Northern Laos 2015 First Step

Non c’è due senza tre ma, questa volta visiteremo il Nord Laos. Per affrontare questa avventura è necessario tramutarsi mentalmente da farang metropolitano a farang di campagna. Infatti i miei sentimenti laotiani mi spingono a dire con l’incertezza di sempre che, non c’è praticamente quasi niente da vedere. Vorrei precisare meglio il mio pensiero; la natura è bella, diciamo pure che in moltissimi luoghi si respira un’aria primordiale e non contaminata dal turismo e quindi in questo controsenso tutto è  uno spasso da vedere ma, insomma… non può per altri versi certamente competere con altri paesi del Sud Est Asiatico. La cucina non corrisponde esattamente al gusto del mio palato, ma in compenso la birra laotiana scivola via che è un piacere, direi senza meno che è la migliore del continente, questa è cosa buona e giusta. Allora affrontiamo il Paese prendendolo dal suo lato B, quello naturale.

Lo scopo principale è quello di trovare una motivazione sufficiente che giustifichi il ritorno per la terza volta in un Paese come il Laos, in fondo così piccolo e privo di celebrate attrazioni. Seguiremo un itinerario insolito al turismo di massa visitando e pernottando nei villaggi tribali del nord. Per realizzare quanto prefissato noleggiamo una moto enduro, con la quale attraverseremo avanti e indietro il Nord del Paese percorrendo strade per lo più sterrate fino ad raggiungere la frontiera più sconosciuta con la Cina. Saremo assistiti da una guida locale che ci fornirà la logistica necessaria e i pass per ottenere ospitalità nei villaggi.

Itinerario sintetizzato Luang Prabang, Muang Xay, Muang Sing, Phongsali, Yot Ou District-Confine Cina, Muang May,Vieng Kham – Vieng Thong, Phonsavan, Luang Prabang > Casa

Giromappa

La base di partenza è Luang Prabang, la cittadina più turisticamente nota del Laos, vecchio retaggio dell’epoca coloniale. Abbastanza carina e affollata di turisti, non mi soffermerò se non per dire che l’ultima volta l’abbiamo raggiunta via Luang Say navigando una parte melmosa del Mekong, una interessante alternativa per chi è diretto a Luang cercando una divagazione sul tema.

luangsay.com/

Luang Prabang — Muang Sing Km 380 circa Nel tragitto verso la provincia di Luang Namtha — Muang Sing sostiamo nella città di Muang Xai per visitare alcuni villaggi e altri siti naturalistici. Muang Xai è per così dire la città più importante del Nord Laos, capitale del distretto di Oudomxay, posizionata nel bacino del fiume Nam Ko è circondata da foreste e montagne.

Per prima cosa ci rechiamo al Phuuthat Stupa risalente al 14° secolo ma, distrutto e ricostruito più volte a seguito delle varie guerre. Dalla cima del Phou, soprattutto al tramonto si gode di una bella vista su tutta la città e parte della vallata.

A seguire visitiamo la foresta incontaminata di Nam Kad, a mio parere una delle più belle di tutto il Paese. Per giungere in questo luogo bisogna fare riferimento al villaggio di Ban Faen distante circa 25 km da Muang Xai. Dopo aver percorso un tratto di strada impervia e attraversato più volte un fiume si rende necessario posteggiare la moto ed effettuare un breve trekking di circa 20 minuti, dopodiché ci troviamo davanti a una splendida cascata all’interno della jungla. 

Riprendiamo il nostro radar che adesso prevede una sosta nel villaggio di Ban Chom Ong, situato
in posizione a dir poco eccezionale il villaggio è racchiuso a cerchio da una serie di montagne, nella vallata è una distesa di piantagioni di riso.


Pernotteremo in un capanna in Bed and Breakfast.
Da considerare che non esiste la corrente elettrica sebbene l’ospitalità della comunità Khmu che gestisce alcuni bungalow essenziali costruiti con il bambù sia genuina. 
A richiesta servizi esterni di lusso e con supplemento disponibile anche WC and Bidet, l'acqua corrente è garantita dal movimento manuale a secchio Open Air.
I pasti, pur non essendo compresi, si possono consumare con modica spesa al ristorante Bééé and Grééé, che tradotto sarebbe a dire “Pecora e Granocchi ovvero Ranocchi” il tutto accompagnato dalla solita ciotola di riso.

L'aperitivo lo gustiamo al Pub 1972, il locale è posto in posizione strategica nella via principale, 
giusto per osservare e prendere parte alla movida serale.
 


Siamo dunque sempre in Laos, nei pressi di Muang Xai al Bar dello Sport 1972, 
partiamo per questo secondo step di tour attraverso il nord inesplorato. 
Dopo esserci rifocillati a base di scorpioni e scarafaggi presentati in un lettodi riso giallo zafferano e ingurgitato una lunga serie di ottima Beerlao, 
ci apprestiamo a partire verso la prossima meta, Muang Sing.


Alcune ore di tragitto percorrendo una strada che con meraviglia definirei fin troppo facile e siamo a destinazione. Muang Sing Non mi ritrovo nelle descrizioni che avevo letto qua e là su questo simpatico villaggio montano situato nella provincia di Luang Namtha presso i confini con il Myanmar e la Cina. Sarà stata a suo tempo una meta imperdibile come alcuni dicono ma, questa cittadina posta nel Triangolo d’Oro e conosciuta a causa delle le piste che portavano all’oppio, oggi somiglia più che altro a un qualsiasi sonnolento e relativamente moderno luogo di frontiera, dove possiamo trovare di tutto. L’animazione è garantita dai commerci, mentre il folclore locale lo possiamo limitare più che altro al mattino presto, quando alcune tribù scendono a vendere le loro chincaglierie al mercato. Tuttavia è un posto dove gli amanti del trekking potranno vedere le loro soddisfatte le loro aspettative, anche se come vedremo in seguito, da questo punto di vista vi sono località assai più interessanti, o se vogliamo, che possono regalarci quel gusto di avventura che presumo ogni visitatore che viene in Laos desidera.

Ecco fatto, liquidiamo Muang Sing postando alcune mappe locali e togliamoci dalle scatole. Muang Sing – Phongsali  Km 300 Verso l’avventura desiderata Fino a Pak Nam Noi sono circa 250 Km di strada in buone condizioni ed è percorribile con qualunque mezzo, bus compresi. Oltrepassata Pak Nam Noi entriamo nell’inferno o se preferite nell’avventura, dipende dai punti di vista. 

Le strade da qui in poi non sono più definibili tali ma, soltanto sterrati polverosi o fangosi, sempre dipende se viaggiate nel periodo secco o quello delle piogge. Arriviamo a sera a Phongsali, stanchi ma soddisfatti. A questo punto della gita debbo ricredermi e modificare certe mie affermazioni iniziali sui generis laotiane, probabilmente influenzate da precedenti esperienze.

Ognuno naturalmente ha la propria idea di viaggio, di solito quando si pensa allo svago o al relax difficilmente viene alla mente il Laos ma, piuttosto ad esempio candide spiagge caraibiche.

Se invece il divertimento corrisponde anche a un desiderio di coinvolgimento totale nella natura, allora il luoghi che vedremo soprattutto da adesso in avanti sono meta assolutamente indicata.

 

Phongsali è posta a 1400 mt slm ai piedi del monte Phfou Fa, capoluogo del distretto di Nam Ou è la provincia senza ombra di dubbio più inesplorata del Paese. Da notare che possiede un centro storico intatto poiché non è stata coinvolta dai bombardamenti americani. Confina con lo Yunnan, la provincia cinese che tanto per cambiare ne ha incorporato gran parte del territorio e a lato Dien Bien (Vietnam).

A Phongsali si possono svolgere tutte le attività legate al trekking e alla natura, senza dimenticare le escursioni ai vari villaggi tribali. Chi è nato stanco, oppure come nel mio caso con le ruote, consiglio comunque una scarpinata sino alla cima del monte Phfou Fa, a quota 1620 metri. Da qui possiamo godere di una vista spettacolare sulla città, da notare che non ci sono venditori ambulanti o cosiddetti punti di ristoro, pertanto portatevi da bere.

Siamo in Laos? Certamente non nello Yunnan, sebbene le costruzioni ne ricordino lo stile, neppure in Vietnam ma, in un luogo primordiale che potrebbe essere benissimo il Soal. Nam Ou è anche il fiume che a partire da Ban Souanteng presso il confine cinese scorre fino a confluire nel Mekong a Pak Ou, che trovasi a 40 Km da Luang Prabang città. A Sud Est di Phongsali troviamo il porticciolo fluviale di Hat Sa, che funge da base per risalire e scendere il Nam Ou River.

Nam Ou Rver Valley Una sorta di Mekong dei tempi andati, dimenticate Muang Sing, Van Vieng e compagnia, adesso a mio modo di vedere siamo veramente nel cuore della natura come il creatore l’ha disegnata.  Sulle colline sono disseminate le famose Hilltribes, 28 etnie diverse che vivono in alta quota e in modo non meno significativo nei villaggi dispiegati lungo le sponde a Nord del fiume Nam Ou. Siamo nel regno del trekking, ognuno può cucirsi su misura un piacevole itinerario di uno o più giorni nella provincia. Nei d’intorni solo per citare alcuni, ci sono luoghi da visitare come Muang Khua, Boun Neua e il distretto di Boun Tai Nam Lam o più a nord il villaggio delle lepri Gnot Ou dove troneggia il Wat Luang risalente al 1400 sempre naturalmente d.C.

A beneficio del viandante e con il rischio di ripetermi per l’ennesima volta, direi che è tutta la Nan Ou River Valley da scoprire e se non siete motorizzati, un buon modo per farlo è noleggiare un’imbarcazione per due o tre giorni almeno. Dal letto del fiume si possono vivere meravigliose giornate fra vallate, canyon stupendi e natura incontaminata nel vero senso della parola. Se proprio ancora non siete soddisfatti o siete perennemente malcontenti, suggerisco di puntare nel vostro mirino la zona del N.P. Phou Den Din lungo il confine con il Vietnam. Partenza da Ban Tha — Hat Sa pier Ci rechiamo al molo dove ci attende una imbarcazione con la quale daremo inizio a questo piccolo assaggio di avventura laotiana, l’incontro con animali selvatici quali elefanti e Grrrr tigri ci è stato assicurato, ma non lo spero tanto. Phou Den Din è una vasta area montana in parte inesplorata e inaccessibile dominata da vette alte 2000 metri. Dopo alcune ore di navigazione in perfetta solitudine, accompagnati soltanto da un casino di gibboni e aquile volteggianti si rende necessario sbarcare e proseguire a piedi. Altre tre ore di cammino su sentieri sconosciuti e si apre davanti a noi  un’immensa valle circondata da maestose colline, da lontano osserviamo gli elefanti pascolare. Un’altra deviazione a ritroso e arriviamo presso un ponte diroccato, si tratta di una costruzione dell’epoca coloniale francese adesso in disuso e che non ho coscienza a che cosa poteva servire considerato che siamo nella Jungla.

Ci accampiamo per la notte proprio di lato. I nostri amici dopo aver preparato il campo accendono un fuoco che verrà alimentato per tutta la notte. La sensazione è quella di vivere nella realtà un film già visto, anche bello ma, non ho dormito un minuto per via dei cosiddetti rumori della foresta, che per inciso non erano cinguetti notturni di passere. Al mattino ci indirizziamo verso Ou Pax, un posto dove in teoria dovremo riuscire a vedere, sempre in lontananza, una rara specie di tigre, in realtà numerosi sono i check point militari che comunque ci impediscono di proseguire. Meglio così, mi sento sollevato e non vedo l’ora di tornare a Phongsali e rientrare in possesso della mia bestia da enduro.

Nell’organizzare questa gita è vivamente consigliato munirsi di una o meglio due guide autorizzate e bene armate, che provvederanno al vostro sostegno con tende da campeggio, cibo e Beerlao ma, soprattutto veglieranno sulla vostra incolumità.

Nella spedizione oltre le guide sono da considerare i portantini e una imbarcazione, non spaventatevi per i costi, i prezzi sono bassissimi e il conto si paga in Kip, mentre le mance obbligatorie sono in dollari,  proseguiamo nella Nam Ou Rver Valley.

Phongsali addio

Destinazione linea di confine Laos -Cina
Phongsali – Yot Ou   Km 135 – Yot Ou – Ban Souanteng – Frontiera Yunnan  Km 50

Il nostro viaggio adesso si snoderà sulla via delle Hilltribes a nord del Nord Laos, lungo il solo percorso possibile su terra, che porta direttamente in Cina.

 

Con la moto affronteremo lo sterrato che si sovrappone quasi letteralmente al fiume Nam Ou, attraversando foreste primarie che senza tema di smentita sono rimaste come erano  secoli scorsi. Chi lo desidera, a titolo informativo, potrebbe decidere di affrontare questa avventura via fiume, in questa ipotesi sarà necessario noleggiare per tempo una imbarcazione corredata di vogatori e attrezzatura da campeggio, in alternativa chiedere ospitalità preventiva nei villaggi tribali, è questo che noi abbiamo programmato…  Dopodiché non dovremo fare altro che tornare sui nostri passi e scendere a ritroso a sud  sul lato opposto verso il Vietnam e quindi per grandi linee dirigerci in direzione di  Ponsayan – Luang Prabang dove abbiamo un volo prenotato su Bangkok. Più o meno a spanne ancora Km 1300 di strade polverose. Mi chiedo se veramente riusciremo a essere all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco. Un’altra avventura, la  prossima.

Pin It

Lascia un commento

Commenta con Facebook