Sempre più… Fuerte!

Sono tornato poco più di una settimana da Fuerteventura.
E’ stato davvero un soggiorno piacevole, posso dire il migliore fra le mie purtroppo ad oggi poche esperienze di viaggio.
Devo dire che mi aspettavo un posto interessante, avendo trovato nelle varie discussioni del forum opinioni esclusivamente positive quando non entusiastiche.
Eravamo alloggiati a Caleta de Fuste, nella parte centro orientale dell’isola, all’hotel Barcelò Fuerteventura, un pacchetto acquistato con Teorema Tour, ad un prezzo davvero interessante, avendo usufruito della promozione super hard discount.
Anzitutto il viaggio, all’andata abbiamo volato con Eurofly. L’aeromobile era un Airbus nuovo, il volo è stato allietato dalla visione di un film su schermi LCD, il personale era cortese e come cena ci hanno servito delle ottime lasagne.
Interessanti e curiosi anche i dati sul volo (velocità, altitudine, posizione, temperatura) che venivano di tanto in tanto proposti.
Sull’orario di partenza una nota dolente: Teorema ci ha convocati per le 15, il volo era previsto per le 17, ma già da due giorni prima sapevo che sarebbe partito alle 18.30, avendolo verificato sul sito della Sea Aeroporti Milano (siamo partiti da Malpensa, terminal 2). Peccato che il Tour Operator fino all’ultimo momento sosteneva che il volo fosse alle 17. Arrivato in aeroporto trovo conferma alle mie informazioni: volo previsto per le 18.30. Quasi tutti gli altri viaggiatori non lo sapevano. Alla fine siamo decollati alle 19.
All’arrivo a Fuerteventura ci accoglie uno dei tratti caratteristici dell’isola: un vento insistente. La temperatura è comunque mite e i nostri vestiti leggeri si rivelano appropriati.
Saliamo sul pullman e in men che non si dica, visto che Caleta de Fuste è molto vicina all’aeroporto (infatti molti aerei passano vicini alla spiaggia nel corso della giornata), siamo all’Hotel Barcelò Fuerteventura.
L’albergo è grande e moderno, con una struttura particolare che favorisce la luminosità degli ambienti.
All’arrivo ho subito l’impressione, che poi si rivela esatta, di un’ottima efficienza del personale. In pochi minuti siamo già nella nostra camera, inoltre, pur essendo ormai tardi, ci viene offerta una cena fredda, cui noi però rinunciamo.
La camera è molto ampia, con letti grandi, una comoda poltrona, un bel bagno e un balcone con sedie e tavolino.
Caleta de Fuste è una località in piena espansione, ci sono molti edifici in costruzione. Al momento ci si trovano alberghi, una zona residenziale e un buon numero di negozi di souvenir, abbigliamento, elettronica e gioiellerie. La vita notturna è inesistente, ma nel nostro caso non è stato un problema.
Obiettivamente è assolutamente sconsigliabile limitare la vacanza al soggiorno a Caleta, si perderebbero dei posti che vale davvero la pena di visitare!
La spiaggia di Caleta, detta Playa del Castillo, offre un buon colpo d‘occhio: di forma semicircolare e molto ampia, ma è una spiaggia artificiale e la sabbia (se di sabbia si può parlare) non è per nulla fine, anzi. Il vantaggio è che trattandosi di un’insenatura l’oceano non sfoga le sue onde e si presenta molto calmo. Attenzione però al fondale, che è di sassi, si scivola un po’ e ciò rende difficoltoso l’ingresso in acqua.
Da sottolineare nell’hotel il fenomeno, credo diffuso ovunque, di occupare i lettini in piscina con i salviettoni. La scorretta pratica veniva passivamente tollerata dal personale dell’hotel. A noi non interessava molto perché ci recavamo esclusivamente in spiaggia, ma si tratta di cose che personalmente mi danno parecchio fastidio.
La cucina dell’hotel l’abbiamo trovata davvero ottima, con una scelta molto vasta di piatti d’ogni genere. Da sottolineare l’assortimento notevole di ottime brioches a colazione e quello di squisiti dolci e torte a pranzo e a cena.
Ma veniamo al punto forte: le gite. Disponevamo di un’auto a noleggio per tre giorni e devo dire che è stata veramente una scelta azzeccata. Ci hanno affibbiato una vecchia Citroen Saxo, comunque più che valida per i nostri scopi.
La visita in auto di Fuerteventura è decisamente agevole, muniti di una sufficientemente dettagliata cartina è facile identificare le strade principali e stabilire il percorso per raggiungere le mete desiderate.
Si incontrano paesaggi aridi e deserti, con isolate costruzioni molto umili, e sullo sfondo modesti rilievi di forma talvolta suggestiva.
La prima uscita è verso nord, una quarantina di chilometri per arrivare alle grandi Playas di Corralejo, quelle con le dune di sabbia portata dal vento dal vicino Sahara. Già la strada che porta a Corralejo è un qualcosa di spettacolare, ad un certo punto ci si trova in mezzo ad un mare di sabbia e la stessa danza sull’asfalto agitata dal vento, formando dei suggestivi vortici che colorano la strada.
Ci fermiamo con l’auto nei pressi degli Hotel Riu, la cosa strana e particolare è che si trova parcheggio con facilità e soprattutto si tratta di parcheggi gratuiti, chissà se tra un po’ sarà ancora così… La spiaggia è immensa, vi sono alcune aree attrezzate dove noleggiare lettini ed ombrellone, con nove euro avrete due “amacas” una “sombrilla” e una sangria omaggio al chiosco vicino!
La zona è diventata un’area protetta, le uniche due costruzioni presenti sono i due grandi hotel della catena Riu, la cui costruzione probabilmente avvenne in un periodo di libertà di edificare, che oggi, ovviamente, non c’è più.
L’oceano scaglia delle forti onde sul bagnasciuga, è il vento è insistente ma non fastidioso, il sole picchia veramente forte, e la pelle brucia oltre misura, attenzione! Concedetevi una passeggiata, lungo la spiaggia e salite su una duna di sabbia per delle foto alquanto suggestive. L’affollamento di certe località balneari in queste spiagge vi sembrerà lontano anni luce.
La seconda uscita ci porta al sud, verso le lunghissime spiagge di Jandia. Ci attendevano molti più chilometri del giorno precedente, circa un centinaio, quindi partiamo di buon’ora dopo aver ritirato il consueto cestino da pic-nic che l’hotel mette a disposizione dei clienti che lo desiderino.
Inizialmente facciamo una deviazione per la località la Pared, che si affaccia sulla costa occidentale nel punto dove l’isola è più stretta. Riusciamo ad arrivare alla costa che si presenta alta a picco sul mare, molto diversa dalle spiagge sabbiose di Corralejo, le onde dell’oceano si scagliano furiosamente contro le rocce. Vorremmo proseguire per trovare punti più suggestivi, ma l’assenza di strade asfaltate ci scoraggia e ci riportiamo sulla strada principale che percorre il sud-est dell’isola, in direzione Morro Jable (la cittadina più a sud).
Ci fermiamo per una sosta in zona Costa Calma, vicino al Veraclub Tindaja, e diamo un’occhiata alla spiaggia, è piccola e con molti sassi, non ci soddisfa per niente e decidiamo di proseguire ulteriorment verso il sud.
La strada principale corre molto più in alto rispetto all’oceano ed è abbastanza tortuosa. Notiamo che è in costruzione una specie di autostrada molto grande che sostituirà l’attuale tracciato. Dopo un tentativo a vuoto troviamo una pista sterrata che scende verso la spiaggia, la percorriamo con una certa cautela e arrivati in fondo parcheggiamo accanto a poche altre auto. Saliamo una piccola duna di sabbia e una volta in cima ci affacciamo sulla spiaggia: lunghe distese di sabbia incontaminata, con un esiguo manipolo di bagnanti che passeggiano solitari. Il vento qui è molto forte e solleva uno strato di sabbia che si muove costantemente a livello del suolo. Impossibile fermarsi distendendo i salviettoni, verremmo sotterrati dalla sabbia svolazzante! Ancora qualche sguardo, alcune foto suggestive e via alla ricerca di un’area attrezzata con ombrelloni e sdraio dove la permanenza non sia una tortura…
Arriviamo quasi in fondo all’isola, nella zona degli alberghi di Jandia. La giornata la trascorriamo alla “playa de Sotavento“, in un’area dove un piccolo recinto con reti molto sottili protegge un po’ dalla sabbia sollevata da un vento molto forte e incessante i lettini e l‘ombrellone che noleggiamo.
E’ una giornata di sole cocente e cielo completamente sereno, i primi due giorni molte nubi si muovevano nel cielo, coprendo di tanto in tanto il sole, facendoci pensare che fossero una presenza fissa sull’isola. Il resto della vacanza ci regalerà invece giornate di cielo azzurro e senza una nuvola!
Assolutamente da fare la passeggiata lungo una spiaggia lunghissima dalla sabbia finissima e dorata, accompagnati dal vento che rinfresca da un sole bollente e un bel bagno fra le onde dell’oceano. A tal proposito devo dire che non ho trovato l’acqua particolarmente fredda, si entra un po’ esitanti ma dopo un attimo le onde ti colpiscono, ti ritrovi fradicio e resti a mollo felicemente.
Al ritorno maciniamo chilometri senza batter ciglio, appagati dalla bella giornata trascorsa.
La terza gita è al nord, ma sulla costa occidentale, nella zona di El Cotillo. Ci arriviamo di buon’ora, la località è uno sperduto paesino che nulla a che fare ha con il moderno turismo di massa. Dopo aver percorso qualche centinaio di metri su una pista sterrata ci fermiamo, parcheggiamo l’auto e ancora una volta ci si presenta un panorama mozzafiato. Un’alta scogliera sotto la quale si apre una lunga spiaggia selvaggia di sabbia bellissima ed incontaminata. L’oceano mostra colori davvero pittoreschi, con tante sfumature tra il verde e l’azzurro. Scendiamo per una passeggiata, lo spazio tra noi e le altre persone non scende mai sotto i dieci metri… Il vento è meno forte ed insistente che in altre località. Ci fermiamo per un po’ a gustarci la pace del luogo e a scattare fotografie da cartolina.
L’assenza di ombrelloni e lettini rende il luogo veramente suggestivo, ma non vogliamo passare tutta la giornata in mezzo alla sabbia e senza un poco d’ombra, per cui decidiamo di muoverci e ritornare per il resto della giornata alla grandi Playas di Corralejo che tanto ci erano piaciute due giorni prima.
Gli ultimi due giorni trascorrono in pieno relax con sole e bagni alla spiaggia di Caleta.
In un batter d’occhio la vacanza volge al termine e ci ritroviamo alla vigilia del giorno del rientro.
Il volo di ritorno era originariamente previsto alle 21 del venerdì, per cui ci stavamo organizzando per richiedere la camera di cortesia per quel giorno e goderci ancora un po’ di spiaggia, senonchè giovedì scopriamo che saremmo partiti dall’hotel alle 13.30 per lo più con un volo, previsto per le 16.30, con una compagnia aerea diversa, la Blue Panorama, che prima di atterrare a Malpensa avrebbe fatto scalo a Treviso.
La cosa non ci ha fatto molto piacere, anche perché lo scalo (con rifornimento di carburante) ci ha allungato il viaggio di circa due ore! C’era gente con bambini al seguito che sembrava abbastanza arrabbiata.
Alla fine ci rassegniamo, anche in considerazione del fatto che lo spostamento ci avrebbe consentito un arrivo a casa verso le 22 anziché in piena notte.
L’ultimo giorno riusciamo a trascorrere ancora un paio d’ore in spiaggia prima di lasciare malinconicamente la camera e ammazzare il tempo con acquisto di souvenir in attesa del pullman per l’aeroporto.
Il vettore Blue Panorama si dimostra ottimo, con un bell’aeromobile e personale cortese. L’arrivo a Malpensa è puntuale.
Concludo consigliando vivamente una visita a quest’isola, non perdete tempo perché temo che nel giro di qualche anno costruzioni ed arrivi in massa possano cambiare il volto ad un luogo suggestivo ed ancora in parte incontaminato.
Pier.

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Ci sono 1 commenti su “Sempre più… Fuerte!

  1. ciao!!! quest’estate dovrei andare anch’io a fuerte..l’agenzia mi ha proposto il villaggio Tindaya in Costa Calma della Veratour, e il villaggio El Cotillo Beach della Columbus club…tu cosa mi consigli??? vorrei andare dove c’è la spiaggia più bella e possibilmente senza rocce…
    grazie!

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