Gita di fine Estate Croazia

Questo Tour diviso in due parti prevede il passaggio attraverso quattro stati, Slovenia, Croazia, Montenegro e Bosnia.

Prima parte Croazia.

Link Mappa Da Basovizza a Murter

Inizio del mese di Ottobre e fortuna vuole che le previsioni meteo siano ottime e stranamente confermate appieno per l’intero periodo.

Rendiamo merito alla Prognoza

Prognoza

Italia Basovizza-Slovenia- Croazia Dramalj

Finalmente lasciamo la rete autostradale italiana a Basovizza, seguendo poi la statale che permette di tagliare in due la Slovenia senza necesità di acquistare il bollino. Varchiamo la frontiera Slovena-Croata dove esiste ancora la necessità doganale di mostrare i documenti e una volta oltrepassata Fiume scendiamo in quella magnifica strada costiera che è la Mgistrale. Il sole è già tramontato e considerata la stagione è necessario trovare alla svelta un posto per dormire, sarà a Dramalj nell’unico hotel aperto.

Dramalj Hotel

Dramalj è un posto carino sulla riviera di Crikvenica, c’è pure una sottilissima striscia di arenile ghiaioso, come sappiamo le spiagge ampie e sabbiose sono cosa molto difficile da reperire in Croazia. Ceniamo al Domino, senza altra alternativa se non il digiuno. Il locale è accogliente e casualità vuole che la cucina si riveli una piacevole sorpresa, zuppa di pesce e pescato del giorno.

Domino

Dramalj – Plitvice

Percorriamo la Magistrale che altro non è che la vecchia strada panoramica costiera, in essere già ai tempi di Tito. Abbiamo sempre il mare di lato e di fronte nel senso di marcia, il traffico è inesistente, ma benché il cielo sia limpido vedo in lontananza da Sud alzarsi la bora. Normalmente è un incontro infelice a 40/45°nodi di vento che corrisponde a circa 70/80 Km orari. Non è una situazione imprevista, diciamo leggermente in anticipo, oltrepassato Novi Vindoloski comincio ad avvertire l’avanguardia del guaio. Per quanto possibile giro la manetta per accelerare il passo, più che mi avvicino allo scontro e più che il cielo si fa scuro, non è un bel vedere. Il vento alza talmente il mare che piove acqua salata, non ho esperienza di bora, l’impressione è quella di andare incontro alla tempesta perfetta. 

Tutto è amplificato dal fatto che sono sue ruote ed è difficile mantenere una giusta traiettoria, per fortuna sono arrivato a Senj, giusto in zona cesarini svolto al bivio per Plitvice ed evito lo scontro finale, la strada adesso è in salita riparata dalla montagna e tutto è tranquillo.

Dopo un toscanello per festeggiare lo scampato pericolo, continuiamo lungo la SS per Plitvice, c’è inaspettatamente molto traffico, tanti bus, auto e molte moto, ancora trenta km e come da itinerario svoltiamo lasciando l’indesiderata compagnia prendendo una deserta allungatoia di Km 140 che ci condurrà al Parco. Corriamo veloci su strade montane scivolose (asfalto grigio scivolone garantito) in una ambientazione che ci porta indietro nel tempo, quello della Jugoslavia, ci manca soltanto di incontrare la classica Zastava.

Zastava

Nel primissimo pomeriggio prendiamo possesso delle camere presso il Plitvice Hotel che avevamo saggiamente prenotato al mattino. Scelta giusta poiché nella zona è tutto completo.

E’ il primo albergo costruito e non so, se e quando mai ristrutturato. Sicuramente è datato ma sito nel cuore del parco, infatti la biglietteria dista solo poche decine di metri, da notare che vengono accettate solo Kune oppure carte di credito.

Plitvicka-jezera

Dopo molti anni ritorno al Parco di Plitvice sul quale non credo sia necessario soffermarsi per esaltarne le caratteristiche. L’unica cosa da aggiungere sarebbe quella dell’assembramento al limite dell’immaginazione. In fondo è Ottobre, ma servono oltre trenta minuti per salire da un traghetto all’altro e sulle vie disegnate dalle passerelle siamo in fila indiana, non abbiamo pranzato e non lo faremo a causa della ressa davanti ai vari punti di ristoro.

Plitvice-Gospic-Velebit -Isola di Pag

Riprendiamo il viaggio come da radar evitando la statale principale, sulla strada siamo sempre in solitaria, ma stavolta l’asfalto è in ottime condizioni, fra uno scorcio di panorama e l’altro attraversiamo paesi rimasti inalterati nel tempo fino a Gospic. 

Gospic

Non abbiamo nemmeno una Kuna e per prendere un caffè si è reso necessario cambiare un po’ di soldi in una banca. A questo proposito, di nuovo vorrei far notare che la nostra moneta è accettata per pagare le Autostrade, anche se il resto viene dato in Kune. Carburanti solo Kune o carta di credito mentre per alberghi e ristoranti conviene sempre usare la carta. 

Insomma alla prima occasione meglio prendere un po’ di valuta per gli acquisti spiccioli, non fate come noi che dopo aver consumato delle bevande al tavolo di un bar in una nota località turistica non avevamo una K per pagare. Ci hanno chiesto solo Kune, niente Euro, niente carte, richieste sparate con un certo senso di fastidio e puntiglio e il caso si è ripetuto in varie circostanze, tanto che a un certo punto ci siamo chiesti se il mondo gira al contrario. Ma in Italia abbiamo la Kuna e loro Euro? 

Adesso scendiamo verso Baske Ostarije ai piedi del Velebit, una sorta di montagna sacra per i croati. Già guardarla da lontano per la sua forma selvaggia incute rispetto, di natura carsica è un dedalo di creste con macigni accatastati. Da sapere che il massiccio del Velebit è il più imponente dell’intera Croazia,”Riserva mondiale della biosfera Unesco” con i suoi duemila Kmq di superficie rappresenta anche l’area più vasta del Paese. Gli amanti del trekking qui difficilmente rimarrannno insoddisfatti. 

Velebit

A noi ci interessa di più il tragitto da Baske Osterije a Karlobag, una salita e conseguente discesa fra ampi tornanti con uno scenario fantastico sull’Isola di Pag.

Il film termina a Karlobag o Carlopago, ci immettiamo sulla Magistrale verso Nord e poco prima di Prizna prendiamo il traghetto per la singolare Isola di Pag. Solo quindici minuti di traversata per approdare sulla luna, l’isola ha due facce, completamente brulla guardando verso terra e verde di macchia mediterranea nel lato opposto, spesso la sponda orientale è battuta dalla bora, ma oggi non è il caso.

Dopo aver esplorato in lungo e in largo Pag decidiamo di passare la notte a Novalja, che se non altro è il centro turistico più animato.

Bene a sapersi che qui paragonano Novalja a Ibiza, certo è che in questo periodo non ci trovo il nesso, la movida è inesistente. Comunque sia, si nota un certo tipo di attrezzzatura, prendiamo allora per buona l’equazione Novalja uguale a Ibiza ma certamente non quella Ibiza uguale a Pag. Direi per chi cerca più tranquillità ci sono da valutare tante altre località nell’isola, che rammento è lunga sessanta chilometri.

Pag Novalja-Sukosan-Pakostane-Murter

Circa duecento Km che affrontiamo con solo soste tecniche per raggiungere Murter, che pur senza togliere niente alle tante altre belle localtà marine della costa Dalmata, rimane il posto con più variabili positive per una vacanza, almeno nei mio libro dei ricordi.

Murter

Jezera, Betjna,Tisno e Murter sono le località principali dell’isola. Sebbene relativamente piccola offre una grande varietà di insenature, baie e spiagge lungo l’intera costa.

Alloggiamo a Tisno da Gina, B&B che si trova di lato poco prima di attraversare il ponte che collega l’isola alla terraferma.

Gina

Veramente ottimo il ristorante attiguo con specialità culinaria di pescato.

Sono comunque tante le possiblità di sistemazione per una vacanza vera e propria nel territorio e due sono le marine dove volendo si possono affittare dei natanti, oppure anche combinare alloggio e barca nel complesso della marina.

Murter

Da sottolineare che ci troviamo di fronte al Parco Nazionale Kornati (Incoronate) 159 isolotti di cui 89 formano il parco e Murter è la porta di  ingresso più vicina, un qualsiasi tipo di escursione fra le tante proposte è raccomandabile.

Qui tutte le info

Kornati

Murter – Kotor (Montenegro)

Proseguiamo il tour verso un’altra meta molto ambita, le bocche del Cattaro.

Link Mappa da Murter a Kotor

Ci aspettano circa quattrocento Km di tragitto, per forza di cose dobbiamo disinteressarci dell’antica Ragusa.

Arrisentissi da Kotor

 

 

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