Tinos: la mistica isola di Eolo

Estate 2015. Di nuovo Grecia, il nostro amore più grande. La dove torniamo ogni volta, cercando fra le isole il nostro paradiso e aggiornando ogni volta la nostra classifica in attesa di vederne abbastanza per decretare la vincitrice. E anche quest’anno Cicladi. Voliamo ad Atene e ci imbarchiamo la mattina successiva da Rafina, destinazione Tinos, dove trascorreremo i nostri primi sei giorni di vacanza. Mini appartamento prenotato dall’Italia e scooter a noleggio per godere in libertà di quest’isola che ci ha fatto sognare.

Tinos è Grecia autentica, snobbata ancora dalla massa del turismo internazionale. E’ un’isola grande, rigogliosa e vivace, vissuta dai greci che qui trascorrono le loro vacanze nelle case dei nonni. Un’isola sacra, meta dei pellegrinaggi ortodossi e disseminata di chiese come nessun altra. Ed è l’isola di Eolo, dove il vento non ti molla mai. Davvero. L’isola degli artisti e dei tanti villaggi, che ti fanno dimenticare di essere qui per il mare. Ha paesaggi unici, da vertigine, con strapiombi sul blu dell’Egeo che ci ha ricordato Amorgos. Tinos è tutto questo, è talmente tanto che quasi ti fa dimenticare le spiagge, che sono tante, selvagge e poco sfruttate, forse non adatte a chi cerca la destinazione balneare per eccellenza. Non è una destinazione per tutti, insomma…

In dettaglio:

6.08.2015: E’ l’alba quando arriviamo sul molo del porto di Rafina. Il primo segnale che ci conferma che Tinos non è propriamente fra le rotte turistiche è la faccia dell’addetto all’imbarco, che controllando i biglietti ci osserva sorridendo dicendo: “Tinos? Wow….”. Infatti ci accorgiamo che saranno solo famiglie greche a scendere qui, lasciando i turisti proseguire per la vicina e sempre più mondana Mykonos. Già sul traghetto il meltemi si fa sentire e dobbiamo abbandonare l’idea di restare all’esterno. Prima sosta Andros. Osserviamo dal ponte la discesa e la salita dei pochi che si fermano qui. Per più di un’ora costeggiamo la selvaggia costa di Andros, fino a scorgere finalmente quella della nostra destinazione. Sono le 11:30 quando finalmente sbarchiamo a Tinos Town, dove ad attenderci c’è Carlo, il proprietario della struttura che abbiamo prenotato. La cittadina ci appare subito caotica e molto più vissuta rispetto alle altre Cicladi visitate. Arrivati al “Carlo Bungalows”, sulle colline di Agios Ioannis porto, ci sentiamo subito meglio. Il posto è bellissimo, familiare e con una terrazza con piscina che ci fa subito venir voglia di bagno. La stanza che ci assegnano è molto grande, pulita, con cucinotto fornito e un balcone panoramico gradevolissimo. Il Meltemi è fortissimo e Carlo ci informa da subito che qui è praticamente la norma. D’altronde avevamo letto che Eolo pare vivesse qui! E infatti torniamo al porto a ritirare il nostro scooter solo dopo un bel bagno, e cominciamo la nostra vacanza con una prima passeggiata per Tinos Town, cominciando a orientarci. Facciamo scorta per il nostro piccolo frigorifero e torniamo in hotel a rilassarci. Ci godiamo la terrazza e il primo bagno di sole, assaporando la ritrovata magia delle Cicladi. Stasera ceniamo in stanza, faticando a tenere apparecchiata la tavola sul balcone tanto il meltemi è forte. Relax in terrazza a guardare le stelle.

07.08.2015: Sono le otto quando spalanchiamo le finestre accecati dalla luce che solo l’estate greca sa regalare. Saliamo a bordo piscina per la colazione. Tutto buono e vario e non mancheranno mai i fichi freschi colti nel giardino, che abbondano su tutta l’isola. Dedichiamo la mattinata in spiaggia fra Agios Ioannis e Agios Sostis. Il vento continua a essere forte, ma qui il mare si mantiene abbastanza riparato. Agios Sostis è molto bella e tranquilla, frequentata da famiglie. Continuando lungo lo sterrato è possibile trovare il proprio spazio di solitudine fra gli scogli. Nel primo pomeriggio risaliamo la collina, diretti alla spiaggia di Pachia Ammos. I panorami che ci si aprono davanti sono stupendi con colori che fanno sognare e ci ricordano Amorgos. Rientriamo in hotel abbastanza presto per un altro bagno in piscina, che diverrà un rito familiare. Ma la realtà è che vogliamo uscire prima del tramonto per andare a Monastiri. La strada sale e l’isola continua a mostrarci il suo paesaggio mozzafiato, aspro, selvaggio e allo stesso tempo plasmato dalla presenza umana che lo rende più dolce e particolarmente VIVO rispetto ad altre isole. Cominciamo a scorgere le tante piccionaie, simbolo dell’isola e le chiese, innumerevoli. Pare non siano state contate ma davvero sono una presenza costante. E i villaggi. Si perchè i villaggi di Tinos sono tanti e tutti autenticamente abitati e sfruttati. Arriviamo a Monastiri, il convento di suore ortodosse da cui proveniva Suor Pelagia. La tradizione narra che grazie alle visioni di questa suora fu rinvenuta la fonte e l’icona dell’annunciazione su cui è stato eretto il Monastero di Tinos, meta di pellegrinaggio dei fedeli ortodossi. Il convento è in realtà costruito come un piccolo villaggio fortificato, interamente visitabile. Sarà la luce, sarà il panorama, sarà il vento, sarà il silenzio ma l’atmosfera è davvero mistica. E’ un peccato uscire da questo luogo di pace e ci sente meglio. Continuamo la nostra visita fino al tramonto con brevi soste nei villaggi di Dio Choria e Triandaros, cominciando ad apprezzare l’architettura che qui è diversa dalle altre isole. Guardiamo il tramonto da Triandaros, mentre si sente solo la celebrazione della messa nella vicina chiesa e trasmessa all’esterno con gli altoparlanti. Ok, amiamo Tinos. Riscendiamo a Tinos Town e visto che siamo in aura religiosa ci fermiamo subito per una prima occhiata al Santuario della Madonna, dove ci proponiamo di tornare con calma. A cena kokoretsi e per smaltire passeggiata per la strada del mercato, l’unica con i negozietti aperti dove si concentra lo struscio serale. In realtà la maggior parte dei negozi è di articoli religiosi, icone, candele e i contenitori per l’acqua santa! C’è tanta gente e sono quasi tutti greci, allegria e musica in piazza, ma è lontana la movida delle isole più conosciute. E ci piace così.

08.08.2015: Sveglia, colazione e pronti per una giornata piena. La destinazione balneare è l’area di Kolimbithra ma al ritorno l’intenzione è di visitare i villaggi in quell’area dell’isola. Nel viaggio d’andata varchiamo la collina, altri scenari, altre piccionaie, altre chiese. Ci sembra di aver lasciato il 2014. Riscendiamo verso la piana di Comi, così verde che non ci sembra più un paesaggio cicladico. Arriviamo a Kolimbithra e sinceramente l’impatto è piuttosto deludente. Spiaggia larga alla fine di una piccola laguna salmastra, con mare abbastanza mosso e un piccolo beach bar ricavato in un vecchio furgoncino anni 70. Noi decidiamo di andare oltre…subito dopo c’è un’altra spiaggia, migliore, con mare più calma e completamente attrezzata. A noi non convince. Proseguiamo oltre seguendo la strada sterrata. Altra spiaggia quasi deserta, grande e selvaggia ma la costa si fa frastagliata e scorgiamo piccolissime calette da sogno, e determinati a scoprire se raggiungibili continuamo ancora. Deicidiamo di scendere alla prima possibilità, lasciando il motorino e proseguendo a piedi. Finalmente un paradiso, isolato e riparato dal vento. Fino alle 13.30 siamo completamente soli, poi piano piano anche quest’angolino sperduto comincia a popolarsi di famiglie greche. Lasciamo il paradiso per uno spuntino e ci dirigiamo verso il paesino di Aetofolia, dove ci era stata consigliata una piccola taverna. Aetofolia è un altro piccolo gioiellino di vera Grecia e mangiamo i pomodori più buoni che abbia mai assaggiato! Dopo la piccola siesta torniamo al mare, restando a Kolimbitrha per un bagno fra le onde alte. La spiaggia è ora affollata, con musica e giochi d’acqua. Sono le cinque quando smontiamo definitivamente le tende e ci dedichiamo ai piccoli villaggi di Agapi, Monastiria, Volax e sfiorandone altri durante il ritorno a casa. Agapi è molto carino, ma forse sopravvalutato nelle recensioni. Monastiria è in realtà un insieme di ruderi abbandonati, lungo una strada deserta, ma con una chiesa e un panorama unici. Altri brividi. Volax è davvero da vedere, sia per il paesaggio particolare che lo circonda sia per la bellezza e l’autenticità del villaggio. Quando rientriamo è già buio. Siamo distrutti dal sole e dal vento ma davvero soddisfatti questa isola fantastica. Cena a casa e un buon libro in balcone. Vita ritrovata.

09.09.2015: Ormai comincia a diventare una piacevole abitudine far colazione sulla terrazza di Carlo e ce la prendiamo incredilmente comoda. Oggi il tempo è meraviglioso e il vento sembra volerci dare tregua, così scegliamo di dedicare l’intera giornata alla spiaggia! Superiamo la città di Tinos e proseguiamo verso Stavros, Agios Markos fino a Konia. la costa è molto bella, specialmente nell’area di Agios Markos. Konia è una bella spiaggia, attrezzatissima, ma troppo frequentata per i nostri gusti. Lasciato lo scooter prima che la strada risalga verso Balos, è possibile comunque raggiungere a piedi alcune calette in sequenza che restano praticamente deserte fino al pomeriggio. Noi abbiamo scelto la terza, da una piccola mappa dovrebbe chiamarsi Agios Germanos. Bellissima. Acqua fresca e da favola. Restiamo a crogiolarsi fino al pomeriggio, quando decidiamo di spostarci nell’area così rinomata di Agios Fokas. Grave errore. Non merita la sua fama. A questo spiaggione attrezzato e con un mare che non sembra l’Egeo, preferiamo tornare in hotel e goderci il tramonto dalla nostra piscina. Anche stasera serata di relax sotto le stelle. E’ già buio quando torniamo a Tinos Town, per una bella cena a base di pesce e una passeggiata sull’affollato lungomare.

10.10.2015: Stamattina siamo carichi e pronti a una giornata intensa. Percorreremo praticamente tutta l’isola, diretti a Panormos e decisi a visitare i villaggi di questa zona dell’isola. Sfioriamo Tripotamos e via a sinistra per la prima sosta a Tarambados, famoso per le sue piccionaie. Incredibilmente siamo immersi nella nebbia e lo visitiamo rapidamente praticamente deserto, rimandando le foto alla valle delle piccionaie nel pomeriggio. Proseguiamo verso Isternia, percorrendo la strada che taglia la collina con una vista continua e incredibile sul profondo blu. A Isternia facciamo una sosta caffè, ma ci delude un pochino, così ripartiamo rapidamente verso Pirgos, il quale invece, è davvero il gioiello dell’isola. Curato e bellissimo, caratterizzato dai fregi marmorei sulle porte, pieno di vita e turisti. Senza dubbio è una meta da non perdere. Scendiamo a Panormos, il vecchio porticciolo, dove c’è una bella spiaggia ma leggermente esposta al vento, così proseguiamo per la più tranquilla Rochari. Relax e sole. La tranquillità viene smentita nel pomeriggio, quando improvvisamente la bella spiaggia semiattrezzata si riempe di giovani e famiglie. Verso le 17.30 lasciamo la spiaggia e riprendiamo la strada del ritorno, ora illuminata da un cielo terzo. Ci fermiamo a Kardiani per la visita del villaggio, una vera e propia terrazza verde sul blu dell’Egeo. Dalla Chiesa principale del villaggio e dalla sua terrazza antistante si gode un panorama da mozzare il fiato. Il sole comincia a scendere e ci rimettiamo in marcia per sostare nuovamente nei dintorni di Tarambados. Torniamo a casa che è praticamente già buio, ceniamo e stasera ci godiamo il nostro balcone e il meraviglioso cielo stellato in attesa delle “lacrime” di san Lorenzo

11.08.2015: Oggi è il nostro ultimo giorno su questa isola e cominciano i bilanci. Durante la colazione decidiamo come trascorrere questa giornata, pensando con un pò di nostalgia a quello che non riusciremo a visitare e al saluto che dovremo dare alla piacina di Carlo. Ma nello stesso tempo comincia l’euforia per la nostra prossima meta, Paros…
Alla fine optiamo per la spiaggia di Lichnaftia, la quale in linea d’aria non è troppo distante da noi ma per raggiungerla occorre di nuovo risalire la collina verso triandaros. Il bivio non è semplice da trovare e la strada che percorriamo è praticamente deserta e continua a regalarci delle viste stupende sull’isola, sul mare e sulla vicina Mykonos. Arriviamo all’insediamento di Lichnaftia, poche case in realtà e scendiamo verso la spiaggia. Un minuscolo ruscello ci accompagna a destinazione fra i canneti fino a scoprire la spiaggia. E’ una bella lingua di ciottoli coloratissimi, praticamente deserta. Il mare è ghiacciato ma limpidissimo. Ci godiamo il silenzio e il relax, lasciando questo lembo d’isola nel primo pomeriggio. Risalendo decidiamo di andare a mangiare un’insalata a Falatados, uno dei villaggi che ancora ci mancano. L’insalata si trasforma nell’omelette tipica di Tinos, caldamente raccomanadata dalla proprietaria…davvero ottima ma meno raccomandata dal clima agostano! Rientriamo presto da Carlo, perchè vogliamo che l’ultimo tramonto sia qui sulla, ormai nostra, terrazza! Usciamo a cena e facciamo l’ultima visita al Santuario della Madonna. Il ferragosto si avvicina e siamo curiosi di vedere se i pellegrini sono già arrivati. C’è molta più gente, infatti, qualcuno che comincia ad arrivare dalla salita del porto. Qualche donna e i suoi bambini in ginocchio. C’è una celebrazione e ci mischiamo fra la folla. Di nuovo siamo pervasi da quest’atmosfera così bella, che è impossibile non provare. Ultima cena a Tinos e ultimo struscio. Ultima notte da Carlo.

12.08.2015: Alle 8.30 si parte per il porto, Carlo ci accompagnerà. Nonostante sia presto predispone di farci fare la colazione in anticipo. Un pò di nostalgia ci assale ma dobbiamo andare…arriviamo al porto con un bell’anticipo sul traghetto veloce che ci porterà a Paros. Aspettiamo con lo sguardo volto alla città e approfittiamo per le foto di rito sotto al monumento che ricorda l’affondamento dell’Elli. Ma ecco il FlyingCat. Ciao Tinos, senza dubbio torneremo a trovarti.

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