Madagascar, da Antananarivo a Tuléar passando per Manakara

Madagascar dal 14 al 28 maggio 2005

Viaggio individuale organizzato su mie richieste dal T.O. Ilay Tours di Antananarivo.
Mezzi utilizzati: auto Renault Kangoo 1.9 – Treno: tratta Manakara à Fianarantsoa – Aereo: tratta Tuléar – Tana, prenotata in Italia unitamente al volo intercontinentale per beneficiare dello sconto e della priorità.

Giorno 1, sabato: volo notturno da MXP a Antananarivo, Air Madagascar, solo lieve ritardo alla partenza, notte tranquilla, poca gente=2 sedili a disposizione…

Giorno 2, domenica, arrivo al mattino alle 6:30 circa, formalità visto, timbratura passaporti, ritiro bagagli e dogana; all’uscita trovo il mio autista/guida, il signor Rama, che mi aspetta per accompagnarmi alla maison d’hôtes , di proprietà dell’agenzia Ilay tours. Dormitina in orizzontale giusto per ricomporre lo scheletro che dopo una notte sulle poltrone aveva le ossa in ordine sparso…
Pranzo in un ristorante, di cui non mi ricordo assolutamente il nome (forse quello annesso all’hotel Glacier?). Per una bottiglia grande di acqua + una birra + un antipasto con gamberi, uova sode e verdurine, frittelle di cavolfiore, pollo ai funghi, riso alla malgascia e gelato ho speso ariary 18000 + 2000 mancia = 20000 pari a = 8.34€)
Pomeriggio relax con giro panoramico della città, su e giù dalle colline, e visita al parco Tzimbazaza, per iniziare a farmi un’idea della flora e della fauna (interessante anche la parte dedicata alle case tradizionali e ai tipi di tombe) e all’adiacente piccolo museo. Rientro in hotel, relax, cena malgascia preparata dal responsabile della maison d’ hôtes, signor Serge. Tappi nelle orecchie e nanna.

Giorno 3 lunedì mi sveglio presto, salgo in terrazza per vedere la città al mattino: cielo coperto, tanta gente per le strade, sistemo i bagagli per il viaggio e quindi vado a fare colazione con pane, burro e marmellata, dolcetti fritti, formaggio, succo di frutta e thè al latte… Rama arriva puntuale come uno svizzero e partiamo lungo la RN 7 per Antsirabe …
Strade: dicesi strada quel luogo frequentato da polli, anatre, oche, maialini, cani, gatti, zebù, carri trainati dagli zebù, donne che allattano, donne che stendono il riso ad asciugare sull’asfalto, bambini che giocano, gente in cammino, carretti e cariole spinti a mano, gente che ci scacchia un pisolino (!) bancarelle e mercatini e dove, con un po’ di attenzione anche alle profonde cunette laterali, circolano auto, taxi-brousse, cammions, fuoristrada, insomma la strada è di tutto e di più …
Panorami: un susseguirsi di risaie e altre colture, paesini con case d’argilla e campanili, monti e dolci colline, colline spelacchiate con inizio di erosione, torrenti e placidi ruscelli, rapide e cascate, foreste e prati, nuvole e sole…..
All’inizio della discesa, nel cuore del villaggio di Ambohimandroso, il motore della Kangoo si spegne.
Sosta ai lati della strada e Rama cerca di risolvere il problema. Impossibile riparare il guasto, quindi dall’agenzia ci mandano un altro mezzo per poter continuare il viaggio. Nell’attesa facciamo una passeggiata verso il vicino fiume… Strada facendo inciampo e cado battendo il ginocchio, quello malandato, contro un sasso aguzzo: dolooooore!.. bip-bip-bip…parole di circostanza…! Nulla di rotto, nemmeno una escoriazione, solo una gran botta. Arrivati al fiume torniamo all’auto in quanto il cielo si è coperto e potrebbe venire a piovere. Arriviamo all’auto appena in tempo in quanto iniziano le prime gocce… 10 minuti dopo spunta il sole e così mi siedo sul muretto vicino, ascolto un po’ di musica, mangio qualche biscotto, osservo il via-vai , scambio quattro chiacchiere con gente di passaggio.. Adesso che sono stata ferma il ginocchio inizia a farmi male, infatti è gonfiato tantissimo e, intorno alla rotula, campeggia una mezzaluna color mirtillo… Non avendo trovato del ghiaccio bagno i pantaloni con l’acqua per tenerlo al fresco. Finalmente arriva la nuova auto, l’unica disponibile in agenzia quella domenica: un Toyota Land Cruise! Quanta grazia!!! Auguriamo in bocca al lupo ai due ragazzi che ritorneranno a passo di lumaca a Tanà e ripartiamo.

Arrivati ad Antsirabe teoricamente avremmo dovuto fare una passeggiata per vedere un po’ la città, ma poiché camminare è diventato molto doloroso, preferisco fare un lento giro della città in auto, strada dopo strada, aspettando il tramonto, dopodiché raggiungiamo la pensione Villa Camelia. La mia camera, essendo al piano terreno, ha una parete a vetrata che dà sul giardino fiorito. Metto il ginocchio sotto ghiaccio e mi accomodo nel dehors aspettando l’ora di cena. Il piccolo ristorante è affollato, (norvegesi, francesi, americani, svizzeri e italiana (in ordine di numero di presenze). La cena è veramente squisita.
(Rama dorme in auto e mangia negli hotely, cioè i ristorantini lungo strada detti anche gargottes)

Giorno 4 martedì: notte travagliata: prima avevo freddo, quindi ho messo un’altra coperta… poi il ginocchio mi dava fastidio e non riuscivo a trovare la posizione giusta… ufff!
Rinfrancata dalla colazione con cioccolata, pane, burro e marmellata, succo di frutta fresca, raggiungo nel parcheggio Rama che sta pulendo il Toyota: il cliente deve avere l’auto sempre pulita…però la carrozzeria infangata sa di vissuto! Vabbè…
Partiamo direzione Ranomafana. Alternanza di colline e bassi monti con zone di rimboschimento.
Zoppicata per la via centrale di Ambositra e visita ad alcuni laboratori artigiani del legno, shopping! Acquisto alcune piccole sculture e una bella ed elegante borsa in rafia dove ripongo i miei acquisti.
Lungo strada evito il ristorante frequentato dai vazaha, perché non mi va di stare due ore ferma per pranzare (preferisco spalmare quelle due ore in soste lungo strada) e mentalmente decido di pranzare con Rama dove mangerà lui. Così, quando si ferma in un villaggio per pranzare, gli dico che vorrei mangiare anch’io, ed entro con lui in uno di questi ristorantini, chiamati hotely in malgascio , di solito caldamente sconsigliati dalle guide turistiche! Non sto tanto a formalizzarmi sull’arredamento e sulla pulizia in generale anche perché in due minuti il pranzo è servito.
Menù: fondina di riso malgascio (un pilaf che sa un po’ di affumicato) ciotola di acqua di cottura del riso bollente, ciotola con carne di zebù tipo bollito, ciotolina con salsina piccantissssssima, caraffa con una bevanda locale fatta col riso bruciacchiato… Se un autista accompagna un vazaha in uno di questi hotely paga solo il vazaha e l’autista ha il pranzo gratis… mancia compresa spendo 2000 ariary paria 0,84€ – Spazzolato tutto, salsina infernale compresa, non bevuto la bevanda perché viene “allungata” con acqua non bollita, il riso non sono riuscita a finirlo perché era troppo!
La strada prosegue passando da una valle all’altra, da un panorama all’altro…: villaggi dalle case di argilla alte e strette, torrenti, risaie, persone che lavorano nei campi, ragazze che, ai lati della strada, vendono prodotti locali, miele e frutta.
Visto che abbiamo un fuoristrada decidiamo di prendere la via più breve che ha però la strada più sconnessa.… Come entriamo nella foresta pluviale inizia a piovere, giusto per dimostrare che il nome è stato dato a ragion veduta!
La strada che taglia la foresta è di impronta svizzera: tutto un buco di gruyère.
Ci fermiamo più volte: adoro l’odore della pioggia, del sottobosco e della terra bagnata. E mentre io annuso i profumi dell’aria, Rama fuma, a ogni sosta fuma… ehmmmm…
Percorriamo i 30 km e 8732 buche allagate (conto approssimativo!) in circa un’ora…Gli ultimi dieci km prima di raggiungere l’hotel Centr’est, nei pressi del villaggio Ranomafana, sono ottimamente asfaltati e ne approfitto per il primo discorso sulla nocività delle sigarette (e relativo costo economico).
Le camere dell’hotel sono pulite, la cucina buona, il tempo umido.
Dedico il resto del pomeriggio al mio ginocchio: impacchi di ghiaccio, spalmatine di pomata e riposo assoluto con gamba rialzata. Rientrando dal ristorante incontro una chiocciola nera gigante: 22 cm di lunghezza!…

Giorno 5 mercoledì: Questa mattina c’è il sole e poche nuvole bianche e alte. Bene! Tra le piante ornamentali che circondano la terrazza del ristorante vedo un paio di insetti strani e una rana bianca con dei puntini verdi. Appuntamento alle 9 con la guida, monsieur Taby, all’entrata del Parco per cercare di fare una piccola escursione nella speranza di poter osservare qualche lemure… Faccio vedere alla guida la mia gamba, che ormai dal piede al ginocchio è tutto un ematoma, e Taby fa un fischio sgranando gli occhi. Così con molta calma, un gradino alla volta e cercando di non scivolare sul sentiero fangoso, circondata da una vegetazione impenetrabile e avvolta dall’onnipresente umidità riesco ad arrivare al Belvedere dal quale si gode una bella vista dall’alto sopra una parte della foresta. Taby mi parla delle piante, delle loro qualità (medicinali, velenose…), mi fa vedere molti insetti e anche delle piccole sanguisughe… Tra andata e ritorno abbiamo la fortuna una famigliola di apalemure grigio, una di lemure dal ventre rosso ed una del raro apalemure dorato. Facciamo giusto in tempo a salire in macchina che riprende a piovere!
Pranzo in hotel e dovuto riposo al ginocchio con ripetute applicazioni di ghiaccio… ci scherzo su, ma ci ho la bua, io!
Rama mi propone una passeggiata in auto nei paraggi… 5 minuti a piedi lungo la via principale di Ranomafana, una veloce visita alla vecchia zona termale e poi andiamo a trovare la proprietaria dell’hotel che ha un vivaio ricco di piante endemiche ad una decina di km. In effetti poi finisco per trascorrere con lei un paio d’ore in questo suo regno pieno di piante da giardino o da appartamento parlando di talee,n i loro tuoni che rimbombavano con possenti brontolii e che scuotevano il mio coraggio… e poi sempre il caldo umido, soffocante.

Giorno 12, mercoledì: mi sveglio contenta: oggi ritorno sull’altopiano dove fa più fresco. Una giornata intera di relax al mare è il massimo che posso sopportare. Preparo i mie bagagli: una borsa morbida di una decina di kg + uno zaino per tutte quelle cose che devo avere a portata di mano e sono al massimo altri 4/5 kg compresa l’acqua….
La colazione è servita nel dehors, circondato da un bel giardino con piante basse dove una miriade di uccellini, tra cui anche dei pappagallini, svolazzano cinguettando a pieni polmoni. Breve passeggiata lungo la spiaggia sino al vicino villaggio. Sul bagnasciuga ci sono le piroghe dei pescatori, un nugolo di bambini vocianti in ammollo nell’acqua bassa, vengo presa d’assalto… Bonjour vazaha, cadeau vazaha, bonbon vazaha…
Ritorno all’ombra in hotel e dopo pranzo il proprietario mi accompagna sino all’aeroporto: meno di 40 km di strada parzialmente allagata a seguito del temporale della notte e mi rendo conto che oggi non avremmo potuto passarci con la Kangoo. Anche in Tuléar si notano gli effetti del temporale: parecchie strade sono allagate. A febbraio, quando la costa occidentale è stata spazzata dal ciclone, tutta la città è stata sotto acqua per quasi una settimana.
Il volo di rientro è parecchio movimentato in quanto sembra che anche la via del cielo piena di buche. Dal finestrino godo un panorama stupendo sulle nuvole…
<> mi aveva detto Rama, io ti aspetto dietro la massa.. e infatti mi faccio strada, tra una marea di gente e di insistenti tassisti più o meno regolari e tenendo ben salda fra le mani la mia borsa, verso l’uscita dove Rama mi intercetta al volo con mio evidente sollievo.
Alla maison d’ hôtes, Serge mi fa trovare una succulenta cena tipica malgascia.
La serata trascorre tranquilla durante la notte si scatena un temporale, ma non è nulla al confronto di quello di ieri sera! Tappi nelle orecchie e dormita solenne.

Giorno 13, giovedì
Dopo la solita pantagruelica colazione, non appena arriva Rama e partiamo dirigendoci con tutta calma verso Ambohimanga. Visito il Rova con Jasmine, una dolcissima e sorridente ragazza che parla italiano con una deliziosa cantilena. La visita si rivela molto interessante e per finire saliamo sulla sommità della collina da dove posso ammirare uno splendido panorama. Ritornata alla macchina, partiamo per fare un giro panoramico su altri villaggi. In uno di questi Rama si ferma e sparisce per qualche minuto ritornando con un pacchettino contenente del “koba” tipico dolce malgascio fatto con arachidi, farina di riso, succo di canna da zucchero, il tutto avvolto strettamente in una foglia di banano e cotto al forno. E buono, non eccessivamente dolce…insomma una scorpacciata…
Ah, dimenticavo! Durante tutto il viaggio non ho avuto il benché minimo problema intestinale…
Ritorniamo verso Tanà e ci fermiamo alla Digue per una visitina al mercato. Tranquillamente passo da uno stand all’altro. Ci sono tante cose interessanti, ma riesco saggiamente trattenermi dal far razzie! Andiamo a pranzare al Grill du Rova: dalla terrazza si ammira un bel panorama della città, lato lago di Anosy. Ottima mousse di cioccolato.
Pomeriggio dedicato alla visita del museo di Andafivaratra e del Rova in compagnia di una gentilissima signora che mi fa da guida. Qui scopro cose interessanti circa la famiglia di Rama…
Oggi ho camminato parecchio e il ginocchio è entrato in sciopero. Rientriamo alla maison d’hôtes, rimetto il ginocchio a riposo e sotto ghiaccio e mi dedico alla lettura… Ottima cena.

Giorno 14, venerdì Dormito come un sasso. Anche questa notte è piovuto un po’, ma ora è sereno. Ultimo giorno: che tristezza, persino l’appetito mi è passato, per cui a colazione spilucco svogliatamente.
Oggi non avevo programmato nulla in quanto mi ero lasciata una giornata libera per eventuali esigenze finali. Considerato lo stato pietoso del mio ginocchio e l’estensione dell’ematoma, decido per una cosa moooolto soft: una visita alla Croq Farm per vedere un po’ di rettili che durante il tour sono stati piuttosto latitanti, a parte uno che ha dato spettacolo…
La giornata è bella, non troppo calda e quindi è piacevole passeggiare in questo posto mentre i sifaka volteggiano tra gli alberi …
Giriamo ancora un po’ tra colline e risaie e poi andiamo a pranzare in un ristorante vicino ad un centro commerciale… Pasta al forno, veramente buona !
Pomeriggio visito alcuni negozi dove vendono i pezzi migliori di qualsiasi tipo di artigianato. Chiaramente i prezzi sono molto più elevati rispetto al mercato della Digue, ma sono esenti da difetti. In ogni caso conviene fare acquisti nelle zone di produzione, dove si trova sia la qualità che il prezzo.
Tramonto, cena e preparazione bagagli per il volo di rientro … Ma … e se domani anziché prendere l’aereo, rifacessi il tour???

Giorno 15, sabato… devo ringraziare Serge che si è alzato alle 4,30 per venire a prepararmi la colazione… Rama arriva alle 6 e partiamo per l’aeroporto… faccio tutto come un automa… mi accoccolo sulle due poltrone. Ripenso ai giorni trascorsi e le immagini si susseguono incalzanti. Il bilancio di questa vacanza è sicuramente positivo (a parte il ginocchio …) : sono rilassata, ho imparato molte cose e sicuramente ci ritornerò nei prossimi anni…
Un grazie a Rama che ha saputo essere oltre che professionale anche un garbato e piacevole compagno di viaggio.

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Ci sono 4 commenti su “Madagascar, da Antananarivo a Tuléar passando per Manakara

  1. Ciao, sono stata un mese in Madagascar ad agosto, ripartirei adesso.
    Per chi volesse organizzare da sè il viaggio e non farsi spellare dai tour operator italiani consiglio di contattare l’agenzia locale: Gasikara Viaggi Tour, il titolare il sig. Pierrot parla benissimo l’italiano e si risparmia un bel po’, nell’ordine del 35%, gasikaraviaggi@wanadoo.mg.

    Se poi vuoi fare un po’ di “on the road” ti serviranno auto e autista, il nostro era Mr Hubert un simpatico malgascio capace di affronatare piste degne della Parigi-Dakar, il suo numero di telefono (non ho il prefisso internazionale) é 032 02 435 90.
    Buon Viaggio.
    Fabiola (Milano)

  2. Ciao, sto organizzando un viaggio in Madagascar (che tra l’altro sarà la nostra luna di miele). Dalla Svizzera i prezzi sono proibitivi, ho visto il sito internet della Ilaytours che consigli. Prima di prendere contatto volevo chiederti qualche informazione supplementare.
    Ho visto che il viaggio l’hai fatto diversi anni fa, secondo te ci si puo’ ancora fidare di questa agenzia? Non ho mai riservato tramite tour operator locali, a dire il vero ci siam sempre arrangiati senza agenzie di viaggio. Ho un po’ paura di farmi fregare…
    Quanto ti è costato (grosso modo) la vacanza senza volo? Grazie…

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