Israele e Palestina: 5 mesi tra check point, luoghi Santi e deserto

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Non si tratta di un vero e proprio diario perchè non si tratta di un vero e proprio viaggio ma di un soggiorno lavorativo (o meglio, mio marito lavorava, io andavo in giro :D

Ho pensato di dividere il racconto in aree geografiche cominciando dal Centro e dalla città dove ho vissuto e che è stato il punto di partenza per la visita al Paese.

Le altre pagine saranno West BankGalilea-Nord e Golan, Mar Morto e Deserto del Negev.

 

 

 

CENTRO

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TEL AVIV

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Vedendola da lontano potrebbe somigliare ad una città degli Usa, ma girando si capisce subito che è l’insieme di diverse culture anche dal punto di vista architettonico.
Nell’arco di pochi metri si possono trovare un grattacielo in acciaio, un’antica moschea e la discoteca diroccata saltata in aria con l’attentato.

 La città è fondamentalmente tranquilla, e anche la presenza di militari, rispetto a Gerusalemme, è davvero ridotta.

Per più di 3 settimane hanno continuato gli allarmi per segnalare il lancio di razzi da Gaza.

Ovunque ci sono rifugi: nell’appartamento, nei supermercati, in piscina, per strada. La gente non corre terrorizzata, ma ci va quasi automaticamente, continuando a scrivere allo smartphone o col telo da mare sulle spalle.

Da quando suona, si hanno alcuni minuti per rifugiarsi, e subito dopo si sente l’esplosione dell’IronDome che intercetta il razzo. Si esce, e si torna a dormire se è notte o a fare quello che si è interrotto….

Il lungomare è infinito e ha un invidiabile pista ciclabile che corre lungo la spiaggia bianca piena di surfisti e da cui si godono magnifici tramonti. Il giovedi e il vernerdi, a partire dal pomeriggio, pulula di gente (arabi ed ebrei) che fanno bbq sulle aiuole: diciamo che è un hobby nazionale che prescinde dalla religione :)

Le spiagge attrezzate sono diverse ma una gran parte di costa è spiaggia libera, con bagnini  armati di megafono, bagni e tettoie in legno per mangiare all’ombra.

 

Il Quartiere Bauhaus è attraversato da Rotschild Blv, con i suoi palazzi bianchi anni ’20 e dalle linee morbide. Atmosfera ideale per una passeggiata dopo il brunch del sabato (sulla strada ci sono parecchi posticini dove mangiare, dall’etnico alla pizzeria).

 

Neve Tzedek è la parte più vecchia della città, piena di botteghe di stilisti, bar e ristoranti. Se siete hummus-dipendenti, provate la versione fritta che vende una botteghina su Shabazy St.
Al limite sud del qurtiere c’è la vecchia stazione ristrutturata di Hatachana, luogo alla moda dove si trovano diversi locali  e dove a metà ottobre, abbiamo beccato una serata degustazione di vini israeliani davvero notevoli.

 

Nel quartiere Yemenita si trova lo Shuk Ha-Carmel, il mercato della città, animatissimo e pieno di roba, dove si compra ottima frutta e verdura e si ha un assaggio completo della vasta gastronomia israeliana. Qui facevo la spesa tutti i giorni ma vale la pena attraversarlo anche solo per vederlo.

 


Su una via parallela, due giorni a settimana, fanno il mercato artigianale dove molti artisti locali espongono cose interessanti.; perfetto per comprare qualche souvenir originale.

 

A nord, oltre la Marina, c’è la zona del Porto, completamente riqualificata e trasformata in area commerciale con una enorme passeggiata in legno, locali, bar e discoteche. Il venerdi si svolge qui il mercato dei contadini. C’è l’imbarazzo della scelta su dove mangiare!

 

Oltrepassando il fiume Yarkon si entra nel parco HaYarkon, piacevolissima oasi di verde, dove ci sono un paio di piccoli giardini botanici, una parete da arrampicata,  strutture sportive e la possibilità di noleggiare canoe e pedalò sul fiume. E una gran quantita di pappagalli liberi! Quando volevo sfuggire alla calura, questo era il posto ideale.

 

Tra Dizengoff Sq. e Allenby St. ci sono molte vie commerciali, alcune carine altre meno.

 

 

 

Si mangia bene quasi ovunque, anche se i ristoranti sono decisamente cari.
Elenco quelli che abbiamo frequentato più spesso

Goldman, lungomare tra Tel Aviv e Jafa: cucina di pesce ma anche terrazza per un aperitivo

Ernesto, su Ben Yehuda St: cucina italiana ben fatta (dopo qualche mese, un po’ di cucina italiana fa piacere) e poi Ernesto e suo fratello sono simpaticissimi

Manta Ray, sul lungomare a sud: cucina di pesce e bella terrazza sulla spaggia

Suzana, su Shabazi St: cucina locale rivisitata in veste moderna (e buoni prezzi)

 

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JAFA

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Jafa è la parte araba di Tel Aviv  ed è immediamente identificabile con la cittadella e la Chiesa di San Pietro.

Vicino alla Piazza dell’Orologio si trovano una moschea e un sacco di viette con robivecchi e antiquari. Tra i negozi ci sono due gallerie coperte dove si compra di tutto e si fanno buoni affari a patto di contrattare fino allo sfinimento;  a partire dalla mattina presto, si svolge qui il mercato delle pulci. La sera, questa zona si anima di giovani per la discreta concentrazione di locali.

 

Sulla collina della Chiesa di San Pietro ci sono i giardini  Ha Pisgah da cui si domina Tel Aviv e dove d’estate fanno spesso concerti all’aperto.
Il porto  ha un’area coperta con ristoranti e negozi dove il venerdi mattina si svolge un mercatino ed è perfetta per passeggiare la sera.

 

A sud è quasi tutta zona popolare o residenzale ma la pista ciclabile di Tel Aviv prosegue per altrettanti km oltre Jafa e arriva a Bat Yam. Zero turisti, la spiaggia è semideserta, e se percorrete le strade parallele vedrete tra i più bei palazzi ottomani della città.

 

I miei ristoranti preferiti (tendenzialmente, qui, meno cari rispetto a Tel Aviv):

The Old Man and the Sea, sul porto, cucina di mare con una valanga di antipasti compresi nel prezzo!

Dottor Shakshuka, a 50mt dall’orologio, cucina tipica e locale caratteristico.

La Bonne Patisserie, sulla piazza dell’orologio, ottimissimi i croissants!

St George, su Pasteur St, carne e pesce, sempre montagna di antipasti e bel locale con volte a pietra.

Container, sul porto, un po’ più caro ma ottimo pesce.

Said Abu Elafia, su  Jefet St, un’antica panetteria che sforna delizie a tutte le ore, dolci e salate (deliziosi i rugelach)

Alì Caravan su Dolphin St, il miglior hummus in assoluto, da asporto anche se ha un paio di tavolini. Chiude appena finisce la quantità prodotta, quindi meglio andare di mattina.

 

 

 

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DINTORNI DI TEL AVIV: NETANYA
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A circa 30 km da Tel Aviv, Netanya  ha uno dei litorali più belli della costa. La spiaggia è poco frequentata ed è una cinquantina di metri sotto al livello della strada. Ci si accede con degli ascensori, l’acqua è limpidissima e le pareti a strapiombo rendono tutto molto particolare. Ah, fino ai primi di settembre la temperatura dell’acqua è sui 28°C, ottima per i fredolosi!

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GERUSALEMME

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Difficile descrivere questa città. I luoghi Santi trasmettono emozioni molto intense: il Santo Sepolcro, la Via Crucis, le Prigioni. Nella sventura abbiamo senza dubbio usufruito di un aspetto invidiabile:  la totale assenza di turismo religioso a causa della guerra a Gaza ci ha permesso di vedere questi luoghi deserti. Niente a che vedere con le code per entrare al Sepolcro o per inginocchiarsi alla Pietra dell Unzione. A condizioni normali, il silenzio, qui, è prezioso e molto raro.

La Via Crucis inizia nel quartiere musulmano, alla Porta dei Leoni, spesso sede di disordini perchè è una delle vie d’accesso per gli arabi che abitano fuori le mura.
Guardando oltre la Porta, si vedono il Monte degli Ulivi e il Getsemani, e l’immenso e antico cimitero ebraico. Al di qua della porta, invece, si trova la deliziosa Chiesa di Sant’Anna e l’Ecce Homo. Da lì, poi, ha inizio la Via Dolorosa che segnala le Stazioni con borchie in ottone ben visibili.

 

Ci siamo rifocillati spesso all’Austrian Hospice (all’incorcio tra la via Dolorosa e Al Wadi Rd, il portone è chiuso ma basta citofonare e aprono): un pezzo di Vienna in medioriente! C’è un caffè e una terrazza ombreggiata dalla vegetazione, e se salite sul tetto, avrete una vista magnifica a 360° sulla città, vi sembrerà di toccare la Cupola d’oro!

 

 

Una passeggiata che ci è piaciuta è quella sulle mura, entrando alla Porta di Jafa e scendendo alla Porta del Letame, nel quartiere ebraico.

 

Il Quartiere Ebraico è il meno rappresentativo da girare, a mio parere, perchè decisamente residenziale. Qui si trovano alcune antiche sinagoghe sefardite (visita abbastanza insignificante, forse era necessaria una guida a spiegare le molteplici simbologie del luogo) e il Cardo Maximo.

 

A pochi metri si trova l’ingresso sud del Muro del Tempio e vedere quella Cupola d’oro spiccare sulle pietre della città vechia è stata ogni volta un’emozione.

 

Il Muro Occidentale (o Muro del Pianto o Muro del Tempio) ha due sezioni divise, per uomini e donne; la parte maschile ha una grande sala con una biblioteca piena di testi e una parte esterna dove si prega e si depositano le preghiere nelle fessure tra le pietre.
La parte femminile è molto più piccola, ma altrettanto frequentata. Per entrambe le aree sono a disposizione mantelline per le spalle e kippah per gli uomini. Vi si accede attraverso un gate con metal detector e il passaporto viene chiesto solo a volte.

 

Il Quartiere Musulmano si sviluppa in prossimità del Santo Sepolcro, e l’atmosfera è completamente diversa: bancarelle ovunque, specialmente verso Damascus gate, venditori che arrivano dalle campagne, via-vai di carretti, musica ad alto volume dalle botteghe.

 

Mi è capitato di girare anche quando i soldati bloccavano l’accesso agli arabi in seguito ad un attentato, e l’aria era surreale, tra botteghe chiuse e un silenzio pesante.

 

La Spianata delle Moschee è assolutamente il luogo più maestoso della città, e la cupola d’oro è mozzafiato. Dopo 3 tentativi falliti (la guerra, l’attentato al rabbino, festività varie ecc) siamo riusciti ad entrare. Ci si accede dallo spiazzo antistante il Muro, sempre con minuziosi controlli personali e delle borse. E’ bene informarsi perchè è aperta solo a fasce orarie ridotte, solo alcuni giorni, mai durante le feste musulmane o se c’è sentore di agitatzioni. Inoltre, anche quando è aperta, può essere fatta sgombrare improvvisamente…

 

La spianata è vasta e domina la città e le colline circostanti.
All’interno, la Moschea di Al Aqsa, come anche quella della Cupola della Roccia, non sono accessibili ai non musulmani, ma girando sul lato, in fondo, si trovano delle finestre aperte che consentono uno sguardo all’interno.

Passeggiando sulla spianata si possono vedere le Bilance delle Anime, la bella Porta di Cotone e il Sabil di Qaitbay.

 

Fuori dalle mura della città è bello lOrto del Getsemani, con i millenari alberi di olivo, tappa obbligata prima di salire al Monte degli Olivi da cui si ha la più bella vista sulla città vecchia e la Porta d’Oro (vi raccomando di andarci al mattino, col sole alle spalle che illumina la Cupola e regala scatti fantastici).

 

Sempre appena fuori le mura, la Tomba di David e il Cenacolo sono luoghi abbastanza anonimi e che, secondo me, sono evitabili. La Chiesa della Dormizio di Maria, invece, è un posto pieno di pace e silenzio, dove è più facile trovare raccoglimento rispetto ad altri siti religiosi più frequentati.

 

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DINTORNI DI GERUSALEMME: BET GUVRIN

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A una quarantina di km a sud di Gerusalemme, questo sito è decisamente interessante sia per gli scavi archeologici che per la bellezza delle grotte. Il parco è ubicato su un vasto terreno collinare,  e serve assolutamente un auto per spostarsi al suo interno (noi ci siamo fatti il pic-nic tra un’escursione e l’altra ma tutto è visitabile in una mattinata). Ah, alcune grotte sono così estese che è bene seguire il ranger per vederle tutte ed evitare di perdersi)

 

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Ci sono 2 commenti su “Israele e Palestina: 5 mesi tra check point, luoghi Santi e deserto

  1. Accidenti Coral che tosta che sei!
    Oggi mi sono presa tutto il tempo per leggermi con la dovuta calma e concentrazione il tuo diario, anche se è decisamente riduttivo chiamarlo così. Man mano che scorrevano le righe ero sempre più indecisa se immaginarti come una di quelle inviate speciali del tiggì o una versione femminile di Indiana Jones. In luoghi dove io non andrei nemmeno sotto scorta tu te ne passeggiavi tranquillamente da sola, gustandoti visite a gastronomia locale. Hai tutta la mia sincera ammirazione.
    Bellissimo il tuo racconto e le immagini. Mi sono piaciuti davvero tanto.:) :) :)

  2. Grazi ziadenny!
    Ti assicuro che non ho le caratteristiche che citi, ho solo superato i preconcetti dettati dalla disinformazione che c’è su certe aree. Pur consapevoli che in quei posti tutto può degenerare velocemente diventando pericoloso, con un po’ di buonsenso e prudenza si può fare. :-)

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