Chicago 2002

Chicago 2002

Partiamo da Bologna e via Francoforte arriviamo negli Usa dove faremo due giorni di “scalo” a Chicago giusto per visitare un po’ di corsa questa interessante città, adagiata sulle rive del lago Michigan.
La città, situata nella parte nord-orientale dell’Illinois, si estende appunto per quasi 50 km. lungo la punta meridionale della costa del Lago Michigan.
Il Loop (anello) è il centro storico della città e prende il nome dalla ferrovia soprelevata che lo circonda con i binari. Molti quartieri di Chicago prendono il nome dalla loro posizione rispetto al Loop (South Loop, Near North, West Side, ecc.).
Partiamo subito col classico giro turistico, quello con le fermate fisse e col biglietto che vale per tutto il giorno, con l’autobus a due piani e con il piano superiore all’aperto. Si resta sempre col naso all’insù per ammirare i grattaceli. Saliamo sull’ “Hank Tower” e la vista dal 98° piano è magnifica. Il lago è veramente grande e non si vede la fine neanche da questa altezza.
Attraversiamo il tratto di strada di Michigan Avenue, dal nome grandioso (“miglio magnifico”), inizia dal fiume Chicago, a nord di Lincoln Park. Il ‘”Mag Mile’”, come è generalmente chiamato, è il paradiso dello shopping: si trova di tutto, dalle boutique di lusso alla moda alle catene di grandi magazzini. Il punto di riferimento più famoso è la Tribune Tower, bel palazzo neogotico del 1925 che ospita il Chicago Tribune, il quotidiano vincitore del premio Pulitzer.
Passiamo la serata cenando all’ “House of Blues”. Questo è stato il primo dei vari locali aperti negli States, dall’unico sopravvissuto dei Blues Brother, Dan A
per tenere viva la cultura della musica blues. Si può cenare ascoltando ogni sera un gruppo più o meno famoso che fa blues o r.n.b.
L’atmosfera è buona anche se il locale è forse troppo di moda e la gente ci viene per festeggiare e non solo per la musica. Il locale comunque si riempie e molti ballano ai piedi del palco.

23/7 Chicago
Camminando per la città si scopre che ad ogni angolo c’è qualcuno che suona uno strumento. Era proprio questo che volevamo “annusare”. L’abbiamo sempre immaginata come una città molto musicale ed a differenza di altre città “simili” come New Orleans o S. Francisco, la musica non viene solo commercializzata ma ci sembra che venga veramente vissuta dalla gente per strada. Forse solo l’Havana ci ha dato delle sensazioni simili riguardo alla musica.
Scopriamo per caso un localino dove si può cenare ed ascoltare musica Jazz. Suonano un gruppo di arzilli vecchietti che danno subito piacevoli sensazioni. Sorridono continuamente e trasmettono immediatamente la gioia che provano a suonare questo tipo di musica. Anche il pubblico ha un età media alta ma non manca l’entusiasmo e si capisce che tutti sono qui per una cosa sola: la musica! Ad un certo punto una signora del pubblico sale sul palco e inizia a cantare con loro. Quella che sembrava un amica di passaggio “spara” invece alcune tonalità notevoli e si dimostra una cantante notevole.
Il locale trasuda storia dalle pareti. Poster, manifesti di concerti, foto in bianco e nero, e gli stessi gestori del locali ci aiutano a farci sentire in un vero “teatro-museo” del Jazz.
Andiamo alla scoperta di due quartieri della vicina periferia.
“Old Town” è un successo!
Casette basse e atmosfera in stile “Greenwich Village” di New York. Dalla strada ci sono alcuni gradini che portano all’entrata principale delle abitazioni. La zona è molto carina, specialmente la via dei localini all’aperto, dove si può bere o mangiare a qualsiasi ora. Ci sono alcuni negozietti che si alternano a gallerie d’arte. L’atmosfera è molto rilassata e nonostante la giornata feriale i balconi e le terrazze sono occupate dai propri abitanti intenti a prendere il sole o a leggere un libro.
Leggiamo su una guida di “Little Italy” e tentiamo, con vari cambi di treno e una lunga camminata, di arrivare nel quartiere. Altre volte abbiamo avuto piacevoli esperienze camminando per altri quartieri dei nostri emigrati. Per esempio a Boston o a S. Francisco l’atmosfera è piacevole e soprattutto vera. Ci sono ancora molte persone anziane che parlano per strada il dialetto della loro terra d’origine. Anche i vari caffè o i barbieri hanno le insegne e l’arredamento in stile.
Invece qui è stata una delusione. Non ci sono più segni di riconoscimento del passaggio di italiani. La zona è piuttosto povera e decadente.

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