(A part of) Croatia on the road

Ho poco tempo (una settimana), non ho prenotato nulla: dove vado?
Ho la fortuna di avere una parte della mia famiglia che vive a Fiume e mi sono detta “Perchè non ritornare in quei posti che mi erano tanto cari da bambina?” e così 15 anni dopo ritorno in Croazia trascinandomi anche il mio fidanzato.
Avevamo, appunto, una casa a Fiume e quindi il nostro giro si è concentrato tra Istria, Quarnaro e una puntatina a Zagabria e alla Dalmazia Settentrionale.
Per quanto riguardo i mezzi di trasporto, siamo partiti con la macchina dall’Italia (controllate i documenti richiesti su internet) e senza alcun controllo siamo arrivati dopo circa 3 ore in terra croata.

Come ho già scritto, avevamo la base a Fiume e solo sette giorni che sono sicuramente pochi per visitare tutta la stupenda Croazia.

Abbiamo dedicato un giorno a vedere la costa che va da Moscenika Draga (la spiaggia è molto affollata ma l’acqua è così cristallina che quando si sale su non ti accorgi nemmeno che sei stato tutto il giorno in acqua) a Bserc. Brsec è un posto meraviglioso, poco distante da Moscenika, si raggiunge con la macchina con non poca difficoltà. Le strade sono molto ripide e strette ma la spiaggia che si vi presenta davanti è meravigliosa. Una caletta naturale tra le rocce, l’acqua che cambia colore praticamente una decina di volte. Il mare in Croazia è bellissimo proprio perchè non hai quella sensazione di sale attaccata addosso e puoi restare in acqua praticamente ore senza stancarti mai.

La sera abbiamo visitato Volosko che è una piccola frazione di Opatjia (abbiamo mangiato in un ristorantino molto spartano chiamato “Ribarnica Volosko”, una frittura mista di pesce squisita per 11 euro a testa compreso di bibite!!) che è, fondamentalmente, un pittoresco villaggio di pescatori ed è collegato alla più grande e viva Opatjia tramite un lungomare lungo circa 2 KM che potete tranquillamente percorrere a piedi. Opatjia non è consigliata per le spiagge assolutamente che sono tutte artificiali e affollatissime ma è, sicuramente, un grande centro dove si concentra il turismo estivo pieno di locali, bar, ristoranti, alberghi e discoteche.

Il secondo giorno siamo andati a Pola ma prima di visitare la città abbiamo fatto il bagno a Capo Kamenjak (RT Kamenjak in Croato). E’ una riserva naturale protetta enorme e si trova esattamente sulla punta dell’Istria. Si entra con la macchina pagando il biglietto. Sfortunatamente non ci sono delle chiare indicazioni che ti indichino dove ci sono le spiagge o i parchi da vedere. Noi siamo andati un po’ a caso ma siamo stati fortunati in quanto siamo arrivati su questa spiaggia rocchiosa semi-deserta (ci sono anche spiagge sabbiose nel parco per chi le preferisce). L’acqua era meravigliosa e bastava buttare l’occhio per vedere tantissimi pesci diversi. Vi consiglio di indossare le scarpette perchè c’erano tantissimi ricci.
La città di Pola è davvero carina. C’è l’anfiteatro romano che, ovviamente, non ci sorprende mica tanto (nulal a che vedere con il più famoso Colosseo). La presenza romana si percepisce molto. Ci sono ancora scavi, mosaici riportati alla luce e templi che vi saranno sentire a casa in quanto l’architettura è molto simile alla nostra. Le vie sono molto colorate e piene di gente. Nel complesso, un pomeriggio di passeggiata ne vale sicuramente la pena.

Il terzo giorno abbiamo visitato l’isola di Krk. Questa è un’isola collegata alla terraferma tramite un ponte e tutta la strada che da Fiume porta all’isola è panoramica ed è bellissima. Insomma, appena potete fermatevi a fare qualche scatto dall’alto. La città di Krk non offre molto. Un comune lungomare pieno di alberghi e ristoranti e un centro molto piccolo e vivo data la forte presenza di turisti. Per quanto riguarda la spiaggia non siamo andati alla famosissima Baska proprio perchè la guida stessa ci avvisava della folla che si riserva su questo spiaggione e abbiamo deciso di avventurarci nella più selvaggia Stara Baska. Per andare su queste calette nascoste bisogna parcheggiare la macchina sulla strada e attraversarla, superare il guard rail e scendere tra le rocce (non c’è alcun sentiero quindi state attenti). E’ una faticata ma ne vale davvero la pena. Non si sente volare una mosca, le spiagge sono deserte e l’acqua è cristallina. Stara Baska è un vero paradiso. Sono stata contentissima della scelta fatta proprio perchè, andando dopo a dare un’occhiata a Baska, ci siamo accorti della folla improponibile riversata sulla spiaggia e sono stata felicissima della mia scelta un po’ asociale  :-D

Il quarto giorno è stata la volta di Parenzo e Rovigno. Siamo andati in spiaggia spingendoci 6 km oltre Parenzo (dove ci sono tutti i campeggi) e camminando un bel po,’ per superare i lidi turistici, siamo arrivati in questa spiaggia rocciosa deserta. Faceva caldissimo ma addirittura sotto l’ombra degli alberi tirava un vento fresco. Sarei stata lì tutta la giornata!
Parenzo è una città carina, nulla di più. Centro storico normalissimo, casette colorate. Quello che vi consiglio di mangiare in Istria è il gelato: è buonissimo! Tutta un’altra storia per Rovigno che è bellissima. La città vista da lontano sembra una cartolina. Preparatevi a camminare perchè è tutta in salita ma arrivati in cima, dove si trova la Chiesa di Sant’Eufemia, vi godrete un bellissimo panorama (al tramonto poi, ancora meglio). Per arrivare su dovrete passare tra tanti vicoletti che si affacciano sul mare, negozietti tipici e ristorantini praticamente in spiaggia. Rovigno è veramente una bella città di mare a cui non manca nulla. Tornando ci siamo fermati a mangiare presso il Canale di Leme, al ristorante “Viking” che è un ristorante famoso perchè in tutta la zona del canale si allevano conchiglie e frutti di mare e in effetti la qualità era ottima. Ve lo consiglio assolutamente perchè il cibo è ottimo, le porzioni abbondanti, il personale gentilissimo e non è per nulla caro.

Il quinto giorno finalmente è la volta dei laghi di Plitvice o anche conosciuti come il posto più bello del mondo. L’entrata al parco è sui 20 euro che, considerati i prezzi croati, non è pochissimo ma capirete subito perchè. Il parco è enorme e infatti ci sono delle barche che puoi prendere gratis per spostarti da una riva all’altra. I laghi sono di un blu sorprendente. Noi non abbiamo fatto il percorso turistico e siamo saliti su una collina dove abbiamo visto tutto il panorama e le cascate dall’altro poi, scendendo tramite un sentiero, siamo ritornati al punto di partenza dal basso passando accanto alle cascate che sono altissime. Potrei parlare per ore di tutti i pesci visti, delle acque del lago e dei boschi ma vi lascio le foto che sicuramente vi faranno capire meglio quanto sia bello quel posto.

Sesto giorno è la volta di Zagabria. Con Zagabria è stato amore a prima vista. La città è stupenda. Abbiamo visitato il Kapitol, il Duomo, la parte vecchia che è la più bella. Ci sono tutti i vecchi palazzi dove abitavano i nobili ed è una zona elegantissima. La chiesa di San Marco è bellissima e unica nel suo genere. Sul tetto ci sono due simboli ed è particolarissimo.  Le strade sono larghissime e molto eleganti. La piazza centrale è grandissima e piena di negozi. Si vede la differenza con le altre città dato che è la capitale. Zagabria mi è sembrata una città dinamica, viva, la gente non si ferma un attimo.

L’ultimo giorno l’abbiamo dedicato a Fiume. Come tutti sanno, Fiume è una città particolarissima per la sua storia. Prima italiana, poi della Jugoslavia, ora della Croazia. A Fiume si respirano tante culture diverse che, non sempre, sanno convivere tra di loro. Dal punto di vista architettonico, la differenza è evidente. La parte “tedesca” ha un’architettura molto “autriaca” per intendersi mentre quella italiana è di chiaro stampo fascista. Proprio sulla cultura italiana a Fiume bisogna spendere due parole. I Fiumani DOC, sopratutto i più anziani, sono attaccatissimi all’Italia e a tutto ciò che italiano. Esistono le scuole italiane, corsi di lingua italiana, i teatri e i cinema che tengono opere italiane. Questa cosa mi ha colpita molto. Pensavo fosse una peculiarità della mia famiglia che, comunque, ha tanti parenti in Italia e, invece, mi sono accorta che è un affezione comune. Siamo anche arrivati fino alla cima del Monte Maggiore (con la macchina però!) dal quale, con il tempo a favore che è di solito subito dopo la Bora), si riesce a vedere anche Venezia. Purtroppo faceva troppo caldo e non si vedeva molto ma era comunque un posto suggestivo e sopratutto potevi ripararti per qualche ora dai 40 gradi che c’erano giù.

Vi lascio le foto che, come dico sempre, spiegano molto meglio la bellezza della Croazia:

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