Costiera Maya con figli

Dopo settimane di ricerca su internet, televideo e affini finalmente trovo quello che fa per noi… viaggio in Messico, villaggio all inclusive, partenza da Roma e prezzo abbordabile, visto che partiremo in cinque!
Per mio marito e per me questa è la terza volta in Messico, un paese che ci ha affascinato talmente tanto da decidere di portarci anche i figli, almeno nello Yucatan, certo è un po’ poco rispetto al giro che abbiamo fatto due anni fa ma bisogna anche accontentarsi.
Così partiamo martedì 19 aprile con Blu Panorama… non comincia proprio benissimo: il volo ha quasi 6 ore di ritardo in partenza, fortunatamente la signorina dell’agenzia riesce ad avvertirci prima che usciamo da casa e così per lo meno non siamo costretti a ciondolare in aeroporto.

Il volo su un 737/300 abbastanza nuovo fila liscio, anche se l’aereo è pieno come un uovo; arriviamo a Cancun all’una passata , disbrigate le formalità ed incontrato il rappresentante dell’agenzia partiamo per Tulum dove arriviamo li che sono passate le tre.

Il villaggio è il Freedom Paradise, carino , non grandissimo e per fortuna abbiamo le stanze praticamente sulla spiaggia. Alla mezza incontriamo la rappresentante dell’agenzia che ci illustra le escursioni proposte. La ascoltiamo e dopo aver sentito i prezzi decidiamo di fare da soli, visto che da queste parti ci siamo già stati.

Il pomeriggio del 20 aprile prendiamo un tassì dall’albergo e con 60 pesos ci facciamo portare alle rovine di Tulum. Pagati 38 pesos a testa per l’ingresso ci inoltriamo nel recinto archeologico muniti della Lonely Planet grazie alla quale evitiamo il costo della guida.
Il posto è suggestivo, la spiaggia ancora di più, anche se questa volta non si può fare il bagno in quella più bella, in mezzo ai due templi, così scendiamo per una ripida scala sulla spiaggia che sta a destra dell’edificio principale… bagno fantastico!!! Dopo le rovine passeggiamo un po’ per Tulum Pueblo, compriamo una scheda telefonica visto che useremo il telefonino solo per i messaggi, due anni fa dal Messico per chiamare i figli in Italia avevo speso quasi 200 euro in 15 giorni. Alle 7 torniamo in albergo, dove dopo cena ( cucina internazionale, i connazionali già cominciano a lamentarsi e non sono ancora passate 24 ore dall’arrivo! ) assistiamo ad uno spettacolo folcloristico messicano che i tre figli dimostrano di apprezzare molto.

Giovedì 21 aprile, dopo aver trascorso la mattina in albergo a rilassarci, (il mare è bello, non bellissimo), dopo pranzo partiamo per il sito di Coba, che si trova a cica 48 Km da Tulum Pueblo. Il mezzo di trasporto scelto è il taxi 238 di Jorge. che ieri ci ha scorrazzato alle rovine di Tulum e che ci ha chiesto 450 pesos per portarci a Coba, aspettarci 3 ore e riportarci indietro. Mio marito, deliziato all’idea di non dover guidare e pensando ai 40 dollari a testa che ci avevano chiesto, ha accettato con entusiasmo e così eccoci qui tutti e 5 impacchettati nella Nissan di Jorge sulla ruta per Coba. Il sito è bello, non ancora scavato e restaurato completamente, con piramidi che assomigliano più a quelle di Tikal in Guatemala che a Chichen Itza. Ci accordiamo con una guida per 45′ di spiegazioni a 150 pesos, paghiamo l’ingresso di 38 pesos per gli adulti, ( i ragazzi fino a 13 anni non pagano ) ed entriamo. La nostra guida Juan è bravo e spiega tante cose specialmente ai ragazzi che lo ascoltano con attenzione. Finito il giro con la guida affittiamo 5 biciclette al prezzo di 25 pesos l’una e ci addentriamo per i sentieri del sito, sino ad arrivare alla grande piramide, 47 metri e una scalinata sconnessa da fare paura. Al nostro ritorno troviamo il fido Jorge che ci riporta al Freedom.

Venerdì 22 Aprile, oggi si va a Chichen Itza. Jorge ci aspetta puntuale alle 8 di mattina e via verso il sito maya più conosciuto, scenografico e meglio restaurato. L’ingresso costa 88 pesos e dopo aver pagato ci addentriamo. La Lonely Planet si rivela preziosa anche stavolta e così dopo aver scalato il CASTILLO di Kukulcan, visitato il cenote sacro, il Caracol e il campo della pelota, passate quasi 3 ore , torniamo al nostro tassì che ci porta a pranzo. Scegliamo un ristorante a caso nel paese, forse attratti dalla scritta mariscos, comunque il ristorante El Atrio si rivela una buona scelta
e soddisfatti dopo pranzo andiamo a visitare Valladolid, cittadina di impianto coloniale situata vicino Chichen. Torniamo in albergo alle 6.30 in tempo per una sguazzata in piscina e per la cena.

Sabato 23 Aprile. I figli non vogliono lasciare l’albergo, specie dopo la fatica che hanno fatto per smontare le porte di pallanuoto per poi rimontarle sulla spiaggia e dare via a forsennati incontri Italia- resto del mondo. Comunque visto che non siamo proprio un esempio di genitori democratici
li trasciniamo con noi alla spiaggia che si trova dopo le rovine di Tulum. Il tassì ci scarica nel parcheggio della posada El Paraiso e dopo aver dato un’occhiata al mare e alla spiaggia i cuccioli la smettono di rugnare e si godono con noi la giornata.

Domenica 24 Aprile. Abbiamo deciso di trascorrere la mattinata in albergo e di andare a fare shopping oggi pomeriggio a Playa del Carmen. Prendiamo un collettivo sulla carretera e al costo di 25 pesos a testa, con il tassi sarebbe costato 35 dollari, arriviamo a Playa, dove mia figlia si fa subito beccare e si ritrova una testa di treccine, i due maschi cominciano a contrattare magliette, braccialetti, maracas e tutte le paccottiglie simil etniche vi possano venire in mente.
Playa è sempre carina e piena di vita. Quest’anno ho ritrovato la spiaggia che due anni fa era stata mangiata dal mare, anche se mi hanno detto che quest’anno è toccato a Playacar rimanere senza sabbia. Esausti per lo shopping prendiamo un collettivo per Tulum alle 8.30 e torniamo in albergo.In serata c’è uno spettacolo ispirato ai costumi e alle musiche Maya,i ragazzi sono molto impressionati dai costumi di scena che sono bellissimi.

Lunedì 25 Aprile. Oggi si cammina! Mi hanno detto che a pochi km da qui c’è un posto carino chiamato caletta Tan-ka e che ci si può arrivare a piedi via spiaggia. La scarpinata dura quasi 2 ore e le spiagge caraibiche si riempiono di rifiuti mano a mano che ci avviciniamo a Tulum. La caletta non è niente di che, in Puglia dalle mie parti ce ne sono di più belle. Al ritorno i figli pretendono il passaggio in collettivo e per 10 pesos a testa direi che è un affare. Nel pomeriggio ci riposiamo in albergo e scambiamo due chiacchere con gli altri ospiti.

Martedì 26 Aprile. Oggi si torna a casa; per fortuna il volo di Blu Panorama ritarda anche al ritorno, ce lo avevano già detto a Roma e così l’organizzazione ci lascia le camere fino alle 20.00, giusta ricompensa per il tempo perso all’andata, vorrete convenirne con me! Noi ce ne andiamo a nuotare nel cenote che si trova a neanche 1 km dall’albergo, l’acqua è verde smeraldo e c’è un buon ricambio con l’oceano, questa dovrebbe evitare problemi con eventuali parassiti e affini. Dopo un pomeriggio di assoluto relax chiudiamo i bagagli e alle 21.30 veniamo prelevati dal bus del tour operator che ci porta a Cancun. Partiamo con 45′ di ritardo ma arriviamo puntuali a Roma. Fine dell’avventura, anche se non è stata affatto un’avventura ma un piacevolissimo break. Al prossimo viaggio!!!

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