Barcellona: genio e fantasia di Gaudì, luci e colori della Rambla

Barcellona ci mancava tra le grandi città europee da vistare e abbiamo finalmente colmato questa lacuna. La partenza è fissata per il 9 settembre con un volo Ryanair da Bergamo. Il volo è velocissimo, in un’ora e quindici minuti atterriamo a El Prat, il moderno scalo a una ventina di chilometri dal centro. In aeroporto ritiriamo le tessere Hola BCN, acquistate on line per utilizzare illimitatamente i trasporti locali per tre giorni e ci dirigiamo subito verso la stazione ferroviaria all’interno del terminal 2B per prendere il treno che ci porterà in centro. Pochi minuti di attesa e siamo già sul treno che in venti minuti ci porta alla stazione Sants, dove poi prendiamo la metro L5 che, con altre quattro fermate arriva alla nostra destinazione, l’Hotel Ibis Barcelona Centro.

Il nostro alloggio è una struttura essenziale in stile Ibis. In due adulti e una bambina (che dorme nel letto aggiunto) la stanza diventa molto piccola, comunque hotel è pulito e molto comodo. La Sagrada Familia è a 10 minuti a piedi e ci sono due linee della metro che in altri 10 minuti portano in centro. In complesso ci siamo trovati bene e mi sento di consigliare questo hotel anche per il rapporto qualità prezzo, avendo speso molto meno rispetto ad altri alberghi del centro.

Sagrada Familia

Il tempo di posare i bagagli e siamo già in movimento verso il centro. La fermata della metro è proprio sotto la Sagrada Familia e ammiriamo per la prima volta la grande maestosità di questa opera ancora incompiuta, ma incredibile per i tanti particolari in ogni punto e in ogni guglia della cattedrale. Scendiamo a Passeig de Gracia e da lì andiamo a piedi verso il fulcro della città. In pochi minuti siamo a Piazza Catalunya, la grande piazza centrale con due immense fontane che la sera si trasformano con giochi di luci e colori. A un lato di Piazza Catalunya inizia la Rambla, la lunga via pedonale delimitata da alberi è sempre pienissima di gente a ogni ora del giorno e della notte. Ai lati del viale ci sono tante bancarelle, prima di souvenir, poi di fiori, poi di gelati o snack e nella seconda parte tanti ristoranti turistici pieni di gente che mangia a qualsiasi ora. Poi tanti artisti di strada, venditori ambulanti, insomma un continuo pullulare di gente di ogni genere e nazionalità.

A metà circa della Rambla, sulla destra ci fermiamo per entrare nel caratteristico mercato della Bouqueria, un insieme di stand coloratissimi che propongono soprattutto frutta fresca, frullati, caramelle e dolciumi, ma anche carne, pesce, prosciutti e verdura. Anche qua la folla è immensa ed è difficile muoversi senza urtare o essere urtati da qualcuno, ma è davvero un luogo caratteristico, è facile lasciarsi trasportare tra i colori, gli odori e i sapori che escono dai vari banchetti che vengono allestiti ogni giorno.

Bouqueria

Per ora decidiamo di non comprare nulla, promettendoci di tornare e continuiamo sulla Rambla il percorso che porta fino al mare. Alla fine della Rambla riprende il traffico e nella piazza tra il porto e la Rambla si trova il grande monumento dedicato a Cristoforo Colombo, la cui statua si erge a 60 metri di altezza sopra una grande colonna di ferro.

Un po’ stanchi arriviamo al porto di Barcellona e decidiamo di fermarci su una panchina della Rambla de Mar, una piccola via molto ben tenuta proprio sul lungo mare dove sono ormeggiati grandi yacht e imbarcazioni di ogni genere. Camminiamo ancora un po’ sul lungo mare per fermarci ancora qualche minuto in un prato preso da assalto dai tanti turisti. Oramai è parecchio tempo che camminiamo ed è venuta ora di cena, siamo anche molto stanchi quindi non abbiamo voglia di cercare qualche locale che ci eravamo annotati e entriamo in un affollato ristorante di tapas, il “Tapa Tapa” proprio di fronte al porto. Prendiamo una porzione di paella di mare per due e crocchette di patate. Dopo esserci riposati riprendiamo un breve cammino nelle vie del centro prima di tornare in hotel. Per il primo giorno il nostro assaggio di Barcellona lo abbiamo fatto.

Parc Guell

La mattina del secondo giorno abbiamo prenotato on line la vista al Parc Guell, il grande parco con tanto verde, ma soprattutto con le opere scultoree di Antoni Gaudì sparse in tutta la zona centrale del parco, che da qualche anno è diventata a pagamento. Il parco, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco è praticamente un museo a cielo aperto con tante opere che spuntano tra un albero e l’altro. Purtroppo la brutta sorpresa è che ci svegliamo con la pioggia. Abbiamo prenotato l’ingresso alle 10.00 e non si può fare nulla per spostarlo, quindi ci armiamo di ombrellino e partiamo sperando che smetta di piovere. Per arrivare al grande parco, praticamente una cittadina dentro la città, arriviamo a Passeig de Gracia e poi decidiamo di prendere non la metro, che arriverebbe sul lato ovest del parco, con ancora una buona camminata da fare in salita, ma il bus numero 24 che porta sul lato est del parco, nel punto più in alto, per poi percorrere i vari sentieri verso la zona monumentale tutti in discesa. Scesi dal bus entriamo nella zona libera del parco e purtroppo piove ancora. Il panorama che si dovrebbe ammirare dall’alto della collinetta in cui siamo lo possiamo solo intravedere perché il cielo è tutto coperto. Per entrare nella zona monumentale ci sono diversi varchi, gli addetti sono molto rigidi e non fanno entrare prima dell’orario stabilito (per noi erano le 10.00). Finalmente entriamo e ci ripariamo sotto un grande colonnato che ripropone i temi di un tempio greco. Per fortuna smette di piovere e finalmente possiamo girare nella zona monumentale e ammirare tutte le splendide opere di Gaudì. Soprattutto le due case che sembrano uscite da una fiaba o create per un cartone animato, piene di vetri colorati, mosaici e colori sgargianti. Si può entrare (facendo una coda di qualche decina di minuti) per ammirare anche gli interni, fatti di pareti irregolari, tanti colori e tanta luce che entra delle finestre, nel pomeriggio ammireremo lo stesso stile nella casa Battlò.

Parc Guell

Tra le case e il colonnato c’è una grande scalinata che porta fino alla fontana a forma di salamandra realizzata con tanti mosaici colorati. Nella piazza principale del parco innumerevoli mosaici appaiono in ogni angolo rendendo la zona piena di colore e luci. Parc Guell si gira bene perché vengono ammesse solo 400 persone alla volta, per questo è utile prendere il biglietto on line, altrimenti c’è il rischio che l’ingresso sia possibile solo molte ore dopo l’acquisto del biglietto. Facciamo un ultimo giro tra le viuzze del parco e poi usciamo dal lato ovest e, ci dirigiamo in una ripida discesa verso la strada che porta alla metropolitana.

Parc Guell

Proprio mentre stiamo camminando riprende a piovere, per ora sono solo poche gocce, ma quando usciamo dalla nostra fermata della Sagrada Familia troviamo il diluvio universale. Visto il tempo instabile, avevamo già deciso di tornare in hotel a mangiare i panini che avevamo comprato per un pranzo veloce, ma per fare il breve tragitto tra l’uscita della metro e il nostro hotel ci inzuppiamo completamente tanto che dobbiamo assolutamente cambiarci i vestiti.

Passano un paio di ore e il diluvio sembra non smettere. Non volgiamo perdere altro tempo in hotel e decidiamo allora di andare a visitare la più importante casa realizzata da Antoni Gaudì, Casa Battlò. Anche in questo caso per evitare le code abbiamo già acquistato il biglietto on line (in questo caso non bisognava indicare il giorno e l’ora della visita). Prima di entrare nella casa, commissionata a Gaudì dall’industriale Battlò ai primi del novecento, ammiriamo la facciata esterna, dalle forme originali e assolutamente particolari. Balconcini con finestre colorate si affacciano in mezzo a linee sinuose delle pietre arenarie che costituiscono la gran parte della facciata.

Entriamo e abbiamo una videoguida su un tablet che offre una serie di contenuti multimediali e effetti ottici particolari oltre alla solita spiegazione delle varie stanze che si stanno visitando. I particolari dalle forme incredibili sono tantissimi, dalle porte, alle finestre, ai soffitti, ai tanti accessori che spesso ricordano le onde del mare e comunque in ogni stanza c’è un grande senso di movimento, di luce e di vita. Compresa nella visita c’è l’accesso ad un piccolo chiostro che permette di notare altri particolari della facciata esterna e, a noi, porta la gradita sorpresa che nel frattempo è smesso di piovere. Dopo un’oretta abbondante finiamo la visita di Casa Battlò, un posto veramente straordinario, unico nel suo genere.

Casa Battlò

Ripartiamo verso il centro e, come ci eravamo promessi torniamo alla Bouqueria per prenderci una macedonia di frutta fresca e un frullato, veramente ottimi e economici.

Siamo un po’ in ritardo, per la pioggia, sulla tabella di marcia prefissata, ma facciamo ancora in tempo a visitare la Cattedrale di Barcellona, dedicata a Sant’Eulalia. Per arrivarci attraversiamo il Barrio Gotico, quartiere centrale, parallelo alla Rambla, un insieme di viuzze pedonali strette e tortuose piene di negozietti di ogni genere, da quelli delle grande marche, ai piccoli laboratori artigianali.

La Cattedrale gotica ha la facciata molto imponente, l’interno è molto spoglio, con tanta luce che entra. Si può visitare un bel chiostro con le oche che per tradizione “fanno la guardia” alla tomba di Sant’Eulalia, custodita nella Cattedrale.

Cattedrale

Il pomeriggio è ormai passato, come è passata per fortuna la pioggia, così possiamo rispettare il nostro programma che prevede per la serata del giovedì lo spettacolo della Font Magica.

La Font Magica è una fontana situata in Placa Espanya, che, in estate, dal giovedì alla domenica sera, si trasforma in uno spettacolo di musica, luci e colori. Il primo spettacolo è alle ore 21.00. Sapevamo che ci sarebbe stata molta gente, quindi abbiamo deciso di andare a cenare in zona. La soluzione più semplice è quella di cenare in uno dei tanti ristoranti dentro il centro commerciale Arenas, che dista solo un breve viale dalla zona della “fontana magica”. Tra l’altro l’Arenas è molto più di un moderno centro commerciale, perché è stato ricavato dalla storica Arena, dove si svolgevano le Corride, ora vietate in Catalogna, quindi un posto comunque da vedere almeno dall’esterno perché ha ancora la caratteristica classica delle arene spagnole.

Per cenare quindi decidiamo di andare da Gustos BCN, una catena specializzata in cibo mediterraneo e prendiamo la paella cotta sul momento, tre paelle diverse per poi dividercele. Cena economica di discreta qualità. Appena dopo cena basta seguire l’immensa folla per trovare la direzione giusta verso le fontane magiche. E’ davvero una moltitudine di gente che si avvia verso placa Espanya, i posti nella gradinata attorno alla grande fontana sono tutti occupati, ma c’è tantissimo spazio attorno che non abbiamo difficoltà a trovare uno spazio con una buona visuale in attesa che inizi lo spettacolo.

Font Magica

Lo spettacolo, gratuito, ripaga ampiamente l’attesa. E’ tutto un susseguirsi di emozioni di musica, luci, colori e giochi d’acqua che sembra danzare entrando in sintonia con il ritmo della musica. La mezz’ora di spettacolo vola via velocissima, decidiamo di tornare senza assistere agli altri spettacoli seguenti anche per evitare la moltitudine di gente che poi tornerà verso il centro. Siamo stanchissimi e, prima di rientrare in hotel ci fermiamo solo a prendere un gelato vicino alla Sagrada Familia, che ammiriamo con le luci della sera.

Il terzo giorno è quello dedicato alla Sagrada Familia. Anche qua abbiamo prenotato on line (indicando giorno e ora) l’entrata e con questo abbiamo saltato la coda di ore che si forma soprattutto al pomeriggio. L’ingresso è alle 9.30 e siamo puntuali davanti all’apposito ingresso per le prenotazioni fatte on line. La coda è breve ma ancora una volta all’improvviso inizia a piovere. Mi bagno un poco nell’attesa di ricevere le nostre audioguide, prenotate assieme all’ingresso, ma per fortuna sarà l’ultima pioggia della vacanza a Barcellona e comunque durerà solo pochi minuti.

Sagrada Familia

Appena entrati nella imponente cattedrale si viene assaliti da un senso di immenso, di fantastico, di un qualcosa difficile da descrivere a parole, è una sensazione di essere catapultati in un mondo parallelo, fiabesco, le pareti e i soffitti nascondono in ogni angolo un particolare diverso dall’altro. Prima ancora di iniziare a seguire il percorso consigliato dall’audioguida, decidiamo di sederci e fermarci ad ammirare tutto quello che si vede attorno a noi.

L’ora che ci mette l’audioguida per spiegare i vari particolari scaturiti dal genio di Gaudì passa molto velocemente, così come la visita al piccolo museo annesso, ma decidiamo di restare ancora all’interno della Basilica soprattutto per ammirare da vicino i tre grandi portali della facciata della Passione, della Natività e della Gloria con tutte le sculture che sembrano prendere sembianze reali quando ti avvicini per vederle meglio. Non vorremo mai uscire da questo spettacolo meraviglioso, ma ci attendono altre attrazioni di Barcellona, visto che è l’ultimo giorno di vacanza e quindi dopo un ultimo giro all’interno, dopo almeno un paio di ore di visita, usciamo davvero entusiasti della visita.

Sagrada Familia

Usciti dalla Sagrada Familia, prendiamo un vialetto dedicato a Gaudì che porta dritto con una camminata di una decina di minuti in una leggera salita al prossima meta che ci siamo prefissati, il Recinto modernista di Sant Pau, l’antico ospedale di Barcellona.

E’ una grande struttura in cima ad una collinetta, non notissima nei classici percorsi turistici, ma merita sicuramente una visita, per i padiglioni molto particolari, tutti decorati con mosaici in stile modernista. Tutto il complesso ora è in restauro e diventerà un grande museo. In questo periodo sono accessibili sono tre padiglioni, il principale è quello dell’amministrazione pieno di sculture e arazzi splendidi.

Finalmente ritorna il sole e possiamo fare il nostro veloce spuntino per pranzo all’aperto sempre nel piccolo parco attorno alla Sagrada Familia, prendiamo delle fantastiche brioche da Dino Pan nella piazza Sagrada Familia e poi siamo pronti per ripartire verso il centro.

Ci resta da vedere, solo all’esterno, per ragioni di tempo, l’altra importate casa progettata da Gaudì, casa Milò, detta anche La Pedrera. Arriviamo rapidamente in Passeig de Gracia e la raggiungiamo a piedi in pochi minuti. Solita facciata molto particolare dalle forme strane e irregolari, meno colori e mosaici di casa Battlò ma certamente anche questa non passa inosservata.

A piedi raggiungiamo ancora piazza Catalunya, fulcro di Barcellona e iniziamo a trovare molta più gente del solito (che pure è tanta), buona parte delle persone che animano la piazza principale di Barcellona non sono turisti, ma catalani con tanto di bandiera al collo e maglietta celebrativa, sono tutti qua per manifestare in favore dell’indipendenza catalana. Da questo momento in poi la città diventerà un mare di bandiere catalane, indossate da grandi e piccoli, in una invasione pacifica che non ha causato particolari disagi ai tanti turisti, tranne mezzi di trasporto più affollati del solito.

Dopo una sosta all’Hard Rock Cafe per prendere la classica maglietta, ripercorriamo la Rambla e ci facciamo tentare dal comprare qualche souvenir e dal prenderci un enorme gelato in una bancarella gestita da italiani.

Dopo la sosta per la merenda ripartiamo verso al visita delle altre due chiese che ci eravamo prefissati di vedere, la prima è Santa Maria del Mar, una grande chiesa gotica nel centro di Barcellona, dedicata a tutti i marinai che la visitavano e pregavano prima di partire. Anche questa chiesa è caratterizzata da una facciata massiccia con un grande rosone centrale e da ampi spazi al suo interno, separati da grandi colonne e archi a tutto sesto.

Santa Maria del Mar

Ultima chiesa che vogliamo visitare è Santa Maria del Pi, poco lontano, sempre nel quartiere gotico. Il nome deriva dalla grande pianta di pino nel piazzale antistante la facciata principale. La facciata è caratterizzata da un grande rosone centrale e all’interno ci sono molti spazi vuoti, ma sono visitabili anche la cripta e la sala dei tesori, oltre a un piccolo chiostro all’aperto.

Santa Maria del Pi

La visita a queste due chiese non porta via molto tempo e quindi possiamo anche andare a fare un giro al mare, nella spiaggia di Barcelloneta. Il tempo è migliorato, c’è un po’ di sole e quindi è piacevole fare la passeggiata sul lungo mare accanto ai tanti yacht ormeggiati. In spiaggia c’è molta gente, qualche coraggioso fa anche il bagno anche se l’acqua sembra piuttosto fredda. Ci sdraiamo mezz’oretta sulla sabbia di Barcelloneta e poi prima di cena abbiamo ancora la possibilità di guardare qualcosa che non avevamo ancora visto.

Cartina e appunti alla mano, studiamo le alternative e alla fine decidiamo per andare in bus (da Barcelloneta) all’Arco di Trionfo. Peccato che non abbiamo considerato che proprio sotto il Grande Arco era prevista la manifestazione degli indipendentisti catalani. Arriviamo e siamo letteralmente travolti da una moltitudine di persone con la bandiera a bande orizzontali gialle e rosse e la stella bianca sul triangolo blu. Riusciamo a malapena a fotografare l’Arco e poi cerchiamo di riprendere la metro per tornare in centro. Impresa non facile per la folla. Comunque le forze dell’ordine cercano di ordinare il deflusso facendo entrare un po’ di persone alla volta e in qualche modo in un treno murato di gente riusciamo a tornare a Piazza Catalunya.

Molto stanchi per i tanti chilometri fatti in questa giornata, ci resta solo da cercare un posto per cenare e questa volta cerchiamo un ristorante segnalatoci da tanti amici, Les Quinze Nits, in Placa Real nel quartiere gotico. Dobbiamo camminare un po’ ma, nonostante la stanchezza, non abbiamo nessuna intenzione di prendere un altro mezzo che sarebbe sicuramente sovraffollato.

Il ristorante, nonostante sia molto grande con tantissimi tavolini all’aperto, è pieno e quindi ci mettiamo in coda con una quindicina di persone davanti, ma per fortuna, visto il continuo ricambio di commensali, in pochi minuti ci fanno sedere e finalmente possiamo ordinare paella e fritto misto, sicuramente buoni e anche economici.

Il contapassi ci segnala che oggi abbiamo fatto più di 20 chilometri a piedi, è decisamente ora di tornare in hotel, lanciando l’ultimo sguardo serale alla Sagrada Familia illuminata con le luci della sera.

Al sabato mattina non abbiamo altro tempo che fare i bagagli, una abbondante colazione e poi prendere il tragitto inverso che ci porta all’aeroporto di El Prat. Metro L5 e poi treno dalla stazione Sants e in una mezz’oretta siamo già a fare il check in all’aeroporto per ripartire in direzione Bergamo.

Barcellona è una splendida città, viva, colorata, sempre in movimento, piena di turisti di ogni nazionalità. Le principali attrazioni sono caratterizzate in modo indelebile dal genio di Gaudì, ma è anche piacevole passeggiare sulla Rambla in mezzo alla moltitudine di gente di ogni genere. Assolutamente consigliata da visitare, anche per famiglie.

Sagrada Familia

 

 

 

 

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