Quattro mesi in Asia Il Nepal

Come gli amici sanno ho deciso di intraprendere questo viaggio in alcuni paesi asiatici che avrà una durata indeterminata. Più che un viaggio direi che è uno stop over da tutto quello che mi circonda.Arrivo a Kathmandu come da imprevisti con un  giorno di ritardo, ho perso una coincidenza ma, chi se ne importa, tanto non mi corre dietro nessuno.

Cronache Nepalesi

11 giorni di cielo terso temperatura minima giornaliera 20° max 24°, sereno, tutto molto sereno con stupenda vista a 360° sulla Valley, certo la sera è freddo, ma si rimedia con una termo coperta, meglio se dotata di due velocità.

Iniziando dalla fine vorrei dire che per fare e vedere tutto, a meno che non siate con una spedizione alla ricerca dello Yeti sulle cime dell’Everest, bastano e avanzano 12 giorni. Il Paese è piccolo e tutto si può fare volendo con base a Kathmandu, magari di sherpa muniti, meglio di sesso femminile, si sa che l’altro sesso è più dotato e pure qui non ci sono eccezioni.

 Luci sulla città
Sono trascorsi 11 giorni  e seguendo i dettami di ciò che appena affermato dovrei togliermi dalle scatole ma, non ho ancora visto nulla di nulla, per il momento starò qui, diciamo fino a missione conclusa. Al momento mi sono dedicato più che altro alle spedizioni nel cuore dell’Himalaya nella per così dire ridente Thamel, un lavoro duro che richiede astuzia e pazienza. Per prevenire ogni problematica si è reso necessario dotarsi del celebre AVS. Di dimensioni ridotte simili a quelle di un accendino è rivestito in gomma con uno spessore contenuto in pochi millimetri. AVS ha una unica funzione, quella di prevenire ogni mossa maldestra che l’ interlocutore di turno volesse mettere in atto, in sintesi è un naso tecnologico che vi protegge dalle malefatte altrui anticipandolo e mandandolo automaticamente a quel paese.
 A proposito del distretto di Thamel , non è che sia un luogo minimamente paragonabile a taluni quartieri di Bangkok o di Phuket ma, ci sono centinaia di locali di ogni genere, fra cui predominano ristoranti, pub e qualche disco bar stile vecchia Pattaya. Soprattutto è noto per i centri di massaggi, sono circa 200 le cabine che offrono i loro servizi a partire da 5 dollari. Per legge ogni genere di divertimento dovrebbe cessare alle 22. Dopo tale ora con il minimo comporto chi si trovasse in certi locali deve aspettarsi di vedere arrivare la celere che chiude baracca e burattini. E’ saggio per non dire indispensabile non farsi trovare in compagnia pena la fustigazione nella pubblica piazza a – 6 gradi centigradi.
Buone nuove da Kathmandu, mi sono tolto dalle scatole
Lascio momentaneamente questa metropoli brulicante di tutto, per recarmi a Bakhtapur, la cittadina più bella del Nepal, poco trafficata e vivibile.

Il cuore pulsante è Durbar Square, che nel Nepal  sembra ogni città possederne una, ma quella di Bakhtapur batte tutte le altre per la sua grandezza e magnificenza.

Questa cittadina è un luogo tranquillo dove è bello passeggiare attraverso piccole viuzze e grandi piazze piene di negozi, pagode e templi antichi, culturalmente interessante e sotto il cappello di UNESCO.


Club Himalaya
Via Bakhtapur in direzione del villaggio di Nagarkot, un posto molto bello rinomato per i suoi panorami mozzafiato che spaziano sulle vette  himalayane.
Siamo a quota 1990 metri quindi per godere di questi panorami occorre avere cielo limpido e sereno, un fattore positivo che questa permanenza nepalese non mi ha risparmiato.

Sempre più in alto

Nel villaggio di Nagarkot e tutto attorno fino a quota 2200 metri ci sono differenti tipologie di hotel dove volendo si può soggiornare, io ho scelto di stare Alla Fine dell’Universo non per fatto predeterminato, ma per ispirazione improvvisa.

Trascorrerò qui alcuni giorni in meditazione circondato da foreste idilliache, ascoltando il suono delle foglie scosse dal vento, mi travestirò con un tonacone arancione e camminerò a piedi scalzi nella neve. Quando sarò pronto visiterò il Tempio di Nilkantha dove chiederò asilo e se non lo avrò, ritornerò a Kathmandu oppure andrò a Phokara, dove per inciso sarebbe anche più divertente praticare lo yoga.

Langtang Valley La Meditazione 

Avvertenza
Le lettrici di sesso femminile possono passare direttamente al capitolo successivo B
Oggi ho visitato un paesino in alta quota, al fine di effettuare una escursione con uno sherpa.
Dopo un’ora di trekking senza disporre di gomme chiodate  mi è venuto una specie di stalattite al piede sinistro, così sono dovuto rientrare di corsa ad una quota più adatta allo scongelamento.
Al rifugio nel mentre ero davanti al fuoco sottoponendomi a un apposito pannetto caldo nepalese, ho pensato: – Che cavolo ci faccio qui?

E’ stato allora che ho avuto una intuizione e per auto diagnosi ho deciso che mi è preso un attacco di giramento di scatole, direi più simile a un grosso grasso rompimento.
Ma perché un ghiacciolo proprio al piede sinistro?
Alla fine dopo una lunga estenuante meditazione ho così concluso;


Se resto ancora qui finirò ibernato, oppure nella migliore delle ipotesi farò la fine della Torre di Pisa, che prima o poi la verrà giù succederà un macello. A tal proposito mi sovviene un quesito,  ma la Torre pende a sinistra oppure a destra?
Tempio di Pashupatinath  
Posto sulle rive del fiume Bagmati e’ uno dei siti religiosi più importanti al mondo per la gente Hindu, ogni tempo si svolgono funerali e vengono bruciati i corpi dei defunti le cui ceneri vengono poi sparse nel fiume.



Tanta puzza insopportabile che mi sembra proprio di cadavere,  meglio andare via alla svelta e per voi non  venirci.
Prossima destinazione Phokara.

E’ la seconda città del Nepal, attraversata da Nord a Sud dalla gola di Seti e dal fiume Bianco è a mio avviso la più accogliente del Paese.
Bella è la vista che si presenta a un viaggiatore, la città è incastonata in una valle circondata da canyon che rendono un effetto visivo a terrazze.
Pokhara è la base per chi vuole intraprendere il circuito dell’ Annapurna, interessante è sapere che l’altitudine della città varia dagli 800 metri della zona Sud ai circa 1800 metri della zona nord, io naturalmente per ragioni climatiche ho scelto di risiedere nella zona bassa sul Lago Phewa, dove il clima è più mite.
Nel Lake Side, ovvero la zona turistica troviamo di tutto, bellissimo paesaggio e possibilità infinita di pesca alla trota di montagna, quella salmonata.

In città tutti gli intrattenimenti sono di un livello più vicino a quello conosciuto in altri paesi del Sud-Est Asiatico, insomma è un luogo a vocazione libertaria e possiede una aspirazione libertina di rango elevato.
Ora sono in preparazione mentale per l’approssimarsi della data del trasferimento nel regno del mistero, il Bhutan, partirò con la Druck Buthan Air, il nome promette bene, chissà che bordello a bordo.
Temo un black out in questo regno misterioso e del tutto a me sconosciuto, bisognerà che valuti bene le cose prima di fare il bischero, quindi ci sentiremo se e quando sarà possibile.
Non preoccupatevi per me, sarò obbligatoriamente accompagnato e custodito da un driver e una guida, che naturalmente ho preteso femmina.

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