dir poco efficiente, permettono di raggiungere le principali attrazioni in circa 20 minuti. Il biglietto, acquistabile direttamente sul mezzo, costa 2,60€ per una singola corsa ma vi consiglio di acquistare il giornaliero (24 ore) a 7€ o quello da 48 ore a 12€.

Quando ci mettiamo in marcia sono già passate le 14 e la fame si fa sentire. Ci fermiamo subito per rifocillarci e ripartiamo quindi a bordo del tram fino alla fermata Rokin, dove si trovano alcune imbarcazioni dal fondo piatto che effettuano il tour dei canali (costo 10 €). La navigazione dura circa un’ora, è bellissima e permette di ammirare Amsterdam da un punto di vista assolutamente unico e così maledettamente caratteristico. Al calar del sole, lo diventa ancor di più perché pian piano si accendono le luci della notte e io riesco a spiare oltre i davanzali delle finestre carichi di orchidee!

Migliaia di case ci passano davanti, tutte così apparentemente simili per via delle facciate strette ed in mattoncini scuri ma pur così diverse nei dettagli. L’armonia architettonica è insuperabile e capita davvero raramente di vedere edifici che stonano dal contesto. Credo sia una delle esperienze più belle da fare in città!

La prossima tappa, comodamente raggiungibile in tram, si trova nel quartiere Jordan (ad ovest del centro) ed è la casa-museo in cui visse e si nascose Anna Frank (orario invernale di apertura: 9-19, sabato 9-21; biglietto 9€). E’ qui che scrisse il suo famoso diario. In questo luogo spoglio ed evocativo, ogni stanza è legata alla triste esperienza vissuta qui dalla famiglia Frank ed è accompagnata da ricordi e spezzoni del diario. Mi è venuta più volte la pelle d’oca ad immaginare Anna qui, mentre scrive il suo diario, sperando in un futuro migliore che purtroppo non avrebbe mai visto.

Per allontanare quella sensazione di tristezza che ci pervade, ritorniamo verso il centro e gironzoliamo tra viette e canali finché non finiamo un ristorante argentino per la cena (ci sono moltissime catene di questo genere in città). Usciti dal locale, ci dirigiamo verso il quartiere a luci rosse, uno dei simboli più pubblicizzati di Amsterdam. È talmente celebre che i miei compagni di viaggio sono curiosissimi di vederlo! Può indubbiamente suscitare reazioni differenti e contrastanti (c’è chi ne è schifato e chi eccitato!) ma è assolutamente da non perdere. Ragazze in piccole vetrine mettono in mostra i loro corpi tra coffee shop, ristoranti, antiche chiese (tra cui la Oude Kerke, molto bella esternamente ma non altrettanto interessante all’interno) e sexy shop.

La sera ci dirigiamo verso Leidseplein, la zona della vita notturna. Ci sono molti locali, qualche piccola discoteca e molti giovani. Ci sediamo ad un tavolino all’aperto e ordiniamo una caraffa da due litri di birra. A me non piace ma ne bevo “addirittura” mezzo bicchiere. Dopotutto qui ad Amsterdam è assolutamente tipica!

 

SECONDO GIORNO– sabato 17 gennaio

Durante l’inverno, qui ad Amsterdam, il sole sale con molta calma la mattina. Sono quasi le 9 quando compare oltre l’orizzonte e rivela un bellissimo cielo azzurro. Ingurgito una generosa fetta di torta alle mele (qui in Olanda sono ottime) per colazione e sono pronto per iniziare la giornata! Raggiungiamo a piedi Museumplein, un largo spiazzo verde sul quale si affacciano il Rijksmuseum (il museo nazionale olandese che purtroppo non abbiamo tempo di visitare), lo Stedelijk Museum (arte moderna e contemporanea), il Concertgebouw (teatro) e il Van Gogh Museum (orario di apertura invernale: 9-17, venerdì 9-22; biglietto 15€ + 4€ audioguida). Noi ci dirigiamo proprio verso quest’ultimo. Che dire? Pure nella mia ignoranza non ho potuto fare a meno di rimanere incantato davanti alle sue opere. Il museo è moderno, piuttosto grande e distribuito su tre livelli lungo i quali vengono proposte differenti aree tematiche. Potrete ammirare quadri celebri come “I girasoli” e “La camera di Vincent ad Arles”. Io sono rimasto folgorato dal vaso di iris… meraviglioso!

Prossima tappa, raggiunta utilizzando il tram, è il centrale mercato dei fiori (Bloemenmarkt). Situato lungo la sponda del canale Singel, è un susseguirsi di decine di stand fioriti e destinati principalmente ai turisti. Essendo gennaio non si vedono poi molti tulipani ma, tra i classici souvenir, ci sono un sacco di bulbi!

Risalendo lungo Kalverstraat, una bella vietta del centro piena di negozi, raggiungiamo il Bejingof ed entriamo a visitarlo. Si tratta di un cortile interno, invisibile dalle strade circostanti, dove un tempo vivevano delle “zitelle” (termine tecnico: beghine) che offrivano assistenza ai bisognosi. È un luogo così ordinato e tranquillo che pare quasi finto! E’ davvero molto bello ed è una delle poche tappe obbligate durante la visita di Amsterdam. All’interno del cortile si trova anche una chiesa (visitabile) e la casa più antica della città con la facciata ancora in legno.

Cerchiamo un posticino per pranzare nei dintorni ma è tutto pieno. Alla fine entriamo in un locale dove preparano cibi biologici dal quale usciamo però ancora affamati. Gironzoliamo nuovamente tra le belle casette di mattoncini e arriviamo in piazza Dam. La piazza, personalmente, non mi fa impazzire. E’ dominata dal grande e grigio Palazzo Reale (Koninklijk Paleis) e dalla Nieuwe Kerk ma non ha nulla di entusiasmante dal punto di vista architettonico. Per gli amanti del genere, qui si trova anche il museo delle cere Madame Tussauds Scenerama. La nostra attenzione viene però catturata da una folla di gente accalcata in una coda di centinaia di metri. Cerchiamo di farci largo e scopriamo che nel cuore della piazza è stata allestita un’enorme aiuola di tulipani colorati. Le persone in coda, pian piano entrano e saccheggiano i fiori (con il bulbo ancora attaccato) che portano poi a casa in grandi mazzi. Neanche da credere alla quantità di persone che ci sono! È proprio vero che dove c’è da scroccare c’è sempre calca!

Riattraversiamo in quartiere a luci rosse, passiamo accanto al Waag, un curioso edifico turrito che svolse la funzione di pesa pubblica, e ci dirigiamo a sud verso Rembrandtplein, una bella e animata piazza con al centro un grande monumento (popolato da numerose sculture) dedicato al celebre pittore. L’obiettivo della visita era però molto meno culturale… la nostra meta è lo Starbucks! Il freddo vento gelido che si è alzato ci “obbliga” ad entrare e a bere qualcosa di caldo.

In attesa dell’orario di cena, tra un canale e l’altro torniamo nuovamente nella zona del centro. Facciamo un po’ di shopping e visitiamo il “museo” del formaggio (in Prinsengracht), un negozio pieno di forme tonde e gialle ben esposte per la gioia dei turisti.

Per cena abbiamo la malaugurata idea di entrare in una pizzeria “italiana” e veniamo giustamente puniti con un pessimo surrogato della nostra benamata pizza. Mai mangiare cibo italiano all’estero, mannaggia!

Trascorriamo l’ultima sera in alcuni locali nei pressi di Rembrandtplein e a passeggiare lungo i canali. Sono così belli che, nonostante il freddo, non mi fermerei mai.

 

TERZO GIORNO – domenica 18 gennaio

Il volo di ritorno parte verso mezzogiorno per cui, questa mattina, abbiamo giusto il tempo di alzarci con calma e di fare colazione in hotel (i bar nei dintorni aprono dopo le 9!) prima di venire recuperati dall’efficiente navetta ed essere riaccompagnati in aeroporto.

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