Fuerteventura: Nonsolovento

Seconda esperienza alle Canarie. Abbiamo ancora nel cuore il ricordo di Lanzarote e vorremmo trovare un’isola con caratteristiche simili: tranquillità, bei paesaggi, temperature piacevoli anche a Gennaio. Fuerteventura  impiega poco a conquistarci, raccogliamo qualche informazione e decidiamo, il 2017 inizierà qui.

PRIMA DEL VIAGGIO (2/1)

Purtroppo non esiste il volo diretto dal comodissimo aeroporto di Bologna, si deve partire da Bergamo e ad un orario scomodo, la mattina presto. Con la scusa di non volere viaggiare di notte in pieno inverno (metti che nevichi o ci sia nebbia), propongo di partire il giorno prima e pernottare in un hotel che offre anche il servizio di parcheggio.

Proposta accettata.

E magari si potrebbe partire al mattino e approfittarne per visitare Bergamo Alta, pare sia veramente bella e non ci siamo mai stati.

Proposta accettata.

Evvai, ho allungato di un giorno la vacanza !

Così il giorno prima del viaggio lo trascorriamo passeggiando per i bei vicoli e visitando le chiese della città alta.

L’INCONTRO CON L’ISOLA (3/1)

L’ormai collaudata Ryanair ci porta, tra una vendita di panini, una spruzzata di profumi e uno sventolio di gratta e vinci, puntualmente alla meta. Ritirata l’auto ci dirigiamo a Corralejo dove abbiamo prenotato un’appartamento per tutta la settimana.

L’isola ci mostra subito le sue caratteristiche, mare, sole, sabbia e vento. E una temperatura di circa 24 gradi che però, a causa appunto del costante vento freschino, viene percepita come più bassa. Ma non ci lamentiamo di certo, considerando ciò che abbiamo appena lasciato. La strada che porta a Corralejo (FV1) attraversa l’area naturale protetta delle dune, il Km. 23 pare sia il punto migliore per fermarsi a scattare foto, ma sinceramente penso che ogni centimetro di questa zona sia bellissimo e soprattutto da ammirare a qualsiasi orario, dall’alba al tramonto.

Entusiasti fin da subito di quest’isola passiamo il pomeriggio in piscina (stesi al sole in zone riparate si sta veramente bene) e a scoprire il paese dalla spiaggia al porto alla zona commerciale (ma in questo caso una felpa serve proprio). Bello, ci piace Corralejo, tanti locali, tanti negozi, una bella passeggiata centrale e la zona del porto vecchio molto caratteristica.


IL SUD (4/1)

Iniziamo la scoperta dell’isola dal sud, l’estremo opposto di dove risiediamo. La partenza al mattino presto ci permette di godere della vista delle dune all’alba. Arriviamo fino alla località turistica di Costa Calma. Una visita veloce al paese e al mercatino e ci dirigiamo verso La Pared, attraversando la penisola di Jandia e recandoci sul versante occidentale. Imponenti scogliere circondano una bellissima spiaggia di sabbia. Ci sono onde altissime e tante persone che fanno surf. Scendiamo anche noi per una piacevole passeggiata in spiaggia.


Torniamo sulla costa orientale diretti alla tappa successiva, Playas de Sotavento, un litorale di 11 Km. formato da spiagge di sabbia dorata. In località Risco el Paso lasciamo l’auto in un grande parcheggio e raggiungiamo la spiaggia. Beh spiaggia…. è talmente immensa che sembra di passeggiare nel deserto, se non fosse per le piccole lagune di acqua che la bassa marea ha lasciato qua e là.


Il sole inizia a scaldare, al riparo di una piccola duna si sta d’incanto, ci concediamo una bella pausa con lo sguardo perso nel blu del mare laggiù in fondo.

Per pranzo raggiungiamo Morro Jable, la località turistica più a sud. Il paese è preceduto da una lunga strada affiancata da resort da un lato e dal mare dall’altro. Ma a mio avviso è molto più bella la parte vecchia, arroccata su un promontorio e costeggiata da una bellissima passeggiata pedonale. E proprio qui trascorriamo il resto della giornata, tra un’insalata, una passeggia tra gli ibischi in fiore e un assaggio dell’acqua coi piedi (io alle Canarie non riesco a fare di più, sebbene ci siano accanto a me persone che si tuffano come se fosse pieno Agosto).

Non so se sia dovuto al fatto che siamo all’estremo sud dell’isola, ma qui si sta veramente bene, il vento è poco e il sole scalda. Da tenere presente per il futuro.

IL CENTRO (5/1)

Raggiungiamo Lajares, paesino minuscolo con il solito mercatino (niente di che) perchè da qui parte il percorso per il Calderon Hondo, un sentiero che si snoda attraverso una serie di coni vulcanici per salire poi sulla cima di un cratere perfettamente circolare da cui si gode di una vista mozzafiato che spazia sulla piana sottostante fino alle dune.


Il vento, il silenzio e i colori della terra rendono tutto estremamente suggestivo. Particolarità di questo luogo, ma anche di tante altre zone dell’isola, sono gli innumerevoli scoiattoli che si avvicinano nella speranza di ottenere del cibo.

La tappa successiva avrebbe dovuto essere l’ecomuseo del villaggio di Tefia, ma troviamo tutto chiuso quindi decidiamo di proseguire per Betancuria, l’antica capitale dell’isola.

Prima di arrivare saliamo al Mirador de Morro Velosa dove si può ammirare un fantastico panorama a 360° (anche se il vento fortissimo e freddo è decisamente seccante) e al Mirador de Betancuria per la foto alle statue degli antichi leggendari sovrani dell’isola Ayose e Guise.


Betancuria è piccola ma deliziosa, in una vallata dalla vegetazione rigogliosa e caratterizzata da edifici in stile coloniale.

 

Proseguiamo verso sud percorrendo un’antipatica strada tutta curve aggrappata alla montagna con a lato un pauroso strapiombo. Che ansia! Fatica però ripagata non appena arriviamo ad Ajuy. Casette colorate, sabbia nera, mare blu che si infrange contro le rocce creando sbuffi di schiuma bianca. Una meraviglia! Un sentiero pedonale collega la spiaggia a due ampie grotte, alle quali si può accedere tramite una scalinata.



Oggi abbiamo visto una serie di luoghi bellissimi, dietro la sua facciata rude, fatta di vento e luoghi aridi, Fuerteventura racchiude piccoli gioielli. E non potevamo che finire con il gioiello per eccellenza: le dune al tramonto. La sabbia si tinge di rosa, si sente solo il vento e lo sguardo corre libero tutto intorno.



ISLOTE DE LOBOS (6/1)

La piccola isola disabitata raggiungibile dal porto di Corralejo è la meta di oggi.

I traghetti di linea, forse a causa della bassa stagione, non partono, quindi contrattiamo il passaggio con un water taxi presso uno dei tanti chioschi. Il proprietario del gommone guida (si dice guida anche per un gommone?) da cardiopalma. Salti altissimi sulle onde, con buona pace del fondoschiena di noi seduti davanti. Certo che a quelli dietro non va tanto meglio, sono completamente fradici e la temperatura non è proprio tropicale.

Imbocchiamo in senso antiorario il sentiero che percorre tutto il periplo. Non c’è nessuno. L’isoletta è a dir poco incantevole. Mare, rocce, lagune interne e silenzio. E l’onnipresente vento che ormai è una costante della vacanza, ma comincia a piacermi. A metà percorso si sale al faro e, dalla sua terrazza panoramica, Lanzarote appare vicinissima.


Verso la fine il sentiero conduce a Playa de la Concha, una mezzaluna sabbiosa circondata da basse dune. Visto che ci siamo tenuti tutto il giorno per l’isola facciamo qui una lunga sosta per mangiare (tassativo portarsi panini e acqua, in questo periodo è chiuso anche l’unico ristorante) e stenderci al sole. Dato che la spiaggia è riparata e il mare è calmissimo faccio l’ennesimo tentativo di entrare in acqua, ma… niente da fare. Non riesco a togliermi ‘sta soddisfazione di fare il bagno alle Canarie.


EL COTILLO E IL BARRANCO CHE NON C’E’ (7/1)

El Cotillo è un piccolo paesino di pescatori sulla costa nord occidentale divenuto col tempo località turistica grazie alla bellezza delle sue spiagge. Da una parte la grande Playa del Castillo con onde che raggiungono altezze ragguardevoli, dall’altra Las Lagunitas, piccole baie sabbiose separate tra di loro da colate laviche e con acque basse,trasparenti e calmissime.


Dopo un giro per il paese decidiamo di fermarci in una di queste ultime. Avrebbe potuto essere una splendida giornata di sole e di mare ma dopo un po’ decido che dobbiamo partire alla ricerca di un fantomatico “Barranco de Los Encantados” del quale avevo visto alcune immagini meravigliose in rete e per il quale ero sicurissima di aver capito la strada.

Riassumendo brevemente: tre ore sotto il sole, in auto e a piedi su sterrati tremendi che forse non esistevano nemmeno, disorientamento totale e la mia certezza iniziale sparita, tanto che non ero nemmeno più sicura di trovarmi ancora sulla stessa isola. Risultato: una gomma completamente sfasciata e del Barranco nemmeno l’ombra. Montiamo la ruotina di scorta e con la coda tra le gambe rientriamo e andiamo ad autodenunciarci all’autonoleggio.

Che bello però sarebbe stato raggiungere un posto così (l’immagine ovviamente non è mia ma è proprio lei la responsabile di tutto).

immagine dal web

Ahhh ma non finisce qui, non mi do certo per vinta… prima o poi….

E ALLA FINE RIPOSO (8/1 – 9/1)

Gli ultimi due giorni li trascorriamo a Corralejo all’insegna del riposo, tra piscina, spiagge, negozi e locali all’aperto. Sì, si sta decisamente bene qui.


Un’altra isola delle Canarie che ci ha completamente conquistati.

Avanti la prossima!

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