Iran: viaggio tra l’antica Persia e l’islam

L’Iran ci attira già da diverso tempo ma i problemi per ottenere il visto di ingresso ci avevano un po’ frenati. Infatti bisogna recarsi in ambasciata a Roma o Milano per lasciare le impronte digitali…e per noi sarebbe scomodo. Quindi ci affidiamo ad una agenzia viaggi della nostra città che tramite il corrispondente iraniano ci fa preparare già tutta la documentazione all’ufficio visti all’aeroporto di Tehran. Siamo un bel gruppetto di viaggiatori e partiamo con la nostra accompagnatrice per la Persia.

Fortunatamente al nostro arrivo a Tehran tutti i documenti sono pronti e in qualche minuto facciamo il nostro ingresso nel Paese. É notte fonda e ci portano subito al Koswar hotel per dormire giusto qualche ora…

Ecco il nostro itinerario:

Tehran/Ahwaz/Bishapur/Shiraz/Kerman/Yazd/Meybod/Isfahan/Kashan/Qom.

Percorriamo più di 3000 km in 15 giorni: abbastanza faticoso sia dal punto di vista fisico che intellettivo. Infatti sono talmente tanti i luoghi che visitiamo e le nozioni sulla storia persiana ascoltate, che alla fine sinceramente dobbiamo un po’ raccogliere le idee…

Quindi scriviamo le nostre impressioni generali.

Tehran: molti dicono che non vale la pena fermarsi qui ed anche la nostra è una visita molto frettolosa. Nonostante sia una megalopoli super trafficata, ha molti luoghi di interesse . A nostro avviso non sono da perdere: il Museo Archeologico e il Museo Nazionale dei gioielli ospitato nell’ enorme caveau della Banca Centrale. Mai visto tanto sfarzo tutto insieme…da far girar la testa!!!! Immancabile anche la foto alla Torre Azadi.

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La sera prendiamo il volo per Ahwaz dove nei giorni seguenti visitiamo Choga Zanbil, Susa e Bishapur. Lo ziggurat di Choga Zanbil merita la visita, ma col senno di poi si pùò tranquillamente passare da Tehran a Shiraz.

Shiraz è il punto di partenza per visitare la meravigliosa Persepoli. Voluta da Dario, fu costruita non come sede residenziale, ma come città di rappresentanza. Infatti le sue dimensioni e la sua monumentale bellezza dovevano essere l’emblema della potenza persiana e suscitare l’ammirazione dei visitatori. Obiettivo centrato! Ancora oggi, nonostante buona parte degli edifici siano andati distrutti per opera di Alessandro Magno, già dal lungo viale d’ingresso, ci appare in tutta quella che fu la sua grandiosità.

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Altrettanto belle sono le tombe rupestri di Naqsh-e-Rostam dove si presume fossero sepolti DarioI, SerseI, ArtaserseI e II.

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Il grande Ciro invece è sepolto in una modesta tomba che si erge solitaria a Pasargade.

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Shiraz è tutta bella da vedere: la Cittadella, le sue moschee, il bazar e la tomba del poeta Hafez.

Qui noi turiste occidentali, che già siamo obbligate ad indossare sempre il velo ed abiti che dissimulano le forme del corpo, per entrare in moschea siamo costrette ad indossare il chador che ci viene dato all’ingresso riservato alle donne. Sinceramente ci sentiamo un po’ soffocare sia dal caldo che da tutte queste regole religiose di comportamento. Per fortuna i sorrisi e l’accoglienza degli iraniani allentano questo clima di tensione.

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Rayen: molto suggestiva la visita di questa cittadella costruita in terra cruda e paglia molto simile alla terremotata Bam. Sembra quasi di essere in mezzo a dei castelli di sabbia…

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Yazd: imperdibile! Passeggiare con calma nella città vecchia ammirando i badgir, (torri acchiappavento) ammirare la città dai tetti e pranzare in un fresco giardino fiorito è un’ esperienza indimenticabile.

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Ma l’emozione più grande l’abbiamo avuta arrivando alle Torri del silenzio che si ergono su due aride colline che sovrastano la città. Yazd è la culla del culto di Zoroastro e secondo questa religione-filosofia i morti non potevano essere seppelliti per non contaminare la terra. Quindi i corpi venivano adagiati in queste torri per essere spolpati dai rapaci.

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Isfahan la metà del mondo: così viene definita la città più bella, romantica e scintillante del paese. Questa città è splendida a cominciare dalla piazza dell’imam che è la seconda per grandezza nel mondo dopo piazza Tienanmen a Pechino. Si rimane letteralmente stupefatti dall’atmosfera rilassante, dalle fontane, dai giardini e dalla gente curiosa ed ospitale che ci accoglie. Anche qui come nel resto del paese è in uso fare il pic nic sull’erba ( gli iraniani ne vanno pazzi! ) e quindi sembra sempre di essere in mezzo ad una gigantesca festa!

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Numerosi i luoghi di interesse assolutamente da vedere:

La Moschea del venerdì che ha subito integrazioni e cambiamenti nel corso dei secoli a seconda delle dominazioni e quindi risulta molto interessante dal punto di vista architettonico. All’interno non ci sono le classiche decorazioni ma i mattoncini stessi e gli stucchi compongono i preziosi decori.

Il Palazzo di Ali Qapu che si affaccia sulla Naqsh-e Jahan Square comunemente chiamata piazza dell’Imam (inteso come Khomeini), è veramente imponente con i suoi sei piani di altezza ed alla sua bella terrazza sorretta da 18 colonne. Pregevole anche la sala della musica con il soffitto intagliato in modo da migliorarne l’acustica.

La Moschea dello sceicco Lotfollah che, secondo noi, è la più bella ed affascinante in assoluto a cominciare dalla splendida cupola che si accende di riflessi al tramonto. L’interno poi è da rimanere senza fiato per la bellezza e l’eleganza dei mosaici.

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La Moschea dell’Imam: non abbiamo potuto apprezzare appieno la sua bellezza poiché ostruita dai vari tendoni allestiti in occasione della commemorazione della morte del terzo imam.

I bellissimi ponti che fungono da ritrovo e danno refrigerio sotto le loro arcate nelle giornate afose. Consigliata anche una bella passeggiata serale per incontrare la gente e scattare qualche foto.

Prendetevi anche del tempo per visitare il grande bazar che circonda la piazza e non solo, ricco di abiti, gioielli, ceramiche, piatti di rame decorati, spezie e soprattutto dolci. Assolutamente da assaggiare l’ottimo torrone morbido ai pistacchi (gaz).

Il quartiere armeno ci è tanto piaciuto anche per la sua tranquillità. Da visitare la Cattedrale di Vank ricca di affreschi dai colori vivaci.

Qom la città santa. Qui facciamo una visita veloce mentre ritorniamo a Tehran. Infatti visitiamo solo il santuario Hezrat e Masumeh , mausoleo di Fatima, sorella dell’ottavo imam. Questa città è molto più integralista e conservatrice rispetto al resto del paese e quindi ci vengono fatte un sacco di raccomandazioni sul comportamento austero da tenere. Dopo la solita vestizione con il chador per noi donne, veniamo scortati da un addetto “armato” di un piumino verde che ci guida frettolosamente attraverso il cortile interno, visto che il santuario vero e proprio è interdetto ai non musulmani. Alla bellezza ed allo sfarzo del luogo si contrappone un’atmosfera di grande religiosità che noi percepiamo opprimente….Per fortuna anche qui i sorrisi ed i saluti calorosi degli iraniani allentano la tensione.

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In serata arriviamo a Tehran per il volo di ritorno.

Concludendo ecco le nostre considerazioni:

  • gli iraniani sono curiosi, accoglienti e generosi. Dal fornaio ci hanno offerto il pane, mentre passeggiavamo ci hanno regalato la cena…Chiacchierano molto volentieri e fanno tante domande e fotografie…
  • purtroppo, mangiando sempre in hotel o ristoranti “da turisti” non abbiamo mai trovato qualcosa di veramente gustoso. Non si soffre certamente la fame ma il menù risulta molto ripetitivo….
  • durante i lunghi tragitti in bus abbiamo avuto la possibilità di ammirare i differenti paesaggi.

Si passa dal deserto roccioso con le montagne sullo sfondo, alle grandi coltivazioni di

pistacchi e melograni. Le strade sono generalmente ottime e scorrevoli, tranne che nelle

grandi città.

– per noi donne occidentali le regole sull’abbigliamento sono davvero soffocanti. È stata una

vera liberazione toglierci il velo appena salite in aereo!

  • abbiamo constatato che molte delle regole sul comportamento da tenere in pubblico si sono ammorbidite soprattutto nelle grandi città dove i fidanzati si possono addirittura tenere per mano!!!

Visitate l’Iran, sarà una esperienza unica ed indimenticabile!!!!!!

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