Praga, la piccola Parigi dell’Est-2015

28 agosto

Con un volo della Wizz Air arriviamo all’aeroporto di Praga dove ad attenderci c’ è l’ autista dello shuttle, che avevamo prenotato dall’ Italia. Dopo circa 30 minuti arriviamo al nostro albergo, il Cloister Inn, posto in pieno centro storico, vicinissimo alla famosa piazza della Città Vecchia (Staromestskè Namestì) anche detta dell’ Orologio.  Fa molto caldo! Sistemati i bagagli subito ci rechiamo in piazza che è un importante punto di riferimento per la città. La piazza è stata magnificamente restaurata ed è un buon punto di partenza per iniziare la nostra visita di Praga. Ammiriamo le guglie gotiche della Chiesa del Týn che si ergono sopra la piazza, la statua del riformatore Jan Hus e, sul lato opposto, l’orologio astronomico sul Municipio della Città Vecchia che segna ore, segni zodiacali e calendario. Allo scoccare dell’ora, si assiste alla processione dei 12 Apostoli, uno spettacolo imperdibile per tutti i turisti che visitano la città. Questo municipio fu istituito nel 1338 come sede dell’amministrazione autonoma della Città Vecchia. La parte gotica del complesso è la più antica ed è formata da una torre con una cappella a bovindo e l’orologio astronomico. L’ala orientale neogotica del municipio rimase distrutta durante l’Insurrezione di Praga dell’8/5/1945 e non è stata più ricostruita. Il lato orientale della piazza è dominato dalle due possenti torri, alte 80 mt che risalgono alla metà del Quattrocento, della chiesa della “Vergine Maria davanti al  Tyn”, un gioiello del gotico praghese la cui sommità, irta di guglie, caratterizza da secoli il panorama della città.

Un succulento spuntino a base di un fantastico panino con prosciutto (di Praga) e krauti, più ottima birra, acquistato su una delle tante bancarelle poste in piazza e poi ci addentriamo nel cuore del centro antico. Un negozio dove si vendono marionette, tanti altri che propongono oggetti in cristallo di Boemia e uno spettacolare di Swarosvski. Subito acquistiamo il nostro prisma in cristallo con immagine di Praga inciso con il laser da aggiungere ai tanti altri. All’ angolo di Malè Namesti, la piazza adiacente alla piazza storica, un artista di strada si esibisce in un modo a dir poco geniale: inserito in una specie di carrozzina mima un bambino in un modo divertentissimo! Le strade pavimentate di Mala Strana sono percorse da una miriade di tram veloci che conducono in ogni angolo della città, ottimi per spostarsi così come lo è la moderna metropolitana. I vicoli nella Città Vecchia sono ricchi di negozi, tra cui le famose cristallerie di Boemia. Non mancano decine e decine di locali e ristoranti. Ci rechiamo all’ ufficio turistico per prenotare la cena sul battello in navigazione sul Fiume Moldava. L’ appuntamento col bus che ci porterà all’ imbarcadero è alle 18:30. Abbiamo ancora tempo per assistere allo scoccare dell’ ora alla famosa processione dei 12 Apostoli dell’ Orologio Astronomico, per gustare un buon gelato e dare un’ ultimo sguardo alla Piazza animatissima e piena di turisti! All’ ora fissata siamo al punto di raccolta dei partecipanti alla cena sul battello. La guida è una donna multilingue che ci accoglie con molta cordialità. Giungiamo all’ imbarcadero da cui si vede da lontano sulla collina di Letná un’asta oscillante in metallo alta 23 mt, un metronomo, posizionato nel 1991 in occasione dei cento anni della Mostra del Giubileo progettato dall’artista Vratlisav Novak. Sta a simboleggiare come cambia il tempo a Praga, non atmosferico ma politico. Attraversiamo parte della Città Vecchia e la nostra guida ci fornisce un commento ai monumenti lungo il percorso. Questo tour è l’ideale per  ammirare  splendide viste notturne di Praga, circondati da un’atmosfera suggestiva e accompagnati da musica dal vivo, mentre si gusta una ottima cena a bordo.

Si naviga per circa 2 ore e dopo cena raggiungiamo il ponte esterno della barca per ammirare meglio lo splendido panorama. Sbarchiamo ed il bus ci accompagna di nuovo in Piazza della Città Vecchia da dove torniamo in albergo non senza ammirare le  sue affascinanti viste notturne. Il tempo è volato!

29 agosto

Come sempre di buon’ ora ci avviamo, a piedi, verso il Castello. Attraversiamo il ponte Carlo, il più antico ed importante di Praga, la cui costruzione, commissionata da Carlo IV, iniziò nel 1357 e si concluse nel 1402. Su entrambi i lati è fortificato da due torri (la più piccola delle torri, quella detta della Città Piccola, risale al XII secolo, mentre la torre più alta è di 300 anni più giovane. La porta di accesso al Ponte Carlo dalla Città Vecchia, considerata la più bella porta gotica d’Europa, fu terminata prima del 1380. Dall’ alto penzolarono per una decina d’ anni, a mò di macabro monito, dodici teste appartenute ad alcuni tra i ventisette gentiluomini   boemi protestanti giustiziati nel 1621 nella piazza Città Vecchia. Nella piazza antistante la torre troneggia la statua di Carlo IV, mentre sul piccolo belvedere adiacente notiamo un serie di “lucchetti” fissati alla ringhiera, testimoni di una orribile moda! Dal 1683 al 1928,  il ponte è stato adornato con 30 statue di santi in pietra arenaria tranne una in marmo due in pietra ed una in bronzo, sul modello del ponte degli Angeli a Roma.  Incontriamo una coppia di sposi, forse giapponese, che fa le classiche foto di rito. Una scena particolare: lungo la strada vediamo degli operai “equilibristi” che  lavorano ad una facciata di un edificio!

Iniziamo a salire verso il Castello e incontriamo una vecchia “Trabant” di sovietica memoria verniciata di rosso adibita ad advertisement-car e quasi alla fine della strada, che sfocia nella piazza  troviamo uno Starbucks Coffe! Un buon caffè è quello che ci vuole! Separata dalla piazza da uno splendido cancello d‘ ingresso sormontato dalle turgide figure di giganti combattenti si arriva alla Corte D’ Onore dove si svolge quotidianamente da secoli, alle ore 12 in punto, il tradizionale cambio della guardia. Ovviamente non ce lo perderemo e sarà un altro da aggiungere ai tanti visti! Superata la Porta Mattia si entra nella Seconda Corte creata nel Cinquecento nel cui centro campeggia una fontana barocca in arenaria, detta di Kohl per le figure di divinità ed elementi marini che l’ adornano, opera appunto di Hieronymus Kohl. Il terzo cortile è dominato dalla cattedrale di San Vito fondata per volere di Carlo IV nel 1344, lunga 124 mt e larga 60 mt, con volte che raggiungono i 33 mt, mentre le torri frontali sono alte 82 mt e quella principale a sud sfiora i 100 mt. Fra i tesori dell’ arte gotica la cappella di San Venceslao che segna il luogo dove fu costruito il primo tempietto dedicato a San Vito e contiene la sua tomba. L’ incredibile monumento in argento (1680 kg) è dedicato a San Giovanni Nepomuceno; il minerale viene dalla città mineraria boema di Kutnà Hora simboleggiata dalle statue dei minatori a sinistra. Altro monumento imponente il sarcofago in marmo di Ferdinando I e famiglia posto al centro dell’ abside.  Alle spalle dell’ abside oltre la piazza si  staglia la facciata secentesca della basilica di San Giorgio, fondata nel X secolo e ricostruita in stile romanico nel 1142. Sotto la scalinata interna che conduce al coro si trova la cripta del XII secolo nella quale venivano sepolte le badesse del convento limitrofo.

La cappella della nonna di San Venceslao è decorata con bei dipinti. Continuiamo il percorso lungo i bastioni del castello. La Polveriera, la grande torre cilindrica, detta Torre Bianca che era nel cinquecento il laboratorio alchemico del Castello nel quale si sperimentavano in gran segreto anche armi nuove. Oggi è sede di esposizioni, come quella che oggi vediamo sulle uniformi militari boeme. Alle spalle del convento di San Giorgio si apre il celeberrimo “Vicolo d’ oro”, costituito da una fila di casupole di vari colori, addossate alle mura settentrionali del Castello. La leggenda vuole che qui abitassero e lavorassero gli alchimisti chiamati da Rodolfo II per la fabbricazione dell’ oro: da qui il nome. Oggi ospitano boutique e negozi di souvenir. All’estremità orientale del Vicolo d’Oro si erge una torre circolare, Daliborka,  avvolta nella leggenda. Risalente al 1496, la torre, che serviva come prigione fino al 1781, prende il nome dal suo primo detenuto – Dalibor di Kozojedy. Oltre al sotterraneo con volte monumentali, vi è un’apertura circolare nel piano attraverso il quale i trasgressori erano calati  in una  oubliette (prigione sotterranea) con l’aiuto di una puleggia. Vi sono esposti vari strumenti di tortura…..

E’ l’ ora del cambio della guardia e ci spostiamo nella Corte d’ Onore. Il cerimoniale comprende il rito della bandiera, il picchetto d’onore e una parte della fanfara che, a ritmo di marcia più volte ripetuto, scandisce i tempi della cerimonia. Siccome il cortile è piccolo (metà occupato dalla folla di turisti) è interessante la disposizione di questa fanfara: i musicisti si affacciano e suonano dalle finestre del primo piano del palazzo presidenziale! Ci avviamo verso Novy Svet dove casette basse costruite nel XVII secolo per sostituire le baracche medievali dove alloggiavano gli operai addetti alla costruzione del castello, andate distrutte con l’ incendio del 1541. Ma ora è ora di pranzo e ci fermiamo in un delizioso ristorantino quasi nascosto ma da scoprire assolutamente! Si pranza in un delizioso patio fiorito con fontanella centrale che, dato il caldo di questi giorni del nostro viaggio, è stato un vero toccasana. Conduzione quasi familiare, sevizio veloce e garbato, pietanze tipiche praghesi. Una pace assoluta che serve a chi come noi gira molto a piedi nelle città che visita, vi consigliamo di approfittare se vi troverete in zona! Scendiamo a piedi fino a Karmelistskà Ujezd e raggiungiamo la funicolare che ci porterà sulla collina Petrin, posta ad un’ altitudine di 318 mt.  La funicolare costruita nel 1891 in 500 mt a un dislivello di oltre 100 mt e ci porta in un’ ampia area verde che  ingloba parecchi  giardini tra cui il Roseto, ben curato ed esteso su una superficie di circa 5 ettari e mezzo è una delle più grandi collezione di rose nella Repubblica Ceca, con oltre 23 mila piante divise per duecento differenti varietà. a forma a ventaglio.  L’ attrazione più curiosa è la Torre Panoramica costruita nel 1891 in occasione del Giubileo sul modello della più famosa Eiffel ma alta solo un quarto di quella francese: 63.50 mt. Gli scalini sono 299….saliamo in ascensore! Dalla piattaforma panoramica si gode  un panorama a 360° su Praga veramente magnifico! L’ osservatorio Stefanik attivo sin dal 1928 è dedicato a M. Stefanik, diplomatico slovacco, co-fondatore dello stato ceco-slovacco, scienziato ed astronomo. Un salto al Labirinto degli specchi deformanti  per tornare bambini e per ammirare il diorama della battaglia finale della guerra dei Trent’ anni. Ora andiamo alla ricerca della Chiesa di S. Michele, non sarà un’ impresa facile imbroccare il sentiero giusto, ce ne sono centinaia e nessuno ci sa indicare la direzione.  Questa deliziosa chiesetta ortodossa in legno, costruita a Mukačeve in Ucraina nella seconda metà del XVII secolo, quando la valle dove sorgeva si allagò,  venne smantellata negli anni venti, trasportata in Cecoslovacchia e ricostruita nel 1929 quando venne portata a Praga.  Spero di trovarla. Gironzoliamo per circa un’ ora ma poi ecco che ci appare! Sono felice di averla trovata, così isolata in un contesto pieno di pace, nella semplicità delle sue forme mi emoziona! Torniamo in albergo e per cena avendo adocchiato un localino vicino, decidiamo di andarci. Il “CP1”, posto delizioso e tranquillo al centro di Praga vicino al nostro albergo ed al centro della città. Eccezionale il servizio e le pietanze servite. Il giovane che prendeva le ordinazioni è di una gentilezza squisita. Se andate a Praga non perdetevi questo appuntamento con una ottima cucina e servizio eccellente!

 

30 agosto

Oggi visitiamo la zona di Praga ad est della Piazza della Città Vecchia. Durante il tragitto alzando gli occhi vediamo una curiosa scultura di David Cerny, “L’ uomo appeso” il geniale artista praghese ha inserito molte sue eccentriche opere nella sua città natale ma anche in varie parti del mondo. Deviamo di poco dal  percorso che ci porta a Piazza della Repubblica per visitare la Chiesa di San Giacomo uno dei luoghi più inquietanti di Praga in quanto appeso ad una parete all’ ingresso c’ è il braccio mummificato di un ladro che aveva cercato di rubare i gioielli di una statua della Madonna e che la Vergine lo avesse afferrato appunto per il braccio. Per liberarlo dalla presa un macellaio dovette mozzarglielo. Si narra che lo spirito del ladro ancora infesti la chiesa chiedendo ai passanti di restituirgli l’arto! Arriviamo in Piazza della Repubblica passando sotto la tardogotica Torre delle Polveri, costruita ne 1475 sul modello di quella di Ponte Carlo, decaduta e rimaneggiata più volte, restaurata nel 1875-76, dopo essere stata ridotta a deposito di munizioni, come rivela il suo nome attuale. Il Municipio Nuovo, principale edificio Art Nouveau di Praga, sorge sul sito di un palazzo che fu sede del re di Boemia durante il Quattrocento. Splendido particolare il mosaico di Karel Spillar intitolato Omaggio a Praga. Ci spostiamo a piazza Venceslao. Questa piazza, un tempo sede del mercato dei cavalli, iniziò a trasformarsi nel XIX secolo e divenne ben presto lo snodo commerciale di Praga. Lo scenografico quadrilatero con una colorita aiuola fiorita centrale è lungo ben 750 mt e largo 60, in legggera salita e culmina nel monumento a San Venceslao, dietro il quale campeggia la sagoma del Museo Nazionale. E’ stato ed è tuttora il luogo dove i praghesi si raccolgono per manifestare il loro dissenso e il loro desiderio di libertà. Ricordiamo che nel tardo pomeriggio del 16 gennaio 1969 Jan Palach si recò in piazza San Venceslao, al centro di Praga, e si fermò ai piedi della scalinata del Museo Nazionale. Si cosparse il corpo di benzina e si appiccò il fuoco con un accendino. Ancor oggi i praghesi depongono fiori su questo luogo. Decidiamo di tornare verso il centro a piedi, una bella….passeggiata! La passeggiata dà un esito positivo: vediamo la statua dell’ Uomo di Ferro del  che era un cavaliere convinto di essere stato tradito dalla propria donna che rifiutò di sposare. La ragazza si affogò per il dolore e il cavaliere si impiccò. La leggenda narra che ogni 100 anni “appare” in via Platnerskà, in cerca di una vergine che lo liberi parlandogli per almeno un’ ora. Altra statua famosa quella dedicata a Kafka, sempre di Cerny, poco lontana. E ancora un’ altra inquietante scultura di Cerny: “In Utero”. Attraversiamo il Ponte Carlo e facciamo un salto all’ Isola di Kampa per vedere il famoso Muro di John Lennon. Gli hippies di Praga e la polizia segreta si sfidarono a lungo a “colpi di vernice”, con gli agenti sempre pronti a cancellare le opere dei pittori di murales. Il dipinto originale, opera di uno studente messicano, è stato rifatto più volte. Durante il giorno c’ è sempre qualcuno che suona e canta le canzoni del famoso Beatle! Un buon riposo e a cena sempre al “CP1”, ormai siamo clienti fissi!

 

31 agosto

Oggi visitiamo la zona di Praga a nord e in particolare il quartiere ebraico Josefov. Gli ebrei di Praga sono stati oggetto di azioni antisemite fin dal loro arrivo in quest’ area, nel X secolo. Per 500 anni furono costretti a vivere forzati a lavorare, studiare e pregare all’ interno del ghetto. Quando l’ imperatore Josefov abolì le restrizioni, molti ebrei lasciarono il ghetto, che fu occupato dai più poveri abitanti di Praga. Il quartiere fu raso al suolo alla fine del XIX secolo per far posto con belle case liberty.  Quasi 80.000 ebrei cechi e moravi morirono durante la Shoah. Il tour, con ingressi a pagamento, parte dalla Sinagoga Vecchia-Nuova, edificio protogotico del 1270 circa è il monumento più importante di questo centro ebraico ed una delle sinagoghe più antiche di Europa. Vi è esibita in modo permanete la mostra, che ha per titolo  “La comunità ebraica di Praga dal 1945 a oggi“,  presenta la storia, ancora oggi sconosciuta, della comunità ebraica praghese del dopoguerra. Grazie a fotografie  uniche, documenti e film documentari, la mostra descrive i momenti chiave della vita della comunità ebraica praghese dalla fine della seconda guerra mondiale sino all’epoca contemporanea. La Sinagoga Maisel fu costruita tra il 1590 e il 1592 su ordine di Mordecai Maisel. Distrutta da un incendio nel 1689 fu restaurata prima in stile barocco e negli anni 1893-1905 in stile neogotico, mantenendo cosi solo l’impostazione a tre navate della struttura originaria. Oggi ospita il Museo Ebraico che illustra la storia degli ebrei nella regione boema. La Sinagoga Klausen si trova nelle immediate vicinanze del Vecchio Cimitero Ebraico. Questo edificio barocco venne edificato dopo il disastroso incendio del 1689 e completato nel 1694. È la più grande sinagoga del ghetto praghese ed era la seconda sinagoga più importante del Quartiere Ebraico di Praga. Oggi ospita un’esposizione del Museo Ebraico dedicata alle tradizioni e ai costumi ebraici. Nel 1868, al posto dell’oratorio ebraico più antico di Praga chiamato la “Scuola Vecchia” venne edificata, in stile moresco, la Sinagoga Spagnola (progetto di Vojtěch Ignác Ullmann e Josef Niklas). Dal 1836 al 1845, nella Scuola Vecchia lavorò come organista František Škroup, il compositore dell’inno nazionale ceco. La Sinagoga Pinkas attuale è un’opera della famiglia Horowitz. Nel 1535, infatti, Aaron Meshullam Horowitz lo fece edificare tra la sua casa Ai Blasoni (U Erbů) ed il terreno del Vecchio Cimitero Ebraico. Durante gli anni del dopoguerra, la sinagoga divenne il Memoriale degli Ebrei cechi e moravi rimasti vittime della persecuzione nazista. Tra il 1992 ed il 1996, sui muri della sinagoga sono stati scritti a mano 80.000 nomi di Ebrei cechi e moravi periti durante il nazismo. Toccante è la raccolta di scritti e disegni realizzati dai bambini (di cui oltre 10000 sotto i 15 anni) rinchiusi nel campo di concentramento di Terezin. Le uniche immagini che ho documentate sono queste a testimonianza del numero delle vittime. Non ne fatte altre: non ho voluto dissacrare come turista curioso questi tragici momenti.

Il vecchio cimitero ebraico di Praga (in ceco Starý Židovský Hřbitov), fondato nel 1439, è uno dei monumenti storici più significativi dell’antico quartiere ebraico praghese nonché uno dei più celebri cimiteri ebraici in Europa. È stato per oltre 300 anni, a partire dal XV secolo, l’unico luogo dove gli ebrei di Praga potevano seppellire i loro morti. Le dimensioni attuali sono all’incirca quelle medievali e nel tempo si è sopperito alla mancanza di spazio sovrapponendo le tombe, perché il cimitero non poteva espandersi fuori dal perimetro esistente. La sepoltura è considerata l’unica forma accettabile di disposizione di una salma ebrea perciò, quando lo spazio del cimitero venne esaurito sulle tombe esistenti si sono accumulati altri strati di terra per seppellire i nuovi corpi: le vecchie lapidi venivano tolte e riposizionate, insieme alle nuove, al livello del suolo. Questo spiega perché le lapidi del cimitero sono così “ammonticchiate” e vicine tra loro. Questo sistema ha portato il cimitero ad avere in alcuni punti anche 12 strati di tombe, anche se non di tutte è rimasta la lapide. La densità di lapidi tardogotiche, rinascimentali, barocche, l’una quasi contro l’altra, il silenzio del luogo e la scarsa illuminazione (le lapidi sono quasi tutte all’ombra, oscurate dalle fronde degli alti sambuchi che crescono nel cimitero) creano un effetto unico con un’aura spettrale. Le tombe consistono esclusivamente di una lapide di arenaria o di marmo (quelle più importanti) piantata nella terra. Nessun ritratto, perché la religione ebraica lo vieta. Solo disegni simbolici per indicare la professione o le qualità del defunto: forbici per sarti, pinzette per i medici, mani che benedicono per i sacerdoti e poi tanti animali per chi si chiamava Volpi, Orsi e così via. Oggi si contano circa 12.000 lapidi, ma si ritiene che vi siano sepolti oltre 100.000 ebrei, la più antica è quella di Avigdor Kara del 1439, l’ultima è quella di Moses Beck del 1787.

Questa visita ci ha impegnato come tempo e come emozione tutta la  mattinata, pranziamo al ristorante U Cerveneho Kola in un angolino un po’ nascosto, dietro il Convento di Santa Agnese, cibo eccezionale con  le vere specialità ceche.  Non ci resta che tornare in albergo per preparare i bagagli: domani saremo a Vienna.

 

 

 

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