Quattro mesi in Asia La Cambogia

Dal Laos del Sud in Cambogia
Stung Treng Info

Dista soltanto 50 km dal confine con il Laos e grazie al valico di frontiera questa cittadina sta diventando meta sempre più frequentata dal turismo internazionale, questo recitano famose guide di carta stampata, in realtà entrare in Cambogia seguendo questa via è molto più impegnativo di quanto si possa immaginare, tanto risulta vero che incontro pochissimi viaggiatori. Il varco Laos-Cambogia in ambo le direzioni è effettuato normalmente via fiume a bordo di piccole long tail veloci oppure utilizzando i battelli che scendono e risalgono regolarmente questo tratto di Mekong quando l’altezza delle acque lo consentono. In tutta la provincia muoversi via fiume risulta comunque più facile poiché le strade sono in pessime condizioni. Oggi è stata una giornata assai movimentata a causa del moto ondoso, sono di ritorno da una gita alle Stung Waterfalls con un fastidioso malessere che mi costringe a ritirami al camerino per deliberare una nuova meta da raggiungere.

Cari amici vicini e lontani, oggi è una giornata particolare poiché dedicata all’ozio, ma soprattutto a una riunione presso la residenza estiva della mia guida cambogiana un certo Mr Panchun’là. Dopo innumerevoli discussioni volte a determinare un tragitto di viaggio serio e aver nel frattempo scolato 27 birre in compagnia del nostro autista senza patente, da me soprannominato Capo Cetriolo per via della sua testa a punta, si è deciso quanto segue: Visita a tempo perso presso il monumento di Bergrillao qui sotto rappresentato.

e naturalmente i gemelli Bergrillini

Stung Treng -Bang Lung km 160 a bordo di un minibus collettivo durata 6 ore.

Bang Lung è il capoluogo della sperduta regione di Ratanakiri, caratterizzata da una folta jungla è una delle zone naturali più belle della Cambogia.  

Stung Treng e Rattanakiri
E’ famosa per il Parco Nazionale di Virachey, per le immense foreste abitate da elefanti, le bellissime cascate e il lago vulcanico Boeng Yeak Lom, in futuro queste attrazioni naturali richiameranno certamente sempre più turisti, al momento siamo io, Panchun’là e Capo Cetriolo.
La totalità degli abitanti è suddivisa in numerose minoranze etniche, da ricordare che durante la guerra del Vietnam la regione di Rattanakiri è stata devastata dai bombardamenti americani, nondimeno con l’avvento al potere dei Khmer Rossi metà della popolazione venne sterminata. Nonostante il disagio del viaggio vale la pena essere qui. Prendo alloggio in un eco-capanneto che qualcuno definisce resort, comunque buono per esplorare il N.P.Virachey e il lago Yeak Loam.

Cascate

Quella più spettacolare è a Cha Ong a circa otto 8 km di Bang Lung, la prerogativa è quella di essere situata nel mezzo di una impenetrabile jungla il cui accesso avviene percorrendo uno stretto sentiero appositamente tracciato. L’acqua che alimenta perennemente la cascata scende dalla montagna Eisey Patamak, c’è un passaggio interno da dove una volta arrivati possiamo ammirarla e perché no fare una doccia fresca. Dalla parte opposta a circa sei km di Bang lung troviamo la cascata di Kachang le cui acque da un’ altezza di dodici metri sfociano nel fiume Sre Pok. Il paesaggio è magnifico, nelle giornate calde come oggi possiamo fare il bagno circondati dalla nebbia sprigionata dalla forza della caduta dell’acqua.               

Oggi dovrei visitare la zona di Ou’Sensranoh, dove mi viene indicata la cascata più importante della zona invece preferisco dedicarmi a quella di Tuk Chrouu Bram, si rivelerà una buona scelta, sono cascate a livello che degradano sette volte formando altrettanti laghetti balneabili che ricordano molto Erewan in Thailandia.

Parco Nazionale di Virachay

La sede centrale del parco si trova a Ban Lung, dove è possibile ricevere info, organizzare le escursioni e dotarsi di una guida ufficiale che ritengo necessaria, talmente necessaria che alcune zone sono ancora inesplorate, si dice che si trovano cascate alte più di cento metri e un gran numero di animali selvatici, grandi mammiferi ed elefanti. La gita risulta impegnativa poiché occorre spostarsi a una cinquantina di km di Bang Lung. Il parco copre una superficie estesa a est fino al Vietnam, a nord fino al Laos e a ovest fino alla Provincia di Stung Treng, in questo lembo di Cambogia la civiltà come dai occidentali intesa è lontana anni luce e per molti versi meglio così. Una valida alternativa sarebbe quella di spostarsi a Ta Veng dove è possibile noleggiare delle long tail per delle escursioni sul fiume Tonlè San, sarà per la prossima volta.

Area protetta di Boeng Yeak Lom

Ultima chicca prima di lasciare Ratanakiri, il Lago Yeak Loam.

Soltanto a cinque km a sud di Bang Lung, si tratta di un cratere vulcanico di forma circolare del diametro di circa 900 metri  che si percorre a piedi sull’argine per circa  2,5 km, è circondato completamente da una fitta  jungla che si specchia in limpide acque. Portare il costumino poiché nonostante la profondità il lago è balneabile, oppure immergetevi ignudi  tanto non c’è nessuno, le mutande vanno ugualmente bene, ho già collaudato.

 

Per accedere è necessario pagare un ticket a vantaggio della minoranza etnica Tompuon che organizza escursioni e visite guidate, pago volentieri 3 dollari che andranno direttamente per il sostegno della community indigena. Ritorno sui miei passi in direzione poco a sud di Stung Treng per scendere fino a Kratie e come è intuibile necessariamente fino Phnom Penh, via Kampong Cham, sarà l’ultimo tratto in fase di rientro per l’Italia. Sarebbe bello fare questo tragitto via fiume ma oggi il servizio è stato abolito a causa del basso livello delle acque, non ho voglia di sorbirmi altri 150 km con un bus, decido allora di viaggiare comodo e veloce noleggiando un taxi e dopo meno di tre ore di ottima strada appena asfaltata dai cinesini arrivo a meta. 

Kratie

Una piccola cittadina rurale sulle rive del Mekong conosciuta anche per il passaggio dei delfini di acqua dolce, ho il tempo di visitare visitare il Wat Phom Sambok e godere della magnifica vista sulla campagna circostante dalla cima della collina. Ho deciso di albergare su di una piccola isola situata nel mezzo del Mekong nel lato opposto della città.

 

Si tratta di Koh Trongper arrivarci occorre prendere una specie di traghetto o noleggiare una barchetta al costo di due dollari. Questa isoletta non è altro che un banco di sabbia fuori dal mondo dove la gente è  incredibilmente cordiale, impossibile contare i sorrisi e i saluti al grido di hello, è conveniente noleggiare sul posto una bici per fare il giro dell’isola che in questa stagione è caratterizzata da un numero imprecisato di spiagge  bianche che crescono con il diminuire del livello delle acque. Siamo quasi alla fine ma sono in anticipo di qualche giorno sulla tabella prestabilita cosicché mi avvalgo di una breve ma intensa crociera che in questo periodo è possibile effettuare da Kratie a Phnom Penh, un modo diverso che ritengo renderà meno amaro il rientro a casa.  

 

Questo itinerario prevede due notti a bordo per arrivare nel primo pomeriggio del terzo giorno a Phnom Penh, giusto in tempo per una rimpatriata notturna con amici e la partenza con destinazione Italia via Bangkok il giorno successivo. 

Kratie – Boeng Ket 

Primo giorno

Molo di Kratie, imbarco su questa ferraglia arrugginita e prendo possesso della mia cabina, fortunatamente è dotata di aria condizionata, appunto, giustamente condizionata a quando la barca è in movimento. Rito di benvenuto a bordo a base di un intruglio rosso che non riesco a definire, una specie di bitterino serpentato…

Il primo stop avviene a Chhlong per una memorabile escursione che non avrei mai osato immaginare. Lungo le sponde del fiume troviamo vecchie case in stile coloniale molte delle quali in rovina. Da visitare la splendida Residenza de Chhlong, un palazzo che è stato prima una prigione Khmer, adesso convertito in hotel lussureggiante con vista pagabile in USD sul Mekong.  

Sarebbe bello fermarsi, peccato sia chiuso per urgenti lavori di restauro. Continuiamo la navigazione fino al villaggio di Boeng Ket, niente di particolare, un dormitorio, ed è proprio qui che sostiamo per la notte.

Boeng Ket – Kampong Cham – Kompong Krabei

Secondo giorno

Sosta a Han Chey, dove visitiamo il tempio pre-Angkoriano che domina il Mekong. Il Prasat Han Chey sorge su di una collina, una lunga scalinata conduce alla cima dove sorge un grande monastero, varie pagode e altri templi, il tutto in uno scenario bellissimo non contaminato dalla solita folla di turisti indocinesi.  

 

Riprendiamo la navigazione fino a Kompong Cham, da sempre una delle tre città più importanti della Cambogia oggi un po’ soppiantata da altre emergenti come Siem Reap e Sihanoukville. Visitiamo il mercato, il vicino tempio di Angkor Nokor Bachey e il Ponte di bambù. 

Il ponte di bambù è un’attrazione situata poco a sud dell’altro ponte tradizionale che attraversa il fiume Mekong. La struttura è stata pensata e costruita per raggiungere l’isola di Koh Paen che si trova al centro del fiume sulle cui sponde possiamo osservare numerosi villaggi interamente montati su palafitte. Siamo ormai a Kompong Krabei dove sostiamo per la seconda notte.

 

Terzo giorno verso Phnom Penh 

Dopo alcune brevi soste stiamo scivolando adesso verso la capitale dove approdiamo per l’ora di pranzo. Tutto sommato è stato un viaggio di avvicinamento divertente e per me insolito, sbarco e incontro con alcuni amici con i quali mi ero dato appuntamento qui, ritrovo presso il solito per così dire Baretto FCC ovvero il Ficca Cambodia, un rito per l’ultimo giorno di festa.

FCC Foreign Corrispondent Club  è parte della storia recente della Cambogia
Per saperne di più

 

Solito casino a Phnom Penh, ma devo dire che con tutte le dovute eccezioni è una città che mi piace parecchio, come in egual misura tutta la Cambogia. Il viaggio prosegue verso Koh Kong nella provincia omonima, una parte del Paese che ricorda molto la Thailandia degli anni 80. Ora non vi posso raccontare più nulla, mi dispiace ragazzi… Mi garberebbe anche scendere nei particolari ma, non posseggo la SEO autorizzazione e quindi verrebbe cancellato tutto. Però una cosa ve la posso dire, se passate da queste parti e decidete di affrontare qualche avventura strana, mi raccomando, fate come la pula, chiedete i documenti, al contrario potreste incorrere anche in un obbligato Prrr..lungato soggiorno in una delle famose carceri cambogiane.

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