Istanbul full immersion

Il costo del volo era veramente allettante anche se, a causa degli orari pessimi, il tempo disponibile per la visita della città si sarebbe ridotto a due giorni pieni più uno scampolo di pomeriggio. Che fare? Rinunciamo o ci buttiamo a capofitto e cerchiamo di vedere tutto il possibile nel poco tempo disponibile? Ci sarebbe anche una terza opzione e cioè fare con calma e visitare quel che si riesce, ma mi conosco troppo bene e non la prendo nemmeno in considerazione. Deciso: sarà una visita breve ma intensissima. Tanti non condivideranno, ma io sono fatta così….

 

30/05

Iniziamo bene! Non basta che il tempo è poco, partiamo anche con un’ora di ritardo. E non finisce qui. Per un motivo che ancora mi sfugge non atterriamo a Istanbul ma a Bursa, dove dobbiamo attendere, fare rifornimento e ripartire. Totalizziamo tre ore di ritardo e intanto il mio bel programma per lo scampolo di pomeriggio è andato a farsi benedire. E sale anche l’ansia per la navetta dell’Istanbul Airport Shuttle che doveva portarci all’hotel. Dubito fortemente che avranno la pazienza di attenderci per tre ore. E adesso come ci arriviamo dall’aeroporto Sabiha Gokcen a Sultanahmet? Grazie Pegasus Airlines, mi ricorderò di te per i viaggi futuri. Comunque quando il cielo ha voluto siamo atterrati e finalmente respiro quando vedo un signore con in mano un foglio e il mio nome scritto a caratteri cubitali. Salvi!!! Ottimo servizio.

L’hotel Sultan Hill si trova nel cuore del quartiere Sultanahmet, praticamente attaccato alla Moschea Blu, offre stanze semplici e pulite, una buona colazione, personale gentile e una bella terrazza con vista moschea/bosforo.

Ovviamente la vicinanza fa si che alle 4,45 gli altoparlanti che chiamano alla preghiera ti facciano fare un bel salto sul letto, ma devo dire che a noi è piaciuto anche così.

Sono praticamente le 11 di sera e dopo alcuni rifiuti troviamo un locale che ci accetta, Meshur Koftecisi, dove assaggiamo le ottime kofte, tipiche polpette grigliate accompagnate da diabolici peperoncini gialli. E all’uscita, nonostante sia ormai quasi mezzanotte, ci concediamo una piacevole passeggiata nelle stradine circostanti e nella piazza dell’Ippodromo ammirando la Moschea Blu illuminata.

31/05

Visitiamo la piazza dell’Ippodromo con i suoi obelischi e prima delle 9 siamo già davanti ad Ayasofya (se ci si deve alzare presto al mattino il Muezzin è di grande aiuto). Il Museum Pass, che avevo acquistato online e mi ero fatta recapitare direttamente in hotel, ci permette di saltare la fila già lunghina e di visitare la basilica in tutta calma. Nonostante ci siano lavori di restauro in corso, l’interno lascia a bocca aperta. Imponente e affascinante, ricco di testimonianze artistiche della religione cristiana e islamica.

All’uscita facciamo pochi metri e ci mettiamo in fila per la Cisterna Basilica (purtroppo l’ingresso non è compreso nel Pass). Fila comunque veloce e anche qui restiamo rapiti dal fascino di questo edificio. Una sapiente illuminazione esalta l’architettura, si cammina su di una serie di passerelle sull’acqua (occhio, si scivola) fino ad arrivare alla famosa Medusa, foto obbligatoria se vi piace Dan Brown.

Una cosa mi ha stupita: pensavo, trovandomi sottoterra in un luogo con acqua ferma, di trovare un’atmosfera pesante, piena di umidità e poco piacevole. Invece c’era un’aria leggerissima.

Appena fuori facciamo una breve sosta foto al Milion, la pietra dalla quale si misuravano le distanze da Costantinopoli a tutte le città dell’impero.

Ora è la volta della Mosche Blu, bellissima sia esternamente che all’interno, con le cupole rivestite di maioliche decorate. Purtroppo a quest’ora è ormai presa d’assalto dai turisti, e non tutti si ricordano di essere in un luogo di culto. Questo le fa perdere parte del suo fascino. E l’odore all’interno non era dei più piacevoli. Consiglio (come per tutte le visite alle moschee) di arrivare muniti di foulard e calzine e con gambe e spalle coperte.

Acquistiamo la Istanbul Card, carta ricaricabile per i mezzi pubblici, e col tram ci rechiamo alla Stazione Sirkeci, l’antica stazione capolinea dell’Orient Express. In realtà si potrebbe arrivare tranquillamente a piedi, ma cerchiamo di ottimizzare un po’ i tempi.

Da qui ci spostiamo a Eminou, la zona del porto, via vai continuo di gente, venditori ambulanti, battelli in arrivo o in partenza.

 

Tra i must di questa zona, oltre alla passeggiata sul ponte Galata, c’è il Balik Ekmek cioè l’economico panino col pesce che cucinano ovunque, chioschi, ristoranti, barche. Ovviamente lo proviamo….. Bah…. non si piazza in cima alla lista dei nostri cibi preferiti.

Una volta attraversato il ponte ci troviamo ai piedi del quartiere Galata, che si inerpica su di una collina.

 

Saliamo con la funicolare Tunel e ci dirigiamo subito verso il Galata Mevlevi, antico convento Sufi, per vedere se ci sono ancora i biglietti per la cerimonia dei Dervisci Rotanti. Li troviamo per la cerimonia delle 18,30 e intanto, visto che l’ingresso è incluso nel Pass, entriamo a visitare il museo e i giardini.

In attesa dell’ora di inizio passeggiamo su e giù per Istiklal Caddesi fino a piazza Taksim tra artisti di strada, ambulanti che vendono caldarroste ( a Giugno???), gelatai-giocolieri, tante persone e un notevole spiegamento di forze dell’ordine. Unico istante del viaggio in cui ci ricordiamo che la situazione attuale non è delle più tranquille.

Ma è una sensazione che svanisce immediatamente non appena iniziamo a scendere per le viuzze di Galata verso la famosa torre.

La torre è bella, sicuramente la vista in cima sarà fantastica, ma la coda è improponibile, quindi ripieghiamo per le stradine del quartiere più nascoste ma altrettanto affascinanti. Qui ci buttiamo letteralmente su di un divanetto in un bar per una bella sosta a base di tè e torta al cioccolato.

Finalmente arriva l’ora dei Dervisci. Mi limito a dire che per noi è stato un’esperienza unica. Tutta la cerimonia si è svolta nel più religioso silenzio, non c’era assolutamente nulla che sapesse di spettacolino per turisti. La musica arrivava dritta al cuore, il tempo sembrava sospeso e un’ora è trascorsa in un secondo.

Per cena scegliamo uno dei ristorantini giù al porto. Tavolini sull’acqua, prezzi bassi, calamari fritti niente di che, ma location da urlo.

Ci incamminiamo infine verso l’hotel assaporando la città di sera, solita pausa nei giardini della Mosche Blu e a nanna.

 

1/06

Museum Pass alla mano siamo tra i primi ad entrare al Palazzo Topkapi e ci dirigiamo subito verso l’Harem (l’ingresso non è compreso nel biglietto del Palazzo ma è compreso nel Pass).

Davvero bello. Tutto il palazzo è una testimonianza della magnificenza dell’impero Turco, ma l’Harem se è possibile lo è ancora di più. Tra giardini, padiglioni, sale del tesoro, delle armi, delle reliquie una visita veloce di Topkapi richiede almeno 3 ore.

Una volta usciti entriamo al Museo Archeologico, praticamente a fianco. So che può sembrare pazzesco, ma almeno una capatina per vedere alcuni fondamentali come la Stele di Qadesh o i fregi della Porta di Ishtar non si poteva saltare. Ovviamente una volta dentro i fondamentali si sono moltiplicati. Anche qui lavori in corso, ma tanti tanti reperti interessantissimi.

Dal sacro al profano ci mettiamo in cammino per il mercato delle Spezie, dove tra profumi e colori il tempo vola. Istanbul è una città che meriterebbe una sosta di una settimana.

E sarà che iniziamo un po’ ad accusare la stanchezza, ma un abilissimo commesso riesce a venderci una quantità impropria di spezie e tè con buona pace del nostro portafogli.

Pausa Doner Kebab e via verso il Gran Bazar.

E qui la salita e il caldo iniziano a farsi sentire.

Dopo aver girato e rigirato nel labirinto del Bazar (che comunque è un luogo decisamente interessante) e dopo alcune estenuanti trattative usciamo e visitiamo la Moschea di Solimano. Ma siamo talmente storditi che non ci rendiamo conto che non è quella di Solimano la moschea che stiamo visitando ma la Nuruosmanye. Al Bazar abbiamo completamente perso l’orientamento e siamo usciti esattamente dalla parte opposta. Comunque non tutti i mali vengono per nuocere. La moschea è bellissima e per niente frequentata dai turisti. Un’autentica oasi di pace.

Quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi. Siamo scesi dalla collina e di risalire non se ne parla. Urge una pausa e cosa ci potrebbe essere di meglio che una mini crociera sul Bosforo? Il primo battello in partenza è quello della Turyol che in un’ora e mezza arriva fino al secondo ponte e torna. Gita piacevole e rilassante.

Saliamo di nuovo con la funicolare Tunel e passeggiamo tra i negozi di Galata alla ricerca di un ristorantino. In una via secondaria troviamo Nakka Bistrot dove facciamo un’ottima cene a base di meze turche.

Dopo cena ci trasferiamo col tram a Sultanahmet alla ricerca di qualche ultimo ricordo di viaggio.

Il più bello lo troviamo nei giardini della Mosche Blu.

Il Muezzin chiama alla preghiera, uomini, donne, famiglie con bambini, ragazzi e ragazze pregano dentro e fuori la moschea, i minareti illuminati si innalzano verso la luna piena.

Info Pratiche

 

Volo Bologna-Istanbul/Sabiha Gokcen Pegasus Airlines € 120 a/r acquistato a Dicembre

Hotel Sultan Hill € 80 a notte camera doppia con colazione su Booking (ottimo)

Transfer aeroporto/hotel e ritorno con Istanbul Airport Shuttle € 20 a testa (ottimo). Si paga direttamente l’autista

Museum Pass acquistato sul sito internet e recapitato direttamente in hotel 85 LT l’uno (molto utile)

Istanbul Card per mezzi pubblici LT 7 per cauzione poi si ricarica con l’importo desiderato, utilizzabile da più persone

Cisterna Basilica 20 LT a testa

Cerimonia Dervisci Rotanti LT 50 a testa

Turyol per mini crociera sul Bosforo LT 12 o € 5

Viaggi Sicuri assicurazione polizza oro € 16 a testa

Ristoranti

Meshur Koftecisi LT 40 in due (non servono alcolici)

Nakka Bistrot LT 95 in due

 

Pasticcerie

Hafiz Mustafa per pochi euro preparano scatoline di dolcetti tipici e le confezionano sottovuoto per il viaggio

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