Copenaghen e i castelli della Danimarca

Pensavamo di aver finito le vacanze per questo 2016, ma all’offerta del volo Ryanair per soli 8 euro per andare a Copenaghen, meta sempre ai primi posti tra i desideri, proprio non ho saputo resistere. Il tempo di ricontrollare il volo e il ritorno è leggermente aumentato di prezzo, ma con circa 20 euro andare e tornare da Copenaghen è davvero un prezzo fantastico.

Dopo aver prenotato il volo mi rendo conto invece che gli hotel a Copenaghen sono tra i più cari d’Europa, probabilmente la svalutazione dell’euro nei confronti della corona danese ha anche ingigantito la differenza di prezzi con l’Italia, ma trovare una sistemazione per due notti ad un prezzo decente è stato davvero difficile. Alla fine con Booking troviamo l’ultima camera disponibile al Confort Hotel Vesterbro, nei pressi della stazione centrale di Copenaghen ad un prezzo non proprio economico, ma inferiore agli altri hotel di media categoria che abbiamo guardato. Tra l’altro, al termine del viaggio, Booking ci rimborserà una piccola differenza di prezzo perché con la clausola del “miglior prezzo garantito” avevo trovato un prezzo inferiore per la stessa camera in un portale danese di hotel.

Abbiamo solo due giorni a disposizione arrivando la sera di mercoledì 14 settembre e tornando la sera di venerdì 16, ma abbiamo pensato ad un programma molto intenso, sperando che il tempo ci assista, visto che la Danimarca a settembre è considerata una meta piuttosto piovosa.

Col ricordo del freddo preso nei viaggi fatti nello stesso periodo a Stoccolma e a Cracovia, portiamo ben due maglioni pesanti che riempiono quasi tutto il nostro bagaglio a mano, ma siamo pronti a partire da Bergamo in direzione Copenaghen.

Il volo è schedulato puntuale. Arriva l’aereo davanti al gate, apre il “boarding” con tanto di annuncio. Tutti in fila, iniziano a controllare documenti e check in con la solita rapidità di Ryanair, mandano tutti giù per le scale in attesa di fare i pochi passi a piedi per entrare in aereo, ma non aprono l’ultima porta, siamo fermi in fondo alle scale da oltre mezz’ora e non si capisce il perché. Quando torna l’addetta e dice che dobbiamo tornare indietro perchè c’è un ritardo non precisato. Restiamo in coda sempre davanti al gate, e, dopo una decina di minuti si capisce che nei controlli di routine dopo ogni atterraggio e prima di ogni decollo, l’aereo non ha passato un test e stavano cercando di trovarne il motivo. Annunciano 1 ora di ritardo con noi sempre in piedi in coda, poi il ritardo diventa di 1 ora e 30 minuti e noi sempre in coda e le due addette al gate che non sanno cosa dire. Poi arriva qualcuno e ci dice che purtroppo l’aereo ha un problema tecnico e non può volare, devono cercare un altro aereo che non si sa quando arriverà. Il volo scompare dal tabellone e gli addetti se ne vanno tutti, dicendo che avrebbero offerto un buono per mangiare al ristorante, mai portato. A quel punto nessuno dice niente, il volo è sparito dal tabellone, momenti di panico totale. Passa quasi un’ora in questo modo, poi torna un dirigente e a voce ci dice che hanno trovato l’aereo e sta arrivando e partiremo con 3 ore di ritardo. Nel frattempo arriva la mail di Ryanair in cui si conferma il ritardo e propongono il rimborso integrale in caso di rinuncia al volo, oppure il cambio istantaneo con un’altra destinazione in modo totalmente gratuito, ma tutti, ovviamente, decidono di aspettare.

Il ritardo è poi diventato di oltre 3 ore e mezza, siamo arrivati a Copenaghen ben oltre la mezzanotte, Il treno per andare alla stazione centrale c’è, ma è molto meno frequente che di giorno, quindi aspettiamo anche lì. L’hotel che ho scelto era a solo 5 minuti a piedi dalla stazione centrale, ma evidentemente, per il buio, la stanchezza, l’agitazione abbiamo preso non so quale uscita della stazione invece della principale e abbiamo camminato in senso opposto rispetto a dove avevo studiato di andare. Morale, altra mezz’ora abbondante a vagare di notte per Copenaghen. Siamo arrivati in Hotel alle 2.30 e contavo di arrivare entro le 21.00.

La vacanza quindi è iniziata molto male, ma la fortuna poi è girata dalla nostra parte e abbiamo trovato due giorni di tempo eccezionale, caldo, senza una nuvola, è stato davvero tutto perfetto, con un cielo azzurro fantastico assolutamente anomalo per Copenaghen a settembre. Per i nostri due giorni abbiamo scelto la sistemazione al Confort Hotel Vesterbro, prenotato con Booking. Devo dire che siamo stati molto soddisfatti della nostra scelta, Ottima posizione vicino alla stazione centrale. Staff disponibile ad aiutare nelle informazioni turistiche. Camera di dimensioni accettabili, molto pulita e ottimamente insonorizzata. Colazione molto fornita soprattutto sulla parte salata. Distributore di caffè, cappuccino, the e tisane disponibile 24 ore su 24. Deposito bagagli chiuso e sicuro (ne abbiamo usufruito il venerdì) disponibile gratuitamente. Wi-fi veloce. Le attrazioni si raggiungono a piedi se si è buoni camminatori, altrimenti dalla stazione ci sono i vari treni regionali o cittadini che portano ovunque.

Nonostante l’arrivo a notte fonda, decidiamo lo stesso che il mattino successivo ci saremmo svegliati presto per iniziare a fare il nostro programma pieno e intenso di visite, non solo a Copenaghen, ma anche nei dintorni. Dopo una abbondante colazione, passiamo dal Lidl appena sotto l’hotel per prendere acqua e qualcosa per un pranzo veloce e poi ci dirigiamo verso l’ufficio turistico per prendere le nostre Copenaghen Card da 48 ore. Costa parecchio, circa 70 euro, però consente di viaggiare in tutti i mezzi pubblici della Danimarca e permette l’ingresso in tantissime attrazioni. Il solo modo per ammortizzarla è usarla intensamente e nel nostro programma c’è proprio tanto, quindi pensiamo che valga la pena. Peccato solo non averla presa la sera precedente a causa del ritardo dell’aereo, altrimenti sarebbero state proprio 48 ore perfette dall’arrivo alla partenza. Per il ritardo con l’ufficio turistico in aeroporto ovviamente chiuso a mezzanotte passata, abbiamo dovuto prendere i singoli biglietti per arrivare in centro.

Fatta la card, in pochi minuti siamo in stazione per prendere il primo treno utile (sono molto frequenti, ogni 10 minuti) per Helsingor, perché la prima nostra tappa danese è il castello di Kronborg. E’ la grande fortezza costruita proprio all’estremo nord est della Danimarca, di fronte si vede la cittadina di Helsinborg in Svezia ed è diventato famoso, oltre che per le ragioni storiche, grazie all’Amleto di Shakespeare, ambientato proprio nel castello di Kronborg.

Castello di Kronborg

Il treno è comodo e veloce. La stanchezza della notte precedente non ci aveva fatto notare che nel treno regionale, ci sono giornali a disposizione, wi-fi gratuito e prese in ogni posto per ricaricare i telefoni, veramente comodo. In 45 minuti siamo a Helsingor, il tempo è bello, tutto sereno, abbiamo portato la felpa ma praticamente non servirà.

Appena si scende nella cittadina si vedono i grandi traghetti che fanno la spola con la vicinissima Svezia, a soli 4 km di distanza, e subito sullo sfondo il grande castello di Kronborg. Ci arriviamo con una passeggiata di dieci minuti a piedi. L’aspetto è proprio quello di una fortezza difensiva, proprio sull’estrema punta della Danimarca a controllare tutti quelli che arrivavano via mare. Tutto attorno al castello una serie di cannoni puntati verso l’esterno rendono bene l’idea dello scopo di questa costruzione.

Entriamo nel castello, il cuoi ingresso è compreso nella Copenaghen Card. L’interno è abbastanza spoglio, ci sono tanti rimandi all’Amleto, la tragedia di Shakespeare che è stata ambientata qua, pur chiamandolo Elsinore e ci sono tanti luoghi molto cupi e tetri che ricordano che il castello è stata anche una grande prigione. C’è però anche una bella sala dei banchetti e una bella chiesa e soprattutto una splendido terrazzino in cui si ammira un panorama mozzafiato sia dal lato danese che verso quello svedese.

La visita dura un’oretta, poi facciamo un breve giro per il paese godendoci lo splendido e caldo sole danese di questo strano settembre e poi torniamo verso la stazione ferroviaria per prendere un altro regionale, questa volta in direzione Hillerod, nel centro della Danimarca per visitare il castello di Frederiksborg.

Altri 40 minuti di un tranquillo e comodo viaggio in treno, attraverso la campagna tipica del nord Europa con tante casette colorate col tetto a punta e arriviamo a Hillerod. Questa volta non si vede subito il castello dalla stazione, ma seguiamo le indicazioni e, con una passeggiata di 20-25 minuti arriviamo sul bordo del grande lago che delimita il paese.

La Copenaghen Card ci consente anche di fare un giro nella barchetta che fa la spola tra due lati del lago, passando proprio accanto al castello, ottima idea, che ci permette di godere di una vista privilegiata dello splendido castello. Scendiamo dalla barca nell’attracco proprio accanto al castello e prima di entrarvi decidiamo di fare un giro nei magnifici giardini che circondano il castello di Frederiksborg.

Castello di Fredriksborg

Solo per questi giardini varrebbe la pena arrivare fin qua, da quanto sono ben tenuti e ben organizzati. Ci sono tutta una serie di piccole stradine tra una siepe e l’altra, una serie di fontane e di saliscendi con anche panchine su cui riposarsi. Con una giornata di sole come questa, avendo tempo, si potrebbe restare veramente tutto il giorno a prendere il sole in questi giardini reali, ma noi, che abbiamo i minuti contati, procediamo verso l’ingresso del castello. Con la CPH Card è compresa anche l’audioguida in italiano che descrive tutte le sale e tutte le opere presenti all’interno del castello.

Il castello di Frederiksborg, non è una fortezza difensiva come quello di Kronborg, ma è una vera e propria residenza reale e quindi anche gli interni sono assolutamente curati e raffinati, elegantissimi con notevole sfarzo e opere d’arte di ogni tipo. Sono oltre 70 le stanze visitabili e l’audio guida ci porta alla scoperta di quelle che sono state la dimora e gli uffici di tanti regnanti danesi del passato. I soffitti sono dorati, tappeti giganti sono appesi ovunque, lampadari enormi e rifiniture da sogno sono presenti quasi in ogni stanza.

Ogni singola stanza ha una sua storia, che è poi la storia del regnante o del borghese che l’ha abitata e arredata, in questo modo l’audioguida ci porta attraverso 500 anni di storia danese. Si cammina parecchio all’interno del castello nel percorso obbligato che facciamo ma non si sente la stanchezza perché quello che vediamo è veramente splendido. Una menzione obbligata per la favolosa cappella dell’incoronazione, una piccola chiesetta con il trono al centro, utilizzata appunto per incoronare il sovrano. Sulle pareti sono appesi tutti gli stemmi dei re non solo di Danimarca, ma di quasi tutta Europa.

Castello di Frederiksborg

Restiamo all’interno del castello quasi due ore, usciamo e ci piacerebbe tornare nei giardini reali, ma vogliamo anche iniziare la visita di Copenaghen e allora ci incamminiamo verso la stazione di Hillerod, fermandoci però in una panchina in riva al lago a mangiare i nostri panini che ci eravamo portati dalla mattina. Riprendiamo l’S-train che ci riporta a Copenaghen, ma non scendiamo alla stazione centrale, ma in quella di Norreport perché la prima meta della città è la Rundetaarn, la torre rotonda, antico osservatorio astronomico, sede degli studi di Keplero e di altri astronomi e fisici e ora sede di alcuni musei e soprattutto un ottimo punto di osservazione di tutta la città.

Si sale in un percorso a spirale senza gradini, almeno fino all’ultimo piano, non sembra faticoso mentre si sale, ma alla fine i polpacci iniziano a lamentarsi. Comunque arriviamo in cima e ammiriamo Copenaghen dall’alto, si vedono tutti i canali, tutte le chiese, i castelli cittadini di Rosenborg e Christiansborg, insomma tutto quello che ci sta aspettando.

Usciti dalla torre ci incamminiamo a piedi verso il centro, passiamo per le vie dello shopping, prima fra tutte Stroget, affollatissime di gente e arriviamo verso il canale principale di Copenaghen, quello che da Gammel Strand porta fino a Nyhavn e poi tutto lungo la costa.

E proprio da Gammel Strand parte il tour nei canali che è compreso nella Copenaghen Card con la società di navigazione Stromma. Riusciamo a prendere al volo una corsa che sta per partire e fortuna vuole che sia anche quella con la spiegazione in italiano, oltre che in inglese e in danese.

Il tour è molto piacevole, si attraversa tutto il canale di Nyhavn con le caratteristiche casette colorate affollatissimo di turisti, facendo la prima e unica sosta e poi si riparte verso la Sirenetta che viene accostata anche se ovviamente dal lato della schiena visto che è rivolta verso la riva, passando accanto all’Opera House, alla zona militare, a quella reale in cui è attraccata la nave della regina e sotto i tantissimi ponti di Copenaghen, alcuni davvero bassissimi, tanto che la guida continua a ripetere in tantissime lingue il tormentone “Mind the head, attenti alla testa”.

Il giro completo dura poco meno di un’ora e si torna a Gammel Strand, ma parte subito un’altra corsa e allora decidiamo di restare sulla barca e fare via canale il breve tratto verso Nyhavn, per scendere proprio nella zona più popolare di Copenaghen e ammirare questi edifici che hanno fatto la storia della capitale danese, abitati da illustri letterati e artisti di ogni epoca, a cominciare da Hans Christian Andersen che ha abitato in ben tre diverse case del quartiere di Nyhavn.

Nyhavn

Nyhavn è l’antico porto cittadino, con il canale che si incunea in mezzo ai due lati della strada in cui si trovano le case tipiche danesi colorate con il tetto a punta con al piano terra ristoranti, caffè e locali, alcuni storici, altri evidentemente più moderni. Nel canale sono ormeggiate diverse barche, alcune private, altre turistiche, che fanno un via via continuo letteralmente prese da assalto dai turisti, favoriti dallo splendido tempo che resite per nostra fortuna.

Facciamo un giro a piedi in entrambi i lati di Nyhavn, fermandoci ogni tanto a fare qualche foto, cercando di catturare l’attimo, prima che altri turisti possano passare davanti al nostro obiettivo, ma non è facile. Prendiamo un gelato e ci sediamo in una panchina proprio ai lati del canale e poi decidiamo di proseguire per andare a vedere la Sirenetta, che si trova nel molo di Langeline, a nord della città-

Non è semplicissimo arrivare alla Sirenetta con i mezzi, perché è situata in un punto ai bordi del canale principale di Copenaghen, dietro a un parco e in una zona verde con poche strade, solo qualche pista ciclabile e pedonale. Ormai camminiamo da quasi dieci ore e siamo parecchio stanchi per andare a piedi, allora studiando la utilissima app dei trasporti danesi e vediamo che oltre a bus e tram c’è la possibilità di arrivare non lontani dalla Sirenetta anche con il trasporto pubblico marittimo, una serie di barconi che fanno la spola nei canali, compresi nella Copenaghen Card. Proprio in fondo a Nyhavn prendiamo la barca numero 992 e scendiamo tre fermate dopo, poco prima della Sirenetta che raggiungiamo in pochi minuti di camminata.

Sirenetta

La Sirenetta, ispirata dalla protagonista della celebre favola di Hans Christian Andersen è il simbolo di Copenaghen è impossibile non andare a vederla da vicino, però è innegabile che ci si aspetti qualcosa di più grande, invece è solo alta 1.25 metri. Il bronzo non risalta come il marmo di tante nostre sculture, però il fascino di questa fanciulla che aspetta il suo principe azzurro da oltre cento anni sullo scoglio in riva al canale è sempre vivo in tutti i turisti e, probabilmente, anche in tutti i danesi che hanno una vera e propria venerazione per la storia della Sirenetta.

Facciamo le foto e i selfie da tutte le angolazioni possibili e immaginabili e poi decidiamo di andare con una camminata di un quarto d’ora verso la stazione ferroviaria di Osterport per riprendere il treno, che in tre fermate, ci riporta alla Stazione centrale. Dopo circa undici ore di cammino rientriamo in hotel.

In realtà non ci fermiamo molto, solo il tempo di riposarci e andiamo a mangiare nella zona di Vesterbro vicino all’hotel anche perché subito dopo aver cenato abbiamo ancora un appuntamento in programma, quello con il parco divertimenti di Tivoli, vicinissimo al nostro hotel. Non amiamo particolarmente le giostre e non abbiamo intenzione di provarle, ma avendo l’ingresso compreso nella CPH card decidiamo di fare un giro serale in quello che viene considerato uno dei più bei parchi al mondo.

Tivoli

In effetti sembra organizzato molto bene, tante stradine e vialetti con tanto verde attorno, molte panchine, molte fontane e tanti colori che la sera risaltano le varie attrazioni, alcune spettacolari, altre classiche da luna park. Giriamo tutto il parco, tra le urla dei ragazzi che vogliono esorcizzare la paura delle giostre più adrenaliniche e il vocio dei tanti bambini che invece affollano le giostre più semplici. E’ piacevole anche solo fare un giretto nel parco Tivoli, sedersi in una panchina e ammirare le fontane colorate, certo senza la Copenaghen Card anche il solo ingresso sarebbe a pagamento e piuttosto salato, in quel caso probabilmente non ci saremmo andati, ma comunque per chi è appassionato di giostre è un posto da favola. In un’oretta finiamo il nostro giro e torniamo molto stanchi in hotel. Ci prendiamo una tisana nel distributore automatico a disposizione degli ospiti nella hall e andiamo subito a dormire.

La seconda mattina, purtroppo è già l’ultima della nostra mini vacanza a Copenaghen, dopo aver fatto la solita abbondante colazione, facciamo subito il check out per non dover tornare a mezzogiorno e lasciamo comunque i bagagli nel deposito dell’hotel. In quest’ultima giornata danese, sempre caratterizzata da un tempo splendido, abbiamo in programma la vista a tutte le case reali di Copenaghen. L’unico appuntamento fisso è per il cambio della guardia alle 12.00 nel palazzo Amalienborg, per il resto vedremo cosa riusciremo a fare.

La prima meta della giornata è il castello reale di Rosenborg, è nel centro di Copenaghen, non è lontanissimo dal nostro hotel ma, sapendo che anche oggi sarà una giornata con tante camminate da fare decidiamo di fare una fermata di treno scendendo a Norreport, poi in realtà camminiamo ancora parecchio prendendo probabilmente non la strada più breve per raggiungere Rosenborg Slot.

I trasporti a Copenaghen sono indubbiamente molto efficienti, i treni sono comodi e frequentissimi, ma per arrivare alle attrazioni all’interno del centro è quasi impossibile farlo con i mezzi, perché si fermano tutti a una certa distanza. La costruzione con diversi cantieri aperti delle linee 3-4 della metro porterà indubbiamente tanti vantaggi anche dal punto di vista dei mezzi pubblici. Col senno di poi sarebbe stato utile magari affittare una bicicletta, usando il mezzo di spostamento preferito dai danesi, piste ciclabili ovunque, zone di sosta e di parcheggio riservati alle biciclette in ogni angolo della città e tantissimi punti di noleggio self service, dopo si poteva prendere una bicicletta pagando on line e disattivando così il codice di sblocco, ogni bicicletta aveva un tablet che faceva da navigatore e anche da monitor per tenere conto delle ore di utilizzo per poi arrivare al pagamento corretto.

Arriviamo comunque a Rosenborg Slot poco dopo l’orario di apertura al pubblico. Il castello reale si trova all’interno di un grande parco cittadino, ottimamente tenuto con tante stradine e tante panchine per riposarsi. Il castello è imponente e grande, certo non come i due visti il giorno precedente, ma comunque molto bello anche da fuori. La visita dell’interno, compresa nella Copenaghen Card si divide in una piccola ala con gli appartamenti reali usati nel secolo scorso e tutta la parte dei gioielli della Corona con anelli, preziosi, corone, stemmi e tutti quello di prezioso che è appartenuto ai regnanti danesi.

Rosenborg

La visita è abbastanza veloce anche perché le sale visitabili del castello non sono molte anche se alcune Corone sono veramente belle. Usciti dal castello facciamo a piedi il percorso che fanno ogni giorno i soldati della Guardia Reale che partono da Rosenborg per arrivare all’attuale palazzo reale di Amalienborg. Attraversiamo il parco cittadino e molte persone sono distese a prendere il sole, sempre più bello e caldo in questo settembre anomalo per il clima danese. Una ventina di minuti di camminata e siamo nella zona del palazzo reale di Amalienborg.

Il complesso è molto elegante, costituito da quattro edifici identici ai quattro lati della piazza centrale, un lato sarà visitabile e lo visiteremo dopo aver visto il cambio della guardia, gli altri tre lati sono attualmente occupati dalla famiglia reale danese, oltre chiaramente ad una serie di appartamenti di rappresentanza. Dalla piazzetta di Amalienborg girandosi verso Rosenborg è impossibile non notare la grande cupola della Chiesa di Frederiks, che sorge proprio all’incrocio di quattro vie come se arrivasse da sotto terra. Anche per quella programmiamo la visita nel primo pomeriggio.

Il cambio della guardia è alle 12.00, abbiamo ancora un po’ di tempo per fare qualche foto e poi ci mettiamo nella zona riservata ai turisti in uno spazio ben ordinato e delimitato dalla polizia che invita a non oltrepassare un’immaginaria linea a terra. Casualmente finiamo vicino a un arzillo vecchietto danese, che spiega ad una turista orientale cosa sta per accadere in un inglese perfetto. Anche io gli chiedo qualcosa e mi racconta che da quando è in pensione, da oltre dieci anni, viene tutti i giorni ad assistere al cambio della guardia, per fare un po’ di moto e perché è appassionato di parate militari. Arrivano i militari, una dozzina, il nostro vicino di fila prevede ogni mossa e ogni passo e trova anche qualche errore di un militare che anticipa troppo i movimenti. Il cambio della guardia, molto simile a quello di Londra e di altre città governate da monarchie si svolge in modo molto ordinato e sempre suggestivo, dura una ventina di minuti fino a quando l’ultimo militare prende il posto del collega nell’ultimo posto ai lati delle varie entrate del palazzo reale.

Amalienborg

Finita la parata entriamo nella parte visitabile del palazzo reale, sono gli studi e i saloni utilizzati dai regnanti ad inizio secolo, alcuni semplici e essenziali, altri molto eleganti. Sicuramente eleganti e sfarzose alcune sale di ricevimento riservate agli incontri con gli ospiti. La visita del palazzo reale di Amalienborg dura poco meno di un’oretta, usciamo e visitiamo velocemente anche l’interno della Chiesa di Frederiks, molto semplice e sobrio, al contrario della grande cupola che sovrasta tutta la zona.

Camminiamo verso il canale e scopriamo di essere proprio di fronte alla grande Opera House, che avevamo accostato il giorno precedenti sia nel tour del canale, che nella barca di pubblica navigazione per arrivare alla Sirenetta. Ci sediamo ai lati di una grande fontana e mangiamo i nostri panini che avevamo nello zaino.

Sostanzialmente in un giorno e mezzo abbiamo finito di vedere tutto quello che avevamo giudicato indispensabile da vedere, ma per fortuna ci sono ancora 4-5 ore a disposizione prima di andare in aeroporto visto che il volo è alle 22.00 di sera. Lasciando un oretta per tornare nelle vie del centro a fare un po’ di shopping e prendere qualche souvenir, decidiamo di passeggiare lungo il canale, fermandoci a fare qualche foto sui vari ponti, dirigendosi verso l’altra residenza reale cittadina, il palazzo di Christiansborg.

Chistiansborg

La passeggiata è piacevole, inizia a tirare un po’ di vento, ma il sole splende sempre e si cammina senza problemi, in una mezz’oretta siamo nel grande complesso di Christiansborg Slot. Il palazzo è molto grande e imponente, di colore scuro, diverso architettonicamente rispetto agli altri, sembra più austero e rigoroso. Ci sono anche meno giardini attorno. L’interno si divide in quattro zone, tutte visitabili, la zona degli appartamenti e dei saloni reali, le cucine, i sotterranei e le scuderie con le carrozze e i cavalli reali.

Iniziamo proprio dai saloni negli appartamenti reali e sono veramente fantastici, elegantissimi, pieni di addobbi e di sfarzo, tappezzerie ornate in modo incredibile, lampadari di cristallo grandissimi, sono gli interni più belli che ho visto nei due giorni di visita di Copenaghen. E’ qua che venivano celebrate le feste di corte e le grandi sale da ballo fanno rivivere momenti di vita reale ormai probabilmente rimaste solo nella tradizione e nella storia.

Usciti dai saloni facciamo una breve visita nei sotterranei dove sono rimaste le rovine di quello che è stato distrutto negli anni e ci dirigiamo nelle cucine dove sono riprodotte, anche con animazioni e rumori di fondo, tutti i momenti di preparazione dei grandi pranzi reali. Infine ci resta il tempo per visitare le scuderie reali dove sono custoditi le carrozze e soprattutto i cavalli utilizzati ancora oggi in qualche parata e manifestazione particolare. Ci si può avvicinare a quasi tutti i cavalli e anche accarezzarli. Una visita molto piacevole. Christiansborg Slot è il meno noto e rinomato dei palazzi reali danesi, ma merita sicuramente la visita.

Ormai abbiamo finito veramente tutto quello che volevamo vedere, resta solo un’oretta per fare un giro nella via dello shopping, Stroget per comprare qualche souvenir e per mangiarci un gelato. Torniamo in hotel per cambiarci e riprendere i nostri bagagli dal deposito e poi andiamo in stazione per l’ultima volta per prendere il treno che in quindici minuti ci porta in aeroporto.

Siamo in ampio anticipo, ceniamo con calma in un fast food e poi, superati i meticolosi controlli di sicurezza facciamo la lunga camminata verso la zona F del terminal 2 per aspettare il nostro volo che, questa volta perfettamente puntale ci farà arrivare a mezzanotte precisa a Bergamo.

Vacanza organizzata in un lampo, tempo favoloso, città stupenda, togliendo la disavventura del ritardo del volo in andata è andato tutto perfettamente. København, mi mancherai !!!

 

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