Ritorno in Sri Lanka

Dopo 16 anni ritorno in Sri Lanka

 

Abbiamo visitato lo Sri Lanka 16 anni fa, quindi decidiamo di ritornarci per rinfrescarci le memorie di questo bel paese.

Nonostante gli inconvenienti che ci capitarono allora e quelli che ci stanno succedendo adesso, contro la malasorte, partiamo nonostante tutto. Infatti, 16 anni fa mio marito rimase a letto 4 giorni con la febbre perdendosi buona parte del tour e quest’anno io parto con stampella e calza elastica per una caviglia in via di guarigione…..

Compriamo un volo Etihad Bologna-Colombo con scalo a Roma ed Abu Dhabi.

Contattiamo una agenzia locale: la Siriranga viaggi a cui fa capo Buddhika Jayasekara (Buddhi).

Arriviamo a Colombo alle 4 di mattina e fortunatamente incontriamo subito Buddhi che ci accoglie calorosamente e senza perder tempo ci accompagna all’hotel che abbiamo scelto a Negombo per riposarci un giorno dalle fatiche del viaggio.

Alloggiamo al Rani Beach Hotel. Ci assegnano una bella stanza al primo piano molto spaziosa e con un bel balcone vista mare.

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Dopo qualche ora di sonno e la colazione possiamo rilassarci in piscina sotto un bell’albero frondoso. Negombo non è un granchè: la spiaggia non è curata, il paesino è lasciato un po’ andare nonostante ci siano comunque turisti e tanti hotels.

Guardando meglio, la ricettività è sovradimensionata per la quantità di turisti che vediamo in giro: anche il nostro hotel è occupato per meno della metà della sua capienza. E meno male che abbiamo deciso di riposarci un giorno! L’indomani partiamo in direzione Dambulla: circa 4 ore in auto con “Nando” che sarà il nostro driver per tutto il tour.

Le grotte di Dambulla sono la prima meraviglia che visitiamo. L’ingresso costa 1500 rupie a persona e poi si possono cominciare a salire i circa 300 scalini che conducono alle grotte. Prima dell’accesso bisogna togliere le scarpe e consiglio di tenere i calzini vista la temperatura che raggiunge il pavimento esterno sotto il sole cocente….

Appena entrati nelle grotte la meraviglia, lo stupore ed i ricordi si impossessano di noi: innumerevoli statue di Buddha e dipinti che ricoprono completamente le pareti ed i soffitti. Non ce le ricordavamo così belle e suggestive…

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Rientriamo in hotel. Qui a Dambulla alloggiamo al Sanda Diya dove rimarremo per tre notti: abbiamo una stanza carina con un bel balcone vista piscina. Peccato per il ristorante che ci propone tristi colazioni e cene deprimenti…ma si attiva Buddhi ed almeno per la cena cambiamo hotel.

Il giorno dopo visitiamo Mihintale, primo luogo dove si è insediata la filosofia buddista portata qui dal figlio di un re indiano.

Visitiamo prima i resti della zona dedicata ai monaci e poi saliamo la scalinata che conduce alla visione di uno splendido Buddha bianco in cima alla collina e di una caratteristica roccia che si sale con non poca difficoltà ma che regala un panorama molto rilassante. Qui i turisti sono proprio pochi e l’atmosfera è di vera pace mistica. Ed a pranzo finalmente cominciamo ad assaggiare ed apprezzare i piatti locali, tutti molto buoni!

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Nel pomeriggio ci dedichiamo alla visita di Anuradhapura che comincia dal museo.

Il biglietto d’ingresso per l’intero sito è di 3250 rupie per persona.

Questo sito archeologico è molto grande e con il caldo che fa i tragitti da un posto all’altro li percorriamo in auto.

E’ stata la prima capitale dello Sri Lanka e centro del buddhismo dell’isola. Questo lo si deduce dalla gran quantità e varietà di stupa che ci troviamo davanti e dai tanti luoghi ad uso dei monaci compresa anche una gigantesca piscina. Dulcis in fundo ci rechiamo alla visita dell’albero sacro.

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C’è molto fermento di fedeli sia per la sacralità del luogo ed anche perchè c’è in visita un famoso politico. L’albero in questione, di cui si vedono solo alcuni rami sorretti da sostegni, ha circa 2000 anni ed è discendente diretto di quello sotto al quale Buddha raggiunse l’illuminazione.

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Al rientro nel nostro hotel notiamo subito l’allestimento da festa e tanta gente con l’abito “buono”. Quindi dopo cena ci imbuchiamo alla festa di matrimonio e l’accoglienza è a dir poco fantastica: ci scattano decine di foto e ci offrono pure la torta nuziale!

Il giorno dopo è dedicato alla visita di Polonnaruwa che dista circa 1 ora dal nostro hotel. Il biglietto d’ingresso costa 3250 rupie a testa e la guida ci chiede 2000 rupie per un giro di circa 2 ore e mezza.

Si inizia sempre dal museo: c’è tanta folla di turisti e scolaresche. Sono tanti i turisti che nel dubbio fra Anuradhapura e Polonnaruwa scelgono quest’ultima. Il sito è molto bello, ben tenuto ed è facile visitarlo anche da soli: se non volete farvela a piedi si affittano anche le biciclette!

Il tempo non è dei migliori (la pioggia a tratti ci segue per tutta la visita) ma nessuno di noi turisti demorde….Vediamo templi, i palazzi dei tre re che qui hanno posto il loro dominio, monasteri ed una università. Molto è andato distrutto ma quello che c’è è veramente bello. I tetti in particolar modo sono andati tutti bruciati, poiché in legno, durante l’invasione dei Chola provenienti dal sud dell’India. Ma il meglio arriva alla fine quando ci si trova davanti ai Buddha scolpiti nella pietra: semplicemente meravigliosi! Non riuscivamo a smettere di fotografare…

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Per il pranzo oggi Nando ci porta in un ristorante da 11 e lode: al Jaga Food.

Sembra di andare a mangiare a casa della nonna in campagna. Il posto non è tanto grande e noi siamo i primi ad arrivare. Le pietanze sono molto curate e tutto è buonissimo, dolci compresi..Lasciamo il nostro commento sul muro insieme ad altre centinaia di recensioni da tutto il mondo e ringraziamo anche per la calda accoglienza.

Il pomeriggio doveva essere dedicato alla visita di Sigirya ma il diluvio non ce lo permette e decidiamo di rimandare a domani.

E difatti di buon mattino siamo già a Sigirya. Sale solo mio marito mentre io preferisco non rischiare con una caviglia non ancora in perfetta forma. Il costo del biglietto è di 3900 rupie ma questa esperienza li vale tutti! Nonostante tutto, anche io che attendo il suo ritorno, mi faccio una tranquilla camminata lungo il fossato esterno immersa nella natura e nel silenzio, a tratti lievemente interrotto dai partecipanti (da tutto il mondo) ad una gara campestre che ha il suo culmine in cima alla roccia. La giornata è piovosa pure oggi e la roccia è avvolta alla sua sommità da nuvole bianche, ma anche così riesce ad emanare un fascino incredibile.

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La salita non è affatto facile e con la pioggia bisogna fare attenzione agli scalini (circa 1200), che risultano scivolosi. Durante la salita, tramite una scala a chioccola, si possono visitare dei meravigliosi affreschi rappresentanti le ninfe celesti.

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Sulla sommità della roccia si trovano i resti del fastoso palazzo reale fatto costruire dal re Kasyapa che, dopo aver usurpato il titolo al fratello ed ucciso il padre, insediò qui la capitale del suo impero. Sigirya diventa una fortezza inespugnabile ed il palazzo è dedicato anche ai “piaceri” del regnante: se ne raccontano tante su di lui…Poi il fratello legittimo erede al trono, torna dall’esilio, attacca il palazzo e si riprende il trono. Il re Kasyapa, si dice, si toglierà la vita tagliandosi la gola. Inizia a piovere copiosamente e mio marito trova rifugio sotto un capanno di fortuna, dove assieme ad altri turisti dovrà aspettare solo qualche minuto. Il sole torna a fare capolino tra le nuvole e permette di visitare il sito con tranquillità, per poi iniziare la lunga discesa.

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Ci rimettiamo subito in auto verso Kandy facendo sosta in un giardino di spezie (classica trappola per turisti). Ottimi prodotti ma a prezzi eccessivi. Arriviamo a Kandy alle 16 circa e mezz’ora dopo siamo già fuori per andare a visitare il Tempio sacro del dente di Buddha. L’ingresso costa 1000 rupie a persona.

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Il tempio è molto bello, pieno di fedeli che portano le offerte ed aspettano l’orario per la preghiera e l’atmosfera sarebbe fantastica se non fosse per le decine di studenti rumorosi che corrono ovunque. Qui purtroppo abbiamo una guida molto frettolosa e, tranne che per la spiegazione dei dipinti dove viene raffigurata la storia della reliquia qui custodita, per il resto, con poche parole chiude la visita. E’ un luogo sicuramente da visitare ma non con questo tipo di folla! Anche le strade sono trafficatissime, intasate dai pullman che trasportano fedeli e scolaresche.

Alloggiamo al Nature Walk situato in cima alla collina che circonda il lago di Kandy. La stanza non è molto grande ma ha un bel terrazzino con vista sulla foresta. La sala ristorante è all’ultimo piano dove la vista panoramica supplisce a dei piatti mediocri.

Lasciamo Kandy per dirigerci verso Ramboda ed il paesaggio si fa sempre più interessante. La vegetazione è sempre più fitta, ammiriamo tante cascate lungo il tragitto e le colline si riempiono di piantagioni di tè. Classica sosta alla fabbrica del tè che dopotutto non guasta visto che anche oggi piove ed è freschetto: una buona tazza di tè è proprio quello che ci vuole!

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Pranziamo a buffet in un bell’hotel con vista panoramica sulle piantagioni: delizia per gli occhi e per il palato.

Alloggiamo al Ramboda Falls: un bel complesso immerso nella natura che in questa zona è davvero esplosiva. C’è un bel camminamento che porta proprio sotto ad una impetuosa cascata ed ovunque vada lo sguardo, l’esuberanza della flora ci avvolge.

La mattinata seguente è dedicata al puro cazzeggio. Giretto a Nuwara Eliya, bella località di montagna, per attendere la partenza del treno che ci porterà a Ella. In pratica i vagoni sono occupati per il 90% da noi turisti ed i più accorti hanno comprato questa tratta a Colombo dove si può prenotare la prima classe. La consigliamo per non fare tutto il viaggio ( 3 ore ) in piedi. E consigliamo vivamente di fare questo bel viaggetto in treno. Il paesaggio che si può ammirare è a dir poco fantastico. Come spettacolare è l’arcobaleno che ci appare all’improvviso: enorme e con colori mai visti prima! Si viaggia sempre intorno ai 1800-1900 mt di altitudine ed è tutto un susseguirsi di piantagioni di tè, cascate, gole mozzafiato, valli sterminate ricoperte di vegetazione…un bel bagno di salute!

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Ad Ella ci attende Nando e partiamo in direzione Tissamaharamaya che tutti chiamano Tissa per semplificare…

A mano a mano che scendiamo le piantagioni di tè lasciano il posto alle distese di riso, alle palme da cocco ed ai banani.

Alloggiamo al Neem Villa Hotel in uno spazioso bungalow di recente costruzione: la stanza con la doccia, da sola, è grande come una stanza da letto!

Il proprietario, per cena, ci propone pollo…noi ribattiamo richiedendo cucina locale e lui soddisfatto ci affoga di dhal e coconut roti….

Di buon mattino (sveglia alle 5!!), ci dirigiamo verso il parco naturale di Yala per il safari. Abbiamo affittato jeep ed autista per 8000 rupie e l’ingresso al parco è di circa 3000 rupie a persona. La jeep è comodissima e con dei bei sedili comodi come poltrone.

Il parco è molto bello, ricco di vegetazione e ben tenuto ma gli animali sono pochini. Un elefante, qualche cinghiale, pavoni, fagiani, scimmie ed un bell’orsacchiotto. La star del parco, il leopardo, sta ben lontano dai turisti, adagiato sul ramo di qualche albero frondoso. Le guide ti dicono che è laggiù ma senza l’aiuto dello zoom col cavolo che lo vedi!!

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Tutte le jeep si ritrovano poi vicino ad una bella spiaggia per far consumare ai clienti la colazione che ci hanno preparato in albergo.

Ritorniamo in hotel per prendere la valigie e partiamo alla volta di Mirissa che raggiungiamo dopo quasi 3 ore di viaggio…finalmente siamo al mare!

La nostra stanza non è ancora pronta e così ne appofittiamo per rilassarci in giardino all’ombra e pranziamo con della buona frutta acquistata in un negozio ben fornito qui vicino. Alloggiamo al Summer Breeze Guest House ed abbiamo prenotato con Agoda la “cabana”. Altro non è che una normale stanza ma un po’ più grande delle altre e con ventilatore. In totale, in questa guest house, le stanze sono sei: 2 cabanas e 4 rooms. Il tutto è gestito da un unica persona, Hassan, che si occupa di rifare le stanze (ma solo su richiesta) e serve la colazione in giardino. I proprietari si vedono la sera quando annaffiano il giardino e portano a spasso i cani ma non interagiscono con noi clienti.

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La colazione è pantagruelica: bicchierone di frullato di passion fruit, tè o caffè, 6 fettone di pane tostato, burro, marmellata, piatto di frutta fresca, yogurt e formaggino…tutto servito in giardino vista mare!!! E la domenica la colazione è composta da ottime pietanze locali.

Mirissa è proprio carina e noi fortunatamente abbiamo scelto una zona dove non arriva la musica incessante dei ristoranti sulla spiaggia….Il mare in questo periodo è l’ideale per i surfisti, ma per noi amanti dello snorkelling c’è ben poco da vedere.

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Andiamo anche a visitare la spiaggia adiacente che si chiama Weligama ma dopo mezz’ora ce ne saremmo già voluti venir via….Neanche un quadratino d’ombra, pochi micro ombrelloni e tutti occupati dai surfers…qui le onde sono più basse che a Mirissa e quindi fioccano numerose le scuole di surf. Nonostante sia pieno di pescatori e di pesce il ristorante che scegliamo per il pranzo non si rivela un granchè. Ma stranamente riusciamo a trovare un buon gelato da Gecko un bel localino sulla strada.

 

Sono molto più invitanti i ristoranti sulla spiaggia di Mirissa oppure anche i piccoli posti lungo la strada dove si trova cibo locale buono ed a buon prezzo.

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Decido di provare un ayurveda massage pensando già che rimarrò delusa ricordando quelli fatti in Kerala, ed invece il ragazzo che mi tratta è veramente bravo, competente ed usa la giusta pressione sul corpo. Tutto questo al Badora Spa di fronte al nostro hotel, basta attraversare la strada. Passiamo le nostre giornate molto tranquillamente tra passeggiate, bagnetti e lettura comodamente cullati dall’amaca…..

Per il rientro, prenotiamo qui in hotel un’auto che ci porti in aeroporto a Colombo. Si presenta un bel van spazioso ( per 6 persone tutto per noi ) a 10.500 rupie. Impieghiamo circa 3 ore per raggiungere Colombo e tranne che per un piccolo tratto, la strade sono scorrevoli e nuove. Anzi, ci dice il nostro autista, sono previste altre nuove strade per evitare il traffico caotico di Colombo e rendere i collegamenti con il mare ancora più agevoli: 16 anni fa le strade erano tutte in condizioni disastrose!!

Ritorniamo a casa ben contenti del nostro tour Sri Lanka 2 che ci ha rinfrescato la memoria e fatto vedere e scoprire quanto è bello ed affascinante questo paese.

 

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