Sud Africa agosto 2015 a “caccia” di fari ed animali

Sud Africa agosto 2015

a “caccia” di animali e … fari

 

  1. A) INFORMAZIONI GENERALI:

 

IMPORTANTE: avviso che l’itinerario ha 46 pagine … almeno sapete … di che morte morire se iniziate a leggere … In corsivo ho fatto copia incolla di tutte informazioni raccolte on-line, in mesi di lavoro e poi durante la vacanza. Alcune sono tradotte da google traduttore per velocizzare. In carattere normale è narrata la nostra avventura. Mi spiace ma racconto anche qualcosa di personale che a chi legge non interessa. E’ l’unico itinerario che scrivo quindi deve essere anche un nostro ricordo. Portate pazienza …

 

Quando: 23 giorni dal 27.07.2015 al 17.08.2015.

Itinerario: Johannesburg, (abbiamo saltato la Panorama Route perchè l’abbiamo vista l’anno scorso insieme al Kruger, però ovviamente quest’ultimo non potevamo saltarlo …quindi ci siamo tornati), Kruger National Park, Swaziland, Santa Lucia, Hluhluwe-iMfolozi Game Riserve, Volo Durban-Port Elizabeth, Addo National Park, Tsitsikamma National Park, Mossel Bay, De Hoop Nature Reserve, Cape Aghulas, Gansbaai, Hermanus, West Coast National Park, Penisola del Capo, Cape Town.

Perché questo viaggio: siamo malati d’Africa quindi appena riusciamo ci torniamo. Di solito andiamo in primavera (italiana) ma quest’anno, per impegni di nostro figlio, siamo riusciti ad organizzare solo ad agosto. La cosa non ci entusiasmava più di tanto perché di solito questo mese è dedicato al camper e perché ad agosto c’è molta più gente. Devo dire che però di turisti ce n’erano ma non in modo esagerato. D’altronde è bassa stagione e i sudafricani in questo periodo non si muovono in quanto è pieno inverno e le scuole sono aperte. Si vedono sono solo turisti stranieri. Comunque la nostra estate corrisponde al loro inverno ed è la condizione migliore per vedere gli animali. Fa freddo quindi non passano le giornate a dormire all’ombra rendendo quasi impossibile il loro avvistamento (sto parlando dei predatori).

Perché a “caccia” di animali e fari: per me la caccia è fotografica ed è sia per gli animali che per i fari. Non avevo idea che ce ne fossero così tanti in Sud Africa quindi quando ho fatto questa scoperta, mi si è aperto un mondo. Purtroppo le cose da vedere erano tantissime ed il tempo tiranno quindi, dovendo fare delle scelte, molti fari che sapevo essere belli, ma più che altro in punti strategici, abbiamo dovuto saltarli.

Prenotazioni: abbiamo fatto tutto noi, i lodge li abbiamo contattati direttamente mentre le auto le abbiamo prenotate on-line. Per i voli (internazionale e interno) ci siamo appoggiati ad un’agenzia.

Voli: li abbiamo prenotati a febbraio per un totale di € 3.582. L’internazionale è costato € 3205 mentre il volo interno Durban – Port Elizabeth € 377. Il prezzi sono per 4 adulti visto che anche i miei figli (Matteo 14 anni e Martina 12) non hanno più nessuno sconto. I biglietti per la tratta internazionale sono stati fatti con Ethiad ma sono stati operati anche da altre compagnie: Milano/Abu Dhabi con Alitalia, Abu Dhabi/Johannesburg con Ethiad, il rientro Cape Town/Johannesburg con South African Airways, Johannesburg/ Abu Dhabi con Jet Airways (non l’avevamo mai sentita nominare, è indiana e dicono sia la migliore di quello stato) e Abu Dhabi/Milano con Alitalia  . Per il volo nazionale i biglietti sono stati fatti con British Airways ma è stato operato da Comair (compagnia sudafricana).

Hotel:

28.07.2015 Aero Guest Lodge Jo’burg family room B & B R 995 77
29.07.2015 Shimuwini Bush Camp Kruger family cottage GC5 S.C. R 1803 140
30.07.2015 Satara Rest Camp Kruger 2 doppie BD2N S.C. R 2226 173
31.07.2015 Komati River Chalets Komatipoort family room S.C. R 1200 92
01.08.2015 Komati River Chalets Komatipoort family room S.C. R 1200 92
02.08.2015 Komati River Chalets Komatipoort family room S.C. R 1200 92
03.08.2015 Avalone Guest House Santa Lucia family room B & B R 1530 112
04.08.2015 Avalone Guest House Santa Lucia family room B & B R 1530 112
05.08.2015 Mpila Camp Hluhluwe family cottage S.C. R 1660 129
06.08.2015 De Charmoy Estate G.H. Durban 2 doppie B & B R 1975 157
07.08.2015 Dungbeetle Lodge Addo 2 doppie B & B R 1800 138
08.08.2015 Storms River Mouth Camp Tsitsikamma oceanette large FN4 S.C. R 1449 113
09.08.2015 Lilies & Leopard Mossel Bay 2 doppie B & B R 1500  109
10.08.2015 De Hoop Village at the Opstal De Hoop family cottage S.C. R 2520 193
11.08.2015 Anchor’s Rest Hermanus family room S.C. R 880 68
12.08.2015 Sunstay Lagoon Beach Cape Town appartamento S.C. R 1500  113
13.08.2015 Sunstay Lagoon Beach Cape Town appartamento S.C. R 1500  113
14.08.2015 Sunstay Lagoon Beach Cape Town appartamento S.C. R 1500  113
15.08.2015 Sunstay Lagoon Beach Cape Town appartamento S.C. R 1500  113
          R 29468 2250

 

La scelta dei lodge è stata fatta in base a recensioni di altri turisti e pareri di Trip Advisor. Abbiamo puntato su soluzioni con un buon rapporto qualità/prezzo. Non aveva senso trovare strutture meravigliose e carissime per poi non poterle neppure apprezzare. Arrivando al tramonto e per lo più partendo prima dell’alba, in hotel si stava davvero poco. Comunque abbiamo trovato sempre camere pulitissime, magari qualche struttura un pochino datata ma veramente tutto pulito. Nessun posto ha il riscaldamento quindi la sera e al mattino fa freschino. I letti sono attrezzati con piumoni e coperte supplementari. Nella zona sul mare da Port Elizabeth a Cape Town, alcuni hotel avevano il letto riscaldato. Una meraviglia … Ovviamente in questi posti sono più i mesi in cui fa caldo che quelli in cui fa freddo quindi, se devono scegliere, investono su climatizzatori (presenti ovunque).

L’anno scorso al Kruger avevamo pernottato 4 notti fuori dal parco in ottime soluzioni (a Palaborwa al Kaia Tani mentre a Komatipoort al Buckler’s). Quest’anno avremmo voluto dormire tutte e 5 le notti all’interno ma abbiamo dovuto adattarci e farne 2 dentro e 3 fuori. Nel parco ci avevano suggerito il Shimuwini e Satara (c’era disponibilità) e Lower Sabie ma, essendo quello più gettonato per via della posizione, era tutto pieno. Fuori dal parco anche il Buckler’s era pieno (mi è spiaciuto perché ha una vista spettacolare sul Crocodile River e sul Kruger e gli animali vengono fino alla recinzione del lodge) e abbiamo ripiegato a malincuore sul Komati River Chalets (scelta che si è rivelata buona perché carino, certo, il panorama del Buckler’s è tutt’altra cosa …).

I prezzi riportati nello schema sopra sono per tutti la famiglia. S.C significa Self Catering e secondo me è la cosa migliore. La maggior parte delle volte siamo partiti al sorgere del sole, se non prima (nei parchi) quindi la colazione la paghi per poi o non usufruirne, ritardando non poco la partenza, o trovarti con il sacchetto che ti fornisce il lodge con all’interno cose che ci si può comperare al supermercato ad un costo sicuramente inferiore. La colazione quindi o la facevamo in macchina o in camera. Le colazioni costano circa 8/10 € a testa x quattro x tutti i giorni = non poco … Per le cene due volte abbiamo dovuto aggiustarci da soli (al Shimuwini al Kruger e al Mpila Camp all’Hluhluwe in quanto nel lodge non c’era il ristorante ma la cucina dello chalet era attrezzata) e una volta non avevamo voglia di uscire. Altre volte avremmo potuto cucinare ugualmente noi ma abbiamo preferito andare al ristorante. Facendo pranzi al sacco almeno la cena doveva essere abbondante … Le cucine nei self catering sono completamente attrezzate con stoviglie, piatti, pentole, un paio di strofinacci, una spugnetta  e detersivo per lavare. Per il resto bisogna portare tutto. Non so se bisognava lavare le stoviglie o se ci pensavano poi al mattino le signore delle pulizie. Io ho preferito lasciare tutto in ordine. Nello schema sopra l’importo in € è una media di cambio tra gli acconti pagati prima di partire e il cambio applicato per il saldo durante il viaggio. Alcuni lodge hanno voluto una caparra pari al 50% al momento della prenotazione e il saldo al nostro arrivo (Komati River Chalets, Dungbeetle all’Addo e Sunstay a Cape Town), un paio hanno voluto il pagamento completo (Aero Guest Lodge a Johannesburg, Mpila Camp all’ Hluhluwe, De Charmoy a Durban, De Hoop Village, Anchor’s Rest ad Hermanus) ed altri hanno chiesto solo i dati della carta di credito come garanzia e abbiamo pagato tutto al nostro arrivo (Avalone Guesthouse a Santa Lucia e Lilies & Leopard a Mossel Bay). Alcuni li abbiamo prenotati direttamente dal sito, altri contattandoli con mail. Per quanto riguarda i campi di Shimuwini e Satara al Kruger e il Tsitikamma (sono parchi statali del SANParks, vuol dire South African National Parks), sono stati prenotati sul sito ufficiale (http://www.sanparks.org/). Non si hanno possibilità diverse. Il sito è sempre aggiornato quindi la disponibilità delle camere è sempre esatta. Si prenota e si paga subito. Applicano un 5% di sconto. I prezzi non sono comprensivi ovviamente del costo giornaliero per l’ingresso al parco. Si può scegliere se pagarlo al momento della prenotazione o in loco. Si si acquista la Wild Card (più avanti spiego cos’è) non si paga nulla.

Valuta: in media Rand 13,00 circa. Quello che abbiamo pagato prima di partire era circa 12,90. Durante il viaggio ha continuato a svalutarsi (quindi a nostro vantaggio) fino ad arrivare a 14,00. I prezzi nell’itinerario (avendo pagato al 90% con carta di credito) hanno indicata la valuta del giorno del pagamento.

Siti internet dei lodge e indirizzi mail:

– Aero Guest Lodge – Johannesburg (http://www.aeroguestlodge.co.za/ – mail: aero@dieseli.co.za)

– Shimuwini Bush Camp – Kruger National Park (http://www.sanparks.org/parks/kruger/camps/shimuwini/)

– Satara Rest Camp – Kruger National Park (http://www.sanparks.org/parks/kruger/camps/satara/)

– Komati River Chalets – Komatipoort (http://www.komatiriverchalets.co.za/ – mail: ros@komatiriverchalets.co.za)

– Avalone Guesthouse – St.Lucia (http://www.avalone-guesthouse.com/index.php/en/

mail: info@avalone-guesthouse.com)

– Mpila Camp – Hluhluwe Reserve (http://www.hluhluwe.info/index.php/Imfolozi/mpila-camp-5-bed-self-catering-chalet.html – mail: Amatikulu Tours: info@amatikulu.com)

– De Charmoy Estate Guest House – Durban (www.decharmoy.co.zamail: bookings@decharmoy.co.za)

– Dungbeetle Lodge – Addo National Park (http://www.dungbeetle.co.za/ – mail: info@dungbeetle.co.za)

– Storms River Mouth Rest Camp – Tsitsikamma National Park (http://www.sanparks.org/parks/garden_route/camps/storms_river/tourism/availability.php)

– Lilies & Leopard – Mossel Bay (http://www.lilies-leopards.co.za/ – mail: info@lilies-leopards.co.za)

– De Hoop Village at the Opstal – De Hoop Reserve (http://www.dehoopcollection.com/ – mail: info@dehoopcollection.co.za)

– Anchor’s Rest – Hermanus (http://www.anchorsrest-hermanus.co.za/ – mail: info@anchorsrest-hermanus.co.za)

– Sunstay Lagoon Beach – Cape Town (http://www.capetownbeachhotel.com/ – mail: reservations@sunstays.com)

Auto, navigatore e dropp-off : ci sono tantissimi rent a car. Alcuni hanno macchine normali o jeep mentre altri forniscono 4×4 con le roof tent (tende che si aprono sul tetto della vettura) e tutto il necessario per dormire e per campeggiare. Il sito di alcuni è:

www.rentalcars.com

www.aroundaboutcars.com

www.carhire3000.com

www.drivesouthafrica.co.za

www.tempestcarhire.co.za

www.britz.co.za

www.africarhire.com

www.drivesouthafrica.co.za/4×4-hire

www.firstcarrental.co.za

www.budgetinternational.com

Noi abbiamo scelto di prenotare sul sito della rentalcars in quanto offre la tariffa migliore di alcuni dei principali operatori. Per la prima tratta abbiamo optato per la proposta della Herz mentre per la seconda quella della Europcar. Non sei certo di trovare la macchina che hai scelto e loro si tutelano scrivendo auto xxx o similare. Quindi puoi trovarne un’altra della stessa fascia di costo e simile (tipo, se affitti una jeep non ti troverai una berlina).

Il Sud Africa (con qualche esclusione tipo il Kgalagadi National Park dove è obbligatorio il 4×4 essendo tutto su sabbia oppure qualche pista nel Kruger dove ci vogliono i permessi di accesso) non richiede grandi macchine, perché le strade sono tutte asfaltate e quelle sterrate all’interno dei parchi sono in ottime condizioni. Noi abbiamo comunque optato per un 4×4 nella prima tratta perché a noi piace andare a ficcare il naso ovunque quindi non vogliamo limitazioni nei parchi. Per la seconda tratta una piccola jeep 2×4 era più che sufficiente.

Per la prima tratta Johannesburg/Durban avevamo affittato un Toyota Hillux 4×4 (già usato in precedenti viaggi) ma ci siamo trovati un Ford Ranger colore bianco targato DL53VYGP, cosa a nostro favore perché abbiamo scoperto essere migliore del Toyota. Il costo per 9 giorni è stato di €  622 (€ 69 al giorno). Il navigatore € 57 (Rand 79 x 9 giorni = Rand 711) mentre il drop-off non so perché ma non ce lo hanno addebitato.

Per la seconda tratta Port Elizabeth/Cape Town abbiamo affittato una Hyundai I-35 ma ci siamo trovati una piccola jeep della Renault, la Duster, colore argento targata CA408838. Non conoscendo né una né l’altra non sappiamo se sia stato per noi favorevole. Questa macchinetta comunque, è stata pratica perché piccola e poco ingombrate. Il bagagliaio è grosso ma abbiamo faticato. Abituati al Ford dove si poteva caricare di tutto e di più (compresa una cassa di mandarini ..) qui abbiamo dovuto stare attenti a cosa compravamo … Il costo per 9 giorni è stato di €  513 (€ 57 al giorno). Il navigatore € 62 (Rand 96 x 9 giorni = Rand 864) mentre il drop-off + tasse R 1021 € 73.

Le auto le abbiamo pagate in Italia (con acconto di € 55 l’una e saldo un mese prima della partenza), il navigatore e drop-off al nostro arrivo. Al momento della presa dell’auto viene fatta una strisciata alla carta di credito di circa 600 € come garanzia e questa non deve essere pre-pagata. Solo se l’auto verrà consegnata ha qualche danno addebiteranno l’importo per la riparazione. Se è tutto a posto verrà addebitato solo il costo del navigatore e del drop off. La guida è a sinistra.

Altri costi: oltre agli importi dei voli, hotel e auto bisogna aggiungere le spese sostenute in loco: benzina/gasolio € 380 (benzina al litro Rand 13,03 = € 1 – gasolio R 13,25 = € 1,02); spesa al supermercato per i pranzi e varie € 280; cene e pranzi al ristorante € 1034; escursioni € 455; Wild Card R 3310 = € 249, ingressi ai parchi non compresi nella Wild Card € 30; autostrade € 25; parcheggio Malpensa per 23 giorni € 65 (siamo stati al Green Parking – http://www.greenparkingmalpensa.it/ – il più economico trovato); transfer a Durban € 30; varie (mance, regali ecc.ecc € 242.

Patente: ci sono pareri discordanti perché on-line si trova scritto che ci vuole quella internazionale ma in realtà non serve. Ai rent a car non interessa. Potrebbe fare grane la polizia se proprio vuole rompere e guadagnare qualche soldo che immancabilmente viene passato loro per poter proseguire … A loro serve solo sapere dove c’è scritta la data di scadenza. Noi l’avevamo fatta per precedenti viaggi quindi, sia l’anno scorso che quest’anno, ce la siamo portata dietro. Al rent a car però abbiamo dato entrambe le volte quella italiana e non ci hanno detto nulla mentre la polizia per fortuna non ci ha fermati. Se uno vuole stare più tranquillo sappia che costa circa € 80, le tempistiche per averla sono di 3 settimane e la validità è di 3 anni.

Strade: Tutte in ottime condizioni. I limiti di velocità sono di 120 km./h per le highway più importanti, 100 per le strade suburbane e 60 nei centri abitati. Nei parchi sono di 50 km./h. sulle strade asfaltate e 40 km./h. su quelle sterrate. Ci sono molti autovelox, anche nel Kruger.

Benzinai: ovunque, anche al Kruger e la maggior parte accetta carta di credito.

Km. percorsi: 4689 (prima tratta km.2555 – seconda tratta km.2134)

Mance: solitamente sono pari al 10% di quanto speso. Si possono aggiungere al totale della spesa se si paga con carta di credito oppure si possono pagare in contanti.

Wild card: Consente l’ingresso per 1 anno dalla data di emissione in quasi tutti i parchi Sudafricani (quelli compresi sono 79). Qui si trovano costi ed elenco di quali sono: https://www2.sanparks.org/wild_new/tourism/pricing.php. La tessera è acquistabile all’ingresso di ogni parco nazionale ed è nominativa oppure si può acquistare on-line prima di partire, nel sito ufficiale Sanpark (https://www2.sanparks.org/wild_new/purchase.php). In entrambe i casi per gli ingressi si usa un foglio che viene stampato. La tessera vera e propria arriverà a casa dopo circa un mese. Esistono formule diverse in base alle varie necessità dei visitatori. La Wild Card conviene specialmente se si è una famiglia. Il costo per la family è di Rand 3310 = € 249 (2 adulti che viaggiano con i propri figli al di sotto dei 18 anni di età, max 7 persone), quella per coppie Rand 2770 mentre singola Rand 1770. I prezzi sono anche differenti se si è cittadini sudafricani oppure no. Per dare un’idea il costo della tessera l’abbiamo già ammortizzato dopo il 3° giorno al Kruger. Avremmo speso (per 4 adulti visto i nostri figli hanno più di 12 anni e non hanno quindi diritto allo sconto della metà):

R 5280 Kruger per 5 ingressi

R 520 Hluhluwe–iMfolozi Park

R1728 Addo National Park per 2 ingressi

R 672 Tsitsikamma National Park

R 160 Robberg Nature Reserve

R160 De Hoop Nature Reserve

R 40 Stony Point per pinguini

R 240 Boulder’s Beach per pinguini

R 440 Cape Of Good Hope

R 512 West Coast National Park

per un totale di R 9752 € 750. La Wild Card l’abbiamo appunto pagata R 3310 € 249. Risparmio R 6442 = € 496. Conclusioni: conviene assolutamente.

Km. percorsi: 4689 (prima tratta km.2555 – 2^ tratta km.2134)

Malaria: questo è un discorso molto delicato. Nella zona Panorama Route, Kruger, Swaziland e nella parte verso il Mozambico (tra lo Swaziland e l’oceano nella parte più a nord della Elephant Cost, ex Maputoland) c’è rischio alto. Nella zona di Santa Lucia e del parco Hluhluwe iMfolozi rischio medio, per poi scendere fino quasi a Durban con rischio minimo. Nel restante Sud Africa non esiste. Guardare questa mappa: http://www.sa-venues.com/malaria-risk-areas.htm. Dovete valutare bene se i rischi dell’antimalarica sono superiori o inferiori al rischio di contrarre la malattia. Si sa che la prevenzione (oltre essere devastante per il corpo) non copre completamente e se la zanzara femmina ha morso una persona infetta e poi punge te nel giro di poche ore, in un particolare momento di digestione del sangue, te la prendi comunque. Si ha un alto rischio se si pernotta in zone densamente popolate e si gira senza protezioni da quando il sole tramonta a quando sorge. Se si usano repellenti, non si sta all’aperto in questo periodo di tempo e si pernotta in luoghi isolati (dicono che la zanzara possa percorrere al massimo 2 km.), il rischio è quasi nullo. C’è da dire anche che se si va in zone malaria quando fa caldo il rischio è altissimo, in inverno (nel loro inverno quindi giugno, luglio e agosto) anche qui il rischio è quasi nullo. Se la si contrae (ha un’incubazione da 1 a 2 settimane) e la si prende per tempo, esistono farmaci che debellano la malattia completamente, altrimenti può essere letale. Bisogna rivolgersi a centri specializzati appena si ha qualche malessere. Il primo è la febbre altissima. Dicono addirittura che sia meglio non fare la prevenzione per il fatto che questa non fa manifestare in modo evidente i sintomi della malattia. Per esempio la febbre rimane bassa e a volte non ci si accorge neppure di averla. Quanto scritto sull’argomento mi è stato detto ragazzi che abitano in Namibia da anni e confermato da altre persone che abitano in Sud Africa. Anche quest’anno, come nei ns precedenti viaggi, non abbiamo  fatto nessuna profilassi farmacologica, l’abbiamo sempre fatta omeopatica ma non abbiamo visto neppure una zanzara.

Documenti e visti: passaporto. IMPORTANTE: dal 01.06.2015 ci sono nuove regole per l’ingresso dei minori (anche solo in transito) per il Sud Africa. Ogni minore, anche se in viaggio con entrambe i genitori, deve essere in possesso di un certificato di nascita multi lingue. Su questo vengono indicati nome del minore con data di nascita e i nomi dei genitori. Questo documento si richiede all’anagrafe del proprio paese. Per puro caso mi sono imbattuta prima di partire in un itinerario nel quale veniva indicata questa cosa. Se non lo avessi letta saremmo partiti ovviamente senza e all’arrivo a Johannesburg ci avrebbero imbarcati sul primo volo per rispedirci a casa. In tutto il viaggio, ogni volta che controllavano i passaporti per i voli intercontinentali, chiedevano il certificato (nei due voli interni no). Le cose cambiano in continuazione con i minori quindi conviene sempre informarsi. A noi non ha detto nulla nessuno, né l’agenzia né la compagnia aerea. A quanto pare non sono tenuti ad aggiornare sulle nuove disposizioni. Sta a te informarti. Un sito sul quale poter guardare è il sito della Farnesina Viaggiare sicuri (http://www.viaggiaresicuri.it/). Questo ovviamente è aggiornatissimo.

Frontiera con lo Swaziland: orari 7.00/18.00. E’ necessario farsi dare dal rent a car un permesso (gratuito) per portare l’auto in questo stato. Se un rent a car vi chiede soldi cerca di fare il furbo. Tutta la trafila da fare per passare le due frontiere, la scrivo nell’itinerario di seguito.

Cibo: abbiamo mangiato sempre benissimo, carne e pesce a volontà la sera a cena mentre tutti i pranzi li abbiamo fatti sulla macchina con quello che acquistavamo nei supermercati.

Acqua: dicono che sia buona. Abbiamo comunque sempre lavato i denti con l’acqua delle bottiglie e non abbiamo mai mangiato verdura cruda. Vuoi che sia per questo, vuoi che doveva andare così, nessuno di noi ha avuto il men che minimo problema di salute.

Flora: ebano africano, acacia spinosa o albero knobthorn, albero di piombo o combretum imberbe, marula, albero mopane, albero camelthorn o acacia erioloba o delle giraffe, baobab, albero delle salsicce o kigelia pinnata, albero della febbre o acacia xanthophloea, albero di sicomoro.

Fauna: un tempo chi andava in Africa voleva come trofei di caccia i “Big five” (i primi 5 dell’elenco di seguito) ma ora questi trofei sono per lo più fotografici quindi sono diventati i “Big nine”. RINOCERONTE bianco o nero (più raro). La differenza non sta nel colore del mantello (entrambe sono grigetti) ma nel labbro. Quello bianco ha la forma della bocca più squadrata adatta a brucare negli spazi aperti della savana. Quello nero ha la bocca più tondeggiante con il labbro superiore prensile adatto a mangiare rametti e foglie di acacia nel bush. Questo fa si che si differenzino anche nella gestione dei cuccioli. Quello bianco segue i piccoli perché negli spazi aperti può brucare e tenere d’occhio la prole, quello nero, deve precedere i cuccioli perché deve far loro strada in mezzo alla vegetazione fitta. Quello bianco si muove in piccoli gruppi, quello nero è più solitario. ELEFANTE, LEONE, BUFALO (tra tutti è il più pericoloso perché, se viene isolato dal gruppo e si sente braccato, attacca), LEOPARDO (caccia di notte, durante il giorno si riposa all’ombra), GHEPARDO (lo si distingue dal leopardo per una linea nera che gli parte dagli occhi ed arriva, contornando il naso, fino sotto alla bocca), GIRAFFA, IPPOPOTAMO (vive di giorno in acqua e di notte pascola, mangia fino a 60 kg.di erba ma non magia quelle acquatiche), ZEBRA. Oltre a questi si possono vedere tanti tipi di antilopi, gli gnu, i babbuini, le iene, i facoceri, gli sciacalli, le procavie, coccodrilli, struzzi (femmine grigie e maschi neri) e chi più ne ha più ne metta … Anche in mare ci sono i big five (squali, balene, delfini, otarie e pinguini). I famigerati SQUALI BIANCHI regnano a Gansbaai. E’ il posto più famoso al mondo per vederli e ci si può immergere nella gabbia. Raggiungono i 4,5 mt. di lunghezza ma ne hanno visti anche di 6 mt., nuotano a 24 km./h, hanno il dorso blu e il ventre bianco. Ci sono anche escursioni a Simon’s Town e Mossel Bay. Le BALENE australi (a maggio arrivano nella baia di De Hoop e in quella tra Hermanus e Gansbaai per partorire e rimangono fino a ottobre) le si vedono benissimo dalla riva da De Hoop e quando il mare è agitato arrivano a ridosso delle rocce a ripararsi ad Hermanus e al paesino di De Kelders, appena sopra Gansbaai. Organizzano anche escursioni in mare per avvicinarle sia da Hermanus che da Simon’s Town. I DELFINI si possono vedere ovunque. Le OTARIE del capo si distinguono dalle foche perché hanno delle piccole orecchie mentre le foche hanno solo un foro come padiglione auricolare, si possono vedere un po’ lungo tutta la costa. Davanti a Gansbaai c’è una grossa colonia su un’isola (dove regna lo squalo bianco), a Simon Town c’è Seal Island (un’isoletta non lontana dalla cosa dove c’è una grande colonia). I PINGUINI si trovano in un’altra isola di fianco a quella delle otarie a Gansbaai, mentre a Betty’s Bay e a Simon’s Town sono sulla costa in aree protette. Quando eravamo in Namibia avevamo letto un articolo di una rivista specializzata che riportava l’elenco dei 9 animali sudafricani che hanno ucciso più persone: ippopotamo (sottovalutato perché non carnivoro ma diventa pericolosissimo se disturbato e se si sente in pericolo), la zanzara che trasmette la malaria, l’elefante, il serpente Black Mamba (se lo si incontra bisogna stare immobili, non serve correre per scappare in quanto raggiunge una velocità di 20 km./h), il coccodrillo, il leone, il serpente Puff Adder (che noi abbiamo visto dalla macchina all’Etosha), il bufalo ed infine il rinoceronte nero.

Gente: squisita. Abbiamo avuto a che fare sia con gente di colore che bianchi. Tutti sono stati sempre gentili.

Sicurezza: Non ci siamo mai sentiti intimoriti anche se eravamo gli unici bianchi in alcuni posti.

Lingua: ci sono 11 lingue ufficiali. In ordine di diffusione sono zulu, xhosa, afrikaans, sotho settentrionale, tsawana, inglese, sotho meridionale, xitsonga, swati, tshivenda, ndebele. Noi parlavamo inglese (lo conoscono quasi tutti).

Documentazione e cartine: itinerari di Turisti per Caso (che ringrazio per aver messo a disposizione di altri viaggiatori le loro esperienze) e la Lonely Planet. Come cartina abbiamo usato la Freytag & Berndt fotocopiando i tratti di nostro interesse perché è troppo grossa e scomoda da gestire. Abbiamo poi usato sempre un’applicazione dell’I-pad che è dettagliatissima. Fino a qualche mese fa era gratuita quindi, avendola già scaricata anni fa, non abbiamo più dovuto pagarla. Ora costa circa 5 €. Si chiama City Maps 2 Go. E’ off-line. Bisogna solo scaricare le mappe prima di partire e poi quando si è sul posto le si consulta senza avere collegamento.

Telefonini: il cellulare aveva campo quasi ovunque. Non c’è copertura in alcuni punti del Kruger. Non serve il telefono satellitare. Dovesse comunque interessare lo si può affittare al rent a car.

Fuso: c’è la stessa ora dell’Italia quando qui c’è l’ora legale mentre 1 ora in più quando qui c’è l’ora solare

Fotografia: ho fatto 2.300 foto e 1/2 ora di telecamera. Come lenti ho usato 10-20, 15-85, 70-300. Il tele è fondamentale.

Corrente: acquistare nel primo supermercato che trovate un adattatore.

Coste: Le sue coste si sviluppano per quasi 3.000 km. La costa est è bagnata dalla corrente calda Agulhas, mentre la costa ovest è bagnata dalla corrente fredda del Benguela.

Fari: i siti sono:

http://www.lighthouses.co.za/

http://wlol.arlhs.com/index.php?mode=zones&zone=SAF

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_lighthouses_in_South_Africa

http://lighthouses-of-sa.blogspot.it/

http://www.cometcorp.org/marine-attractions/lighthouse/south-african-lighthouse.html

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_lighthouses_in_South_Africa

Alcuni sono essenziali e nulla di che ma altri sono quelli che piacciano a me, in posizioni strategiche e su rocce che sovrastano un mare arrabbiato. Li elenco tutti in senso orario, dal Mozambico alla Namibia, le coordinate le ho trovate on-line:

Jesser Point – Sodwana Bay a nord di Cape Vidal 27°32´43´´S, 32°40´39´´E

Cape Vidal Lighthouse – 27°11´11´´S 32°48´32´´E

Cape St. Lucia – a Santa Lucia – 28°24´17´´S 32°25´20´´E

Richard’s Bay – a Richard’s Bay

Richard’s Bay North Breakwater – a Richard’s Bay

Tugela – A Tugela Mouth – appena sopra Dukuza, sopra Durban – 29°13´21´´S, 31°30´15´´E

Umhlanga Rocks – a nord di Durban -29°43´42´´S 31°05´17´´E

Cooper Bluff Light – a Durban sotto il porto a Brighton Beach – 29°56´08´´S, 31°00´17´´E

Green Point Lighthouse – sotto Durban, sotto Umkoomas – 30°115´00´´S, 30°46´48´´E

Port Shepstone – a Port Shepstone – 30°44´31´´S 30°25´16´´E

North Sand Bluff – a Port Edward – 31°03´13´´S 30°27´28´´E

South Sand Bluff – sotto Port Edward

Cape Hermes – ai trova a Port St.Johns – 31°38´06xx´´S 29°33´03´´E

Mbashe Point – ad est del fiume Mbashe nella Cwede Natural Reseve sotto Port St.Johns

Cape Morgans – a Cape Morgans (poco più a nord di East London)

Hood Point a East London – 33°02´09´´S, 27°53´56´´E

Great Fish Point – a nord di Port Alfred, sopra Port Elizabeth -33°36´10´´S 26°53´57´´E

Bird island -60 km. ad est di Port Elizabeth a 7 km.al largo di Algoa Bay, sotto Alexandria -33°50´29´´S, 26°17´12´´E

Cape Recife – Nella penisola a sud di Port Elizabeth – 34°01´43´´S 25°42´02´´E

The Hill – A Port Elizabeth – 33°57´44´´S 25°37´14´´E

Cape St. Francis – Sotto Jeffrey’s Bay – 34°12´43´´S 24°50´10´´E

Cape St Blaize Lighthouse – Mossel Bay – 34°11´09´´S 22°09´22´´E

Ystervark Punt – A Still Bay, tra Mossel Bay e De Hoop – 24°23’33´´S, 21°43´41´´E

Cape Infanta – nella parte più a destra della De Hoop Nature Reserve

Cape Agulhas – 34°49´56´´S 20°00´07´´E

Quoin Point – tra Cape Agulhas e Ganabaai

Danger Point – Sulla punta della penisola di Gansbaai-34°37´28´´S 19°20´17´´E

Cape Hangklip – Sotto Pringle Bay. E’ la punta più estrema di destra della False Bay – 34°23´12´´S, 18°49´40´´E

Kalk Bay – Tra Muizemberg e Fish Hoek (sopra Simon Town)

Roman Rock – Ad 1,5 km. al largo di Simon Town -34°10´52´´S 18°27´37´´E

Cape Point (New) Light – Punta del Capo di Buona Speranza

Cape Point (Old) Light – Punta del Capo di Buona Speranza appena più a nord del Cape Point (new) Light – 34°21´26´´S, 18°29´49´´E

Slangkop Lighthouse – A Kommetjie nella punta ad ovest della penisola del capo tra il Capo di Buona Speranza e Cape Town – 34°08´55´´S 18°19´09´´E

Green Point (Mouille Point) – Ad ovest del porto di Cape Town a Green Point – 33°54´05´´S 18°23´59´´E

Milnerton (Table Bay) – A nord del porto di Cape Town, a WoodBridge Island – 33°52´53´´S 18°50´50´´E

Robben Island – 33°48´52´´S 18°22´26´´E

Dassen Island Lighthouse – A nord di Cape Town, appena sotto West Coast National Park, di fronte ad Yzerfontein – ad 11 km. dalla costa – 33°25´12´´S 18°05´03´´E

North Head – ad ovest di Suldanha Bay – 33°06´20´´S, 17°57´14´´E

South Head – sulla punta nord occidentale della penisola del Wild Costa National Park, all’ingresso est della baia di Saldanha.

Cape Columbine – ad ovest di Paternoster – 32°49´47´´S 17°51´16´´E

Seal Island – a nord di Paternoster

Stompneus Point – a Shellwy Point, nella penisola a nord ovest di St.Helena Bay – 32°42´15´´S, 17°58´52´´E

Doring Bay – ad est di St.Helena Bay, a Velldrif 31°48´59´´S, 18°13´53´´E

Green River Mouth – sotto Springbok °51´53´´S, 17°34´44´´E

Carl Von Schlick – Port Nolloth, sotto il confine con la Namibia

Temperatura e abbigliamento: in Africa si vive in base al sorgere e tramontare del sole. Nel loro inverno (nostra estate) dal tramonto all’alba le temperature nella zona Cape Town – Port Elizabeth possono scendere fino a 5/10°. Quando sorge il sole aumenta fino ai 15/20. La zona Durban fino al Kruger raggiunge anche 25/30°di giorno, la notte è freschino ma si sta bene. In estate le temperature sono molto alte. Le piogge sono a gennaio, febbraio e marzo.

Sole: zona ad est alba alle 6.00 – tramonto alle 17.30 circa (loro inverno). Ovviamente man mano che ci si sposta verso ovest sia l’alba che il tramonto sono un pochino più tardi.

Giornata tipo: sveglia alle 5.00 e in branda alle 20.00 dal Kruger a Durban. Quando poi ci siamo spostati nella parte bassa, non avendo più parchi con animali da visitare (a parte l’Addo), ci svegliavamo alle 7.30 ed eravamo in macchina per le 8.00.

Opinione generale: ci è piaciuta molto la parte est dove ci sono i parchi e nella zona sul mare le riserve naturali. La zona sud è costruita ed abitata quindi ha ben poco dell’Africa che piace a noi. A noi piacciono le strade sterrate che ti ricoprono la pelle con un velo di polvere, lungo le quali trovi capanne, bambini che inseguono le macchine, donne che trasportano le cose sulla testa con i neonati legati alla schiena da fasce di stoffa, asinelli e mucche, l’Africa dei grandi predatori e degli spazi infiniti dove non c’è quasi nessuno e men che meno cemento ed asfalto. L’Africa dove il silenzio stordisce. In Sud Africa i posti vivibili sono pochi quindi si concentrano tutti in queste strisce di terra (vedi da Port Elizabeth a Cape Town). Oltre a questa zona si trovano le montagne e poi il deserto che arriva fino in Namibia quindi è logico che le case e le coltivazioni vengono tutte messe qui. Ci sono comunque posti bellissimi e parchi davvero notevoli ma fuori da questi ci sono strade asfaltate e città. Non so se riesco a spiegare bene il mio pensiero. Ci è piaciuto tutto ma dovendo scegliere preferiamo l’Africa selvaggia.

Siti internet generali del Sud Africa (posto per posto li elenco nell’itinerario):

http://www.sanparks.org/ (sito ufficiale parchi nazionali)

http://www.sanparks.org/tourism/tariffs/default.php (costo giornaliero ingresso di tutti i parchi sud africani)

http://www.sanparks.org/parks/kruger/ (elenco campi Kruger)

http://www.sa-venues.com/ (sito con mappe ed informazioni)

http://www.sa-venues.com/game_lodges_nationwide_south_afr.htm (mappa e informazioni sui parchi)

http://www.eishsa.co.za/minisites/kruger-national-park.html

http://www.places.co.za/ (informazioni su lodge, parchi, ecc.ecc.)

http://www.places.co.za/html/parks_conservation_fees.html (costi ingressi parchi)

http://www.places.co.za/html/park_regulations.html (regole comportamento dentro parchi)

www.safariafrica.it  (informazioni generali)

http://www.southafricandream.it/index.asp (tour operator italiano)

http://www.kwathabeng.co.za/#gsc.tab=0 (elenco lodge)

http://www.kwathabeng.co.za/#gsc.tab=0 (informazioni generali)

http://www.southafrica.org.za/list/location/South_Africa.html (sito dove ci sono proposte di itinerari dettagliati)

http://www.etosha.it/documents/print/generici/Miniguida-Sud-Africa.pdf

http://www.roomsforafrica.com/ (sito con alberghi)

http://www.sharkbookings.com/ (sito con elenco di tutti gli operatori per tour squali)

 

  1. B) ITINERARIO GIORNO PER GIORNO:

 

1) 27 luglio 2015, lunedì

Dopo lunghi mesi di preparativi finalmente il gran giorno è arrivato. Con Honey e Sunny (le Labrador), Bunny (la coniglietta), Tarta e Ruga (questo non deve essere specificato) sistemati tutti a casa di amici alle 17.30 partiamo. Solitamente lasciavamo la macchina al Travel Parking di Malpensa. Quest’anno abbiamo optato per il Green Parking (http://www.greenparkingmalpensa.it/) perché per 23 giorni era più conveniente. Paghiamo subito il conto di € 65. Velocemente arriviamo al terminal 1, check-in, cena in un bar e partenza con ½ ora di ritardo alle 22.40. Servono la cena e poi facciamo un riposino.

 

2) 28 luglio 2015, martedì – km.5

Il volo dura 6 ore. Atterriamo ad Abu Dhabi e ripartiamo alle 10 (locali). Da qui il volo su Johannesburg dura 8 ore. Il Sud Africa in questo periodo ha l’ora come quella italiana. Atterriamo alle 16. Cambiamo un po’ di soldi (300 € a 12,60). Ovviamente in aeroporto il cambio non è dei migliori ma domani non abbiamo voglia di sbatterci a cercare una banca. Saranno gli unici soldi che cambieremo. Per il resto useremo sempre la carta di credito per qualsiasi pagamento.

Ora avremo una serie di problemi per fortuna poi risolti e saranno gli unici della vacanza:

1) Non ci arriva una valigia quindi andiamo a fare denuncia. Ci dicono che ci contatteranno quando arriva (risulta essere rimasta ad Abu Dhabi) e che nel giro di poche ore verrà consegnata dove noi indicheremo. Per fortuna è quella meno importante. Quando faccio le valige divido sempre tutto in modo tale che se ne va persa una abbiamo comunque vestiti per tutti per qualche giorno.

2) Andiamo alla Herz (gli uffici si trovano nell’edificio proprio dall’altra parte della strada uscendo dagli arrivi). La signorina è odiosa. E’ lentissima, svogliata e pure maleducata. Ci consegna il navigatore e fa una strisciata della carta di credito come garanzia di R 8361: R 6000 per eventuali danni, R 1650 per il gasolio nel caso in cui non restituissimo la macchina con il pieno e il costo del navigatore di R 711 (€ 57). Quando riconsegneremo la macchina ci verrà addebitato solo il costo del navigatore. Non so come mai non hanno considerato il drop-off. Chiedo il border permit per la macchina per attraversare lo Swaziland (è gratuito) ma ci dice che non ce l’ha. Vede a video la nostra richiesta ma non lo hanno preparato. Chiede dove andiamo domani quindi ci accordiamo che lo invierà al responsabile degli uffici di Phalaborwa, all’ingresso del Kruger. Mi puzza un po’ la cosa. In effetti quando andiamo a prenderlo il gentilissimo signore ce lo compila al momento e ci dice che non capisce come mai non ha voluto farcelo ieri sera la collega. Probabilmente le stavamo antipatici. Va beh.

3) Andiamo a prendere la macchina e non è il pickup della Toyota (l’Hillux) che avevamo prenotato ma uno della Ford (il Ranger). Questa modifica è a nostro favore perché internamente è più comodo. Qui altro problema. La chiusura dell’hard top non funziona. Lo facciamo presente alla signorina. Lei e il suo collega ci lavorano un po’ e poi ci dicono che non possono fare nulla e che altre macchine come questa non ne hanno. Facciamo notare che dentro metteremo le valige. Questo comporta che non potremo mai lasciare la macchina incustodita. Lei ci risponde: “prendetela con filosofia … se vogliono rubare rompono i finestrini. Se trovano aperto non vi fanno nessun danno …”. Cosa potevamo risponderle? Siamo rimasti senza parole anche se il discorso non fa una grinza … Scopriremo la sera stessa che quando si chiude il portellone bisogna farlo sbattere come tutti i bagagliai. Così si aggancia e poi lo si può chiudere a chiave … Per fortuna gli inghippi sono finiti … siamo un po’ provati. Andiamo velocemente al lodge (Aero Guest Lodge – http://www.aeroguestlodge.co.za/). Non serve neppure impostare il navigatore perché ci siamo già stati due volte quindi conosciamo la strada. Questo posto è un’ottima soluzione in quanto vicinissimo all’aeroporto, se servisse hanno il servizio navetta gratuito. E’ pulito, si mangia bene, ha un prezzo modico ed è pure carino. La camera è sempre la solita. La cena è dalle 19 alle 21. Noi andiamo subito dopo una bella doccia. C’è il caminetto acceso. Fa decisamente freddo.Tutte le portate sono accompagnate da 3 tipi di verdura. Spenderemo R 725 (€ 52,62). Subito in camera, io organizzo le valige in modo tale che ogni sera dobbiamo scaricarne solo 2 e poi … pigiamoni pesanti e a nanna alle 22.

 

3) 29 luglio 2015, mercoledì – km.545 – tempo bello

Ci svegliamo alle 6.15, colazione e alle 7.00 siamo in macchina. Impiegheremo 6 ore ad arrivare al Gate di Phalaborwa. Percorriamo l’autostrada N12 poi la N4, dopo lo svicolo per Waterval-Boven la R36, la R526 e la R40. Ci sono due caselli per il pedaggio Middelburg Plaza (R50 € 3,85) e Machado Plaza (R75 € 5,77). Ci sono 15°. I paesaggi sono piacevoli lungo la R36. Si attraversano i monti Drahensberge. Costeggiamo un grosso lago. In questo tratto la strada è un pò dissestata ma la stanno sistemando. Costeggiamo la Panorama Route che abbiamo percorso l’anno scorso. Lungo la strada ci sono tanti banchetti che vendono frutta quindi compriamo una cassetta di mandarini. I primi animali che vediamo sono i simpatici cercopitechi verdi (scimmiette). Alle 13 arriviamo a Phalaborwa (piccolo paese con supermercati, scuole ecc.ecc. sembra di essere in una città europea). Andiamo subito al supermercato Spar che si trova sulla strada che porta all’ingresso del Kruger. Pier e Matteo fanno la spesa e poi andiamo a pranzare al gate dove ricordavamo esserci dei tavoli da pic-nic. Andiamo poi al piccolo aeroporto che si trova pochissimi km indietro per ritirare al banco Herz il nostro permesso per lo Swaziland. In 5 minuti abbiamo in nostro lasciapassare in mano. Non ho ben capito perchè la signora di ieri sera non ce lo ha voluto fare. Forse era alla fine del suo turno di lavoro e non voleva fare straordinari … Torniamo quindi al gate del Kruger. La cartina del parco molto ben fatta e in tutte le lingue, è venduta nel negozio alla sinistra della biglietteria al costo di R 30 € 2,31. Noi usiamo quella dello scorso anno. Vado alla biglietteria a fare il biglietto (lo si deve fare anche se si ha la Wild Card. Devo compilare un modulo con tutti i nostri dati e il numero di targa dell’auto.

 

INFORMAZIONI: Il sito ufficiale dei parchi sudafricani e quindi anche del Kruger è http://www.sanparks.org/. I visitatori dei parchi Sudafricani sono tenuti a pagare un ingresso (chiamato Conservation Fee) che può essere giornaliero o annuale. L’ingresso giornaliero costa Rand 264 = € 20,31 circa ad adulto e Rand 132 = € 10,15 circa per bambino sotto gli 11 anni. L’ingresso annuale si ha acquistando la tessera Wild Card (vedi informazioni nel dettaglio iniziale).  Spiego un po’ come funziona il Kruger. L’apertura e la chiusura dei gate e dei cancelli dei campi all’interno del parco è all’alba e al tramonto. Gennaio, febbraio 5.30/18.30; marzo 5.30/18.00; aprile 6.00/18.00; maggio, giugno e luglio 6.00/17.30; agosto, settembre 6.00/18.00; ottobre 5.30/18.00; novembre e dicembre 5.30/18.30 (nei mesi di novembre, dicembre e gennaio i gate dei campi interni al parco aprono i cancelli 1 ora prima). Per chi pernotta fuori dal parco conviene sempre arrivare al gate minimo ½ ora prima perché è meglio essere una delle prime macchine ad entrare (gli avvistamenti migliori si fanno al mattino e spesso gli animali sono sulla strada visto che preferiscono camminare in spazi aperti dove non rischiano di farsi male con rami e altro. Quando poi passano le macchine se ne vanno e con la folta vegetazione è più difficile vederli). Una volta aperti i cancelli (non si può superarli a piedi ma solo in auto altrimenti ci sarebbero i furbi che arrivano all’ultimo, si avvicinano a piedi per correre dentro per primi a fare il biglietto) bisogna entrare all’ufficio informazioni dove viene rilasciato il permesso giornaliero. Questo vale sia per chi fa il biglietto valido per un giorno sia per chi ha la wild card. In questo secondo caso si velocizza perché non si deve pagare. Questo biglietto bisogna tenerlo perché all’uscita lo chiedono. Dopo di che ci sia avvicina ad un altro gate dove controllano il biglietto e finalmente si può entrare. Per chi pernotta nel parco invece viene indicato sul biglietto il nome del campo in cui si dorme la prima notte. Da questo, prima di partire al mattino o anche la sera precedente, bisogna farsi rilasciare il permesso di uscita. Se ci si ferma per più notti al gate di ingresso verrà sempre messo solo il nome del campo del primo pernottamento e poi comunque all’ultimo bisognerà chiedere il permesso di uscita.  Nel parco i limiti di velocità sono di 50 km. all’ora su strada asfaltata e 40 su sterrato. Le principali strade sono asfaltate e sono indicate in rosso sulla cartina poi c’è una miriade di stradine sterrate indicate in giallo. C’è un percorso solo per 4×4 al quale possono accedere solo 6 veicoli al giorno. Parte a 11 km. dal Satara ed è un percorso di 48 km. Bisogna prenotarlo e pagarlo quando si fa il biglietto al gate . La somma totale delle strade nel parco è di 1.900 km.

I gate di ingresso (heks in afrikaans) sono 9 e sono i seguenti (da nord verso sud e poi verso est): Paguri, Punda Maria, Phalaborwa, Orpen, Paul Kruger, Phabeni, Numbi, Malelane e Crocodile Bridge.

Riserva privata o Kruger: Le riserve private non sono Kruger. Sono delle aree satelliti. Alcune sono completamente recintate altre sono aperte verso il Kruger. In entrambe non si può girare da soli con la propria macchina (al contrario del parco vero e proprio) ma bisogna per forza fare i game drive con i ranger dei lodge. Non sono degli zoo perché gli avvistamenti non sono garantiti ma sono sicuramente facilitati dal fatto che gli spazi sono ridotti e gli animali amano stare più o meno negli stessi posti e comunque si procacciano il cibo da soli. Nelle riserve recintate non c’è ricircolo di animali. Spesso sono castrati per mantenere il numero equilibrato. In quelle aperte invece gli animali vanno e vengono dal Kruger. Tutte le riserve private sono di extra lusso mente nel parco vero e proprio si trovano soluzioni decisamente accessibili. A mio avviso se si vuole una sistemazione molto bella senza però perdere il gusto del safari è meglio la riserva privata aperta. Potrebbe essere un buon compromesso. A me non piacerebbe perché preferisco girare in autonomia tutto il giorno e non solo le 3 ore al mattino e le 3 ore alla sera. Preferisco mettere il naso per conto mio ovunque. C’è il rischio di vedere di meno ma quello che vedo me lo sono andata a cercare da sola. E’ molto più avventuroso. 

Pernottamenti: Per quanto riguarda i pernottamenti ce ne sono per tutte le tasche, da 80 € a 1.000 € a notte a testa. I campi statali si possono prenotare solo nel sito SanParks (http://www.sanparks.org/parks/kruger/) o tramite tour operator che contatterà il SanParks

I campi principali (Main Rest Camps) sono 12 e sono: Punda Maria Rest Camp (nord), Shingwedzi Rest Camp (nord), Mopani Rest Camp (nord), Letaba Rest Camp (centro), Satara Rest Camp (centro), Olifants Rest Camp (centro), Orpen Rest Camp (centro), Skukuza Rest Camp (Sud), Lower Sabie Rest Camp (sud), Pretoriuskop Rest Camp (sud), Berg-en-Dal Rest Camp (sud) e Crocodile Bridge Rest Camp (sud). Tutti questi hanno il distributore di benzina, aree pic nic alle quali si può accedere anche se non si pernotta, negozi nei quali si possono acquistare viveri e beni di prima necessità, piscina (tranne Olifants e Crocodile), ristoranti (tranne Crocodile), cibo da asporto, lavatrici, area campeggio, possibilità di organizzare game drive ed escursioni di un giorno, affitto auto (solo a Skukuza che è il campo più grande) e in alcuni c’è la possibilità di prelevare.

Oltre a questi campi super attrezzati ci sono altri tipi molto semplici dove non ci sono ristoranti o negozi e bisogna attezzarsi con tutto, alcuni sono anche senza elettricità. Sono:

Bushveld Camps:Sirheni (tra Punda Maria e Shingwedzi), Bateleur (a 40 km. sud ovest del Shingwedzi), Boulders (a sud di Mopani), Shimuwini (tra Mopani e Phalaborwa), Talamati ( a sud di Orpen), Biyamiti (tra Berg-en-dal e Crocodile).

I Satellite Camps: Balule (sotto Olifants Camp), Malelane (vicino al Malelane Gate), Maroela (vicino all’Orpen Camp) e Tamboti.

Bush Lodge: Boulders (a sud di Mopani) e Roodewal (a sud ovest dell’Olifants Camp).

Camp Sites: Tsendze Rustic (a sud di Mopani, è senza elettricità).

Overnight Hide: Sable Hide (ad est del Phalaborwa Gate) e Shipandani Hide (sotto Mopani Camp). Questi sono dei capanni per il bird watching su pozze d’acqua nei quali si può pernottare completamente soli e circondati da animali.

Lodge extra lusso anche all’interno del parco (Hoyo-Hoyo Tsonga Lodge, Imbali Safari Lodges, ecc.ecc.)

Informazioni storiche: Nel parco ci sono più di 250 siti rappresentativi di beni culturali, di cui 130 circa con pitture rupestri: I siti archeologici vanno dalla prima età della pietra (circa un milione di anni fa) all’età del ferro di cui si trovano tracce di vari insediamenti. Si possono visitare i siti storici di Albasini, Masorini e Thulamela. Nel 1898 fu fondata la Sabie Game Riserve, grazie all’interessamento di Paul Kruger, all’epoca Presidente della Repubblica del Transavaal, il quale era particolarmente preoccupato della rapida diminuzione di animali selvatici causata dal bracconaggio, dal dilagante commercio di pelli e dell’avorio e dal numero crescente di cacciatori.  Il primo luglio 1902 James Stevenson Hamilton, scozzese di nascita, fu il primo uomo in Sud Africa designato come guardiacaccia ufficiale. Fu soprannominato “Skukuza” (questo nome è stato dato ad un campo all’interno del parco), cioè “colui che fa piazza pulita” grazie al successo che ottenne nell’eliminazione del bracconaggio nell’area. Egli si battè con forza per ottenere il cambiamento dello status legale da riserva privata a parco nazionale. Il 31 maggio 1926 il Parlamento approvò la legge sui parchi Nazionali. Le riserve naturali di Sabie e Shingwedzi furono unite e l’area venne chiamata Kruger National Park, in onore del fondatore Paul Kruger che contribuì grandemente alla conservazione degli animali selvatici in Sud Africa. Nel 1927 il parco fu ufficialmente aperto al pubblico con un estensione di 350 km. x una media di 65 di larghezza. Nel 2002 il parco è entrato a far parte del Limpopo Transfrontier Park insieme al Limpopo National Park del Mozambico, e ai tre parchi dello Zimbabwe, il Gonarezhou National Park, il Manjinji Pan Sanctuary ed il Palpati Safari Area. Questo grandissimo parco transfrontier si estende per 35.000 km2. C’è una sola cosa che non ricordo bene. Hanno tolto le recinzioni con il Limpopo National Park del Mozambico in modo tale che gli elefanti, aumentati di numero in modo considerevole, potessero spostarsi anche in una nuova zona dove la fauna è scarsa. Questa cosa è stata fatta in modo tale da evitare gli abbattimenti collettivi. Non so solo se è stato fatto nel 2002 in occasione dell’unione dei parchi o se è una cosa più recente. Credo che sia una cosa di pochi anni fa. L’unica nota negativa è la maggior parte dei  bracconieri che uccidono i rinoceronti per il corno arrivano proprio dal Mozambico e così facendo gli hanno facilitato l’accesso. L’unico gate ufficiale per passare in Mozambico è il Giryondo aperto tutti i giorni dalle 8 alle 15 dal 1°aprile al 30 settembre mentre chiude un’ora più tardi dal 1°ottobre al 31 marzo. Per accedere a questo gate è obbligatorio il  4×4 perché oltre confine non possono girare auto senza le 4 ruote motrici.

Regole: Nel parco ci sono regole rigidissime: non si può stare nel parco oltre gli orari di chiusura – non si può scendere dalla macchina tranne che nei punti indicati – non si può disturbare gli animali (si potrebbe interrompere un’azione di caccia) –  non si può dare loro cibo visto che poi diventerebbero dipendenti e pericolosi quindi bisognerebbe abbatterli – non si devono superare i limiti di velocità perché ogni anno vengono investiti tantissimi animali, per controllare ci sono telecamere, autovelox e diversi poliziotti lungo le strade – vengono usate le normali regole della strada – non si possono accendere fuochi – non si può fumare – non si possono introdurre armi, animali domestici ed alcolici – non si può portare via nessuna pianta e nessun animale – ovviamente non si possono buttare i rifiuti in giro – l’uso dei cellulari è vietato tranne che per emergenza –  non si può guidare fuori dalle piste segnate –  i visitatori giornalieri non possono introdurre alcool (neppure la birra), se si pernotta lo si può portare e comunque nei negozi dei campi e nei ristoranti lo si trova – il parco è zona malaria quindi bisogna prendere le dovute precauzioni – stare sempre attenti a calcolare gli spostamenti tra un campo e l’altro o tra un gate e l’altro, se entrate nel pomeriggio e pernottate nel parco ma non avete tempo a sufficienza per raggiungere il campo, non vi fanno entrare – bisogna stare attenti alle piogge, è capitato a molti turisti di venire soccorsi con gli elicotteri, ci sono tantissimi corsi d’acqua che quando piove straripano con facilità – state attenti agli animali, guardate il loro comportamento se vedete che si agitano, specialmente gli elefanti e i rinoceronti neri, retrocedete e andatevene, potrebbero attaccarvi.

Animali: ci sono 130.000 impala, 31.000 gnu, 23.000 zebre, 16.000 bufali, 12.000 elefanti, 7.000 giraffe, 4.000 facoceri, 4.000 kudu, 3.500 rinoceronti bianchi, 2.000 iene maculate, 2.000 leoni, 950 leopardi, 350 licaoni, , 300 rinoceronti neri,  225 ghepardi. Delle varie specie ce ne sono 147 di mammiferi, 507 di uccelli, 114 di rettili, 49 di pesci, 34 di anfibi, 227 di farfalle. Il periodo migliore per gli avvistamenti è il loro inverno (giugno, luglio ed agosto). Le piante per lo più sono senza foglie, le piccole pozze d’acqua si sono prosciugate quindi gli animali si concentrano lungo il corso dei principali fiumi che non si asciugano mai. Fa freddo quindi non si devono nascondere all’ombra durante le ore più calde. Ad aprile, quando siamo andati noi non era il periodo ideale. C’è acqua ovunque e la vegetazione è fittissima. Fa ancora caldo quindi durante le ore centrali della giornata si vedevano gli animali sotto le piante al fresco. Nonostante le condizioni poco favorevoli abbiamo fatto avvistamenti da urlo. Non c’è un criterio per avvistarli. Non c’è una zona precisa in cui vive solo una specie. Gli animali sono disseminati in tutto il parco. Qualcuno dice che la parte settentrionale è buona per i leopardi , ottima per elefanti e grosse mandrie di bufali ( a cui spesso si associano i leoni …) e’ quella anche in assoluto la meno trafficata, la parte centrale forse la migliore per i felini, leoni in particolare mentre la parte meridionale è la piu’ trafficata, ma comunque permette buoni avvistamenti (ottima per i rinoceronti). I ghepardi solitamente si mettono sulle rocce o sui termitai per avere una vista migliore, i leopardi sono spessissimo sugli alberi, cacciano di notte quindi sono rari da vedere. Se vedete delle cacche bianche sono di iena. Questo è dovuto al fatto che mangia ossa e cartilagini.

Flora: ci sono 336 specie di alberi e oltre 2.000 di piante. Gli alberi più comuni sono acacia xanthophloea, baobab, combretum apiculatum, combretum imberbe wawra, delagoa thorn, ebano africano, erythrina lysistemn, ficus del lowverd,, ficus racemosa, hyphaene coriacea, kigelia africana (albero delle salsicce), knobthorn, maclura pomifera, marula, mogano del natal, pterocarpus rotundifolius, raisin bush, tamboti.

Curiosità sui rinoceronti: Riguardo al bracconaggio, questa è la più grande piaga d’Africa. Nel febbraio del 2012 circa la metà dei ranger del Kruger hanno scioperato per avere maggiori risorse per combattere la caccia di frodo, per avere un aumento di stipendio e per essere maggiormente tutelati. Rischiano la vita tutti i giorni per difendere gli animali e il parco e spesso vengono feriti da colpi di arma da fuoco sparati dai bracconieri. Lo stesso discorso vale per le guide, anch’esse sottopagate. Per un ranger non c’è nulla di peggio che trovare il corpo di un rinoceronte con il muso distrutto e la colpa è solo dovuta  alla non possibilità di difenderli per mancanza di mezzi. Durante questi scioperi durati un mese ben 75 rinoceronti sono stati uccisi. Nel 2011 in tutto il Sud Africa c’è stata una strage. Ne sono stati uccisi ben 448 di cui 19 neri (questi sono ad altissimo rischio di estinzione) e di questi 252 solo nel Kruger. Non c’è possibilità di proteggerli. Sono state avanzate anche delle proposte ai paesi asiatici che si cibano del prezioso corno (non hanno ancora capito che è solo cheratina, che è come se mangiassero unghie o capelli, non ha nessun potere afrodisiaco!!!). Hanno proposto di fornire loro un tot di rinoceronti. Loro li allevano e li fanno riprodurre, praticamente si coltivano i corni in casa. Questa è una parte del loro corpo che ricresce quindi una volta all’anno potrebbero sedarli per segare il pezzo esterno al muso. Poi questo ricresce e così via. Non so se una volta risvegliato l’animale possa avere male o meno. Non credo perché è come tagliare le unghie. Non è un gran che come cosa per queste povere bestie ma così facendo ne verrebbero salvate a migliaia. I paesi dell’est comunque non hanno accettato, è meno complicato comprarli al mercato nero. Un’altra soluzione è stata quella di tagliare il corno ai rinoceronti africani ma la cosa non è stata risolutiva perché la parte che si trova dentro al muso dell’animale è molta e ne giustifica l’uccisione. E poi in natura loro si difendono dai predatori con il quindi toglierlo li rende vulnerabili.  Stanno studiando ora un’altra soluzione. Iniettare nel corno una sostanza che lo renda assolutamente sgradevole al palato. Speriamo che qualcosa riescano a trovare altrimenti questi bellissimi animali continuano a venire massacrati. Tutte queste informazioni sui rhino mi sono state date da Alberto, il gestore del nostro lodge dell’anno scorso, Kaia Tani. E’ guida certificata sudafricana.

Curiosità sui leoni: Si pensa che il leone sia il re della savana invece è l’elefante. E’ il padrone di tutto e quando arriva lui tutti gli altri animali se ne vanno. Ad esclusione dei cuccioli e di quelli malati, non sono soggetti ad attacchi di predatori (non è come nel Savuti in Botswana dove i leoni, in mancanza d’altro, si sono dovuti ingegnare con delle tecniche di caccia in branco per attaccare gli elefanti. In alcuni punti ci sono dei veri e propri cimiteri di ossa di elefanti). Qui, come nel resto dell’Africa australe, i predatori attaccano preferibilmente altri animali. Il leone fa una vita da sfigato. Sembra tanto forte e grosso ma la sua vita è terribile (la sua come quella di ogni altro felino). Ne nascono diversi in una cucciolata ma pochi sopravvivono a causa della fame e dagli attacchi di altri predatori (leoni compresi perché i maschi tendono da uccidere i cuccioli che non sono i loro così la femmina smette di allattare e va in calore prima. E’ pronta in breve tempo per un nuovo accoppiamento garantendo eredi al maschio che le ha ucciso i suoi). Gli erbivori trovano cibo ovunque mentre il leone deve cacciare. Prima cosa deve aver imparato bene come funziona poi molti attacchi non vanno a buon fine neppure ai più esperti, per di più rischiano di rimanere feriti durante l’inseguimento e la lotta (si pensi ad esempio ai bufali che sono combattivi e molto pericolosi e che si difendono uno con l’altro. Tantissimi leoni vengono uccisi dai branchi di bufali). Se sono feriti non riescono a cacciare e quindi muoiono di fame. Sono poi sempre in combattimento con altri maschi che vogliono impossessarsi dei loro territori e delle loro femmine. Quando poi diventano un po’ più anziani vengono sconfitti dai più giovani e si ritrovano soli, magari anche feriti, a morire di stenti. Il leone va una bella vita per pochi anni, solo quando è al top della forma. Vivono, se sono fortunati, intorno ai 12 anni.  

Cose da non fare: sempre Alberto del Kaia Tani l’anno scorso ci aveva spiegato due cose che condanna. Le riporto perché è bene saperle: le passeggiate con i leoncini e a dorso di elefante. Un turista quando arriva in Africa e ha la possibilità di fare queste cose ne rimane affascinato. Quando poi c’è qualcuno che gli apre gli occhi spiegandogli i retroscena, gli si accappona la pelle. Per quanto riguarda i leonicini bisogna dire che loro ti fanno credere che poi verranno rimessi in libertà. I veri centri di recupero animali (noi siamo stati oltre all’Africat Foundation in Namibia, anche, sempre in Namibia, al CCF, Cheetah Conservation Fund) non hanno sempre cuccioli da reintrodurre in natura e quando li hanno li tengono in posti isolati dove non vedano uomini e con i quali si lavora giornalmente per insegnargli a cacciare. Dove si può fare la passeggiata con i leoncini ne hanno sempre. Il succo del discorso è questo: sono allevamenti di leoni da vendere alle riserve di caccia. Hanno bisogno di animali che non scappino di fronte agli uomini in modo tale che i turisti cacciatori, anche i meno esperti, possano colpirli senza dover faticare. Se fossero animali selvatici rimarrebbero rintanati e sarebbero difficili da scovare. Quindi quando queste povere bestie nascono le mettono subito a contatto con l’uomo. Tanta gente va a vederli perché a tutti, specialmente i bambini, piace l’idea di poter accarezzare un cucciolo di leoncino. Io per prima impazzirei all’idea di poter accarezzare una di queste meraviglie. Poi loro crescono, vengono venduti a cifre folli alle riserve per poi, dopo poco, trovarsi con un proiettile in testa. Quindi oltre a ricavare cifre da capogiro con la vendita, si sovvenzionano anche facendoti pagare per poter contribuire con la loro “umanizzazione”. Altro discorso simile è per gli elefanti. Si sa che i pachidermi sono animali costantemente in movimento. Fanno anche 30 km. e più al giorno per cercare l’acqua. Quelli che vengono usati per portare la gente sulla schiena (non ho voluto sapere come fanno ad addomesticarli ma un’idea ce l’ho ….) vivono costantemente con una cavigliera legata ad una catena. Non si possono quasi muovere. Che vita è? Come possono sentirsi? E poi gli elefanti sono animali intelligentissimi. E’ provato che abbiano sentimenti e che vadano addirittura in lutto quando muore uno di loro. Ho letto un libro su di loro prima di partire: Ritorno in Africa, la mia vita tra gli elefanti di Joyce Poole. Il libro è l’autobiografia di questa biologa che, negli anni 80, ha vissuto ad Amboseli in Kenya per studiare il comportamento dell’elefante Africano. Tanto per spiegare partecipava ai congressi mondiali ai quali era presente anche la famosa Dian Fossey (studiosa dei gorilla di montagna in Ruanda, morta per mano dei bracconieri ai quali dava la caccia, hanno fatto un film su di lei: Gorilla nella nebbia). Joyce Poole ha scoperto che gli elefanti maschi vanno in masth (calore), che possono diventare aggressivi in quelle settimane, che perdono urina in continuazione e che perdono siero dal lobo temporale, un buchino che si trova di fianco agli occhi. A prescindere dal musth hanno perdite anche quando sono stressati, impauriti e in tristi. Le guide esperte si accorgono quando un elefante è in calore e ci girano alla larga. Vegliano i loro morti per 3 giorni prima di lasciare il corpo e comunicano tra di loro con barriti quando qualcuno viene ucciso dai bracconieri per le zanne. E’ questo uno dei motivi per i quali hanno abolito gli stermini di massa dagli elicotteri nel caso in cui il numero di questi animali fosse troppo elevato. Ammazzare i vecchi e gli adulti creava un trauma a chi rimaneva in vita. Per assurdo era meglio uccidere tutto un branco ma non lasciare superstiti. Se trovano un loro simile morto analizzano tutte le ossa con la proboscide e addirittura riconoscono quelle dei loro parenti. Riconoscono come osso dei loro simili, le collane e i braccialetti d’avorio. Tutto questo e molto altro è spiegato nel dettaglio nel libro con anche le motivazioni che hanno portato la scrittrice a trarre queste conclusioni. Chi va in Africa a fare safari dovrebbe leggere questa autobiografia. Si apre un mondo su questi bellissimi animali.

Siti sul Kruger:

http://www.parcokruger.it/sanp.php (elenco tutti i campi statali e riserve private + costi)

http://www.sanparks.org/parks/kruger/ (elenco campi Kruger)

http://www.krugerpark.co.za/ (sito generale con molte informazioni, tour operator Siyabona Africa)

http://www.krugerpark.co.za/Maps_of_Kruger_Park-travel/kruger-national-park-main-map.html (mappa del Kruger)

http://www.travelrevolution.com/uploads_media/guida_al_Kruger_media_1396797304.pdf (indica le strade più belle e indicativamente quali tipi di animali vivono in una zona)

http://www.krugerpark.co.za/Kruger_National_Park_Lodging_&_Camping_Guide-Travel/Kruger_National_Park_Lodging_&_Camping_Guide.html

(pagina sito Siyabona con elenco di tutti i campi statali nel Kruger)

http://www.kwathabeng.co.za/travel/accommodation.php?location=Kruger+National+Park#gsc.tab=0 (elenco lodge zona kruger)

http://www.sa-venues.com/maps/mpumalanga-kruger.htm (mappa e informazioni sul Kruger)

Http://www.krugerpark.com/maps/ (mappa Kruger)

Http://www.krugerpark.co.za/Maps_of_Kruger_Park-travel/kruger-park-map-main.html (mappa Kruger)

Http://www.sanparks.org/parks/kruger/camps/default.php#main (mappa Kruger)

 

Tornando a noi. Con il biglietto fatto andiamo al gate e finalmente entriamo. Ci sono 30°. Non immaginavo temperature così alte. Ci troveremo in questi giorni di fronte ad un Kruger completamente differente rispetto ad aprile dell’anno scorso. Ad aprile le piogge sono finite da poco e c’è acqua ovunque. E’ tutto verdissimo con vegetazione fitta ed i fiumi sono pieni di acqua. Questo comporta che gli animali sono sparsi in tutto il territorio. Ad agosto è tutto secco, le piante sono senza foglie, la maggior parte dei fiumi è in secca. Gli animali quindi si concentrano in quei pochi posti dove l’acqua rimane. Se si gira in parco con le guide queste ad aprile non sanno dove portarti, ad agosto puntano ai posti dove sanno esserci acqua quindi gli avvistamenti sono più garantiti. Se giri da solo va solo a fortuna. La cosa positiva è che ad agosto riesci a vedere molto di più nella vegetazione lungo le strade e si hanno ottimi punti di osservazione sui fiumi. Ad aprile quello che riesci a vedere è quello che ti trovi direttamente sulla strada. Comunque noi gli incontri migliori li abbiamo fatti in entrambe i periodi sulla carreggiata o ad un paio di metri da essa. Gli animali preferiscono camminare negli spazi aperti piuttosto che tra le piante dove rischiano di ferirsi e questo vale per tutte le stagioni. Quindi come avvistamenti è meglio agosto, come paesaggi indubbiamente aprile. Vedere tutto secco e bruciato è brutto. Noi siamo affascinati dai grandi fiumi perché sono la vita dell’Africa e vederli completamente asciutti è tristissimo. Appena entriamo imbocchiamo subito la S131. Cerchiamo sempre strade alternative alle principali asfaltate. A noi piace lo sterrato. Il nostro lodge Shimuwini si trova a nord (http://www.sanparks.org/parks/kruger/camps/shimuwini/). Sono solo 60 km. Lungo la strada vediamo una mandria di bufali, elefanti (uno ha fatto scappare due zebre che cercavano di avvicinarsi a bere alla pozza), zebre e siamo stati attaccati da due uccelli tipo quaglie. Probabilmente ci siamo avvicinati troppo al loro nido (pur non sapendo dove si trovava) e loro si sono fatti grossi grossi con tutte le piume gonfie e ci venivano contro. Ci hanno poi inseguiti per un bel pezzo. Quanto ridere … cosa pensavano di fare … Martina segnerà tutti gli avvistamenti fatti nell’opuscolo della cartina. Passiamo un ponte ad una corsia e ringraziamo la macchina che ci ha fatto passare. Non ci possiamo credere …è Alberto del Kaia Tani. E’ senza clienti e sta girando da solo, come suo solito, a cercare animali. Questa è pura passione!!! Lo salutiamo e scambiamo due parole. Si ricorda di noi. D’altronde l’anno scorso siamo stati in macchina con lui 13 ore di fila e io e lui non abbaiamo mai smesso di parlare … quindi non poteva non ricordarsi … comunque da tutti quei discorsi abbiamo raccolto una valanga di informazioni. Tra queste la meravigliosa De Hoop Nature Reserve che abbiamo inserito nel viaggio di quest’anno e che si è rivelato uno dei posti più belli che abbiamo visto al mondo. Grazie Alberto!! Lo salutiamo e proseguiamo. Quando arriviamo alla strada privata scegliamo quella che costeggia il fiume. Qui ci sono grossi baobab. Raggiungiamo il lodge alle 17.15 (chiude alle 17.30). Questo è davvero un bellissimo posto. Ci sono solo 15 bungalow tutti a pochi metri dal fiume con il proprio braai (griglia). . La recinzione è alta circa un metro e 30 ma è elettrificata. Il sole sta tramontando. Incomincia a fare freddo. C’è un silenzio assoluto. Alcuni signori cucinano la loro carne sulla griglia. Un nyala pascola appena dietro la recinzione, molti ippopotami sono immersi nell’acqua ed altri mangiano sulle rive del fiume. Che bello. I cellulari prendono solo in un punto, sotto una pianta a sinistra del campo guardando il fiume. C’è un cartello e hanno messo una panchina. C’è anche un hide (capanno in legno sul fiume per il bird watching). Il nostro chalet è enorme. Non ci sono chiavi per chiudere la porta ma dall’interno ci sono dei ganci che useremo per la notte. Ha due camere da letto, 3 bagni, la cucina ed esternamente nel portico il tavolo. Alcuni hanno il portico aperto e, viste le temperature, non è un gran che. Il nostro ha le finestre scorrevoli quindi chiudiamo per tenere dentro quel poco di tepore che c’è. La struttura è un po’ datata ma è tutto pulitissimo. Non riusciamo ad accendere il gas (il nostro accendino, pile frontali ecc ecc sono nella valigia che non ci è arrivata) quindi chiediamo ad un addetto alla sicurezza. Gentilissimo in due minuti arriva con i fiammiferi. Pier decide di cucinare, cosa gradita visto che è una cosa che proprio detesto. Io pulisco e lavo i piatti. Facciamo il solito gioco nomi, cose, animali ecc. Stupidamente non abbiamo portato un mazzo di carte. Preparo già tutte le valige così domani mattina devo solo aggiungere i pigiami. Andiamo una volata fino al fiume. Onestamente ho un po’ di paura. Siamo in sicurezza ma potrebbe esserci qualsiasi cosa appena oltre la recinzione. C’è la luna quasi piena che illumina il fiume ed il cielo è pieno di stelle. Si sente solo ogni tanto qualche verso di ippopotami. Alle 20.30 dormiamo.

 

4) 30 luglio 2015, giovedì – km.240 – tempo bello

Alle 6.00 puntuali siamo davanti al cancello. Non c’è nessuno e questo sia apre manualmente. Scendo guardandomi bene intorno e velocemente risalgo dopo averlo chiuso dietro di noi. Mi casca un occhio in laterale e vedo una testa di bufalo e qualche altro osso. Qualcuno ha banchettato a due metri dalla recinzione. Questa cosa mi lascia un po’ così. Se non c’è nessuno che controlla quando è aperto, potrebbero entrare predatori che si potrebbero nascondere tra la vegetazione e attaccare quando una persona cammina all’interno. Quindi il suggerimento è: stare sempre attenti anche dove si pensa di essere al sicuro. Dopo poco vediamo sorgere il sole proprio di fronte a noi. Faccio delle belle foto ai baobab con la palla infuocata alle loro spalle. In tutti i campi c’è una lavagnetta magnetica con indicate le strade della zona. Quando una persona fa un avvistamento importante applica la calamita del colore che indica l’animale visto, nel luogo esatto. I turisti che guardano hanno idea di cosa ci potrebbe essere nella zona. Andare a controllare questa cosa è compito di Martina. Ci dice che ieri e l’altro ieri hanno visto il leopardo sulla strada che stiamo percorrendo. Noi non incontriamo nessun animale, nemmeno un impala. Una volta raggiunta la strada principale andiamo verso nord fino al Camp Mopani. Questa zona non l’avevamo vista l’anno scorso. Lungo la strada, ad un paio di metri dalla carreggiata, troviamo una iena che sta allattando due cuccioli. Ci fermiamo. La mamma alza solo un attimo la testa per guardarci e poi si sdraia di nuovo. Ma io dico … con tutto lo spazio che c’è lontano dalla strada .. proprio qui doveva mettersi??? Bella immagine. Facciamo una deviazione al punto osservazione Mooiplaas. Si può scendere. Ci sono tavoli per il pic-nic ma non è recintato. C’è una struttura in legno che si affaccia sul fiume Tsendze. Ci sono alcuni hippos e poco distanti due elefanti che bevono. Uno ha la proboscide mozzata. Gli mancano i labbroni prensili. Quasi sicuramente gli sono stati amputati da un coccodrillo quando beveva (capita spesso) o da qualche predatore. Con la proboscide gli elefanti fanno tutto, la riempiono di acqua per poi bere mettendola in bocca, per raccogliere l’erba (dopo averla sbattuta per benino per togliere la polvere), per buttarsi l’acqua sul corpo per rinfrescarsi (questo lo fanno quando non possono immergersi completamente). Quindi se il moncone non è troppo corto l’animale riesce a sopravvivere e impara ad aggiustarsi con quello che gli rimane, se è troppo corto rischia di morire. Abbiamo seguito 3 anni fa la storia di Sky, l’elefantino senza proboscide che abitava in Namibia nel Nkasa Lupala National Park (ex Mamili). Simone e Laura, i gestori del Tented Lodge che si trova nel parco, lo hanno fotografato e seguito. Ogni tanto davano sue notizie. Quando siamo stati da loro ci hanno raccontato che quell’anno non avevano visto il suo branco quindi non sapevano se era sopravvissuto. L’anno seguente hanno postato nuove notizie. Lui e i suoi familiari erano tornati. Era cresciuto e sembrava godesse di ottima salute. L’elefante che vediamo qui è adulto. Proseguiamo e poco prima del Camp Mopani giriamo a sx e poi a dx sulla S142. Ci fermiamo e scendiamo per entrare nello Shipandani Overnight Hide. Si affaccia sul fiume (c’è poca acqua) dove ci sono alcuni coccodrilli. In questo Hide si può dormire. Qualcuno è stato qui questa notte perché ci sono due letti ancora da rifare (se non vengono usati vengono sollevati e agganciati alla parete del capanno) e ci sono piatti e posate usati. Andiamo poi al Pioneer Hide poco dopo. Questi si affaccia sulla Pioneer Dam. La diga crea un grande lago. In lontananza vediamo ippopotami e su un sasso ad un paio di metri da noi c’è un piccolo di coccodrillo lungo una trentina di cm. Ripartiamo. Decidiamo di non raggiungere il tropico del Capricorno (è segnalato e si trova ad una decina di km. a nord del Camp Mopani) e ricominciamo la discesa. Sentiamo un profumo che ci ricorda la Namibia. Si tratta di un cespuglio di colore grigio come la salvia ma con foglioline allungate. Emana un profumo squisito, sembra limonina. Lo sentiamo solo in questa parte del parco. Non so di quale pianta si tratti. Un grosso tratto che percorriamo è completamente bruciato. Questi incendi controllati vengono appiccati per far si che la vegetazione si rigeneri più rigogliosa e più velocemente grazie al concime delle piante bruciate. E’ brutto da vedere ma è molto utile. Viene fatto in molti parchi africani. In questa zona pensiamo che non ci sia nessun animale perché al momento non trovano nulla da mangiare ed invece a 3 metri dalla carreggiata ci troviamo sua maestà il re e la consorte. Lui dorme. Alza solo un attimo il testone, sbadiglia, ci fissa e poi si mette ancora giù. Lei passa tutto il tempo a lavarsi. Che meraviglia. Il maschio ha una criniera bellissima. Si vede che è al top della forma. La location in cui si sono messi è molto bella. Qui i cespugli non sono bruciati ma sono comunque neri e hanno lasciato cadere le foglie rosse. I leoni sono adagiati su un letto di queste foglie. Il contrasto rende molto. Li lasciamo e proseguiamo la discesa. Due mandrie di bufali a distanza di pochi km. ci attraversano la strada. Quando passano loro bisogna prevedere una quindicina di minuti di sosta. A volte sembrano che non finiscono più. Quando credi di poter passare, ne spuntano altri. Ovviamente si sta fermi per non dividere il gruppo. Siamo arrivati al punto verso la fine della giornata di dire: nooo bufali, accelera un pochino … se attraversa il primo … facciamo notte!!! Non sto qui ad elencare tutto quello che vedremo ogni giorno, nomino solo gli avvistamenti più importanti. La normale routine sono impala, zebre, kudu, cobo dell’ellisse (chiamati i puzzoni della savana in quanto hanno un odore di selvatico molto forte), facoceri, gnu, elefanti, giraffe, babbuini, cercopitechi verdi, vari tipi di uccelli, ecc. Andiamo poi fino al punto di osservazione Longwe. Tralasciamo il Matambeni Bird Hide e andiamo al Letaba. Andiamo a pranzare con le nostre cose su uno dei tavoli che ci sono tra il ristorante e le recinzioni che danno sul fiume. E’ un gran bel colpo d’occhio anche se il fiume Letaba è ridotto ai minimi termini. Anche oggi ci sono 30° quindi cerchiamo volentieri l’ombra. Facciamo un giro nel museo dell’elefante che si trova nell’edificio vicino al ristorante. Davvero molto interessante. C’è una cuore vero immerso in un liquido, ci sono diversi crani con zanne enormi. Ci sono anche le immagini di quando erano in vita. Sono tutti morti diversi anni fa. Lasciamo il campo e ci indirizziamo verso sud verso il Camp Olifants. Percorriamo le strade che avevamo fatto l’anno scorso lungo il fiume Letaba, la S46, S93 e S44. Avevamo fatto bellissimi avvistamenti. Quest’anno in proporzione vediamo poco. Ci sono molti ippopotami nell’acqua e un gruppo di elefanti ci taglia la strada. Noi ci mettiamo subito in posizione per andare via se qualcuno si agita, ma sono tutti tranquilli. Non so quanti ce ne sono nascosti tra gli alberi di mopane. Una mamma con il piccolo si grattano contro un tronco, che simpatici. Sono tutti bagnati quindi vuol dire che hanno appena fatto il bagno. Guardandoli notiamo una cosa alla quale non avevamo mai fatto caso. Quando mangiano o bevono accavallano la zampa posteriore oltre quella vicina. Fanno effetto perché gli si storta tutta la gamba. Noteremo tantissimi elefanti in questi giorni in questa posizione. Vediamo un grosso baobab e poi arriviamo al punto di osservazione Olifants. C’è una vista meravigliosa. Anche qui il fiume è quasi in secca. Da qui andiamo sulla H8 che ci ricollega alla H1-4. Rimarremo su questa fino al Satara perché si sta facendo tardi. Facciamo sosta alle pozze che troviamo lungo la strada. Ngozo è bella e con molti animali. Prima del Camp vediamo in rinoceronte ma è un po’ lontano. Ci fermiamo a fare due foto al sole che sta tramontando colorando tutto di rosso. Alle 17.15 (un quarto d’ora prima della chiusura del gate) entriamo al camp dove pernotteremo, il  Satara (http://www.sanparks.org/parks/kruger/camps/satara/). Alla reception ci facciamo fare il permesso di uscita per domani. Questa è l’ultima notte nel parco quindi, come ho spiegato prima, ce lo devono rilasciare per poter uscire. Per gli altri giorni faremo i permesso giornaliero. Il Key Box per rilasciare le chiavi al mattino se si esce prima che la reception apra, si trova di fianco alla porta d’ingresso di questa. Facciamo due spese al negozietto (orari 7-21). Compriamo il biltong (carne secca a pezzetti). La prenderemo spesso perché è davvero molto buona. Noi preferiamo quella di mucca ma si trova anche di kudu e altri animali. Andiamo alle nostre camere. Tutti i bungalow sono messi in cerchio e hanno la veranda con cucina (il frigo è posizionato dietro una griglia per proteggerlo dalle scimmie) e tavolo rivolti tutti verso il centro. Sono tutte camere doppie quindi ce ne assegnano 2 vicine. La maggior parte dei bungalow ha il fuoco acceso sul braai. Questa è una cosa che purtroppo non riusciremo ad organizzare. Dovesse interessare in tutti i negozi vendono la carne e i sacchetti con la legna quindi non sarebbe complicato. A noi viene in mente di farlo quando è troppo tardi. I ristoranti fanno orario continuato dalle 7 del mattino alle 21. Uno è tipo Mc Donald’s, l’altro è della catena Mugg & Bean (ne vedremo tantissimi durante il giro). Noi scegliamo il secondo e mangeremo benissimo. Non fa freddo e si mangia all’aperto. Metà cena la faremo a lume di candela perché salta la luce. Prendermo due zuppe, 4 filetti con verdure più una torta al cioccolato enorme, una basta per tutti … (R 750 € 54). Torniamo a piedi alle camere usando le luci del cellulare. Se ci arrivasse la nostra valigia sarebbe meraviglioso. A parte le pile … ci farebbe piacere potere cambiare scarpe … Io dormo con Matteo. Alle 20.45 siamo già tutti tra le braccia di Morfeo ascoltando i rumori della savana.

 

5) 31 luglio 2015, venerdì – km.233 – tempo bello

Quando Pier e Martina arrivano in camera nostra a vestirsi ci dicono di avere visto un animaletto che camminava ad un paio di metri da loro. Lo descrivono senza dare importanza dicendo che era nero con una striscia di pelle bianca dal muso alla coda. Gli faccio vedere la foto di quello che penso sia e me lo confermano. Cavoli!!! E’ un Honey Bugger, animale difficilissimo da vedere!! Corro fuori ma se ne è già andato. Che jella io e che fortuna loro!! Il mio pensiero è questo: se questo è entrato siamo sicuri che non entra un predatore? Negli altri camp all’ingresso hanno delle griglie larghe che occupano tutta la careggiata quindi gli animali non riescono a passare. Qui non ci sono. E questa zona è conosciuta come la più frequentata dai leoni. Sicuramente sono tutti animali molto schivi ma il pensiero rimane. Alle 6.00 puntuali siamo davanti al gate. E’ già aperto. E’ ancora buio e ci indirizziamo prima verso nord di qualche km. e poi giriamo a destra sulla S90, verso il Mozambico. Questa zona ci aveva già colpiti l’anno scorso e questa mattina possiamo dire che ci lascia a bocca aperta. Andando verso est il sole sorge di fronte a noi. La zona del Satara è più alta rispetto al resto della savana quindi la strada che andiamo a percorrere è tutta in leggera pendenza. Questo va si che abbiamo una meravigliosa visuale. La nebbia che ricopre tutto di notte lentamente si dissolve e il sole che sorge è di un colore unico, tendente al rosa. Vediamo più branchi di elefanti avvolti dalla nebbia che pascolano tranquilli. Poi arrivano, camminando nell’erba alta, altri due elefantini con le proboscidi alte che annusano l’aria. Non vedono dove si trovano gli altri del gruppo però li raggiungono velocemente. Ohh che bello. Troviamo molti altri animali. Quando svoltiamo verso sud sulla S41vediamo una iena che cerca di avvicinarsi, senza farcela, a qualcosa che stano mangiando gli avvoltoi. Non riusciamo a capire di cosa si tratta perché si trova dietro ad un cespuglio. C’è un gran fermento quindi deve essere qualcosa di grosso. Procediamo ed ecco che vediamo a bordo strada un bellissimo leone. E’ straiato ma con la testa sollevata. Sembra una sfinge. Si sta scaldando con i primi raggi caldi del sole. Ci sono anche 3 leonesse a qualche metro. Queste quasi subito si alzano e se ne vanno. Il maschio aspetta ancora qualche minuto poi ci mostra il posteriore andandosene. Le due macchine che arrivano dopo 1 minuto non hanno visto nulla. Gli avvistamenti sono proprio solo dovuto alla fortuna. Andiamo a fare colazione alla diga Gudzani. Bellissimo posto. Ci sono tantissimi uccelli e vediamo dei coccodrilli spiaggiati. Imbocchiamo poco dopo sulla destra la S100 che costeggia un fiume con pochissima acqua. Attraversano la strada molti elefanti e anche diversi cobo dell’ellisse. Gli elefanti comunque rimangono sempre i nostri preferiti. Rimarrei a guardarli per ore. Ci fermiamo alla pozza indicata sulla cartina. Dall’altra parte del letto del fiume ci sono 3 leoni maschi che dormono. Ogni tanto alzano la testa, uno si sposta e si sdraia attaccato ad un altro senza poca delicatezza, facendolo ruggire. Si mettono poi a dormire definitivamente quindi ce ne andiamo. Ci ricolleghiamo alla H1-3 e facciamo varie soste lungo il percorso. Prima di arrivare per pranzo all’area pic-nic Tshokwane, facciamo una deviazione sulle S35 e S32 per andare al punto panoramico sulla Orpen Dam. C’è una tettoia il legno. Ovviamente non c’è recinzione. Andiamo a buttare velocemente un occhio. Non sono mai tranquilla a scendere dalla macchina. Il posto comunque merita assolutamente una sosta. Si vede una waterhole dall’alto. Bello. Andiamo poi quindi all’aera Tshokwane. Anche qui nessuna recinzione. C’è un grosso albero delle salsicce (kigelia africana) con una tettoia in paglia e i tavoli sotto questa. Ci sono un piccolo ristorante e un negozietto con i beni di prima necessità. Avevamo già mangiato qui due volte lo scorso anno. Prendiamo 4 polente bianche con carne macinata (R 130 € 10) e poi mangiamo qualcosa di nostro. Il problema qui sono i cercopitechi verdi. Ce ne sono tanti che passano il tempo a rubare cibo. Senza che me ne accorgessi uno salta giù dall’albero in picchiata e, puntando al sacchetto che ho sul tavolo, prende al volo una confezione di macadamia nut. Torna tra i rami, spacca la plastichetta con i denti ed in due secondi si mangia lo noci. Butta poi la plastica per terra. Io la raccolgo e la metto nell’immondizia. Poi un’altra riparte all’attacco e colpisce la borsa del nostro vicino di tavolo. In un modo o nell’altro ci facciamo fregare tutti. Quanto ridere. E’ bello vederli giocare (come anche i babbuini). E’ forte quando si spulciano. E’ un lavoro che richiede molto tempo e lo fanno vicendevolmente ed in modo molto accurato. Ci sono anche ogg 30°. Domani danno un abbassamento di temperature visto che questa sera dovrebbe alzarsi il vento. Imbocchiamo poi la H10. Ci fermiamo in tutti i punti osservazione e le pozze lungo la strada. Sono molto panoramici due punti indicati sulla cartina con un binocolo, uno a destra ed uno a sinistra della strada (Posto per avvistamenti Skumbe). A sinistra si vedono le colline che segnano il confine con il Mozambico che si trova a pochi km. di distanza. Scatto una foto e la mando alla mia amica Marina che abita a Vilankulo … così vicine senza neppure riuscire a vederci … L’anno scorso siamo andati a trovarla, quest’anno il giro ci porta da tutt’altra parte. A destra della strada l’altro parcheggio ha una vista panoramica su tutto il Kruger. Ci sono delle giraffe che, viste da così in alto, sembrano delle formichine. Arriviamo al ponte sul Lower Sabie. Qui avevamo visto l’anno scorso enormi coccodrilli spiaggiati e uno di questi era entrato nella pancia di un ippopotamo morto. Avevo fatto foto da urlo. Ora non si vede nessun animale e c’è poca acqua. Si vede la terrazza del Camp Lower Sabie. Avrei voluto dormire lì questa notte ma quando abbiamo cercato di prenotare non c’era più posto (era febbraio). Andiamo una volata alla pozza Sunset, a sinistra del Camp, che ricordavamo come molto bella. In effetti è una tra le migliori che abbiamo visto. Ci sono ippo, molti uccelli ed un paio di alberi rinsecchiti direttamente nell’acqua.  Torniamo poi al ponte sul fiume e dopo qualche km. imbocchiamo la S28. Questa è zona di leoni ma non ne vediamo. Ci fermiamo al Ntandanyathi Hide ma è vuoto. Ci ricolleghiamo alla strada principale e facciamo un’ultima deviazione alla pozza Gasanftombi dove ci sono ippo e coccodrilli. Arriva un gruppo di impala. E’ pazzesco vedere come bevono. Tengono il baricentro tutto spostato sulle zampe posteriori e toccano con le labbra l’acqua nel punto dove arriva sulla sabbia. Appena sentono un rumore si spostano tutti in un nano secondo. Hanno il terrore di un attacco di coccodrilli. Questi escono all’improvviso dall’acqua e li possono afferrare per la testa. E’ per questo che sono così tanto sul chi va là. Il branco poi si sposta. Un paio di maschi (hanno le corna, le femmine sono senza) rimangono un attimo di più a bere ed ecco che, nel silenzio più assoluto, si sente solo un verso e questi all’unisono scattano di corsa verso il gruppo. Il capo branco deve averli chiamati a rapporto. Usciamo dal parco dal Crocodile Bridge Gate alle 16.40. Ci fermiamo un attimo a Komatipoort al ristorante Tambarina per prenotare un tavolo per questa sera. Il paese non è nulla di che. Lungo la via centrale ci sono negozi di ogni tipo dove va ad acquistare solo la gente del posto. I turisti, ma comunque anche tanta gente locale,  vanno al Superspar che si trova poco dopo sulla sinistra. Di bianchi lungo la strada principale non ne vediamo. Purtroppo il colore della pelle è ancora una cosa che separa. Andiamo al nostro lodge il Komati River Chalets che si trova a dopo il paese, lungo le rive del fiume Komati (http://www.komatiriverchalets.co.za/). Come ho detto nella prefazione questa è stata una scelta di ripiego in quanto il Buckler’s (http://www.bucklersafrica.co.za/) dove eravamo stati 2 notti lo scorso anno, era pieno. Di quel lodge meritava tantissimo anche la vista sul fiume Crocodile. Le recinzioni del lodge sono quelle del Kruger quindi oltre queste si può vedere qualsiasi animale. Ci è spiaciuto molto ma non avevamo alternative. Il Komati River Chalets devo dire che comunque si è rivelato carino. Il giardino è ben curato e il gestore molto gentile. Firmiamo un documento di scarico di responsabilità da parte del lodge in caso di attacchi di animali. Gli ippopotami possono girare di notte. Il nostro chalet è pulito e grazioso con tanto di braai esternamente. Rimarremo qui 3 notti. Doccia veloce e poi andiamo a cena da Tambarina. Meno male che ci siamo fermati a prenotare oggi perché è tutto pieno. Ceneremo molto bene (R 621 € 45,50). Prenotiamo anche per domani sera. Alle 21 dormiamo. La cosa negativa di questo posto è che la ferrovia passa vicino quindi quando passano i classici treni africani lunghi km. dà fastidio.

 

6) 01 agosto 2015, sabato – km.215 – tempo bello

Alziamo quasi di peso i ragazzi. Si lavano, si vestono e proseguono a dormire in macchina. In 10 minuti raggiungiamo il Crocodile Bridge Gate. Sono le 5.45. Ci sono 9° ed è buio pesto. Passano i signori a rilasciare il modulo da compilare ma io ce l’ho. Ieri, prima di uscire dal parco, sono andata alla reception a chiedere se eventualmente potevo già fare il biglietto per questa mattina. Loro mi hanno risposto ovviamente di no. Lo si può fare solo il giorno stesso come immaginavo. Tentare non nuoce. Così avevo preso due moduli da compilare con i nostri dati. Qui, come ricordavo, si crea un po’ di agitazione. Quando aprono i cancelli puntuali alle 6, le macchine entrano e ci si deve fermare all’ingresso vero e proprio dall’altra parte del fiume. O ci si incolonna alle 2 biglietterie con la macchina, oppure si parcheggia di lato ed uno entra alla reception. Poi con il biglietto in mano si passa in macchina dalla corsia di sinistra senza più fare la coda. L’anno scorso avevo visto che si faceva più veloce ad entrare alla reception. Pier parcheggia ed io entro insieme ad un signore. Ci sono due impiegate. Quella che serve me è più veloce quindi esco subito e siamo i primi ad andare alla sbarra di sinistra. Arriva l’addetto a controllare il biglietto e quando fa per aprire per farci entrare, il pirla che era con me alla biglietteria pensa bene di passare sul codolo, sfiorandoci la macchina, e ci passa davanti come un pazzo. La guardia gli urla dietro, noi siamo allibiti. Gli controlla la macchina e poi lo fa entrare. Poi torna da noi e ci chiede scusa. Io lo avrei fatto retrocedere e lo avrei tenuto fermo un’ora perquisendogli tutte le valige che aveva nel bagagliaio. Parecchio incazzati, non perché non siamo entrati per primi ma per il modo da cafone di quel tizio, iniziamo il giro. La sbolliamo subito nel giro di 5 minuti quando un leopardo ci attraversa di corsa la strada. E’ stata una cosa di 5 secondi ma è stato bellissimo. Il sole sorge colorando tutto di rosso. Questa mattina non c’è la nebbiolina. Probabilmente questa zona è meno umida del Satara. Facciamo ancora un giro veloce alla pozza Gasanftombi e poi, dopo aver percorso qualche km. sulla H4-2, giriamo a sinistra sulla S108. Da qui imbocchiamo la S25 che costeggia il Crocodile River. Viaggiando su questa strada verso ovest abbiamo il sole alle spalle quindi vediamo bene senza essere abbagliati. Vediamo una iena e ci fermiamo. Nel giro di poco siamo circondati. Ne contiamo 12. Alcune sono cuccioloni. Lo si vede dall’ossatura del garretto e dal muso che non è sciupato. Annusano tutta la macchina in particolar modo il bagagliaio. Fiuteranno la nostra colazione … Povere, sono affamatissime. Un paio cercano di salire sul cofano ma poi accantonano l’idea. Le lasciamo e proseguiamo. Riceviamo la tanto attesa telefonata dall’aeroporto. E’ arrivata la nostra valigia. Ci eravamo dati come ultimo giorno di attesa oggi, poi saremmo andati a comprare un altro paio di scarpe per tutti e quello che ci mancava. La faranno recapitare al nostro hotel nel giro di poche ore. E vai!! Arriviamo all’anello della S119 dove c’è il Gardenia Hide. L’anno scorso in questi 6 km. avevamo visto un leone ed una leonessa a bordo strada che si sono poi accoppiati ed un rino con il cucciolo. Ora non vediamo nulla. Anche il capanno dove l’anno scorso c’era un ippopotamo sommerso nell’acqua (sembrava una roccia) con una tartaruga d’acqua sulla schiena, è vuoto. Non c’è neppure un goccio d’acqua. Che desolazione. In assoluto i paesaggi erano migliori ad aprile. Facciamo colazione in macchina fuori dall’hide. Ritorniamo percorrendo la stessa strada. Un elefante bruca da un albero vicino alla carreggiata. Ci fermiamo a guardarlo. Riesco a fotografargli la lingua e addirittura i denti quando alza il muso. Andiamo alla pozza degli ippopotami vicino al Crocodile Brige Gate. Sulla strada per arrivare, la S27, troviamo 3 grossi rinoceronti bianchi che dormono a pochi metri dalla strada. Alla pozza, ad orari fissi (lu-ve 8-15 e sa 8-12) c’è una guardia armata (che arriva qui in bicicletta dal gate) che accompagna le persone sulle rocce dalle quali c’è una bella visuale sul fiume. Ci sono anche dei disegni di animali fatti dagli uomini preistorici. Gli diamo la mancia e ripartiamo. All’incrocio con la H4-2 troviamo un altro rino che cammina. Ci mettiamo di fianco a lui, a pochi metri, e lo accompagnamo per un tratto. Poverini questi animali … ogni giorno che riescono a vivere è per loro un lusso. I bracconieri ne fanno strage. Su facebook ricevo notifiche solo da pagine africane e alcune immagini sono davvero terribili. Quelli che non muoiono sul colpo per il muso spaccato, li lasciano a morire dissanguati. Da vomito. Quelli che i ranger riescono a trovare li portano nei centri di recupero e li salvano ma quelli che non trovano muoiono con sofferenze immani e spesso sono mamme con i piccoli. Trovano morti di stenti anche questi, vicino al corpo della mamma. Penso che la bestia sia l’uomo, non l’animale. Alle 11 lasciamo il parco per andare a pranzare in hotel. Diamo un minimo di pausa ai ragazzi. Io e Pier non avremmo problemi a rimanere nel parco 12 ore di fila come i giorni scorsi. Prima andiamo a fare la spesa al Superstar. Gli orari sono: su settimana 8-19 (quindi si fa in tempo ad uscire dal parco e venire a fare la spesa), il sabato 8-18 e la domenica 8-17. Compriamo cibo soprattutto per oggi a pranzo, domani sera a cena (visto che la domenica i ristoranti sono chiusi, cuciniamo noi all’hotel). Compro anche della birra nel negozio di fianco. Gli alcolici non vengono venduti al supermercato. Prendiamo anche mandarini e macadamia nut da una signora che ha il banchetto nel parcheggio e facciamo gasolio. Al litro costa 13,25. Andiamo all’hotel ed ecco che arriva il proprietario con la valigia. Pranziamo sul tavolo nel portico. Effettivamente oggi le temperature sono scese. Ci sono 23°. Pier fa un riposino mentre io e Martina giriamo per il giardino dell’hotel. C’è la piscina ma ovviamente in questo periodo non viene utilizzata. Arriviamo fino al fiume dove ci sono dei bambini che pescano. Alle 15 siamo già di nuovo al gate. Giriamo sulla strada parallela al Mozambico (S28). Il tramonto è alle 17.20. Lo guardiamo e poi usciamo. Con oggi il parco sposta di mezz’ora la chiusura. Dalle 17.30 alle 18.00. Doccia, cena ottima da Tambarina (R 672 € 49,34). Alle 21 dormiamo.

 

7) 02 agosto 2015, domenica – km.192 – tempo bello

Alle 5.40 siamo come ieri davanti al Gate. Per fortuna questa mattina non c‘è il deficiente di ieri. Faccio il biglietto alla reception e così, velocizzando, siamo i primi ad entrare. Decidiamo di percorrere la H4-2 fino quasi a Skukuza. Questa strada è molto trafficata ma è famosa perché ci sono molti animali. E’ anche la zona dove è più facile vedere i wild dog. Questi simpatici animaletti non li abbiamo mai visti e neppure questa volta avremo questa fortuna. Bisognerà tornare … Passiamo per la pozza Sunset del Lower Sabie (gli ippopotami non sono sulla riva in fondo ma sono a pochi metri da noi nell’acqua). Partiamo e troviamo un ippo a ridosso della strada che cerca di attraversarla per passare dalla pozza al fiume. In un nano secondo sparisce. Sono troppo paurosi. Fossimo stati a piedi questa era la situazione ideale per un attacco. Se ci si pone tra lui e la sua via di fuga che è l’acqua, aggredisce fino ad uccidere. Poco oltre due rinoceronti bianchi e poi oltre una macchina ferma. Ci posizioniamo dietro di loro cercando di capire cosa quardano. C’è un leopardo poco distante. Dopo ci diranno che lo hanno visto attraversare la strada. Noi lo vediamo a 5/6 metri sdraiato, poi si alza e se ne va. Cacciano di notte e all’alba poi vanno a dormire. E’ per questo che è difficilissimo vederli. Ci fermiamo a fare colazione in un punto panoramico sul fiume. Noi e un babbuino. Abbiamo i finestrini abbassati solo qualche cm. ma lui fiuta il cibo quindi si siede davanti alla portiera di Pier. Quanto ridere perché ogni tanto si allunga per guardare dentro. Ogni tanto vediamo gli occhi che spuntano. Facciamo sosta al punto osservazione Nkuhlu. Bello e panoramico sul fiume. Ci sono tavoli e possibilità di fare il braai. Alcune persone hanno acceso il fuoco e cucinano la loro colazione. Qui non c’è il ristorante come nel posto dell’albero delle salsicce di 2 giorni fa. Arriviamo poi in prossimità del ponte che attraversa il fiume Sabie (la strada è la H12). Vediamo un leone e due leonesse che camminano a bordo strada agitatissimi. Ogni tanto spariscono e dopo poco riappaiono. Sono a caccia. Li seguiamo. Poi si sdraiano e si mettono a dormire. Deciamo di andare. Arriviamo al ponte. E’ invaso da babbuini. Imbocchiamo la S20 direzione sud ma ci fermiamo subito. 5 leoni stanno camminando nel letto del fiume in direzione del ponte. Poi sembra che salgono sulla riva opposta a quella in cui siamo noi. Facendo due righe di conti abbiamo idea che stiano andando dove ci sono i leone e le due leonesse di prima. Facciamo inversione e torniamo là. Momenti di pura e vera follia. I 5 leoni non li troveremo ma appena lasciato il ponte ci troviamo in mezzo alla strada le due leonesse di prima impettite con lo sguardo fisso nel bush. Dietro ci sono 5 macchine ed una jeep del game drive. Ovviamente questi le hanno viste e le hanno seguite. Noi siamo gli unici a sapere che le leonesse non erano sole. Non facciamo in tempo a dirlo che arriva anche il maschio sfiorando la jeep del game drive dove un signore aveva il braccio appoggiato al finestrino aperto. Per un pelo non gli viene un infarto. Ora si crea il delirio. Le leonesse ed il leone ci passano a 20 cm. dalla macchina in direzione opposta e le 5 macchine ci superano e le seguono. Cosa vuoi .. che Pier rimanga in dietro? Nooo. Gira la jeep come se fosse una 500 e si mette ad inseguire il gruppo. Non è bello che ci siano altre macchine ma quando si è in periodi di punta è ovvio che ci siano più turisti e se una macchina si ferma anche altre lo fanno. Noi comunque siamo riusciti a fare grandi avvistamenti da soli. Questa è l’unica volta in cui siamo con altri. I leoni entrano ed escono dalla vegetazione inseguendo un gruppo di impala. Uno di questi esce dalle piante e ha un balzo da paura. Salta oltre il tetto di una macchina e scappa. Pier, esperto guidatore supera di qui e supera di là ed arriva proprio dietro i leoni. Loro camminano e noi dietro. Il tutto dura più di un’ora poi loro cambiano strada e vanno tra la vegetazione. Non li vedremo più. Mamma mia che emozione. I ragazzi non stavano più nella pelle ma anche noi adulti!!! Ci riproviamo con la S30 e questa volta le percorriamo senza più tornare indietro. Troviamo una mandria di bufali. Arriviamo a pranzo al Lower Sabie e andiamo a mangiare al ristorante con terrazza sul fiume (Mugg & Bean). Spendiamo R 413 (€ 30,33). La terrazza ha una vista meravigliosa. Il fiume non ha tantissima acqua. Sulla riva opposta ci sono gli ippo con alcuni piccoli che dormono. Andiamo ancora alla pozza Sunset. Ora è molto trafficata. Sul fondo ippo che prendono il sole, cicogne, zebre ed impala, di lato invece, a pochi metri dalla nostra macchina,  grossi coccodrilli, una giraffa e poi arrivano 3 elefanti. Oltre a bere si bagnano con la proboscide e uno si sdraia per rinfrescarsi più facilmente. Quando camminano loro, sulle rive della pozza, i coccodrilli si spostano. Usciamo dal parco alle 17.00. Veramente a malincuore lasciamo il parco. Quando abbiamo prenotato avevamo paura che fossero troppe 4 giornate piene più un mezzo pomeriggio da dedicare al Kruger ed invece sono volate. Anzi, ne avremmo fatte ancora un paio senza problemi. Andiamo in hotel. Pier cucina un’ottima pastasciutta. Chiudo le valige e alle 21 dormiamo come al solito.

 

8) 03 agosto 2015, lunedì – km.430 – tempo bello

Alle 6.00 siamo in macchina. Percorriamo la R 571. Costeggiamo il Mozambico (è a pochissimi km.).Il sole sorge. Lungo la strada vediamo molti trattori con traini pieni di persone (tutte imbacuccate per il freddo) che vanno a lavorare negli infiniti cambi di canna da zucchero e di banane. I bambini comminano lungo la strada per andare a scuola. Arriviamo al Mananga Gate poco prima dell’orario di apertura (7.00-18.00). Siamo i primi. La trafila per entrare è abbastanza complicata. Quella per uscire dall’altro gate è un pochino più snella. Tutto ruota intorno a foglietti sui quali bisogna far mettere tutti i timbri. Prima si va all’ufficio di uscita dal Sud Africa. Mettono i timbri sul passaporto, controllano i documenti della macchina e il foglio del certificato multilingue dei ragazzi. Andiamo poi in macchina alla frontiera dello Swaziland. Parcheggiamo ed entriamo nel 2^ ufficio da sinistra. Qui mettono i timbri sui passaporti e controllano ancora i documenti della macchina. Ci rilasciano un primo foglietto sul quale dovranno essere fatti i timbri. Uno lo mettono già loro. Andiamo poi nel 1^ufficio da sinistra dove paghiamo R 50 per la tassa di passaggio della macchina e ci rilasciano un secondo foglietto da tenere fino all’uscita dallo stato. Mettono  un altro timbro sul primo foglietto. Ora andiamo in macchina all’uscita dalla frontiera. Ci ritirano il primo foglietto con i vari timbri (non quello della macchina). Se ne manca uno bisogna tornare indietro a farselo fare. In 20 minuti facciamo tutto. Percorriamo 200 km. in circa 2 ore e 1/2. In questo stato passando per Tambankulu, Simunye e Big Bend. Vediamo parecchi facoceri e babbuini ma pochissima gente lungo la strada.  Probabilmente perché è molto presto. Ci sono tanti camion che trasportano le canne da zucchero raccolte. Ne perdono diverse per la strada quindi i bambini che vanno a scuola le raccolgono e le mangiano.

 

INFORMAZIONI dello Zwaziland: è un paese poverissimo. Capitale: MBABANE – Popolazione: 1.104.343 – Superficie: 17.360 Km2 -Lingue: swazi, inglese -Densità: 65 abitanti per km2- Religioni: cristiana, animista -Moneta: Lilangeni, (SZL), accettano i Rand (valore quasi 1 a 1) ma danno il resto nella loro moneta (che vale qualcosina meno)- monarchia assoluta con re Mswati III dello Swaziland- C’è la poligamia -La bandiera dello Swaziland è stata adottata il 6 ottobre 1968. È composta da cinque bande orizzontali in azzurro-giallo-cremisi-giallo-azzurro. Al centro della banda rossa è presente uno scudo bianco e nero con due lance (assegai) ed un bastone dei guerrieri Emasotsha, adornati da piume dell’uccello vedova, tipico del Paese. Il colore rosso cremisi simboleggia le battaglie del passato, il giallo le risorse minerarie e l’azzurro la pace.

– sito internet: http://www.thekingdomofswaziland.com/

 

Arriviamo dal Golela Gate. All’ingresso ci danno un foglietto dove scrivono il numero di targa e il numero delle persone. Parcheggiamo ed andiamo all’immigration dove mettono i timbri di uscita sui passaporti più uno sul foglietto. Poi andiamo al banco Customs e mettono un altro timbro. Andiamo alla macchina e quando arriviamo alla sbarra ci prendono il foglietto. Oltre, per l’ingresso in Sud Africa, ci danno un altro foglietto. All’immigration ci mettono i timbri sul passaporto e sul foglietto e controllano il certificato dei ragazzi. Al banco Customs mettono altro timbro. In macchina andiamo all’ultimo posto di controllo dove ritirano l’immancabile foglietto. Usciamo e quello della macchina, che ci hanno dato in ingresso in Swaziland, lo buttiamo. Persi in tutto questo giro di foglietti partiamo. Mio papà avrebbe detto: ufficio complicazione affari semplici … Qui entriamo nella regione Kwazulu Natal, la terra della popolazione Zulu.

 

INFORMAZIONI sugli Zulu: in nome Zulu significa paradiso. Nel 1800 erano governati dal famoso re guerriero, re Shaka, figlio illegittimo della regina Nandi. Era un tiranno, uno dei più potenti di allora, che però era ed è un orgoglio per questa tribù per le sue incredibili tattiche di guerra. Nel 1825 stabilì la sua residenza e la capitale del regno a KwaDukura, una cinquantina di km. a nord di Durban. Qui fu assassinato dai fratellastri Dingaan e Mhlangane nel 1828. La sua tomba si trova a KwaDukura, nello Shaka Memorial Garden. Sopra di questa è stata costruita nel 1932 una stele. In questo posto, il 24 settembre di ogni anno, si trovano migliaia di zulu con i caratteristici abiti e lance, a festeggiare il loro leggendario re. Questa tribù lotta ogni giorno per la sopravvivenza. La povertà è un problema serissimo. Se dovesse interessare c’è un’attrazione da visitare nell’entroterra, Shakaland. E’ un villaggio zulu non originale (è stato costruito per la serie televisiva Shaka Zulu e mantenuto per i turisti). Si può entrare in contatto con la cultura di questa popolazione. Certo, è tutto ricostruito ma dicono che lo spettacolo delle danze sia il migliore nel paese. Si può anche pernottare. Si trova qualche km. a nord di Eshowe, sulla R66 (ad ovest di Richards Bay). Sito: http://www.shakaland.com/. C’è anche un piccolo villaggio tipico prima di Santa Lucia sulla sinistra.

 

Fuori dalla frontiera, proseguendo in direzione sud, costeggiamo delle recinzioni all’interno delle quali vediamo parecchie giraffe. Si tratta di una riserva privata. La strada qui è parecchio trafficata ed è a 2 corsie. Arriviamo sul mare a Santa Lucia alle 12.00. Questo piccolo paesino si trova nell’ iSimangaliso Wetland Park.

 

INFORMAZIONI sull’ iSimangaliso Wetland Park: Il primo nome di questo parco fu, nel 1554, Rio de la Medaos do Oura (Fiume dalle dune d’oro) dai sopravvissuti della nave portoghese Saint Benedict. In quel periodo il fiume Tugela era l’unico affluente conosciuto del Santa Lucia. Il 13 dicembre 1575, giorno della festa di Santa Lucia, Manuel Peresterello coniò il nuovo nome: Greater St. Lucia Wetland Park. Nel 1822 venne proclamato parte del Regno Unito. Nel 1895, venne inaugurata la riserva di St. Lucia, 30 km a nord della città. Nel 1971, il lago St. Lucia, le tartarughe e le barriere coralline di Maputaland furono elencate nella “Convenzione internazionale relativa alle Zone Umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici” (meglio nota come Convenzione di Ramsar). Nel dicembre 1999 il parco venne dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il 1°novembre 2007 è ufficialmente rinominato l’iSimangaliso Wetland Park (significa, in lingua zulu, meraviglia) e il nuovo nome è stato registrato nella lista del patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Si trova sulla costa orientale di KwaZulu-Natal, in Sudafrica, circa 275 chilometri a nord di Durban. È la terza più grande area protetta del Sudafrica e si estende su 280 km di costa, dal confine con il Mozambico a nord all’estuario del Santa Lucia a sud. E’ formato da 3.280 kmq. di un incontaminato ecosistema gestito dalla Ezemvelo KZN Wildlife.

Parchi da visitare:

1) Eastern Shores e Cape Vidal: questo parco si sviluppa tra il lake St.Lucia ed il mare. E’ la meta ideale per fare mare e safari. Per raggiungere il Bhangazi Gate bisogna attraversare il ponte per arrivare in paese e girare subito a sinistra. Proseguire diritto per circa 3 km. Orari: da aprile ad ottobre 6.00/18.00 – da novembre a marzo 5.00/19.00. Costo: adulti R 37 (€ 2,85), ragazzi fino a 12 anni R 27 (€ 2,08 ) tasse R 20 (R 1,54) ed auto R 47 (€ 3,62), non accettano la Wild Card. Possono accedere solo 120 auto al giorno. All’ingresso si può acquistare la cartina R 10 (€ 0,77). Ti rilasciano un permesso da tenere fino all’uscita. Se lo si perde si paga una multa di R 400 (€ 30,77). Stessa multa se si esce dal parco dopo l’orario di chiusura. All’interno il limite è di 50 km./h. Alcune strade sono asfaltate, altre sterrate. Ci sono vari punti panoramici e punti in cui si può scendere dall’auto a proprio rischio e pericolo. Ci sono molti tipi di animali e come predatori i leopardi. Il punto più lontano che si può raggiungere è Cape Vidal (a 33 km. dal gate). Qui c’è un spiaggia immensa con dune ricoperte di vegetazione (c’è il divieto di scalarle). C’è la possibilità di campeggiare e c’è un piccolo negozietto.

2) Western Shores and Charters Creek: questo parco si trova (guardando la cartina della zona) a sinistra del

Lake St.Lucia. E’ tutto sterrato (limite 40 km./h). Il gate d’ingresso (Dhkuduku Gate) si trova prima sulla strada per arrivare a Santa Lucia. Qualche km. prima del ponte sul canale, sulla sinistra oppure più a nord dal Nhlozi Gate. Orari, prezzi ecc. ecc. è tutto uguale all’ Eastern Shores.

Il Lake St.Lucia che si trova nella parte sud del parco è lungo 80 km. e largo 23 (circa 300 kmq.). Sfociava nel mare creando il più grande estuario africano. Ora hanno chiuso lo sbocco. Nonostante sia meno conosciuto di altri parchi africani quali il Kruger National Park ed il Delta dell’Okavango, questo parco ospita tantissime specie e, per alcune di queste, l’habitat presente è l’ideale. Queste specie comprendono pellicani dalla schiena bianca e dalla schiena rosa, fenicotteri maggiori e minori, aquile pescatrici del Madagascar, altre 530 specie di uccelli e 120 tipi di pesci. Vivono anche tanti tipi di erbivori. Nel Lake St.Lucia  è presente la più grande colonia di ippopotami dei parchi sudafricani (circa 800 esemplari) e 1200 coccodrilli. Gli elefanti vennero introdotti nel 2001. Due specie di tartarughe marine utilizzano la spiaggia come deposito per le uova (le caretta ed embricate) Dopo 70 giorni dalla deposizione, le uova si schiudono e i piccoli cercano di raggiungere le acque, solo 2 su 1000 sopravvivranno e diventeranno adulti. La riserva costiera non include solo le spiagge ma anche le barriere coralline che si trovano al largo, e la migrazione delle megattere passa davanti a queste coste. È uno dei pochi parchi africani in cui è possibile vedere insieme ippopotami, coccodrilli e squali. Il parco è anche famoso per essere la sede della latimeria, un pesce vissuto milioni di anni fa noto agli scienziati grazie ai resti fossili, che si credeva estinto finché un esemplare non restò impigliato nella rete di un peschereccio nel 1938. Gli scienziati hanno trovato altri esemplari di questo pesce in ambienti marini profondi e rocciosi, ma è ancora un pesce raro e, per questo motivo, considerato specie a rischio e protetto a livello internazionale. Il 27 novembre 2000 tre esemplari di latimeria vennero fotografati in un canyon sottomarino al largo delle coste di Saldanha Bay, all’interno della riserva di Santa Lucia.

Il parco è composto da cinque ecosistemi. Questi ecosistemi sono totalmente indipendenti l’uno dall’altro, ma si integrano a vicenda:

Sistema marino: caratterizzato dal caldo oceano Indiano, contiene le barriere coralline più meridionali dell’Africa, così come canyon sottomarini e lunghe spiagge sabbiose.

Spiagge orientali: un sistema di dune costiere composto da dune lunghe e lineari e da foreste sub-tropicali, prati erbosi e paludi.

Sistema lacustre: i due laghi di Santa Lucia e Kosi Bay, oltre ai quattro laghi dolci di Sibhayi, Ngobezeleni, Bhangazi nord e Bhangazi sud.

Paludi di Mkhuze e Umfolozi: foreste paludose ed ampi campi di canne e papiri.

Spiagge occidentali: le antiche spiagge a terrazze e gli asciutti territori della savana

Il paesino di Santa Lucia: si trova tra il mare e il canale finale del lago. Organizzano a più ore della giornata crociere su piccole barche. La migliore è quella al tramonto. I punti di partenza sono (poco prima del ponte per raggiungere il paese, sulla sinistra) al Siyabonga Tourism Centre oppure al Jetty (per raggiungerlo bisogna superare il ponte, andare sulla destra percorrendo tutta la via principale del paese, McKenzie Street, e alla fine di questa bisogna girare sulla destra). Sulla McKenzie Street ci sono tantissimi ristoranti e negozi. Se si prosegue oltre questa, la strada fa una grossa curva ad U, si arriva fino allo Ski Boat Club dove c’è una bella visuale del canale. Se si prosegue ancora si arriva al campeggio e da qui parte una passerella leggermente rialzata fatta in modo tale che ippopotami e coccodrilli non riescano a salire. Porta alla spiaggia. Le spiagge comunque si possono raggiungere in macchina. Ci sono 3 grossi parcheggi. Nel paese ci sono cartelli ovunque di pericolo ippopotami di notte. Il paese non ha recinzioni quindi loro escono e girano per mangiare erba fresca. C’è un Crocodile Centre (al gate di ingresso dell’ Eastern Shores e Cape Vidal). Ci sono tanti ristoranti. I più gettonati sono Ski Boat, Reef & Dune, Ocean Sizzler, Alfredo (è italiano), Braza, The Zulu & I” (al Crocodile Centre), Ocean Basket (catena che si trova in tutto il Sud Africa).  

Siti Internet:

http://isimangaliso.com/ (sito generale zona)

http://www.isimangaliso.co.za/ (informazioni generali)

Http://isimangaliso.com/resources/download-isimangaliso-maps/ (Mappa iSimangasilo)

http://isimangaliso.com/product/map-isimangaliso-wetland-park-lake-st-lucia-estuary/ (mappa Santa Lucia)

 

http://www.eishsa.co.za/minisites/st-lucia-wetlands.html

 

Dicevo che arriviamo alle 12.00. Andiamo subito al Siyabonga Tourism Centre per prenotare la crociera. Si trova sulla sinistra prima di attraversare il ponte che porta in paese. Saliamo direttamente sulla barca per prenotare e ci dicono che l’escursione dura 2 ore. Parte alle 10, alle 13 e alle 15. Noi optiamo per quella delle 15. Costa R 160 (€ 11,76) per adulto e R 80 (€ 5,88) per la Marty. Totale € 41,10. Ci spostiamo per cercare un posto dove pranzare. Passiamo per il centro del paese. Dal numero di ristoranti ho idea che qui d’estate ci sia sempre il finimondo. D’altronde è una località dove si può fare mare. Andiamo nel parcheggio del Jetty per pranzare con le nostre cose. Un vecchietto si avvicina a fare due chiacchiere. Dice che il lago sono 13 anni che non si collega al mare, nemmeno quando ci sono le grandi piogge. E’ infastidito da questo perché dice che hanno modificato l’ecosistema. Anche qui fa caldo. Andiamo all’Avalone Guesthouse ((http://www.avalone-guesthouse.com/index.php/en/) per lasciare le valige. Assolutamente carina e la proprietaria, una vecchietta sprint, è molto gentile. Abbiamo una camera matrimoniale ed una doppia con un unico bagno. Praticamente la struttura è composta da quelle che erano due ville private e loro le hanno rese comunicanti dal giardino. Ognuna ha una piscina, cucina, salotto e alcune camere. Il giardino è curato e c’è un laghetto con enormi pesci rossi. Credo siano carpe giapponesi. Alle 14.30 siamo al molo. Paghiamo con carta di credito e saliamo. Il bar è a pagamento. Saranno due ore piacevoli. Vedremo tantissimi ippopotami, alcuni spiaggiati, altri in acqua e alcuni coccodrilli (non di grosse dimensioni). Il tramonto non si vede dalla barca perché, attraccando alle 17, il sole è ancora di parecchio sopra la linea dell’orizzonte. Comunque i colori sono belli perché tutto si colora di rosa. Prendiamo la macchina ed andiamo un salto sulle spiagge. Le onde sono grosse e non c’è nessuno. Rientriamo alla Gusthouse. Chiediamo alla proprietaria dove andare a cena. I due suggerimenti che ci dà li seguiamo. Questa sera andiamo al Reef & Dune e domani sera allo Sky boat. Al Reef & Dune mangiamo bene ed il personale molto gentile (R 670 € 49,35). Andiamo a fare benzina e poi facciamo un giro fino allo Sky Boat a cercare ippopotami. Se ci sono cartelli di pericolo ovunque … ce ne saranno!! E come volevasi dimostrare, dopo 2 minuti ne troviamo uno. Sta brucando tranquillamente il prato di una casa. Accostiamo ma non alza neppure il muso. A qualche metro ce ne è un altro. Proseguiamo e vediamo due ragazzi a piedi. Vista la pericolosità, diciamo loro di stare attenti e loro ci ringraziano un po’ stupiti. Abbiamo poi ragionato che non necessariamente dovevano essere turisti inesperti. Magari erano del posto e sapevano benissimo come comportarsi in presenza di un hippo. Va beh, noi glielo abbiamo comunicato e siamo a posto con la coscienza. Rientriamo in hotel e alle 20.30 dormiamo.

 

9) 04 agosto 2015, martedì – km.155 – tempo bello

Per una volta ci alziamo con calma (7.15) … facciamo colazione (ottima, servita nel portico del giardino di fianco al laghetto dei pesci) fa parecchio freddo perché c’è vento. Poi durante il giorno le temperature si alzeranno ma non sarà caldo come al Kruger. Alle 8.15 siamo in macchina. Andiamo a visitare l’ Eastern Shores fino a Cape Vidal. Paghiamo il biglietto di ingresso al Bhangazi Gate (come ho detto R205 per tutti, non accettano la Wild Card), prendiamo la cartina (R10), ci chiedono la patente. Pier l’ha lasciata nel portafoglio in valigia. Noi viaggiamo sempre con 3 portafogli. Uno con circa il controvalore di 100 € da tenere per sicurezza nel caso in cui qualcuno ci scippi, l’altro lo tiene Pier con metà dei soldi e la patente, il terzo con la patente internazionale, i passaporti e l’altra metà dei soldi lo tengo io. In questo caso, Pier ha lasciato il secondo chiuso in valigia. Io il mio non lo mollo mai quindi ho la patente internazionale da dare al Gate. Le strade rosse sono asfaltate, le arancioni sono sterrate ma in ottime condizioni. Il paesaggio è molto bello. Ci sono colline ricoperte di erba gialla, molte piante, tra le quali le palme, e tantissimi cespugli completamente pieni di fiori gialli. Percorriamo tutte le strade e ci fermiamo in ogni punto panoramico. Fate attenzione perché i loop sono tutti a senso unico (il senso è anche indicato sulla cartina). Mission Rocks è molto bello. C’è la bassa marea quindi tre le rocce vediamo ricci e granchi. Il mare è agitatissimo con grosse onde. Dei signori pescano. Scendiamo sempre facendo attenzione perché potrebbero esserci predatori. Arriviamo a Cape Vidal. Dovrebbe esserci un faro ma non lo vediamo. La spiaggia è immensa e molto bella. Si può nuotare ma ci sono onde grosse e i cartelli segnalano correnti forti (oltre a pericolo squali, coccodrilli e ippopotami). D’estate qui comunque tutti fanno il bagno. Facciamo due passi sulla spiaggia e sulle rocce scoperte dalla bassa marea. Queste sono coperte da conchiglie. Torniamo alla macchina. Ci sono molti cercopitechi verdi. Uno vicino alla nostra macchina si gira e ci mostra il sedere con i testicoli azzurri. Cavoli, in tutti gli anni che bazzichiamo per l’Africa, probabilmente abbiamo visto sempre e solo femmine perché non avevo mai notato questa colorazione particolare. E quindi cosa potevo fare … inseguo l’animaletto per fargli una foto … e con questo ho davvero toccato il fondo … i miei familiari ridono, ma ormai sanno come sono … ogni cosa nuova la devo fotografare … Torniamo al Gate con al nostro attivo, come avvistamenti, zebre, gnu, 4 rinoceronti, babbuini, cercopitechi e facoceri. Usciamo alle 12.20. Andiamo in paese a fare la spesa per pranzo. Andiamo in hotel a mangiare e poi i ragazzi si fermano qui mentre io e Pier andiamo ad esplorare anche l’altro parco, il Western Shores. Siamo al Gate alle 12.45. Il Dukuduku Gate ha una struttura che credo sia appena stata costruita perché è moderna. Il biglietto lo facciamo negli uffici (R131 € 10). Anche qui ci chiedono la patente. Il limite è di 40 km/h perché è tutto sterrato. Questa parte è molto meno trafficata. Troveremo solo 3 macchine più un rinoceronte, gnu, nyala e cobo dell’ellisse. Arriviamo fino a Charters Creek. Questo posto è carino. C’è un pontile che va verso il lago. C’è poca acqua quindi non la raggiunge. Io ho la mania di guardare le impronte quando scendiamo dalla macchina. Ne vedo alcune grosse. Sono evidentemente di un predatore ma non credo leopardo perché non sono così grosse. Rimaniamo giù dalla macchina per il minor tempo possibile. Poi rientriamo. Siccome in andata abbiamo fatto la strada di destra, vogliamo rientrare dall’ uMphathe Loop ma quando stiamo per imboccarlo c’è il divieto di accesso. Anche questo, come gli altri dell’Eastern Shores, è a senso unico. Dovevamo quindi farlo in andata ma sulla cartina non è segnalato. Tenetelo a mente se volete farlo. Usciamo alle 15.30 e andiamo al supermercato a fare la spesa per domani considerando anche la cena visto che all’ Hluhluwe–iMfolozi Park non c’è ristorante. Andiamo anche a prenotare le cena allo Sky Boat Club. C’è una terrazza che si affaccia sul canale con ippopotami a mollo e coccodrilli. Nel parcheggio ci sono molte manguste stiate. Andiamo poi in macchina appena oltre, al parcheggio del campeggio. Percorriamo la passerella in legno che porta all’Estuary Beach. La passerella è quasi tutta rialzata dando la possibilità agli ippopotami di passare sotto. In un paio di punti si abbassa sulla sabbia e qui ci sono tantissime impronte. Questo fa si che gli animali possono passare per andare a mangiare erba nei prati vicini. Rientriamo in hotel per la doccia. Alle 18.00 siamo già a cena. Mangeremo benissimo. Marty è fissata con i gamberi e questo sarà il suo piatto per tutte le altre cene. Io prendo i soliti calamari alla griglia. Pier fritto misto e Matteo che ha un po’ di mal di pancia un piattone di riso in bianco. Non è stato facile farlo capire al cameriere. Loro comunque il riso lo mettono come accompagnamento in tutti i piatti. Lo chiediamo con olio e formaggio. Porteranno il formaggio che mettono nelle omelette e l’olio … lo dimenticano. Comunque Matteo mangia tutto ugualmente e questo lo metterà in quadro subito. Dirà che è stata un’ottima cena al costo di R16 € 1,24 … che caro. In totale comunque spendiamo R 364 € 26,81. Se si pensa che abbiamo mangiato pesce in quantità ….

 

10) 05 agosto 2015, mercoledì – km.200 – tempo bello

Sveglia alle 5.45. Oggi fa meno freddo. Ci sono 17°. In 1 ora di viaggio percorriamo i 52 km. che ci separano dall’ingresso dell’Hluhluwe–iMfolozi Park, il parco dei rinoceronti.

 

INFORMAZIONI: In questo parco c’è un grandissimo progetto di salvaguardia, cura e smistamento in altri parchi di questi bellissimi animali la cui sopravvivenza è davvero molto incerta. Questa era la riserva di caccia del leggendario Re Shaka degli Zulu. L’Hluhluwe (pronuncia scluscluwe), si trova nella parte nord est, è stato aperto nel 1897. L’iMfolozi è nella parte sud ovest ed è stato aperto nel 1895. Sono collegati e sono comunque un unico parco. Il biglietto è unico. I Gate di ingresso sono: Memorial Gate nel lato Hluhluwe, Nyalazi Gate, al centro e Cengeni Gate nel lato iMfolozi. Li separa una strada (la R618) di 56 km. ma sotto questa ci sono dei passaggi per far circolare gli animali. Gli orari, d’ingresso/uscita e di apertura/chiusura dei lodge all’interno, sono: 1 novembre/28 febbraio 5.00/19.00 – 1 marzo/31 ottobre 6.00/18.00. Costo ingresso giornaliero R 130 €10 ad adulto, metà prezzo bambini. Noi non paghiamo perché è valida la Wild Card. Le stade rosse sono asfaltate, le gialle sterrate. Ci sono tutti i predatori. I lodge in cui si può pernottare (elencati da nord-est a sud-ovest) sono: Mtwazi Lodge, Hilltop Camp, Muntulu Lodge, Munyawaneni Lodge, Masinda Lodge, Nselweni Lodge, Hlathikhulu Lodge, Mpila Camp, Gqoyeni Lodge, Sontuli Camp.

Siti Internet:

http://hluhluwegamereserve.com/

http://www.hluhluwe.info/

www.kznwildlife.com (sito ufficiale dei parchi nel Kwazulu Natal)

http://www.eishsa.co.za/minisites/hluhluwe-imfolozi.html (informazioni varie)

 

Alla reception del gate ci chiedono la prenotazione del lodge di questa notte, Mpila Camp (http://www.hluhluwe.info/index.php/Imfolozi/mpila-camp-5-bed-self-catering-chalet.html), i dati della macchina e un numero di cellulare. Il parco si estende su colline quindi la strada è tutta un su e giù. Ci indirizziamo al nord-est percorrendo prima la deviazione ai punti 4 – 5 – 6 (qui ogni incrocio è segnalato con un numero) così poi in rientro seguiamo la strada principale. Molto bello il Thyeni Hide. Ci fermiamo al parcheggio del n°29 a fare colazione. Facciamo anche la deviazione dove è indicato 4×4 fino al n°31. Facendolo in senso orario il punto che rimane rischioso (è tratteggiato sulla cartina) viene fatto in discesa. Non è nulla di che ora che è agosto. In altri periodi quando piove o c’è parecchia acqua, probabilmente è rischioso perché bisogna guadare un fiume, adesso è asciutto. Vediamo impala, giraffe, nyala, zebre, 2 mandrie di bufali, facoceri, cercopitechi, elefanti e 7 rinoceronti bianchi (tutti sulla strada). Certo che sembrano dei carri armati. Danno un’idea di potenza … Arriviamo fino all’Hilltop Camp. Entriamo nel negozietto a comprare il biltong da sgranocchiare mentre viaggiamo. Da qui torniamo indietro fino al gate dal quale siamo entrati così andiamo a visitare l’iMfolozi, dove poi dormiremo. Ci fermiamo al Centenary Centre. Qui c’è un mercatino dove vendono ogni sorta di souvenir ma la cosa più interessante, il centro di recupero, riapre al pubblico a settembre. Qui vengono messi gli animali da spostare in altri parchi e quelli che bisogna curare (http://www.kznwildlife.com/imfolozi-mpila-centenary-centre.html). Proseguiamo fermandoci in ogni punto panoramico. Arriviamo al Mpila Camp alle 13.00. Mi fanno firmare un foglio per lo scarico di responsabilità. (check-in 13.00 – check-out 10.00, il generatore è funzionante dalle 7 alle 22, nelle restanti ore non c’è luce ma nelle camere ci sono lampade portatili – non ci sono recinzioni quindi sconsigliatissimo uscire di notte dalla camera e di giorno prestare attenzione, sarebbe bellissimo essere al sicuro della propria camera e vedere passare fuori dal vetro un leone …  – non riescono solo ad entrare gli elefanti e le giraffe perché hanno messo un cavo con corrente  a circa 2 mt di altezza – la zona della reception è leggermente più sicura perché hanno messo qualche metro di recinzione e sulla strada asfaltata ci sono per terra le cattle grid con l’elettricità, è la prima volta che le vedo elettrificate – http://www.hluhluwe.info/index.php/Imfolozi/mpila-camp-5-bed-self-catering-chalet.html). Andiamo al nostro bungalow. E’ enorme con 2 camere da letto, il bagno, un soggiorno grande con divani e tavolo e la cucina. Anche qui c’è il braai esterno. Alle 15.00 ripartiamo solo io e Pier. I ragazzi stanno in camera a fare due compiti. Passiamo per l’incrocio n°13 dove c’è il Bekapanzi Pan (bello). Arriviamo fino al punto 17 e da qui imbocchiamo il Sontuli Loop. Molto bello. Incrociamo solo una macchina. Ci dicono che vicino al Cengeni Gate ci sono 3 ghepardi. Troppo lontano per andarci. In questo loop comunque troviamo 17 rinoceronti bianchi (5 tutti insieme sulla carreggiata), bufali, giraffe, gnu, facoceri, impala. Alle 17.20, dopo aver visto il sole tramontare, rientriamo in camera. Doccia, cena (a lume di lanterna anche se c’è ancora la corrente) e a dormire ovviamente prestissimo.

 

11) 06 agosto 2015, giovedì – km.340 – tempo bello

Io e Pier veniamo svegliati da un leone che fa il classico verso di richiamo. Che emozione. Ci era già capitato al lodge Nkasa Lupala in Namibia. Ora come allora, è vicinissimo. Con le lanterne svegliamo i ragazzi e facciamo colazione. Con le dovute attenzioni carichiamo la macchina e alle 6.30 partiamo. Pier ferma di colpo la macchina perché ha visto qualcosa di grosso e di maculato. Ci spostiamo subito indietro di un paio di metri ma non c’è più nulla. Peccato. Rifacciamo il giro di ieri (in senso antiorario) e poi proseguiamo fino al 20-21-24. A quest’ultimo incrocio vediamo un elicottero che vola basso. A bordo c’è qualcuno con un fucile. Ovviamente non possono essere bracconieri … verrebbero subito visti … Poco oltre ci sono delle jeep parcheggiate con 5 camion con una gabbia in ferro chiusa per ciascuno. Chiediamo ad una ranger cosa stanno facendo. Ci dice che devono catturare 5 rinoceronti per portarli in altri parchi. Proseguiamo per il punto 28 e poi il 25. Prima di questo un signore ci ferma dicendo che ci sono 3 ghepardi tra il 25 ed il 24. Per l’esattezza ci dice pure il tempo esatto di percorrenza. Ci fiondiamo sul posto. C’è solo un’altra macchina. Sono mamma e due cuccioli ormai quasi adulti ha hanno ancora un po’ di pelo lungo da cuccioli sul collo. Rimaniamo parecchio a guardarli. Sono infastiditi da 2 rinoceronti che pascolano poco distante. Anche l’elicottero li disturba e non capiamo come mai non se ne vanno. Evidentemente sono quelli che ha visto il signore di ieri sera. Dopo poco ci rendiamo conto del motivo. Uno dei due cuccioloni, quando si mette seduto, cerca di abbozzare un passo ma non riesce. Ha la zampa anteriore sinistra completamente rotta. Si crea il panico sulla nostra macchina. Tutti quanti siamo preoccupatissimi per la sua sopravvivenza quindi partiamo in quarta per cercare aiuto. Arriviamo al Cengeni Gate scendo a comunicare la cosa all’addetto. Il signore mi chiede subito di fargli vedere il punto esatto sulla cartina. Non so se l’ha detto per tranquillizzarmi ma mi dice che gli animali feriti vengono portati in centri di recupero, curati e poi reintrodotti in natura. Non credo che valga per tutti gli animali, ho idea che si abbia un particolare occhio di riguardo per quelli la cui esistenza è messa a rischio. Mi dice che va subito a telefonare. Di certo quella povera bestiola sarà staccata dalla mamma e chissà quando potrà tornare libera. Andiamo a pranzare al punto 27 dove c’è un bel panorama sul fiume. Dobbiamo lasciare il parco perché sia fa tardi ma andiamo prima a vedere se è arrivato qualcuno ad aiutare il ghepardo. C’è una jeep dei ranger sulla quale c’è la signora che ci ha dato informazioni sull’operazione di cattura. Fa una foto. Ho idea che serva per ritrovare il punto esatto. Ora sono impegnati nella caccia grossa ai rinoceronti, dopo spero vengano a recuperarlo. Anche perché la mamma gli potrà portare qualcosa da mangiare ma non può di certo bere e chissà da quanti giorni è bloccato in quel posto. In totale questa mattina, oltre ai 3 ghepardi, abbiamo visto 7 rinoceronti, kudù, elefanti, giraffe, bufali, zebre, ecc. Alle 13 usciamo dal parco diretti a Durban. Il navigatore ci passare per Ulindi per poi imboccare la R66. Lungo la strada ci sono tanti villaggi di capanne rotonde. I camion che trasportano le canne da zucchero, come nello Swaziland, ne perdono molte per la strada ed i bimbi che tornano da scuola le raccolgono e le mangiano. Ci sono dei bei paesaggi. Arriviamo al mare e facciamo una deviazione per vedere il faro di Tutela Bouth. Arriviamo a ridosso ma per vederlo bene bisogna andare a piedi in mezzo alla vegetazione e non sappiamo dove lasciare la macchina. Quindi vediamo solo la parte più alta e senza fermarci ripartiamo. C’è una bella spiaggia con sabbia bianca e grosse onde. La costa da qui fino al fiume Zimbali a sud (poco sopra Umhlanga Rocks) è chiamata Delfin Coast per i numerosi banchi di delfini che vivono nelle sue acque. Questa zona (da Durban fino a Santa Lucia) è un susseguirsi di paesi di villeggiatura. Ci sono alcuni caselli autostradali. Pagheremo in totale R 42 € 3,24. Arriviamo all’hotel di Durban, De Charmoy Estate Guest House (www.decharmoy.co.za) alle 16.30 (sono circa 270 km.dall’ dell’Hluhluwe–iMfolozi Park a qui). Sapevamo esserci tantissimi indiani a Durban e di fatti la signora che ci viene incontro è di origini indiane. Scarichiamo la macchina e portiamo le valige in camera (molto bella con i letti a baldacchino) mentre aspettiamo che la signora finisca il suo turno. Seguirà Pier all’aeroporto per il rilascio dell’auto e poi lo riporterà qui. Il servizio costa R 200 € 15 a tratta. Facciamo una foto tutti insieme con il nostro macchinone che ci ha portati per 2540 km senza darci il minimo problema. Mentre loro vanno al rental car, io fotografo i bellissimi uccelli tessitori che lavorano come dei matti alla costruzione dei nidi sui rami di un albero della febbre. La produzione del nido è compito del maschio che deve fare colpo sulla femmina. Questa sceglie come partner l’uccellino che ha costruito il nido migliore.  Altri invece vanno avanti ed indietro con il cibo per i piccoli. Molti nidi cadono per terra e quando vedo una signora arrivare con un sacchetto per buttarli via, mi affretto a prenderne uno. Lo farò seccare bene una volta a casa. Sono molto belli sia gli uccellini gialli e neri che le loro casette. Pier torna, tutto ok. La macchina ’abbiamo restituita senza una riga. Cena in hotel. Loro sono un B & B ma a richiesta riescono ad allestire la cena. L’avevamo già stabilito al momento della prenotazione. Ci avevano detto cena leggera ma hanno portato antipasto, carne con verdure e dolce  (R 940 € 70). Fa freddino e si mangia all’aperto quindi mettiamo i giubbotti pesanti che fino ad ora non avevamo mai usato. Domani mattina la sveglia suona presto quindi alle 21 dormiamo. 

 

12) 07 agosto 2015, venerdì – km.90 – tempo bello

Sveglia alle 5.30 visto che il taxi viene a prenderci alle 5.45. Mentre lo aspettiamo facciamo un giro nella parte sinistra del giardino dove ci sono coniglietti, cavie peruviane, tacchini ecc.ecc. Carino. L’autista arriva puntuale. Guida come un pazzo. In 5 minuti siamo in aeroporto sani e salvi. Abbiamo riso come dei matti perché era abbastanza stordito. Ci sente parlare e ci dice che lui se ne intende di lingue e che ha subito capito che siamo olandesi … e poi chiede a Pier che lavoro fa. Lui gli spiega in modo semplice e molto chiaro e lui dice: ah fai il poliziotto!!! … va beh … poliziotto olandese … Siamo in aeroporto quindi 2 ore prima del volo per nostra tranquillità, in realtà basterebbe solo 1 ora essendo volo nazionale. Facciamo impacchettare le due valige morbide (R 150 € 11,54) e poi abbiamo un’amara sorpresa. Ritardo!!! Anziché alle 8.00 partirà alle 12.30. Cavoli così perdiamo la giornata. Al check-in, avendo pagato il biglietto aereo con la nostra carta di credito e non con quella dell’agenzia, la vogliono vedere come garanzia. Anche all’Aero Guest Lodge a Johannesburg hanno controllato il numero. Per il ritardo del volo ci lasciano una voucher di R 400 € 30 (R 100 a testa) da usufruire in un ristorante. Andiamo così a fare colazione. Facciamo fare dei toast anche da portare via. Ci serviranno per pranzo. Per fortuna non ci saranno ulteriori ritardi e quando arriva ci carica e partiamo subito. Il volo dura 1 ora. Sorvoliamo tutta la costa e in fase di atterraggio vedo il faro di Cape Recife dove dovevamo andare se non c’era ritardo. Che nervoso. E’ in una posizione bellissima. Andiamo subito al noleggio Europcar. Al posto della Hyundai che avevamo prenotato ci consegnano una Duster argento della Renault (targata CA408838). La strisciata della carta di credito è di R 11.000 ma preleveranno solo R 1885 € 134,88 per: drop-off R 951 € 68, navigatore R 864 € 61,81 (R 96 x 9 giorni) e R 70 € 5 di tasse. Alle 14.15 siamo partiamo dopo aver messo a fatica tutte le valige nel bagagliaio. Passiamo velocemente per Port Elizabeth. Vediamo, dalla strada che osteggia il mare, la collinetta che sovrasta la città con il faro e il Monumento Donkin, piramide fatta costruire da Sir Rufane Donkin, governatore della Colonia del Capo,  in onore della moglie Elizabeth (è stato dato il suo nome alla città).

 

INFORMAZIONI PORT ELIZABETH:

http://www.caperecife.co.za/ (Cape Recife)

http://www.nmbt.co.za/listing/cape_recife_nature_reserve.html (Cape Recife)

http://www.artefacts.co.za/main/Buildings/bldgframes.php?bldgid=8832 (The Hill e Donkin Memorial Pyramid)

 

Percorriamo 42 km. in circa 40 minuti. Vedendo che non è tardissimo, vogliamo fare comunque un giro all’Addo National Park. Arriviamo al Matyholweni Gate (quello sud vicino a Colchester dove si trova il nostro lodge).

 

INFORMAZIONI ADDO NATIONAL PARK: Costo: R 216 € 16,62 per adulto e R 108 € 8,31 per bambini sotto i 12 anni – è valida la Wild Card.- Orari: 7.00-18.00 – limite velocità 40 km./h.

Il parco nazionale Addo Elephant, terzo del paese per estensione (misura complessivamente circa 3.500 chilometri quadrati, le dimensioni della regione Valle d’Aosta) è forse il più splendido esempio dell’impegno che in Sudafrica viene profuso da decenni per recuperare e proteggere il patrimonio faunistico che si andava perdendo a causa della caccia, dello sviluppo e degli insediamenti umani. L’elefante africano, in origine diffusissimo nella zona costiera meridionale del paese, era pressochè sparito già nel 1930 quando in tutta la costa fra Cape Town e Durban ne rimanevano ormai una decina di esemplari; fu dal 1940 che si iniziò a raggruppare questi pochi esemplari in una piccola area recintata, favorendone la riproduzione ed ampliando pian piano le dimensioni della riserva che oggi si estende su un vasto territorio completamente recintato e privo di insediamenti umani (tranne qualche lodge e campeggio). Con l’aumento delle dimensioni del parco sono pian piano ritornate a viverci tutte le principali specie africane, alcune tornate spontaneamente altre reinserite recuperando esemplari da situazioni disagiate. Oggi il parco ha una popolazione di parecchie centinaia di elefanti e bufali, molti leoni, ghepardi, iene, caracal e leopardi, rinoceronti neri e giraffe, oltre ovviamente a tante tipologie di impala, antilopi e 185 tipi di uccelli. Anche se appartenenti alla stessa specie come l’elefante africano (Loxodonta africana africana), il l’elefante rossastro dell’Addo è più piccolo, ha le orecchie più arrotondate, il maschio ha zanne più piccole e a volte le femmine sono senza zanne. La caratteristica di questo parco è la presenza degli scarabei stercorari (Dung Beetle). Non sono piccoli come i nostri scarabei. Misurano anche 4 cm. se non di più. Solo in questo parco le femmine fanno delle palline di 5 cm. di diametro con la cacca degli elefanti. Le fanno rotolare e le portano nella terra per poi seppellirle. Sono il loro nutrimento e le mettono via come scorta. Così facendo fertilizzando il terreno e favorendo la crescita delle piante di spekboom (o Portulacaria afra, o “cibo degli elefanti” e fa parte della famiglia delle succulenti). Le foglie, dal caratteristico verde brillante, sono la fonte di idratazione principale degli elefanti. E’ un ciclo di crescita. Gli elefanti mangiano le piante con i semi, questi non vengono digeriti e rimangono interi nello sterco. Gli scarabei seppelliscono le palline e i semi si trovano nel terreno pronti a germogliare. Ci sono diversi cartelli stradali dove viene ricordato che gli scarabei hanno la precedenza oppure che sono al lavoro e che bisogna prestare attenzione. Non si deve mai schiacciare con le gomme la cacca degli elefanti sulla strada. Loro potrebbero essere lì. Noi non ne vedremo al lavoro.  

Tipologia di soggiorno. Le strutture ricettive fruibili per visitare il parco sono essenzialmente tre: i camps/campeggi statali interni al parco che noi escludiamo in quanto di standard qualitativo insufficiente; i lodges privati interni al parco, lussuosi, splendidi ed affascinanti, meravigliosamente inseriti nella natura, inevitabilmente poco economici; i lodges situati nelle vicinanze dell’ingresso del parco, strutture ottime e competitive come rapporto prezzo/qualità e comunque molto comode per quotidiane escursioni nel parco.

La visita del parco. Il parco è percorso da strade sterrate in perfette condizioni e quindi percorribili anche con una vettura 2×4. Sono asfaltate solo alcune strade nella parte nord.

http://www.sanparks.org/parks/addo/default.php

http://www.eishsa.co.za/minisites/addo-elephant-park.html

 

Andiamo alla reception a registrarci. La cartina è omaggio con la Wild Card. Giriamo per tutte le strade nella parte sud dalle 15 alle 17.30. Il paesaggio è particolare. La vegetazione è fitta lungo le strade. Devo dire che gli scarabei fanno un ottimo lavoro!!! C’è una strada statale che taglia in due il parco. Questa non può essere usata come gate di ingresso. Da qui si può uscire ma non entrare. La percorre chi deve attraversare i parco da est ad ovest o viceversa, non per visitarlo. E’ una strada di passaggio. Il sole tende ad abbassarci sulla linea dell’orizzonte colorando tutto di colori caldi. Usciamo con al nostro attivo: zebre, tsessebe, kudù, bufali, struzzi, facoceri e un bellissimo leone maschio che dorme a 10 cm. dalla strada. Rimaniamo un po’ a guardarlo ma non muove un baffo. Ha il radio-collare come tutti i predatori presenti nel parco e le matriarche degli elefanti. Essendo un parco piccolo gli animali possono essere più seguiti. Usciamo dal parco e raggiungiamo velocemente il nostro lodge a Colchester: Dungbeetle Lodge, dal nome degli scarabei (http://www.dungbeetle.co.za/). Ci accolgono i gentilissimi proprietari (marito e moglie). Sono anche esperte guide e portano i clienti nel parco su richiesta. In questo lodge organizzano tantissime attività. Converrebbe stare 2/3 notti così si avrebbe una giornata piena per il parco ed una per andare sulle dune o fare le escursioni in barca. Siamo gli unici ospiti. Ci offrono una bibita sul terrazzo sul fiume. Oltre questo ci sono le dune ed il mare. Noi abbiamo prenotato la Lion Suite e la Elephant Suite (bellissime). I letti sono riscaldati. Hanno in tutto 5 camere. La signora ci fa vedere anche le altre. La African è pacchiana mentre la Fish Eagle è davvero notevole. Paghiamo il saldo del soggiorno. Questo è un B & B quindi non servono la cena. Ci suggeriscono il ristorante Grunters Pub & Grub. Lo raggiungiamo a piedi in 5 minuti. Carino e familiare. Il proprietario è un ragazzo giovane molto simpatico anche se ci chiediamo se è un po’ fatto … abbozza movimenti di ballo quando va e viene dalla cucina … Prendiamo zuppa e poi carne con verdure. Ottimo (R 602 € 44,35). Dimentichiamo le chiavi sul tavolo. Dopo essere usciti ci sentiamo chiamare ed è il nostro amico. Gentilmente ce le riporta e poi torna indietro saltellando …

 

13) 08 agosto 2015, sabato – km.342 – tempo bello/nuvoloso

La colazione solitamente viene servita dalle 8.00 ma i gentilissimi proprietari, sapendo che ieri non abbiamo avuto la possibilità di stare tante ore nel parco per il ritardo del volo e che oggi abbiamo solo la mattinata, ce la servono alle 6.30. Sono davvero cordiali. Ci dicono che la mattina in questo periodo è difficile vedere gli elefanti perché fa freddo e rimangono al riparo tra la vegetazione fino a tardi. Arrivano con l’atlante e vogliono vedere dove abitiamo. L’alba è alle 7.00 e noi siamo al gate alle 7.20. Vediamo quasi subito 2 leoni maschi in posizione da sfinge, tra l’erba gialla, che si scaldano al sole. Poi troviamo bufali, eland, kudù, tsessebe, sebra, struzzi, facoceri ed una leonessa a bordo strada. Questo è il parco degli elefanti ma si fanno desiderare. Percorriamo tutte le strade possibili. Bello il Spekboom Hide i il Zuurkop Lookout. C’è una pozza dove dei piccoli di kudù corrono e saltano. I paesaggi sono molto belli. Si aprono soprattutto nella parte a nord. Siamo un po’ delusi per gli elefanti. Dobbiamo andare via ma puntiamo alle ultime due pozze ed eccoli. Uno per uno ci sfilano davanti alla macchina diretti all’acqua del Gwarrie Pan. Saranno una ventina con i piccoli. Che spettacolo. Come ho detto rimarrei a guardare elefanti e i loro comportamenti per ore. E poi ecco che uno dei piccoli, ho idea che possa essere un maschio con l’ormone impazzito anche se non penso proprio che vadano in must già così piccoli … ci viene a caricare … ma cosa vuole fare??!!?? Arriva con le orecchie aperte, il codino alto, la proboscide sollevata e barrisce. Arriva fino a 2 metri dalla macchina poi va da quella di fronte a noi e poi, attraversando la strada, sparisce nel bush. Dopo 30 secondi torna andando sempre dal nostro vicino, poi da noi per poi tornare alla pozza e andare a dar fastidio ad un altro cucciolo. Cerca pure di montarlo. Non smettiamo più di ridere. Che spettacolo!!! Veramente a malincuore ce ne andiamo consci del fatto che questi sono gli ultimi animali che vedremo per quest’anno … e chissà fino a quando non potremo più tornare in Africa. Mi scappa qualche lacrimuccia … e siamo ancora nel parco!! E’ più forte di me ma non c’è niente di più bello che osservare gli animali africani!!  Andiamo al Main Camp e ci facciamo fare 4 toast con patatine al ristorante ed in più facciamo un po’ di spesa al supermercato. Compriamo soprattutto biltong. Pranziamo in macchina e poi facciamo un giro al centro interattivo. Davvero molto interessante. In una grossa teca c’è terra, cacca di elefante ed una decina di Dung Beetle al lavoro. Finalmente li vediamo. Alle 12.45 partiamo. Lungo la strada, fino ad arrivare a Port Elizabeth, c’è una distesa di township. Che tristezza. Alcuni agglomerati sono terribili, altri invece hanno case più decenti con anche la parabola. Superiamo Port Elizabeth. Purtroppo rinunciamo anche oggi a Cape Recife.  Qui inizia il Regno Floreale del Capo.

 

INFORMAZIONI SU CAPE FLORAL KINGDOM: Si estende da Port Elizabeth ad est fino a Clanwilliam ad ovest (a nord di Cape Town) La striscia ha una larghezza di 100-200 km. per un’area complessiva di circa 46000 km². Questa zona è caratterizzata dalla presenza dei rarissimi e protetti Fynbos. Il termine fynbos (equivalente afrikaans del nome inglese fine bush, “boscaglia fine”) si riferisce alla vegetazione arbustiva che popola solo questa zona al mondo. Si adattano al fuoco e alla siccità ed è definito da quattro forme di crescita: protee, eriche. restios e bulbose. La Riserva Naturale di De Hoop è importante per la conservazione dei fynbos. Nel 2004 questa zona è stata inserita dall’UNESCO tra i Patrimoni dell’umanità. Il Regno Floreale del Capo è una ecoregione floristica. Viene considerata una delle sei ecoregioni floristiche della Terra, pur avendo un’estensione eccezionalmente ridotta; Si tratta comunque di una ecoregione caratterizzata da un’elevata biodiversità (soprattutto concentrata nella parte occidentale): in quest’area vivono infatti più di 8000 specie vegetali, ovvero più di quante se ne contino nelle foreste pluviali di tutta la terra. Almeno 5000 delle specie del Cape Floral Kingdom sono endemiche. Si trovano qui, per esempio, oltre 600 specie di erica, mentre nel resto del mondo il numero di specie note ammonta solamente a 26. Nella sola Table Mountain, a Città del Capo, si contano più specie vegetali che nell’intero Regno Unito. Come per altri tipi di vegetazione arbustiva, il fuoco svolge un ruolo fondamentale nell’evoluzione della vegetazione del fynbos. Molti semi di queste piante germogliano solo dopo l’esposizione al forte calore dovuto a un incendio. Come risposta adattativa agli incendi, la maggior parte delle protee mantiene i semi sul cespuglio per almeno un anno, un comportamento noto come serotinia. I semi vengono mantenuti in involucri che assomigliano alle infiorescenze originali. In alcune specie questi involucri sono bellissimi e duraturi e sono usati in composizioni di fiori secchi.

 

Noi andiamo direttamente al Tsitsikamma National Park senza fare nessuna sosta. Sono 249 km. che percorreremo in 3 ore. Lungo la strada quindi si poteva vedere:

– Jeffrey’s Bay: E’ una delle capitali mondiali di surf. Periodi con onde più grosse: luglio ed agosto. Paradise Beach è una lunga spiaggia di sabbia situata tra Jeffreys Bay e St Francis Bay. In realtà è un sobborgo di J-Bay, ma è relativamente incontaminata dallo sviluppo. Spesso è possibile avvistare tartarughe, numerosi uccelli, conigli, manguste e lontre. E ‘un posto fantastico per i surfisti e snowboarder visto che c’è buon vento tutto l’anno.

– Cape St. Francis (penisola con scogliere e faro) questo l’avrei visto volentieri. Se ieri il volo non era in ritardo e avessimo potuto stare all’Addo, oggi riuscivamo a partire un pochino prima e fare anche la deviazione

 

INFORMAZIONI TSITSIKAMMA NATIONAL PARK: La regione si allunga dal fiume Bloukrans ad ovest al Eerste Rivier a est, è delimitato a nord dalle montagne imponenti Tsitsikamma e nel sud con l’Oceano Indiano.  L’area è coperta in ampi tratti di foresta indigena, piantagioni commerciali e Fynbos. Ci sono gole create dai fiumi impetuosi che partono dagli altopiani interni ed arrivano fino al mare. Un clima mite tutto l’anno permette di sfruttare al meglio tutte le attività all’aperto, mentre una elevata piovosità garantisce la lussureggiante vegetazione. 

Tsitsikamma National Park, dichiarato nel 1964, comprende una riserva marina costituita da 80 km di costa e offre al visitatore paesaggi magnifici, passeggiate, una piccola spiaggia, ristorante e negozio. Si possono avvistare balene, delfini, lontre, antilopi e numerosissime specie di uccelli.

Tsitsikamma è dove si trovano alcune delle aree forestali più incontaminate tutta la Garden Route, eguagliata solo dalle foreste della zona Knysna. Le piantagioni commerciali sono regolate per rispettare la fauna e non intaccare i bacini d’acqua. Il Parco non solo conserva la flora e la fauna indigene, ma anche la vita marina in quanto incorpora una cintura marina che si estende 5,5 km nell’oceano.

Il Paul Sauer Bridge (1954), lungo 192 metri, si trova sulle belle Storms River Gorge. E’ erroneamente noto a molti come il Storms River Bridge. E’ un’opera di architettura e ingegneria creata da italiano Riccardo Morandi. E’ uno dei quattro ponti costruiti attraverso le gole profonde del Tsitsikamma. Bungy jumping non è un’attività intrapresa al Paul Sauer Bridge.

Big Tree  (uno Yellowwood Outeniqua) si trova a breve distanza ad ovest del Paul Sauer Bridge lungo la N2. Un percorso (Big Tree Trail ) attraverso la foresta conduce al gigante Yellowwood in circa 10 minuti. L’albero è stimato a ± 800 anni, si erge alto 36,6 metri ed ha una circonferenza di quasi 9 metri. Il Ratel Nature Walk parte dall’albero. Ci sono due semplici percorsi di  2,6 km o 4,2 km.

Storms River Village: si trova tra Paul Sauer Bridge e il Storms River Mouth Rest Camp, circa. un chilometro a sud del N2. E ‘circondato da piantagioni e foreste. Il tranquillo villaggio è in realtà solo una raccolta di piccole aziende, alcune case e un paio di negozi.  L’attrazione principale del villaggio è un numero di attività turistiche come ilTsitsikamma Canopy Tour, Black Water Tubing, noleggio di mountain bike, kayak, immersioni e snorkeling, crociera in barca, escursioni a piedi, ecc

Ci sono tre passeggiate che partono dagli uffici SANParks dello Storms River Village:

Goesa Walk: Questa breve passeggiata di 2 km attraversa foresta.

Fynbos Trail: Questo percorso di km.1,8 è facile e pianeggiante e si snoda attraverso ifynbos. Offre alcune splendide viste sulle montagne di Tsitsikamma. La partenza è di fronte al Centro Informazioni.

Plaatbos Walk: sono 3 percorsi, tra i 5 e gli 8 km di lunghezza. L’opzione più lunga porta in un sito di picnic giù al vecchio Storms River Bridge, dove si può anche fare il bagno.

Escursioni brevi (senza tasse o permessi necessari):

Mouth Trail: 1km, un percorso lineare che porta ai Suspension Storms River Bridge. Il sentiero parte dal ristorante del Parco. Onde gigantesche si infrangono su altissime scogliere, mentre un bel sentiero pedonale permette di raggiungere i 2 ponti sospesi sulla foce dello Storms River.

Viewpoint Trail: Superate il ponte sospeso, a 2 km, percorso lineare. La prima parte è una salita piuttosto ripida, verso il punto di vista diventa una pendenza più dolce. Si ottiene una bella vista sull’Oceano Indiano, la bocca del fiume, i ponti e la restcamp.

Waterfall Trail: Corrisponde al primo giorno di escursione del famoso Otter Trail. Partire dalla Oceannettes sul lato orientale della restcamp. 6,4km alla cascata e ritorno, poco più di 3 ore (un percorso lineare). L’ultimo orario di partenza in estate 14:30 e in inverno 13:30. L’escursione è contrassegnato come difficile, a causa del terreno accidentato e scivoloso. Portare con sé il costume da bagno per un tuffo rinfrescante sotto la cascata, che segna il punto a metà strada.

Loerie Trail: Inizia un po ‘ad est del ristorante, una piccola passeggiata passato un punto di vista, che offre solo una vista sull’oceano. 1,5km e circolare.

Blu Duiker Trail: 5,5km e circolare. Si parte lungo il sentiero Loerie, poi si gira verso la costa, seguendo il sentiero della cascata di nuovo al Oceannettes.

Escursioni lunghe:

Otter Trail: (www.sanparks.org/ottertrail) 42 km, 5 giorni e 4 notti con buone capanne per dormire. È necessario prenotare in anticipo. Le prenotazioni possono essere prese un anno di anticipo, il che significa che ci sono spesso cancellazioni dell’ultimo minuto, quindi è sempre bene controllare le disponibilità. Portate cibo e sacchi a pelo. Bisogna avere una buona forma fisica.  La cosa bella è che solo 12 persone sono ammesse su una qualsiasi parte del percorso, quindi è davvero incontaminato e vale la pena farlo. Si prega di verificare con i ranger del parchi gli orari delle maree.

Dolphin Trail: 20 km, 2 giorni e 3 notti. (www.dolphintrail.co.za)

Tsitsikamma Trail: (www.mtoecotourism.co.za) Si può scegliere di camminare 2-6 giorni, con o senza servizio di facchinaggio. Se volete andare a piedi solo per un tratto, è fattibile.

Bungy jump:  Salto più alto del mondo dal leggendario Bloukrans Bridge (il ponte più grande d’Africa).  Questa è la Rolls Royce di salti. L’accesso al punto di salto sulla sommità dell’arco è attraverso un passaggio appositamente progettata sotto il piano stradale.  Altezza: 216m 

 

http://www.tsitsikamma.info/listing/tsitsikamma_national_park

http://www.atthewoods.co.za/pages/things-to-do/

 

Noi ci fermiamo al Paul Sauer Bridge. C’è un parcheggio presso il distributore. Andiamo al punto panoramico che si trova sul terrazzo di un bar e poi andiamo sul ponte passando dal sottopassaggio sulla gola che porta dall’altra parte della strada. Un gran bel salto!!! Ci sono i nuvoloni e pioviggina. D’inverno, sul mare il tempo è decisamente ballerino. Saltiamo il Big Tree e lo Storm River Village. Giriamo poi sulla sinistra dove ci sono le indiczioni e dopo 6 km. arriviamo al gate del parco. Non paghiamo l’ingresso perché abbiamo la Wild Card. Costerebbe R 168 (€ 13) adulti – R 84 (€ 6,50) bambini. Entro con il foglio della prenotazione allo Storm River Mouth Rest Camp (http://www.sanparks.org/parks/garden_route/camps/storms_river/tourism/availability.php). Ci cambieranno la camera. Noi avevamo prenotato un family cottage FA4 perché c’erano disponibili solo quelli ed invece ci danno l’Oceanette-large FN4 (la G). Tra tutte è la più bella perché rimane sulla testata della costruzione. Ha il prato fuori ed il mare a pochi metri. La camera è un po’ datata ma il posto è davvero molto bello. Ci sono due camere vista mare, la sala/cucina ed il portico con la griglia. Peccato che il tempo è molto uggioso. C’è vento ma non piove. Il mare è arrabbiatissimo e crea grosse onde. Molti delfini nuotano vicino alla riva e vediamo un paio di balene un pochino più distanti. Si vedono gli sbuffi e le code. Andiamo in macchina al ristorante. Lungo la strada per arrivare vediamo molte tende e camper. Le piazzole sono sul mare. Per dei camperisti come noi questo sarebbe un posto da urlo per dormire. Compriamo due cosine al market e prenotiamo il ristorante per le 19. Si trova sulla scogliera. Ha una terrazza che dà sul mare ma ora è chiusa. Chiediamo dove parte il sentiero per arrivare ai ponti ma la signorina ci dice che essendo le 17 e dovendo camminare per 1 ora e ½, saremmo indietro con il buio. Noi ci proviamo ugualmente perché domani danno pioggia e non vogliamo rinunciare a vederli. Impiegheremo 45 minuti in tutto. Abbiamo camminato spediti e non siamo rimasti molto ad ammirare il paesaggio. Diciamo che è stato un giusto compromesso, tra non vederlo e vederlo velocemente, è meglio la prima … Abbiamo fatto benissimo ad andare perché le ultime persone che c’erano le abbiamo trovate che tornavano quindi saremo soli. Credo che sia difficilissimo fotografare il ponte senza nessuno che lo percorre. Il sentiero è bello e semplice. Ci sono tantissime calle fiorite. Attraversiamo il ponte più lungo sulla foce del fiume avanti ed indietro. Si vedono le gole. All’interno l’acqua è tranquilla ma nera come il catrame. Sicuramente il tempo non aiuta. Poi percorriamo l’altro (in realtà sono due più piccoli del precedente) senza dover tornare indietro perché da qui c’è il sentiero in salita che si ricollega a quello fatto per arrivare. Rimane un anello. Quindi solo quello lungo si fa avanti ed indietro, a meno che non si prosegue su altri sentieri. Arriviamo al ristorante che è ancora chiaro. Ci sono le procavie del capo (simili alle marmotte) che girano sulle rocce. Rimaniamo un attimo a guardare le onde. Fanno paura. Proprio un bel posto. Anche qui sarebbe da rimanere due notti o più. Se uno è appassionato di camminate, qui ha pane per i suoi denti. Doccia e cena. Mangeremo benissimo tutto pesce (R 900 € 65,49). Stasera sforiamo ed andiamo a dormire alle 22.00 … mamma che tardi!!

 

 

14) 09 agosto 2015, domenica – km.268 – tempo pioggia/bello

Ci svegliamo con il ticchettio della pioggia. Ci sarebbe piaciuto fare un tratto dell’Otter Trail ma nulla. Partiamo alle 9.00 dopo aver fatto colazione con le nostre cose in camera. Ci fermiamo al Gate per farmi rilasciare l’exit permit. Torniamo sulla strada principale e ci fermiamo al Bloukrans Bridge per vedere il Bungee Jumping. Ci sono tanti venditori di statuine ma noi proseguiamo. Andiamo sul terrazzo dal quale si vede bene il ponte. Ci sono tantissime persone che si lanciano. Matti!! Non lo farei nemmeno se mi pagassero. Non costa caro, pensavo peggio … R250 € 19,24. Per arrivare si passa in una gabbia di ferro attaccata sotto al ponte. Anche il fondo dove si cammina è di ferro quindi si vede il vuoto … credo che se uno arriva fino a là poi non ha problemi a buttarsi. Ripartiamo. A Plettenberg Bay inizia la famosa Garden Route.

 

INFORMAZIONI: E’ un tratto di costa lungo meno di 300 km. da Mossel Bay ad ovest fino poco oltre Plettenberg Bay ad est. Panorami mozzafiato, montagne che cadono a picco sul mare e spiagge selvagge coronano un quadro dove la natura trionfa in tutto il suo splendore.

http://www.plettenbergbayinfo.co.za/plett/tenikwa.html (centro recupero animali)

http://www.tenikwa.com/ (centro recupero animali)

 

Qualche km.prima di Plettenberg Bay, dovesse interessare, seguire l’indicazione per Keurboomstrand. Dopo 2 Km. si arriva alla Keurbooms Beach. Camminando sulla spiaggia sia arriva ad una formazione rocciosa particolare, l’arch Rock. E’ una roccia con un grande taglio al centro. Noi non ci fermiamo perché vedendo che è uscito il sole, vogliamo andare a camminare sulla penisola dopo il paese, la Robberg Nature Reserve.

 

INFORMAZIONI: Orari 7.00/20.00 (01.10 al 30.04)e 8.00/18.00 (01.05 al 30.09) – Costi: adulti R 40 € 3, bambini 3-12 anni R 20 € 1,50 – Accettano la Wild Card.

E’ una delle più preziose aree protette del Sud Africa. Robberg Peninsula è situata a 8 km sud-ovest di Plettenberg, non è solo una riserva naturale, ma anche un monumento nazionale. Sulla punta c’è il più alto faro di navigazione della costa del Sud Africa, il Cape Seal Lighthouse (146m slm). La riserva si estende anche 1,8 km in mare aperto, fornendo protezione per una vasta gamma di specie ittiche vulnerabili. I visitatori possono aspettarsi di vedere delfini, balene e otarie del Capo. Il terminre Robberg in Afrikaans significa montagna delle foche.

SENTIERI ESCURSIONISITICI: I tre percorsi circolari variano in termini di distanza e difficoltà. Durano da 30 minuti a 4 ore

Gap Circuit: Lunghezza: 2,1 km Tempo previsto: 30 minuti. Il percorso più breve e più facile che si dirige direttamente in una fenditura di fango indurito, che è la prova della preistorica disgregazione del Gondwana 120 milioni anni fa.

Witsand Circuit: Lunghezza: 5,5 km Tempo stimato: 2 ore. Il percorso si snoda lungo il crinale settentrionale della penisola al riparo dal vento prima di scendere alla spiaggia sul lato sud. Gli escursionisti potranno passare sopra la colonia di foche residente lungo la strada e incontrare una colonia di gabbiani alla fine del percorso.

Point Circuit: Lunghezza: 9,2 km Tempo stimato: 4 ore. Si tratta di una camminata abbastanza faticosa e non è raccomandato per i bambini piccoli. Si arriva fino alla punta più distante, dove c’è il faro.

http://www.capenature.co.za/reserves/robberg-nature-reserve/

 

Arriviamo al Gate dove controllano la Wild Card e ci lasciano il permesso con la cartina. Andiamo poco oltre al parcheggio. Già da qui c’è una vista spettacolare della spiaggia sul lato sud della penisola. Dalla spiaggia si passa ad un’altra piccola penisola rocciosa parallela alla costa. Si può camminare fino là. Il cielo è completamente sereno ma c’è parecchio vento. Mettiamo negli zaini il pranzo e partiamo. Faremo il 2° percorso di 2 ore. Seguiamo il versante settentrionale. Essendo sotto vento si sta benissimo e togliamo i giubbotti. Si vede tutta la lunga spiaggia di Plettenberg Bay. Arriviamo fino al primo svincolo (The Gap) dal quale si può rientrare facendo un percorso ad anello. Noi proseguiamo. Ci sono molti cespugli fioriti e delle cavallette lunghe 10 cm. Vediamo dall’altro una colonia di otarie del Capo. Arrivaimo fiano al secondo svincolo (Witsand). Qui è come se fosse una grossa duna di sabbia che separa in due la parte rocciosa della penisola. Parte dal lato nord (qui è a strapiombo sul mare, è pericoloso, non bisogna avvicinarsi molto, sotto questa c’è un’altra colonia di otarie) ed arriva fino al lato sud dove c’è la grossa spiaggia con la penisola di roccia che abbiamo visto dal parcheggio. Se si prosegue diritto si arriva fino alla punta della penisola. Noi ci fermiamo qui a pranzare. Il tempo si guasta. Il vento porta grossi nuvoloni. Velocizziamo il rientro. Purtroppo quando arriviamo sulla bella spiaggia il colore del mare non rende e dobbiamo affettarci. C’è un punto un po’ pericoloso per salire al primo svincolo (The Gap) dove siamo passati all’andata. Si passa sulle rocce. Bisogna stare attenti se c’è vento forte. Saliamo in cima ed esce di nuovo il sole. Che nervoso. Abbiamo fatto la spiaggia di corsa!!! Completiamo l’ultimo anello e torniamo al parcheggio. Siamo assolutamente soddisfatti anche se ci sarebbe piaciuto un sacco arrivare in punta. Siamo stati via 2 ore e ½ compreso sosta pranzo. Consiglio proprio questa camminata. Arriviamo fino a Knysna.

 

INFORMAZIONI: Riporto quello che ho trovato su internet. A mio avviso bellissima la location ma con asfalto e cemento che rovina tutto. Io sono per paesaggi quindi questa deturpazione del territorio proprio non mi piace. Ovviamente però, in un bel posto viene costruito.

La laguna di Knysna, con le sue grandi rupi di calcare, chiamate the Heads, è una formidabile attrazione. Queste rupi sono l’accesso alla laguna. La bellissima città di Knysna, spesso citato come ‘Il Gioiello della Garden Route’, è abbracciato dai monti Outeniqua da un lato e la spettacolare laguna di Knysna e Oceano Indiano sul lato opposto. Nel cuore di Knysna si trova la bellissima laguna di 21 ettari, con The Head, un paio di rocce di arenaria di spicco, che fiancheggiano il canale attraverso il quale il mare si riversa nella laguna del Knysna. La città è famosa per le sue ostriche, birra, elefanti e ospita l’unico cavalluccio marino Knysna. Le foreste misteriose sono uno dei più grandi patrimoni naturali. La laguna è sempre aperta al mare, ed è famoso per la pesca, canoa, immersioni, campeggio, nuoto, passeggiate, gite in barca e la coltivazione delle ostriche. Sedgefield,  al confine con la laguna Swartvlei è un bellissimo. Questa famosa cittadina è circondato da boschi. Cinque spiagge di sabbia sparsi su entrambi i lati della foce lagunare Swartvlei, il più grande lago di acqua salata naturale in Sud Africa. Famosa per i suoi elusivi e rari elefanti nelle lussureggianti foreste, Knysna è ben noto per la sua ricca storia, ristoranti gourmet che offrono ostriche squisite e birra di produzione locale, e una varietà di centri di arte e artigianato.

http://www.knysnaaccommodation.co.za/

 

Noi costeggiamo la laguna sulla sinistra ed andiamo al punto panoramico dal quale si vede The Head. Parcheggiamo ed andiamo a piedi. Bello. Peccato solo il tempo, è tutto nuvolo. Ci spostiamo poi in paese e facciamo spesa al supermercato, mangiamo e facciamo benzina. Ripartiamo e costeggiamo il Wilderness National Park fermandoci al Dolphin Point.

 

INFORMAZIONI: La zona di Wilderness è nota soprattutto per la natura relativamente selvaggia che circonda il paese (che proprio alla “natura selvaggia”, wilderness, deve il proprio nome). Il territorio è caratterizzato da innumerevoli laghi collegati da canali naturali, in mezzo ai quali scorre il fiume Serpentine. L’abbondanza di acqua fa di questa zona un vero paradiso per il bird watching, con centinaia di diverse specie di uccelli che vengono qui a nidificare. A circa 2 km dalla cittadina c’è l’ingresso per il Wilderness National Park, un parco naturalistico in cui è possibile fare escursioni a piedi (non ospita animali pericolosi). Km.8 per arrivare ad una cascata. Wilderness costituiva una delle fermate della linea ferroviaria a vapore Outeniqua Choo Tjoe. Prima del paese, sulla curva alla foce del fiume, c’è il parcheggio del Dolphin Point dal quale si possono avvistare delfini e balene.

 

Ripartiamo arrivando direttamente a Mossel Bay. In periferia ci sono le township.

 

INFORMAZIONI: In questa spiaggia approdò esausto Dias e qui vi trovò acqua e fece ritorno in Portogallo. A lui è dedicato un museo. Bartolomeo Diaz Museum” c’è la copia esatta della caravella con cui arrivò, 500 anni fa, in Sud Africa. C’è lì vicino l’albero della posta. I marinai che passavano di qui diretti alle Indie lasciavano sotto questo albero, oggi plurisecolare, la corrispondenza che veniva raccolta e portata in patria dalle navi sulla rotta del ritorno. C’è un sentiero da fare a piedi che passa sul mare lungo tutta la penisola (St. Blaize Trail) km.13,5 ore 6 di cammino. Sulla punta c’è un faro. Ci sono escursioni in mare per vedere una colonia di otarie e per calarsi in acqua nella gabbia con gli squali.

 

Andiamo al nostro lodge che si trova nella periferia, a Dana Bay, il Lilies & Leopard (http://www.lilies-leopards.co.za/). È praticamente una casa privata con 3 camere per gli ospiti ed una piccola sala per la colazione. Tutte le camere sono vista mare. Rimane su di una collina quindi la vista è bellissima. Sulla porta di ingresso su una lavagnetta sono scritti i nostri 4 nomi e “Benvenuto”. Sono i piccoli dettagli che fanno la differenza. Ecco perché mi aveva chiesto i nomi di tutti quando abbiamo prenotato!! Ci accoglie una donnona credo di origini tedesche. Gentilissima. Ci offre il the con biscottini. Ci dà una cartina della città e ci prenota la cena al ristorante The King Fisher. Le camere sono graziosissime con i letti riscaldati. Quella matrimoniale al primo piano ha anche una piccola cucina. Qui dormiamo io e Matteo. Quella sopra è solo camera. C’è un cannocchiale in ognuna e la signora ci dice che questa mattina c’erano le balene vicino alla costa. Dopo le docce in 10 minuti arriviamo in centro. Il ristorante è sul mare. Sulla spiaggia c’è una piscina di marea. Avendo il mare sempre così agitato e pericoloso per i bambini, hanno studiato questa cosa. Sfruttano un’insenatura rocciosa e chiudono con un muretto basso. L’acqua entra ed esce con la marea. I bambini e non solo, possono stare a mollo senza rischi. Ne vedremo diverse. La cena sarà squisita. Prendiamo tutti pesce (R 800 € 58). Vicino al ristorante c’è il faro Cape St Blaize. Il tempo è sempre tiranno. Essendo arrivati tardi e dovendo domani mattina partire presto, non vediamo nulla di questo paese, né tanto meno il faro di giorno. Fa parecchio freddo e apprezzeremo infilarci nei letti riscaldati

 

15) 10 agosto 2015, lunedì – km.293 – tempo bello

Dopo una deliziosa colazione, alle 8.30 partiamo con destinazione De Hope Nature Reserve. Raggiungiamo in 2 ore Swellendam. La strada è tutta asfaltata. Ci sono un susseguirsi di campi di colza gialla tutti fioriti. Il tempo è bellissimo ma freddo. Superiamo il paese di Swellendam e dopo circa 10 km. alla deviazione sulla sinistra per Spitskop, imbocchiamo lo sterrato (ottimo e ben battuto andiamo ad 80 km./h). Dopo 32 km. giriamo ancora a sinistra verso Malgas e dopo 2 km. a destra per il Gate di ingresso alla riserva. Arriviamo al gate dopo 6 km. Registriamo il nostro ingresso.

 

INFORMAZIONI: Orari:7.00/19.00 – Costo: R 40 a testa ma accettano la Wild Card. De Hoop, appena a sud della foce Breede River, è un’area umida riconosciuta di importanza internazionale. La riserva si estende tre miglia nautiche (circa cinque chilometri) al di là della linea di costa ed è uno dei migliori siti di osservazione delle balene in Sud Africa. E ‘anche uno dei più importanti luoghi di parto e di nursery di questi meravigliosi animali. La Riserva Naturale di De Hoop è di circa 34 000 ettari in termini di dimensioni e una delle più grandi aree naturali gestite dal Capo della protezione della natura. E ‘una delle mete preferite per gli escursionisti, ciclisti, amanti del bird watching e durante l’inverno e l’inizio dell’estate per gli osservatori di balene. L’intera lunghezza della costa De Hoop è un’area marina protetta, uno dei più grandi in Africa. La pesca non è consentita in questo settore e visitatori non possono disturbare o rimuovere organismi marini. La riserva naturale di De Hoop comprende le zone di riproduzione della balena franca australe. Si stima che circa 120 singoli esemplari ritornano alle acque di De Hoop ogni anno per partorire. La vista di questi mammiferi che salta fuori dall’acqua o semplicemente che sguazzano nelle acque azzurre è sicuramente uno dei punti salienti di una visita a De Hoop. Le alte dune di Koppie Alleen sono un ottimo punto di osservazione per il whale watching. Stagione delle balene è tra giugno e novembre di ogni anno con mesi di massimo visibilità tra agosto e settembre.  Un tipico clima mediterraneo prevale nella regione; le estati sono calde e inverni miti. La pioggia annuale è di circa 380 millimetri e agosto è solitamente il mese più piovoso. Ci sono 1 500 specie di vegetali: 108 specie sono rare o minacciate, 34 specie esistono solo qui e in nessun altro posto al mondo, 14 specie sono stati recentemente scoperti.  La riserva ha 86 specie di mammiferi come i rari bontebok e le sebra di montagna, così come eland, rhebuck, babbuino, manguste, caracal e il leopardo. I mammiferi marini sono i delfini e foche oltre alle balene.  Almeno 250 specie di pesci sono presenti nella zona marina protetta. De Hoop è famosa per la sua varietà di uccelli residenti e migratori e più di 260 specie sono state registrate sulla riserva. Il De Hoop Vlei attira un gran numero di uccelli acquatici. L’unica colonia di riproduzione rimasta del raro avvoltoio del Capo nel Western Cape è a Potberg.

http://www.capenature.co.za/reserves/de-hoop-nature-reserve/

http://www.dehoopcollection.com/

http://www.sa-venues.com/game-reserves/wc_dehoop.htm

 

Superato il gate la strada è leggermente in discesa. Il limite è di 40 km/h. Ci sono le dune in lontananza e tutt’intorno cespugli di fiori gialli. Uno struzzo si mette in mezzo alla strada e non ci lascia passare. Poi incomincia a correre sulla carreggiata ma non si leve per quasi 1 km. …. Sembra quasi che ci accompagni. Prendiamo lo svincolo per il nostro lodge De Hoop Village at the Opstal (http://www.dehoopcollection.com/). Per arrivare ci sono grandi prati con eland e bontebok che pascolano. Vediamo anche alcuni babbuini. Ci sono tantissimi fiorellini colorati. Questo è un primo accenno di primavera anche se le temperature, specialmente di notte, sono fredde. Il lodge è davvero molto singolare. Credo fosse una vecchia fattoria di cavalli tutta di colore bianco. Il ristorante che si chiama Fig Tree (aperto dalle 8.00 alle 21.00) ha le sembianza di una vecchia stalla. I cottage sono deliziosi. Andiamo a prenotare per la cena poi andiamo al market a comprare del biltong e a prendere l’acqua. Ci sono tante enormi piante di fichi selvatici. Dovesse interessare si possono affittare quad (minimo 16 anni) o bici. I quad costano R 285 a testa e bisogna andare con la guida. Noi non possiamo perché i nostri figli sono troppo piccoli. Peccato perché ci sarebbe piaciuto. Andiamo al nostro cottage (il primo sulla sinistra, Morea 1). Dire bellissimo è dire poco. Fuori ha un tavolo con il braai, internamente ha la cucina (la tavola è già apparecchiata per la cena), la sala, 3 camere da letto (con letti riscaldati) ed il bagno. Sembra un cottage scozzese. Lasciamo le valige e andiamo in macchina alle dune. La strada è sempre sterrata. Sono 20 km. fino a Koppie Alleen. Ci sono cartelli stradali che dicono di fare attenzione a non schiacciare serpenti e tartarughe ma ho idea che ora siano tutti in letargo. Lasciamo la macchina nel piccolo parcheggio ed andiamo a piedi. In 5 minuti raggiungiamo il cottage vicino alla spiaggia. Questo è uno dei posti più belli che ho visto in vita mia. Il cielo è completamente azzurro e questo contribuisce a fare risaltare tutto. L’acqua nel mare è di due colori in base alla profondità. Contiamo una ventina di balene. Nella parte più chiara si distinguono quelle che hanno di fianco in piccoli (si vede solo la schiena) e nella parte scura ci sono quelle che saltano fuori dall’acqua. Le rocce sono bianche, la sabbia è bianca, le onde sono grosse. Mamma mia che bello. Andiamo sulle rocce a sinistra così ci avviciniamo di più al mare. Nella piccola spiaggia c’è un’otaria che gioca. Sarei stata lì all’infinito a guardare questo spettacolo. Poi ci spostiamo sulla destra fino alle dune di sabbia che si gettano nel mare. Facciamo pic-nic tra le dune. Davvero bello. Rientriamo al lodge. I ragazzi stanno un po’ in camera mentre noi andiamo a piedi fino al negozietto per comprare ancora qualcosina. Vicino alla strada per arrivare ci sono molti eland e bontebok che pascolano. C’è una pianta piena di uccelli tessitori al lavoro. Torniamo e prendiamo la macchina. Ripercorriamo la strada che porta a Koppie Alleen ma allo svincolo andiamo a destra così vediamo la laguna poi andiamo a Koppie Alleen per vedere il tramonto. Il mare non rende molto perché, con il sole basso, il colore dell’acqua è uniforme. Il sole sparisce alle 18.00. Torniamo in camera giusto per fare una doccia ed andare a cena. Il locale è riscaldato. Fuori fa freddissimo. La cena è fissa. Si hanno due possibilità di scelta di primi e due di secondi più il dolce (R 1040 € 75,58). Sarà ottima. Fuori è buio pesto. Le stelle fanno da padrone. Alle 21.15 siamo già tutti in branda nei nostri bei letti riscaldati. Anche in questo posto sarebbe stato bello stare due notti.

 

16) 11 agosto 2015, martedì – km.247 – tempo bello

L’alba è alle 7.15. In ½ ora facciamo colazione e partiamo. I prati e gli animali che stanno già pascolando sono avvolti dalla nebbiolina dell’umidità che però si sta dissolvendo man mano che il sole sale. Fuori dal gate, sempre su strada sterrata di 46 km., arriviamo in 1 ora a Bredasdorp. Ci sono tanti campi di colza fioriti. In questo paese c’è il museo dei relitti presenti nella zona. Dal paese sono altri 45 km. (li percorriamo in 35 min., scrivo i tempi impiegati almeno si possono calcolare bene gli spostamenti). Arriviamo a Cape Agulhas, il punto più a sud del continente africano.

 

INFORMAZIONI: Cape Agulhas è un promontorio roccioso, una costa selvaggia e pericolosa, è un cimitero delle navi. Circa 250 sono state affondate in questa zona.

Il Capo di Needles: Il nome ‘Cabo das Agulhas’ (portoghese ‘Capo di Needles’) fu dato dai navigatori portoghesi nel 1500 quando hanno notato che l’ago della bussola che indica la direzione del Nord magnetico corrispondeva con il nord reale. C’è solo una deviazione di 26 gradi tra il vero nord e il nord magnetico in questo posto.

Parco Nazionale di Capo Agulhas: Il Parco Nazionale Agulhas comprende la punta meridionale dell’Africa, che si estende alle città di Gansbaai e Struisbaai, di una superficie totale di circa 21 000 ettari (52 000 ettari). Più di 1750 specie botaniche si possono trovare in questo parco, insieme ad alcuni dei più notevoli esempi di fynbos, in particolare quelle su terreni calcarei in quanto sono considerati in via di estinzione e indigeni del sud del Overberg. Sono luoghi di riproduzione di uccelli rari, come la Beccaccia nera di mare. Il parco fa parte del Cape Floral Kingdom, che è un patrimonio mondiale dell’UNESCO. Anche qui, nei mesi invernali, ci sono le balene.

Peak of Southern Africa: E ‘l’attrazione turistica principale nel Parco Nazionale del Capo Agulhas. C’è una ufficiale di pietra sulla spiaggia raggiungibile passeggiando sulle passerelle di legno (1 km a ovest del faro) oppure arrivando in macchina al parcheggio.

Indiano-Atlantic Oceans: Come dichiarato dall’Organizzazione internazionale Idrografica, il luogo di incontro ufficiale del oceani Indiano e Atlantico è Cape Agulhas, anche se le correnti oceaniche possono continuare a muoversi. Questa distinzione è fusa in pietra. Questo è stata l’attrazione principale che ha attirato i marinai ed esploratori per arrotondare il Capo: la soddisfazione di navigazione in uno dei bracci di mare più impegnativi del loro tempo. L’amore per l’avventura e misteri intorno a questo capo è rimasto vivo nel cuore dei viaggiatori moderni di oggi.

Cape Agulhas Lighthouse: Questo affascinante, storico faro rosso e bianco è il secondo più antico faro di lavoro del Sud Africa. Costruito nel 1848 in stile Faraoni, comprende un piccolo ma affascinante museo, negozio di curiosità e sala da tè. Ci sono esattamente 71 gradini per arrivare in cima. La piccola collina dietro il faro, conosciuta localmente come ‘koppie’, vi darà una vista panoramica delle navi vicine e il punto in cui i due oceani si incontrano. 

L’Agulhas Town: La città di L’Agulhas si trova nelle vicinanze.

Cosa più da vedere e fare:ci sono molti sentieri escursionistici e c’è la possibilità di fare il bagno in piscine di marea.

Passiamo per il paese L’Agulhas senza fermarci, passiamo vicino al bel faro e andiamo direttamente al parcheggio del punto più a sud del continente africano. Avevo letto che si doveva pagare l’ingresso e che accettavano la Wild Card, ma non troviamo nessuna biglietteria. La costa è rocciosa ma bassa e il paesaggio bello. Il cielo è completamente azzurro ma con il vento fa freddo. Foto di rito. Io e Martina andiamo a piedi ancora oltre fino al relitto della nave giapponese Meisho Maru n.38 (affondata il 16 novembre 1982, i 17 membri dell’equipaggio si sono tutti salvati). Pier e Matteo tornano a prendere la macchina e ci raggiungono. Il relitto si trova a circa 1 km. oltre il punto dell’incontro dei due mari. Se partite a piedi dal faro fino al relitto e ritorno, ci chiama Rasperpunt Trail, si fa una gran bella passeggiata, tempo permettendo, e sono in tutto 5,5 km. Del relitto si vede bene tutta la prua che è fuori dall’acqua, appoggiato sulle rocce. E’ il nido dei cormorani.  Andiamo al faro e saliamo sulla punta solo io e Pier (R25 € 1,93). Bel panorama. Ci sono le foto di centinaia di fari nel mondo. Tutti divisi per stato. Da qui ripartiamo alle 11.00. Visto che il tempo scorre inesorabile, tralasciamo la visita del piccolo paesino di Elim (case con il tetto in paglia, mulino ad acqua e chiesa). Percorriamo strade prima sterrate poi asfaltate tra colza, pecore e struzzi. Non ci sono grandi segnaletiche. Dopo le indicazioni per Elim guidare per circa ½ ora poi si segue Die Dam sulla sinistra per poi imboccare la R43 a destra verso Pearly Beach e Gansbaai. In un’ora e 15 minuti (120 km.) arriviamo quindi da De Hoop al paesino di Kleinbaai, il porto di Gansbaai, dal quale partono le escursioni in mare per vedere gli squali bianchi.

 

INFORMAZIONI:

Gansbaai è una cittadina di pescatori e destinazione turistica. E’ nota per la sua densa popolazione di grandi squali bianchi e come location del whale watching. La principale attrazione turistica in Gansbaai dal 1995 è stata l’immersioni in gabbia con gli squali bianchi. Si dice che dopo il Kruger National Park, gli squali bianchi sono la cosa che attira il più alto numero di turisti in Sud Africa. Più di 140 navi sono state distrutte e migliaia di vite perse tra Danger Point e Cape Infanta, ad est di Gansbaai. Nel 1895, il Point Lighthouse Danger è stato costruito, fornendo una maggiore sicurezza per le navi in queste acque pericolose. Gansbaai (il nome deriva da una colonia di oche egiziane che vennero utilizzate per nidificare questa zona) si trova ai piedi delle montagne del Duyenefontein, e vanta bellisime spiagge e coste ricoperte della tipica vegetazione di fynbos. Nel 1881, un pescatore di 18 anni, Cornelis Johannes Wessels, camminò attraverso le dune di Standford fino all’odierna Gansbaai. La pesca fu così buona che decise di stabilirsi qui in una capanna, fatta di pietra, intonaco e canne. Presto altre famiglie lo seguirono e costruirono piccole abitazioni primitive tra le dune vicino al mare. Oltre al settore della pesca, Gansbaai è divenuta oggi un magnifica cittadina dedita al turismo. Ha una scuola elementare, chiese di varie confessioni e negozi per ogni esigenza. I pescivendoli, inoltre, offrono eccellente pesce fresco ogni giorno.

Gansbaai è una rinomata località di villeggiatura per appassionati del mare e della pesca, ma soprattutto per chi desidera vedere le balene.

De Kelders: Uno dei posti migliori per vedere le balene dalla riva è il paesino di De Kelders,sulla Walker Bay appena sopra Gansbaai.

Klipgat Cave: si trova nella Riserva Naturale Walker Bay, vicino a De Kelders, l’area residenziale di Gansbaai. Klipgat Cave è uno dei più importanti siti storici della Western Cape. La riserva e la grotta sono aperti al pubblico.

Kleinbaai: un piccolo porto naturale sulla penisola Dangerpoint, le barche partono più volte ogni giorno per portare i turisti a per vedere squali e balene.

Dyer Island, Geyser Rock e Shark Alley: Il nome originale di Dyer Island era Ilha da Fera, così chiamata dai marinai portoghesi nel 15 ° secolo. Dyer Island è la più grande di un gruppo di isole a circa 5 miglia al largo di Gansbaai. Prende il nome Samson Dyer, un emigrante dagli Stati Uniti a Colonia del Capo nel 1806, che ha vissuto raccogliendo il guano sull’isola e che poi ha venduto sul continente come fertilizzante. L’isola è la patria di migliaia di pinguini africani. E’ una delle quattro colonie del continente in Sud Africa (questa, Boulders Beach, Stony Point e poi Luderitz in Namibia). Dyer Island è una riserva naturale e non è accessibile al pubblico.

Geyser Rock è una piccola isola vicina ed è la casa di circa 60.000 otarie del capo.

Il canale poco profondo tra le due isole è popolarmente conosciuto come “Shark Alley”. Questa è la zona di caccia dello squalo bianco.

The African Penguin and Seabird Sanctuary – APSS: è il primo santuario appositamente dedicato al pinguino africano e agli uccelli marini situato vicino all’isola di Dyer Island, riserva marina protetta abitata da 29 specie di volatili, tra cui questa simpatica e fragile specie in via. Questo singolare “ospedale” per animali in difficoltà è stato inaugurato il 26 febbraio 2015 grazie all’impegno di una cooperativa- gestita da “Dyer Island Conservation Trust” con sede a Kleinbaai, il porticciolo turistico di Gansbaai, presso la “Great White House”. La nascita del centro è di particolare importanza perché rappresenta la prima vera speranza di salvezza per tante specie in pericolo, considerando che la stazione di recupero e cura più vicina si trovava finora a Città del Capo, ovvero a circa due ore di macchina da Gansbaai. Un arco di tempo lunghissimo, durante il quale gli animali feriti o ammalati spesso peggioravano o finivano per morire. Dyer Island è universalmente riconosciuta come uno dei più importanti sistemi insulari costieri del Sud Africa ed è considerata, a livello mondiale, una delle IBA (Important Bird Area) più preziose. Durante l’anno, l’isola ospita oltre 29 specie di uccelli marini, molte minacciate o in via di estinzione, e rappresenta una delle ultime roccaforti del pinguino africano, la cui sopravvivenza, prevalentemente a causa di pesca eccessiva, cattura e inquinamento da idrocarburi, naviga in pessime acque. Costruire un centro di recupero per salvare questi animali era un atto doveroso e necessario, ma se non fosse stato per il conservazionista Wilfred Chivell, già ideatore di un centro pluri-premiato a livello mondiale per l’osservazione e studio del grande squalo bianco (il Marine Dynamics Tours) e dei “marine big five” (le balene australi, le foche, i pinguini, gli squali e i delfini, con Dyer Island Cruises) molto probabilmente le buone intenzioni manifestate da tutti a livello mondiale sarebbero rimaste lettera morta.

http://www.gansbaaiinfo.com/

http://multescatola.com/biblioteca/salute/gansbaai.php

http://www.dict.org.za/ (centro recupero pinguini)

 

Escursioni per vedere gli squali: periodo migliore ma marzo a settembre per trasparenza acqua

1) Shark Cage Diving (R 1600, sotto 12 anni R 800, se non ci si immerge (devono saperlo prima di partire, sconto R 200) – 3/4 ore – partenza alle 10, orario preciso dipende dalla marea, se lo squalo non si vede rimborsano tutti i soldi

Street Address: 8 Swart Street, Kleinbaai, Gansbaai – Tel +27 (0) 28 384 1418

Email: brian@sharkcagediving.net – Web site: http://www.sharkcagediving.net/

2) Marine Dynamics (R 1600, sotto 12 anni R 950 – nessuno sconto se non si entra in acqua)

Street Address: Mr Wilfred Chivell, The Great White House, 5 Geelbek Street, Kleinbaai, Gansbaai, 7220

Tel +27 28 384 1005 / +27 82 380 3405

Email: dive@sharkwatchsa.com – Website: www.sharkwatchsa.comwww.marinevolunteers.com

3)Supreme Sharks (R 1500 , sotto 12 anni R 900 – dalle 8 alle 12, colazione e pranzo)

Street Address: Mr Michael Rutzen, Postal Box 511, Gansbaai, 7220

Tel +27 28 384 2787 / +27 82 441 4555

Email: info@sharkdivingunlimited.com – Web site:http://www.supremesharks.com/

4) White Shark Projects (R 1600)

Street Address: Charmaine Beukes, 16 Geelbek Street, Kleinbaai, 7220.

 Tel +27 28 384 1774 / +27 76 2455 880

Email: bookings@whitesharkprojects.co.za

5) White Shark Diving Company (R 1450 , sotto 12 anni R 950)

Street Address: 9 Kusweg, Kleinbaai Harbour, Kleinbaai, Gansbaai, 7220.

Tel +27 82 559 6858

Email: info@sharkcagediving.co.za – Web site: http://www.sharkcagediving.co.za/

6) I Did Africa (Booking Agent)

Address: 18 Geelbek Street, Kleinbaai, Gansbaai, 7220.

Tel +27 76 253 5055

Email: info@ididafrica.co.za – Website: www.ididafrica.co.za

7) White Shark Safaris (Booking Agent)

Street Address: 12 Geelbekstreet, Kleinbaai, 7220

Tel: 060 9668844 / 082 9282000

Email: info@whitesharksafaris.com

 

 

Escursioni per vedere le balene:

1) Dyer Island Cruises

Address: Mr Wilfred Chivell, The Great White House, 5 Geelbek Street, Kleinbaai, Gansbaai, 7220

 Tel +27 28 384 0406 / Mobile +27 82 801 8014

Email: bookings@whalewatchsa.com

2) Ivanhoe Sea Safaris

Address: Office, 5 Harbour Way, Gansbaai Harbour, Gansbaai, 7220

 Tel 028 384 0556 / 082 926 7977

Email: info@whaleviewing.co.za – Website: www.whalewatchingsa.co.za

 

INFORMAZIONI SUI BIG FIVE DEL MARE:

Balene franco australi (Eubalaena Australis: Trascorrono i mesi estivi ad alimentarsi intorno all’Antartide per poi migrare migliaia di chilometri fino alle baie riparate del Sudafrica, Sud America ed Australia per accoppiarsi e partorire. Essi possono essere visti lungo la costa tra giugno / luglio e dicembre. Queste balene hanno anche il nome “franco” per il fatto che, quando cacciano vanno diritte all’obiettivo. Il corpo è grande e nero e di solito ha macchie bianche sul ventre. Non hanno la pinna dorsale. Le pinne laterali sono larghe e a forma di pala. La grande pinna caudale può raggiungere i 5 mt. di larghezza. Sono miopi. Hanno macchie di pelle ruvida sulla testa chiamate callosità e sono diverse da individuo ad individuo. Questo favorisce il riconoscimento di ogni singola balena. Queste callosità sono coperti di pidocchi. Saltano fuori dall’acqua per poi atterrare facendo un grande “splash” per liberare il corpo dai parassiti. La gravidanza dura un anno e la cura dei piccoli 6/12 mesi. Circa il 4% dei piccoli nascono per lo più bianchi. Questo colore diventa in genere di colore grigio / tigrato negli adulti. I piccoli sono lunghi 4/6 metri e pesano una tonnellata. Hanno piccoli ogni 3 anni (uno di gravidanza, uno di cura dei piccoli ed uno per ricostruire le riserve necessarie ad un nuovo ciclo riproduttivo. Non hanno denti quindi si alimentano con il plancton che viene filtrato dai fanoni. Questi sono più di 200 e pendono dalla mascella superiore (simile a tende verticali). Mangiano tra i 600 e i 1600 kg al giorno. Nuotano nel plancton con la bocca aperta. Per filtrare l’acqua chiudono la bocca e usano la lingua per spingere l’acqua tra i fanoni (come un setaccio), così il cibo resta in bocca. La loro vita dura anche più di 50 anni. Rischiavano l’estinzione e quindi sono protette dal 1935. Il loro numero sta aumentando del 7% all’anno. La popolazione africana è stimata in circa 3000 individui. Mentre quella del sud del mondo è di 7500 individui. Sono comunque solo il 10% rispetto al periodo pre-caccia (dalla fine del 18° secolo) 

Squali bianchi (Carcharodon carcharias): Tutti i tipi di squali sono conosciuti come “elasmobranchi”, che significa che hanno uno scheletro fatto di cartilagine. Ci sono oltre 600 specie di squali conosciuti. Mentre noi abbiamo 5 sensi, gli squali ne hanno 7: tatto, olfatto, gusto, vista, udito, la pressione dell’acqua la capacità di rilevare lievi campi elettrici prodotti dai muscoli (compreso il battito cardiaco). Non hanno squame ma pelle che vista al microscopio sembra fatta di piccoli denti. Questo è il motivo per cui se sia accarezza uno squalo dalla testa alla coda è morbido mente in senso opposto è ruvido. Tutti gli squali hanno fecondazione interna, il che significa che si accoppiano. La maggior parte degli altri pesci hanno fecondazione esterna. Grandi squali bianchi partoriscono proprio come i mammiferi. Un’altra cosa che li accomuna ai mammiferi è che la loro temperatura corporea è più alta di quella dell’ambiente in cui vivono. Il maschio raggiunge la maturità intorno ai 13 anni e la femmina di 20 anni. Il grande squalo bianco ha cucciolate di 7-9 cuccioli. Le femmine possono riprodursi solo due volte in tutta la sua vita. Si ha tanta paura degli squali ma non dovrebbe essere così se si pensa che ci sono di media 4 attacchi mortali all’anno in tutti i mari e con tutte le specie di squali. Gli attacchi mortali di cani solo negli Stati Uniti in un anno è in media 26 mente 38 persone l’anno muoiono per un colpo di fulmine e  1,2 milioni di persone rimangono uccise ogni anno in incidenti stradali. Che cosa è più rischioso?

Delfini: Ci sono 2 diverse specie di delfini che sono visitatori abituali acque sudafricane: il delfino megattere (Sousa chinensis ) e il tursiope Indo-Pacifico (Tursiops truncatus). Delfini megattere hanno una lunga, becco sottile, e il loro corpo è di colore più chiaro di quello del tursiope. Delfini megattere hanno una piccola pinna dorsale e una gobba prima questa. Il ventre tende ad essere bianco, i cuccioli e i giovani sono più pallidi degli adulti. Come tutti i cetacei con i denti, hanno solo uno sfiatatoio. Essi si trovano di solito lungo la costa dove abitano le acque basse o nelle acque costiere. Raramente sono trovati in acque di profondità superiore a 20 metri, mettendoli in contatto frequente con le attività umane. Il tursiope Indo-Pacifico, che è una sottospecie del delfino comune tursiope (quello visto in televisione e negli acquari). Il modo migliore per descrivere il tursiope Indo-Pacifico è quello di confrontarlo con il Delfino comune. Gli Indo-Pacifico hanno un becco lungo e più sottile rispetto al Delfino comune tursiope e tutto il loro corpo è più piccolo e più sottile. Il loro colore del corpo è anche più chiaro. Il loro ventre tende ad essere macchie bianche e scure che appaiono quando l’animale raggiunge la maturità sessuale. La pinna dorsale è grande e curva.

I delfini comuni mangiano principalmente pesce che si può trovare in acque poco profonde, come sardine, sgombri e cefali, ma possono anche mangiare seppie e calamaretti. I delfini Indo-Pacifico mangiano principalmente pesci e cefalopodi (ad esempio calamari e polipi) che possono essere trovati in acque poco profonde. I delfini comuni vivono in piccoli gruppi da 1 a 12 individui. I Tursiopi vivono in gruppi da 5 a 15 ma a volte può essere visto in gruppi di almeno 100 animali. La società di questi delfini si crede sia essere abbastanza stabile, con le femmine strettamente correlati che vivono insieme, e gruppi di maschi adulti, con legami forti, arrivando a far loro visita per l’accoppiamento o l’alimentazione. Per entrambe le specie, le nascite si verificano prevalentemente in estate. Le femmine di solito hanno un piccolo ogni tre anni e si prendono cura di loro per almeno 3 o 4 anni. La femmina è sessualmente matura tra i 5 ei 12 anni, il maschio tra i 10 ei 12 anni. Il periodo di gestazione è di un anno. Le misure di piccolo sono di 90-130 centimetri alla nascita con un peso medio di 30 kg, e vengono partoriti dalla coda. La femmina allattare per circa 18 a 24 mesi e l’animale giovane inizia ad avere una dieta mista (latte e pesce) tra i 9 ei 12 mesi. Ogni delfino ha una pinna dorsale unica, sia per quanto riguarda la forma che le tacche lungo il bordo delle loro pinne. Pinne dorsali possono quindi essere utilizzati per riconoscere diversi individui.

Foche del Capo(Arctocephalus pusillus pusillus): Otarie del Capo sono “endemica” della Namibia e del Sud Africa. A Geyser Rock c’è un colonia 55.000 individui. Ogni anno, 10.000-12.000 cuccioli nasceranno ma solo l’1% sopravviverà fino all’età adulta. Otarie del Capo sono mammiferi, partoriscono i loro piccoli e li allattano. Mangiano pesce. Le femmine possono pesare fino a 120 kg e maschi fino a 360 kg! Il parto e l’accoppiamento avvengono a novembre / dicembre di ogni anno. Le femmine si accoppiano subito dopo il parto. Otarie del Capo sono la preda principale per grandi squali bianchi. Otarie del Capo sono la preda principale per grandi squali bianchi.

Pinguino africano (Spheniscus demersus): Ci sono solo 17 specie di pinguini in tutto il mondo, e il pinguino sudafricano è l’unico che vive nel continente africano. Essi sono considerati endemici in Namibia e Sud Africa. Raggiungono la maturità sessuale a 4 anni. Si riproducono soprattutto nelle colonie. Dyer Island è una di queste aree e si trova a 8 km a sud dal porto di Kleinbaai. Periodo di riproduzione inizia a gennaio quando i maschi tornano alle loro precedenti aree di nidificazione. Difendono il loro nido mentre aspettano l’arrivano delle loro femmine. Si accoppiano con lo stesso compagno dopo anno. In genere depongono due uova che, in caso di successo, si schiudono in marzo. Essi possono poi accoppiarsi nuovamente a maggio / giugno. Se l’uovo è perso, si può riaccoppiare subito fino ad addirittura agosto / settembre. Questo è stato sfruttato dai raccoglitori di uova nel 18 ° e 19 ° secolo. Perché sono i pinguini africani in difficoltà? La popolazione totale del pinguino africano ha avuto una riduzione del 90% nel 20°secolo. I tre principali colpevoli di questa morte erano la raccolta delle uova, la raschiatura del guano (usato come fertilizzante) e l’inquinamento marino aggrava ulteriormente questo declino. I pinguini africani scavano naturalmente nello strato di guano per formare nidi. Questo serve a tenere le uova isolate dal caldo e dal freddo e protette dai predatori. Senza il guano le uova sono a rischio per le condizioni atmosferiche, le inondazioni e i predatori. Su Dyer Island, lo strato di guano era 4-6m di spessore un tempo. Molte delle isole di guano sono ora rocce brulle con uno strato di pochi centimetri di profondità. I pinguini devono fare il nido sulla superficie in fosse poco profonde. La raccolta delle uova è durata fino al 1960. Erano considerate una prelibatezza in Europa. I pinguini africani sono molto sensibili all’inquinamento marino, in particolare il petrolio. I pinguini di Dyer Island sono costantemente afflitti da mini-sversamenti causati da petroliere che passano. Queste  illegalmente puliscono i loro contenitori di olio in mare. Una volta che questo olio raggiunge le nostre coste, i colpevoli sono ormai lontani, ma il danno è stato fatto. I pinguini ricoperti di olio possono annegare, non si riesco più a nutrire  e devono essere presi e ripuliti. Questa cosa può danneggiare il successo di riproduzione per una coppia di pinguini per molti anni. A partire dal 2009, ci sono stati solo 1.200 coppie nidificanti di pinguini africani su Dyer Island.

 

Dicevo di noi. Arriviamo a Kleinbaai alle 12.15. Mentre Pier fa benzina mentre io vado subito al primo operatore che trovo che so che organizza escursioni per immergersi con lo squalo bianco. Si tratta del Marine Dynamics (Street Address: Mr Wilfred Chivell, The Great White House, 5 Geelbek Street, Kleinbaai, Gansbaai, 7220 – Tel +27 28 384 1005 / +27 82 380 3405 – Email: dive@sharkwatchsa.com – Website: www.sharkwatchsa.com). Vorremmo prenotare per domani mattina così oggi andiamo ad Hermanus, dove dormiremo, per vedere le balene nella baia. Sappiamo che è più facile vederle vicino alle rocce nel pomeriggio. Quando il mare è un pochino più agitato vengono nella baia a ripararsi. Il responsabile delle prenotazioni per vedere gli squali ci dice che non c’è posto ma che se vogliamo possiamo andare oggi alle 13.00. Perfetto. Facciamo che aspettare qui. Paghiamo R 1600 (€ 114,70) ad adulto mentre R 950 (€ 68) per Martina. Tot R 5750 € 412,45. Qui notiamo che il cambio continua a svalutarsi. Oggi è 13,95 contro i 13 della partenza. Con questa escursione abbiamo così risparmiato 30 €. Chiedono chi vuole immergersi nella gabbia. Matteo accetta subito e chiedono le misure di altezza e piede per la muta. Pier scarta subito l’idea. Martina vorrebbe ma, senza neppure sapere se può o meno per l’età, le diciamo noi di no, e io rinuncio. Lo squalo bianco è uno dei miei pallini da anni e mi sarebbe piaciuto vederlo da vicino ma fa troppo freddo e non me la sento. Farò bene perché Matteo, quando mette la muta, dice che gela. Ci sono 8° sulla barca. Nell’acqua non ha freddo perché è a 15°. Puntuali ci chiamano per andare nel soppalco. Offrono il pranzo. Io non mangio nulla perché preferisco stare a stomaco vuoto non sapendo com’è il mare, Pier e ragazzi mangiano e dicono che è tutto buono. Alla fine fanno vedere un filmato con curiosità ed istruzioni. Siamo più o meno una ventina sulla barca. Di italiani siamo noi 4 ed un’altra coppia. Per il resto sono tutti americani. Ci fanno indossare giubbotto salvagente e giubbotto impermeabile arancione. Alle 14.00 puntuali siamo sulla barca. Incrociamo la gente che scende dal giro prima del nostro. Hanno facce stravolte … promette bene. Saliamo e si parte. In 10 minuti siamo a ridosso di Dyer Island. Ci fermiamo a caricare la gabbia che avevano ancorato ad una boa. La portano in mare al mattino e la riportano indietro la sera. Durante il giorno, quando vanno avanti e indietro, la lasciano in mare. Arriviamo sul punto X. C’è solo una barca alla giusta distanza di privacy e vediamo che c’è gran movimento intorno. Un ragazzo ci spiega che prima si prova questo punto in mare aperto perché gli squali che girano qui sono grossi, se non ne arriva nessuno si va nel canale tra le due isole dove ce ne sono tanti ma piccoli. Gettiamo l’ancora e ci posizioniamo in modo tale che le onde ci colpiscono dal lato verso il mare aperto e calano la gabbia sul lato verso la spiaggia, dove non ci sono onde che danno fastidio. E ora inizia l’attesa. Distribuiscono sacchetti con il nome. All’interno ci sono la muta e le scarpette della misura indicata all’atto della prenotazione, la maschera ed un asciugamano. Dicono di cambiarsi dietro una tenda che sistemano al centro della barca, e di mettere tutti i propri vestiti nel sacchetto. L’uomo addetto alla pastura apre un grosso bidone. La mescola e la fa cadere in acqua con un rubinetto. La puzza è terribile. Mi sposto subito perché mi dà fastidio. Martina rimane con me, Matteo gira per la barca tutto euforico e Pier vomita l’impossibile!!! Mi sento maledettamente in colpa … sono io l’appassionata di squali … lui non voleva venire. Voleva rimanere in paese ad aspettarci. Non ha mai patito la barca, non so come mai oggi è stato male. Anche una ragazza gli tiene compagnia … Io mastico nervosamente un Travelgum quindi non ho problemi. Certo, non oso alzarmi dal posto in cui sono seduta. Poi scopro essere uno dei migliori perché lo squalo arriva a 2 mt. da me … Fa freddo e le onde sono davvero grosse. Faccio morire dal ridere uno skipper quando ne arriva una particolarmente grande. Devo aver fatto una faccia strana perché lui mi dice che per loro questo mare è quasi piatto e che le onde sono piccole. Di solito ci sono onde grosse tre volte tanto. Io gli dico che per me le onde piccole sono quelle della mia vasca da bagno … Non oso immaginare per i turisti stare in mare con onde come quelle che dice lui. C’è parecchio personale. Molti sono volontari che vengono qui a passare le vacanze, lavorando. Un ragazzo è italiano e ci dice che rimane qui 3 settimane. Passa dalla mattina alla sera in barca … io morirei … L’attesa dura 1 ora. Tantissimi gabbiani volano intorno alla barca e poi si gettano in mare per prendere i pezzetti di pesce usciti dalla pastura. Alcuni scagazzano sulla barca ma i ragazzi addetti sono subito pronti a pulire con le salviette. Sono io la prima a vedere un movimento strano. Ed ecco il primo squalo. Sarà lungo 2 metri. Allora fanno entrare le persone nella gabbia. Faranno a turno. Matteo rimane dentro 45 minuti. Ti aggrappi ad un ferro interno con le mani ed appoggi i piedi su un altro sul fondo. Quindi non esce nulla dalla gabbia. Questa rimane fuori dall’acqua 50 cm. Tutti stanno perfettamente in piedi. Quando si avvicina lo squalo, attratto da un’esca in legno a forma di foca e da un’altra piena di teste di pesci, lo skipper urla e vanno in apnea. Non c’è l’uso di bombole. Arriveremo ad avere intorno 6 squali di cui uno che è sui 5 mt. Scatto delle foto da urlo. Bellissimo. Rimaniamo qui 2 ore e ½. Molti rientrano nella gabbia anche una seconda volta. Il personale è qualificato e gentilissimo. Quando tutti sono usciti e vestiti, sollevano la gabbia e la posizionano a poppa della barca e si riparte. Alle 17 puntuali siamo in porto. Bellissima esperienza. Per Pier un po’ meno. Dice che è completamente senza forze e non se la sente di guidare 50 km. per arrivare ad Hermanus. Propone di cercare un albergo qui. Dopo un pochino si riprende e ci incamminiamo. Non oso a chiedergli di fare una puntina al faro di Danger Point. Arriviamo ad Hermanus.

 

INFORMAZIONI: Questo, insieme a De Hoop, è il paradiso delle balene. La particolarità i questo posto, come ho detto prima, è che arrivano fino alle rocce quindi le si vede ad un paio di metri. Rimangono tanti mesi in questa baia, fintanto che i piccoli non sono pronti ad intraprendere il lungo viaggio verso il polo. Lungo tutto il paese si può percorrere a piedi il Cliff Path Walking Trail. E’ un sentiero di 10 km. che costeggia il mare. Parte dal porto nuovo che si trova a 2 km. ad ovest della città e va verso est. Si può comunque imboccare in qualsiasi punto. E’ indicato per il whale watching. Qui si incontrano Rock Dussy (proravie del capo anche se in realtà dussy vuol dire tasso), dei simpatici animaletti curiosi che sembrano marmotte. Sul lungomare dalle 9 alle 17, da giugno a settembre, si può vedere Eric Davalala, il Whale crier. Il suo lavoro consiste nel suonare un corno quando arriva una balena nella baia.

http://www.hermanus.co.za/

http://fernkloof.com/ (giardini)

Escursioni per vedere le balene:

1) Whale Watching Hermanus Southern Right Charters

Street Address: The Whale Shack, Hermanus New Harbour, Hermanus 7200.

Tel +27 82 353 0550 – Email: info@southernrightcharters.co.zawww.southernrightcharters.co.za

2) Hermanus Whale Watchers

Westcliff Road, New Harbour –  Hermanus – Tel: +27 (0)28 312 4957-  Cell: +27 (0)82 931 8064

Email: bookings@whalewatchers.bizwww.hermanuswhalewatchers.co.za

 

Andiamo subito al nostro hotel, Anchor’s Rest (http://www.anchorsrest-hermanus.co.za/). Dire graziosissimo è dir poco. Ci sono 4 o 5 camere. La nostra, Star Fish Family Room, ha un locale unico con il nostro letto, il cucinino e il salotto, i ragazzi hanno una cameretta con i letti singoli ed il bagno. E’ tutto di colore azzurro e bianco. Davvero bello. Ed è quello che è costato meno di tutto il viaggio!! La signora ci prenota il ristorante per la cena e ci chiede se vogliamo la colazione per domani mattina. Accettiamo al costo di R 70 € 5,40 a testa. Ci lascia il telecomando del cancello. Inizialmente Pier pensa di non venire a cena. Dice che ci porta e ci viene a prendere. Poi cambia idea perché la signora ci dice che il Lemon Butta è un ristorante che merita. Si trova al primo piano di un centro commerciale con vista mare. E’ strapieno. Ci capita una cosa che credo sia più unica che rara. Io prendo i soliti calamari alla griglia (ottimi) mentre Pier e i ragazzi un piatto di riso con sopra pezzettini di pesce. Quando glielo portano hanno l’amara sorpresa di scoprire che è annegato nel curry. Loro mangiano di tutto ma quella spezia è troppo forte. Piluccano un po’ di pesce e poi lo avanzano. Non vogliono reclamare ma quando la cameriera arriva chiede se non è piaciuto. Loro spiegano che a loro non piace il curry e che non era indiato nel menù. Ci rimane malissimo e chiede se vogliono qualcos’altro. Ma loro sono a posto, il curry ha tolto l’appetito. Va via e dopo un minuto torna dicendo che hanno sbagliato a non indiacarlo visto che è una spezia molto particolare, e che dobbiamo pagare solo il bere ed il mio piatto (R326 € 23,39). Sono sconvolta. In Italia è ben difficile se non impossibile che succeda una cosa del genere. Più che altro erano piatti da 18 € l’uno. Noi non vogliamo assolutamente non pagare ma il proprietario ci dice che così siamo obbligati a tornare un’altra volta ad assaggiare i loro ottimi piatti. Torniamo in hotel e andiamo a dormire nel letto riscaldato. Io ho ancora la sensazione di ondeggiare. E dire che siamo scesi dalla barca da 4 ore …

 

17) 12 agosto 2015, mercoledì – km.205 – tempo nuvoloso

Alle 7.30 puntuale arriva la colazione direttamente in camera. Che bello. Viene portata in due cesti da pic-nic. Carinissima la cosa. Andiamo poi in centro e facciamo due passi sul sentiero che costeggia il mare. Ci dicono che oggi il mare è troppo calmo quindi le balene sono in mare aperto. Ne vediamo solo 4 in mezzo alla baia che fanno i salti. Peccato. Mi sarebbe davvero piaciuto vederle vicino alla riva. Partiamo con destinazione la penisola di Cape Hangklip (http://www.hoogwaterhuis.com/location/hangklip-falsebay.htm). La maggior parte della penisola è parco, è la Kolgelberg Biosphere Reserve.

 

INFORMAZIONI: È la prima biosfera del Sud Africa dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 1988. Copre 1.000 kmq. Ha la biodiversità più vasta di tutto il paese. Ha 1880 tipi diversi di vegetali di cui 600 specie di fynbos, 150 delle quali endemiche. Nelle paludi vivono cavalli selvaggi e nel mare di fronte alla costa ci sono le balene. l Kogelberg non ha molti grandi animali. Ci sono un paio di leopardi, la lontra del Capo, piccole antilopi, babbuini, saraghi e lepri sono abbastanza comuni. Falchi pellegrini, aquile nere e aquile pescatrici. Micro-rane in via di estinzione e un tipo di granchio d’acqua dolce. La riserva ha innumerevoli sentieri con percorsi da uno a più giorni. La Riserva si apre alle 07:30 e chiude alle 19:00 in estate. In inverno 8.00-8.00.

L’ingresso è pochi km. a nord di Kleinmond. Parcheggio e servizi igienici in ufficio Oudebosch.

http://www.kogelbergbiospherereserve.co.za/ (kogelberg biosphere reserve)

http://www.moonstruck.co.za/activities/kogelberg/ (kogelberg biosphere reserve)

 

Noi la tralasciamo. Come al solito non abbiamo tempo e dobbiamo fare delle scelte. Arriviamo a Betty’s Bay.

 

INFORMAZIONI: Piccolo paese con poche case. E’ famoso per:

Stony Point African Penguin Colony: Colonia di pinguini di Stony Point poco dopo la cittadina Batty’s Bay. E’ una delle quattro colonie del continente in Sud Africa (questa, Boulders Beach, Dyer Island e Luderitz in Namibia). E’ molto più numerosa rispetto a quella di Boulders Beach e inserita in un contesto naturale affascinante. Oltre ai pinguini potrete ammirare anche molti altri uccelli marini da una distanza molto ravvicinata camminando su comode passerelle, che si articolano in mezzo al sito di osservazione. Di mattina è possibile osservare anche le balene, che passano qui nelle prime ore della giornata. La passeggiata non è lunga ed è possibile osservare pinguini di ogni età in ogni attività: chi si trova nel nido, chi passeggia, chi nuota e pesca, chi surfa le onde, chi prende il sole sugli scogli. Non si sente neppure cattivo odore; Costo R 10 € 0,77 – accettano la Wild Card.  Orari: 8.00-17.00. Si trova a metà del paese, nella punta più a sud.

Harold Porter Botanical Gardens: Il giardino botanico di Harold Porter, che si estende dalla cima della montagna verso il mare, è noto come ‘piccolo Kirstenbosch’ e contiene alcuni tra i migliori esempi di fynbos locali e oltre 50 specie di erica. Si trova qualche km. prima di Betty’s Bay.

Adults: R18 Students: R10. – Cnr Clarence Drive & Broadwith Rd – Betty’s Bay

Leopard Kloof Trail: Ci vuole il permesso per accedere. Si chiede all’ingresso del Harold Porter Garden. Questo percorso si snoda attraverso il bosco, attraversando il torrente più volte e finendo ad una deliziosa cascata. Tuttavia, se ha piovuto molto, l’autorizzazione non può essere data perchè attraversare il torrente è pericoloso. Le chiavi del cancello non sono date dopo le 14:00 e dovranno essere riconsegnate entro le 16:30. Le chiavi sono di proprietà del Harold Porter NBG. Il deposito di R50.00 viene chiesto come garanzia per le chiavi. Ricordatevi di chiudere la porta dietro di voi sia entrando che uscendo. In nessun momento la porta può essere lasciata aperta. Il sentiero sale per un breve tratto prima di scendere per la prima attraversata del fiume. Ci sono altri due guadi per arrivare alla prima cascata. Poi una serie di scalette portano alla seconda e alla terza cascata. La base di questa cascata è la destinazione finale. Qui in stagione (fine dicembre a fine gennaio) si trova la disa rosso (Disa uniflora) fiorita tra i muschi acquatici e le rocce delle alte scogliere sopra la piscina. Questo è un posto meraviglioso. Non è consentito nuotare nelle piscine o altrove nella tenuta. Come in tutte le aree naturali prendere solo le immagini e lasciare solo orme. Godetevi la vostra esperienza nel Leopard Kloof e non venire di nuovo!

http://www.sanbi.org/gardens/harold-porter/virtual-tour/harold-porter-nbg-leopards-kloof-trail  (Harold Porter Botanical Gardens)

http://www.sanbi.org/gardens/harold-porter (Harold Porter Botanical Gardens)

 

Andiamo subito alla colonia dei pinguini. Ci sono i resti di un piccolo relitto di una barca, prima dell’ingresso. Facciamo tutta la camminata. Sono carinissimi. Il cielo si apre giusto solo per farmi fare qualche foto con il sole poi si richiude. Ripartiamo. La nostra idea era di arrivare a Cape Hangklip costeggiando il mare ma arriviamo in un punto in cui è indicato che non si può accedere in quanto la strada è privata. Parcheggiamo e saliamo la duna di sabbia per arrivare al mare. Bella spiaggia di sabbia bianca e rocce rosa. I ragazzi mettono a mollo i piedi. Proseguiamo in macchina e prendiamo un’altra strada per arrivare al faro, quella che passa per il paese di Pringle Bay. Il faro di Cape Hangklip è carino. Qui inizia la False Bay. Il punto opposto ad ovest è Cape Point.

 

INFORMAZIONI: Si trova a pochi chilometri a est di Città del Capo, nella provincia del Capo Occidentale. La baia deve il proprio nome (“baia falsa”) al fatto che spesso i naviganti olandesi provenienti dalle Indie la scambiavano per Table Bay, la baia di Città del Capo, dove si poteva fare scalo e rifornirsi. Pare che il motivo di questo errore sia il fatto che Cape Hangklip ha una forma abbastanza simile a quella del Capo di Buona Speranza che costituisce l’estremità meridionale della Penisola del Capo. False Bay è la più grande baia naturale del Sudafrica e una delle più grandi del mondo. A est e a ovest la baia è racchiusa fra coste rocciose e spesso montagnose; in diversi punti, le rocce sono a strapiombo sul mare. A nord, invece, si trovano spiagge di sabbia. Nel suo punto più ampio, la baia ha una larghezza di 30 km. False Bay risente della corrente calda proveniente dall’Oceano Indiano (la corrente Agulhas) e per questo motivo la sua temperatura è in genere intorno ai 6 °C superiore rispetto a quella della Table Bay, che si affaccia sull’Oceano Atlantico dove passa la corrente del Benguela (che arriva dall’Antartide). La costa di False Bay è punteggiata di bunker in cui durante la Seconda guerra mondiale furono posizionati pezzi di artiglieria per impedire l’avvicinamento di imbarcazioni nemiche a questo importante porto militare. False bay è il paradiso degli squali. Nonostante questo pericolo, lungo la costa si nuota, si fa surf, snorkeling e scuba diving.  C’è un piccolo isolotto non distante da Simon Town, Seal island, dove vivono tantissime otarie del capo ed è facilissimo vedere gli squali che saltano fuori dall’acqua con un’otaria in bocca. Complice l’acqua non limpida, gli squali fanno un attacco verticale alle loro vittime. Le otarie non li vedono arrivare. Le escursioni partono da Simon Town.

 

Andiamo nel centro del paese di Pringle Bay. E’ deserto. Troviamo un piccolo ristorante e pranziamo (R 350 € 27). La baia di fronte al paese è bella. Questa zona ha montagne rocciose senza piante che, con la nebbiolina, mi ricorda l’Islanda. Ripartiamo e costeggiamo il mare. Vediamo diverse foche che nuotano. Ci sono tanti punti di sosta. Bello. Alla fine della strada c’è un cartello con l’immagine di una balena e la scritta “end”. La strada delle balene finisce qui dove inizia un susseguirsi di case fino dalla parte opposta a Simon’s Town. Questo non ci piace. Lasciamo la costa per indirizzarci verso Cape Town. La strada passa tra le township. Una desolazione. Tutte lamiere e la cosa che mi impressiona sono i km di fili della corrente che passano di casa in casa, sopra i tetti. Vediamo l’aeroporto. La Table Mountain è di fronte a noi ma non la si vede. E’ completamente avvolta nella nebbia. In 5 giorni non avremo la fortuna di vederne neppure un pezzettino. Capita spessissimo che, anche con il cielo sereno, ci sia una nuvoletta proprio sulla sommità  chiamata “Table cloth” (“la tovaglia”) ma in questi giorni ha un tendone che la copre!!!!. Che jella. Andiamo verso il centro passando alla sua destra. Sono le 16 e c’è tantissimo traffico in uscita. Pier ha la bella idea di andare a vedere la zona del porto. Ne consegue che non ci fermiamo e rimaniamo anche noi imbottigliati quando cerchiamo di andarcene. Impieghiamo quasi 1 ora per raggiungere il nostro hotel che si trova a Lagoon Beach, 8 km. a nord dal centro del porto. Dall’albergo si ha una bella vista della baia e delle “nuvole” sulla Table Mountain. Si chiama  Sunstay Lagoon Beach (http://www.capetownbeachhotel.com/). Paghiamo il saldo ed in più ci fanno un addebito di R 500 come garanzia da renderci alla fine se l’appartamento non ha nulla di rovinato. Una parte è appartamenti (dove stiamo noi), una parte hotel. Il nostro è il più grande di tutti con una cucina/salotto molto grande, due camere da letto e due bagni. Due lati della sala sono tutte finestre. Si vedono la laguna ed il faro. Pulito e carino. Ci sono pure la lavatrice e l’asciugatrice. Facciamo la lavatrice ma poi l’asciugatrice non funziona. Lo facciamo presente alla reception e ci dicono che verranno domani. Ma alla fine nessuno si vede e quindi, dopo diversi reclami, ci fanno usufruire di quella dell’appartamento di fianco. A cena andiamo all’Ocean Basket, una catena che c’è in tutto il Sud Africa. Si mangia solo pesce. C’è anche in centro a Cape Town ma noi preferiamo andare a Bloubergstrad, qualche km. più a nord per non avere il problema di dove parcheggiare la macchina. Mangeremo bene, anche sushi (R 723 € 51,87). Quando rientriamo in hotel cerchiamo di organizzare le prossime 3 giornate e ½ guardando le previsioni del tempo. Purtroppo l’unica giornata decente la indica venerdì. Quindi andremo a visitare la penisola del Capo quel giorno. Domani optiamo per andare a nord a vedere se è già iniziata la famosa fioritura. Sabato lo dedicheremo alla salita sulla Table Mountain (illusi di poterci andare …) e poi a Cape Town. Domenica mattina ad una cantina vinicola prima di andare in aeroporto. A guardare ci andrebbe una giornata in più per vedere Robben Island ed una township. O meglio, potevamo evitare di andare nella zona a nord tanto è nei nostri prossimi programmi fare il sud della Namibia che ci manca, il mitico Kgalagadi Transfrontier Park e poi arrivare a Cape Town passando per il Namaqualand a fine agosto, durante la fioritura. Però decidiamo di andarci perché qui danno proprio pioggia a scrosci mentre lassù, a 150 km., dovrebbe essere solo nuvolo. Decidiamo quindi così. Per farci del male guardiamo le previsioni anche per i giorni seguenti. Dal giorno della nostra partenza in poi, per oltre una settimana, danno pieno sole!!! Che nervoso!!!!!

 

18) 13 agosto 2015, giovedì – km.355 – tempo nuvoloso

Ci svegliamo con la pioggia, che viene gettata dal vento, sulle nostre finestre. Che felicità!! Facciamo colazione con le nostre cose e poi alle 9.00 partiamo. Vorremmo arrivare fino a Cape Colombine, sopra Paternoster, ma rinunciamo dopo Saldanha . Di seguito faccio un copia incolla, di una traduzione fatta da google, di quello che avevo trovato su internet di questi posti. Posso dire che non ne vale la pena. Magari Grotto Bay e la zona sopra Saldanha sono belle ma non avendole viste non posso dare giudizi. Bello invece il West Coast National Park.

 

INFORMAZIONI:

Grotto Bay: Riserva naturale costiera. Si tratta di 500 ettari di riserva naturale privata ricca di sentieri, uccelli, la possibilità di balene avvistamento, cieli incontaminati e, durante la primavera, uno stuolo di fiori selvatici.

Khwa TTU San Culture & Education Centre: (http://www.khwattu.org/) Qui, visite guidate offrono un affascinante spaccato del patrimonio e la vita contemporanea delle prime persone dell’Africa meridionale, il San. Si può anche pernottare e ci sono varie attività da fare avendo la possibilità di conoscere il loro modo di vivere.

Yzerfontein: Yzerfontein, un tranquillo villaggio 85 km a nord di Città del Capo di mare al largo della R27, è un paradiso non solo per l’avifauna, la fauna selvatica, la vita di mare e di flora indigene, ma anche per gli artisti, che sono attratti dalla bellezza tranquilla della città. Angolo di pescatori. Si possono trovare Eland, bontebok, kudu, gemsbok e zebre, (www.yzerfonteintourism.co.za.)

Forno a Calce: Questi forni a calce sono stati inizialmente utilizzati dagli agricoltori e costruttori locali per bruciare gusci di cozze, che sono stati trovati in abbondanza, per fare una sorta di cemento e calce. Molte delle case nelle aziende agricole sono state costruite utilizzando questo materiale

“Vishuis” (Fish House): il più antico edificio in Yzerfontein, oggi sede della Yzerfontein Tourism Office. Sentitevi liberi di venire a trovarci, e visualizzare le foto in bianco e nero che mostrano la vita nel villaggio d’altri tempi. Circa 80 anni fa, questo piccolo edificio è stato utilizzato per memorizzare il sale. Sale dalle pentole vicine è stato trasportato in pentole in esecuzione su una linea ferroviaria al negozio e poi spediti in piccoli cargo a Città del Capo

Dassen Island è u’isola poco distante dal porto di Yzerfontein. E’ la seconda più grande del Sud Africa dopo Robben Island. E’ visitabile solo con permessi speciali e si può camminare solo dal porticciolo di Huisbaai fino al faro. Questa limitazione è stata messa in pratica dopo il rischio di estinzione dei pinguini che qui abitano. Venivano raccolti sia le uova (600.000 uova l’anno) che il guano. Ora è vietato e tutta l’isola protetta ed è abitata da migliaia di uccelli, pinguini, conigli e tartarughe.

16 Mile Beach, che va dalla spiaggia principale di Yzerfontein nel Sud, tutta la strada fino al punto di partenza del Parco Nazionale della Costa Occidentale nel Nord. E’ il più lungo tratto del Sud Africa di spiaggia. Vengono le balena a partorire.

il sentiero dei fiori Bokbaaivygie Trail appena fuori città con la sua esplosione di colori in primavera. Percorso di ½ ora

Sentiero Schaapeiland che parte fuori da paese per arrivare in centro. Si snoda lungo la costa, con le sue viste spettacolari sull’Oceano Atlantico. Circa due chilometri di lunghezza, che parte dalla spiaggia principale – o sedici Mile Beach, poi corre in direzione sud, cioè verso il porto. Si tratta di una facile passeggiata per la maggior parte delle persone. Una volta che si lascia la spiaggia principale il sentiero corre più in alto lungo le rocce. Un sentiero ben mantenuto coperto in gusci di cozze frantumate è ben segnalato con le impronte bianche per mostrare la via. A poca distanza dalla partenza del Sentiero si passa avamposto roccioso nel mare con il nome locale caratteristico Koeskatgat. Qui si incontrano la prima colonia di saraghi (chiamato anche hyrax, conigli roccia o coneys). Che ci crediate o no, questo peloso animaletto marrone è il parente più vicino al elefante!

Dopo aver superato Koeskatgat, il sentiero passa presto il imbiancato e paglia “Vishuis” (Fish House) poi seguire la strada per un breve tratto e girare a destra in porto. Il porto muro originale fu costruito durante la seconda guerra mondiale. Quando le barche da pesca ritorno nel primo pomeriggio con il pescato (principalmente snoek e coda gialla) il porto è un alveare di attività. Passeggiata attraverso il porto e prendere il sentiero sul lato opposto, dove si sale la collina per un punto panoramico. Questo è un buon posto per sedersi e guardare le barche dei pescatori che tornano con il pescato del giorno. Il sentiero prosegue oltre un certo numero di cale di pesca con descrittivi nomi locali: Blaasgat, Hoëbank, Banca di Starck, Duiwenes, Deurspring, Spuitgat, Gladdebank, Skuimgat, universitari, Draaibank, Grasbank e Kreefgat. Durante la stagione dei fiori di primavera, da agosto a inizio ottobre, questa parte del percorso è spettacolare e passeggiando per le vygies (piante grasse), aloe e altri piccoli fiori è un’esperienza indimenticabile.Il sentiero termina a Schaapeiland. Schaapeiland non è una vera e propria isola, ma una piccola penisola che è tagliato fuori dal continente durante l’alta marea.

Langebaan: Giustamente denominato ‘gioiello della West Coast’, la pittoresca città di Langebaan abbracci rive del Langebaan Laguna. A un’ora di auto da Città del Capo, i visitatori potranno scoprire la tranquillità, vasti paesaggi aperti, una serie affascinante di fauna e flora, deliziosi frutti di mare, acque azzurre mozzafiato delimitati da spiagge di sabbia bianca e un ricco patrimonio storico.Una visita a Langebaan si rivolge ad entrambi in cerca di avventura e coloro che necessitano di tregua dal ritmo veloce della vita cittadina. Con tutto l’anno quasi tempo soleggiato e condizioni di acqua sicura, questa è una mecca di fama mondiale per kite surfers, wind surf, kayak, pescatori e diportisti.

La West Coast National Park è anche il luogo dove “Footprint di Eva” è stata scoperta nel 1995; uno dei primi segni dell’esistenza umana sul pianeta. L’impronta fossile è datata a circa 117 000 anni. Storia antica della regione può essere ulteriormente goduto attraverso una visita al suggestivo Parco Fossil West Coast – situato appena fuori città. (http://www.fossilpark.org.za/). In questo paese i bambini possono godere di una visita al parco di divertimento in cui possono cimentarsi in go-kart, quad, trampolini e scivolo. Nel frattempo, il papà può godere di una partita di golf presso il Country Club, mentre mamma può coccolarsi con trattamenti estetici olistici, o curiosare tra i numerosi negozi che offrono di tutto, dai curiosi, abbigliamento, attrezzature sportive e degli interni di arti e mestieri.L’equitazione è anche una popolare attività all’aperto e la visualizzazione della città dal bordo dell’acqua è un must – quindi assicuratevi di prenotare voi stessi una crociera laguna. Quando scende la notte si può tentare la fortuna al casinò, o godere di spettacoli dal vivo presso il famoso Club Mykonos Resort.

Saldanha: La pittoresca città costiera di Saldanha, parte della penisola Coast West Cape, si trova all’angolo nord della grande baia naturale in Sud Africa. C’è un breve percorso a piedi al Hoedjieskop nel centro della città per un punto di vista, che offre una vista panoramica sulla baia e belle case di pescatori. Posizione ideale della baia rende un paradiso per gli appassionati di sport acquatici. Mentre Saldanha è una città di lavoro occupato, i turisti vengono per rilassarsi e distendersi, gustare pesce fresco presso i vari ristoranti di pesce in riva al mare, e per godersi il paesaggio naturale circostante. La maggior spicco delle attrazioni naturali è Adamo ed Eva, due pietre verticali enormi sulla montagna che domina Saldanha. Questo è anche un punto di vista per la vista panoramica della zona. In una giornata limpida Table Mountain si può vedere da qui. L’economia locale è dipendente dalla pesca, cozze, frutti di mare e il commercio del porto, così come l’industria siderurgica stabilita. In passato, la natura profonda porto riparato svolto un ruolo importante nella lunga e colorata storia della zona, e oggi gioca ancora un ruolo centrale nella esportazione e l’importazione per le industrie della regione. È stato fatto ogni sforzo per equilibrare l’industria nella regione con l’eco-fragilità della zona. Con forti legami storici militari, Saldanha è anche sede di una base di addestramento navale e il Sud Africa Accademia Militare. La Riserva popolare SAS Saldanha Nature (sulla penisola ad ovest della città) offre un display di fiori di campo durante l’inverno e la primavera tarda incorniciato contro l’acqua di mare blu. C’è il faro North Head . Balene australi anche visitare le acque sicure dentro e intorno alla riserva naturale. La laguna di 15km si apre sulla Baia di Saldanha. Ci sono isole dove, tra ottobre e dicembre, nidificano le Sule del Capo e dove è possibile ammirare i cormorani neri, i gabbiani dal dorso nero, e sull’isola di Marcus, la più grande colonia di pinguini Jackass del Mondo. Quest’isola è collegata alla terraferma da una strada rialzata dal 1976 e si trova nella penisola a sud, oltre il porto di Saldanha.

Jacobs Bay: costa rocciosa con piccole insenature sabbiose nascoste rendono il paesaggio di Jacobsbaai sia pittoresco e unico. Gli abitanti del posto chiamano ‘Namaqualand in riva al mare’ Jacobsbaai per la sua sorgente di fiori selvatici arazzo che segue la costa. Sole, mare, sabbia e stelle sono abbondanti in Jacobsbaai, che attrae chi cerca conforto, pace e tranquillità. C’è solo un ristorante, un piccolo bar e le strade sono ancora ghiaia nella frazione. A differenza di molti villaggi della West Coast, Jacobsbaai è giovane. Farmer Nic Tredoux iniziato a sviluppare Jacobsbaai come impresa commerciale, e verso la metà degli anni Novanta c’erano ancora solo alcuni edifici lì.

Vredenburg: è stata fondata intorno una sorgente di acqua potabile. È stato chiamato Twisfontein (‘Quarrel primavera’) e successivamente Prosesfontein (‘querela Primavera’), perché i diritti che ha causato tante controversie tra due contadini confinanti. L’acqua è una merce rara sulla West Coast, così i diritti di acqua erano molto ambita.Pace finalmente regnava quando il rosa pallido, ora Chiesa riformata olandese nella strada principale è stata costruita non lontano dalla sorgente contestato. La città è stata prontamente ribattezzata Vredenburg, o ‘tranquilla Town’, che è il modo in cui è stato da allora. Vredenburg è il centro commerciale per la comunità agricola circostante, ed è un luogo per fare acquisti, guardare un film o di un pasto fuori.Circondato da fynbos, campi di grano e latte e allevamenti di pecore, la città ha tutti i comfort moderni per garantire comfort e comodità in vacanza West Coast. Il nuovo West Coast Mall – con vista panoramica sulla baia di Saldanha – ha decine di negozi, tra cui ristoranti e bar, nonché negozi specializzati che vendono di tutto, dai materiali artigianali per attrezzature sportive. Si può imparare a dipingere o creare capolavori in mosaico anche qui. Mentre fai acquisti, più piccoli possono divertirsi a bordo del treno divertente per bambini in giro per il centro commerciale. Nella città, c’è un campo da golf popolare, di una palestra e persino lezioni di danza in offerta, o paintball per i bambini.

Paternoster: Un villaggio di pescatori storico con il fascino del vecchio mondo. Il più antico villaggio di pescatori sulla costa occidentale, passato e presente si incontrano in Paternoster. La vita qui è strettamente collegato al mare, con i pescatori di uscire in colorate barche di legno tradizionali (Bakkies) per prendere snoek in inverno e gamberi in estate. I visitatori possono acquistare il pesce fresco al largo delle barche che vengono a riva. Significa ‘nostro padre’ in latino, Paternoster è sorvegliata dalla stoica Cape Columbine Lighthouse. Si erge alto e bianco nella riserva naturale con lo stesso nome, e che si estende tutto il percorso lungo la costa rocciosa di inserire nome quirkily Tietiesbaai. La riserva è un campeggio favorito per i turisti d’estate che vogliono essere vicini alla natura e il bordo dell’acqua. Circa 90 minuti di auto da Città del Capo, Paternoster incarna uno stile di vita della West Coast autentico e tradizionale, e la gente locale sono ben amato per il loro umorismo, generosità e ospitalità. Circondato da fynbos, campi di grano in inverno, e fiori selvatici in primavera, Paternoster è anche uno dei preferiti tra gli amanti dello snorkeling, sub esperti, kite surf e volantini, escursionisti, ciclisti e canoisti. Praticamente tutto l’anno ci sono le balene e delfini a guardare, e birdwatching è eccellente per via di estinzione beccacce nero e più di 200 altre specie.Artisti locali di talento vivere e lavorare anche qui, la loro pittura, scultura, ceramica e fotografia in mostra in varie gallerie e negozi nel villaggio. Foodies anche l’imbarazzo della scelta, con chef di fama presiedere ottimi ristoranti, alcuni proprio sulla spiaggia.Tramonti sul mare, lunghe passeggiate sulla lunga 8 km, spiaggia di sabbia bianca di Langstrand, sigillo e pinguino watching, fuochi serali e braais pesce sono solo alcune delle attrazioni allettanti di Paternoster. O salire il faro per una vista panoramica sul paese e oltre.

Cape Columbine: Qualche km. ad ovest di Paternoster. È la destinazione più lontana ovest nel Western Cape. La riserva si estende su una superficie di 263ha lungo il tratto di costa rocciosa. Questa zona è stata dichiarata riserva naturale nel dicembre 1973.  Tale riserva si vanta l’ultimo faro controllato manualmente per essere costruito in Sud Africa. Di solito è il primo faro sudafricano per essere visto da navi provenienti dall’Europa. Il faro è stato costruito nel 1936 su Castle Rock. La luce si trova ad un’altezza di 80m sul livello del mare e proietta un fascio, che è visibile per circa 50 km. Sentieri escursionistici e tramonti indimenticabili proprio sull’oceano Atlantico. La riserva si estende su una superficie di 263ha lungo il tratto di costa rocciosa con numerose insenature e calette. Questa zona è stata dichiarata riserva naturale nel dicembre 1973. La vegetazione tipica gamme Veld West Coast dai ben noti fynbos West Coast a Succulente Karoo; questo è un sandveld bioma. Fiori cominciano ad arrivare a giugno già e iniziare diminuzione da settembre / ottobre (pioggia dipendente).  I significativi massi bianchi di Granito Rosa, dove i grandi rocce a forma di gobba accovacciano intorno piccole baie rocciose, fanno di questo gioiello incontaminato una delle più belle spiagge della costa occidentale. La vasta spiaggia, bagnata da un fresco Oceano Atlantico in grado di soddisfare il kayaker entusiasmo in un ambiente sicuro per bambini. A parte i delfini e le balene lungo la costa, insieme a una grande varietà di cozze, questa zona è molto famosa per la West Coast Rock Lobster (Jasus lalandii). L’ambiente tranquillo che caratterizzano questo luogo di “oro rosso” offrono anche splendidi sentieri escursionistici e tramonti indimenticabili che lentamente svaniscono in colori brillanti. 

http://www.capewestcoast.org/ (regioni da Cape Town alla Namibia)

http://www.sa-venues.com/maps/westerncape/yzerfontein.php (cosa vedere zona western cape)

http://www.capewestcoast.org/ (sito sulla zona a nord di cape town)

 

Dicevo. Partiamo alle 9.00. Andiamo diretti fino a Saldanha. Facciamo benzina. Una volta arrivati in questo paese anonimo, cerchiamo di andare su Marcus Island per vedere in pinguini. Sono stupiti della nostra richiesta. Se i siti turistici ne parlano è perché qualcuno ci và. Prima ci chiedono R 5 per passare poi alla seconda sbarra, ci dicono che se vogliamo andare dobbiamo lasciare telecamere e macchine fotografiche a loro perché quella è zona militare. Rinunciamo. Cerchiamo di raggiungere poi la punta della penisola, che si trova appena oltre, per vedere il faro. Dovrebbe esserci un parco dove, se è periodo, ci sono tantissimi fiori. Non riusciamo ad andare. La strada è sbarrata perché anche qui zona militare. Cerchiamo di arrivare da una strada secondaria usando le mappe sull’I-pad ma non c’è verso. Finiamo in una piccola township. Ci stiamo stufando. Andiamo al supermercato. Ci sono facce proprio brutte ed uno fissa con insistenza la carta di credito quando paghiamo. Usciamo quindi molto velocemente e andiamo subito via. Decidiamo di tornare indietro e di andare nel West Coast National Park. Questa era la nostra vera meta però, già che c’eravamo, volevamo vedere com’era la zona un po’ più a nord. Come ho detto il resto si può tranquillamente tralasciare. Questo parco invece è bello.

 

INFORMAZIONI:

Costi: R 128 (€ 9,85) ad adulto – bambini metà prezzo (agosto e settembre). Negli altri mesi R 64 (€ 5) – bambini sempre metà prezzo. L’ingresso è compreso nella Wild Card.

Orari ingresso parco: aprile/agosto h.7/18 – settembre/ marzo h.7/19

Orari ingresso zona Postberg (solo agosto e settembre): 9/17

Piogge: da maggio ad agosto.

Fioritura: agosto / settembre. L’inizio e la fine dipendono dal quantitativo delle piogge estive e dalle temperature. Il punto migliore per vedere le fioriture è Postberg.

Balene: agosto/ settembre. Il punto migliore per vedere le balene è Tsaarsbank.

Passeggiate: Ci sono tantissimi sentieri per fare trekking. I più corti sono di qualche ora per arrivare a percorsi da farsi in più giorni.

Mammiferi: Springbok, Bontebok, Red Hartebeest (Alcefalo Rosso), Eland, Zebra di Montagna, Otocione, Volpe del Capo, Honey Badger (tasso del miele), mangusta, caracal, gatto africano, Cape Grysbok, Grey Rhebuck, Common Duiker, Steenbok 

Uccelli: paradiso del bird watching. Più di 250 specie di uccelli sono state registrate nel Parco Nazionale della Costa Occidentale. In inverno, la laguna tiene regolarmente più di 6 500 uccelli,

La stagione dei fiori nel Parco Nazionale di West Coast è al suo picco da agosto a settembre di ogni anno. Durante questi due mesi i visitatori del parco potranno vedere una grande varietà di fiori. La Laguna di Langebaan le Saldanha Bay Islands sono state proclamate parco nazionale nel 1985 e nel 1987 è stato aggiunta la Riserva Naturale Postberg. Il parco si sviluppa su una penisola. La Laguna Langebaan, che si trova tra questa penisola e la terraferma, è il punto focale del Parco Nazionale del West Coast. Migliaia di uccelli marini si appollaiano sulle isole protette, spiagge dorate incontaminate si estendono all’infinito nella nebbia del primo mattino e le saline ospitano grandi concentrazioni di trampolieri migranti provenienti dell’emisfero settentrionale. Durante la primavera questo parco è ricamato come un arazzo di fiori multi-color, mentre nella sezione Postberg molte antilopi si possono vedere in un ambiente che è idilliaco. La zona Postberg, nella punta più settentrionale della penisola, si può andare solo ad agosto e settembre. Questo viene fatto per proteggere il più possibile il posto. Il Parco Nazionale West Coast ha un’ area di circa 27600 ha ed è una delle maggiori riserve umide del mondo. Comprende lagune, distese fangose, i più grandi acquitrini salati del Sudafrica, coste rocciose e solitarie spiagge incontaminate, tutte costellate dai fiori dello Strandveld. La laguna di 15km si apre sulla Baia di Saldanha. Ci sono isole dove, tra ottobre e dicembre, nidificano le Sule del Capo e dove è possibile ammirare i cormorani neri, i gabbiani dal dorso nero.

http://www.sa-venues.com/attractionswc/postberg-flower-reserve.htm (West Coast Nat.Park)

 

Alle 12 entriamo dal Langebaan Gate, a nord. Percorriamo tutte le strade e ci fermiamo anche negli Hide. Saliamo al punto panoramico Seeberg. La laguna è davvero molto bella. Il cielo si apre leggermente e l’acqua diventa di un azzurro trasparente. Diversi fenicotteri rosa camminano nella basse acque. C’è, nella parte sud della laguna, il Geelbek Visitor Center con un ristorante. Ci indirizziamo poi alla zona Postberg. Ci dicono che i fiori che sono già spuntati oggi sono tutti chiusi perchè non c’è il sole. E vai!!! Questa parte è notevole. Ci sono zone con fiori solo gialli, altre arancioni ed altre bianchi. Peccato che, essendo chiusi, non rendono molto. Comunque la fioritura è appena iniziata. Vediamo anche parecchi eland, struzzi e bontebok. Lasciamo il parco e ci indirizziamo a Yzerfontein (www.yzerfonteintourism.co.za). Carino. Si vede Dassen Island che si trova ad 11 km. dalla costa (vedi informazioni nella pagina prima). Qui è sereno. Ci sono tante Rock Dussy (proravie del capo) che camminano sulla strada. Troviamo un piccolo baretto. La gentilissima signora ci prepara 4 toast (R 256 € 18,37). Proseguiamo verso Cape Town. Ci fermiamo in un supermercato per comprare la cena, facciamo anche sosta per lavare la macchina visto che con la pioggia e lo sterrato del parco l’abbiamo conciata da far spavento. Lo scarico dell’autolavaggio è completamente bloccato dal ghiaccio. Non mi sembra che ci sia una temperatura così bassa. Fa freddo sicuramente ma addirittura da far gelare l’acqua mi sembra strano. Un ragazzo la lava tutta a mano, senza guanti, per la cifra folle di € 50 € 3,85 … quando si mette anche ad asciugarla con un panno, gli diciamo che va bene così perché ci fa un po’ pena. Gli lasciamo però una bella mancia e ci fa un mega sorriso di felicità. Rientriamo in hotel alle 18.00. Siamo cotti e non molto soddisfatti dalla giornata. Bello il West Coast National Park e basta. Il tempo poi non ci ha certamente aiutati. Cena e poi di corsa sotto le coperte. Non c’è il riscaldamento nell’appartamento quindi la temperatura è fredda.

 

19) 14 agosto 2015, venerdì – km.184 – tempo nuvoloso/bello

Oggi è la giornata dedicata alla mitica penisola del Capo. Partiamo alle 8.15 con un tempo uggiosissimo. Troviamo traffico. Siamo obbligati a fare la strada che porta per un tratto al centro di Cape Town. Prendiamo poi a sinistra della Table Mountain. Anche oggi è completamente coperta. Arriviamo sul mare.

 

 

DA VEDERE NELLA PENISOLA DEL CAPO:

 

MUIZENBERG: paesino di surfisti sulla False bay, con le caratteristiche cabine tutte colorate. È famoso anche per il surf e per gli avvistamenti degli squali bianchi.

KALK BAY: in tarda mattinata c’è il mercato del pesce (quando rientrano le barche dopo la pesca).

SIMON’S TOWN: Punto di partenza per escursioni per vedere gli squali bianchi oppure balene o a Seal island o fino alla penisola del capo. Poco distante dal porto (in mare su una roccia) c’è il faro Roman Rock.

 

Operatori per escursioni in mare:

  • African Shark Eco-Charters (Shop WC13 Quayside Centre, Boardwalk, Wharf Road, Simon’s Town)

             http://www.ultimate-animals.com/

  • Shark Cage Diving (nel pomeriggio) solo max 12 persone

A Simon’s Town febbraio ad aprile e settembre R 1925

A Simon’s Town giugno a agosto R 1815

A Gansbaai R 1450

  • Great White Shark Breaching R 2400
  • Great White Shark Hunting & Breaching Trip – Seal Island – R 2530
  • Apex Predators (R 1950)

http://www.apexpredators.com/

http://www.apexpredators.com/shark-cage-diving/sightings-and-seasons

  • Big 5 tourism (Whale Watching giu/nov. R810 – Gabbia squali R 1700

www.big5tourism.com

  • Boat Company (Whale Watching giu/nov. – Seal Island Cruise – Cape Point Cruise)

www.boatcompany.co.za

 

BOULDERS BEACH (colonia di pinguini) – dopo il porto di Simon’s Town, direzione sud

Boulders Beach offre al visitatore alcune splendide spiagge. Questo posto, con le sue baie al riparo dal vento e le spiagge sabbiose, è sede di una colonia riproduttiva di oltre 2000 pinguini africani in via di estinzione. Il parco nazionale Boulders Beach fa parte del Table Mountain National Park Marine Protected Area ed è richiesto un biglietto d’ingresso. L’accesso è controllato dal SANParks che assicura che sia sempre pulito e ordinato. La sabbia è incontaminate, ci sono massi di granito di 540 milioni anni fa, piccole piscine naturali e piccole baie nelle immediate vicinanze alla zona dove ci sono i pinguini. Ci sono delle passerelle per avvicinarsi. Orari:  7h00 – 19h30 (Dicembre-Gennaio)   8h00 – 18h30 (feb-marzo/ott-nov)   8h00 – 17h00 (aprile-sett) Costo R 60 € 4,60 adulti – R 30 € 2,30 ragazzi- accettano Wild Card. C’è anche la possibilità di scendere in spiaggia (quella che si trova tra il parcheggio e l’ingresso per la zona dei pinguini). Ha un ingresso a parte ed il costo è uguale a quello dei pinguini. Non so se è valido per entrambe i posti o se bisogna pagare due volte. Si può camminare sulla sabbia tra i graniti. Può capitare che qualche pinguino arrivi fino qui.

http://www.capetown.travel/attractions/entry/Boulders_penguin_colony (colonia pinguini Boulders Beach)

CAPE POINT RESERVE – E’ una riserva naturale all’interno del Parco Nazionale della Table Mountain dichiarata Patrimonio Naturale dell’Umanità. E’ la punta più meridionale della penisola del Capo. Comprende 7 750 ettari. Cape Point è un paradiso della natura. Il gate si trova dove la M4 incontra la M65 per poi proseguire a sud su un’unica strada. Ci si trova poi di fronte ad un bivio, a sinistra si va a Cape Point mentre a destra si va a Cape Of Good Hope. Ottobre-Marzo 6/18 – aprile-settembre 7/17 – Adulti R 110 – ragazzi 2/11  R 55 – Accettano la Wild Card.

http://capepoint.co.za/

http://www.cape-town.info/pages/attractions/cape-of-good-hope.php

http://www.sa-venues.com/things-to-do/westerncape/cape-point-lighthouse-walk/

Storia: A sud di Città del Capo, la Penisola del Capo fa parte del Parco Nazionale della Table Mountain. Finisce al Capo di Buona Speranza erroneamente considerato il punto più a sud dell’Africa.

I primi europei furono i portoghesi, che da cinquant’anni stavano cercando una via marittima verso le Indie. Diego Cao giunse fino in Namibia; Bartolomeu Dias (partito da Lisbona con 3 navi) si spinse oltre, arrivando al capo di Buona Speranza nel 1487. Mentre passava il capo Dias fu travolto da una tempesta che lo spinse verso est, portandolo all’approdo nella zona dell’odierna Mossel Bay. Per questo motivo Dias battezzò inizialmente il capo Cabo das Tormentas, “Capo delle Tempeste”. Tantissime navi qui affondavano per colpa dello scontro (questo avviene ad un solo miglio dalla costa) delle due correnti opposte, la corrente calda Agulhas che scende dall’Oceano Indiano e quella fredda del Benguela che arriva dall’Antartide. Fu il re Giovanni II di Portogallo a ribattezzare il capo Cabo da Boa Esperança, con riferimento alle interessanti prospettive commerciali che nascevano dalla sua scoperta. Il nome dato da Dias era forse più appropriato, dato che lo scontro di correnti provenienti dall’Oceano Indiano e dall’Oceano Atlantico in questa zona rende le acque particolarmente pericolose per la navigazione. Dias non si spinse fino alle Indie; giunse fino all’altezza dell’odierna Port Elizabeth e poi tornò indietro, morendo in un naufragio proprio in seguito a un’altra tempesta infuriata ancora nei pressi del capo (1500). In memoria sua c’è una stele. Fu Vasco de Gama, inviato ancora da Giovanni II nel 1497, a portare a termine per la prima volta il tragitto verso le Indie, in un viaggio che ridisegnò le mappe del mondo medioevali con effetti paragonabili solo a quelli della scoperta delle Americhe (all’epoca era piuttosto diffusa, tra l’altro, la convinzione che l’Oceano Indiano fosse un mare interno, e che la punta meridionale dell’Africa e quella dell’Asia si toccassero). Pur avendo doppiato il capo, i portoghesi non costruirono insediamenti nella zona; data la pericolosità delle acque all’estremo sud del continente, preferirono utilizzare come scali l’isola di Sant’Elena e il Mozambico.

Spiagge: Spiagge di soffice sabbia bianca si alternano a tratti di aspre rocce e scogliere mozzafiato. Le scogliere a Cape Point sono tra le più alte falesie costiere del mondo.

Flora: La Riserva di Cape Point è un tesoro floreale, con oltre mille specie diverse di Cape Fynbos (Afrikaans per “cespuglio fine”). The Cape Fynbos si è guadagnato il riconoscimento internazionale come uno dei sei regni floreali mondiali, anche se sicuramente il più piccolo. La Penisola del Capo con 2.256 specie, e la Riserva Naturale di Capo di Buona Speranza, con 1.036 specie, hanno la più alta concentrazione di specie di piante di tutte le aree di dimensioni simili nel mondo.

Fauna: Ci sono 250 specie di uccelli, babbuini, Cape Mountain Zebra, Eland, Cape Grysbok, Red Hartebeest and Grey Rhebuck, Bontebok (sono aumentati di numero dopo il rischio di estinzione in questi posti), manguste grigie del capo Dassie, tartarughe, serpenti, lucertole, rane e balene (nel periodo invernale).

Venus Pool: piscine naturali. Poco più a sud di Smitswinkel Bay. Si arriva in macchina

Black Rocks: rocce sopra Da Gama Monument

Dias Monument: stele in memoria di Dias, quasi identica a quella di Da Gama

Da Gama Monument: stele in memoria di Da Game, quasi identica a quella di Dias

BUFFELS BAY: Dal centro visitatori Buffelfontein ci sono due strade che portano alle due estremità della spiaggia di Buffels Bay. Alla fine delle strade ci sono due piscine.

Relitto Tania a Buffels Bay Beach (peschereccio naufragato nel 1972. Frammenti di legno si possono trovare e la ruota della nave viene visualizzato presso il Centro Visitatori.

Servizi all’ultimo parcheggio:

Two Oceans Restaurant (vicino alla funicolare) – Orari: 9/17 tutto l’anno

Flying Dutchman Funicular: Ottobre-Marzo 9/17.30 – aprile-settembre 9/17

Adulti R 55 andata e ritorno R 45 per 1 tratta – ragazzi 6/16  R 23 andata e ritorno R 18 per 1 tratta

Parte ogni 3 minuti e porta 40 persone per navetta. Lunghezza 585 metri e dislivello 87 metri.

Leggenda: Prende il nome dalla leggenda della Flying Dutchman ghost ship (nave fantasma Olandese Volante). La leggenda del galeone spettrale conosciuto come il Flying Dutchman è stata narrata dai marinai dopo una serie di avvistamenti negli ultimi tre secoli e mezzo. Come la leggenda, l’Olandese Volante è stata capitanata da un olandese, Hendrik van der Decken, ed era diretto a casa da Batavia (oggi Giacarta) all’Olanda nel 1641. Come Van der Decken si avvicinò al Capo una tempesta tagliuzzò le vele della nave e le onde invasero il ponte. Il capitano aveva superato Cape Point in diverse occasioni in precedenza, ma questa volta, l’equipaggio terrorizzato lo implorò di tornare indietro. Lui rifiutò. Un angelo apparve sul ponte e il capitano infuriato estrasse la pistola e gli sparò. Il capitano e i suoi marinai furono condannati a navigare queste acque per sempre. Nel corso degli ultimi tre secoli e mezzo un veliero fantasma, che si illumina di rosso nella notte e ha un pazzo capitano calvo, è stato avvistato da un certo numero di marinai. Coloro che l’hanno visto dicono che gli spettrali marinai a bordo chiamano le barche chiedendo loro di prendere della posta da consegnare a casa ma chi si avvicina è condannato …

Fari: Nel 1860, il primo faro fu eretto a Cape Point. Tuttavia, a causa della sua elevata posizione 238m slm, fu spesso oscurata da nuvole e nebbia. Quando il rivestimento portoghese, il “Lusitania”, naufragò nel 1911, il faro è stato trasferito alla sua attuale posizione sopra Dias Point, solo 87m sopra il livello del mare. La passeggiata al vecchio faro è breve ma ripida. In alternativa si può prendere la funicolare. Per raggiungere il nuovo faro si scende a destra superando un cancello.

Sentiero da Cape Point a Cape of Good Hope: Collega le due penisole Km.1,2 in 40 minuti. Si snoda attraverso i fynbos con vista sul Dias Beach dove si può scendere in spiaggia.

Phyllisia Circuit: Relitto Phyllisia (fuori dall’acqua), un peschereccio a vapore distrutto nel 1968. Si trova a 2 miglia sud del Olifants Bos Point. Lo si può raggiungere dalla spiaggia dal relitto Thomas T Tucker oppure andando direttamente al parcheggio.

Olifants Bos: I sentieri dei naufragi (Shipwreck Trail ) che permettono di vedere alcuni dei relitti di navi naufragate. Iniziano e finiscono a Olifants Bos Point andando a sinistra dal parcheggio, guardando il mare.

Ci sono 3 percorsi:

1) The Thomas T Tucker Shipwreck Trail: 3 km. 1ora e ½ di cammino. È ben segnalato dal parcheggio con paletti con impressa un’impronta gialla. Si vede il primo relitto sulla spiaggia del Thomas T Tucker (naufragato nel 1942 dopo aver colpito Albatross Rock, il suo scafo è ben visibile sulla sabbia, è diviso in 3 pezzi) per raggiungerlo bisogna camminare 1/2 ora. è forse il relitto più fotografato a Cape Point, e l’avifauna che ha preso la residenza sullo scafo della vecchia nave fa per grandi opportunità fotografiche. Da qui si può tornare indietro o proseguire per il relitto del Nolloth dopo 15 minuti di cammino (affondato nel 1965).Le Napoleon (affondato nel 1805, il contorno della nave e alcuni cannoni sono spesso visibili nei pressi del parcheggio della spiaggia).

2) Shipwreck Circuit: 5 km. 2 ore e ½ di cammino. Si completa il Thomas T Tucker Shipwreck Trail fino al parcheggio e da qui si proseguire oltre per Sirkelsvlei e continuare ad andare verso Staavia Edge.

3) Sirkelsvlei Circuit: 6,5 km. 3 ore e 45 di cammino. Porta ad un lago di acqua dolce alimentato da sorgenti sotterranee

SLANKOP LIGHTHOUSE: Appena sotto Kommetjie

NOORDHOEK BEACH: relitto Kakapo Wreck sulla spiaggia

CHAPMAN’S PEAK DRIVE: R 40 (€ 3,08)

Chapman Peak Drive si snoda tra Noordhoek e Hout Bay, sulla costa atlantica sulla punta sud-occidentale del Sud Africa. Chapman Peak Drive è una delle più spettacolari unità marine del mondo.Il percorso 9km, con le sue 114 curve, costeggia la costa rocciosa di Chapman Peak (593m), che è l’estensione a sud di Constantiaberg ed è una camminata per la energicamente inclinato.Chapman Peak Drive è affettuosamente conosciuto come “Chappies” ed è un must per chi è appassionato di maestoso scenario di Città del Capo, con strapiombo sul mare sottostante e imponenti montagne che si innalzano sopra di voi. I colpi di scena e le curve della strada sembrano infinite, ed è un sogno fotografi. E ‘un paradiso per gli automobilisti, turisti, picnic, corridori, escursionisti e ciclisti (sia il motore e le varietà manuale).L’unità offre splendide viste a 180 ° con molte zone lungo il percorso, dove è possibile fermarsi e ammirare il paesaggio squisito o sedersi per un rilassante picnic.(http://www.chapmanspeakdrive.co.za/)

HOUT BAY: baia protetta che ospita un piccolo porto dove le otarie riposano lungo il molo. Offre circa 40 ristoranti, una vasta gamma di antiquariato e arte negozi, bancarelle, un lungomare che è sia pittoresco e commerciali, mercati del fine settimana e alloggi per soddisfare ogni tasca e gusto.Hout Bay vanta uno dei porti pescherecci più attivi in Sud Africa. Ospitato all’interno del porto sono gli yacht e barche a motore marine – aerei, sia popolari e conveniente per le imbarcazioni provenienti da tutte le parti del globo. La Baia si è probabilmente uno dei luoghi più sicuri vela ovunque, ed è ideale anche nella maggior parte delle volte per gli sport acquatici di ogni tipo. Le montagne che circondano la valle offrono percorsi escursionistici con vista mozzafiato. Le zone umide lungo il fiume Disa supportano una grande varietà di uccelli.Da Hout Bay partono ogni ora un certo numero di brevi crociere (pochi minuti) per Duiker Island (Isola delle Foche), interessante per la presenza di un enorme numero di otarie che vivono ammassate su uno scoglio.

Viaggi di 40 minuti: 08h30; 09h15; 10h00 e 10h45 – Viaggi di 1 ora: 12:00 e 13:30

Prezzi R 70 per adulto R 25 per i bambini fino a 14yrs (2 anni e più giovani sono gratis)

http://showme.co.za/cape-town/tourism/boat-trips-from-hout-bay-to-seal-island-duiker-island/ (escursione per vedere foche da Hout Bay)

SHIPWRECK della nave Bos 400: a Maori Bay a Duiker Point (punta ad ovest di Hout Bay)

 

Tornando sempre a noi. Arriviamo sul mare nella False Bay a Muizenberg. Ci fermiamo a fare la foto alle cabine colorate. La spiaggia è grossa e a perdita d’occhio. Ci sono tante persone che fanno surf. Come fanno a fidarsi non lo so. Al centro della penisola c’è Seal Island, roccia dove vivono centinaia di otarie e quindi zona di caccia dello squalo bianco. E’ come a Gansbaai. Seguiamo la costa. E’ tutto costruito. Arriviamo fino a Boulder’s Beach, appena sotto Simon’s Town. In mare si vede, poco distante dalla costa, il faro di Roman Rock. Lasciamo la macchina nel parcheggio. C’è un terrazzo sul mare. Ci affacciamo e vediamo 2 balene che nuotano non distante dalla riva. C’è l’ingresso alla spiaggia dei massi di granito (vedi informazioni nella parte prima) ma noi proseguiamo (circa 10 minuti a piedi), fino all’ingresso per Boulder’s beach. Vediamo, già lungo il cammino, diversi pinguini nascosti tra la vegetazione. E’ tutto recintato per salvaguardarli. Entriamo poi nella zona protetta. La spiaggia è bellissima. Sembra una piccola Anse Source d’argent di La Digue, Seychelles. Ci sono tanti pinguini in riva al mare. Molti entrano e nuotano tra le onde. Altri si puliscono, altri gestiscono i cuccioli. Merita proprio una visita. Ripartiamo e facciamo alcune soste nei punti panoramici. Arriviamo al Gate del Cape of Good Hope. Con la Wild Card non paghiamo. Facciamo una piccola deviazione alla croce monumento di Da Gama. Da qui scendiamo fino in spiaggia dove c’è una piscina naturale. Il cielo si sta aprendo ma le montagne che arrivano a strapiombo sul mare sono ancora avvolte dalla nebbia. Sembra di essere in Norvegia o Islanda. Torniamo alla strada principale  e andiamo alla croce del monumento di Dias. Prendiamo poi la deviazione per andare al Capo di Buona Speranza. Quando si arriva al mare il paesaggio è bellissimo. Onde enormi, fiori, struzzi (2 adulti con 5 piccoli), rocce. Davvero notevole. Il cielo è completamente sereno. Arriviamo fino al Capo. C’è la marea che sta salendo quindi le onde enormi sono leggermente distanti dalla costa. Su alcune rocce piatte ci sono otarie e cormorani. Cerco di fare la foto al cartello con le coordinate ma bisogna fare la coda. La si fa uno per volta. Io voglio farla solo al cartello ma non riesco perché ci va un attimo ed è meglio che ci incamminiamo. La farò al ritorno. Ci incamminiamo fino alla montagna che sovrasta il capo. Da lassù il paesaggio è da urlo. Vediamo il faro di Cape Point di fronte a noi. Il mare sotto fa paura. Le onde bianche di schiuma si infrangono sulle rocce. Il cielo tenta di richiudersi quindi dobbiamo accantonare l’idea di raggiungere Cape Point a piedi. 40 minuti andare e 40 tornare è rischioso. Fosse stato completamente sereno l’avremmo fatto. Scendiamo di nuovo al Capo di Buona Speranza. Ora c’è il mondo. Non riuscirò quindi a fare la foto al cartello anche perché la gente (tutti orientali che pensano di essere padroni del mondo) non rispetta la coda e poi ci sono un fracco di persone anche dietro al cartello. Ma andate al diavolo. La marea ormai è salita. Le otarie non ci sono più sulle rocce quasi completamente sommerse. Delle onde grandissime arrivano fino alle rocce a strapiombo. Ci spostiamo a Cape Point. Saliamo al vecchio faro ovviamente senza prendere la funicolare. Seguiamo il sentiero sulla destra dal quale ci sono ottimi punti panoramici. Dias Beach si vede benissimo. Spiaggia con sabbia bianca, onde immense azzurre e bianche, location davvero notevole. Si vede bene anche il crostone di roccia che porta al nuovo faro. C’è un sentiero che porta fin laggiù ma noi non andiamo. Abbiamo ancora diverse cose da fare. Torniamo al parcheggio. Qui c’è un ristorante ma anche un bar dove fanno panini e pizze. Ci prendiamo 4 pizze da asporto (R 280 € 20) e ce le mangiamo su un terrazzo. Qui dovrebbe esserci il serio problema dei pericolosi babbuini che cercano di rubare cibo, ci sono molti cartelli ma ora non ce ne è neanche uno. Sentiamo due signori che parlano. Uno dice che è stato qui a marzo di quest’anno. Dice che tutta la zona tra le due penisole era strapiena di animali (zebre, antilopi, struzzi, babbuini). Ora deserta. Ovviamente a marzo è estate e le temperature sono calde. Adesso c’è un vento forte e fa freddo quindi gli animali non stanno in luoghi così esposti. Ripartiamo. Come al solito il tempo è tiranno quindi saltiamo Olifantsbos ed usciamo dal parco. Quando torneremo in Sud Africa (ovviamente se ci saranno le condizioni per poterlo fare), faremo tutto quello che non siamo riusciti a fare quest’anno. Vediamo dalla strada il bel faro di Slankop, a Kommatije. Facciamo sosta sulla spiaggia a Klein Slangkop Point dal quale si vede Nordhoek Beach. Non raggiungiamo il relitto che dovrebbe essere sulla spiaggia. Imbocchiamo quindi la Chapman’s Peak Drive. Bella. Ci fermiamo nei punti panoramici. C’è un paesaggio surreale. Il cielo è sereno ma sul mare c’è una fitta coltre di nebbia. Noi siamo sopra la nebbia quindi l’effetto è come dall’aereo. La baia di Hout non si vede perché è avvolta. Le montagne di fronte a noi, sulla penisola a sinistra del paese, spuntano fuori dalla nebbia. Si chiamano Sentinel. Bellissimo. Paghiamo il pedaggio della strada e poi raggiungiamo il paese di Hout. Andiamo sulla spiaggia vicino al porto. La nebbia è a banchi. Alcune persone fanno surf. Nel porto ci sono le otarie. Un signore ne fa uscire una dall’acqua attirandola con del pesce. Facciamo un giro in un negozio di vini e Pier ne compra 2 bottiglie più altre 2 di Amarula (delizioso liquore da bere freddo fatto con il frutto della pianta di Marula). Andiamo poi alla fine del paese dove sappiamo esserci un posto graziosissimo. E’ il mercato (Hout Bay Market) aperto il  venerdì sera, poi sabato e domenica di giorno (http://www.bayharbour.co.za/). Ci aveva parlato di questo posto una tutor di Cape Town che è venuta nel nostro paese quest’estate, a fare un corso di inglese ai ragazzi delle medie. Martina aveva partecipato e poi lei era in casa di nostri amici quindi l’abbiamo vista in diverse occasioni. Ovviamente mi sono fatta dare delle dritte. Lei era dispiaciutissima perché torna a casa il 20 agosto e noi partiamo di qui il 16. Sarebbe stato meraviglioso averla come guida. Questo posto che ci ha raccomandato è un mercato nomale e all’interno di questo si può mangiare. Ci sono tavoli al centro e tutt’intorno bancarelle che vendono di tutto e di più. Scegli dove comprare e poi ti siedi per cenare. C’è musica dal vivo. Un posto vende solo zuppe, un altro solo pesce fritto, un altro la pasta saltata con le verdure, un altro frullati, un altro birra ecc.ecc. C’è tanta gente. Decidiamo però di non fermarci perché oggi abbiamo mangiato poco e qui è un po’ incasinato. Se ognuno di noi si gestisse nell’acquisto sarebbe facile ma già Martina avrebbe qualche problema. Pazienza. Torniamo al parcheggio del porto e andiamo al Mariner’s Wharf. Locale bellissimo stile marinaro. La cena sarà ottima. Prendiamo anche delle ostriche (R708 € 50,62). Ora possiamo tornare in hotel. Passiamo per la zona delle spiagge di Cape Town (Camps Bay, Clifton ecc.ecc.). Son un susseguirsi di case e hotel. Arriviamo in hotel alle 19.45 cotti. Doccia e a dormire. Ricomincia a piovere a scrosci.

 

20) 15 agosto 2015, sabato – km.78 – tempo pioggia/nuvoloso

La giornata di oggi è da dedicare alla città.

 

COSA VEDERE A CAPE TOWN:

  1. A) Zona Costiera:

Victoria & Alfred Waterfront: E’ il cuore storico del porto di Città del Capo in Sudafrica ed è uno dei posti più visitati della città e dell’intero paese. Ci sono negozi e ristoranti. L’Alfred e Victoria Basin furono costruiti nel 1860 e venne dato loro il nome della regina Vittoria e di suo figlio Alfred. Sono troppo piccoli per poter ospitare le grandi navi del giorno d’oggi però il primo viene usato come bacino di carenaggio mentre il secondo dai rimorchiatori e dai pescherecci. Nel porto girano le foche.

– Nelson Mandela Gateway: è il punto di partenza dei traghetti per le escursioni a Robben Island

– possibilitò di fare una crociera nella Table Bay per vedere la città dal mare (p.69 Lonely Planet). La migliore è al tramonto. Prezzi vari. Un operatore è Waterfront Charters

– Il waterfront è luogo “per ricchi” e dunque protetto da un cancello metallico all’entrata e da poliziotti da tutte le parti. All’interno troverete moltissimi parcheggi quindi, anche se avete l’hotel vicino al WaterFront, evitate di uscire la sera a piedi e attraversare la zona che conduce al WaterFront: salite sulla vostra auto e andate in auto al Waterfront

– Torre dell’orologio. Lì vicino c’è un punto protetto solo da vetro dove le foche vengono a dormire

– Two Ocean Aquarium: Adult R118 – Child (14-17 years) R 92 – Child (4-13 years) R 57 Child under 4 Free

Orari 9:30am – 6pm

– Chavonnes battery museum: resti di cannoni e rovine di una fortificazione costruita dagli olandesi come                       Castle of Good Hope

– Nobel Square: ci sono 4 statue di 4 premi Nobel per la pace (nella foto sotto da sinistra: Albert Luthuli, nel 1961, ex presidente del Congresso nazionale africano – Desmon Tutu, nel 1984, arcivescovo emerito – F.W.de Klerk, nel 1993 con Mandela, ultimo presidente del Sud Africa durante l’apartheid – Nelson Mandela, nel 1993 con F.W.de Klerk). In questa piazza c’è anche la scultura Peace and Democracu di Noria Mahasa che simboleggia il contributo dato dalle donne e dai bambini nella lotta per il riconoscimento dei diritti civili.

Green Point Urban Park : Aperto dalle 7 alle 19 tutti i giorni. Ingresso gratuito.

Si tratta di un giardino delle biodiversità con pannelli informativi che creano un museo all’aperto molto interessante. E’ uno dei lasciti più belli dei mondiali di calcio 2010. Ci sono laghetti, vie di erbe profumate, parchi gioco per bambini, aree pic-nic. Qui si trova il Cape Town Stadium (si possono fare visite guidate). La parte sul mare si chiama Mouille Point dove c’è un faro bianco e rosso.

Sea Point Promenade: Parte da Mouille Point. Si possono vedere le balene e tramonti spettacolari. Arriva fino quasi a Clifton. C’è il Sea Point Papillon (p.67), piscine all’aperto, un’istituzione della zona.

Clifton: Ci sono 4 spiagge con grossi massi di granito (sembrano Seychelles). Si raggiungono scendendo le scalinate da Victoria Road. Sono numerate da nord a sud: 1 e 2 per modelle e macho man, 3 per gay e la 4 per famiglie.

Camps Bay Beach: Bellissima spiaggia dalle quale si vedono le formazioni rocciose dei Twelve Apostles della Table Mountain. Tramonti da cartolina e numerosi locali tra cui scegliere per un’ottima cena.

Robben Island: Orari: 9 -11 – 13 Costo: R 300 adulti – R 160 ragazzi sotto i 18 anni

A Robben Island ci si arriva esclusivamente tramite tour guidati che salpano dal Waterfront. Il biglietto permette di accedere al giro dell’isola utilizzata come carcere fino al 1996. Oggi è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco dedicato a tutti coloro che come Nelson Mandela vi hanno trascorso lunghi anni di prigionia. Durante tutta la visita si viene accompagnati da un ex detenuto del carcere. Il tour prevede una visita alla vecchia prigione e alla cella di Mandela e un giro in autobus dell’isola di 45 minuti con commenti sui luoghi degni di nota come la cava di calce in cui i detenuti venivano impiegati nei lavori forzati. Robben Island significa “isola delle foche” e sin dalla fine del XVII secolo venne adibita dai coloni europei a carcere; tra i suoi primi ospiti fissi c’erano capi politici provenienti da varie colonie olandesi, inclusa l’Indonesia. Dal 1836 al 1931 l’isola fu utilizzata come colonia per lebbrosi, e nel XX secolo divenne tristemente nota come carcere per prigionieri politici nel periodo dell’apartheid. Famosi tra questi vi furono Walter Sisulu, Govan Mbeki, Robert Sobukwe e Nelson Mandela

Bloubergstrand : Bella spiaggia a nord (oltre il nostro hotel) dalla quale c’è una bella vista della Table Mountain.

 

  1. B) Zona montuosa:

Table Mountain – (Pag.53 Lonely Planet)

Questa montagna era sacra per le popolazioni Boscimani e Kho ed era da loro chiamata montagna sul mare. Il primo a scalarla fu il navigatore portoghese Antonio de Saldanha nel 1503. Il punto massimo è 1086 metri. La funivia per raggiungere la sommità è stata aperta nel 1929. Nel 1998 è diventato parco nazionale e nel 2004 patrimonio dell’Unesco. Ci sono più di 350 sentieri escursionistici. Chiusa 27.07 -09.08 per annuale manutenzione. Spesso la cima è nascosta da una coltre di nuvole chiamata appunto “Table cloth” (“la tovaglia”). La Table Mountain fa parte di un complesso di rilievi che include a est il Devil’s Peak (1.000 m) e a nord Lion’s Head (669 m) e la collina di Signal Hill. Il punto più alto della montagna, il “Maclear’s Beacon” è situato a 1,086 m s.l.m., e prende il nome da un segnale (beacon) postovi da Thomas Maclear come punto di riferimento per calcoli trigonometrici. Non si tratta di un vero e proprio picco, in quanto si trova appena 19 metri sopra il punto di arrivo della cabinovia che sale le pendici del monte partendo dalla città.

Lower Cable Station: Adulti R 225 andata e ritorno – Ragazzi 4/17 anni R 110

Raggiungere la funivia è facile. La Lower Cable Station è in Tafelberg Road, fuori Kloof Nek Road, e circa 15 minuti di auto dal centro della città. Poco prima di svoltare a sinistra in Tafelberg Road, guardare fuori per un cartello digitale sulla destra, che indica se siamo aperti o chiusi. Troverete un parcheggio gratuito lungo Tafelberg Road, prima e dopo la Lower Cable Station. Tafelberg road è ripida e si snoda fino alla Lower Cable Station, che si trova a circa 1,5 km dal Kloof Nek strada trasformarsi in Tafelberg Road. C’è una rotonda di fronte l’edificio della stazione Lower Cable Station, rendendo più facile per gli autobus turistici a scendere i visitatori. I biglietti possono essere acquistati presso la stazione o presso i driver City Sightseeing Bus. Porta 65 persone e ruota su se stessa per permettere a tutti di vedere il panorama in ogni direzione. Raggiunge la sommità in 7 minuti

Devil’s Peak: E’ un punta nella parte orientale della Table Mountain (mt.1.000).

Signal Hill: punto panoramico tra Devil’s Peak e Noon Gun

Noon Gun: Punto panoramico che si può raggiungere a piedi dal quartiere di Bo-Kaap o in auto da Nek Road. Noon Gun (cannone di mezzogiorno) spara ogni giorno un colpo alle 12. Attivo dal 1806, oggi il cannone è telecomandato dall’orologio principale del South African Astronomical Observatory. I due cannoni utilizzati sulla Signal Hill (quello principale e quello di rimpiazzo) sono pezzi originali dell’artiglieria portata dagli olandesi nel primo insediamento di Città del Capo, nel 1652. Furono comunque gli inglesi i primi a usarli come cannoni da segnalazione, a partire dal 1806, per annunciare l’arrivo di grandi navi o altri avvenimento di rilievo per la città. Originariamente erano piazzati nel cuore del centro cittadino; in seguito, a causa dell’eccessivo frastuono, furono spostati in collina. Il 4 agosto 1902 fu sparato il primo colpo di segnalazione da Signal Hill. Oltre ad annunciare l’arrivo di navi, i cannoni venivano usati per segnalare il mezzogiorno. Più che per la cittadinanza, questo segnale era pensato per le navi, affinché potessero regolare i cronometri necessari per il calcolo della longitudine. Per una maggiore precisione, i naviganti si basavano sul fumo che usciva dalla bocca dal cannone più che sul suono. Ancora oggi, i cannoni sparano a mezzogiorno (con l’eccezione di domenica e dei giorni festivi). Sono tenuti in funzione e curati dalla Marina Sudafricana. Orari: 8-16 lu/ve – 8-13 sa – chiuso domenica – ingresso libero

Lion’s Head: Collina tra la table mountain e il mare. 669 metri sul livello del mare – 30 minuti a piedi – si può arrivare in macchina in un parcheggio su Signal Hill.

 

  1. C) Zona City Bowl: Principale zona commerciale della città

Bo-Kaap: E’ il quartiere malese che si trova nel City Bowl, il centro della città. A vederlo ci si rende subito conto della differenza con il resto della città. In questo quartiere ci si immerge in una realtà completamente differente. Donne velate con vestiti lunghi fino ai piedi tengono d’occhio i loro bambini che giocano sui terrazzi delle abitazioni e uomini con copricapi religiosi salgono e scendono lungo le vie acciottolate di questo mondo a parte. L’atmosfera è veramente particolare grazie anche ai profumi che si liberano nell’aria provenienti dai magazzini di spezie. Ma la caratteristica saliente del Bo-Kaap rimane sicuramente l’allegra e sgargiante colorazione delle basse case dal tetto piatto: arancio, giallo, azzurro, lilla. Praticamente un arcobaleno sceso in città! Vi consigliamo di fermarvi in un cafè all’angolo e godervi la vita dai ritmi lenti che vi scorre innanzi. Se volete approfondire la conoscenza di questo quartiere fate un salto al Bo-Kaap Museum situato in Wale St.  E’ stato uno dei momenti più belli ed affascinanti dell’intera vacanza!

Turisti a passeggio, bambini che giocano, donne velate con la borsa della spesa…e tutti sorridenti e gentilissimi, mah! Questa è una delle zone residenziali più vecchie di Cape Town, le prime case risalgono alla fine del 1700. Fondato dai primi schiavi liberi , chiamati Cape Malay (malesi del capo) in realtà queste genti provenivano da India, Madagascar, Africa, Sri Lanka e solo una piccola parte era malese, nel tempo è diventato il quartiere degli islamici della città.  Una chicca il Bo Kaap museum al numero 71 di Wale St., bell’esempio di casa e di vita di una famiglia musulmana benestante nell’Ottocento.  All’origine dell’abitudine a dipingere la case con forti e allegri colori, l’idea degli schiavi di contestare le regole che avevano dato loro i bianchi, ossia l’obbligo di vestire con abiti di colore scuro.  Il quartiere è ancora abitato per la maggior parte da musulmani, è qui che si concentrano le moschee della città, ma sta diventando sempre più oggetto di attenzioni imprenditoriali, le casette vengono acquistate e ristrutturate per creare b&b di charme e baretti dal tocco etno chic, di conseguenza si sta trasformando in una delle zone più trendy della città.  E a noi…ci piace…! Il giro classico si snoda fra la Wale St., la via principale che dal City Bowl (il quartiere che definisce il centro città) sale verso Signal Hill (collina che è parte integrante della city mother ) e le laterali Buiten-gracht St,, Chiappini St. e Rose Ln. Wale St. (il cartello probabilmente è scritto in africaans). Chiappini street e Rose Lane sono le vie più fotografate, in particolare l’incrocio fra Wale street e Chiappini street è il punto più immortalato, se avete visto delle fotografie di questo quartiere multicolori, molto probabilmente saranno di questo angolo! Ci sono case blu, case gialle, case arancio, case rosa, case verdi le mie preferite sono quella verde mela e quella ocra . Ma qui gli scatti si sprecano, ad ogni passo le dita prudono, ci sono mille scorci, mille piccoli particolari che fanno “scattare” la fantasia di chi ama la fotografia. E come sempre scatta la gara a chi scopre più soggetti,

Long Street: Negozi, librerie, boutique. Case con splendidi palazzi vittoriani con i balconi in ferro battuto. Tratto più bello tra l’incrocio con Buitensingel Steet a nord e la zona dello Strand. E’ piena di ristorantini e pub frequentatissimi (tra cui il Mama Africa). Di sera l’ambiente si trasforma in una delle zone piu’ vive della città, piena di ristoranti, locali e bar di ogni tipo e per tutti i gusti. Attenzione a non girare nelle vie laterali da soli la notte.

Green-market square: Greenmarket Square è una piazza storica al centro della vecchia Città del Capo. La piazza è stata costruita nel 1696 con una casa dell’orologio. Nel 1761, quando questa venne demolita, al suo posto venne eretta la Old Town House, usata come municipio per un certo periodo. Nel corso degli anni, la piazza e’ stata usata  come un mercato di schiavi, mercato ortofrutticolo, parcheggio e, più recentemente, come mercato delle pulci, souvenir africani, artigianato e curiosità. Vicino al centro della piazza c’è una pompa azionata a mano utilizzata per portare acqua pulita in superficie da un fiume sotterraneo che attraversa la città. Durante il periodo dell’apartheid, Greenmarket Square fu spesso al centro di proteste politiche, dovuto in parte alla sua vicinanza al parlamento, così come l’origine etnica dei suoi commercianti. (Ho idea che siano solo bancarelle e basta, potremmo saltarlo tranquillamente).

Old Town House: Municipio fino al 1905 quando è stato spostato a Gran Parade.

Old Gothic Church

Company’s Garden: Giardini ornamentali oasi di relax

19 Queen Victoria Street, Cape Town

07:30 to 20:30 in summer (Dec – Feb) – 07:00 to 19:00 in winter – ingresso libero

St George’s Cathedral: E’ la cattedrale anglicana di Città del Capo, Sud Africa. E ‘la sede dell’arcivescovo di Città del Capo. La cattedrale è stata progettata da Sir Herbert Baker e la prima pietra fu posta nel 1901. La cattedrale ha sostituito una chiesa costruita nel 1834 sullo stesso sito, ed è ancora incompleta.

Iziko Slave Lodge:

Museo in ricordo degli schiavi. Questo edificio è uno dei più antichi del Sud Africa. Costruito nel 1660. Fino al 1811 qui “abitavano” più di 1.000 schiavi che poi venivano venduti nella vicina Spin Street.

Open from Monday to Saturday from 10h00 to 17h00 – Closed on Sundays, Workers’ Day and Christmas Day. Adults R30 – 6-18 years R15 – Family Ticket (2 adults & 2 children) R75 –  Under 5’s enter for free

Houses of Parliament

Gran Parade: E’ la piazza principale di Cape Town con Cape Town City Hall e il Castello Good Hope. E’ uno dei luoghi storici più importanti di Cape Town.

District Six: Fu dimora per quasi un decimo della popolazione di Città del Capo: il numero di famiglie residenti si aggirava tra le 1700 e le 1900. Dopo la Seconda guerra mondiale, all’inizio dell’apartheid, District Six si presentava come un ambiente cosmopolita. La quasi totalità dei residenti era di colore. ’11 febbraio 1966, il governo dichiarò District Six territorio bianco dopo l’approvazione del Group Areas Act del 1950, che sanciva il divieto di convivenza tra etnie diverse e la separazione delle zone residenziali attraverso rimozioni forzate, che furono messe in pratica a partire dal 1968. Nel 1982, si contavano più di 60.000 persone deportate verso le zone deserte circostanti, appropriatamente chiamate Cape Flats. Tutte le vecchie abitazioni furono demolite, gli unici edifici ad essere risparmiati furono i luoghi di culto. Dopo la caduta dell’apartheid nel 1994, il governo sudafricano riconobbe i reclami degli ex-residenti del distretto, impegnandosi a sostenerne la ricostruzione. Nel 1989, venne fondata la District Six Museum Foundation e nel 1994 venne inaugurato il District Six Museum. Il museo si pone come obbiettivo quello di ricordare gli eventi dell’apartheid, così come la cultura e la storia del District Six prima delle rimozioni forzate. Il piano terra del museo è ricoperto da una grande mappa stradale del District Six, con note scritte a mano da ex residenti che indicano la posizione delle loro vecchie abitazioni. Tra gli oggetti esposti vi sono documenti che descrivono la vita nel District Six, prima e dopo la sua distruzione.

Museo: R30 per person (self-guided visits) – R45 per person (with an ex-resident / guide)

R15 per scholar (International)

09h00 – 16h00 Monday to Saturday – domenica chiuso

Castle Of Good Hope: R 30 adulti – R 15 ragazzi – dale 9 alle 16 (chiuso Natale e primo gennaio)

Costruito dagli olandesi tra il 1666 ed il 1679 dalla Compagnia Olandese delle Indie orientali allo scopo di fondare un insediamento permanente nei dintorni del Capo di Buona Speranza, posto strategico lungo la rotta per le isole delle Spezie, in modo da poter approvvigionare le navi lungo la traversata che dall’Europa portava in Oriente. Il castello è il più antico edificio del Sudafrica. Ora è sede del comando militare del Western Cape.

Rhodes Memorial: E’ un monumento costruito in memoria del politico sudafricano di origine inglese Cecil John Rhodes (1853-1902). Costruito nel 1912, progettato da Sir Francis Macey e Sir Herbert Baker. Sorge sulle pendici del Diavolo Peak, sul fianco settentrionale della Table Mountain. C’è uno splendido panorama dei Cape Flats. Ingresso libero dalle 7 alle 19. Si trova vicino all’Università. Lo si raggiunge in auto seguendo la M3 prendendo l’uscita Princess Anne Interchange. C’è un grosso parcheggio gratuito e c’è un ristorante.

Mostert’s Mill: E’ un mulino a vento storico in Mowbray, Città del Capo. E ‘stato costruito nel 1796 ed è il più antico e unico sopravvissuto completo in Sud Africa. Si trova sulla M3 vicino all’Università di Città del Capo alle pendici del Devil’s Peak. E’ aperto un sabato al mese.

 

  1. D) Zona a sud della Table Mountain

Kirstenbosch National Botanical Garden: bellissimo girdino botanico.

Adults:R50 – Children (6 – 17 years): R10 – Under 6 years: Free

Settembre – marzo 8/19 tutti i giorni

Aprile – agosto 8/18 tutti i giorni

Cape Flats : Township:

Le Cape Flats (“pianure del capo”, in afrikaans Die Kaapse Vlakte) sono una zona pianeggiante, in espansione, situata a sudest del centro urbano di Città del Capo. Si sviluppano principalemente intorno all’aeroporto fino a False Bay.

Rappresentano il “ghetto nero” (o township) della città. Storicamente, le Flats furono in qualche modo il teatro delle prove generali dell’apartheid; all’inizio del XX secolo, infatti, un’epidemia di peste bubbonica convinse il governo di quella che si chiamava Colonia del Capo a confinare la popolazione nera in queste area allo scopo di contenere il contagio. La più antica del Sud Africa è Langa, fondata nel 1927 poi ci sono Guguletu e Khayelitsha. Si possono visitare con tour organizzati. Si ha anche la possibilità di pernottare in B & B o in case private.

Costantia Valley: Si iniziò a coltivare vino in Sud Africa nel 1685 quando il governatore Simon van der Stel iniziò ad occuparsi di 763 ettari di terreno. Diede il nome Costantia a questa tenuta. Alla sua morte la tenuta venne frazionata. Questa è la strada del vino. Le più famosi case vinicole sono: Groot Costantia, Steenberg Vineyards, Buitenerwaching e Klein Costantia. Sono tutte visitabili e si possono fare degustazioni.

 

http://www.sanbi.org/gardens/kirstenbosch (giardino botanico Kirstenbosh)

http://www.districtsix.co.za/ (District Six Museum)

http://www.miprendoemiportovia.it/2012/07/bo-kaap-il-coloratissimo-quartiere-mussulmano-di-cape-town/ (Bo-Kaap)

http://www.tablemountainnationalpark.org/ (table mountain)

http://www.tablemountain.net/ (table mountain)

 

https://www.capetown.gov.za/en/parks/Pages/TheCompanysGarden.aspx (Company’s Garden)

http://www.castleofgoodhope.co.za/ (Castle of Good Hope)

http://www.rhodesmemorial.co.za/memorial.aspx (Rhodes Memorial)

http://www.waterfront.co.za/ (waterfront)

http://www.waterfront.co.za/activities/sea (attività in mare a Cape Town)

http://www.aquarium.co.za/ (Two Ocean Aquarium)

http://www.chavonnesbattery.co.za/ (chavonnes battery museum)

http://www.southafrica.net/za/en/articles/entry/article-southafrica.net-nobel-square-cape-town (Nobel Square)

http://www.gprra.co.za/green-point-urban-park.html (green point urban park)

http://www.capetown.gov.za/en/CapeTownStadium3/Pages/default.aspx (stadio)

http://alchetron.com/Clifton,-Cape-Town-11105-W (Clifton)

http://www.constantiavalley.com/ (Costantia Valley)

http://www.robben-island.org.za/ (Robben Island)

http://www.neighbourgoodsmarket.co.za/cape-town (neighbourgoods market)

http://www.citybowlmarket.co.za/ (city bowl market)

http://www.mostertsmill.co.za/ (mulino a vento mostert’s mill)

http://www.cape-town.info/

http://www.sa-venues.com/attractionswc/table-mountain.htm

http://travel4wildlife.com/things-to-do-in-cape-town-wildlife-adventures-in-the-mother-city/

http://www.capetown.travel/attractions

 

http://www.sa-venues.com/attractionswc/capetown-attractions.htm

http://www.sa-venues.com/attractionswc/waterfront.htm

http://www.sa-venues.com/attractionswc/beaches.htm

http://www.sa-venues.com/attractionswc/kirstenbosch.htm

http://www.sa-venues.com/attractionswc/robben-island.htm

www.big5tourism.com (tour operator: Township visit R 465 – Cape Town city tour R 420 – Winelanda R 810 – Tour privato per 7 persone ½ giornata R 2800 intera giornata R 3300)

 

Il tempo è terribile ma non piove. Noi faciamo sempre in modo di vedere le città di sabato perché non c’è il traffico dei lavoriatori. Ovviamente Cape Town non fa eccezioni. Non c’è in giro un’anima. In 10 minuti siamo sulla strada che porta alla funicolare. Sappiamo che sarà chiusa, visto il tempo, ma andiamo ugualemente. All’incrocio conTafelberg Road ci viene confermata la cosa dal cartellone luminoso. Giriamo allora a destra per Signal Hill. Lungo la strada vediamo il pargheggio auto per andare a piedi al Lion’s Head. C’è paregghia gente che si appresta a fare la camminata. Sono tutti bardati con k-way. Anche questa cosa prima o poi la faremo. Raggiungiamo Signal Hill completamente avvolti dalla nebbia. C’è una visibilità a 10 metri. Sembra novembre nella pianura padana. Non si vede neppure il panorama. Scendiamo quindi in città e poco dopo imbocchiamo la strada sulla sinistra per Noon Gun. Sarà un’ottima scelta in quanto, essendo più basso di Signal Hill, siamo sotto la nebbia e riusciamo a vedere bene il panorama. Qui è aperto ad orari (vedi parte precedente) ma il cancello è chiuso. Non ci sono campanelli ma due cani che ci abbaiano. Li lasciamo fare così il gestore sente ed esce a vedere cosa succede. Li richiama e ci apre il cancello. Siamo i primi della giornata. Se la vista è già bella da qui, non oso immaginare dalla Table Mountain. Scendiamo e andiamo a parcheggiare al quartire di Bo-Kaap. Grazioso con le case tutte di un colore diverso. C’è anche la moschea. Andiamo poi a parcheggiare in centro, vicino a Company Gardens dopo essere passati per la via più viva della città, Long Street. Passiamo a piedi per i Company Garden. Sicuramente in primavera saranno bellissimi. Ora si vede che sono ben tenuti ma, essendo inverno, non c’è nessun fiore e le piante sono spoglie. Ci sono tantissimi scoiattolini. Compriamo da un signore delle nocciole e loro vengono a mangiare in mano. Vediamo il Parlamento, St. George’s Cathedral ed arriviamo alla piazza del mercato (Green Market Square). Ci sono tantissime bancarelle e stanno girando un film. I poveri protagonisti sono vestiti con abiti leggerissimi. Non so come fanno. Noi indossiamo le giacche a vento!! Facciamo poi un giro in macchina per vedere Castle of Good Hope e la piazza principale di Cape Town, Gran Parade. Andiamo poi a parcheggiare in uno dei numerosi parcheggi coperti nei pressi del Waterfront. Per 3 ore paghiamo R 30 € 2,31. Carino. I ragazzi vogliono fare un giro sulla ruota panoramica (visto che Martina l’anno scorso non l’abbiamo portata sul London Eye, ora non possiamo negargliela) R 100 adulti R 50 ragazzi 4/15 anni – Family ticket che prendiamo noi R 270 € 20,77. Questa è la classica cosa che io e Pier detestiamo ma li accompagnamo. Pier non vede l’ora di scendere perché il movimento gli sembra lontanamente quello della barca degli squali … ahhh siamo messi bene … mio marito mi diventa una mezza sega!!!  Andiamo al Pier (non mio marito …) n° 1 dove un tempo partivano i prigionieri diretti a Robben Island. Ora hanno allestito un piccolo museo. Andiamo poi alla torre dell’orologio, è di colore rosso. Attraversando il ponte e girando a sinistra prima della torre c’è un posto tutto a vetri dove di solito ci sono le otarie che prendono il sole. E’ protetto e loro hanno un punto per poter salire. Ora il sole non c’è quindi è vuoto. Da qui partono anche le escursioni per Robben Island. Andiamo poi a Nobel Square. Guardiamo con rammarico la Table Mountain coperta fino quasi alla base, dalle nuvole. Entriamo poi nel Market on the Wharf (ha il tetto verde e l’ingresso è su Nobel Square). Anche questo posto ce lo ha suggerito la nostra amica tutor. Ma che carino. Andiamo al piano sopra e cerchiamo un posto per sederci. Anche qui, come al mercato di Hout, ci sono bancarelle dove puoi acquistare cibo. C’è musica dal vivo. Dei ragazzi che cantano davvero in modo notevole. Martina e Pier si prendono il sushi mentre io e Matteo un piatto di pasta saltata sulla piastra con le verdure. Mangiamo benissimo in un posto multietnico spendendo la “folle” cifra di R 426 € 32,77. Andiamo a fare un giro allo stadio. Chiediamo se si può fare un giro all’interno. Il guariano gentilissimo ci dice che si può solo su settimana. Pazienza. Torniamo in hotel alle 16.00. Ricopatto le valige e dopo le docce andiamo a cena al ristorante più famoso di Cape Town (prenotato 3 giorni fa dal signore della reception). Si chiama Mama Africa (http://www.mamaafricarestaurant.co.za/). Parcheggiamo a fatica. Veramente ci fa sistemare la macchina uno dei tanti parcheggiatori. Questo non so se è fumato ma è simpaticissimo. Gli diciamo di controllarla e che gli diamo soldi al nostro ritorno. Ceneremo benissimo. Forse la miglior cena del viaggio con zuppa di legumi, filetto con verdure e dolce (R 907 € 65). Quando usciamo diluvia. Corriamo letteralmente alla macchina. Saliamo ed arriva il parcheggiatore. Non so da dove è sbucato perché in giro non c’era nessuno. Pier gli dà i soldi. Io nel mentre sono impegnata a sistemare i giubbotti zuppi quindi non lo noto. Lui mi bussa sul vetro e con un tremendo sorriso mi saluta con la mano. Tornaimo in hotel sempre sotto una pioggia torrenziale.

 

21) 16 agosto 2015, domenica – km.72 – tempo nuvoloso/bello

Lasciamo l’hotel alle 9.30. Ci fanno una strisciata della carta di credito, questa volta a nostro credito, dell’addebito di R 500 che ci avevano fatto il primo giorno come garanzia. Piove. Non siamo ancora stufi dopo 3 settimane di tour. O meglio non siamo ancora stufi di Africa quindi vogliamo vedere ancora qualcosa. Solitamente il giorno della partenza preferiamo andare prima possibile in aeroporto in modo da lasciare la macchina in tempo e non rischiare che qualcosa vada storto. Basterebbe anche solo una foratura per farci rischiare di perdere il volo. Quest’anno invece Pier mi stupisce. Andiamo allo stadio e facciamo la strada che costeggia il mare. Bella la spiaggia LLanduino. Arrivare fino all’azienda vinicola Groot Costantia. Apre tutti i giorni alle 9, chiude su settimana alle 18, il sabato alle 17 e la domenica alle 14. Acquistiamo ancora vino. Facciamo due passi per la bella tenuta e poi andiamo all’aeroporto. Passiamo ancora per le Township. Il cielo si apre … ma vai al diavolo!!!. Lasciamo la macchina dopo aver fatto il pieno con 2134 km. fatti ed entriamo in aeroporto. Qui ci riescono a fare i biglietti fino ad Abu Dhabi, la tratta da lì fino a Malpensa no perché non riescono a gestire i voli Alitalia. Ci dicono che possiamo farli o ad Abu Dhabi o a Johannesburg. Noi opteremo per Johannesburg anche perché conosciamo bene l’aeroporto e sappiamo già dove andare senza perdere tempo. Mentre attendiamo il volo andiamo a mangiare un boccone da Mugg & Bean (la stessa catena dei campi al Kruger) R 500 € 35,77. Il nostro vole parte alle 15.30 con un bellissimo sole. Non riusciamo però a vedere se la Table Mountain è coperta o meno. Ci toccherà per forza tornare … Atteriamo alle 17.00 a Johannesburg. Andiamo a fare i biglietti Atitalia e poi prendiamo il volo seguente Jet Airways alle 20. Anche questa compagnia indiana non è male.

 

22) 17 agosto 2015, lunedì

Dopo 8 ore atterriamo ad Abu Dhabi alle 6 ora locale (2 in più rispetto al Sud Africa). La temperatura fuori è già folle quindi sul pullman che ci porta in aeroporto l’aria condizionata è la peggiore mai sentita. Questo mi comporterà mal di gola per 1 settimana al rientro … Alle 10.00 ore locali partiamo con arrivo dopo 6 ore alle 14 a Milano. Recupero valige, recupero auto e v ia a casa per andare a recuperare le nostre labrador.

 

Come al solito quando si rientra si pensa alla prossima vacanza. Io faccio una proposta che viene accettata all’istante da mio marito. Solitamente lui è uno scoglio duro da convincere ma io, che sono un martello pneumatico, quando mi interessa qualcosa, lo ottengo per sfinimento … Gli propongo Tanzania a febbraio solo io e lui lasciando a casa i ragazzi perché hanno troppi impegni. A fine agosto abbiamo prenotato … quindi … a chi ha avuto il coraggio di leggere fino alla fine questo papiro di carta … posso dire … al prossimo racconto …. ovviamente africano …

 

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