Lanzarote: natura e arte

Ci mancavano all’appello Lanzarote ed El Hierro per concludere il giro di tutte le isole dell’arcipelago canario. Quindi, approfittando di voli ad ottimi prezzi ed orari, abbiamo scelto Lanzarote come meta della nostra settimana di vacanza a marzo.

Cosa mi aspettavo da Lanzarote? E’un’isola di cui avevo sempre sentito parlare bene, tutti entusiasti i pareri di chi ci era stato. Tuttavia partivo con qualche pregiudizio: io mi sono innamorata delle Canarie occidentali e dei loro paesaggi vari, dove si passa dalla foresta al paesaggio vulcanico in pochi chilometri; mentre ero rimasta delusa da Fuerteventura, suggestiva sì ma abbastanza monotona e soprattutto con troppo poca (anzi, diciamo proprio assente) vegetazione… e Lanzarote me l’aspettavo tutto sommato con la stessa caratteristica. Ma visti i pareri entusiasti di tutti ero pronta a ricredermi.

Mi sono ricreduta? Lo scoprirete alla fine del diario.

VOLI

Volo Easyjet da Malpensa, con partenza alle 11 del mattino e ritorno alle 15, alla cifra di circa 140 euro a testa comprensivo però di due bagagli da stiva. I voli sono stati in orario e senza alcun inconveniente, decisamente pieni nonostante non fosse un periodo di festività o ponti.

ALLOGGIO

Abbiamo prenotato il nostro alloggio su Booking per 320 tutta la settimana; appartamento Sun Rural, nella zona di Soo: si trattava di un microscopico paese nell’interne dell’isola, non lontano da Caleta de Famara. Una zona decisamente poco adatta a chi voglia un minimo di vita, poiché intorno a noi c’era praticamente il nulla (a parte un minimarket che confinava proprio con casa nostra) e anche per raggiungere un ristorante bisognava fare almeno 10 minuti di macchina. Ma un punto abbastanza strategico per girare l’isola. L’appartamento, sito al piano terra, era carino e dotato praticamente di tutto quello che poteva servire. Il proprietario ci ha dato anche qualche dritta su cosa visitare e dove mangiare.

MEZZI DI TRASPORTO

Abbiamo noleggiato dall’Italia l’auto (una Fiesta) tramite Cicar, uno dei noleggiatori più famosi delle Canarie, alla fantastica cifra di 120 euro tutta la settimana, tutto incluso. Come altre volte con loro ci siamo trovati molto bene: rapporto qualità prezzo altissimo. La benzina costava poco meno di 1 euro al litro, quindi nonostante i più di 800 km percorsi la spesa per gli spostamenti non è stata altissima. Le strade sono mediamente ben tenute e scorrevoli.

Avendo l’auto non ci siamo informati su altri mezzi quindi non saprei dirvi come sia spostarsi con autobus o taxi. Viste diverse persone fare l’autostop (come spesso accade su queste isole).

CLIMA E METEO

Le Canarie hanno in generale un clima molto mite (le chiamano le “isole dell’eterna primavera”) e Lanzarote, inoltre, ha una media pluviometrica molto scarsa, di circa 200 mm l’anno… ecco, buona parte di quei 200 mm sono caduti esattamente mentre sbarcavamo dall’aereo, inzuppando completamente noi ma soprattutto le nostre valigie. Questo è stato solo il preludio di una settimana che non è stata molto fortunata meteorologicamente parlando: rovesci (un giorno ha anche grandinato), cielo spesso nuvoloso, vento freddo a tratti fastidioso, temperature decisamente sotto media. Sul vento non mi lamento, è una prerogativa dell’isola, anzi nei mesi estivi diventa ancora più forte; vedere un po’ più di sole e cielo azzurro, invece, non mi sarebbe dispiaciuto. L’acqua immagino fosse molto fredda; nonostante ciò, e nonostante il vento freddo, gli Inglesi facevano il bagno senza alcun problema!

CIBO E PRODOTTI LOCALI

Lanzarote, come la vicina Fuerteventura, è famosa per l’aloe. Ve ne sono diverse piantagioni e in tutta l’isola abbondano i negozi. Noi abbiamo visitato la piantagione di Lanzaloe, vicino ad Orzola; nel negozio della piantagione, che vende prodotti all’aloe di ogni tipo, vi è personale di svariate nazionalità, anche Italiana.

Altro prodotto tipico è il vino malvasia, proveniente dalle uve coltivate nel territorio de La Geria.

Diffusi, come del resto in tutte le Canarie, collane, bracciali e orecchini in pietra lavica e olivina: se ne trovano da pochi euro a diverse centinaia.

PREZZI

I prezzi sono mediamente buoni, come d’altronde nelle altre isole dell’arcipelago. L’ingresso alle varie attrazioni, però, non è sempre così a buon mercato. Esistono tuttavia dei biglietti speciali che permettono l’ingresso a più attrazioni risparmiando qualcosina: si comprano direttamente alle biglietterie e valgono due settimane.  Noi abbiamo preso quella da sei ingressi, a 30 euro, che comprendeva: Cueva de los Verdes, Jameo de Agua, Jardin de Cactus, Mirador del Rio, Timanfaya e Castillo de San Josè (in realtà quest’ultimo non ci interessava, ma visto che la card risultava lo stesso vantaggiosa abbiamo deciso di prenderla).

UOMO E NATURA

César Manrique è l’uomo-simbolo di Lanzarote; questo architetto, originario dell’isola, ha lasciato un sacco di sue opere, avente tutte la caratteristica di integrarsi perfettamente col paesaggio senza mai deturparlo.

La Fondazione César Manrique, che si trova in quella che era la casa dell’artista, dovrebbe esserne l’esempio, ma ammetto, con non poca vergogna, che non la abbiamo visitata. Ma di opere volute e realizzate dall’artista ve ne sono tante.

Jameo de Agua

Si tratta di tunnel vulcanici dove, al suo interno, Manrique ha realizzato ristoranti, auditorium e giardino botanico. Non è facile spiegare, è un posto da vedere. C’è anche un laghetto, all’interno del quale si trovano dei microscopici granchi albini. Come spesso accade a Lanzarote i contrasti di colore sono fantastici. Unica delusione il museo dei vulcani al suo interno: abbandonato a se stesso. Peccato.

Jardin de cactus

Un giardino che raccoglie tantissime specie di cactus da tutto il mondo, da quelle classiche più famose ad altre inimmaginabili. Abbiamo avuto la fortuna di visitarlo con il sole e il contrasto tra terreno lavico, piante verdi e cielo azzurro era fantastico.

Mirador del Rio

Uno dei luoghi più famosi dell’isola è il Mirador del Rio, una struttura realizzata da Manrique che si affaccia sul braccio di mare che separa Lanzarote da La Graciosa. Nelle belle giornate la vista deve essere spettacolare; nel nostro caso il tempo non era certo meraviglioso ma almeno accettabile; la prima volta che eravamo saliti, invece, ce ne siamo andati senza neppure entrare poiché eravamo circondati dalle nubi e molto probabilmente non avremmo visto nulla.

Lagomar

Non lontano da Teguise c’è questo particolare edificio, sempre opera di Manrique, che fu la casa di Omar Sharif. All’interno vi sono museo, bar, un ristorante e un locale notturno (non deve essere male farsi una serata qui). L’ingresso costa 6 euro, se invece non si è interessati al museo si può entrare gratuitamente dopo le 18.

NATURA

La natura, in particolare nella veste dei vulcani, la fa da padrone a Lanzarote. Lo si percepisce subito, già uscendo dall’aeroporto.

Cueva de los Verdes

Vicino al Jameo de Agua, una delle attrazioni più famose di Lanzarote: una grotta di origine vulcanica, formatasi in seguito all’eruzione del Monte Corona. Ovviamente solo una piccola parte della grotta (circa un chilometro) è visitabile, ma è comunque suggestiva. La visita dura poco meno di un’ora ed è abbastanza tranquilla; abbiamo visto all’interno anche famiglie con bambini molto piccoli. Si entra con la guida e in gruppi di circa 50 persone (che si raggiungono abbastanza rapidamente). Sicuramente noi abbiamo visitato grotte più suggestive e “avventurose”, ma vale la pena visitarla.

Punta de Papagayo

L’estrema zona meridionale dell’isola è parco protetto: per accedervi si pagano 3 euro a vettura. Qui, lungo degli sterrati abbastanza tranquilli, si raggiungono delle suggestive spiagge, tra cui la più famosa è Playa Papagayo; sicuramente in una giornata di sole deve essere molto bella, anche se perlomeno noi abbiamo avuto il vantaggio di vederla senza troppo affollamento.

Charco de los Clicos

Noto anche come il Lago Verde, si trova presso la località de El Golfo. E’ un laghetto alimentato ad acqua di mare e il suo caratteristico colore verde è dovuto ad un tipo di alga. Belli i contrasti di colore della zona, ma decisamente troppo, inevitabile, affollamento.

Los Hervideros

Vicino al lago Verde, ma un po’ meno note, sorgono queste suggestive scogliere a picco sul mare.

Salinas de janubio

Complesso di saline non lontano da Hervideros; bei giochi di colore.

Timanfaya

E’ indubbiamente l’attrazione principale di Lanzarote. Il Parco Nazionale di Timanfaya occupa buona parte dell’isola e comprende la zona dove avvennero le eruzioni vulcaniche che cambiarono l’aspetto dell’isola, dal 1730 al 1736. Non è possibile circolare liberamente per questo parco: in compenso, l’ingresso comprende un tour in bus con descrizione dell’ambiente circostante: tutto molto suggestivo, peccato che le foto dal finestrino perdano un po’.

Vi sono anche delle simpatiche dimostrazioni di come il sottosuolo sia ancora “vivo”. E questo lo si può vedere anche al ristorante El Diablo, dove la carne viene cucinata direttamente utilizzando il calore emanato dalla terra…

Una alternativa per godersi il parco è partecipare ad una delle escursioni organizzate: stranamente sono assolutamente gratuite, ma è necessario iscriversi per tempo (le iscrizioni aprono due mesi prima) in quanto vi sono pochi posti al giorno; volendo si può fare il tentativo di presentarsi al punto di ritrovo la mattina stessa, sperando che qualcuno non si sia presentato. Vi sono escursioni in Inglese o in Spagnolo.

Noi abbiamo fatto l’escursione litoranea, in Inglese (con noi due inglesi, due francesi e due olandesi); la guida era una signora molto appassionata del suo lavoro. Una camminata tranquilla di circa due ore. Abbiamo poi scoperto che il sentiero litoraneo è percorribile anche senza guida, l’unica zona del parco dove è concesso.

Interessante da visitare anche il centro visitatori di Mancha Blanca, soprattutto per chi è interessato all’argomento vulcanesimo e scienze della terra.

La Geria

E’ la zona centrale di Lanzarote, dal caratteristico colore scuro vulcanico, famosa per la coltivazione della vite (dove i filari sono protetti da mezzelune di rocce). Qui sorgono diversi locali per fare acquisti e degustazioni.

Femes

Microvillaggio nella zona a sud dell’isola, famoso prevalentemente per il suo balcone naturale che offre una bella vista verso meridione (foschia e nuvole permettendo).

UOMO

Casa Museo Monumento al Campesino

Il monumento vero e proprio (opera anch’esso di Cesar Manrique) si trova nel centro geografico dell’isola. Nei pressi si trova anche la Casa Museo, dove i diversi locali sono dedicati alla storia dell’isola, all’artigianato e all’agricoltura (il “campesino” è il “contadino”: una dedica di Cesar Manrique al duro lavoro dei contadini). C’è anche un ristorante. Noi ci passavamo ogni giorno per tornare verso casa e quindi un pomeriggio ne abbiamo approfittato per fare una sosta; carino ma nulla di particolare.

Castillo de San Jose

Questo castello sorge sul mare, ad Arrecife, vicino al porto; ospita il MIAC (Museo Internazionale di Arte Contemporanea). Non che ci interessasse molto, ma la visita rientrava nel biglietto delle sei attrazioni che avevamo acquistato, quindi ci abbiamo fatto un salto…

“LA CAPITALE”

Arrecife

Arrecife è il capoluogo dell’isola; una cittadina che si distingue nettamente dalle località turistiche dell’isola. Carino il Charco de San Gines, una specie di laghetto di acqua salata sul quale si affacciano bar e ristoranti.

VILLAGGI

Teguise

Cittadina nell’interno, famosa soprattutto per il mercato che si tiene la domenica mattina e che attira gente da tutta l’isola; nel giorno di mercato consigliabile lasciare l’auto in uno dei parcheggi a pagamento vicino alla città (1.70 euro tutto il giorno). Al mercato si trova un po’ di tutto, ma ovviamente la fanno da padroni prodotti all’aloe e bigiotteria di pietra lavica.

Caleta de Famara

Un accrocchio di case sulla costa settentrionale (in alcuni punti la strada non è neppure asfaltata). Località molto spartana e un po’ hippy, frequentata perlopiù da surfisti (qui il vento si fa particolarmente sentire).

Playa Quemada

Un villaggio sul mare tranquillo, non lontano da Puerto del Carmen.

CENTRI TURISTICI

Costa Teguise

Non lontano da Teguise, ma sulla costa, è sorta Costa Teguise, una zona turistica frequentata perlopiù da Inglesi (e lo si nota subito dal numero di pub); c’è una bella passeggiata vicino al lungomare.

Puerto del Carmen

Forse la zona turistica più famosa dell’isola: c’è davvero di tutto. Un po’ troppo incasinata per i nostri gusti, difficoltoso trovare parcheggio, ma piacevole farci una passeggiata.

Playa Blanca

Sviluppatasi nell’estremità meridionale dell’isola; non l’abbiamo a dire il vero visitata troppo, ma di primo acchito ci è parsa più tranquilla delle altre due zone. Da qui partono anche i collegamenti per Fuerteventura.

Charco del Palo

Località nel nord-est dell’isola, frequentata perlopiù da tedeschi, famosa per essere una zona naturista.

La Santa

Lanzarote, come le altre Canarie, è frequentata da molti sportivi, anche amatoriali, in allenamento, specialmente ciclisti: se ne vedono tantissimi. A La Santa, non lontano da Caleta de Famara, sorge anche un famoso club-resort sportivo.

ALTRE ISOLE NEI PARAGGI

Da Playa Blanca è possibile raggiungere con mezz’ora di barca Corralejo, a Fuerteventura.

A nord-ovest di Lanzarote si trova l’arcipelago de Chinijo, che costituisce una riserva marina protetta; di queste isole, l’unica visitabile e abitata (circa 700 abitanti) è La Graciosa, le altre sono accessibili solo ai ricercatori o comunque previa autorizzazione.

La Graciosa

Questa piccola isola si trova a nord-ovest di Lanzarote ed è separata da lei da uno stretto braccio di mare, percorribile in mezz’ora di barca. Tuttavia questo tratto di mare è spesso agitato; il giorno in cui ci siamo andati non era particolarmente mosso, ma essendo la barca abbastanza piccola sembrava lo stesso di stare sulle montagne russe.

Le imbarcazioni partono da Orzola e arrivano a Caleta del Sebo, l’unico vero e proprio centro abitato dell’isola; due compagnie percorrono questo tratto di mare: Biosfera Express e Lineas Maritimas Romero. Le barche partono dallo stesso punto e anche le biglietterie sono attaccate; le partenze sono alternate tra una compagnia e l’altra e ogni mezz’ora ve n’è una. Noi abbiamo utilizzato Biosfera Express, ma solo perché quando siamo arrivati al porto era prossima alla partenza. Il costo è di 20 euro A/R, con uno sconto di 5 euro se il biglietto viene comprato con giorni di anticipo.

Arrivati a La Graciosa sembra di essere finiti in un altro mondo: non ci sono strade asfaltate, quindi anche in paese si cammina tra sabbia e terra; sull’isola le uniche auto circolanti sono dei fuoristrada. Vi sono noleggiatori di biciclette (ma ci avevano sconsigliato di utilizzare questo mezzo) o agenzie che organizzano gite sull’isola in fuoristrada; noi abbiamo optato per un altro mezzo di trasporto: le gambe! Ci siamo quindi incamminati per uno dei sentieri che partono da Caleta del Sebo e percorso un anello fino a tonare, 7 km dopo, al punto di partenza. Il cielo è rimasto coperto per quasi tutto il tempo, ma tutto sommato non è stato un male, visto che è bastata mezz’ora di sole mentre eravamo al porto in attesa della barca del rientro per arrostirci.

Una gita carina, sicuramente più interessante da fare in una bella giornata per unirci anche qualche spiaggia isolata e un tuffo in mare.

 

Quindi, mi ha conquistato Lanzarote? O sono rimasta delusa? Diciamo che è andata esattamente come mi aspettavo: l’ho trovata un’isola carina, curata, con angoli interessanti da vedere ma… non è scattata la scintilla. Un po’ come mi era successo a Fuerteventura, non me ne vado col pensiero “Prima o poi voglio tornarci”. Continuo a preferire di gran lunga le Canarie occidentali. Indubbiamente il Timanfaya è uno spettacolo della natura e il fascino a quest’isola lunare non manca… ma quello che ho provato raggiungendo la Cañada del Teide dopo aver attraversato pinete e coltri di nubi è un’altra cosa! Così come La Palma e La Gomera, con la loro bellezza ancora incontaminata, restano per me di un altro livello, nonostante la cura e le opere di Cesar Manrique. Ma i gusti sono gusti.

Certo è che, se si è anche alla ricerca di mare e spiagge (ipotizzando di essere un po’ più fortunati di noi con il tempo), Lanzarote ha una buona offerta, forse paragonabile solo a Fuerteventura.

 

P.S. un ringraziamento e un saluto speciale a Sara (Cioccolataia) e Stefano per aver con noi condiviso due giornate di visite e divertimento alla scoperta di Lanzarote.

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