Minorca, la perla verde delle Baleari

E’ primavera quando siamo alle prese con la scelta della vacanza estiva, che quest’anno ha un sapore diverso: sarà il primo viaggio con la nostra bimba che a inizio luglio, periodo previsto di ferie, avrà poco meno di 8 mesi. Dopo l’on the road negli Stati Uniti nel 2014, un secondo on the road americano cancellato per gravidanza, e una vacanza tutta relax col pancione la scorsa estate nello splendido mare di Sardegna… quest’anno cosa fare? Vorremmo evitare lunghi viaggi in macchina ma anche troppe ore di volo, e così optiamo per il Mediterraneo da raggiungere in aereo. Tra le possibili destinazioni ce n’è una che non abbiamo mai visitato e che tutti dicono essere la meta baby friendly per eccellenza: Minorca. Delle Baleari conosciamo Ibiza, vista esattamente dieci anni fa, e ci era piaciuta molto; ok, tentiamo il bis in questo arcipelago!

A seguito di ottime recensioni soprattutto di famiglie con bimbi piccoli scegliamo l’Hotel Sol Falco a Cala’n Bosch, località turistica vivacizzata da un porticciolo su cui si affacciano ristorantini e negozietti (meta delle nostre passeggiate serali). Nello specifico siamo nell’urbanización Son Xoriguer dove si trovano hotel, residence, supermercati, fermate dell’autobus e noleggi auto. In Italia lo si può prenotare autonomamente oppure solo con Settemari. Le aspettative non ci deludono, anzi! E’ strutturato come un pueblo spagnolo: edifici di due piani raccolti attorno a piccole piscine relax e alla grande piscina centrale dove si concentrano le attività di animazione e dove si affaccia l’edificio principale con la reception, il teatro, i bar e il ristorante. Veniamo alloggiati in una zona decentrata, molto tranquilla, davvero perfetta per le nostre esigenze. Il villaggio, come altri della catena Sol, è tematizzato Flinstones. Molto simpatico! I clienti, infatti, sono principalmente famiglie con bambini, quindi sappiatelo se voleste prenotare questo hotel! Tutti gli ospiti del villaggio hanno l’all inclusive dalle 10 alle 23 al ristorante e ai bar (bibite, gelati, aperitivi, cocktail, merende dolci e salate). Il ristorante propone un buffet di cucina spagnola e internazionale di buona qualità e con vasta scelta. Con mia sorpresa c’è anche il buffet per i bambini in svezzamento, ossia pappe senza sale e ogni giorno diverse! La bimba ha apprezzato molto! Il wifi si trova in tutto il villaggio, anche nella nostra camera che è tra le più lontane dall’edificio principale. Lo staff di animazione è spagnolo integrato con alcuni animatori italiani di Settemari. Non partecipiamo molto alle loro attività, anzi, ma i due musical a cui assistiamo (Il Re Leone e Mamma Mia) sono veramente eccezionali. Affascinati dai loro costumi, mai visti così belli in un villaggio turistico, un animatore ci confida che provengono da un teatro di Broadway!

hotel sol falco

La spiaggia di Son Xoriguer è tra le più belle dell’isola: fine sabbia bianca e mare cristallino. Vi si affacciano bar, ristoranti, negozi e stand per prenotare attività in mare (barche, kayak) ed escursioni a cavallo. Come tutte le spiagge spagnole, anche questa è demaniale, pertanto sdraio e ombrelloni sono a pagamento. La scelta più gettonata è comprare in uno dei tanti negozietti un ombrellone; noi ci siamo portati da casa quello che avevamo acquistato a Ibiza, oltre a una piccola tenda anti-uv per la bimba.

COME GIRARE L’ISOLA?

L’autobus è un metodo economico e local per girare l’isola. Le località turistiche sono ben servite e, almeno in estate, le corse sono molto frequenti. I mezzi sono ben riconoscibili rispetto ai tanti pullman privati grazie ai colori vivaci (rosso e giallo). Il biglietto si paga al conducente. Cogliamo l’occasione di avere una fermata a 30 metri dalla nostra camera e decidiamo di andare a Ciutadella, l’antica capitale di Minorca, proprio in autobus. Il viaggio è molto confortevole: l’autobus è in realtà un pullman con le poltroncine morbide e l’aria condizionata. Le fermate sono segnalate su un monitor sulla parte anteriore del mezzo.

Per andare alla scoperta di Minorca gli hotel organizzano escursioni di tutti i tipi, ma il metodo per noi migliore è sempre noleggiare una macchina per qualche giorno. L’isola è piena di autonoleggi, in aeroporto e in ogni località turistica (anche in hotel ma non conviene perché i costi sono ovviamente maggiorati). Sulla strada dietro il Sol Falco ci sono due autonoleggi, optiamo per Balmes Menorca Auto, più conveniente (non fa pagare il seggiolino) e con maggiori coperture assicurative. Scegliamo una Opel Corsa 1.2 benzina; ha all’attivo 40.000 km, che non sono pochi per un’auto a noleggio, ma a causa del ristretto parco auto dell’agenzia è molto gettonata e tuttavia in ottime condizioni. Il noleggiatore ci fornisce il seggiolino auto, una tendina parasole e una cartina stradale su cui ci indica i posti più famosi con una considerazione inaspettata: c’è un’unica strada che attraversa Minorca da est ad ovest da cui si dipanano tante stradine che raggiungono le varie località sulla costa. Ne consegue che per passare da una spiaggia a quella vicina non c’è mai un collegamento diretto ma bisogna ogni volta tornare sulla strada principale e ridiscendere per un’altra stradina.

In realtà una strada che collega tutte le spiagge c’è ed è anche segnata sulle cartine, ma non è percorribile in macchina: soltanto a piedi, in bicicletta e a cavallo. Si snoda appunto lungo tutto il perimetro dell’isola e si chiama Cami de Cavalls perché era utilizzato dalle truppe a cavallo che difendevano l’isola. E noi non ci facciamo mancare una cavalcata lungo questo sentiero storico! Prenotiamo un’escursione di due ore da un’agenzia di Son Xoriguer (anche l’hotel organizza uscite a cavallo ma di minore durata e a un costo maggiore). Ovviamente con noi non c’è la bimba che rimane con i nonni che ci hanno fatto compagnia in questa bellissima vacanza.


COSA VEDERE A MINORCA?

Minorca è un’isola tranquilla, adatta alle famiglie e a chi cerca natura incontaminata; grazie al mantenimento del suo carattere selvaggio è stata inserita dall’Unesco tra le Riserve Mondiali della Biosfera. Le attrazioni più visitate sono le spiagge bianche e il mare calmo del sud, ma noi non ci siamo fatti mancare anche un po’ di storia, di archeologia e di scorci del nord. Ecco qui le località da noi visitate nella settimana di vacanza.

CIUTADELLA

É l’antica capitale di Minorca (l’attuale è Mahon, dove c’è l’aeroporto), una cittadina tranquilla, pulita ed elegante. La nostra visita parte da Placa d’es Born, dove c’è il capolinea di tutte le linee di autobus (mezzo con cui raggiungiamo la città) e dove si erge maestoso l’obelisco che ricorda la distruzione della città nel 1558 per mano turca. Di fronte ad esso svetta il palazzo del municipio, in origine fortezza araba.

Ci incamminiamo lungo gli stretti vicoli del centro storico fino ad arrivare alla cattedrale, per poi percorrere Ses Voltes, i porticati con negozietti e bar. Tantissime le pelletterie che vendono le avarcas, i tradizionali sandali minorchini. Arriviamo quindi a Placa de la Libertad, su cui si affacciano il mercato coperto del pesce e il mercato coperto della carne. Dedichiamo l’ultima parte della visita di Ciutadella alla Marina, la riva sinistra del Porto con tantissimi ristoranti e locali.

CALA GALDANA

É una spettacolare spiaggia di sabbia bianca fiancheggiata da alte scogliere su cui si affaccia una pineta verdissima. Il mare è di un colore turchese mozzafiato. Imperdibile la vista dall’alto del punto panoramico per scattare una foto da cartolina.

SPIAGGE VERGINI DEL SUD

Sono così chiamate perché incontaminate, non attrezzate con ombrelloni e non facili da raggiungere, considerate i gioielli naturali di Minorca. Impossibile non visitarne alcune:

– Cala Macarella: raggiungibile attraverso un sentiero nella pineta, la cui lunghezza dipende da quale parcheggio si lascia l’automobile: scagliamo il più vicino che è a pagamento (5 euro), ma essendoci arrivati nel pomeriggio, presumibilmente oltre l’orario di incasso, per noi è stato free (paghiamo però lo scotto di un maggior tempo di percorrenza in macchina in quanto la strada è veramente stretta e solo in pochi punti ci passano due macchine, situazione non ideale in orario di rientro di una parte di turisti)! Troviamo tanta gente e un po’ di alghe (nelle spiagge vergini non vengono raccolte per non interferire con il ciclo naturale) per cui questa spiaggia, nonostante la fama che la precede, non ci ruba il cuore.

– Cala Son Saura: raggiungiamo questa spiaggia a cavallo e pertanto vi diamo solo una rapida occhiata: sabbia bianca, acqua cristallina e una piccola pineta per ripararsi dall’ombra. Davvero molto carina!

-Cala en Turqueta: il nome richiama il colore del mare che la bagna. La spiaggia, di sabbia fine, è raggiungibile tramite un sentiero in una pineta di una decina di minuti in discesa, comunque percorribile tranquillamente con il passeggino.

cala turqueta

SPIAGGE DEL NORD

Al nord visitiamo Arenal d’en Castell, baia molto bella con un mare spettacolare ma raggiungibile con scalinate o una lunga discesa, e Cala Morell dove il mare, essendo più profondo, ha un colore blu cobalto e la spiaggia, anch’essa raggiungibile con ripida discesa, la vediamo solo dall’alto del paese omonimo. Qui visitiamo invece alcune caverne preistoriche, addirittura con colonne all’interno, che sono liberamente accessibili dalla strada. Al nord abbiamo trovato poco turismo e scorci mozzafiato.

MONTE TORO

É la cima più alta di Minorca e, trovandosi proprio al centro, permette di godere di un panorama a 360 gradi su tutta l’isola. Tutta! Qui visitiamo il convento e al punto ristoro ci concediamo una pausa pranzo per noi e per la bimba.

I FARI

Sono un simbolo di Minorca e noi ne visitiamo due. Il primo si trova a Cap de Cavalleria, una piccola lingua di terra nella parte più settentrionale di Minorca: percorriamo una strada in una landa desertica, attraversiamo un cancello da aprire e chiudere al proprio passaggio in auto per evitare che scappino gli animali al pascolo, e infine arriviamo a questo scenografico faro bianco, a strapiombo sulla scogliera e visitabile. Il secondo faro è quello a Cap de Favaritx, non visitabile ma veramente suggestivo: una casetta bianca dalla torre bianca e nera su una scogliera di ardesia nera dove si infrangono fragorose le onde del mare blu cobalto.

PAESINI DI PESCATORI

Il primo paesino che visitiamo è Fornells: case bianche in una terra scura e selvaggia. Ci concediamo una merenda in una gelateria artigianale sul lungomare e poi ci dirigiamo verso l’antica Torre des Fornells, la struttura difensiva più importante dell’isola. Molto carino anche il paese di Binibequer Vell: un labirinto di viuzze su cui si affacciano case di un bianco accecante, dove ci fermiamo per un aperitivo. La guida segnalava come imperdibile anche Port d’Addaia, ma a noi sinceramente non è piaciuta tanto, forse anche perché le poche indicazioni stradali ci hanno fatto perdere tempo e pazienza.

NAU DES TUDONS

É un monumento funerario, forse la più antica costruzione d’Europa, e si trova proprio sulla strada principale che attraversa l’isola. Al cancello si pagano 2 euro a testa e si prende un sentiero che si inoltra nell’interno per circa 5 minuti (non consigliato con passeggini, noi abbiamo usato il marsupio). Purtroppo non è visitabile internamente ma è stata una tappa comunque interessante, per ricordare che Minorca non è solo mare.

CONSIDERAZIONI FINALI

Minorca è un’isola che si discosta dalle altre Baleari per il suo carattere selvaggio. La natura qui la fa da padrona: piccole calette con un mare bellissimo, la macchia mediterranea a coronamento. Noi abbiamo dovuto fare una scelta tra le cose da vedere, tra il poco tempo a disposizione (una sola settimana) e alcune zone più difficili da raggiungere con una bimba piccola, ma Minorca ci è entrata nel cuore e sono felicissima di averla scelta come primo mare di mia figlia!

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