Mar Rosso – Berenice: alla scoperta di una delle ultime frontiere del turismo egiziano

Il caos di questi giorni, con i rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto ai minimi storici, non è l’introduzione più adatta a questo pezzo.

Sperando però che la situazione migliori e che il turismo torni ad essere una delle risorse principali di questo Paese meraviglioso, voglio parlare qui dell’ultima località che abbiamo scoperto giusto tre anni fa.

Visto che anche Marsa Alam (ad esclusione della mia zona preferita, che è verso il parco del Wadi El Gemal) è ormai troppo urbanizzata per i nostri gusti, e che non torniamo mai due volte nello stesso posto, decidiamo di scendere ancora più a sud lungo la costa, a Berenice, antico porto fondato in epoca tolemaica (275 a.C.) e ancora fiorente al tempo della dominazione romana.

I pochissimi resort in realtà sono un po’ più su rispetto all’area archeologica (ci dissero che poi iniziava un’area militare, ma non ho idea se sia vero; di sicuro è possibile andare in escursione).

Già qualche anno fa avevamo rinunciato per i prezzi troppo alti, ma con l’apertura al mercato italiano del Wadi Lahmy Azur anche Berenice è diventata alla nostra portata. (Nel 2013 era venduto da Phone&Go, ora fallita, ma per fortuna noi non abbiamo avuto alcun problema).

Per i miei soliti problemi di connessione: FOTO NELL’ALBUM SUL GIRAMONDO – e qualcuna in più SUL MIO BLOG

Il villaggio – Wadi Lahmy Azur

Non è un resort di lusso, ma a noi non interessa minimamente: per noi sono importanti la pulizia, che si riesca a mangiare e il contatto con la natura (e l’ultimo punto è probabilmente il più importante).

Parto dai due difetti principali (già noti prima della partenza grazie alle discussione e ai diari di viaggio che si trovano qui sul Giramondo):

  • l’accesso al mare, senza pontile (difficile ottenere i permessi in quanto si è in un parco naturale);
  • la distanza dall’aeroporto, che è quello di Marsa Alam.

Al primo punto hanno già posto rimedio; so infatti che da poco hanno costruito un pontile che permette di oltrepassare la barriera senza dover aspettare l’alta marea.

La distanza dall’aeroporto è di circa due ore e mezzo, ma così siamo passati davanti al mio villaggio preferito, e come al solito è scesa la lacrimuccia. Prima o poi violeremo il nostro principio di non tornare mai nello stesso posto!

Il villaggio è semplice, con le solite incredibili fioriture nei giardini curatissimi. Si mangia in un ristorante con terrazza all’aperto, con una certa ripetitività nei piatti proposti ma una qualità più che discreta per il Mar Rosso. Siamo a metà marzo, il vento è spesso presente, ma si sta comunque divinamente.

Gli ospiti, vuoi per il periodo, vuoi per il fatto che molti sono sub e quindi sono fuori in barca quasi tutto il tempo, sembrano pochi. Meglio così. In spiaggia (enorme, visto che si può proseguire verso sud oltre quella sorvegliata) non dovremo mai faticare per trovare posto. Una seconda area più riparata dal vento è attrezzata per chi cerchi ancora più tranquillità.

Niente animazione, nulla fuori, quasi nulla all’interno (a parte il solito negozio con un po’ di tutto e le belle piscine, mai utilizzate se non come scenario per gli aperitivi al bar). Non è certo il resort adatto a chi cerchi vita notturna e tante attività diurne.

Il personale è sempre stato estremamente cortese, oltre che divertito e stupito dallo sforzo di M. di parlare qualche parola di arabo !

Sotto la superficie del mare

Non essendo presente il pontile, l’accesso in acqua in alcuni punti richiedeva l’uso di scarpette; ma bastava aspettare il livello giusto della marea e mettere le pinne ai piedi per osservare la ricchezza della vita subacquea, sia nella laguna formata dal reef che oltre il reef stesso. I nostri amici hanno sempre nuotato senza muta, mentre noi avevamo il mutino leggero e ne eravamo felici.

Non abbiamo avuto incontri rari (per quelli ci vuole fortuna e magari pazienza a restare oltre la barriera), anche se la barriera è molto ricca di vita.

Un avvistamento terrificate (più che altro per l’apparizione improvvisa e inaspettata in acque basse) è stato quello con una murena per me “lunghissima e grossissima”. In realtà so benissimo che l’acqua ingrandisce le immagini del 25% più o meno, e che in questo caso la vicinanza al muso di questo animale, che non è una bellezza già in partenza, lo ha probabilmente raddoppiato ai nostri occhi. Siamo tornati sulla spiaggia di corsa, e se non avessimo avuto con noi la macchina subacquea nessuno dei presenti ci avrebbe creduto.

La costa

Bellissima la costa verso sud, spero sia ancora così e non abbiano costruito ancora (il prossimo villaggio si vedeva solo in lontananza, dopo le mangrovie).

Nelle passeggiate quotidiane, a volte con indosso la muta prevedendo di entrare in acqua da un punto nuovo, più volte abbiamo avvistato degli uccelli rapaci; arrivando al mangrovieto oltre cui non ci siamo mai spinti (anche per la presenza di un militare silenzioso, che non ci ha mai detto niente ma un po’ di autorità la emanava) ci siamo accorti di un nido con uno o più piccoli, di quello che abbiamo poi identificato come un falco pescatore. Bellissimo!

Escursione – isole di Qulaan

Le escursioni possibili sono più o meno le solite di quell’area: Assuan, Shalatin, deserto ecc. Assuan l’abbiamo scartata, anche se da anni aspetto di andarci, perchè non era un momento tranquillo per i turisti, mentre Sharm el Luli l’avevamo già visitata in un viaggio precedente.

Siamo andati in barca (partendo dal vicino porticciolo di Hamata) degli atolli di Qulaan, che fanno sempre parte del Parco Naturale di Wadi El Gemal, per fare snorkeling. Chiamarli isole è un’esagerazione, visto che sono affioramenti del reef, in qualche caso con un po’ di spiaggia corallina, qualche arbusto stentato (e ancora nidi di uccelli rapaci).

Escursione poco impegnativa, bellissimi i fondali; peccato che mi sia ustionata già in barca, all’ombra, vestita, e con la protezione solare 50! L’ultima sosta non mi sono sentita di farla, avendo visto il colore della mia pelle e non volendo rischiare di rovinare il resto della vacanza!

Non è un villaggio adatto ai bambini piccoli, visto che è distante da qualsiasi assistenza ospedaliera; è un villaggio per chi voglia fare attività in mare o rilassarsi in spiaggia, ma non per chi cerca di fare tornei o gli spettacoli serali.

Ora che c’è anche il pontile, ci tornerei anche più volentieri!

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Ci sono 2 commenti su “Mar Rosso – Berenice: alla scoperta di una delle ultime frontiere del turismo egiziano

  1. Stavo per prenotare per aprile proprio al Wadi, poi è saltato tutto. Spero di rimediare quando torno in Italia, perchè dal tuo racconto e dalle belle foto sul blog, ho avuto conferma che quel posto va visto prima che diventi una nuova Marsa.

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