Cantabria e Asturie: la Spagna che non ti aspetti

Quando si pensa alla Spagna vengono in mente sole accecante e paesaggi arsi dal sole. In Cantabria e nelle Asturie non aspettatevi nulla di tutto ciò: qui è il verde a farla da padrone.

 

CANTABRIA E ASTURIE: PERCHE’?

Perche visitare queste due regioni del nord della Spagna? Per conoscere, appunto, un aspetto diverso di questo Paese (dopo tanti altri viaggi tra Catalogna, Aragona, Andalusia, Canarie e Baleari) che sempre ci piace e dove sempre ci troviamo bene. Perché amiamo la montagna, e qui è possibile visitare la Cordigliera Cantabrica e il Parco Nazionale dei Picos de Europa. Perché è una zona tranquilla, rilassante, con poco traffico. Perché la Cantabria è la regione con la più alta densità al mondo di grotte. Perché gli abitanti di queste regioni si considerano i “veri” spagnoli (ma non ditelo agli altri…).

Noi ci siamo limitati solo alla zona occidentale della Cantabria e orientale delle Asturie, essendo i Picos de Europa lo scopo principale del nostro viaggio, ma quasi sicuramente torneremo a visitar queste deliziose regioni.

 

QUANDO ANDARE

I mesi migliori sono quelli estivi, in particolare luglio ed agosto, che tendono a essere meno piovosi; ma sono, pare, parecchio affollati.

Noi ci siamo azzardati ad andare ad inizio giugno e devo dire che siamo stati molto fortunati… e non c’era ancora il sovraffollamento di turisti.

 

VOLO

Prenotato volo Ryanair da Bergamo a Santander al costo di 112 euro a testa (bagaglio incluso): ottimo! Il volo per Santander è stagionale, presente solo nei mesi estivi. L’aereo era pieno sia all’andata sia al ritorno, molti dei passeggeri all’andata erano diretti verso il Cammino di Santiago, che attraversa anche Cantabria e Asturie (l’abbiamo visto spesso segnalato).

 

ALLOGGIO

Tramite Booking, abbiamo prenotato l’appartamento La Cotera, vicino a Potes, a 315 euro per tutta la settimana. In mezzo al verde, in una zona molto tranquilla e per nulla trafficata. L’appartamento era spazioso (forse un po’ buio, unico inconveniente); personale (parlante solo spagnolo) gentile, ma non ci abbiamo interagito molto, praticamente solo all’arrivo e alla partenza. C’era anche una bella piscina: noi non l’abbiamo utilizzata, ma credo che un tuffo valga la pena.

 

 

Potes e i suoi dintorni sono una ottima scelta di alloggio per visitare i Picos; inoltre Potes è davvero una cittadina graziosa, in stile montano ma con un tocco tipicamente spagnolo.

 

 

AUTO

Auto prenotata tramite Goldcar: l’ufficio è fuori dall’aeroporto, ma c’è una navetta che fa la spola (e in ogni caso si potrebbe anche raggiungere a piedi, non è lontanissimo). Prezzo 200 euro per tutta la settimana, comprensivo di assicurazione totale. Ci hanno dato una Polo (ma al ritiro ci hanno chiesto se ne volevamo una più grande, allo stesso prezzo: poiché avremmo girato perlopiù in strade di montagna abbiamo preferito tenerci la più agevole Polo).

 

4 GIUGNO BERGAMO-POTES

Partiti con un’ora di ritardo e atterrati con qualche problema (causa dense nubi sulla pista) siamo arrivati a Santander nel primo pomeriggio. Ritirata l’auto ci siamo diretti alla volta di Potes: il primo tratto di strada era autostrada gratuita, l’Autovia del Cantabrico (che quando l’abbiamo presa si è sempre rivelata libera e scorrevole), poi ci siamo infilati nel Desfiladero de la Hermida: devo dire che ci immaginavamo la strada un po’ diversa e non un susseguirsi di curve in mezzo ad una stretta gola di montagna… ma effettivamente potevamo arrivarci, visto che desfiladero in Spagnolo significa proprio gola. Comunque nei giorni successivi ci siamo abituati a questa strada e alla fine la trovavamo anche divertente… tranne quando ti trovi davanti qualcuno che va al due all’ora, visto che superare è praticamente impossibile!

 

 

Dopo esserci sistemati nel nostro alloggio, siamo subito andati a farci un giro a Potes che si è rivelata essere una cittadina molto carina.

 

5 GIUGNO: PICOS DE EUROPA

Come già detto, uno dei nostri interessi principali era il parco dei Picos de Europa. Quindi abbiamo iniziato con un giro del centro visitatori, proprio alle porte di Potes.

I monti cantabrici sono noti per essere abitati da diversi esemplari di orso bruno (“oso pardo” in Spagnolo) e ai piedi della teleferica di Fuente Dé,di fianco al Parador, c’è un museo dedicato all’orso; essendo aperto a giugno solo di domenica non avevamo alternative e ci siamo andati.

Non pensavamo di prendere quel giorno la teleferica, poiché quando eravamo usciti di casa il tempo non era bellissimo: ma lì a Fuente Dé c’era un bel sole e quindi ci siamo fatti tentare. Al costo di 17 euro A/R la cabinovia porta, in meno di 5 minuti, a più di 1800 metri di altezza; qui vi è un bar/ristorante e da qui partono diverse escursioni più o meno impegnative. Alcune conducono a rifugi o hotel di montagna. Nonostante non fossimo proprio in alta montagna, la sensazione, dato il paesaggio circostante, era di trovarsi a quote ben superiori.

 

 

Qua e là c’erano ancora cumuli di neve, ma il sole si faceva sentire e quando si era riparati dal vento faceva anche abbastanza caldo. Essendo domenica c’erano parecchi escursionisti. Abbiamo anche visto, in lontananza, un camoscio.

 

 

Essendo presto, ne abbiamo poi approfittato per fare un giro fino al Passo San Giorgio e alla Posada de Valdeon, sconfinando quindi in Castilla y Léon.

 

 

6 GIUGNO: BULNES E CANGAS DE ONIS

Dalla Cantabria ci siamo spostati nelle vicine Asturie per raggiungere il paesino di Bulnes; esso è famoso in quanto non è raggiungibile in auto, ma solo a piedi (con una camminata credo non indifferente) o tramite una funicolare che passa in un tunnel scavato nella montagna. Le corse hanno cadenza semioraria, con una interruzione in pausa pranzo in bassa stagione, e il costo è di 22 euro A/R, non pochissimo in effetti.

Purtroppo la giornata non è stata un granché, forse la peggiore della settimana, e a tratti ha anche piovigginato.
Bulnes è graziosa, ma si tratta davvero di un accrocchio di case, nulla più, quindi val la pena andarci solo per abbinarci una camminata.

 

 

Al ritorno da Bulnes abbiamo poi proseguito verso Cangas de Onis, una cittadina decisamente più viva, dove è possibile ammirare un ponte di pietra di epoca romana.

 

 

7 GIUGNO: EL SOPLAO E SANTILLANA DEL MAR

Come precedentemente detto, la Cantabria è una zona densa di grotte e cavità. Molte sono visitabili ed è consigliabile prenotare per tempo, specie in alta stagione. Noi per il martedì abbiamo prenotato la visita alla grotta de El Soplao.

http://www.elsoplao.es/

A differenza delle altre grotte cantabriche, note perlopiù per i graffiti rupestri, El Soplao è conosciuta invece per le sue magnifiche stalattiti e stalagmiti. Son possibili due tipologie di visite: quella “turistica”, alla portata di tutti, e quella d’avventura, che dura due ore e mezza e permette di visitare anche le zone meno accessibili della grotta, con opportuna attrezzatura. In fase di prenotazione eravamo fortemente tentati di fare questa, ma poi il fatto che tutta la visita sarebbe stata in Spagnolo ci ha un po’ frenato e abbiamo ripiegato sulla visita turistica (che è stata, comunque, in Spagnolo, ma decisamente più breve e rilassante). Il primo tratto si effettua su un trenino simile a quello usato un tempo dai minatori; consigliato vestirsi bene, all’interno della grotta fa parecchio freddo ed è ovviamente umidissimo. Il biglietto per la visita turistica è di 12 euro, ma direi che li vale tutti (soprattutto se, come noi, siete appassionati di grotte).

 

 

Dopo la visita, ci siamo spostati verso Comillas, piccola ma graziosa cittadina sulla costa, dove, dopo aver pranzato, abbiamo visitato El Capricho di Gaudi: edificio costruito dall’architetto catalano per volere di un nobile locale, è una delle poche opere di Gaudi al di fuori della Catalogna.

 

 

Il prezzo di ingresso base è di 5 euro.

 

8 GIUGNO: MONTE CASTILLO, ALTAMIRA E SANTILLANA

Altro giorno, altre grotte. Stavolta avevamo prenotato la visita alla grotta di Las Monedas, nel complesso delle grotte del Monte Castillo. Avevamo scelto quella perché, oltre ai graffiti rupestri, sul sito veniva descritta ricca di stalattiti. Essendo arrivati con parecchio anticipo ci è stato proposto di visitare anche la grotta de El Castillo; poiché l’ingresso costava solo 3 euro non ce lo siamo fatto ripetere. Unico inconveniente: l’ingresso delle due grotte non è attaccato, quindi non appena abbiamo finito la prima visita abbiamo dovuto letteralmente correre verso l’altro ingresso… arrivando comunque in ritardo e con tutto il gruppo riunito che già ci aspettava.

Le visite sono perlopiù in Spagnolo, con qualche traduzione estemporanea in Inglese (dipende anche dalla guida). Si possono osservare le classiche pitture rupestri, oltre a stalattiti e stalagmiti. Ci sono altre grotte sul monte Castillo, ma non sono aperte al pubblico.

Per quel giorno non avevamo fatto altri programmi; ma visto che Altamira e Santillana non erano lontane, ed era solo il primo pomeriggio, abbiamo deciso di approfittarne.

Altamira è una delle più famose grotte con al proprio interno pitture rupestri, dal tanto che è stata proclamata patrimonio dell’Unesco. A causa del numero elevato di visitatori la grotta stava subendo dei danni ingenti, così fu messo un numero limitato alle visite: attualmente sono permesse solo il venerdì e tramite estrazione. Per tutti gli altri, come noi, è possibile visitare il Museo sulla storia dell’uomo preistorico (davvero interessante) ed entrare in una ricostruzione fedele della grotta: ok, non ho visto l’originale, ma mi sembrava davvero fatta bene, la sensazione era proprio di stare nella vera grotta. Il tutto sempre per soli 3 euro.

 

 

Santillana, vicina ad Altamira, è una graziosa cittadina, considerata uno dei borghi più belli di Spagna. Ovviamente è sempre presa da assalto dai visitatori, indipendenti o organizzati che siano.

 

 

Vale davvero la pena fare un giretto tra le sue viuzze e tra i suoi palazzi, alcuni visitabili a pochi euro.

 

9 GIUGNO: LAGHI DI COVADONGA E DESFILADERO DE LOS BEYOS

Quando cercate su Google le immagini delle Asturie o dei Picos de Europa, una tra le prime che vi esce è quella dei Laghi di Covadonga. Quindi mi pregustavo la loro visita da quando avevamo prenotato.

Purtroppo, risalendo la montagna per raggiungere Covadonga, il tempo andava peggiorando e ben presto ci siamo ritrovati immersi nelle nubi. Già mi stava cogliendo la tristezza, quando, arrivati quasi in cima, le nuvole hanno iniziato a diradarsi e ben presto ci siamo trovati di fronte a questo spettacolo.

 

 

I laghi di Enol e di Ercina, noti appunto come laghi di Covadonga, fornivano uno scenario idilliaco, circondati da verdi pascoli e mucche che brucavano, nonostante il gran numero di turisti (ad agosto, addirittura, a causa del sovraffollamento, la strada viene chiusa ed è possibile raggiungere i laghi solo con pullmini organizzati da agenzie locali).

 

 

Intorno ai laghetti si sviluppano diversi sentieri e noi, dal lago d’Ercina, siamo scesi fino a quello di Enol, per poi risalire a Enol passando per la vecchia miniera abbandonata.

 

 

Appena il tempo di lasciare questo luogo incantato, una piccola Svizzera nel cuore delle Asturie, che le nuvole stavano raggiungendolo e nascondendo il paesaggio.

In seguito, una sosta a Covadonga paese, piccolo villaggio di neanche 100 abitanti noto per la sua Santa Cueva ma, soprattutto, per l’omonima battaglia che diede vita alla “reconquista” spagnola.

Per tornare verso casa abbiamo deciso di allungare un po’ la strada per passare nel Desfiladero de Los Beyos, molto osannato dalla Lonely Planet, ma che noi non abbiamo trovato particolarmente più suggestivo di quello de La Hermida. Alla fine di questo desfiladero ci si ritrova in Castilla y Léon, anche con il suo embalse de Riaño.

 

 

10 GIUGNO: COSTA ASTURIANA

Avendo già visitato Altamira e Santillana, che avevamo messo in programma per oggi, abbiamo ripiegato su quelli che erano i piani B. Per prima cosa una tappa alla cittadina di Llanes, che si trova sulla costa; siamo arrivati con un bel sole caldo ma in pochissimo tempo il cielo si è rannuvolato e ha iniziato a tirare un vento freddo. Poiché la cittadina in sé non era un granché, abbiamo deciso di andarcene. Tra Llanes e Unquera, un po’ disperso tra stradine sterrate, è possibili ammirare un particolare fenomeno naturale: los Bufones de Arenillas. Si tratta di getti tipo geyser, dovuti alla pressione esercitata dal mare, che fuoriescono da spaccature nel terreno. Purtroppo non è facile vederli, servono mare grosso e determinate condizioni che, quando siamo stati noi, mancavano.

 

 

Il tempo era sempre più minaccioso e il vento davvero fastidioso, quindi non ci siamo soffermati molto, anzi abbiamo deciso di tornare verso l’interno, visto che il tempo sembrava nettamente migliore verso le montagne. Prima però deviazione verso l’ennesima grotta, la Cueva del Pindal, senza però visitarla.

 

 

Essendo presto, ne abbiamo poi approfittato per un giro a Potes, con annessa salita della torre, dalla cui cima si ha una bella vista. All’interno vi è una esposizione, non particolarmente interessante.

 

 

 

11 GIUGNO: RITORNO

Era arrivato il momento di tornare a casa. Attesa nel piccolo aeroporto di Santander e poi volo in perfetto orario.

 

Anche questa versione della Spagna meno tradizionale e più particolare ci ha conquistati: abbiamo ritrovato gli elementi che già ci piacevano della Spagna, ma in un ambiente diverso dal solito. Restiamo quindi curiosi di visitare anche il resto di Cantabria e Asturie e, magari, le altre regioni settentrionali della penisola iberica.

 

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