Da Los Angeles a Los Angeles

Da Los Angeles a Los Angeles – Settembre 2004

Di bruno fabriani
appunti di viaggio : 13 giorni
Settembre 2004

1° giorno
Partenza da villafranca di verona per monaco di baviera volo dlh/dla, arrivo disbrigo pratiche di frontiera e imbarco dopo mezz’ora d’attesa con airbus 340 della dlh. Dodici ore di volo non-stop per lax; terrificante in economy class. Arrivo sospirato e ” sudato “. Pratiche doganali e corsa veloce per prendere navetta dell’hertz, dove dopo circa 10 minuti arriva nel deposito citato. Naturalmente tutto quello o in parte indicata nei miei documenti del contratto, di noleggio auto, non corrispondeva ai loro. La categoria scritta era superiore, ( costo aggiuntivo), mancanza del navigatore (never-lost), utilissimo per affrontare il traffico di los angeles, ( ari-costo aggiuntivo); in ogni modo occhio a quello che scrivono sui contratti di noleggio! Stanchi del viaggio abbiamo abbozzato, senza stare a discutere. Presa l’auto, ci siamo infilati nell’highway, proprio nell’ora di punta. Impressionante il colpo d’occhio; 4,5, 6 corsie, un fiume d’auto, sia in un senso che nell’altro, nessuna difficolta’ d’inserimento con l’auto, sono molto educati. Arrivo al beverly hills hotel, distrutti dalla stanchezza, si crolla sul letto e ci si’ risveglia l’indomani.

2° giorno
Giro a piedi per le ville di beverly hills; bellissime, e tutto intorno pulitissimo, ma la gente…dov’e’?

Finito di girare per beverly hills, si scende verso rodeo drive, con negozi d’alta moda, proprio un bel vedere. Prima colazione in una bar. Uova, bacon e tanta altra roba ammazza fegato. Comunque, serve carburante per camminare, puntata a hollywood boulevard, chinese teatre con le famose orme sul cemento, tanti attori e gente famosa, ma intorno….tanti homeless, e purtroppo non saranno gli ultimi. Pomeriggio visita alla warner bros studio’s , bellissimi e interessanti .serata a santa monica presso il ristorante del governatore della california. Ottima cena.. Ma un po’.. Salata.

3° – 4° giorno
Lax – las vegas
Partenza con never lost impostato su las vegas, si cerca di districarsi nel traffico sempre caotico delle highways, alla fine ci si riesce e si entra in un altro mondo. Le strade cominciano a restringersi, ma sono sempre belle e comode, le harley iniziano a sfrecciare con i trucks e i fuoristrada enormi. Autocaravan con auto e moto a traino. Si va’ verso san bernardino-victorville-bastow-calico ghost-baker.

Ci si ferma a fare benzina, costa poco, e si’ mangia il tipico hamburger con pepsi ghiacciata. Le strade s’allungano a dismisura e l’auto diventa sempre piu’ piccola. Si lambisce il deserto del mojave e si intravede qualche spazio salato.

Finalmente arriviamo a las vegas, il colpo d’occhio e’ fantastico. Dopo ore di paesaggi brulli e sempre uguali, intravediamo subito il nostro hotel, il luxor; grande piramide nera enorme e tutto il resto mozza il fiato. E’ tutto..”Troppo”, dalle montagne russe in mezzo agli hotel, alla torre eiffel, al campanile di san marco con relative calle, al bellagio con mini lago di como, alla stratosphere tower alta circa 350 mt., che s’intravede alla fine della strip, tralasciando gli altri ecc…….

Il nostro luxor e’ ..enorme, circa 4000 camere, all’interno sembra un’astronave, tipo stargate. Luci e suoni di slot machine rimbombano all’interno dell’inclinator, ascensore che ti porta di traverso nei piani, il nostro e’ il nono, eravamo un po’ sotto della meta’. Le camera, come al solito sono grandi, comode e in tema egizio.

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Serata d’esplorazione e ricerca di slot machine, prime delusioni in tema di denaro. Il banco vince sempre.

Caldo impressionante a mezzodi’, ti prosciuga la pelle e i sentimenti, ricerca dell’acqua , e’ molto cara. In ogni modo la vista e’ esaustiva.

5° giorno
Las vegas – beatty –tonopah-mammouth lakes
Qui si vede il vero west, caldo atroce e paesaggi lunari ma affascinanti. All’orizzonte s’intravedono delle nubi e alte montagne. La visibilita’ supera gli 80 km. Le vastita’ sono impressionanti. Pero’, quelle nubi…..ci becchiamo l’acqua, e che acqua! Nel pomeriggio lambiamo le white mountains, circa 4270 mt.,
Bellissimi paesaggi, con ranch e relative mandrie, paeasaggio incantevole. Attraversiamo bishop per mammoth lakes.

A mammoth lakes….nevica!!!!!!
Con abbigliamento da “ spiaggia”, si va’ nell’incantevole hotel in precedenza prenotato, molto accogliente ed informale.
Cena con tipica bistecca di montagna, con relativo…burro.
Birra a volonta’, tanto non ubriaca e andiamo a stento a piedi, ma non per la birra bensi’ per il terreno ghiacciato.

6° giorno
Yosemite – stockton –tracy – oakland –san francisco
Mattinata ad attraversate il parco di yosemite, 20 dollari per auto. Bellissimi paesaggi, con la poca neve si valicano i tremila metri, i passi sono aperti; accidenti che strapiombi e poi ..che discese, benedico il cambio automatico , “ 2 e l” fisse e poche frenate. La mia toyota camry e’ eccezionale.

yosemite
All’uscita del parco ci fermiamo in un paesino, dallo stampo vecchio west “ groveland “; a pranzare; incantevole vale la pena soffermarsi di piu’. Poi s’inizia a ridiscendere verso stockton e qui si fanno spese. Cappello da cowboy, cinture di cuoio e altri gadget tipo far west; un bel po’ di dollari glieli lasciamo volentieri, la gente e’ molto cordiale.
Le piantaggioni di limoni, spinaci, fragole e mele si estendono a perdita d’occhio. Cittadine graziose sfilando accanto a noi, che bei paesaggi. Ci avviciniamo alla city,in mezzo le colline pale che girano con il vento sembrano alberi, foreste che cercano di accumulare energia, sono proprio tante. Ci avviciniamo a san francisco, passiamo il porto di oakland e entriamo a pagamento ($ 5), sul primo ponte sopra la baia e finalmente si staglia lo skyline della “ city “.

Attraversiamo il centro della city, per arrivare al nostro albergo. Il navigatore ci porta proprio sotto “ l’albergo” il renoir hotel, sulla mcallister street; sara’ anche antico ma il contorno sinceramente lascia molto a desiderare,e la voglia e quella di scappare via. Purtroppo di fronte l’hotel c’e’ la market street, dove ci sono homeless come funghi, quindi da evitare,

Posata l’auto in parcheggio ad un’isolato dall’hotel, m’avventuro a piedi per il ritorno, con l’accortezza di camminare quasi in mezzo alla strada, per evitare il contatto con questi poveri diavoli, purtroppo sono tanti e le facce………; e sono solo le 18 pm, non parliamo della notte…i cinema a luci rosse con relativi strip, i negozi di tutti i “ generi “, s’animano, altri homeless si riversano in strada, sembra che al calare delle ombre un popolo nascosto esca fuori. La pizza in camera e’ d’obbligo! E dalla finestra del bel “ renoir”, ci si gusta…il panorama sottostante.
Siamo incorsi in un errore della societa’ che ha organizzato il viaggio, cambiandoci all’ultimo momento l’hotel, facendo anche confusione con i giorni di rimanenza nell’hotel, tre invece di quattro; ma alla fine e’ stato quasi un sollievo andarcene
prima. Poi al ritorno a casa….si vedra’.

Per la city, ci vorrebbe uno spazio enorme, per descrivere tutto quello che siamo riusciti in parte a vedere e’, bellissimo ,variegato, citta’ molto europea, tanti stili diversi, insomma una citta’ molto esaustiva in tutti i sensi.

7° -8° – 9° giorno
Ci s’incammina di buon mattino e dopo una ricca ..colazione s’affronta il centro della city. Union square, il civic center e il centro finanziario di questa citta’. Grattaceli altissimi, sommergono storiche costruzioni d’epoca, la vita frenetica delle persone s’intuisce dai caffe’ che si portano dietro. Poi arriviamo alla porta di chinatown, entriamo, e qui s’apre un mondo a parte. Negozi variopinti brulicano di persone, a stento si riesce a caminare sul marciapiede. Colori e odori forti, ci stordiscono insieme al rumore della vita in strada. Tutto cambia, non sembra d’essere negli u.s.a.

Attraversata chinatown, ci dirigiamo verso washington square, dove troviamo il quartiere italiano, con ristoranti tipici e negozi a tema. La chiesa di san peter e paul, si staglia nel cielo blu con le sue due guglie bianche, l’interno e’ bellissimo.

S’inizia a salire, ci dirigiamo verso la coit tower, vecchio faro.
Ci riteniamo fortunati, dalla visibilita’ che il tempo ci ha concesso; normalmente la nebbia la fa’ da padrona. In ogni modo, la vista a 360° e’ bellissima.
Scendiamo verso il fisherman’s wharf, dove visitiamo il pier 39. Molo molto variegato, con inumerevoli negozi e prodotti d’ogni tipo. Pranzo con hot dog e birra. Le otarie si sentono, in ogni senso……..

Passeggiamo sul lungomare pieno di storia, dove un tempo arrivavano i battelli da ogni parte del mondo, e prima dei ponti c’era l’imbarcadero. Oggi la testimonianza di quello che fu’ e’ data da una porta in cemento, collocata sul molo a futura memoria.
La strada si’ fa in salita, e non e un modo di dire, e proprio..in salita, e sono salite spezza gambe. Arriviamo alla famigerata lombard street, con le sue curve incredibili a senso unico.
Man mano che saliamo, ci si rende conto della pendenza della strada; abbiamo i polpacci a pezzi

Arriviamo in hotel quasi in apnea. Si crolla sul letto, domani altra sfacchinata.

Il cielo e’ sembre piu blu, la fortuna continua a sorriderci, ci si’ dirige verso il “ golden gate “, simbolo della city.
E’ proprio grande e lungo, emozionante passarci sopra. Ci fermiamo nel view point e facciamo le foto di rito. Lo skyline della city con la baia, cerchiamo di fissarlo bene nella mente e uno spettacolo emozionante.
“sausalito” , dicono che e la portofino della zona, in effetti hanno ragione. C’e un silenzio rilassante, il sole tiepido ci porta a sdraiarci sulle panchine del porticciolo a goderci il panorama.
Qualche ora di relax, ne’ vale la pena.
La cittadina e pulitissima e le casette sono tutte in ordine, qui scorre molto…denaro. Le persone sono molto cordiali. Proprio un bel posto.

Attraversiamo la pacific heights, dove ci sono ville da mille e un notte. Campi da golf e panorama della city sullo sfondo. Ci si dirige verso il golden gate park con il vecchio presidio. Le croci bianche allineate in perfetta simmetria, fanno impressione, credo siano piu di settemila, a memoria dei caduti. I parchi della citta’ sono enormi, ne’ passiamo uno, ci si ferma a riposare e farci un panino.
Dalle twin peaks, anche qui, il panorama sottostante della city e’ impressionante, la si vede al 90%. Che fortunati con il tempo!

10° giorno
Si parte
verso santa cruz, arriviamo a monterey, vecchia capitale della california messicana. Le distese di fragole, carciofi e altre coltivazioni d’ortaggi sono a perdita d’occhio.
Cerchiamo un hotel, ma e tutto pieno, quindi ci dirigiamo verso “ carmel”, piccolo gioiello, in mezzo a boschi e campi da golf, con la spiaggia bianchissima, che posto! Clint eastwood, ne fu’ sindaco. Nella cittadina; ordinatissima, la percentuale di cartelli pubblicitari, e molto scarsa. La stessa fu rifugio di molti artisti. Le gallerie d’arte sono innumerevoli. Si respira un’aria di relax impressionante, con ritmi molto lenti.
Ci passerei volentieri le ferie. Anche questo, un posto da ricordare bene.

11° giorno
Il big sur, sara’ anche bello, ma la nebbia che la city ci ha risparmiato, la sta dando con gli interessi.
Gli strapiombi a picco sul mare…di nebbia, lasciano intuire che sotto esiste il mare. I view point,ti fanno sentire il rumore delle onde sottostanti centinaia di metri, ma e difficile vederle.
La strada e molto variegata con salite e discese molto ripide.
Bisogna fare attenzione. In ogni modo, a parte la nebbia che ci nega il panorama del mare con le sue coste, vale la pena farla.
Lungo la strada , si possono notare dei paletti con delle campane, con la scritta “ el camino real “, e queste sono distribuite lungo la strada, collegando le 21 missioni, formando una catena lunga 1050 km, sopra tutta la faglia di sant’andrea.

Dopo un bel po d’ore, arriviamo a san louis obispo, bel centro. Passiamo santa maria, solvang (in stile danese), e arriviamo a santa barbara. Troviamo un grazioso motel e ci fermiamo per due giorni. Serata lungo la via centrale, piena di negozi alla moda, pub, ristoranti, negozi strani, gente di tutte le razze. In sostanza tutto quello che fa tendenza.

12° giorno
Mattina sulla beach di santa barbara, si cammina sulla lunghissima spiaggia. Ci sono corsie riservate per chi con i pattini, biciclette di tutti i generi e anche qui, purtroppo , anche qui nei prati, ci sono gli homeless. Accampati sulle verdi distese a riposarsi. Non e un bel vedere. Comunque, risaliamo la via principale, e ci dirigiamo verso la vecchia mission.
Bella e antica, sull’asfalto si vedono ancora tracce dei street painter, i nostri madonnari.
Si riparte alla volta di los angeles, passando per ventura, arrivo nella serata.

13° giorno
Si ripassa velocemente per hollywood bvld per le ultime cartoline, ultime foto, pranzo da mc donald’s, che sinceramente avrei fatto a meno, visto l’ambientino interno……, le facce sono poco raccomandabili, e la pulizia beh!….lasciamo stare.
Facciamo una capatina al cimitero di hollywood, dove ci sono la maggioranza delle star sepolte. Molto monumentale.
Andiamo nella mitica venice beach…………, parcheggiamo, vediamo…..umh! Altra delusione. E tutto allo sfascio. Scappiamo e si riparte per santa monica. Panini in spiaggia con i gabbiani.

Serata presso un buon ristorante italiano lungo la santa monica bulv, a lax, molto onesti e buon cibo, con l’immancabile bicchiere d’acqua con ghiaccio.
S’inizia a fare le valigie. Singh! Addio lax, ci mancheranno i tuoi lunghi caffe’,i tuoi enormi hamburger, le colazioni spacca fegato, ecc……addio! Comunque sei sempre america!

Si riconsegna la camry, compagna di tante miglia.
Si finisce di farsi salassare dall’hertz, le comodita’ si pagano!
E inizia l’attesa per partire.

conclusioni
Quindici giorni per vedere la california, sono un po
pochini.
Potevamo optare, per un viaggio con guida e tutto prenotato e si poteva anche risparmiare qualcosa, magari si vedeva di piu.
Ma le levatacce, non ci piacevano e volevamo gustare senza limitazioni, quelle cose che magari un “ mordi e fuggi”, ti costringe a non fare.
Ci mancheranno i grandi spazi, le foreste, i deserti, le grandi distanze che rilassavano la mente.

Delle grandi citta’, mi hanno deluso, la sporcizia in alcuni luoghi, la problematica degli homeless, che sono una moltitudine e mettono a disagio. Le mance obbligatorie, le percentuali di tasse da aggiungere ad un prezzo, pero’ ci si adegua; paese che vai……

Devo dire che la gente e cordiale, disponibile.
A parte beverly hills, con le sue bellissime ville e una parte di hollywood; il resto di los angeles per me e’…..piatto!

Tutto uguale, con rioni, specialmente in periferia non proprio adatti al turismo, pero’, magari velocemente e di giorno, un giro lo si’ puo fare.
Purtroppo, con i fatti successi…, il disbrigo pratiche, controlli bagagli, sono molto lunghi; c’e’ da capirli.
Meglio mettersi l’anima in pace e portare pazienza.

Ah! Un consiglio, se viaggiate con dlh 452/3 – airbus340-300 monaco-lax-monaco ,e siete viaggiatori dell’economy class, al check-inn, fatevi dare la fila 29, e poi capirete il perche’, fidatevi.

Viaggio dal 15 settembre al 29 settembre 2004
Componenti 3 (tre)
13 giorni di auto a noleggio –cat. C (toyota camry), stupenda!
13 giorni supplemento never lost (navigatore satellitare)
10 giorni di hotel prenotati solo dormire
3 biglietti aerei da verona-monaco-lax e ritorno
Totale euro: 5.541 + pasti

Bruno fabriani – villafranca di verona

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