Ikaria: isola greca per appassionati

Ikaria è un’isola greca dell’Egeo Nord-Orientale, non lontana dalla più nota Samos. Prende il nome dal mito di Icaro, il quale, secondo la leggenda, precipitò in mare proprio nei pressi dell’isola.

Ikaria, insieme a soli altri 4 posti nel mondo (tra cui uno in Sardegna), rientra nelle cosiddette zone blu, ovvero luoghi dove l’età media è particolarmente elevata e, inoltre, è molto basso il tasso di malattie cardiache e tumori. Già solo per questi motivi, ovviamente, questa isola mi incuriosiva da parecchi anni.

Sono partita, quindi, con aspettative molto alte; faccio ancora fatica a dire se siano state tutte mantenute o meno: su certi aspetti, forse, mi attendevo qualcosa di più particolare. Di contro, non posso certo dire che questa isola e tutte le sue peculiarità mi abbiano lasciato indifferente. Non è un posto che consiglierei a tutti, ma credo che gli appassionati di isole greche debbano vederla almeno una volta nella vita.

 

COME RAGGIUNGERLA

Ikaria ha un piccolo aeroporto, che è collegato con due voli giornalieri ad Atene.

 

 

Gli orari per noi erano però abbastanza scomodi rispetto alla coincidenza da Milano. Abbiamo quindi optato per volare su Mykonos con Easyjet (poco più di 200 euro a persona A/R) e spostarci poi col traghetto dell’Hellenic Seaways (40 euro a testa A/R, per poco più di due ore di viaggio). Un’altra possibilità è quella di volare su Samos e postarsi poi in nave da lì.

Abbiamo dovuto, tuttavia, passare una notte a Mykonos sia all’andata sia al ritorno, ma ne abbiamo approfittato per dare un’occhiata a quest’isola per noi ancora sconosciuta.

In realtà al ritorno avevamo deciso di passare due notti a Mykonos, ma qualche settimana prima della partenza l’Hellenic Seaways ci ha avvisato di una cancellazione del nostro traghetto del rientro, che abbiamo quindi dovuto spostare al giorno successivo. Consiglio, quindi: tenersi sempre ampio margine, in Grecia, quando ci si sposta coi traghetti.

Attenzione che l’isola ha due porti e i traghetti in alcuni casi arrivano in uno (Evdilos, a nord) in altri a sud (Agio Kirykos).

 

 

SOGGIORNO

A Ikaria abbiamo soggiornato presso Kerame Studios, appena fuori Evdilos, per 495 euro per 11 notti. Si tratta di un complesso di appartamenti e studio, con reception, piscina e ristorante interni. Il nostro studio era molto grande (rispetto alla media greca), ben tenuto e pulito. Peccato solo che fosse al primo piano e si affacciasse sulla strada, risultando quindi un po’ rumoroso.

 

 

Abbiamo optato di soggiornare ad Evdilos per essere vicini al porto ed evitarci lunghi e costosi spostamenti in taxi; ma la cancellazione del traghetto del ritorno ci ha costretto a spostare il rientro ad Agios Kirykos… e ad utilizzare, quindi, il taxi.

 

A Mykonos, invece, abbiamo soggiornato all’andata al Magas Hotel per 90 euro in due con colazione e al ritorno alla Pension Marmaras, per 65 euro; in entrambi i casi era compreso il servizio di collegamento con aeroporto e porto, il che ci ha permesso di risparmiare i soldi del taxi. Entrambi i posti erano molto spartani, ma viste le posizioni (vicino a Mykonos town e quindi anche a porto ed aeroporto) e visto il costo (in riferimento a Mykonos, notoriamente molto cara,  abbastanza basso) sono assolutamente da tenere presenti per una notte in transito su questa isola.

 

SPOSTAMENTI INTERNI

Le strade di Ikaria non hanno una bella fama; devo ammettere che, prima di partire, leggendo qua e là sulla rete, ero un po’ preoccupata. Nonostante ciò, abbiamo deciso comunque di affittare uno scooter, come sempre facciamo in Grecia: un Kymko 200 cc, alla cifra di 150 euro per tutto il periodo. Consiglio vivamente di effettuare la vostra prenotazione da casa: non aspettatevi di trovare decine di noleggiatori come nelle isole più turistiche, in tutta Evdilos ce n’erano in tutto un paio, di cui uno chiuso e l’altro, quello a cui alla fine ci siamo rivolti (Aventura), aperto per caso, perché spesso tengono l’ufficio aperto solo in concomitanza all’arrivo di navi o aerei. Comunque alla fine ci è andata bene, la signora del noleggio parlava anche un discreto italiano e lo scooter era in ottime condizioni e molto performante.

Ci sono diversi benzinai sparsi sull’isola, ma evitate di addentrarvi per alcune strade senza una buona scorta di benzina.

Che dire, infine delle strade? Sono davvero così pessime come raccontano? No, dopo aver fatto quasi 800 km in sella al nostro scooter, possiamo dire che le strade sono sì impegnative, ma nulla più che strade di montagna, come ce ne possono essere sulle Alpi, o come ce ne sono anche su molte isole dell’Atlantico (chi ha girato un po’ le Canarie o Madeira capirà cosa intendo). Indubbiamente gli spostamenti da un lato all’altro dell’isola sono lunghi e un po’ stancanti, ma nulla di pericoloso. Ci sono diversi sterrati: alcuni li abbiamo percorsi, altri, tra cui quello che collega Nas con Karkinagri, li abbiamo evitati; ammetto che ho un po’ il rimpianto di non essere andata nel villaggio di Karkinagri, ma 28 km di sterrato diventavano davvero troppo impegnativi!

Noi sicuramente riprenderemmo lo scooter, sempre di cilindrata elevata però; lo consigliamo tuttavia solo a chi è abituato. Per gli altri, meglio l’auto, forse. In ogni caso, fatica o meno, gli scorci proposti dalle varie strade sono davvero notevoli. In particolare in cima al passo della strada centrale, prima di scollinare verso la costa meridionale, nonostante il vento, che quasi ci rendeva difficoltoso stare in equilibrio.

 

 

Anche se la mia strada del cuore resta la costiera da Evdilos per andare verso Faros: qui l’odore della macchia mediterranea regnava sovrano.

 

 

Per quello che concerne gli spostamenti da e verso il porto, invece, ci siamo serviti di taxi; c’è un servizio di trasporto pubblico tra un lato e l’altro dell’isola, ma con poche corse al giorno e in orari per noi poco comodi. All’andata, essendo molto vicini al porto (talmente vicini che i primi taxisti a cui ci siamo rivolti non ci hanno voluto portare, sperando di accaparrarsi qualcuno che dovesse andare più lontano) ce la siamo cavata con 5 euro; al ritorno, dovendo andare ad Agios Kirykos, 35 km, la spesa è stata inevitabilmente di 50 euro.

 

CLIMA E AMBIENTE

Non immaginatevi la classica isola greca brulla e arsa dal sole. Ikaria è un’isola molto verde, con boschi e foreste nell’interno, e anche molto montuosa. In pochissimo tempo si passa dal mare alla collina e la temperatura può quindi calare repentinamente. D’inverno a Ikaria piove parecchio.

La costa settentrionale è spesso battuta dal Meltemi, anche se nei giorni in cui vi abbiamo soggiornato noi non è mai stato eccessivamente fastidioso. Un giorno, invece, c’è stato forte vento da sud e la costa meridionale si è ritrovata coperta da una coltre di nubi minacciose, mentre quella settentrionale era soleggiata.

 

 

Con un po’ di dispiacere segnalo che qua e là si notano auto (ma anche pullman!) abbandonati lungo il ciglio della strada, o discariche abusive di rottami. E’ un vero peccato vedere un piccolo paradiso di isola trattato così.

 

TURISMO A IKARIA

Ikaria è frequentata perlopiù da Greci; gli stranieri sono una netta minoranza. Questo lo si nota anche fuori dalle taverne, dove i menu esposti son spesso scritti solo in Greco. Anche le indicazioni stradali all’interno dell’isola spesso sono monolingua. L’atmosfera che si respira è molto diversa da quella di altre isole neanche poi così lontane.

Una curiosità: a Evdilos c’è una scuola di Greco per stranieri.

Molti Greci si recano ad Ikaria per le cure termali.

Molto famosi, poi, sono i Panigiri di Ikaria: una sorta di festa paesana, dove si mangia, si beve e si balla sino a notte fonda. L’estate dell’isola è costellata da queste sagre, che si svolgono a rotazione un po’ in tutti i villaggi dell’isola, secondo un determinato calendario, a sfondo religioso o in ricordo di qualche particolare avvenimento.

 

SPIAGGE

Ikaria forse non sarà conosciuta per le spiagge come altre isole quali Naxos o Milos, ma ha dei luoghi di tutto rispetto.

 

Seychelles Beach

La spiaggia più famosa, le cui foto girano molto su internet. Il nome è dovuto sia alla bellezza dell’acqua, sia alle rocce levigate che fanno da sfondo e ricordano appunto quelle delle Seychelles.

E’ raggiungibile coi taxi boat da Maganitis, oppure discendendo un sentiero che altri non è che il letto di un torrente stagionale (chiaramente asciutto in estate). La camminata dura circa 10 minuti, non è particolarmente difficile ma neanche semplicissima, soprattutto nell’ultimo tratto: consigliate scarpe comode (no infradito!).

 

 

Essendo molto piccola si riempie abbastanza facilmente e verso le 12 spariscono anche le zone in ombra, salvo quella a ridosso della cavità. Noi, la seconda volta che ci siamo andati, abbiamo avuto la fortuna di arrivare che non c’era ancora nessuno, nonostante fossero le 10 passate. Ovviamente non ci sono bar o taverne, ma se il mare lo consente compare una barchetta con due signori che vendono  bibite e qualche snack. Ah, l’ingegno umano!

 

Livadi e Messakti

Anche se non spettacolari come Seychelles Beach, queste due spiagge vicino ad Armenistis offrono altrettanto un mare da urlo, specialmente nelle giornate di calma di vento; quando c’è Meltemi, perdono un po’ di fascino. Facilmente raggiungibili (sono lungo la strada!) e fruibili, con anche lettini e ombrelloni.

 

 

Nas

Nella zona nord-occidentale dell’isola, poco prima dell’inizio della strada sterrata. Raggiungibile da un facile sentiero, è un luogo tranquillo, frequentato perlopiù da hippy e nudisti. Alle spalle della spiaggia sorgono le rovine di un tempio e vi è un laghetto.

 

 

Fitema

Spiaggia di ciotoli con un bel mare poco più a ovest di Evdilos.

 

 

Iero

Spiaggetta vicino all’aeroporto, raggiungibile con un breve sterrato; lì nei pressi vi sono le grotte di Dioniso.

 

 

Faros

La spiaggia del villaggio di Faros è lunga e sabbiosa.

 

 

Costa settentrionale

Vi sono diverse spiaggette lungo la costa settentrionale; in particolare, vi sono degli angoli molto belli a ovest di Evdilos; Meltemi permettendo.

 

 

Costa meridionale

La costa meridionale è meno suggestiva di quella settentrionale (Seychelle Beach esclusa!), ma vi sono comunque degli angolini carini dove farsi un bel bagno, non lontano da Agios Kirykos. Spiaggette carine anche nei pressi di Faros.

 

 

VILLAGGI

Evdilos

Evdilos, il villaggio dove soggiornavamo, conta poco più di 400 abitanti. E’ il secondo porto dell’isola ed è caratterizzato da una baia circolare dove si affacciano bar e qualche ristorante. Ci sono anche alcuni piccoli supermercati, un paio di autonoleggi e qualche negozio di souvenir; gli orari di apertura e chiusura di questi negozi sono misteriosi. L’atmosfera è di totale relax.

 

 

Agios Kirykos

Il capoluogo dell’isola, sulla costa meridionale. Un lungomare costellato di bar e taverne in una atmosfera molto rilassata. Rispetto a Evdilos decisamente più grande e vivace, ma resta pur sempre poco più che un villaggio.

 

Armenistis

La (micro)cittadina turistica dell’isola: in essa sono concentrati hotel, studios e taverne. Perché il posto più turistico dell’isola si è sviluppato lontano da aeroporto e porti? Forse per la bellezza di Livadi e Mesakti, lì accanto.

 

 

Faros

Piccolo villaggio estremamente tranquillo, nelle vicinanze dell’aeroporto. I cartelli e le indicazioni sembrano scritti tutti da bambini… e molto probabilmente è davvero così.

 

 

Therma

A poca distanza da Agios Kirykos, Therma è famosa per le sue sorgenti termali, che pare siano particolarmente miracolose, da cui prende appunto il nome. L’atmosfera è un po’ decadente, nonostante ciò è ancora molto frequentata dai Greci in cerca di cure termali. Noi ci siamo concessi, per 3.50 a testa, un quarto d’ora di bagno turco nell’hammam di Spilaio.

 

 

Christos Raches

E’ in realtà un agglomerato di più villaggi, nella zona interna dell’isola, a nord-ovest; la sua peculiarità è che, mentre di giorno appare abbastanza desolato, la sera si anima, fino a notte fonda.

 

Karavostamo

Tranquillo villaggio con porticciolo sulla costa settentrionale.

 

Magganitis

Qui finisce la strada che percorre la costa meridionale. Piccolo villaggio con un porticciolo, da cui partono anche i taxi boat per Seychelles. Avevo letto che da qui partivano anche taxi boat per Karkinagri, ma purtroppo noi non ne abbiamo trovati.

 

 

ALTRI LUOGHI

 

Hot spring

Lungo la costa meridionale, a pochi chilometri da Agios Kirykos, vi è una sorgente di acqua termale che si butta direttamente in mare. Non è ben segnalata, quindi andate piano per non perdervela. Avvistato il cartello, sappiate che dovrete camminare un pezzetto tra sassoni e ciotoli per raggiungere la sorgente, che pare sia a 70°C, ma mischiandosi con l’acqua del mare crea un’acqua dalla temperatura gradevole. Attenti che basta postarsi di pochissimo per beccarsi l’acqua bollente o, viceversa, qualche corrente gelata. Attenzione anche nell’entrare in acqua, che i sassi son scivolosissimi.

 

 

Grotta di Dioniso

Da Iero, tramite un semplice sentiero, è possibile raggiungere una rientranza chiamata Grotta di Dioniso. Il sentiero, volendo, prosegue verso la torre di Drakano.

 

 

Torre di Drakano

Nell’estremità orientale dell’isola, raggiungibili tramite strada sterrata o sentiero, sorgono i resti di una fortezza. L’ingresso è libero e non a pagamento, ma solo in determinati giorni ed orari.

 

 

Monastero di Osias Theoktisti

All’interno di questo monastero (dove l’anziana custode vi venderà anche, su richiesta, cibo e bevande) vi è una antica cappella costruita interamente nella roccia. Davvero particolare.

 

 

Chiesette e monasteri, comunque, si trovano un po’ in tutta l’isola, come in ogni isola greca che si rispetti.

 

 

Nell’interno ci sono anche due laghetti, di cui uno artificiale, ma non aspettatevi chissà che…

 

 

PICCOLA DIVAGAZIONE SU MYKONOS…

A Mykonos abbiamo dedicato davvero poco tempo, fondamentalmente mezza giornata prima di spostarci ad Ikaria (visto che poi, al ritorno, siamo arrivati alle 19 e ripartiti subito la mattina dopo). Cosa dire su questa isola che non sia già stato detto? E’ un’isola cara (ok, 36 euro in due per una cena non sono tantissime, ma a Ikaria spendevamo circa la metà), piena di gente, caotica… ma Mykonos town è davvero bella! Proprio il villaggio cicladico che ti aspetti.

 

 

E tutto sommato siamo anche riusciti a girare bene nei vicoletti, senza trovare troppa ressa.

Abbiamo anche avuto la fortuna di passare di fianco ai Vecchi Mulini proprio al tramonto: uno spettacolo, nonostante non fossimo certo i soli ad assistere, anzi tutta l’isola sembra essersi data appuntamento lì!

 

 

Insomma non sarà certo la nostra isola ideale, ma vale la pena dedicarci un po’ di tempo e sicuramente, in futuro, la prenderemo ancora in considerazione come punto di partenza per spostarsi su un’altra isola… più consona a quella tipologia di isola greca che piace a noi, come Ikaria.

 

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Ci sono 2 commenti su “Ikaria: isola greca per appassionati

  1. Cosa te lo dico a fare Sea Breeze, ogni volta che leggo un tuo diario si scatena una gran voglia di mare e di sole (della Grecia ovviamente). Molto interessante questa isoletta fuori dalle rotte più battute. Grazie per le informazioni dettagliate e le stupende immagini.

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