Martinica, oh mi bela Madinina!

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Martinica, oh mi bela Madinina!

(by Luca, Sabrina, Federico e Leonardo)

Sabato 19 Aprile:

Dopo un po’ di apprensione per un attacco influenzale che ha colpito il piccolo Leo nei giorni scorsi, finalmente partiamo per un nuovo viaggio … per la prima volta in quattro e in aereo. Torneremo infatti dopo sei anni (Turk and Caicos 2008) nei Carabi, con l’intenzione di esplorare l’isola di Martinica.

La sveglia è molto presto, alle 3:30, così un po’ assonnati, cinque minuti dopo le 4:00, lasciamo casa e un quarto d’ora più tardi entriamo in autostrada a Faenza.

In piena notte di questa giornata primaverile e pre-pasquale il traffico non è cero un problema, così corriamo spediti verso Bologna, con Leonardo che, carico a mille, grazie all’adrenalina, non accusa certo stanchezza.

Percorriamo quasi tutta la tangenziale del capoluogo felsineo e alle 4:50 siamo al Park to Fly a lasciare l’auto in deposito, quindi in una manciata di minuti, grazie alla navetta gratuita, ci ritroviamo, con i nostri bagagli, davanti all’Aeroporto Guglielmo Marconi.

In breve tempo espletiamo tutte le operazioni di imbarco: facciamo check-in, oltrepassiamo i controlli di sicurezza e ci mettiamo in attesa alla porta numero uno.

Mentre albeggia completiamo poi la procedura e alle 7:00 siamo già seduti sull’Embraer 190 della compagnia Hop!, che opera per Air France, e alle 7:45 il volo AF 1029 stacca da terra con destinazione Parigi, fra le esplosioni di gioia e meraviglia del piccolo, alla sua prima esperienza dell’aria.

Saliamo sopra alle nuvole di una mattinata grigia e ritroviamo il sole … in questa maniera oltrepassiamo le Alpi, poi sorvoliamo la campagna francese e alle 8:44 riassaporiamo terra sulla pista dell’Aeroporto Charles De Gaulle.

Ci rechiamo subito a ritirare i bagagli, perché dovremo cambiare aeroporto … Valigie alla mano ci trasferiamo poi dal Terminal G al Terminal F con l’ausilio di una navetta, quindi cerchiamo il capolinea dei pullman per l’Aeroporto di Orly … Lo troviamo e lì aspettiamo, assediati dalla pungente aria parigina, che ci riporta a temperature alle quali non eravamo più abituati da qualche tempo.

Finalmente, dopo varie peripezie dovute ad una corsa piena, riusciamo a salire a bordo … Serve circa un’ora, nell’intenso traffico cittadino, per giungere in vista del secondo aeroporto della capitale, infatti, in perfetto orario sulla tabella di marcia, ci presentiamo nella hall delle partenze del Terminal Ovest. Qui affidiamo al primo banco disponibile i nostri bagagli, poi ci mettiamo in attesa del volo che ci porterà in Martinica.

Poco prima delle 13:00 iniziano le operazioni di imbarco e alle 13:45 l’enorme Boeing 777-300 di Air France rulla sulla pista di Orly salendo in cielo con l’identificativo AF 842, per virare immediatamente verso ovest e verso l’Oceano Atlantico.

La trasvolata oceanica, seppur lunga (più di otto ore), fila via liscia e il piccolo, grazie a Dio, se la passa con i giochi ed i cartoons che scorrono sul video davanti alla sua poltrona, così, recuperando sei ore di fuso orario, atterriamo felicemente a Martinica quando sono le 15:58 locali.

Martinica, isola delle Piccole Antille lunga 80 chilometri e larga 39, per un’estensione di poco superiore ai mille chilometri quadrati, è un possedimento francese d’oltremare e a tutti gli effetti è un pezzetto d’Europa nei Carabi. Scoperta da Cristoforo Colombo nel 1502 il luogo in origine era abitato dai caribi (ora estinti) e si chiamava Madinina (isola dei fiori). Col tempo subì poi la colonizzazione e lo sfruttamento del territorio, fino a diventare, nel XX secolo, una meta turistica esotica di interesse internazionale.

Appena sbarcati assaporiamo il caldo tepore del clima martinicano, poi, ritirati sani e salvi tutti i bagagli, ci rechiamo al banco Europecar per l’auto a noleggio … Completiamo la documentazione necessaria e poco più tardi saliamo sulla navetta che ci accompagna a prendere il mezzo, mentre il tempo vola e sono già le 17:30, ovvero l’ora prevista per l’incontro con chi ci dovrà consegnare il nostro appartamento.

Ritiriamo una Renault Clio grigia (targata CG 620 YJ), piuttosto malmessa, e con quella, quasi alle 18:00, arriviamo nel luogo dell’appuntamento: il distributore Total di Rivière Salée, una tranquilla località nel sud dell’isola … ma non c’è nessuno ad attenderci.

Con l’aiuto di una gentile ragazza dell’area di servizio chiamiamo al telefono e di lì a poco si presentano due signori di colore (marito e moglie) che ci fanno cenno di seguirli.

Ci portano sulle prime colline, lungo strade secondarie, fino all’appartamento che ci ospiterà per l’intera durata nel nostro soggiorno: La Refuge de la Haut, molto semplice, ma pulito e ordinato … lontano dal mare, ma con un bel terrazzo panoramico che spazia fino al capoluogo Fort de France.

Lasciamo i bagagli in camera e corriamo subito nel vicino supermercato a fare una provvidenziale spesa, quindi, dopo uno spuntino all’aria aperta allietati dai suoni della natura (che intimoriscono un po’ il piccolo), in breve ci ritroviamo fra le lenzuola, al termine di una biblica giornata di viaggio … e da domani: a noi Martinica!

 

Domenica 20 Aprile:

Il jet lag si fa sentire, infatti poco dopo le 6:00 siamo già tutti svegli e pimpanti … peccato, però, che fuori non splenda un bel sole e grossi nuvoloni si addensino soprattutto nella parte nord dell’isola, quella più montuosa.

Facciamo colazione e intanto valutiamo la situazione: oggi era prevista l’esplorazione della costa centro-orientale, ma da quelle parti le nuvole abbondano, anzi, anche sopra alla nostra testa, visto che comincia a piovere. Nella regione più meridionale, invece, sembra resistere qualche sprazzo di sereno, e lì andremo, rivoluzionando i programmi.

Armati di tutto il necessario per la spiaggia poco prima delle 8:00 prendiamo il via verso sud lungo la strada numero 5. Prima di giungere al mare, però, facciamo una breve deviazione sulle colline della Foresta di Montravail per vedere alcuni petroglifi realizzati dai caribi, gli antichi abitanti dell’isola, ma, vista la totale mancanza di indicazioni, nonostante l’impegno profuso non riusciamo proprio a trovarli e dobbiamo desistere.

Tornati sui nostri passi guadagniamo così la costa meridionale di Martinica a Trois Rivière e da lì arriviamo nel paese di Ste. Luce, dove ci fermiamo in un’agenzia per prenotare un’escursione in catamarano per domenica prossima.

A questo punto, ormai a metà mattinata, ci mettiamo alla ricerca di una spiaggia, mentre il sole si va sempre più nascondendo dietro alle nuvole.

Ci fermiamo ad Anse Figuier, subito all’uscita del paese, sulla quale avevo buone indicazioni … infatti non è male, seppur nell’ombra.

Ci sistemiamo sotto alle palme e da lì osserviamo la partenza di una regata con le Yole, tradizionali imbarcazioni dalla vela rettangolare che hanno sostituito le antiche Gommier (realizzate col tronco dell’albero della gomma) … una bella ed inaspettata esperienza che, fra urla di incitamento e sgargianti tonalità, si è rivelata un tocco di colore nel diffuso grigiore odierno.

MRT010

Più tardi faccio ugualmente un bagno con Leonardo, poi esce fuori un po’ di sole che mi permette di scattare qualche foto decente … Neanche il tempo di gioire e, nuovamente, il cielo s’incupisce … anzi, comincia anche a piovere … peccato!

Quando smette mangiamo un po’ irritati i nostri panini e restiamo ad Anse Figuier … In programma c’era un’altra spiaggia nelle vicinanze, ma non vale proprio la pena spostarsi.

Intorno alle 15:00 il cielo finalmente si apre ed il sole ci degna della sua presenza per circa un’ora … poi un acquazzone improvviso ci costringe a scappare e trovare un riparo.

Dopo vari tira e molla, intorno alle 17:00, alziamo bandiera bianca e mestamente ci avviamo verso l’auto per poi far ritorno in appartamento.

Vorremmo fermarci a far spesa, ma è il giorno di Pasqua ed è tutto chiuso … non ne va proprio bene una. Vuol dire che ceneremo con quel poco che abbiamo e poi, assecondando il jet lag, correremo subito a letto, nel tentativo di dimenticare al più presto questa prima ingloriosa giornata a Martinica.

 

Lunedì 21 Aprile:

Durante la notte è piovuto più volte, poi, quando la luce torna padrona, scosto timoroso le tende per constatare, con amarezza, che il cielo è tutto grigio … Federico poi non ha una bella cera … mette il termometro e questo segna, impietosamente, più di 38! … La vacanza non promette nulla di buono!

Andiamo a far spesa e poi torniamo in appartamento, mentre ogni tanto parte in maniera odiosa qualche scroscio di pioggia, così non ci muoviamo e finiamo tutti a poltrire, mentre il piccolo Leo guarda valanghe di cartoni in TV, anche se in lingua francese …

Dopo pranzo la situazione non migliora, anzi il termometro sale oltre 39 complicando ulteriormente le cose … ma non intendiamo arrenderci, anche perché il cielo sembra aprirsi verso il sud dell’isola.

Federico assume doppia dose di tachipirina e, preparati gli zaini, poco dopo le 15:00 ci mettiamo in movimento, anche se ormai non ci credevo più e temevo veramente che questa fosse la prima giornata della mia vita di viaggiatore senza scattare nemmeno una foto.

Andiamo fino a Ste. Luce, poi passiamo accanto alla spiaggia dove ci eravamo fermati ieri e proseguiamo lungo la costa. Ad un certo punto, però, svoltiamo verso l’interno seguendo le indicazioni per Morne Gommier.

La strada sale con fortissime pendenze in cima alla collina, fino ai 214 metri di un punto panoramico, gestito da un simpatico vecchietto, che vorrebbe anche farci da guida, ma solo in francese, così decliniamo la proposta.

Da lassù si abbraccia una discreta fetta di isola … la prima cosa bella da questa mattina, che quindi apprezziamo particolarmente.

MRT011      MRT013

Al termine della visita scendiamo abbastanza rigenerati, soprattutto nello spirito, e subito riprendiamo a seguire la linea costiera.

Transitiamo nel paese di Le Marin, principale porto turistico di Martinica … e si capisce dalla grande quantità di imbarcazioni ormeggiate, che dall’aspetto non si direbbero proprio pescherecci. Da lì arriviamo poi nella località di Ste. Anne, per andare un po’ di tempo nella sua spiaggia, quella di Pointe Marin, dove si trova anche il Club Med.

L’insenatura, bordata di bella vegetazione, è intrigante e ci permette di trascorrere in maniera positiva l’ultima parte di giornata, condita anche da un infuocato tramonto … così in cuor nostro speriamo che il tutto sia solo il preludio ad un cambiamento di rotta e che da domani la vacanza possa essere decisamente più piacevole.

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