Le mie magnifiche Azzorre

Le mie magnifiche Azzorre: Sao Miguel – Flores – Pico

La macchina a noleggio è indispensabile; sono amatissime da chi fa trekking; non sono adatte per vita di mare (l’Atlantico è freddo). In tutte le isole ci sono :

-sentieri con indicazioni molto precise per raggiungere luoghi (panorami bellissimi in mezzo ai boschi o lungo i dirupi che costeggiano l’oceano)

-whale watching per avvistamento balene (se si ha fortuna solo capidogli nella stagione estiva) e delfini

-centri di immersioni

dovunque si mangia bene e non si spende molto (sia carne che pesce) e la pulizia -sia lungo le strade che nelle aree pic-nic (con tavolini e panche di legno, barbeque, servizi igienici)- è molto curata.

Sao Miguel è detta l’isola verde.

La sua capitale Ponta Delgada è una cittadina che potrebbe definirsi quasi di tipologia europea. Bel centro storico di architettura portoghese (imponente la chiesa di Sao Sebastiao con il portale di pietra bianca e nera)con baretti e ristorantini sul lungomare, dove si possono gustare piatti tipici locali oltre a pizze e panini. La città è ben servita dai mezzi pubblici. L’isola è molto bella con i suoi laghi (Lagoa Verde/Azul, Lagoa do Fogo, Lagoa de Santiago, Lagoa das Furnas -con la caldeira- e molti piccoli altri, tra cui Lagoa do Canario con l’aquedotto e Lagoa de Sao Bras pieno di paperette che vi corrono incontro); le pittoresche cittadine (Ribeira Grande, Vila Franca do Campo) con le loro chiesette particolari, i vicoli, le casette bianche e i piccoli porticcioli; le piscine naturali (bella quella di Mosteiros con i suoi faraglioni e la spiaggia di Ferrarias con le sue acque termali); le baie (spettacolare quella de Santa Iria); le piantagioni da the (Cha Gorreana è una fabbrica dove è possibile gustare e acquistare vari tipi di miscele); i parchi naturali (Caldeira Velha con sorgente di acqua calda e sulfurea o Ribeira dos Caldeiroes con bellissima cascata e mulino); i miradouri (tra cui Pico do Carvao che offre una splendida vista che spazia sulle due coste e Vista do Rei dove si ammirano i due laghi Verde e Azul sulle cui sponde sorge Sete Cidades); le strade (sia principali/costiere che dell’entroterra) tutte bordate di ortensie e ….. le mucche (tantissime) che pascolano libere ovunque, nelle immense distese di prati e colline. L’abbiamo girata quasi tutta quest’isola, ad escusione di Nordeste. Ecco quindi un buon motivo per tornarci.

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Flores la più occidentale, è una delle più piccole.

E’ deliziosa ed i suoi pochissimi abitanti sono gentilissimi. Dicono che racchiuda in scala tutte le particolarità che caratterizzano ognuna delle altre isole. E’ chiamata l’isola delle cascate, che si trovano ovunque (la più famosa Poco do Bacalhau (Ribeira Grande) ha un salto di 100 metri e Poco das Patas/Poco da Lagoinha è una meraviglia nascosta in un bosco, ricca di cascate, che da verdissime alture, finiscono in un laghetto). Purtroppo è varia non solo nei paesaggi ma anche nel clima, nell’arco della giornata si alternano: nebbia, pioggia, sole, vento, freddo e caldo; quindi può capitare -come è successo a noi, pur provandoci spesso- che in quattro giorni, inoltrandoci nell’interno (Morro dos Frades e Caldeiras Funda e Rasa) alla ricerca dei laghetti non si riesca a vedere nulla, oltre al cartello d’indicazione, per via della coltre di nebbia fittissima. L’unico che abbiamo visto è Lagoa do Lomba circondato da ortensie. L’isola è ricca di fiori coloratissimi, di lagune, baie (molto bella quella di Alogoa); piscine naturali (la migliore è quella di Santa Cruz); alture (Rocha dos Bordoes vicina a Mosteiros, Morro Alto -ottima la vista anche da Pico da Casinha-); strapiombi (Pico do Media Dia -prima di Ponta Delgada che si estende su un tavolato sopra un’insenatura con piccoli isolotti- domina tutta la parte nord dell’isola); scogliere (vista dal Miradouro do Portal), spiagge (Faja Grande -davanti all’oceano, le cui onde si infrangono contro una nera scogliera lavica frammentata da cespugli e alle spalle di una montagna da cui scendono cascate fra migliaia di ortensie-, Lopo do Vaz  molto caratteristica per la sua sabbia nera è immersa in verdissime praterie); vecchi mulini (Fazenda); fari (Farol de Albarnaz a nord dell’isola ha una vista mozzafiato sulle scogliere battute dal vento a strapiombo sull’oceano); cittadine (La Ponta, piccolo villaggio a Faja Grande con le sue casette in miniatura, quasi tutte in pietra, inserite in una folta vegetazione e Santa Cruz con la sua cattedrale al cui interno si celano statue della crocefissione a grandezza naturale, e Fajazinh e Lajes i cui abitanti stanno seduti sugli scalini delle case bianche o colorate o in pietra a chiacchierare per ore); e solite … mucche.

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Pico l’isola nera.

Il suo suolo nella maggior parte è costituito da basalto in ricordo delle numerose eruzioni. Deve il suo nome al monte (vulcano) Pico che domina ovunque. E’ patrimonio dell’Umanita dell’Unesco per i suoi vigneti (Criacao Velha, Piedade) che crescono tra le pietre laviche e i bassi muretti. Anche alcuni villaggi hanno case in pietra nera (Cachorro – con le sue piscine naturali-, Cabrito, Lajido e Arcos), mentre altre cittadine turistiche (Lajes, Ribeiras, Santa Cruz -dove abbiamo visto delle coltivazioni di banane-) hanno casette bianche con imposte colorate di blu o giallo, o tutte bianche e nere (Madalena). Panorami indescrivibili sia all’interno che lungo le strade costiere: un’alternanza di asperità e vegetazione rigogliosissima. I laghi (do Capitao, Caiado; Rosada, Pelxinho, do Paul) non ci sono sembrati scenografici (carino Lagoa Seca) come quelli di Sao Miguel, ma in compenso le strade percorse (sempre circondate da ortensie) per raggiungerli offrivano delle bellissime vedute sull’isola di Sao Jorge e sulle verdi alture popolate da mucche. Anche qui ci sono parecchie piscine naturali (Lajas das Rosas, Nesquin, Lajes, Porto das Baixas); baie (Das Canas ospita una spiaggetta nera molto carina); possibilità di whale watching e immersioni (squali pelagici, mante, delfini e altre meno impegnative). Interessanti sono il museo del vino a Toledos e quello delle balene a Lajes, nelle cui vicinanze si trova un punto di avvistamento e vecchie fabbriche per la lavorazione della carne, del grasso e delle ossa di questi cetacei. Purtroppo non siamo riusciti a vedere la Grutas das Torres per le troppe prenotazioni, ma anche la piccola Furna de Frei Matias, un tunnel di lava, dove la poca luce fa crescere dei licheni, ci ha entusiasmato. I mulini sono presenti in molte parti dell’isola (molto colorato quello di Sao Joao) cosi come i fari (Sao Mateus, Madalena. L’unico attivo visto è quello di Ponta da Ilha -che sorge su una scogliera di lava nera-). La salita al monte Pico è molto bella perchè permette di vedere tutta l’isola e quelle vicine sotto le nuvole. Si percorre fino al rifugio (1200 metri) in auto e poi muniti di attrezzatura da trekking fino alla cima dei suoi 2351 metri. Questa escursione richiama molti turisti anche dal nord europa.

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