La Gomera e Parco Nazionale del Teide: la natura che ti conquista

La Gomera è una di quelle isole delle Canarie che, a parte gli appassionati di isole fuori dalle rotte turistiche o di trekking, quasi nessuno conosce. Noi, invece, la puntavamo da qualche anno. E quest’anno ci siamo finalmente andati.

COME RAGGIUNGERE LA GOMERA

La Gomera si trova a 50 minuti di traghetto da Los Cristianos (Tenerife). Ci sono diverse compagnie che effettuano la tratta, noi ci siamo affidati alla Fred Olsen (costo A/R di 66 euro a testa). A Tenerife ci siamo arrivati, invece, con volo diretto Easyjet da Malpensa, per circa 250 euro a testa (con bagaglio). A dire il vero ci sono anche collegamenti aerei tra Tenerife e La Gomera, ma i voli partono solo dall’aeroporto di Tenerife Nord, mentre noi saremmo arrivati a Tenerife Sud, quindi diventava decisamente più scomodo.

ALLOGGIO

Atterrando alle 17.30 passate non avremmo fatto in tempo a prendere l’ultimo traghetto, quindi una serata a Tenerife è stata quasi obbligata; abbiamo cercato un hotel non lontano dal porto di Los Cristianos, in modo che fosse raggiungibile a piedi la mattina dopo; abbiamo trovato l’economico Hotel Andreas (54 euro in due), pulito e funzionale. Peccato che fosse in una zona parecchio rumorosa.

A La Gomera abbiamo alloggiato invece presso gli Apartamentos Nelly, a Valle Gran Rey, la zona più turistica dell’isola (se così si può definire). Appartamento spazioso, con piscina esterna, wifi perfettamente funzionante. La collocazione direttamente lungo la strada principale poteva lasciare perplessi, ma La Gomera è così tranquilla che non ce ne si accorge… Ottimo prezzo di 280 euro in due per otto giorni. Entrambe le sistemazioni sono state prenotate su Booking.

Al ritorno, avendo il volo nel tardo pomeriggio, ce l’avremmo probabilmente fatta prendendo il traghetto della mattina, ma abbiamo preferito prenderci un certo margine di sicurezza passando un’altra notte a Tenerife… e a questo punto abbiamo voluto realizzare il piccolo desiderio di passare la notte al Parador del Teide. Per chi non lo sapesse i Paradores sono una catena di alberghi di proprietà dello stato spagnolo, che sorgono in zone particolarmente affascinanti o in dimore di charme quali castelli, vecchi conventi etc… Il Parador del Teide è l’unico hotel all’interno del parco nazionale del Teide  e sorge a quasi 2200 metri di altezza. Permette quindi di godere del fascino del Teide quando la massa di turisti se ne va (o prima che arrivi)  e soprattutto di ammirare una stellata da paura (anzi, presso l’Hotel vengono anche organizzati corsi e osservazioni guidate).

Quando eravamo stati a Tenerife un anno e mezzo fa ci eravamo proprio detti che prima o poi ci saremmo fatti una notte lì… detto fatto.

Il costo di una camera, 85 euro in due, non è neanche folle, e anche il ristorante tutto sommato ha delle scelte di menu abbordabili (ce la si cava con meno di 20 euro a testa)… è la colazione ad essere carissima! Per fortuna, facendo noi la tessera degli amici del Parador, l’abbiamo avuta in omaggio.

MEZZI DI TRASPORTO

Sia a La Gomera sia a Tenerife al ritorno abbiamo noleggiato l’auto, presso Cicar, il noleggiatore ufficiale delle Canarie. Prezzi davvero ottimi: a La Gomera 137 euro per un Opel Corsa per 8 giorni; a Tenerife, a causa anche del ritiro al porto con riconsegna in aeroporto, abbiamo speso in proporzione un po’ di più (46 euro)… solo che anziché darci la macchina di piccola categoria come richiesto, ci hanno dato una jeep  Wrangler gigantesca! Per fortuna che andavamo sul Teide e non restavamo a Los Cristianos!

All’andata, la tratta di taxi dall’aeroporto a Los Cristianos, ci è costata invece 25 euro.

Le strade, a La Gomera, sono perlopiù ampie e in ottime condizioni, nonostante per la maggior parte siano proprio strade di montagna. Per la conformazione dell’isola è inevitabile fare tanti dislivelli, noi ci facevamo 0-1000 metri necessariamente tutti i giorni, in quanto la strada principale scorre su un altipiano in  quota, mentre Valle Gran Rey, così’ come i paesi più importanti, sorge sul mare, in fondo ai cosiddetti barranchi (vallate).

La benzina è decisamente più economica che in Italia e si aggirava intorno a 0.99 euro al litro.

TURISMO

La Gomera non è un’isola che può piacere a tutti. Non ci sono molte spiagge, e neanche son particolarmente belle. Non ci sono centri turistici pullulanti di locali e discoteche. La zona più turistica è Valle Gran Rey dove, a parte parecchi ristoranti, il massimo della movida che ci si può concedere è passeggiare sul lungo mare osservando spettacoli improvvisati di giocoleria o ascoltando il suono dei bonghi.

I turisti sono perlopiù appassionati di trekking ed escursioni o hippy nostalgici. Italiani praticamente non ne abbiamo incontrati, mentre a Valle Gran Rey ho sentito parlare tedesco più che a Berlino: non solo turisti, ma anche ristoratori e negozianti son spesso tedeschi.

La maggiore attrazione dell’isola è la foresta di Laurissilva, all’interno del Parco Nazionale del Garajonay, patrimonio dell’Unesco. I sentieri son sempre ben segnalati, con distanze, difficoltà e dislivelli, e nei centri  di informazione turistica si trovano anche cartine gratuite.

Un’isola che trasmette una grande sensazione di pace e rilassatezza.

CIBO

Abbiamo ritrovato alcune specialità delle Canarie che già conoscevamo: le papas arrugadas, le melanzane fritte col miele di palma, il barraquito (un caffè con panna e liquore); nonché i succhi di frutta fresca, fatti al minuto nelle tante zumerie (ne potrei diventare fisicamente dipendente).

I ristoranti a Valle Gran Rey dove abbiamo cenato che segnalo: Abraxas (cucina fusion indiana, balinesiana e gomera, con un tocco di germanicità, in quanto gestito da Tedeschi) prezzi buoni e piatti originali, forse pure troppo; Gondola II (scelto perché proponeva nel menu anche la paella vegetariana: buona) forse non particolarmente caratteristico, ma in buona posizione sul lungo mare; Mango, il mio preferito, che proponeva anche piatti canari vegetariani davvero sfiziosi.

CLIMA

Come spesso accade alle Canarie, il clima varia molto tra zona e zona dell’isola, e anche nel corso della giornata. In particolare i versanti esposti agli Alisei tendono a rannuvolarsi nelle ore pomeridiane. Quindi nel corso della stessa giornata e nel giro di pochi chilometri passavamo da condizioni di sole, a pioviggine, per poi tornare ancora al sole. In generale, però, non possiamo lamentarci perché nel complesso abbiamo trovato un ottimo tempo, con temperature mai troppo alte ( mai superati i 28° C) né troppo basse, neanche in quota (credo mai scesi sotto i 16° C). Sul Teide, poi giornate veramente splendide: qui, però, bisogna essere equipaggiati perché, nonostante di giorno col sole faccia parecchio caldo, la sera e la mattina presto è necessario essere ben coperti.

5 SETTEMBRE: LOS CRISTIANOS

Volo in perfetto orario ed eccoci a Los Cristianos; la serata è passata tra passeggiata sul lungo mare e cena ad un ristorante italiano, Zazzamita (ci siamo finiti senza volerlo: noi di solito evitiamo i ristoranti italiani all’estero, ma quando ce ne siamo accorti era troppo tardi e ci faceva brutto andarcene).  Devo ammettere che è stata una piacevole scoperta, era un Italiano “vero”, non di quelli che serve solo spaghetti bolognesa, con tutto il personale siciliano doc.

Il sonno quella notte non è stato invece dei migliori, a causa della musica fino a tarda ora e del baccano fatto poi in strada e dai vicini di camera che forse avevano bevuto troppo.

6 SETTEMBRE: VALLE GRAN REY

In meno di 10 minuti dall’hotel abbiamo raggiunto il porto, dove alle 9.30 il traghetto è salpato: abbastanza pieno, inaspettatamente. Traversata di 50 minuti ed eccoci a San Sebastian de La Gomera. Ritirata in maniera abbastanza rapida la macchina siamo partiti alla volta di Valle Gran Rey, che dista una 50ina di km dal porto, ma essendo tutta strada di montagna non si può andare troppo veloci. Da subito il paesaggio si è rivelato spettacolare e quasi siamo stati tentati di fermarci a scattare foto… ma c’è tempo, per ora si procede alla ricerca del nostro appartamento. Come già detto esso si trovava proprio lungo la strada principale, che non è però particolarmente trafficata quindi non crea grande disturbo. La vista sulla valle è molto bella.

Una precisazione: Valle Gran Rey è il nome delle località di tutta la valle, lungo la quale si trovano diversi piccoli centri abitati; la zona turistica è ovviamente sul mare, in particolare a La Calera, dove ci sono bar e ristoranti. Ed è qui che siamo subito andati una volta occupato l’appartamento. Abbiamo poi raggiunto il porto, dove abbiamo visto delle mante giganti nuotare quasi a riva.

7 SETTEMBRE: CENTRO VISITATORI

Prima del giro giornaliero siamo tornati a Valle Gran Rey per prenotare l’escursione di whale watching; avremmo voluto farla con Oceano (http://www.oceano-gomera.com/en/), che ha delle piccole imbarcazioni contenenti massimo 10 persone, ma erano al completo per tutta la settimana! Fortunatamente, però, son riusciti a trovarci due posti per il giorno successivo con un’agenzia partner, Amazonia, al costo di 42 euro a testa. I prezzi son molto simili tra tutte le compagnie, al massimo c’è qualche euro di differenza.

Il centro visitatori dell’isola si trova invece nella zona nord, nei pressi di Juego de Bolas. Prima di arrivarci, però, abbiamo fatto una sosta al Chorros de Epina: una sorgente che si raggiunge con una brevissima camminata.

Riguardo al centro visitatori (il cui ingresso è gratuito), devo ammettere che avevamo delle aspettative diverse: ce lo immaginavamo più incentrato sul Parco Nazionale e sulle escursioni, invece è dedicato all’isola in modo più generale: quindi sì la foresta e i cammini, ma anche la geologia dell’isola, le usanze della popolazione. C’è un video molto interessante che tocca diverse tematiche, dedicategli qualche minuto.

Consiglio, poi, di fare due passi e raggiungere il vicino mirador da dove si può godere la vista sul Teide, se il tempo lo consente.

Al ritorno, anziché la strada principale, abbiamo fatto quella secondaria, che passa all’interno del Parco.

8 SETTEMBRE: WHALE WATCHING, ALOJERA E LA DAMA

Il cielo si presentava molto nuvoloso, ma tutto sommato non è stato un male: per quei pochi minuti che c’è stato il sole ci siamo quasi scottati, non oso immaginare se fossimo stati più di tre ore in barca sotto il sole. La barca era piccola, conteneva poco più di 10 persone; come era presumibile, eravamo gi unici, a parte il capitano, di lingua non germanica (anche la guida era tedesca).

Purtroppo il whale watching non è stato fortunato, non abbiamo avvistato nessuna balena, ma in compenso un numero incredibile di delfini, che ci hanno “scortato” a lungo. E’ stato bello lo stesso.

Il prezzo dell’escursione prevedeva anche il pranzo con pausa snorkeling, ma poiché stava iniziando a gocciolare abbiamo rinunciato al bagno e ci siamo mangiati il nostro piatto di paella vegetariana navigando verso il porto.

Avendo ancora davanti tutto il pomeriggio siamo prima andati verso Alojera e in seguito a La Dama. Qui abbiamo osservato tantissimi granchi che scorazzavano sugli scogli.

9 SETTEMBRE: LAGUNA GRANDE E LOS ORGANOS

Oltre al whale watching, l’altra escursione marittima da non perdere a La Gomera è quella per Los Organos: una massa di magma che raffreddatasi ha dato vita ad un enorme monumento naturale rassomigliante ad un organo. Si trova nella zona settentrionale dell’isola ed è visibile solo via mare.  Anche in questo caso meglio prenotare per tempo, visto che le escursioni non si effettuano tutti i giorni (ma la barca è abbastanza capiente). Noi abbiamo prenotato con Tina Escursiones (http://www.excursiones-tina.com/categories/timetable)  per il mercoledì pomeriggio, con partenza alle 14.30, quindi avevamo la mattinata libera, ma non potevamo spingerci molto lontano. Ne abbiamo approfittato per andare a La Laguna Grande, una zona ricreativa all’interno del Parco nazionale del Garajonay, da dove partono anche dei sentieri. Noi abbiamo fatto uno dei più veloci, che ti dà un piccolo assaggio della foresta.

La gita in barca a Los Organos, invece, è durata circa 3 ore tra andata e ritorno e stavolta il sole non mancava, dal tanto che ci siamo rosolati ben bene. Los Organos è veramente suggestivo e val la pena andarci.

I 35 euro della gita comprendevano inoltre sangria e bruschette a volontà. Come rendere felici i turisti con poco!

10 SETTEMBRE: ALTO GARAJONAY E PLAYA SANTIAGO

Il Garajonay, che dà anche il nome al parco, è il monte più alto dell’isola, con 1481 metri di altezza. La cima è facilmente raggiungibile con una camminata di circa un’ora e mezza tra andata e ritorno, partendo dalla strada principale. Il dislivello è minimo, essendo la strada già in quota. Bisogna andarci: il panorama che si gode a 360 gradi è magnifico.

E ovviamente il Teide veglia sempre da lontano.

Abbiamo poi fatto un giro a Playa Santiago, l’altra località turistica dell’isola insieme a Valle Gran Rey. Anche lei molto tranquilla.

Nel tornare ci siamo poi fermati a tutti i mirador possibili (e ce ne sono tanti): ovunque si gode una vista spettacolare, ma il più famoso è sicuramente quello di Roque de Agando.

11 SETTEMBRE: SAN SEBASTIAN E REVENTON OSCURO

San Sebastian de La Gomera, il capoluogo dell’isola è una cittadina carina a cui val la pena dedicare qualche ora.

Pare che l’ultimo territorio toccato da Cristoforo Colombo prima di partire alla volta delle Americhe fu proprio La Gomera, quindi a San Sebastian tutto ricorda ed è dedicato al Genovese. E’ possibile anche visitare quella che si dice fosse la sua casa quando soggiornava sull’isola.

L’idea era poi risalire dalla strada sulla costa orientale, prendendo poi la deviazione verso El Cedro; purtroppo la strada era chiusa per frana e quindi siamo dovuti tornare indietro e prendere la deviazione per El Cedro e Reventon Oscuro dall’altra parte. Non abbiamo raggiunto però El Cedro (ce lo siamo tenuti per il giorno dopo) ma abbiamo fatto una breve camminata fino ad un mirador: molto suggestiva, in quanto si passava proprio nel bel mezzo della rigogliosa foresta di laurissilva.

12 SETTEMBRE: EL CEDRO ED ERMITA DE LOURDES

Abbiamo raggiunto la zona ricreativa de El Cedro; su alcune cartine la strada è segnalata come non asfaltata, in realtà è lastricata e quindi facilmente percorribile in auto. A El Cedro c’è un campeggio (l’unico dell’isola) e una specie di rifugio/ristorante. Da qui partono diverse camminate. Noi eravamo interessati a vedere la cascata del Cedro, che dovrebbe essere la cascata più alta delle Canarie, ma non siamo riusciti a vederla. Non so se abbiamo sbagliato qualcosa: il cartello segnalava 10 minuti per la cascata e in effetti dopo pochi minuti siamo arrivati ad un getto d’acqua, ma non molto alto e nascosto dalle fronde; abbiamo allora proseguito il cammino, pensando che più avanti ci fosse una cascata più maestosa,  ma il sentiero scendeva fortemente in discesa, sotto il sole e di un salto di acqua nessuna ombra. Ad un certo punto, essendo ormai scesi parecchio, ci siamo arresi e abbiamo deciso di tornare indietro. Niente cascata.

Non soddisfatti, abbiamo deciso di farci un altro sentiero, stavolta in piano e nella foresta, per raggiungere l’Ermita de Lourdes, una cappella in una radura organizzata con tavolini. Oltre a noi c’erano molte altre persone, perlopiù dell’isola, che essendo sabato avevano approfittato della bella giornata per un pic-nic.

Al ritorno tappa sulla spiaggia, per l’unico bagno in mare della vacanza (giusto per togliersi lo sfizio).

13 SETTEMBRE: AGULO, HERMIGUA, MIRADOR DE ABRANTE E VALLEHERMOSO

L’ultimo giorno a La Gomera è stato caratterizzato da tempo perlopiù coperto, per accentuare la malinconia della vacanza agli sgoccioli. Inoltre ci mancava di visitare la costa nord-orientale, quella già notoriamente meno soleggiata. Carina la cittadina di Agulo, in zona ci sono anche delle piscine naturali; ad Hermigua ci siamo fermati poco in quanto piovigginava: ci sarebbe piaciuto visitare il Mulino del Gofio, ma la domenica è chiuso. Tornando abbiamo preso una deviazione per raggiungere il Mirador de Abrante: non sapevamo bene cosa fosse, ma da Agulo avevamo intravisto una costruzione sulla cima della montagna ed eravamo incuriositi. Abbiamo poi capito di cosa si trattava: un ristorante con balcone panoramico trasparente, sospeso nel vuoto, accessibile non solo ai clienti del ristorante.

Molto suggestivo. Il terreno rosso creava poi grandi contrasti con il cielo coperto.

Al ristorante era in corso poi una dimostrazione di silbo gomero: il silbo, patrimonio dell’Unesco, è un linguaggio fischiato usato sulla Gomera, creato dagli antichi pastori per comunicare anche a distanza tra un barranco e l’altro. Onestamente a noi sembrava tutto simile, ma sarà una questione di orecchio. Da qualche anno viene insegnato anche nelle scuole del posto: io avrei pessimi voti, visto che non so fischiare!

Tornando, sosta nei pressi di Vallehermoso; ci siamo poi spinti sul mare, dove è stata costruita anche una piscina direttamente sulla spiaggia.

14 SETTEMBRE: PARADOR DEL TEIDE

Alle ore 12 ci attendeva il traghetto per Los Cristianos: dovevamo salutare l’adorabile isola de La Gomera, ma la vacanza non era ancora finita… il Teide ci attendeva!

Ritirata la macchina all’autonoleggio dentro al porto siamo partiti in direzione Parco Nazionale del Teide, prendendo la strada che passa per il villaggio di Vilaflor; ricordo che sulla guida di Tenerife dicono che sia un paesino molto carino, ma tutte le volte che ci siamo passati in passato il cielo era grigio e uggioso e onestamente non ci ha mai conquistato… e anche stavolta lo scenario era analogo. Fortunatamente, salendo ulteriormente di quota, si oltrepassavano le nuvole ed ecco che sopra di noi compariva un cielo azzurrissimo. Osserviamo il mare di nuvole dall’alto.

Prima di raggiungere il Parador abbiamo fatto diverse soste: anche se non era la prima volta nel Parco Nazionale del Teide era come se lo fosse, quel paesaggio lunare col Teide che svetta sullo sfondo incanta sempre.

E anche dopo esserci sistemati in hotel abbiamo proseguito lungo la strada. I turisti erano tantissimi, con grande affollamento di auto e bus.

Il Parador, che da fuori non è nulla di che, all’interno è molto carino. C’è anche una piscina al coperto, che non abbiamo provato però. La connessione wifi in teoria è solo nelle zone comuni, nonostante ciò nella nostra camera prendeva benissimo.

Ma  il punto forte di quel posto non è certo il wifi o l’arredamento, ma, come già detto, godersi i colori del tramonto o uscire dopo cena, alzare gli occhi al cielo e vedere che la Via Lattea più che una via sembra proprio una autostrada.

Ammetto anche che, nel cuore della notte, ho aperto la finestra per gustarmi qualche minuto di silenzio totale (e di aria gelida: tra giorno e notte l’escursione termica è fortissima e non appena il sole cala ci si rende conto subito che si è in alta montagna).

15 SETTEMBRE: PARCO NAZIONALE DEL TEIDE

Anche la mattina seguente, dopo colazione, abbiamo approfittato della quiete e della (ancora) assenza della massa di turisti per goderci il paesaggio circostante e passeggiare al Roques de Garcia.

Purtroppo la pace è durata poco e ben presto è iniziata l’invasione. Noi ci siamo allora spostati in auto al Centro Visitatori: l’avevamo già visitato durante la nostra precedente vacanza a Tenerife, ma ce lo rivedevamo volentieri (è pure gratuito).

Il parco nazionale quel giorno era davvero affollato e non vi dico quante auto parcheggiate nella zona della funivia che sale verso la cima.

Abbiamo poi pranzato alla caffetteria self service di fianco al Parador, affollatissima pure lei.  Sotto quel cielo azzurrissimo, quel sole rovente ma non fastidioso e davanti a quel paesaggio da film di fantascienza, sembrava quasi inconcepibile il pensiero che poche ore dopo sarei tornata a casa!

E difatti, poco dopo, abbiamo dovuto lasciare il Parador e il Teide, destinazione aeroporto: ma sarà sicuramente un arrivederci, non c’è due senza tre.

Scendendo di quota siamo rientrati dentro alle nuvole e abbiamo salutato anche il cielo azzurro. Anche a livello del mare il tempo non era bellissimo, nulla a che vedere con la meraviglia che avevamo lasciato lassù.

Il volo era in perfetto orario e prima di mezzanotte eravamo a Malpensa.

 

Una vacanza bellissima. Su La Gomera avevo qualche pregiudizio legato alle sue dimensioni, temevo che 8 giorni potessero essere troppi, invece sono stati perfetti: un posto che consiglio a tutti gli amanti del binomio isole-trekking e della natura. Sul parco del Teide, invece, già sapevo cosa mi aspettava e non solo era impossibile restare delusi, ma ho amato ancora di più quel posto.

Adesso ci mancano all’appello Lanzarote e El Hierro (ma una seconda puntatina a La Palma non ce la facciamo?)…

Gli antichi chiamavano le Canarie le Isole Fortunate: avevano proprio ragione.

 

 

 

 

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