Micronesia, briciole di paradiso

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Lontane, splendide e misteriose isole di Micronesia

L’Oceano Pacifico è una meta lontana e poco conosciuta. Quasi tutti abbiamo visto immagini o sentito parlare di Tahiti e delle Hawaii. Molti conoscono le isole Galapagos e l’isola di Pasqua, magari perché viste in documentari o film,  ma già quando si tratta delle Samoa o delle Cook la cerchia dei conoscitori si riduce parecchio. Quando poi si parla di Micronesia, molti a cui ho raccontato il mio viaggio mi hanno confessato candidamente di non sapere nemmeno che esistesse. C’è chi conosce Palau, oggetto della parte precedente del diario, ma praticamente nessuno ha mai sentito parlare di Pohnpei, Yap, Pingelap…. A questo contribuisce anche la carenza di guide turistiche disponibili. In italiano praticamente non ce ne sono, se ne trova solo qualcuna in inglese. 

Un viaggio in Micronesia è un’avventura bellissima alla scoperta di territori splendidi e praticamente sconosciuti. Stiamo parlando di isole dell’Oceano Pacifico, quindi generalmente circondate da atolli e lagune di acqua turchese, ma gli arcipelaghi micronesiani mostrano anche un sorprendente repertorio di tradizioni culturali e artistiche, misteri di civiltà estinte, vestigia di periodi storici antichi e recenti che arrivano fino al violento impatto con le vicende della seconda guerra mondiale, i cui segni sono evidenti un po’ dovunque in questi territori.

La parola “Micronesia” deriva dal greco (mikròs nésos)  e vuol dire “isole piccole”. In totale sono 2141 schegge di terra, di cui solo 96 abitate, sparpagliate su quasi 20 milioni di kmq di acque dell’Oceano Pacifico, cioè il doppio dell’Europa. Ciò dà già l’idea delle distanze da percorrere.

Raggiungere la Micronesia è lungo, ma è meno complicato di quanto si possa pensare. L’hub su cui impostare il viaggio è Guam, da dove partono i voli della United Airlines per tutte le isole micronesiane. Guam è facilmente raggiungibile da molti scali dell’Estremo Oriente: Manila, Seul, Hong Kong, Taipei, Tokio. Il banco passeggeri della United  a Hagatna (la capitale di Guam) è già uno spettacolo e anticipa quello che vedrete poi con i vostri occhi: i desk del check-in sono sormontati da un enorme bellissimo murale che raffigura scene di vita sottomarina, cosa che non vi aspettereste mai di trovare in un aeroporto. Durante il mio viaggio mi sono fermato due giorni a Guam a causa degli stop-over: anche questa isola vale la pena di essere vista se si ha tempo a disposizione.

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I voli di collegamento della United sono quasi tutti notturni, a ore allucinanti tipo le 2 o le 3 di notte. Se vi  capita  una  tratta  diurna, per esempio una parte del mitico volo giornaliero UA 155 che parte ogni mattina da Guam e arriva a Honolulu saltellando di isola in isola con scali a Chuuk, Pohnpei, Kosrae, Kwajalein e Majuro, scegliete assolutamente un posto di finestrino e tenete pronta la macchina fotografica o lo smartphone. Lo spettacolo degli atolli che scorrono sotto di voi, la visione delle lagune durante l’avvicinamento alle isole, è sublime in giornate di buona visibilità e dovete assolutamente immortalarlo.

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Pohnpei – Atollo di Ant

Il viaggio in Micronesia è stato pianificato personalmente da me e realizzato con il supporto della Pan Pacific Tours di Milano, www.panpacific.it

I titoli del diario sono in azzurro, come la luce negli occhi e nei sorrisi dei popoli che vivono qui. Azzurro è anche lo sfondo delle bandiere di tutti questi territori, e azzurro è il colore del cielo, del mare e delle lagune di questo scampolo di oceano.  Il racconto è abbastanza lungo, perciò spezzerò il diario in più pagine. 

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Ci sono 7 commenti su “Micronesia, briciole di paradiso

    • Grazie, avevo promesso il seguito del viaggio a Palau, ci ho messo un po’ a organizzare testo e foto ma ne è uscito un buon racconto.
      Spero che altri viaggiatori possano visitare questi luoghi meravigliosi.
      Ciao :)
      Luigi

  1. Luigi, non so se nella mia vita riuscirò mai a visitare la Micronesia quasi intattata che hai visto tu. Il tuo racconto è stato piacevole e dettagliato e per chi andrà da quelle parti potrà essere molto utile quale guida turistica.

    Ho provato un sana invidia nel vedere le foto ed ho cercato di indossare le tue vesti mentre descrivevi il tutto.

    Normalmente anch’io quando riesco a viaggiare, cerco di cucirmi addosso il viaggio che andrò a fare cercando posti “veri” dove la tradizione, la natura ed il mondo sono ancora intatti.

    Ti rinnovo i miei complimenti per il dettagliato resoconto.
    Bravo, bravo, bravo!!!

  2. X Lupo solitario o chi è in grado di intervenire sull’editor:

    Ho cercato di inserire un altro diario (Svalbard) ma ho molte difficoltà con l’editor. Non trovo più la scelta e il colore dei caratteri. Non riesco più a inserire le foto nel testo.

    E’ cambiato qualcosa o sono io che non sono più capace?

    Grazie
    Luigi

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