Berlino a dicembre: modernità e tradizione

Quando pensiamo ad una vacanza in una città europea a fine dicembre siamo sempre nel dubbio se rischiare di prendere troppo freddo andando a nord cercando la migliore atmosfera natalizia, oppure ripiegare verso una città del sud Europa con un clima che dovrebbe essere migliore, ma lasciando perdere mercatini di Natale e tutto quello che richiama la tradizione. Quest’anno siamo già stati a Barcellona e allora decidiamo di sfidare il freddo e prenotiamo per Berlino dal 27 al 30 dicembre.

 

Il caldo anomalo che ha caratterizzato l’Italia nel mese di dicembre arriva fino alla Germania e, al nostro arrivo, le temperature sono solo di pochi gradi inferiori a quelle che abbiamo lasciato in Italia e comunque sopra la media del periodo, nei giorni successivi scenderanno rapidamente a valori intorno allo zero, ma comunque senza pioggia o neve e quindi, tutto sommato, dal punto di vista meteorologico, direi che siamo stati fortunati.

La partenza è dal rinnovato aeroporto di Bologna con un volo Ryanair, pienissimo come al solito, che arriva nel primo pomeriggio di domenica 27 all’aeroporto di Schonefeld, nella zona est della città in perfetto orario. Cerchiamo subito l’ufficio turistico all’aeroporto Berlinese per acquistare la Welcome Card da 72 ore con la Insel Museum card annessa, che consentono a tutta la famiglia (mia figlia, dodicenne, usufruisce della nostra card) di viaggiare in tutti i mezzi pubblici, treno da e per l’aeroporto compreso, per 72 ore e anche di entrare in tutti e cinque i musei, compresi appunto in quella che viene definita, “Isola dei Musei”.

Per arrivare in centro ci sono i due treni regionali, RE7 e RE14 che dall’aeroporto di Schonefeld vanno in centro. Ognuno di essi parte ogni mezz’ora e quindi c’è un treno praticamente ogni quarto d’ora. Con l’RE14 arriviamo in una ventina di minuti ad Alexander Platz. E’ il centro di Berlino, lo snodo di diverse linee di metropolitana, tram, treni e bus. Tutti passano di qua per arrivare ovunque. Per questo soprattutto nelle ore centrali nel giorno è molto, molto caotica, pienissima di gente. Nella piazza si trova comunque ogni genere di negozio, bar, ristorante, centro commerciale.

Volo Ryanair

Per arrivare all’hotel che abbiamo scelto, dobbiamo prendere la metropolitana U-Bahn, quella sotterranea, mentre ci sono anche diverse linee della S-Bahn, la metropolitana di superficie, oltre a diversi tram e bus, la maggior parte dei quali passano proprio da Alexander Platz. Con due fermate della linea U8, scendiamo alla stazione Rosenthaler Platz e in pochi metri a piedi raggiungiamo il nostro hotel, l’Ibis Styles Berlin Mitte.

 

Scegliamo ancora un hotel della catena Ibis, come in altri viaggi recenti, sono tutti hotel piuttosto economici e essenziali, ma per i nostri viaggi in cui stiamo fuori tutto il giorno vanno benissimo e, anche in questo caso, l’impressione positiva viene confermata.

Abbiamo una camera familiare, che sono in pratica due camere comunicanti, la seconda ad angolo, un po’ più piccola. La posizione dell’hotel è ottima. A veramente dieci passi dal tram M1 che porta all’isola dei Musei e alla fermata della metro Rosenthaler Platz che in due fermate porta ad Alexander Platz, dove poi, cambiando metro, si arriva ovunque compresi gli aeroporti.  Stile molto moderno, colorato e vivace. Molto pulito e staff cordiale e disponibile. Colazione nella media, comunque molto fornita. Ottimo il fatto che sia possibile prendere acqua, the e caffè gratuitamente fino alle ore 22.00. A disposizione anche pc, stampante e wi-fi semplice e veloce sia nella hall che in camera. Unico difetto direi le camere veramente piccole e senza armadio, con solo un paio di mensole per appoggiare vestiti e oggetti personali. Prezzo per tre persone (due adulti e una ragazza) nella media degli hotel semicentrali. Si trova anche a meno, ma non so in quanti possano raggiungere questo rapporto qualità prezzo.

 

Rapidamente lasciamo i bagagli in camera e usciamo per andare a fare un primo assaggio della città. E’ dicembre e ci sono ancora la maggior parte dei mercatini di Natale, famosi e copiati ormai in tutto il mondo, comprese tante città italiane. Alcuni finiscono proprio il giorno del nostro arrivo e quindi la precedenza viene data proprio alla ricerca dei vari mercatini.

Alexander Platz

Il primo lo troviamo proprio ad Alexander Platz. Sono centinaia di casette con prodotti tipici dell’artigianato locale oppure con i classici currywurst e crauti con birra a volontà. C’è tantissima gente, ma è tutto molto ordinato e non c’è confusione, nelle bancarelle più affollate, ognuno aspetta ordinatamente il proprio turno per guardare e eventualmente acquistare qualcosa.

 

Finito il giro del mercatino, decidiamo di fare quello che molti hanno consigliato, ovvero il giro in bus delle principali attrazioni turistiche di Berlino. Il Comune ha messo a disposizione due linee, la numero 100 e la numero 200, che, praticamente, passano da tutte le principali attrazioni turistiche. Si paga il normale biglietto urbano, per noi è ovviamente compreso nella Welcome Card, e si può salire e scendere dove si vuole. Il bus numero 100 è a due piani, proprio esattamente come i classici Hop On – Hop Off delle varie compagnie che sono in quasi tutte le città.

Prendiamo proprio il bus numero 100 che parte da Alexander Platz. Riusciamo a sederci nei posti migliori, al secondo piano in prima fila e quindi decidiamo di fare l’intero percorso che dura una mezz’oretta. Parte da Alexander Platz, passa accanto all’isola dei Musei, attraversa l’elegante via Unter Den Linden, passa vicino alla porta di Brandeburgo e al Reichstag, il Parlamento con la sua Cupola illuminata e poi si dirige verso lo Zoo, che è il secondo capolinea del bus.

 

Scendiamo allo Zoo e nella piazza accanto c’è un altro mercatino di Natale, facciamo un giretto, anche qua tanti prodotti artigianali e tanto mangiare e bere, è ancora presto per cenare e vogliamo vedere ancora qualcosa della città. Per tornare verso il centro prendiamo il bus numero 200, che in parte ha lo stesso percorso fatto all’andata con il 100 e in parte invece cambia il giro, passando da un’altra piazza importante di Berlino, Potsdamer Platz, il quartiere più moderno della città, sovrastato dal Sony Center e dai tanti grattacieli che la circondano. Modernità e tradizione si fondono perfettamente in questa piazza occupata da un altro importante mercatino di Natale. In questo periodo la piazza ospita anche la pista per pattinare sul ghiaccio e una ripida discesa ghiacciata in cui i ragazzi si divertono a scendere seduti su specie di slitta.

 

Non fa tanto freddo, solo qualche grado in meno dell’Italia e comunque ben oltre le medie stagionali che in dicembre portano spesso Berlino parecchi gradi sotto lo zero e quindi decidiamo che possiamo restare a mangiare sotto le tettoie di plastica che hanno allestito ai mercatini. Primo assaggio delle specialità locali e poi ripartiamo ancora con il bus a due piani numero 100 verso Alexander Platz. L’immensa piazza ci sembra diversa da prima da quanto è grande, ora facciamo un giretto nella zona non utilizzata per i mercatini, attorno alla grande torre della televisione che sovrasta l’intera città. Cade qualche goccia di pioggia ma non dà fastidio e possiamo ancora girare un po’ a piedi prima di rientrare, molto stanchi in hotel.

 

Il secondo giorno, come sempre quando siamo in vacanza, ci alziamo molto presto, facciamo un’abbondante colazione e poi partiamo verso quello che resta del muro di Berlino, un chilometro e trecento metri di muro ancora eretto, su cui vari artisti locali hanno lasciato disegni, graffiti e murales. E’ la East Side Gallery, una sorta di museo a cielo aperto, dove appunto artisti locali e internazionali hanno deciso di imprimere per sempre in quello che resta del muro, la loro ispirazione artistica. Per arrivarci da Alexander Platz prendiamo la metro U1 e scendiamo a Warschauer Strasse, si attraversa il ponte sul fiume Sprea e si è proprio davanti a quel che resta del Muro. Ovviamente la visita ha un notevole valore emozionale e legato al ricordo di quello che è stato il muro, molto più del valore artistico dei graffiti. E’ una passeggiata piacevole, aiutata anche dal sole che risplende sul cielo di Berlino e poco importa se invece la temperatura è calata di qualche grado avvicinandosi allo zero.

Muro Berlino

Quel che resta del muro finisce in prossimità della stazione centrale di Berlino, Hauptbahnhof. Dalla stazione abbiamo solo l’imbarazzo della scelta del mezzo per andare verso la seconda tappa della nostra mattinata, lo Zoo. Prendiamo un convoglio della metropolitana di superficie, la S75 che ci porta proprio nella zona dello zoo, nella parte occidentale della città.

La nostra Welcome Card ci consente uno sconto del 25% sul prezzo del biglietto di ingresso e, senza fare grandi code, siamo dentro uno dei bioparchi più grandi d’Europa.

 

Lo zoo è molto curato e pulito, gli animali, almeno apparentemente, non sembrano soffrire la cattività. Non seguiamo un percorso predefinito ma preferiamo, almeno all’inizio, cercare gli animali negli orari in cui viene dato loro il pasto, anche perché, in alcuni casi, ci sono alcune dimostrazioni, anche se sono tutte in tedesco e capiamo poco o nulla. Essendo inverno, alcune specie, come gli orsi polari, sono sostanzialmente in letargo e quindi si fanno vedere poco, ma sono tanti gli animali, di ogni genere e provenienza, dalle simpatiche scimmiette, alle eleganti giraffe, passando per elefanti, ippopotami, pinguini, leopardi e molti altri. E’ stata una visita piacevole con tante famiglie e tanti bambini a scorrazzare per i vialetti che dividono le varie zone dello zoo.

Zoo Berlino

E’ ormai il primo pomeriggio. Anche se abbiamo fatto colazione abbondante la fame si inizia a far sentire e anche un po’ di stanchezza e, visto che abbiamo ancora tantissimo in programma per la giornata, decidiamo di tornare verso la zona dell’hotel per mangiare qualcosa e riposarci un’oretta prima di riprendere la nostra visita della città.

 

Il programma del resto della giornata ci propone i due simboli principali (con i resti del muro) di Berlino, la Porta di Brandeburgo e la visita del Reichstag, il Parlamento tedesco.

Torniamo quindi ad Alexander Platz e prendiamo uno dei tanti bus che vanno in direzione della Porta di Brandeburgo. Scendiamo qualche centinaio di metri prima per vederla tranquillamente a piedi da lontano e intanto passeggiare nella splendida Unter Den Linden, con gli alberi illuminati e decorati a festa.

Porta di Brandeburgo

La porta di Brandeburgo non è nulla di artisticamente o architettonicamente favoloso, ma è il simbolo di Berlino, uno dei tanti punti dove il muro divideva la città, ora diventata punto di aggregazione dei giovani provenienti da ogni parte della città e della Germania. Non a caso si stavano preparando gli allestimenti per la grande festa prevista per la imminente fine dell’anno. Credo che vada vista sia di giorno che con le illuminazioni della sera, che creano un’atmosfera ancora più suggestiva al monumento. Noi arriviamo proprio quando a metà pomeriggio il sole sta per tramontare e quindi riusciamo a vederlo sia con ancora un po’ di luce naturale sia quando accendono le luminarie sopra la porta.

 

Restiamo un’oretta in zona porta di Brandeburgo ad ammirare il monumento e tutto il contorno e poi, a piedi, ci dirigiamo, nel vicino Parlamento, il Reichstag. L’edificio è veramente imponente e maestoso. La visita nella Cupola è imperdibile per ogni turista che arriva a Berlino. Indispensabile la prenotazione on line, sul sito ufficiale del Bundestag, qua https://visite.bundestag.de/BAPWeb/pages/createBookingRequest.jsf?lang=en dove occorre specificare l’ora di ingresso a cui gli addetti si attengono scrupolosamente. La visita è gratuita, compresa l’audioguida in italiano che descrive sia la storia e l’attività del Parlamento, che il panorama che si può ammirare dalla Cupola. Noi abbiamo prenotato l’ingresso per le ore 17.00 proprio per ammirare la città con le luci della sera. Arriviamo un po’ in anticipo e il rigido sistema di ordine e sicurezza non ci permette di entrare fino all’ora prevista. Restiamo a fare qualche altra foto all’esterno, mentre il freddo inizia a dare un pochino fastidio. Finalmente arriva il nostro turno e l’attesa è ripagata da una vista e un’emozione straordinaria nel salire il largo percorso a chiocciola che porta fino alla sommità della cupola del Reichstag.

Reichstag

Cupola Reichstag

Finita la visita del Parlamento, torniamo a piedi verso la porta di Brandeburgo per ammirarla ancora, questa volta con tutte le luci della sera che fanno risaltare ancora di più l’edificio. Continuiamo a piedi verso il centro fino a Friedrichstrasse, altra via di interesse storico, perché una volta era divisa in due, nella zona occidentale e in quella orientale dal famoso Check Point Charlie. Ora è anche una strada molto elegante piena di negozi alla moda e punto di ritrovo per tanti giovani.

 

Poi riprendiamo un bus per tornare ad Alexander Platz dove andiamo a mangiare in un modernissimo self service, Vapiano, dove si trovano sia pizza e pasta che cibi tedeschi. Il posto è affollatissimo nonostante sia grandissimo e aspettiamo quasi un’ora prima che il piccolo aggeggio che ci hanno dato simile ad un telefonino vibri indicando che il nostro ordine è pronto e possiamo andare a prenderlo. Vorrei girare ancora un po’ nella Berlino serale e ormai notturna, ma la stanchezza prende il sopravvento e decidiamo di concludere la serata in hotel.

 

Il terzo giorno della vacanza è dedicato alla visita dei Musei. Le previsioni del tempo davano freddo in aumento e così abbiamo pensato di lasciare questa giornata alla visita delle opere presenti nell’isola dei musei di cui avevamo già acquistato la card cumulativa che permette l’ingresso a cinque musei tutti situati nella stessa zona. Noi ci alziamo presto come al solito e, questa volta con il tram numero M1, preso direttamente nella zona dell’hotel, arriviamo molto prima dell’apertura delle 10.00.

Allora decidiamo di anticipare la visita del vicino Duomo, già aperto dalle 9.00. La Welcome Card ci consente uno sconto sull’ingresso, che permette la visita dell’interno della Cattedrale, della cripta, con le tombe e i sarcofagi dei re tedeschi e la salita sulla Cupola, che permette un bel panorama sulla città, molto simile a quanto visto la sera precedente con le luci notturne dalla cupola del Reichstag.

Duomo Berlino

Il Duomo sicuramente merita la visita anche se non è bello come tante altre cattedrali che abbiamo in Italia o che si trovano nel resto dell’Europa. Siamo contenti di esserci andati, ma abbiamo sicuramente sbagliato l’orario, perché, col senno di poi, sarebbe stato meglio mettersi subito in coda per andare al Pergamon Museum. Infatti al contrario di quello che pensavo, il fatto di avere già il biglietto di ingresso pagato con la Welcome Card non ci ha esentato da fare la coda all’ingresso del Pergamon e quindi alle 10.30, solo mezz’ora dopo l’apertura ci siamo trovati davanti una lunghissima coda che terminava proprio davanti al cartello che annunciava minaccioso le 2 ore di coda stimata per arrivare all’ingresso. E’ l’ultimo giorno pieno di vacanza e non abbiamo alternativa a restare in coda ad aspettare pazientemente di poter entrare.

 

E’ il momento più difficile della vacanza soprattutto per il freddo che inizia a farsi sentire, siamo intorno a zero gradi e quando arrivano le folate di vento è davvero dura restare in piedi e fare quei pochi centimetri ogni tanto. In realtà la coda dura un po’ meno di due ore, ma supera l’ora abbondante e finalmente verso mezzogiorno riusciamo ad entrare al Pergamon. All’ingresso compreso nel prezzo ci viene fornita l’audioguida che spiega, in italiano, tutte le opere presenti nel museo.

La seconda delusione è che molte sale sono in restauro, tra cui quella con l’altare di Pergamo che dà il nome al museo, ma appena entrati ci troviamo davanti subito un grande capolavoro, che vale certamente la visita al museo e la coda, è la porta di Ishtar, il grandioso portale che dava l’accesso all’antica Babilonia, ricostruito quasi integralmente, comprese le vie di accesso alla porta, tutte decorate in modo splendido, con leoni, draghi e tori, i simboli delle principali divinità babilonesi.

Pergamon

L’altra grande opera custodita nel museo è la porta del Mercato di Mileto, davvero immensa. Nei due piani del museo, ora visitabili al pubblico ci sono svariate opere dell’arte assira, babilonese e islamica in generale. In un paio di ore vediamo tutto e, dopo aver verificato che nell’altro museo che vogliamo assolutamente visitare, il Neus Museum, la nostra Welcome Card ci consente di saltare la lunga coda alla cassa, decidiamo di tornare nella zona dell’hotel per riposarci un po’ e mangiare qualcosa.

 

Un’oretta di pausa al caldo e ripartiamo con lo stesso tram M1 verso l’isola dei Musei, e entriamo subito, questa volta senza problemi di code, al Neus Museum, il museo Egizio con anche collezioni del museo dell’antichità e della preistoria. Qua la ristrutturazione è finita alcuni anni fa ed è tutto pronto per accogliere i numerosi turisti. Anche in questo museo è a disposizione dei visitatori gratuitamente l’audioguida anche in italiano.

 

L’opera più importante del museo è senza dubbio il busto della Regina Nefertiti, fantastica rappresentazione della Regina Egiziana. Purtroppo non si può fotografare, ma la sua visione vale senza dubbio l’ingresso al museo. Ci sono anche molte altre opere interessanti come l’incredibile Cappello di Berlino, lungo copricapo in lamina d’oro, completamente ricoperto da incisioni che rappresentano un calendario astrologico e risalente all’età del Bronzo, oltre a numerose altre testimonianze dell’Età antica.

Neus

Purtroppo siamo già a metà pomeriggio e non abbiamo più tempo per entrare negli altri musei dell’isola, che sono l’Alte Museum, una pinacoteca con quadri importanti, il Bode Museum, con sculture e opere artistiche dell’età bizantina e l’Altes Museum, sempre con collezioni dell’antichità.

 

Torniamo invece verso Friedrichstrasse e con due fermate della metro U6 scendiamo a Kochstrasse e siamo proprio di fronte al Check Point Charlie, il più noto posto di blocco sul confine tra i settori, dal 1961 nel Muro di Berlino.

In funzione dal 1945 al 1990, collegava il settore di occupazione sovietico (quartiere di Mitte) con quello americano (quartiere di Kreuzberg). Vi era ammesso il passaggio solo di militari delle forze alleate, di diplomatici e di cittadini stranieri. Fino al 1989, era l’unico punto di passaggio (e comunque quello più noto) tra Berlino Est e Berlino Ovest, come ancora oggi ricorda il vecchio cartello. Di fatto, però ora è solo un punto turistico con qualche figurante in divisa che tratta per chiederti soldi per fare fotografie. Ad alcuni che lasciano mance consistenti permette di indossare il proprio cappello. Peccato. Il luogo avrebbe potuto essere meglio valorizzato.

Check Point Charlie

Ormai è buio e ci resta solo il tempo per tornare in zona Alexander Platz, vero e proprio punto di arrivo e di partenza di ogni tappa, per curiosare nei tanti negozi in cerca di qualche souvenir.

 

La mattina del quarto giorno ci resta solo da far colazione e riprendere il treno RE7 da Alexander Platz verso l’aeroporto di Schonefeld, dove, ancora puntualissimo, l’aereo Ryanair ci riporta a Bologna.

 

Berlino è una bella città dove si fonda la storia passata con la ricerca di un futuro modernissimo. Tutto è organizzato molto bene. La rete di trasporti pubblici è tra le migliori che abbia mai visto. Due giorni pieni e qualche ora del giorno di arrivo sono un po’ poche per godersi al meglio questa città. Consiglio almeno un giorno in più, oppure di programmare una seconda visita alla città, magari in una stagione meno fredda.

Auf Wiedersehen Berlin

Berlino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo del Diario di Viaggio

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