Toccata e fuga low cost a Saragozza

 

Come resistere alla tentazione di un volo a 19.9 euro a tratta? Ed è così che ad inizio ottobre ci siamo comprati questo volo destinazione Saragozza, per un week-end lungo a fine novembre.

 

CURIOSITA’ SU SARAGOZZA

Saragozza è la quinta città per popolazione della Spagna e si trova più o meno a metà strada tra Madrid e Barcellona. Come molte città della Spagna è stata per diversi secoli sotto la conquista araba e se ne vedono ancora i segni nelle opere architettoniche.

Rispetto ad altre città spagnole è un po’ fuori dalle rotte turistiche, anche se pare che i voli Ryanair abbiano portato un po’ di turisti, soprattutto dall’Italia.

Avendoci passato il venerdì e il sabato sera abbiamo potuto vedere come sia una città con una discreta movida. La maggior parte dei locali (bar, enoteche etc) si concentra in una delle zone centrali che viene chiamata Tube. Attenzione che negozi e attrazioni sono chiusi nelle prime ore del pomeriggio.

 

VOLO E AEROPORTO

Come già detto con meno di 40 euro ci siamo presi volo A/R, con partenza da Bergamo. Orari abbastanza infami: partenza alle 6.50 del venerdì, ritorno alle 9.15 della domenica. L’aeroporto di Saragozza si trova a una decina di chilometri dalla città, ed è stato tirato a nuovo in occasione dell’Expo di Saragozza del 2008. Resta un aeroporto minore, con pochi voli giornalieri (e quando dico pochi, intendo che si contano sulle dita di una mano)

 

HOTEL

Abbiamo soggiornato all’ Hotel Via Romana, prenotato su Booking all’irrisoria cifra di 66 euro la doppia per due notti. Non solo prezzo ottimo, ma posizione fantastica in pieno centro. Rapporto qualità/prezzo elevatissimo. Peccato solo per la temperatura tropicale delle zone comuni.

 

SPOSTAMENTI

L’aeroporto è collegato con il centro cittadino da un autobus (1.85 euro a tratta, con corse ogni mezz’ora) che ci impiega circa 40 minuti, a causa delle svariate fermate che compie lungo il tragitto.

Al ritorno, avendo l’aereo la mattina presto, abbiamo preferito prendere il taxi che ci è costato 21 euro. C’è un altissimo numero di taxi in città e nella zona centrale ne passano di continuo, anche nelle ore serali e la mattina presto, dal tanto che non ci è stato neppure necessario prenotarne uno, ci è bastato uscire in strada e aspettare un minuto scarso.

I punti di interesse della città son tutti concentrati nella zona centrale, perciò la città si gira bene a piedi. Solo se volete spingervi sino alla zona Expo è meglio prendere i mezzi, ma noi non ci siamo andati (su questa zona abbiamo sentito pareri contrastanti).

 

METEO

Sulla carta la zona di Saragozza è poco piovosa. Nonostante ciò, abbiamo trovato due giornate di brutto tempo: il venerdì fortunatamente ha piovuto poco, ma tirava un forte vento; il sabato, invece, ha piovuto tutto il giorno, con momenti anche di pioggia forte. Evviva!

 

CIBO

I vegetariani non saranno molto felici, visto che la cucina aragonese è molto “carnivora”: agnello arrosto, uova con salsiccia e filetto, lonza di maiale, lumache… molto diffuse, poi le “migas”, una sorta di zuppa fatta con le briciole di pane a cui viene aggiunta pancetta, chorizo, uva e altri ingredienti a seconda del posto (ce ne sono anche versioni dolci). Son davvero diffusissime, ma ci abbiamo messo un po’ a capire cosa fossero.

Diffusissimo il rito delle tapas.

Tra i ristoranti provati segnalo la Cantina Borago (piatti particolari) e El Cierzo (molto rumoroso però). Gli orari dei pasti son tipicamente spagnoli e molti ristoranti non aprono prima delle 19.30-20.

 

COSA VEDERE

Oltre e passeggiare per i vicoletti del centro e fermarsi a mangiare due tapas in qualcuno dei numerosi locali, cosa non bisogna perdersi a Saragozza?

Uno dei simboli della città è il Puente de Piedra che passa sull’Ebro e da cui si vede un bellissimo scorcio della Basilica del Pilar.

Essendo a pochi passi dal nostro hotel ne abbiamo approfittato per farci anche una capatina in notturna.

 

La Basilica di Nuestra Senora del Pilar è una delle più importanti mete di pellegrinaggio della Spagna. All’interno è davvero immensa: ci sono tre navate. L’ingresso è gratuito. A pagamento, invece (3 euro), è possibile salire su una delle torri della basilica con l’ascensore, da dove pare si goda di una bellissima vista: noi purtroppo non abbiamo potuto sperimentare, perché quando siamo arrivati all’ascensore, il sabato mattina, gli ingressi erano bloccati per questioni di sicurezza a causa della forte pioggia, e quando siamo tornati nel tardo pomeriggio era di nuovo chiuso, benché non piovesse più (forse non avevano più riaperto, o forse avevano chiuso un po’ in anticipo). Peccato.

Nella piazza di fronte alla basilica stavano allestendo i mercatini di Natale.

 

Dal’altra parte della strada rispetto al Pilar si erge un’altra importante chiesa: la Cattedrale di San Salvador, detta La Seo. In passato era stata una moschea e lo stile ancora la richiama.

Nel caso della Seo l’ingresso è a pagamento (pochi euri) e a determinati orari, ma comprende anche la visita al Museo degli Arazzi al piano superiore.

 

Il Palazzo dell’Aljafería è l’analogo dell’Alhambra di Granada a Saragozza: un sontuoso palazzo costruito nell’epoca musulmana, subendo ovviamente modifiche nelle epoche successive.

L’ingresso costa 5 euro. Un’ala del palazzo è anche sede del parlamento aragonese.

L’Aljaferia è leggermente fuori dal centro, raggiungibile con gli autobus o con una tranquilla passeggiata.

 

 

Saragozza non è ovviamente paragonabile ad altre città spagnole come ad esempio Barcellona, ma è perfetta per passarci un week-end, soprattutto se trovate ottime offerte come nel nostro caso.

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