Gran Canaria: rotolando tra le dune di Maspalomas

Le Canarie sono una meta sicura per chi non ha un budget che consenta di spingersi sul lungo raggio e per chi non vuole andare in paesi con possibili rischi legati al terrorismo. Fuerteventura e Tenerife li abbiamo già vistati negli anni scorsi e allora quest’anno la meta per le vacanze estive è stata decisa in Gran Canaria, l’isola più meridionale dell’arcipelago delle Canarie.

Quest’anno decidiamo di fare tutto in fai-da-te. Siamo vicini alla costa africana e lontani oltre quattro ore di volo dall’Italia, ma siamo sempre in Spagna, con tutti i vantaggi che comporta l’essere nell’Unione Europea. Andare autonomamente dai Tour Operator ci permette di trovare un volo diretto, partiamo da Pisa il 17 luglio con un volo Ryanair. Sono parecchie decine i voli fatti con la compagnia low cost irlandese, ma mai avevamo volato per così tante ore. I posti effettivamente sono strettini e l’assenza di intrattenimenti fanno pesare un poco il viaggio, ma il costo decisamente contenuto e il fatto che ci eravamo organizzati con musica, giornali e libri fanno passare abbastanza velocemente le oltre quattro ore di volo che ci portano all’aeroporto di Las Palmas, l’unico dell’isola, situato sulla costa orientale, quella più popolata e frequentata dell’isola a sud della capitale e quindi in direzione dei luoghi più gettonati per le vacanze, tutti nella parte meridionale dell’isola. C’è un’ora di fuso orario rispetto all’Italia e con qualche minuto di anticipo atterriamo a Gran Canaria nel pomeriggio.

Non avendo transfer e soprattutto considerando che vogliamo girare alla scoperta dell’isola, abbiamo deciso di noleggiare un’auto per tutta la durata del soggiorno, prendendola e restituendola in aeroporto. La scelta è caduta sulla compagnia locale di autonoleggio Cicar,  http://www.cicar.com/IT, presente soprattutto alle Canarie e in maniera minore alle Baleari. Scelta che non poteva essere migliore. Prenotazione on line dal sito, nessun anticipo, assicurazione completa e soprattutto nessuna franchigia e nessun blocco sulla carta di credito. Nessun problema anche per la possibilità di riconsegnare il veicolo prima dell’apertura (come abbiamo dovuto fare noi, lasciando le chiavi alle 6.00 nella cassetta sulla porta dell’ufficio). Avevamo prenotato una Polo 3 porte, ci hanno dato una Seat Ibiza 5 porte nuovissima e super accessoriata con persino la retrocamera posteriore.

Pochi minuti per trovare l’auto nel parcheggio sotterraneo riservato agli autonoleggi e possiamo finalmente partire nell’isola. Per non perderci abbiamo installato nel telefono l’app “Here Maps”, davvero utilissima perché consente di visualizzare le mappe, con anche le funzioni di navigatore, offline, dopo ovviamente scaricato la mappa richiesta, quindi senza bisogno di utilizzare una connessione internet che sarebbe in roaming all’estero, con i elativi costi. In realtà uscire dall’aeroporto è semplicissimo e ci si trova subito in autostrada, basta prendere la direzione “sur”, sud, per andare verso Playa del Ingles, Maspalomas e tutte le località turistiche e la direzione “norte”, nord, per andare verso Las Palmas. L’autostrada, gratuita, è una strada in parte a tre e in parte a due corsie che collega l’estremo nord all’estremo sud dell’isola, tutto lungo la costa orientale. Sembra una nostra tangenziale con tantissime uscite, quasi una ogni chilometro, comunque si guida bene, il traffico non è eccessivo e le uscite sono bene indicate.

L’hotel che abbiamo scelto, prenotandolo con Booking.com è il Seaside Sandy Beach http://www.hotel-sandy-beach.co.uk/ e anche in questo caso devo dire che siamo stati assolutamente soddisfatti della scelta. Si trova a Playa del Ingles, vicino alle dune di Maspalomas che si raggiungono in una decina di minuti a piedi. Pulitissimo sia nelle camere che nelle aree comuni, piscina compresa. Staff molto disponibile ad ogni richiesta. Cibo vario e di ottima qualità. Camera (anche quella standard con due letti più letto aggiunto per nostra figlia) molto grande con splendida cabina armadio, forno a microonde e tutti i comfort. All inclusive (per chi sceglie, come abbiamo fatto noi, questa formula) con tutto quello che si desidera dalle 11 del mattino alle 11 di sera. Lo consiglio a tutti, con un paio di avvertenze per gli italiani: non è utilizzato da Tour Operator italiani, quindi può essere preso solo in combinazioni volo+hotel e non ci sono avvisi o cartelli in italiano, ma comunque sapendo un minimo di inglese o spagnolo o tedesco non ci sono problemi a farsi capire.

Hotel Sandy Beach

Arriviamo all’hotel in una ventina di minuti dall’aeroporto e, dopo un rapido check in, e dopo aver sistemato i nostri bagagli in camera, andiamo verso la spiaggia di Playa del Ingles.

Il paesino, un susseguiirsi di hotel e case vacanze è arroccato su una collinetta, quindi anche se il mare è molto vicino in linea d’aria per arrivarci bisogna fare una serie di stradine oppure un paio di scalinate che portano a valle. In discesa non c’è problema, al ritorno, soprattutto quando il caldo si farà sentire (e succederà praticamente ogni giorno della vacanza) quel breve tragitto farà sudare parecchio.

La spiaggia di Playa del Ingles anche nel tardo pomeriggio è ancora piena di gente, sentiamo l’acqua del mare, fredda come sempre nell’Oceano, tra voglia di fare subito un bagno e quella di camminare verso le famose dune di Maspalomas, prevale quest’ultima idea e allora ci incamminiamo verso destra guardando il mare e in pochi minuti siamo già davanti alle prime dune e da qual momento saranno le nostre compagne di vacanza in tutti i giorni, spesso più volte al giorno da quanto ci siamo innamorati di questo strano fenomeno naturale che porta la sabbia a formare montagnole a volte ripidissime proprio a pochi metri dal mare.

E’ praticamente un deserto in miniatura a pochi passi dal mare. Alte dune di sabbia dorata si ergono dalla sabbia più scura di origine vulcanica del lungomare e vanno avanti per decine di chilometri. Il vento poi continua a rimodellare le dune, cancellando le orme dei tanti turisti che si divertono a scalarle.

Dune di Maspalomas

Mi piacerebbe iniziare a perdermi tra le dune, ma mia figlia vuole tornare in hotel per fare un primo tuffo in piscina e l’accontentiamo. Dopo una bella nuotata nell’acqua, questa volta calda, della piscina ci prepariamo per andare a mangiare nel ricco buffet che propone sempre ottime grigliate sia di pesce freschissimo che di carne, oltre che prodotti locali come le buonissime patate “arrugadas” da mangiare rigorosamente con la buccia, condite con la salsa di mojo verde, una specie di pesto un po’ più piccante, appuntamento fisso per me di quasi ogni pranzo e cena.

Dopo cena, usciamo a fare la prima passeggiata sul lungo mare, pieno di localini e di souvenir, alla fine dei quali, la passeggiata continua salendo una serie di scalini in una viuzza proprio antistante le dune. La percorriamo tutta, fino dove finisce, all’altezza di uno dei tanti hotel Riu nella zona. Ormai è buio e preferiamo non addentrarci nelle dune, ma lo faremo poi in tutte le altre serate della vacanza.

Come nostra abitudine al mattino ci svegliamo molto presto per goderci le prime ore della giornata quando la maggior parte dei turisti ancora dorme e così nella nostra prima mattinata a Playa del Ingles arriviamo in spiaggia prima delle 8.30, quando la lunga spiaggia che unisce Playa del Ingles a Maspalomas è ancora vuota, con una sensazione di immenso che è difficile trovare in tutte le altre ore della giornata. Come sempre, iniziamo a camminare, questa volta andiamo oltre le prime dune, arrivando fino alla punta sud dell’isola e prima che il caldo si faccia sentire troppo, decidiamo finalmente di salire sulla prima duna, poi sulla seconda e poi ancora e ancora…. Il sole e il caldo rendono difficile la “scalata” la sensazione di sentirsi i piedi sprofondare nella sabbia soffice che sembra arrivare dalla luna ripaga della fatica. La vera fatica la facciamo a tornare verso la zona centrale di Playa del Ingles e del nostro hotel. Il sole è ormai abbastanza alto e camminando verso nord lo abbiamo in faccia, ogni tanto ci fermiamo a bagnarci un po’ nell’acqua del mare, quella sì fresca, pure troppo. Finalmente ci tuffiamo nell’oceano e poi ancora bagnati risaliamo verso l’hotel per fare un altro bagno questa volta in piscina.

Dopo pranzo ci prendiamo un po’ di pausa sorseggiando un cocktail a bordo piscina e studiando un po’ i vari itinerari che vogliamo fare dal giorno successivo, prima di tornare a prendere un po’ di sole al mare. La sera, dopo cena, non è tardi come il giorno c’è ancora il sole, e quindi ci avviamo a passo rapido per il “Paseo Costa Canaria”, la passeggiata che avevamo solo fatto in parte la sera precedente. Questa volta saliamo subito gli scalini dalla rotonda del centro del lungomare di Playa del Inglese” e facciamo tutta la passeggiata dall’alto, per ammirare le dune. La passeggiata è davvero piacevole, romantica e rilassante. E’ pieno di gente ma c’è posto per tutti, un paio di artisti di strada cercano di attirare l’attenzione, che invece, almeno da parte nostra, viene attratta dai tantissimi gatti che si lasciano avvicinare e accarezzare. Arriviamo alla fine della passeggiata che si fa in una ventina di minuti e finalmente possiamo salire sulle dune anche di sera. Ed è una sensazione ancora più piacevole che di giorno, la sabbia è calda sotto i piedi. Iniziamo a passare da una duna all’altra e inizia a venire buio, ma la grande luna piena che si riflette sul mare permette ancora di vedere un pochino e poi ci sono tantissime persone intente a fare foto o luce con i telefonini e il buio non fa paura per niente.

Quando è troppo buio e comunque siamo stanchi riprendiamo piano piano il paseo Costa Canaria e torniamo verso il centro di Playa del Ingles passando dai vari pub che fanno anche musica dal vivo e dai vari negozietti del lungo mare. Arriviamo in hotel giusto in tempo per prenderci un cocktail compreso nell’all inclusive e poi tutti a letto che il giorno successivo saremmo partiti alla scoperta dell’isola.

Ci alziamo presto come al solito e dopo una abbondante colazione si parte in direzione Playa de Amadores. E’ la spiaggia più popolare dell’isola, quella considerata più bella in una baia a sud, vicino al paese di Puerto Rico. Arrivarci non è difficile, dall’uscita dell’autostrada con pochi chilometri e buone indicazioni si arriva e c’è anche un parcheggio gratuito piuttosto ampio proprio attaccato alla spiaggia. Arriviamo ben prima delle 9 e la spiaggia è stupenda, praticamente deserta. Si sente il rumore delle onde che arrivano a riva e solo il verso di qualche uccello in cerca di pesci. Fare a piedi tutta la spiaggia è un tragitto molto rapido che facciamo in pochi minuti tanto è piccola la spiaggia.

La nostra solita voglia di camminare ci porta a prendere una stradina all’estremità della spiaggia che in un chilometro abbondante di passeggiata proprio sopra la scogliera situata di lato alla spiaggia di Amadores, ci porta fino a Puerto Rico, un paesino con tante casette bianche e una spiaggia molto simile anche se un po’ meno caratteristica di quella di Amadores. Torniamo indietro e nel frattempo la spiaggia di Amadores si è riempita di gente e ha molto meno fascino di quando siamo arrivati. Facciamo il bagno e poi, dopo aver preso un po’ di sole, ritorniamo per il pranzo in hotel.

Se al mattino decidiamo di andare in giro partendo molto presto, al pomeriggio ci prendiamo tempo per rilassarci in piscina e al mare, oggi mosso molto più del giorno precedente, con anche il vento che sposta la sabbia in maniera piuttosto fastidiosa, per poi rifare il giro delle dune di sera come il giorno precedente.

Playa di Amadores

Al mercoledì invece la nostra destinazione è Puerto de Mogan, un paesino molto caratteristico nella parte meridionale dell’isola, non molti chilometri più avanti il viaggio del giorno precedente. Mogan, o meglio Puerto de Mogan, perché esiste anche un Mogan all’interno dell’isola, è tutto arroccato nella montagna che scende a picco sul mare ed è caratterizzato da tante casette bianche e un porticciolo turistico dove sono ancorate tante barche a vela, ma anche barchette di pescatori locali. In mezzo al paese tanti ponticelli che passano sopra un canale quasi a secco, per questo qualcuno lo ha definito, molto esageratamente “la Venezia delle Canarie”. Nulla a che vedere con Venezia, ma un bel paesino con anche una bella spiaggia, sempre a formare una baia protetta che garantisce mare calmo e assenza di vento. Il parcheggio qua è tutto a pagamento. Parcheggiando non nel grande parcheggio automatico vicino al porticciolo, ma nelle righe blu della strada principale costa comunque molto poco, con poco più di un euro si resta tutta la mattinata. Ai nostri orari mattinieri anche qua è splendido trovare la spiaggia quasi deserta. Prendiamo un po’ di sole e dopo facciamo un bel bagno nelle acqua sempre freddine dell’Oceano.

Mogan

Ritemprati dal bagno in mare decidiamo che vogliamo raggiungere un punto panoramico in cima al gruppo di case centrali che si vedono dalla spiaggia. La fatica è tanta perché tra viuzze, scalini e tanta salita si arriva in cima sudatissimi, ma ne vale la pena. Il mirador è fantastico e si vede tutta la baia nel suo splendore.

Torniamo in hotel a Playa del Ingles a ora di pranzo e come al solito al pomeriggio relax e piscina, per poi correre sulle dune in serata. Giovedì mattina la vogliamo dedicare al nord dell’isola. E’ la tappa più lontana perché andiamo all’estremo opposto dell’isola, sempre però facendo l’autostrada fino alla sua conclusione, che lambisce sempre la costa orientale di Gran Canaria.

L’autostrada finisce e si entra direttamente nella città di Las Palmas. Prima sorpresa, è una città molto molto grande, decisamente di più di quanto mi aspettassi, ben più grande delle nostre città di provincia. Diretta conseguenza di essere nel mezzo di una città è il traffico e il problema a trovare parcheggio, nonostante fosse ancora abbastanza presto di mattina. Sicuramente è il posto più popoloso dell’isola e il più popolato da persone che a Gran Canaria vivono a lavorano. Parlando con persone del posto mi dicono che Las Palmas ha subito un notevole sviluppo demografico negli ultimi anni e quelle che una volta erano le periferie ora sono veri e propri quartieri del centro.

L’obiettivo della nostra mattinata è girare un pochino nella città, visitare la casa di Cristoforo Colombo, “la Casa Colon” e poi andare nella spiaggia di Las Canteras, la spiaggia situata proprio accanto alla città. La casa Colon è la casa museo che ha ospitato Cristoforo Colombo in una delle sue traversate verso le Americhe. In realtà è un museo che racconta la storia delle Canarie e il loro sviluppo. Il museo è piccolo e si visita facilmente in poco tempo.

Dopo aver camminato un po’ nel quartiere di Vegueta, la parte antica di Las Palmas con tante viuzze con casette colorate, abbiamo ripreso la macchina per spostarci nell’altro lato della città per raggiungere la grande spiaggia di Playa de Las Canteras, una distesa di sabbia gialla, molto più chiara che al sud, proprio attaccata alla città.

Las Canteras

A noi questa spiaggia non è piaciuta molto, sicuramente abbiamo preferito le baie più piccole del sud dell’isola, ma certamente c’è tanto posto, non è affollata, almeno di mattina in un giorno infrasettimanale e il mare è limpido, anche se con qualche scoglio affiorante.

Con un’oretta di macchina torniamo in hotel ancora in tempo per pranzare. Nel riposo pomeridiano in piscina decidiamo di cambiare un po’ i nostri soliti programmi per gli ultimi due giorni pieni di vacanza. Non più in giro per l’isola al mattino, ma faremo un paio di escursioni di pomeriggio, mentre al mattino, lasciamo dormire nostra figlia come le abbiamo promesso, e io e mia moglie andremo a fare una passeggiata sulle dune all’alba.

La sera decidiamo invece, per la prima volta di spostarci in macchina per andare nella zona del faro di Maspalomas. In linea di aria sono pochi chilometri, ma bisogna passare all’interno, perché il lungomare è tutto dune, quindi ci si mette una ventina di minuti ad arrivare. Anche di sera, questa volta, c’è il problema del parcheggio, che poi troviamo fortunatamente anche in una zona libera, senza parchimetri. Abbiamo perso un po’ più tempo del previsto ad arrivare e trovare posto che è quasi buio e quindi andiamo subito sulle dune vicine al faro ma ci sembrano meno belle di quelle dal lato di Playa del Ingles. Poi ci prendiamo tutto il tempo per girare tra le vie e i negozietti, molto turistici, di Maspalomas, pieni di localini con musica dal vivo che attirano soprattutto gli inglesi.

Venerdì mattina, quindi, io e mia moglie siamo pronti per la nostra camminata verso le dune, nella spiaggia di Playa del Ingles. Superiamo l’angolo e andiamo nella direzione del faro, anche se ci vorrebbe troppo per arrivarci e preferiamo salire e riposarci su qualche duna prima di tornare verso la zona dell’hotel. Nel pomeriggio invece vogliamo scoprire un po’ dell’interno dell’isola.

Playa del Ingles

La nostra vacanza è soprattutto una vacanza di mare, il nostro obiettivo era vedere le spiagge e lo abbiamo fatto nei giorni scorsi, avendo però letto di persone favorevolmente impressionate anche dai paesini all’interno e dalle zone collinari, ci prendiamo una mezza giornata per addentrarci nell’isola, senza ovviamente porci obiettivi troppo impegnativi. Prendiamo la strada che dal mare porta verso San Bartolemè de Tirajana e si inizia a salire verso la montagna. Attraversiamo i paesini di Arteara e Fataga. Dopo esserci fermati per un po’ a vedere il panorama molto diverso da quello del mare, riprendiamo la salita verso il Roque Nublo, dove, lasciata la macchina nell’ultimo parcheggio disponibile, facciamo un sentiero di un paio di chilometri, non molto difficile anche se ovviamente siamo in montagna e ci sono dei tratti piuttosto ripidi. Purtroppo c’è foschia e afa e la vista non rende bene, come sicuramente nelle giornate più limpide.

Dopo aver dominato Gran Canaria dall’alto, torniamo verso l’hotel, fermandoci poche centinaia di metri prima nel centro commerciale Yumbo, che la notte diventa un susseguirsi di locali di ogni genere. Noi siamo mattinieri e non notturni e quindi siamo qua solo per vedere alcuni negozietti di souvenir che effettivamente hanno prezzi stracciati e pure trattabili. Compriamo qualche ricordino e torniamo in hotel per la cena.

L’ultimo giorno pieno inizia con la solita lunga passeggiata nella spiaggia di Playa del Ingles e con un bagno nell’Oceano. Al pomeriggio decidiamo di rivedere il paesino di Puerto Rico che avevamo solo raggiunto a piedi da Amadores. E’ una specie di Playa del Ingles in piccolo, anche qua tanti locali e negozietti di ogni genere, tanti hotel e soprattutto tanti appartamenti ad ospitare turisti. La spiaggia è molto carina, una baia con mare calmo, un po’ più grande di Amadores ma comunque molto contenuta e piena di gente al pomeriggio. Nel tornare indietro ci fermiamo a fare benzina per l’ultima volta nella vacanza e constatiamo di aver speso davvero poco di carburante rapportato coni chilometri fatti e poi ci fermiamo ancora allo Yumbo per acquistare gli ultimi souvenir.

Non ci resta che fare l’ultima corsa serale nelle dune di Maspalomas e poi rimangono solo da fare le valige per tornare a casa la mattina prestissimo il giorno dopo. Lo staff dell’hotel Sandy Beach si dimostra ancora volta molto gentile e ci viene incontro concedendoci di fare colazione con un cameriere a disposizione, alle 5.30 di mattino, ben prima l’orario abituale di apertura. Poco dopo si parte verso l’aeroporto di Las Palmas.

In tutta la settimana non ci siamo mai persi e ovviamente nell’unico momento con i tempi risicati sbagliamo un paio di volte strada per arrivare all’innesto dell’autostrada. Comunque alla fine entriamo credo un paio di entrate dopo quelle più vicine e siamo lo stesso in aeroporto nei tempi da noi previsti o poco dopo. Lasciamo come da accordi la chiave della Seat nella casella sulla porta di Cicar, all’imbarco del bagaglio per fortuna c’è poca coda e in poche decine di minuti siamo al gate, dove non dobbiamo aspettare molto per imbarcarci sull’aereo Ryanair che parte puntuale e ci riporta a Pisa, dove atterriamo poco dopo mezzogiorno.

In conclusione una splendida vacanza, una delle migliori che abbia fatto, molto economica, ma molto bella, con tanto mare, un po’ di montagna, tanta gente, ma anche calette quasi isolate al mattino presto e soprattutto le meravigliose dune di Maspalomas, che abbiamo scalato cento volte, ma lo avremmo fatto tante altre volte ancora se avessimo avuto altri giorni di vacanza.

 

 

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Ci sono 1 commenti su “Gran Canaria: rotolando tra le dune di Maspalomas

  1. Ottima descrizione di un’isola che, nonostante tante ricerche, non ero riuscita ad inquadrare bene. Viste le affinita’ (anche noi mattinieri e amanti delle lunghe camminate) la terro’ sicuramente in conto per il futuro. Grazie:)

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