Girls on the Road. West USA 2015!

Tutto è iniziato in una normale giornata di agosto. Io e una delle mie migliori amiche stavamo pensavando ad un viaggetto da fare ad ottobre per i nostri 30 anni da poco compiuti. Fantasticavamo su New York inizialmente, ma quando abbiamo realizzato che riuscivamo ad avere poco più di 15 giorni di ferie ci siamo dette  “Facciamo la pazzia, giriamo l’America!!”. Ci siamo armate di guide, mappe e pagine e pagine di vostri utilissimi diari di viaggio e abbiamo iniziato a tirare giù una bozza di un viaggio che non ci pareva possibile nemmeno immaginare! Verso la fine di agosto si è aggiunta un’altra nostra amica, entusiasta del percorso che avevamo progettato, e nonostante mancasse solo poco più di un mese alla nostra partenza siamo riuscite a prenotare il volo a/r per Los Angeles ad un prezzo vantaggioso e con le urla di felicità dopo che abbiamo letto “il vostro volo è confermato”!

Cercherò di darvi qualche indicazione sul viaggio che abbiamo fatto, premettendo che è un itinerario che solitamente si fa in tre settimane/un mese, ma noi l’abbiamo fatto in 17 giorni (compreso il volo).

Considerate anche che abbiamo viaggiato ad ottobre, quindi bassa stagione e abbiamo potuto risparmiare comunque, nonostante i tempi ristretti.

ITINERARIO DI VIAGGIO:

9 ottobre: Torino-Roma-Los Angeles

10 ottobre: Los Angeles (Venice Beach, Santa Monica, Hollywood by night)

11 ottobre: Los Angeles-Williams

12 ottobre: Williams-Grand Canyon

13 ottobre: Williams-Canyon de Chelly-Monument Valley

14 ottobre:  Monument Valley – Page

15 ottobre:  Page-Las Vegas

16 ottobre: Las Vegas- Death Valley

17 ottobre: Death Valley-Bakersfield

18 ottobre: Sequoia National Park-San Francisco

19 ottobre: San Francisco

20 ottobre: San Francisco

21 ottobre: San Francisco-Santa Cruz-Monterey

22 ottobre: Monterey-Big Sur-Pismo Beach-Santa Barbara

23 ottobre: Santa Barbara-Malibu-Newport Beach

24 ottobre: Newport Beach- Santa Monica- Los Angeles Airport

25 ottobre: ritorno a casa :(

Il volo l’abbiamo prenotato tramite Skyscanner, che ci ha rimandato a AirFinder, con cui non abbiamo avuto alcun tipo di problema (prezzo a testa del volo da Torino a Los Angeles con scalo a Roma e da Los Angeles a Torino con scalo a Parigi: 550 euro), e al momento della prenotazione abbiamo anche acquistato l’assicurazione AIG gold che ci copriva con un massimale molto alto tutto l’aspetto sanitario della nostra vacanza e l’eventuale smarrimento dei bagagli (30 euro a testa!). L’auto l’abbiamo prenotata con Rental Cars, un sito che ti indirizza alla compagnia più economica: nel nostro caso ci serviva un’auto in grado di contenere tre valigie grosse nel bagagliaio, così abbiamo selezionato un suv a 350 euro per 15 giorni con Dollar da ritirare e riconsegnare all’aeroporto di Los Angeles. I passeggeri aggiuntivi erano compresi così come il navigatore e il chilometraggio illimitati. Altre cose prenotate da casa sono state il visto ESTA a 14 dollari a testa, il pernottamento a Los Angeles le prime due notti (ci siamo servite di Airbnb e abbiamo alloggiato a casa di una deliziosa famiglia americana in una tranquillissima zona di Beverly Hills per 224 euro totali in tre), il Lodge nella Monument Valley, di solito da prenotare con largo anticipo perchè nelle vicinanze ce ne sono solo due (Gouldings Lodge a 243 euro una  notte per tre), il super albergo 5 stelle lusso a Las Vegas con una super offerta su Booking (Venetian Hotel a 230 euro), il Lodge nella Death Valley (Stovepipe Wells Village a 191 euro), l’albergo a San Francisco (Fisherman Wharf a 750 euro per tre notti: San Francisco è carissima!!!) e il tour alla prigione di Alcatraz a 31 euro a testa.

Tutto i restanti hotel li abbiamo scelti sul posto.

Abbiamo utilizzato come guide la Routard per i parchi e la Lonely per le città.

DAY 1.

Inizia la nostra avventura. Tutto ci sembra surreale, è un viaggio che sognavamo di fare da troppo tempo. Il volo è in perfetto orario, e il tempo tra il volo da Torino a Roma e quello da Roma a Los Angeles è assolutamente sufficiente. L’aereo usato per il volo transoceanico Alitalia operato da Delta è bello spazioso, con il televisore davanti ad ogni sedile da cui si potevano scegliere numerosi film e giochi e con l’equipaggio che continuava a servirci da mangiare! Nonostante la carenza di sonno riusciamo ad emozionarci già quando scorgiamo Las Vegas dall’alto e quando scendiamo dall’aereo a Los Angeles: finalmente tocchiamo il suolo americano! Sbrighiamo le lunghissime procedure doganali e tiriamo un sospiro di sollievo vedendo le nostre valigie. Usciamo dall’aeroporto con il sole splendente e 35 gradi! Raggiungiamo con la navetta gratuita l’autonoleggio: le pratiche alla Dollar sono state molto lunghe (e meno male che in coda c’erano pochissime persone, non oso immaginare in alta stagione!), perchè i dipendenti tentano di venderti qualsiasi cosa in aggiunta!! Noleggiamo finalmente il cavallo di battaglia per il nostro viaggio, un Toyota Rav 4 spazioso e multiaccessoriato che toccherà a me guidare fino al nostro alloggio a Beverly Hills .  Le strade di Los Angeles sono immense e super trafficate! Le palme altissime contornano i viali e ci si sente già un po’ in un film. La coppia che ci ospita tramite AirBnb è super gentile e la nostra camera ha la vista dei grattacieli di Los Angeles in lontananza. Trascorriamo la sera girando tra i vari Boulevards e finalmente ci mettiamo a letto…qui ci sono 9 ore indietro!

           

 

Day 2.

La giornata inizia con la sveglia presto per la nostra corsetta sulla collina del Runyon Canyon Park, da dove possiamo ammirare il panorama di Los Angeles, le villone dei super ricconi e la famosa scritta “Hollywood”! La vista è qualcosa che lascia senza fiato, da lacrime agli occhi!

 

Al ritorno vediamo le villette dei ricchi di Beverly Hills, e riusciamo anche a beccare Gordon Ramsey sulla Hollywood Boulevard! La giornata è splendida, non c’è una nuvola, ma c’è un caldo fotonico, e quindi decidiamo di passarla al mare,  prendiamo il nostro macchinone e ci addentriamo in Venice Beach, con le sue spiagge immense piene di surfisti e bagnini alla Baywatch, folkroristica e pazza, con i suoi artisti di strada, i tatuatori, skaters, e culturisti che si allenano! Ci mettiamo a prendere il sole e quasi ci ustioniamo, e riusciamo anche a fare metà bagno tra le onde immense! Di ritorno alla macchina assistiamo anche ad un arresto da parte della polizia!! Proseguiamo poi verso le spiagge di Santa Monica con il molo famoso per la ruota, e lì è tutto un viavai di gente in bici, che corre, che si allena e sfida le leggi di gravità. Ci fermiamo ad osservare il sole che tramonta sull’Oceano Pacifico!

       

         

Torniamo a casa per una doccia e via verso la frenetica Hollywood Blvd dove ci fermiamo per cena e ci scattiamo qualche foto con le stelle della Walk of Fame. A mio parere Hollywood vale la pena di vederla di sera, senza perderci troppo tempo di giorno, meritano molto di più le spiagge di Los Angeles!

  

 

Day 3.

Oggi si inizia il viaggio on the road! Salutiamo la family che ci ha ospitato dopo un’abbondante colazione all’americana con uova, uova e uova (pure fritte). Facciamo la nostra prima spesa al supermarket dove ci procacciamo i beni di prima necessità per la traversata del deserto (prendere sempre nei supermercati che trovate lungo le strade le confezioni d’acqua e vari crackers e biscottini!). Prima di lasciare LA decidiamo di arrampicarci su per le colline hollywoodiane per l’immancabile selfie con la famosa scritta! E si parte!! Abbandoniamo Los Angeles con un po’ di tristezza, che però passa subito appena vediamo il paesaggio che ci salta agli occhi, colline brulle fino all’orizzonte e poi le montagne rocciose che si incominciano a intravedere. La giornata è caldissima, siamo nel deserto pieno, il terreno è arido ed è tutto un po’ surreale! Decidiamo di deviare sulla Historic Route 66 dove incontriamo per caso il Bagdad Café, a Newberry Springs, un locale a bordo strada in cui è stato girato l’omonimo film nel 1988: tutto è rimasto come allora e ti sembra di essere davvero dentro il film. Pranziamo lì e proseguiamo il viaggio superando il Fiume Colorando, ed entrando finalmente nello stato dell’Arizona!! Lo spettacolo del sole che tramonta dietro le montagne ci lascia senza fiato! Dopo poco tempo cala la notte e il cielo stellato con la Via Lattea ci accompagna nel percorso. Riusciamo ad arrivare a destinazione, la ridente cittadina di Williams, completamente abitata da Indiani Navaho! Ci prepariamo alla nostra prima notte in un autentico motel all’americana (il Travelodge, a in cui abbiamo pernottato per due notti a 206$ in tre)!

      

 

Day 4.

Oggi ci svegliamo belle cariche…destinazione Grand Canyon!! Da Williams dista un’oretta scarsa. L’aria è fredda, ma appena arriviamo a destinazione ci rendiamo conto che il sole inizia a scaldare parecchio: via i jeans, al volo pantoloncini e maglietta e ci incamminiamo. E che dire…man mano che arriviamo al primo punto panoramico non si riesce a credere ai propri occhi.. Vi garantisco che le foto non sono abbastanza per descrivere questa meraviglia!! È tutto così immenso e spettacolare, e si rimane soltanto a bocca aperta!! Riusciamo anche ad incontrare dei cervi che gironzolano tranquillamente tra i sentieri! Restiamo lì fino al tramonto dove non si può far altro che rimanere in silenzio ad ammirare lo spettacolo che fa il sole sulle rocce rendendole di mille sfumature diverse. Penso che sia stato il posto più suggestivo mai visto nella vita.
Concludiamo la giornata in perfetto stile americano cenando in una steak house di Tusayan, poco distante dal Grand Canyon (Yippe-Ei-O Steackhouse).

   

 

 

 

Day 5.

Oggi ci mettiamo di nuovo on the road per raggiungere altri due posti meravigliosi, il Canyon de Chelly prima e la scenografica Monument Valley dopo, dove ci fermeremo a dormire nel Lodge prenotato un mese prima. Prima però facciamo ancora un giretto nella cittadina stile Old West di Williams dove aleggia ancora il ricordo dell’epoca eroica dei pionieri e della vecchia Route 66.

    foto di Priscilla Pasini.

Giusto perchè le gomme sono sgonfie da un giorno facciamo tappa da un gommista locale dall’aria burbera, che però ce le sistema in un batter d’occhio e con il sorriso.  Giustamente un’avventura non può essere tale se non si modifica un po’ l’itinerario: ecco che sulla strada vediamo il cartello “Meteor Crater”…vuoi non uscire??? Uno dei più grandi crateri meteoritici del mondo, ovviamente di grande effetto!

 

Ci addentriamo poi in una vera e propria enorme riserva indiana, di una bellezza selvaggia e desolata: su ciascun altopiano è appollaiato un villaggio in pietra! Ci rendiamo conto che nell’arco della giornata cambieremo l’ora 4 volte, perchè le due riserve indiane hopi e navajo adottano orari diversi e perchè passeremo dall’Arizona allo Utah! Un viaggio nello spazio e nel tempo. Ovviamente in mezzo al nulla il serbatoio inizia a svuotarsi e noi cominciamo ad entrare nel panico: è tutto molto bello, ma vorremmo arrivare a destinazione! Due indiani su un furgone intuiscono il nostro disagio e accostano per darci una mano e indicarci la prima pompa di benzina. Sono tutti così gentili!!

   

Arriviamo finalmente nel Canyon De Chelly, abitato da sempre dai nativi indiani. Avevamo un po’ il timore che visto il giorno prima il Grand Canyon, saremmo rimaste deluse, e invece questo Canyon è straordinariamente diverso, perchè non colpisce per la sua immensità, ma piuttosto perché con un colpo d’occhio si riesce a vedere ogni suo particolare: il rosso delle rocce che si mescola con il verde acceso degli arbusti, il modo in cui il fiume si è scavato il percorso, i minuscoli campi verdeggianti sul fondo e le numerose e antiche rovine di villaggi indiani addossati alle pareti rocciose.

   

La seconda tappa di oggi prevede la mitica Monument Valley! Corriamo un po’ oltre i limiti per raggiungerla prima del tramonto…ad ogni curva il paesaggio lascia senza fiato… e poi… eccola….OH MIO DIO!! È indescrivibile! Arriviamo in tempo per lo spettacolo delle rocce che diventano sempre più rosse, sulle note della musica dei navajo. Il costo per l’ingresso è di 20$ e dura 24 ore, quindi ovviamente lo abbiamo utilizzato per l’ingresso del giorno dopo. Non ci soffermiamo a lungo perchè domattina ci riserviamo la vista dell’alba sulla Monument dalla terrazza del Gouldings Lodge!

  

 

Day 6.

Stamattina la dedichiamo interamente alla Monument Valley. Non pensavamo ci potesse essere qualcosa di più bello di quello che avevamo visto finora, ma ci dobbiamo ricredere. Dopo aver ammirato l’alba, entriamo con il nostro suv sullo sterrato di terra rossa ed è come essere dentro un film western. Ad ogni curva c’è uno straordinario fenomeno della natura, monoliti rocciosi rossi nell’immensa distesa desertica. Dopo aver impolverato per bene la macchina, ci dirigiamo nel punto in cui è stata girata la celebre scena di Forrest Gump che corre con la Monument alle spalle. Ci affrettiamo per raggiungere la vicina Kayenta dove, uniche straniere in mezzo agli indiani del posto, mangiamo un boccone al volo e facciamo rifornimento.

Poi di nuovo on the road in direzione Page, cittadina vicina al Lago Powell e ai canyon di Bryce e Antylope. Ahimè non tutto va secondo i piani e una volta arrivate il sole è già basso e ci accontentiamo della vista sulla diga di Glen Canyon. E via a cena in un tipico BBQ americano con tanto di musica folk dal vivo (ex stazione di servizio trasformata in ristorante). Qui ci servono noccioline e ribs serviti in vassoi di cartone. Ci dirigiamo poi in un locale country (Windy Mesa) dove impariamo i balli del posto e ci fermiamo a giocare a biliardo: ormai ci siamo calate nella parte! Dormiamo poi nel nostro fidato Motel 6 (95$ in tre).

foto di Priscilla Pasini.      foto di Priscilla Pasini.
       foto di Priscilla Pasini.
Day 7.
Stamattina sveglia presto (e quando mai!!) per andare a scoprire un canyon nascosto accompagnate da Terry, che dopo averci insegnato due passi di country ieri sera al Windy Mesa, oggi ci fa da guida nel Waterhole Canyon simile al famoso Antelope, ma non noto ai turisti (e soprattutto…gratuito!!). Dopo un sentiero scosceso, ci addentriamo in una gola profonda e stretta ma sormontata da pareti di arenaria rossa scolpite dalle piene e dal vento, che danno l’idea di strane onde rocciose. Non contente risaliamo la china rocciosa e ci dirigiamo all Horseshoe Bend, dove il fiume Colorado forma un ferro di cavallo intorno a uno sperone roccioso.
      foto di Priscilla Pasini.
Decidiamo quindi di fermarci a pranzo a Page al Ranch House Grille, frequentato esclusivamente da gente del posto. Qualche foto al Lake Powell e di nuovo in marcia, questa volta la meta non ha nulla a che fare con meraviglie della natura…si va a folleggiare a LAS VEGAS!!!
Dopo molte miglia di montagne rocciose, si passa al deserto del Nevada!
E poi ecco che intravediamo le prime luci dall’alto: l’impatto con la città è esplosivo! Welcome to the fabulous Las Vegas, recita il cartello, e noi avanziamo estasiate fino al nostro hotel, il Venetian! È un tripudio dell’esagerazione! Ci impieghiamo per trovare la reception una buona mezz’ora e un’altra mezz’ora per trovare la nostra maestosa stanza!
Per arrivare in qualsiasi hotel mettete sul navigatore l’indirizzo e poi dirigetevi nel parcheggio e seguite le indicazioni per il parcheggio senza aiuto del valletto. Ci sono poi degli ascensori che vi portano in hotel. Alla reception di qualsiasi hotel in cui andiate chiedete il late check out (non dovrebbe costare nulla in più), così avrete più tempo a disposizione per dormire! A Las Vegas cercate i “Tix4Tonight”, che sono dei posti in cui distribuiscono degli sconti per qualsiasi cosa, dagli spettacoli, ai buffet all you can eat che ci sono in tutti i lussuosissimi hotels della Strip.
Day 8.
O meglio, il day 7 non è mai finito! Non potevamo proprio passare la notte a Las Vegas dormendo, nonostante la camera e i materassi meravigliosi!! Dopo aver impiegato una buona mezz’ora per trovare l’uscita del nostro immenso hotel, ci siamo immerse nel caos di luci della città, circondate da grattacieli mostruosamente kitch e gente folle! Qui trovare un locale non è difficile e ci lasciamo attirare dalla musica di una terrazza del Caesar’s Palace  e poi dal locale del nostro hotel, il Tao!
Insomma, tra una cosa e l’altra, si dorme 3 ore!
foto di Priscilla Pasini.
Io mi concedo anche una corsetta mattutina sulla Strip… Con i postumi della serata ci godiamo la città di giorno che senza luci al neon è comunque spettacolare. Pranziamo al buffet del Treasure Island che prevede qualsiasi tipo di cibo in quantità industriale e costa qualcosa come 20 $ a testa!! Andiamo fino all’hotel New York New York e ripartiamo in ritardo e con un sonno devastante verso la VALLE DELLA MORTE, in mezzo al nulla californiano (e senza rete telefonica), dove giustamente arriviamo dopo il tramonto, al buio e con le strade allagate. Fortuna che nel nostro ranch (StovePipe Wells), in questo angolo di deserto, c’é una piccola piscina all’aperto da cui ammirare le stelle.
    
 
Day 9.
Ci siamo svegliate con il sentore che questa giornata sarebbe stata all’insegna dell’avventura! Ci mettiamo alla guida con un po’ di timori quando vediamo i vari cartelli che ci avvertono del pericolo di morte per il caldo e per la sete, ma decidiamo comunque di proseguire. La Death Valley è davvero scenografica: si passa dalle immense dune di sabbia, un vero e proprio Sahara nel West americano, al paesaggio lunare dai colori magici di Zabriskie Point, al promontorio di Dante’s View, da cui si gode di una vista unica e mozzafiato. Facciamo una deviazione tra le montagne che circondano la Valle per visitare la città fantasma di Rhyolite, fondata dai pionieri in cerca d’oro. Col naso per aria non ci rendiamo conto che la città è ora abitata dalle tarantole (vedi foto) e così saltiamo in macchina e tagliamo la corda! Ma proprio quando pensavamo di essere uscite illese dalla Valle e che il peggio fosse passato, iniziano le prime difficoltà nel lungo tragitto che ci avrebbe dovuto portare alla nostra prossima tappa… Dopo un’iniziale percorso tra montagne con panorami da fiaba e incontri con vari animali selvatici, dopo 2 ore di viaggio, con la luna ormai alta, scopriamo che la strada principale è chiusa! Prese dal panico troviamo a vari km di distanza un punto di ristoro in cui un gentilissimo camionista ci guida verso una strada alternativa che ci porta stanche e salve in un motel fatiscente (Motel6, Bakersfield a 55$ in tre).
foto di Priscilla Pasini.  foto di Priscilla Pasini.  
       
DAY 10.
Con oggi purtroppo si conclude il nostro tour dei parchi. L’ultimo è il Sequoia National Park, il più importante parco di sequoie del mondo. Dopo una sostanziosa colazione all’americana a base di uova e pancetta in uno dei tanti Denny’s presenti ovunque, ci inerpichiamo su per strade strette e tortuose. Man mano che si sale e la foresta si infittisce, i pini e gli alberi più bassi lasciano il posto ai veri protagonisti, alberi millenari che superano in altezza la statua della libertà! Stiamo attente al minimo movimento intorno a noi perchè sappiamo che la zona è popolata da molti orsi, che ovviamente non vediamo l’ora di incontrare. Nel frattempo ci imbattiamo nel Generale Sherman, l’albero più largo del mondo. ll posto brulica di animali selvatici che spesso e volentieri si avvicinano alla strada: stambecchi, cerbiatti, tarantole (anche lì)…ma niente orsi! Ci avviamo affrante verso l’uscita e invece dopo qualche miglia eccolo là, un piccolo e tenero orsacchiotto che se ne sta incurante a bordo strada. Lo salutiamo e ce la filiamo prima che arrivi la mamma! Lasciamo cosi la natura selvaggia e le sconfinate lande dell’entroterra per riavvicinarci alla costa e alle grandi città. Dopo diverse ore di viaggio, al buio come sempre, entriamo finalmente a San Francisco passando per le trafficatissime strade a sei corsie e l’enorme Bay Bridge, con l’imponente skyline dei grattacieli sullo sfondo.
Qui pernottiamo al Fisherman’s Wharf, a Fisherman appunto: di sera c’è il nulla più totale qui!
foto di Priscilla Pasini. foto di Priscilla Pasini. foto di Priscilla Pasini.        
Day 11.
Oggi Windy (così abbiamo ribattezzato affettuosamente il nostro suv) resta a riposo. Complice il sole caldo ci inoltriamo infatti a piedi per i sali-scendi di San Francisco fino alla colorata e vivace Chinatown dove veniamo avvolte dagli odori speziati e ci lasciamo tentare dai negozietti di chincaglierie. Gli americani ci stupiscono sempre con la loro gentilezza: non facciamo in tempo a tirare fuori una cartina che ci vengono subito incontro per darci indicazioni. Dopo salite faticose raggiungiamo Russian Hill dove riusciamo a intravedere qualche scorcio suggestivo della baia. Poi, una volta raggiunto il downtown con i suoi imponenti grattacieli multiformi e i suoi numerosi negozi, veniamo colpite da un attacco impietoso di shopping compulsivo. Usciamo che il sole è ormai basso e inseguiamo il tramonto sulla baia. Per la sera decidiamo di andare alla scoperta di un altro quartiere dove i locali si susseguono uno dopo l’altro, Valencia Street, e per arrivarci straconsiglio Uber! In due secondi arriva una macchina che ti porta dove vuoi a pochissimo! E per il ritorno basta accedere ad un punto wifi (noi lo trovavamo sempre per strada!). Ci rintaniamo in un ristorantino vietnamita con le luci soffuse a ridere delle avventure trascorse. Sembra passato un mese!
    
Day 12.
Sveglia all’alba per la corsetta di rito nella grande città…scoprirla così ti lascia dentro tante emozioni. Dal lungomare pian piano compare il Golden Gate che con il sole ancora basso ha un aspetto tutto particolare. Torno in camera a svegliare le altre due socie e si parte per le salite che si inerpicano sul cucuzzolo della città. Torniamo poi con il nostro fidato Uber al traghetto che ci porterà sull’isola di Alcatraz! Attracchiamo tutte ustionate e iniziamo la visita di questo carcere, unico nel suo genere. Seguiamo il percorso dell’audioguida che è davvero ben fatta, e che in un susseguirsi di testonianze dell’epoca ci racconta la storia di detenuti celebri, di tentate evasioni, di vite distrutte. Dalla rocca, su cui soffia un vento fortissimo, si gode anche di una spettacolare vista della skyline e del Golden Gate. L’atmosfera è di grande effetto, e la visita è sicuramente parte imperdibile del vissuto di questa città. Sbarchiamo dirette al Pier 39, dove troviamo la colonia di leoni marini sdraiati al sole e con un po’ di invidia ammiriamo il molo all’imbrunire. Ma per noi il tempo stringe, e dopo un ultimo giro per i negozietti del Pier andiamo a prepararci per la nostra ultima serata a SF. Usiamo di nuovo Uber per raggiungere Valencia Street e ceniamo al Sugoi Sushi (un po’ chic!).
foto di Priscilla Pasini.  foto di Priscilla Pasini.  foto di Priscilla Pasini.

 

foto di Priscilla Pasini. foto di Priscilla Pasini. foto di Priscilla Pasini.  
  
Day 13.
Oggi riprendiamo la nostra Windy e ci dirigiamo al Golden Gate Bridge per vederlo un’ultima volta da vicino. Salutiamo San Francisco e partiamo per la verde e spagnoleggiante Monterey attraverso la famosa Pacific Coast Highway! Lungo il percorso dobbiamo inchiodare più volte per far passare frotte di surfisti che attraversano con la loro tavola, e superiamo campi immensi di zucche da raccogliere, scogliere a picco sul Pacifico, e spiagge deserte sconfinate. Facciamo tappa nell’insolito paesino hippy di Santa Cruz e poi proseguiamo per le strade che costeggiano il Pacifico. Arriviamo a Monterey per concederci una sosta in spiaggia e per ammirare il tramonto su un nuovo angolo di Usa. Ceniamo al Montri0 Bistro e poi ci infiliamo in un locale a tema Halloween. Il sonno noi non sappiamo cosa sia! Dormiamo poche ore… indovinate dove? Al Motel 6 (121$)!

     

Day 14.
Oggi ci aspetta un percorso spettacolare sulla Costa del Pacifico: passiamo per la famosa 17-Mile Drive, la strada più scenografica del mondo, e ci troviamo alla nostra destra delle baie con degli scorci panoramici pazzeschi, e alla nostra sinistra le più imponenti ville di tutta la California, dove immaginiamo abitare le celebrità più famose. Superiamo Carmel con le sue distese di sabbia bianca e ci immettiamo nella Highway1 (costa circa 8$ a macchina), che segue per 130 miglia la costa selvaggia. La riserva naturale di Big Sur è immensa e ad ogni curva c’è un punto panoramico da cui ammirare l’oceano che si scontra con le scogliere. Oltrepassiamo il famoso Bixby Bridge, uno dei ponti ad un’arcata tra i più alti del mondo, che è a picco sul mare e ci fermiamo a lato di una spiaggia interamente popolata dagli elefanti marini che riposano sotto il sole: ottobre è il mese migliore per osservarli perchè si recano su questa spiaggia per partorire. Sono tutti paesaggi da cartolina, e noi li stiamo vedendo dal vivo.
     foto di Priscilla Pasini.    foto di Priscilla Pasini.    foto di Priscilla Pasini.

             foto di Priscilla Pasini.  foto di Priscilla Pasini.

Arriviamo poi al tramonto a Pismo Beach, dove si trova l’unica spiaggia californiana in cui è consentito l’accesso alle auto, e per questo è spesso utilizzata come set cinematografico. Ovviamente dopo il primo metro siamo già impantanate e dobbiamo chiamare rinforzi per riprendere la nostra folle corsa in riva al mare! Per il resto tutto procede secondo i piani, apriamo la nostra fidata guida per cercare un posticino per cenare e giungiamo nei pressi di Santa Barbara, a Buelton, dove c’è il Pea Soup Andersens, uno stranissimo posto dove tutto è all’insegna delle sue famosissime zuppe di piselli! Dopo una mangiata stratosferica raggiungiamo Santa Barbara dove ci fermiamo per una notte nel solito Motel 6 (129 $ per tre) in attesa di un’altra giornata sotto il sole californiano.
      
Day 15.
Solita corsetta mattutina sul lungomare di Santa Barbara dove qualsiasi passante sorride e saluta con un “good morning” che ti scalda il cuore…la vacanza sta volgendo al termine e tutte queste gentilezze ci mancheranno incredibilmente. Sale già tanta nostalgia..
A colazione in uno Starbuck’s pensiamo alla nostra prossima tappa e puntiamo tutte e tre il dito sullo stesso punto della mappa: Newport Beach, Orange County! Per chi non lo sapesse un intero telefilm adolescenziale è stato girato lì, e noi ovviamente eravamo sostenitrici sfegatate! Sulla strada deviamo per Malibu, dove ci fermiamo a prendere il sole sulle famose spiagge guardando una gara di surf. Rossicce al punto giusto tiriamo poi dritto fino a Newport, uno stupendo tratto di costa dove gli abitanti vivono tutto l’anno felici e abbronzati. Tutto ci ricorda la serie tv e stiamo appollaiate sul pontile ad aspettare il nostro ultimo e belissimo tramonto. Concludiamo la serata in vari localini dove tutti fanno festa. La luna è alta in cielo e mettiamo la testa sul cuscino (dell’ultimo Motel 6, 117$!) pensando alla straordinaria avventura che abbiamo vissuto..
foto di Priscilla Pasini.   foto di Priscilla Pasini.           

 

Day 16.

Il risveglio più triste di sempre. Decidiamo di sfruttare al meglio la giornata andando in spiaggia e a correre sul lungomare con la testa piena di pensieri. C’è il sole come al solito e fa caldo e i surfisti sono già tutti a cavalcare le onde. Prima di riconsegnare la nostra cara Windy decidiamo di concederci un’ultima sosta nella spiaggia di Santa Monica che tanto ci era piaciuta…potendo saremmo tornate 5 minuti in ognuno dei posti che abbiamo visto! Riconsegnamo la nostra compagna di avventure in condizioni pietose, con terra dell’Arizona, aghi di pino, sabbia dei deserti e delle spiagge e con una tristezza incredibile. È tutto finito…

Arriviamo all’aeroporto di Los Angeles con il magone e aspettiamo che un aereo ci porti a casa. Il volo di ritorno era un boeing a due piani dell’Air France, comodissimo e come al solito con un sacco di cibo disponibile.

Questo viaggio lo porteremo per sempre con noi.

Totale miglia percorse: 3400 (5042 km)
Media di ore dormite per notte: 4
Totale tramonti visti: 15
Totale ore di risate al giorno: 20

foto di Priscilla Pasini.     foto di Priscilla Pasini.   foto di Priscilla Pasini.   

 

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Ci sono 3 commenti su “Girls on the Road. West USA 2015!

  1. Gran bel racconto, l’ho letto d’un fiato e mi è tornato il mal d’America! Siete state grandi a percorrere tutta quella strada con 4 ore di sonno a notte, il mio tour del West è stato decisamente più “lazy”!

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