Diario Hawaii (Maui e Ohau) 2002

Diario Hawaii 2002

24/7 Maui
Con un volo via S. Francisco arriviamo alle Hawaii e precisamente sull’isola di Maui, che si trova ad oltre cinque ore di volo dalla costa californiana.
Affittiamo l’auto più economica direttamente all’aeroporto e partiamo alla ricerca del Bed & Breakfast che abbiamo affittato in internet. Sta calando la sera ma la luce è bellissima e la strada che costeggia il mare E’ UNO SPETTACOLO!
Si sente il rumore delle onde e in sottofondo la radio manda una dolce musica hawaiana.
Troviamo facilmente il nostro B&B, la proprietaria è una tedesca che ha sposato un hawaiano e si è trasferita qui….. Il posto è bellissimo e si trova su una collina appena fuori la capitale dell’isola Lahaina. I proprietari hanno ricavato alcune stanze con balcone e vista mare. Naturalmente non può mancare la piscina. La città non è altro che un paese praticamente attraversato da tre strade parallele al mare, ed ha mantenuto il fascino del villaggio di inizio novecento, quando l’occupazione principale era la caccia alle balene. Le case in legno sono ben conservate e con un certo gusto si è mantenuto il ricordo dell’atmosfera di un tempo. Sul lungomare le case sono diventate negozi o ristoranti ma tutto a misura e con gusto quasi europeo.

25/7 Maui
Maui è soprannominata “Isola della Valle”, dal momento che è racchiusa tra due grandi vulcani spenti (Haleakala e Puu Kukui) separati da una valle centrale.
Poiché le località turistiche più frequentate sono concentrate nella zona balneare di West Maui, sarà più facile trovare un po’ di pace nelle zone montuose interne o sulla costa orientale, ricoperte di foreste pluviali, piantagioni di eucalipti e allevamenti di bestiame. Gran parte delle infrastrutture turistiche si trova a Lahaina, Kaanapali e Kihei. Dirigendosi invece a Haiku, Kula o a Hana si incontrerà un po’ tranquillità.
Partiamo in auto per vedere le spiagge delle parte sud-ovest dell’isola: Kihei, Wailea e Makena.
Purtroppo c’è molto vento che fa volare la sabbia ma il mare è splendido anche se un po’ mosso.
Ci fermiamo nella spiaggia “Little Beach” che si trova prima della più famosa “Big Beach”.
Decidiamo ci fermarci qui perché è una spiaggia molto riparata e si deve “scalare” un sentiero per arrivarci. Con il solito compromesso all’america si può praticare il nudismo, anche se ufficialmente è proibito, perché l’accesso “più difficile” alla spiaggia la rende “meno pubblica” ed è da tutti comunemente accettato. L’atmosfera in spiaggia è come sempre in questi casi molto piacevole ed informale e il luogo è veramente particolare.

26/7 Maui
Oggi tocca alle spiagge del nord-ovest. Kaanapali è bellissima. Si trova vicino a Black-Rock, dove si fa un ottimo snorkeling. Nel pomeriggio come al solito arrivano le nubi e si alza il vento. Decidiamo di fare il giro della parte nord dell’isola.
La strada diventa stretta e si inerpica per la montagna. Sembra di essere in Scozia più che alle Hawaii.
Strapiombi sul mare dove le onde sbattono contro le rocce. Alcuni villaggi addormentati, immersi nella vegetazione, formati da alcune baracche sorte intorno ad una chiesa. Dopo alcuni chilometri ci infiliamo in un temporale. Siamo in una zona veramente sperduta. Non ci sono turisti perché la strada sotto la pioggia torrenziale e col vento forte diventa impegnativa e gli americani si spaventano per molto meno. Ogni tanto ci fermiamo per ammirare la forza della natura che ci circonda: vento, pioggia, nebbia e il mare agitato. L’unico vero pericolo arriva dai locai che con i loro fuoristrada ci sorpassano ad alta velocità.

27/7 Maui
E’ arrivato il giorno per Hana!
Si tratta del villaggio situato nella parte opposta dell’isola, verso est. Il viaggio è una specie di rito che tutti devono fare. (In centro vendono addirittura magliette con la scritta “sono sopravvissuto al viaggio ad Hana”). Tutti si sbilanciano in consigli: “partite presto…, occhio alla benzina…, portate cibo e acqua….., non tornate tardi……, ci vogliono 12 ore…..!” Sembra di partire con la legione straniera per il deserto.
Comunque proprio tutti, che per giorni ci hanno chiesto se saremmo andati, ora dicono la loro. Dalla signora tedesca, al marito hawaiano, alle ragazze tedesche che lavorano in cucina e fino ai turisti americani alloggiati nelle altre stanze. Nei B&B il momento “critico” è la colazione, unico momento dove ci si ritrova tutti intorno ad un tavolo. Stare ad ascoltare consigli di guida da alcuni americani è stata una vera e propria dimostrazione di “convivenza pacifica”.

Il viaggio di andata, lungo la costa nord, dura tre ore. Attraversiamo il villaggio di Paia che sembra uscito da qualche film sul selvaggio west. E’ diventato sede di una comunità di surfisti che nella vicina e pericolosa Hookipa Beach sfogano la loro voglia di surf o windsurf. Questo è anche il punto di arrivo di un’interessante (anche se un pò cara) escursione. Si viene portati con dei pulmini sul vulcano Haleakala (letteralmente “Casa del Sole”), il più grande vulcano inattivo del mondo, alto 3000 m, per vedere l’alba e poi si scende fino al mare a tutta velocità con le biciclette e il casco integrale in testa.
Continuiamo il nostro viaggio e incontriamo veramente di tutto: cascate, fiumi, baie nascoste con spiaggia bianca o nera, tratti di giungla tropicale, tranquilli centri agricoli fatti con poche baracche, chiesa con campo da baseball direttamente sul mare. La vegetazione è magnifica e lussureggiante e ad ogni curva riserva delle sorprese. Dalle piante di bambù gigantesche e colorate, alle mille palme, fino ai fiori di ogni colore.
Arrivati al villaggio di Hana troviamo una spiaggia poco accessibile: “Red Sand Beach”. La dritta ci è arrivata dal padrone di casa ed è super. Si tratta di una spiaggia incredibile per la roccia vulcanica mista a sabbia e diventata così rosso scuro che col sole si scalda e diventa bollente.
Il mare è bellissimo, con varie tonalità di blu in pochi metri. Anche qui vista la poca “accessibilità” si può praticare il nudismo.
Arriviamo così alle tanto decantate “Seven Pools”. Sette cascate che formano delle piscine naturali arrivando fino all’oceano. Qui hanno girato molti film e sono naturalmente conosciute da tutti e soprattutto l’obiettivo di arrivo di tutti quelli che si sono mossi in auto oggi. Ci arriviamo verso le quattro del pomeriggio, ma probabilmente bisogna arrivare più tardi. C’è infatti troppa gente, sia nelle piscine che lungo i sentieri, e così rinunciamo alla camminata per risalire alle cascate più lontane.
Ci limitiamo alle due più vicine al mare e decidiamo di usare il tempo per fare il giro completo dell’isola, cosa che ci era naturalmente stata sconsigliata, ed infatti notiamo che tutti ritornano per la stessa strada fatta all’andata. Il tempo è buono e come al solito tutte le avvertenze sono esagerate. Addirittura sembra che le compagnie di assicurazione locali non rispondano per il tratto di 15 miglia sterrate. Si tratta di una normale strada che a volte arriva vicino al mare, con qualche tornante e qualche buca. In montagna da noi c’è sicuramente di peggio.
Stiamo praticamente facendo il giro del vulcano addormentato. Il cambiamento del paesaggio è bellissimo. Leggiamo (e ci accorgiamo) che l’altra parte era più umida e piovosa e quindi rigogliosa di vegetazione, mentre questa è molto più secca e praticamente desertica, dall’aspetto decisamente lunare. Il sottosuolo è ancora molto caldo e quindi non cresce praticamente niente. Per strada non c’è nessuno e ci fermiamo spesso ad ammirare il paesaggio.
Il clima di questa isola è pazzesco nella sua variabilità. Da un’ora all’altra e da un chilometro all’altro può cambiare in modo incredibile. Se si chiede ad un “local” le previsioni del tempo ti dice “che tanto cambierà”.

28-29/7 Maui
Le spiagge più belle dell’isola e più famose, e quindi con intorno gli alberghi più lussuosi, sono: Kapalua e Fleming Beach Park. E’ però possibile accedervi e con un po’ di faccia tosta scroccare qualche lettino.
Come ogni giorno nel pomeriggio passano le nuvole, ma questa volta sono un vero sollievo, addirittura qualche goccia di pioggia è benvenuta.
Insomma una parola sola: PARADISO.
Un paradiso con stile di vita americano, con qualche fast-food di troppo, ma in sostanza con le cose positive della vita americana come l’organizzazione, la pulizia e la sicurezza, magari un po’ più “slow”, come dicono qui.

29/7 Ohau
Partiamo da Maui per Honolulu, capitale dell’isola di Ohau.
Ci siamo già stati otto anni fa e sappiamo quello che ci aspetta. Bisogna scordarsi i tranquilli villaggi dell’isola di Maui.
I luoghi maggiormente evocativi delle Hawaii si trovano tutti su questa isola: Honolulu, Waikiki, Pearl Harbor e Sunset Beach. Honolulu, la capitale dello stato con 800.000 ab., nonché il principale punto di ingresso e di uscita per i turisti, forma insieme a Waikiki un centro urbano caratterizzato da autostrade, grattacieli e grandi alberghi: una via di mezzo tra Miami Beach e il centro di Tokyo.
Se questo era quello che ci aspettavamo, ora è addirittura peggio! Ci sono in giro solo giapponesi che entrano ed escono dai centri commerciali. Non esistono più negozi normali ma solo mega strutture o mercati tristemente finti. Facciamo fatica a trovare un ristorantino che non sia un fast-food americano o giapponese.

30/7 Ohau
Prendiamo l’auto per fare il giro dell’isola e come già sapevamo (e speravamo) dopo qualche chilometro si entra in un altro mondo. Partiamo in direzione est, verso la zona delle scogliere, per lasciarci per ultima la zona nord, quella delle spiagge dove in inverno si fanno le gare di surf.
Giriamo intorno al Diamond Head, una montagna a forma di cono con un cratere, formatisi in seguito a una violenta esplosione di vapore. La formazione vulcanica, alta 228 m., si erge alle spalle di Waikiki ed è uno dei punti di riferimento più noti del Pacifico. È possibile percorrere un sentiero ben tracciato e raggiungere la sommità da cui si godono magnifici panorami.
La strada costeggia il mare che ha molte varietà di colore. In questo lato dell’isola c’è molto vento e dall’alto vediamo molti windsurf sfrecciare tra le onde.
Arriviamo al villaggio di Kailua (dove viveva il personaggio della serie televisiva “Magnum P.I.”). L’atmosfera è piacevole e molto rilassante. Ci infiliamo nelle stradine che costeggiano il mare e sogniamo ammirando le case immerse nel verde. Non si tratta dei soliti villoni circondati da mura di protezione, ma casette al massimo a due piani, abitate da gente che ci vive. Troviamo tra le case un accesso al mare e arriviamo in una piccola spiaggia dove siamo praticamente soli! Incredibile pensare che a pochi minuti c’è il carnaio di nippo-amenricani-hawaiani di Honolulu dove la gente fa la fila in acqua a cavallo del surf, dove l’attesa non è per l’onda giusta, ma per uno spazio tra le decine di tavole pronte a partire.
Entriamo in mare e l’azzurro dell’acqua insieme al bianco della spiaggia è accecante.
Ritorniamo in auto e rinfrescati ma soprattutto rinfrancati, raggiungiamo nella parte nord le spiagge di Sunset Beach, Banzai Pipeline Bay e Waimea Bay, teatro nei mesi invernali (da dicembre a febbraio), di famose gare di surf. E’ incredibile, vedendo foto o filmati, quanto siano alte le onde (anche nove metri) e pensare a quanto sia calmo il mare in questo momento.
Sembra proprio un altro mondo rispetto all’altra parte dell’isola. C’è qualche chiosco per hamburger o hot-dog, il benzinaio che vende tavole da surf e qualche negozietto un po’ più specializzato per gli amanti di questo sport con le immancabili magliette. In giro solo ragazzi bianchi in stile figli dei fiori-surfisti e pochi turisti.

31/7 Ohau
Alla sera abbiamo l’aereo per l’Australia e decidiamo di passare la giornata in spiaggia in città, per risparmiare un secondo giorno di affitto dell’auto.
Il tratto di sabbia bianca lungo 3.5 km che dall’Hilton Hawaiian Village arriva fino al Kapiolani Beach Park è noto a tutti con il nome di Waikiki Beach
Cerchiamo una zona un po’ defilata e ci mettiamo sul prato del parco che arriva praticamente a ridosso della spiaggia e a pochi metri dal mare. La zona è piena di “local”, ce ne accorgiamo durante la giornata e questo rivaluta un po’ la zona.
Si va dalla famiglia con bambini che fa surf, alla mamma che dipinge mentre i figli nuotano, alla famiglia nippo-americana, con nonni e nipoti, che si fa il barbecue, alla coppia americana con cucina, stereo e amaca. La “fauna” è varia e il rito della spiaggia, che dura dodici mesi all’anno, è veramente una cosa personale che ognuno vive a modo suo.

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