Quattro mesi in Asia – La Thailandia

Bangkok e Isaan

Provengo dal Bhutan via Delhi, giusto il tempo necessario a procurarmi un volo per Bangkok dove prenderò la residenza a tempo indeterminato. E’ giusto premettere che questo non è un diario tradizionale e neppure come il titolo forse potrebbe trarre in inganno un report sulla Thailandia o parte di essa inteso come viaggio o vacanza. Per questa fattispecie di post vi rimando ai numerosi scritti che trovate su questo sito, miei o di altri.

Passano i giorni uno dietro l’altro, mi sembra di essere arrivato ieri invece purtroppo qui nella Città degli Angeli la mission può ritenersi conclusa. Dunque, adesso che mi appresto a lasciarla per una nuova destinazione, si rendono necessarie alcune riflessioni, in giallo naturalmente, che per chi non ne fosse a conoscenza rappresenta in Thailandia la felicità in genere, ma per esempio anche più semplicemente l’auspicio di una bellissima giornata. Come di rito ho indossato una maglietta gialla e prima di partire per una nuova destinazione approfitto per rispondere agli amici, serpenti e parenti che mi hanno chiesto più volte che cosa mi abbia trattenuto così a lungo a Bangkok, la risposta è una e una sola, casa. Sarà allora una breve cronaca di una lunga permanenza in città e di un successivo passaggio nella regione dell’Isaan che mi consentirà in seguito di entrare nel Laos del Sud.

Questione di farang

Chi la conosce a fondo sa bene che è la più bella metropoli dell’Asia ma, viverla con l’occhio del farang residente è un’altra storia. Significa in primo luogo  poterne cogliere appieno le particolarità di tutti i giorni, fattori che sempre sfuggono al turista di turno che per ragioni ovvie non può che limitarsi a classici tour più o meno programmati o improvvisati. Tante volte mi sono chiesto quale fosse il motivo principale della presenza di tanti occidentali sfaccendati che un occhio attento può  osservare in giro per le strade della città e naturalmente in modo più o meno marcato in tutta la Thailandia. Quando dico sfaccendati intendo dire che non fanno un niente di niente tutto il giorno.

Tralasciando le varie motivazioni quali le fascinose Thai girls, il clima, la natura e il basso costo della vita, questa tipologia di farang  è riconoscibile a prima vista sia dall’abbigliamento che dall’atteggiamento, non portano con sé zainetti, tracolle o macchine fotografiche, né tanto meno esibiscono alla mano piantine o mappe della città. Si possono osservare seduti ad un bar a sorseggiare una birra alle 9 del mattino, oppure a mangiare ad uno dei tanti banchetti sui marciapiedi, li trovi sempre a cenare alle tre di notte in un qualche quartierino a luci rosse, in un market o in un Soi. Mai li trovi in una discoteca o in un bordello né in una sala massaggi, ma piuttosto in una sala biliardi, non sono mai affannati, la loro prerogativa è quella che non hanno il senso del trascorrere del tempo, non possiedono un orologio ma, un calendario. La ragione di fondo è da ricercarsi non in un singolo fattore, ma nel contesto globale di positività che vengono qui offerte ad uno straniero dotato di un minimo di rendita o di portafoglio. Queste persone non sono ricche ma in grado di auto sostenersi a tempo per così dire indeterminato, in Thailandia come sappiamo è molto difficile intraprendere una qualsiasi attività fatte salve le dovute eccezioni. La parte sostanziale per raggiungere tale estasi è comunque condizionata da alcuni fattori direi determinanti, quali di trovarsi nelle condizioni di zero impegni famigliari e lavorativi, mente sgombra, passato alle spalle e soprattutto  come ho accennato prima non essere qui alla ricerca di un lavoro, magari per aprire un bar, una pizzeria oppure nell’ipotesi peggiore di incontrare l’anima gemella. Non è la mia situazione attuale ma sto cercando di calarmi nella mentalità giusta, al fine di ottenere in un prossimo futuro il dottorato in perditempo professionale e quindi a tutti gli effetti divenire una sottospecie di esiliato volontario, ed è anche per questo sono qui.

           Cronaca

Ho preso alloggio a Sukhumvit Road la via più lunga di tutta la Thailandia che taglia da Est a Ovest la capitale e precisamente a Soi 13, pochi minuti dalla stazione BTS Skytrain. Questa è una delle strade più popolari di Bangkok specialmente perché ospita un numero eccezionale di stranieri occidentali. Niente Hotel o Guesthouse, ma un residence da 15.000 Bath per avere un monolocale in un condominio nuovo dotato di tutti i confort piscina compresa. Per questo tipo di sistemazione a secondo della zona i prezzi possono scendere o salire a seconda delle proprie esigenze e disponibilità. Mi sveglio al mattino senza un posto predeterminato dove andare con la consapevolezza di avere tutto il giorno a disposizione per effettuare una scelta o non effettuarla affatto. 

Chatuchak Market

Aperto neri soli giorni di Week End. Vengo qui tutte le volte che è possibile anche se non ho niente da comprare, facilmente si potrebbe definire la madre di tutti i mercati. E’ il più grande dell’Asia e probabilmente del mondo, molto popolare fra la gente thailandese e straniera è di  per sé è un’attrazione, basti pensare che sono più di 200 mila i visitatori che lo frequentano ogni giorno. Il market è diviso in 27 sezioni per un totale di circa 15.000 bancarelle che vendono praticamente di tutto. Considerate le sue dimensioni e l’affollamento è meta frequentata anche dei borseggiatori, la prima regola da seguire per il visitatore è quella di non portare addosso oggetti di valore e stare molto attenti ai documenti, per evitare seccature fate una copia e lasciate gli originali in albergo. Utile può essere dotarsi di una mappa che viene distribuita gratuitamente presso i posti di sorveglianza.

Come arrivare: in treno uscita stazione di Sky Mo Chit, oppure con la metro fino alla stazione di Chatuchak, una volta arrivati è sufficiente seguire il flusso delle persone.

Il mio secondo perditempo preferito è senza dubbio recarmi al Flower Market. Aperto 24h è molto affollato la sera, bello recarsi qui al mattino presto quando arrivano i fiori da tutta la Thailandia per godere di un’ infornata pazzesca di colori e profumi. 

Come arrivare:  Direzione Chakphet Road con un tuk tuk oppure utilizzare l’ Express Boat fino alla stazione Saphan Phut.

https://goo.gl/maps/RekfBcyrxDN2

Fra i tanti locali dove possiamo incontrare un campionario della nutrita colonia italiana ne segnalo uno veramente speciale per il livello culinario esagerato. Via Vainon è solo un ristorante italiano ma è diventato nel tempo un ritrovo per amici espatriati, anche per questo è il mio preferito. Nel suo genere è il migliore di Bangkok e si trova naturalmente 25, Sukhumvit Soi 8 riferimento Nana Bts Station, non mi dilungo sulla bontà dei piatti, chi è interessato può facilmente reperire tutte le info in rete. 

Patpong è una zona storica conosciuta da tutti, sia per il market delle false griffe che per molto altro come lasciano trasparire le numerose insegne ai lati della strada. Certamente l’ambientazione per molti versi decadente trasmette tristezza, nonostante le gogo girls. Invece, se il casino inteso come confusione non è di vostro gradimento ma non volete annoiarvi troppo, direi che potreste dirigervi verso Sukhumvit soi 22 , una serie di locali senza tante pretese offrono spettacoli della tradizione culturale Thai dal vivo. Se preferite ambienti di classe allora passate a soi 33 dove sicuramente troverete quello che state cercando. 

Non si viene a Bangkok senza fare un massaggio Thai

Interessante è sapere che Bangkok deve una parte della sua notorietà ai famosi Oil massage Thai e se a questi siete interessati la scelta è praticamente infinita. Naturalmente bisogna saper distinguere fra le SPA e quelle per cosi dire Mango, che altro non sono che dei bordelli autorizzati. Se avete dei dubbi recatevi alla SPA del Mandarin Oriental Hotel, capirete di che cosa si tratta, oppure in alternativa visitate il Wat Pho con il suo Buddha disteso e approfittate in loco di un tradizionale massaggio. Ricordo infine che la pedofilia è una reato grave severamente punito anche qui e la polizia è perennemente impegnata a combattere questo fenomeno, per lo più causato da occidentali in libera uscita. Chi ha queste tendenze deve sapere che le carceri thailandesi sono note per non essere centri specializzati per il recupero di persone deviate. Per dirla tutta, cosi come chi viene trovato in possesso di droga viene gettato in una celletta e dimenticato, il pedofilo di turno, sofferto il medesimo trattamento, non può esimersi anche da subire il famoso massaggio Thailandese, quotidiano.

Soi vs Soi

Ieri sono capitato nel quartiere storico di Banglumphu di cui Soi Rambuttri ne è il cuore. Si tratta di una strada che corre in parallelo alla incasinata Khao San, che ci crediate o no, non ci avevo mai messo piede.

Soi Rambuttri

Qui si respira un’aria di altri tempi, un quartiere che è il contrario di Khao San. Il ritmo è lento in una città comunque frenetica, un posto carino dove possiamo passeggiare all’ombra di grandi alberi fino al Wat Chana Songkhram. Oggi troviamo alloggi a buon mercato e una serie di bar, ristoranti e negozi di ogni genere, insomma un posto ordinato e tranquillo, dove stare, mangiare, dormire e naturalmente fare nuove amicizie se vi pare. Questo quartierino si trova oltre Chinatown vicino al Chao Phraya, quindi la migliore soluzione per arrivarci sarebbe quella via fiume, per questo sarà sufficiente far riferimento al molo di Phra Ahtit, dopodiché  prendere per Chana Songkhram e sarete arrivati a destinazione.

Cowboy in Thailand

Molte persone vengono a Bangkok quasi appositamente per visitare posti come Patpong,Essendo la mia residenza bangkokina a Sukhumvit non posso fare a meno di citare brevemente i rinati quartieri a luci rosse ma non solo.

Soi Cowboy vs Nana Plaza

Soi 21/23 Cowboy

Il nome singolare deriva dal fatto che negli anni 70 un americano si stabilì in questa zona e nella tranquilla  Asoke Road aprì il primo bar, in seguito meta di  molti stranieri, successivamente questa strada ha preso il nome dal tipo di cappello che titolare di questo locale portava.

Nep Nana Plaza Soi 4

Si trova vicino al Nana hotel, una sola entrata una sola uscita, oggi in netta ascesa e per certi versi molto più raccomandabile rispetto a Soi Cowboy. Ogni notte i residenti o i visitatori di ogni globo si riversano qui per cercare un facile divertimento. Non presto consigli, né  a maggior ragione posto commenti, chi vuole può semplicemente assimilando l’atteggiamento di un farang navigato passeggiare in un contesto unico nel suo genere, mangiare e bere a qualunque ora della notte, magari osservando semplicemente la vita che si svolge attorno, un casino in tutti i sensi degno di nota. Infine gli specialisti della vita notturna, facilmente potranno reperire sul web tutte le informazioni necessarie per addentrarsi nel Soi desiderato. La sola raccomandazione che mi sento di fare è quella di non rompere le scatole ai Lady Boys, i quali per un niente potrebbero incavolarsi e allora sarebbero guai seri.

 Isaan 

Da Ubon Ratchathani verso il Laos del Sud

Città di frontiera, animata da un grande flusso di viaggiatori che si apprestano ad entrare o rientrare dal Laos. Poco a sud troviamo la Cambogia mentre verso est la laotiana Pakse. La regione dell’Isaan è la zona della Thailandia più sconosciuta al turismo, direi la più genuina, tanto è vero che risulta quella con maggiore insediamento di popolazione occidentale. Chi volesse saperne di più può rivolgersi gratis al mittente;

http://www.ilgiramondo.net/diari-viaggio/2977-sawasdee-surin/

Qui a Ubon una delle attrazioni è il Mun river, un affluente del Mekong al quale si unisce nella zona di Khong Chiam. Lungo il fiume troviamo locali e sistemazioni di ogni genere, volendo spiagge per fare i bagni o dedicarsi alla pesca. Centinaia sono i bungalow galleggianti che vengono usati soprattutto nei giorni di week end, si possono affittare per qualche dollaro ma, ovviamente non dispongono di servizi, per questi c’è sempre il letto del fiume, in realtà offrono solo un riparo dal sole.

 

Info

Raccomandabile sarebbe prenotarne uno con accesso diretto alla Trattoria del Pesce Gatto, il locale più VIP della città. Il costo giornaliero ammonta a 600 Bath, Check In alle ore 8,30 del mattino, Check Out alle 6 pomeridiane. E’ sempre possibile dotarsi di una piroga a remi  e  una camera d’aria di un pneumatico facente le veci di ciambella di salvataggio. Il pernottamento volendo è gratuito, tanto le villette da una certa ora in poi della sera fino al mattino successivo non le occupa nessuno. Occorre soltanto dotarsi di un sacco con a pelo e un anti repellente. La torcia è un accessorio assolutamente indispensabile ed è incluso nel prezzo ma fornita senza batterie, considerate che al buio, casomai vi scappasse un bisogno potreste cadere in acqua e finire in pasto a un coccodrillo. Ai sonnambuli a tutela della loro incolumità prima di coricarsi viene raccomandato di indossare un giubbetto di salvataggio oppure un piumino autogonfiabile modello airbag.

 

Un posto noto è Haad Bung Beach con vista sul Phramongkoldham Wat, si tratta di una lunga striscia di sabbia nel mezzo del Mun river considerata la marina tropicale di Ubon, chiamata anche Ubon Pattaya, chi si accontenta gode.

 

Tante potrebbero essere le motivazioni per trattenersi ancora, a ciascuno la sua, la mia ad esempio è quella di una qualche rapida escursione in attesa di riordinare le idee e riprendere il viaggio. Come è facile intuire, la frontiera per oltrepassare il confine Thai-Laos da Ubon sarebbe quella di Chong Mek che dista appena un’ora dal centro città, infatti dopo averlo programmato non userò affatto questo varco. In un bar di Ubon ho avuto l’occasione fortuita di incontrare una guru locale, che fra una birra e l’altra mi ha consigliato di andare Mukdahan e quindi scendere nella laotiana Savannakhet. Ciò che farò in seguito non è definito, non ho impegni, per adesso mi piace pensare a questa nuova meta, Mukdhan e Savannakhet, questo ultima senza motivazione alcuna mi affascina parecchio, chissà che troiaio di posto sarà.                                                   

Ubon Ratchathani – Mukdahan circa km 160

Tre ore di viaggio su di un comodo bus per percorrere la distanza che separa queste due città dell’ Isaan.


Mukdahan

Di medie dimensioni posta sulle rive del Mekong, grazie alla sua posizione offre un’atmosfera rilassante e locali accoglienti, ma  è nota essenzialmente per essere un punto di transito fra Thailandia e Laos. Infatti qui troviamo il secondo ponte che collega questi due Paesi nel segno dell’amicizia. Girando per la città si possono trovare locali che servono indifferentemente cibo vietnamita e laotiana, si tratta più di una cittadina con vocazione etnica multiculturale indocinese che thailandese. Il mercato che si sviluppa lungo il Mekong è il fulcro di questa mescolanza dove troviamo prodotti  di ogni genere fabbricati in Laos, Cambogia e Vietnam. Una visita merita la Muk Tower, una specie di Torre di Pisa alta 65 metri ma dritta come un fuso. dall’osservatorio al sesto piano si gode di una bella vista che spazia sul Mekong fino alla città laotiana di Savannaketh. In un prossimo futuro i primi cinque piani saranno interamente dedicati ai divertimenti, i lavori al momento in corso prevedono casinò, bar, ristoranti, disco e tutto l’armamentario immaginabile.


Una sosta è consigliabile al Mook Cafè, il miglior locale di Mukdahan, posto sulle rive del fiume offre pasti a prezzi accettabili e wifi libera. E’ arrivato il momento di varcare il confine ed entrare in Laos, opto per il bus pubblico è la migliore soluzione e una volta varcato il confine ne prenderò un’altro con destinazione la dolce città di Savannaketh.

Arrisentissi da Savanna

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